Mistero sulla morte di Giulio, ora si attende l’autopsia

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L’ipotesi dell’attacco d’asma sembra non aver del tutto convinto gli inquirenti e, sembrerebbe, ma è tutto ancora da confermare, che alcuni amici del ragazzo abbiano a più riprese confermato che Giulio quella sera avrebbe fumato uno spinello e assunto droga. Solo l’autopsia prevista per domani potrà però, tramite l’esame tossicologico chiarire i misteri di una morte che ha sconvolto un’intera comunità. Ancora sotto shock anche il proprietario dell’agriturismo dove Giulio aveva scelto di festeggiare i suoi 18 anni e la festa di Halloween. Fra l’altro il giovane, nonostante l’asma, giocava a calcio ed era una promessa della squadra del suo paese, il Bagnoli. I carabinieri ispezionando l’agriturismo non hanno trovato tracce di stupefacenti.

Secondo quanto ricostruito Giulio Piva, dopo mezzanotte, si sarebbe sentito male e sarebbe stato soccorso immediatamente da una sua amica che conosceva bene la patologia, sarebbe stato poi adagiato all’interno di un auto nel parcheggio dell’agriturismo. Qui l’amica di Giulio avrebbe chiamato i genitori, anche perché sembrerebbe che il ragazzo si fosse dimenticato a casa il farmaco per ridurre il broncospasmo.

Un’altra ipotesi, che nelle ultime ore si sta vagliando, è che Giulio abbia mangiato o bevuto qualcosa che possa avergli procurato una reazione allergica. Uno choc anafilattico talmente immediato e potente da ucciderlo. Infine l’ultima ipotesi: il diciottenne forse soffriva di una rara patologia cardiaca congenita. Probabilmente simile a quella che ha stroncato in campo il giocatore del Livorno Piermario Morosini. Ma al momento queste, come l’assunzione di sostanze stupefacenti, restano solo supposizioni.

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Chi era il ragazzo di 18 anni morto nella notte di Halloween per una crisi d’asma?

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Si chiamava  Giulio Piva, 18 anni, e abitava a Bagnoli di Sopra, nel Padovano. Giulio era una promessa del calcio e giocava nella Juniores del Bagnoli 1967. La scorsa notte, a una festa di Halloween, a Bovolenta, dove festeggiava anche i suoi 18 anni,  è stato colto da una crisi d’asma e non ce l’ha fatta.  Questo il comunicato che ha postato sul sito del club dove militava il ragazzo: «Ragazzo splendido sempre con il sorriso, amante della compagnia dove i suoi migliori amici erano in squadra con lui. Per tutti noi un figlio cresciuto nella nostra società dove ha iniziato a tirare i primi calci fin da piccolino e fin da subito aveva fatto capire quanto forte era».

“Si beva una camomilla”: così i vigili al padre di un disabile

camomilla-disabile-tuttacronacaNon solo ha parcheggiato sul posto riservato ai disabili ma quando il padre di un bimbo portatore di handicap gli ha chiesto di spostare l’auto, un uomo ha insultato e strattonato chi chiedeva, semplicemente, rispetto per la segnaletica stradale. E’ accaduto giovedì mattina all’ingresso della scuola elementare Madonna Assunta di Bagnoli, in provincia di Napoli. L’accesa discussione ha poi visto il coinvolgimento di altri genitori presenti ed è degenerata in rissa davanti agli occhi dei piccoli alunni dell’istituto di via Pozzuoli. Il tutto si è concluso con una donna caduta malamente a terra e l’intervento della polizia municipale. A scatenare la rissa, il fatto che Roberto Marcone, padre di un disabile, aveva chiesto a chi aveva parcheggiato impropriamente di cedergli il posto che gli spettava. Racconta l’uomo: “Il plesso accoglie quasi 600 bambini di cui una ventina disabili, abbiamo ottenuto i due stalli dopo una lunga lotta cinque anni fa, ma la cattiva abitudine di occuparli senza diritto non è mai cessata, nonostante le numerose segnalazioni alla X Municipalità e alle forze dell’ordine. L’anno scorso per lo stesso motivo mi sono preso un pugno in faccia, adesso si è arrivati alla rissa”. Roberto è solo il portavoce dei molti genitori degli alunni disabili della scuola, impegnati in una battaglia quotidiana e le cui denunce sono supportate da una ricca documentazione fotografica delle violazioni al codice stradale. Continua l’uomo: “Ma siamo soli in questa lotta per la civiltà: ciò che mi ha rattristato di più, oltre all’ennesimo gesto di arroganza di chi si ostina a fermarsi sui posti per disabili anche solo per i famosi 5 minuti, è il fatto che alla fine i vigili non hanno elevato nessuna multa e mi hanno consigliato di andare a prendere una camomilla”. Ora si stanno mobilitando anche i genitori degli altri bimbi. “Stiamo pensando ad iniziative di protesta per sensibilizzare sulla vicenda – dicono – prima che si arrivi ad altri e più gravi atti di violenza”.

La storia di Enrico che vive in un ponte

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E’ orfano da quando aveva 14 anni, l’uomo, oggi 42enne, che vive all’interno del ponte di Coroglio, vicino alla Città della Scienza, nei pressi di Bagnoli-Fuorigrotta a un passo da Napoli. Enrico, questo è il nome dell’uomo, dice di essersi trasferito lì per “per sfuggire alle cattive frequentazioni”. E proprio qui viene aiutato da un centro accoglienza e per guadagnare qualche soldo ogni mattina scende la scala, che in realtà è una struttura di ferro, e ripulisce la spiaggia a due passi dal rudere della Città delle Scienze. Enrico vorrebbe lavorare, qualsiasi lavoro andrebbe bene, ma non ha mai avuto l’occasione, nessuno mai che gli ha offerto un lavoro e così si è rifugiato nel ponte, diventando “l’uomo delle caverne”. Ad aiutare Enrico c’è  Pina Dello Iacolo, residente di Cavalleggeri e amica dell’uomo che le dispiace pensare che “passi nel ponte tutti i giorni festivi in totale solitudine” e aggiunge “quando posso, gli offro un aiuto, gli lavo i panni o cose del genere”. Una storia di solidarietà, in cui qualcuno cerca di aiutare come può chi si trova ai margini di una società che non concede una seconda chance.

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Il Primo Maggio si trasforma in guerriglia a Napoli!

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Quello che doveva essere una festa si è trasformata in una guerriglia che al centro della protesta ha visto il degrado e l’inquinamento di Bagnoli. Concerto sospeso e transenne divelte da ragazzi che si sono uniti in un grido di dolore per la loro terra troppe volte stuprata e abusata solo per interessi personali e di clan. Sul posto agenti antisommossa si sono posizionati fra i manifestanti e il palco dove era in corso il concerto.

Truffa da 107 mln e disastro ambientale… Bagnoli bonificata virtualmente!

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E’ costata 107 milioni di euro la Bonifica di Bagnoli, ma l’area è stata bonificata solo virtualmente, in sostanza non è stato fatto nulla. Il problema è che ora ci si trova di fronte a una situazione ben peggiore di quella che si presentava al tempo della pre-bonifica. Sull’area è avvenuta una “miscelazione dei pericolosi inquinanti” e ora si è di fronte a un vero e proprio disastro ambientale.

Alla luce dei rilievi tecnici, i reti contestati sono: truffa ai danni dello stato, disastro ambientale, illecita percezione del denaro pubblico. falsificazione delle certificazioni di analisi e delle attestazioni di avvenuta bonifica, il favoreggiamento reale.

Le aree dell’ex Italsider e dell’ex Eternit di Bagnoli, alla periferia di Napoli, sono state sequestrate dai carabinieri nell’ambito di un’indagine della Procura di Napoli. Indagati 21 ex dirigenti della società “Bagnoli Futura” e di vari enti locali. Il gip del capoluogo campano ha inoltre disposto “un dettagliato piano di interventi finalizzato a un’adeguata bonifica e messa in sicurezza”.

18 mesi per far risorgere la Città della Scienza!

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”L’obiettivo e’ ambizioso: ricostruire la Citta’ della Scienza in 18 mesi”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e della ricerca scientifica Francesco Profumo a Napoli per un sopralluogo a Citta’ della Scienza, l’attrattore culturale andato in fiamme lunedi’ scorso. Il governatore Caldoro: nessuna delocalizzazione, sara’ ricostruita a Bagnoli.

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Le fiamme della città della scienza arrivano fino a Santo Domingo!

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«Quelle fiamme le ho viste, anche se ero al telefono da Santo Domingo, dove mi trovo. E mi  hanno fatto davvero male». Il cantautore Edoardo Bennato rappresenta l’anima di Bagnoli, ex quartiere operaio dell’Italsider, che da anni sembra abbandonato ad un destino beffardo. Un amico gli ha descritto nottetempo lo scempio del rogo.
Città della Scienza rasa al suolo da chi non vuole il riscatto di Napoli?
«Ma stavolta il popolo deve ribellarsi, deve gridare la propria indignazione, ricostruire con le proprie mani».
Nelle sue canzoni la voglia di cambiare non manca…
«Combatto l’immobilismo, l’indifferenza. La cultura è l’unica arma, l’unica speranza».
Il brano ”Per noi” è stato interamente girato a Città della Scienza. Solo un caso?
«Nient’affatto. Quella location era fantastica, raccontava un’altra Napoli. Forse un’altra Italia. Il testo dice: “Per noi, volenti o nolenti, che anche in questo momento ci stiamo muovendo…“. Ecco, ora bisogna muoversi, dire di no a chi disegna sempre il solito destino».
Che differenza c’è tra la Bagnoli delle prime canzoni di Bennato e quella che ieri ha assistito al rogo?
«Quasi nessuna. Forse con l’Italsider c’era almeno il lavoro. Malsano, ma lavoro. Bagnoli resta una terra di nessuno».
Eppure sul web c’è già un video amatoriale con le fiamme ed una sua canzone: “Dint ’a sta città nun se salva nisciun”…
«Era una denuncia per scuotere le coscienze. Ci salveremo solo con la cultura».

QUESTE PAROLE ARRIVANO MENTRE E’ SEMPRE PIU’ CHIARO CHE IL ROGO E’ D’ORIGINE DOLOSA!!!

“Napoli è sotto attacco”, così De Magistris. Fondi dall’Ue?

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Sotto attacco o meglio sotto ricatto! Nelle mani della criminalità che spaventa, in mano di quella criminalità a cui sono stati rotti determinati equilibri, in mano di quelle cosche che minano il cuore di una città per affermarsi a livello nazionale. Non è solo Napoli sotto attacco, è il Paese che viene ricattato.

Con la Città della scienza di Napoli va in cenere non solo quella che l’Eurispes ha riconosciuto nel 2010 come una delle cento eccellenze italiane, ma anche un’idea che si proponeva come un vero e proprio modello per la società della conoscenza. Un’idea diventata una realtà che negli anni ha avuto l’apprezzamento di tanti: è stata insignita nel 2005 del titolo di miglior museo scientifico europeo, premiata dall’Unione europea nel 2006 col Premio Descartes per la comunicazione scientifica e nel 2007 come migliore incubatore di nuova impresa. Il fronte del fuoco che, col passare delle ore si pensa sempre più di origine dolosa e che si è esteso per oltre un centinaio di metri, è stato spento da decine di pompieri dopo ore di lavoro. Città della scienza era stata realizzata nell’area ex Italsider negli anni Novanta, su iniziativa di Vittorio Silvestrini e per volontà di Antonio Bassolino, sul modello de La Villette di Parigi. Era il volto migliore della nuova Bagnoli e il più grande attrattore di  turismo scientifico del nostro paese: un luogo di incontro per insegnanti, studenti, famiglie, i bambini, tanti che amano l’avventura scientifica e hanno sete di conoscenza. Il progetto iniziale della Città della scienza, visitata ogni anno da circa 350mila persone, era stato avanzato agli inizi degli anni Novanta. Il 23 novembre del 2001, poi, l’inaugurazione del museo interattivo vero e proprio. Il polo scientifico era stato realizzato nel quartiere Bagnoli, l’ ex area industriale che ha ospitato per decenni l’Italsider. La struttura era ospitata in gran parte nella più antica fabbrica della zona, la ex vetreria LeFevre, i cui ex padiglioni industriali risalgono ai primi dell’ottocento e sono stati restituiti all’antico splendore da una fine operazione di restauro, tornando in vita per dare l’input al progetto di recupero dell’area.

Dopo una fase di sperimentazione cominciata nel 1987 con programmi di attività temporanee da un’idea di Vittorio Silvestrini, nacque la prima edizione di Futuro Remoto, che si svolse alla Mostra d’Oltremare. A seguito del grande successo riscosso dall’89 al ‘92, che si svolse all’Osservatorio astronomico di Capodimonte, fu costituita e riconosciuta la Fondazione Idis. Nell’operazione, Silvestrini coinvolse Vincenzo Lipardi, giovanissimo laureato in filosofia, socio di una cooperativa editoriale, la Cuen, attiva nelle pubblicazioni per il Politecnico. La vicinanza agli aspetti politici e sociali della grande crisi industriale che si stava consumando in quegli anni negli stabilimenti dell’ Italsider di Bagnoli portò Silvestrini e Lipardi a immaginare fin dall’inizio la realizzazione di un vero e proprio Science Centre nell’area, favorendo la riconversione della zona in un polo high-tech che arginasse al tempo stesso l’emorragia di posti di lavoro nello storico quartiere operaio. L’Italsider, la grande fabbrica siderurgica che alla fine degli anni Ottanta era ancora attiva ma che di lì a poco sarebbe stata chiusa. L’obiettivo di Silvestrini era ridare un progetto alla quinta città industriale e alla prima città deindustrializzata d’Italia: Napoli. Era giunto il momento, in quegli anni, di dare un nuovo modello produttivo alla città, fondato sulla conoscenza, un modello che dovesse appartenere a tutti e che per tutti dovesse essere un’opportunità.

L’assunto su cui si basava il ragionamento dello scienziato partiva dalla convinzione che la principale materia prima dello sviluppo fosse il sapere scientifico.

Ora è bruciato non solo un polo scientifico, ma l’idea stessa che vi era dietro. Sono andate  in cenere le esposizioni storiche come Futuro Remoto, l’ Officina dei piccoli, grande spazio dedicato ai bambini, il Planetario e tanti altri progetti. Praticamente l’intero centro, a eccezione del Teatro delle Nuvole, un corpo separato che ospitava rappresentazioni che coniugavano teatro e scienza.

L’Ue ha appena fatto sapere che prenderà in considerazione l’idea di cofinanziare la ricostruzione… Se ci fosse davvero un’Unione Europea, una cooperazione fra popoli che mirano a un obiettivo comune che dovrebbe essere quello del benessere dei cittadini senza distinzione, di razza, religione, sesso… allora ci doveva già essere una riunione straordinaria e stanziare un fondo di ricostruzione. MA L’UNIONE EUROPEA E’ SOLO UN OLIGARCHIA TESA A SOTTOMETTERE I PAESI IN DIFFICOLTA’ E A SPECULARE SULLE POPOLAZIONI STRANGOLATE DAI GOVERNI!

Va in fumo la città della scienza, la Procura dispone il sequestro

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Un vastissimo incendio ha praticamente distrutto, nella notte, la “Città della Scienza”, il museo interattivo considerato tra i gioielli culturali di Napoli oltre che uno dei suoi più validi attrattori turistici, con una media di 350mila visitatori l’anno. Ancora ignote le cause: unica certezza è che all’interno della struttura non c’erano persone, grazie anche alla chiusura settimanale del lunedì.I danni sono ingentissimi: sopravvivono solo i muri perimetrali, l’interno dei padiglioni è devastato. Il fronte del fuoco è lungo più di un centinaio di metri, e dal rogo si è alzata una colonna di fumo visibile da buona parte della città. Dei numerosi padiglioni che componevano lo “science center”, solo uno è stato risparmiato dalle fiamme: l’area distrutta è stimata in 10-12mila metri quadrati, praticamente l’intero centro, a eccezione del “teatro delle Nuvole”, un corpo separato che ospitava rappresentazioni.

Arriva ora il sequestro dell’area per cercare di capire l’origine del rogo (probabilmente doloso e di stampo camorristico) al cuore di quello che era il fiore all’occhiello di Bagnoli. E’ andato in fumo un progetto di riqualificazione che era un gioiello per l’intera città. Un esempio di recupero di uan delle aree più martoriate di Napoli.

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