Fuggo dalla città… ma resto connesso!

gauthier-toulemonde-tuttacronacaL’hanno soprannominato Robinson Crusoe 2.0 e lui ha dimostrato che “Con la tecnologia tutto è possibile”, anche restare 40 giorni in una sperduta isola indonesiana, da soli, e continuare a dirigere la propria azienda. Il francese Gauthier Toulemonde ha dimostrato che grazie ai moderni strumenti hi-tech si può lavorare ovunque e quindi eliminare tempi morti e migliorare il livello di vita. Il 54enne francese, stanco del pendolarismo tra Lille e Parigi per dirigere la sua società editoriale Timbopress, è partito con due computer, un tablet, una fotocamera e due telefoni satellitari – tutti alimentati da energia solare ed eolica ottenuta da quattro pannelli solari e un piccolo mulino a vento – e due tende, una per dormire e l’altra per proteggere i dispositivi. Lo chiamavano pazzo utopista, ma come ha dimostrato grazie al suo blog, Web Robinson, anche se il luogo scelto era paradisiaco, ce l’ha fatta anche se le condizioni non erano delle migliori. Solo per individuare l’isola adatta sono stati necessari sei mesi, poi altri due per organizzare la spedizione contando su un budget di 10mila euro (senza sponsor). “Non ero in vacanza, bensì una dimostrazione pratica che oggi non bisogna più andare ogni mattina in ufficio, basta sfruttare le opportunità che ci offre la tecnologia”. La sua avventura è iniziata lo scorso 8 ottobre, raggiungendo la meta scelta che si trova a 5 ore di battello dal villaggio più vicino. La giornata tipo era piuttosto piena: sveglia alle 5 del mattino, dieta a base di riso e pasta portate dalla Francia, arricchita dalle prede pescate ogni giorno, otto ore di lavoro tra colloqui con i redattori e gli accordi con gli inserzionisti, mentre il cane affittato per l’occasione difendeva cibo e strumenti dagli assalti di topi e insetti. “Ho lavorato allo stesso modo di quanto faccio ogni giorno in ufficio per dimostrare che il telelavoro è possibile anche nelle zone più remote, per questo deve essere incoraggiato come avviene già nei paesi anglosassoni, mentre in Francia ci sono ancora resistenze”. Oltre alla mancanza di confort, il periodo per soggiornare nell’isoletta indonesiana è stato il peggiore, tanto che dopo la tempesta della prima notte ha convissuto spesso con piogge torrenziali tipiche della stagione in corso. Momenti di panico non sono mancati, anche se il motivo era un altro: “La paura più grande era di restare senza connessione”, spiega l’imprenditore che vive con un po’ di timore il ritorno alla caotica quotidianità. “Ho quasi dimenticato cosa significa prendere la metro e guidare nel traffico”, anche se i quaranta giorni in solitaria sull’isola hanno lasciato impresso una certezza: “Lavorare a distanza è fattibile e anche se con Skype e internet non si è mai soli, l’unica cosa fondamentale è mantenere il contatto umano. Niente potrà mai sostituirlo”.

Eurostar deviati, allarme bomba a Lille, evacuata la stazione francese

Lille-europe-tuttacronaca-allarme-bomba

Secondo il quotidiano La Voix du Nord, la stazione ferroviaria Lille-Europe è stata evacuata sabato intorno alle ore 16.45 a causa di un allarme bomba pervenuto con una telefonata anonima.  I treni sono stati dirottati alla stazione di Lille Flandres nelle vicinanze. Secondo le ultime informazioni cancellazioni e deviazioni sono a tempo indeterminato fin quando non sarà finita la bonifica per lanciare il cessato allarme. Soprattutto risentirà di disagi il traffico ferroviario da e per Londra.

Il sindaco che giustifica azioni contro i Rom. E’ polemica.

Régis Cauche-tuttacronaca

“I Rom non hanno niente da fare qui. Se un mio concittadino commetterà l’irreparabile, fornirò il mio sostegno. La popolazione ne ha già abbastanza”: sono le parole di Régis Cauche, sindaco del piccolo comune di Croix, vicino Lille, al confine col Belgio. Nelle ultime settimane in fatti nel località che conta circa 20mila abitanti sono arrivati circa 200 Rom.

Il sindaco ha quindi raccontato che nella notte tra sabato e domenica, un agricoltore di Croix ha sparato a salve per spaventare un gruppo di Rom, che si stava avvicinando alla sua proprietà. Molti commercianti e cittadini si sono lamentati in questi ultimi giorni di un aumento dei furti.

Régis Cauche assicura di ”avere le prove” che siano di responsabilità dei Rom. ”Non possiamo lasciare che saccheggino Croix, non è più possibile”, ha avvertito il sindaco.

Immediata la risposta dell’esponente socialista di Croix, Mario Califano, che ha denunciato ”parole irresponsabili che incitano all’odio razziale e assomigliano ai discorsi antisemiti degli anni 30”. Per lui, il sindaco colpisce anche la ”presunzione di innocenza”, visto che accusa ”un intero gruppo senza distinguere tra i suoi componenti”.

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