Si accende il dibattito su La Terra dei Fuochi, anche Gabriele Muccino twitta

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Il “vaso di Pandora” si è aperto e tutti i “mali” della Terra dei Fuochi sono ora visibili agli occhi di tutti. Quando negli anni passati si era cercato di richiamare l’attenzione sul grave problema delle ecomafie ci si era trovati davanti un “muro di gomma”, ma ora a distanza di tempo, con altri morti seppelliti, finalmente l’orrore è sotto gli occhi di tutti e i tempi sono maturi per aprire un dibattito.

Istituzioni, cultura e ambientalisti si stringono intorno alla popolazione, si apre il dibattito e si cercano soluzioni.

«Non so se serve un legge perché fare una legge ha dei tempi molto lunghi e dobbiamo agire rapidamente» ha detto il ministro per l’Ambiente, Andrea Orlando, rispondendo a una domanda in merito alla legge speciale per le bonifiche in Campania.

«Sicuramente è auspicabile un testo in cui l’insieme delle iniziative possano avere una sede organica – ha affermato Orlando a Napoli – ma non so se sarà quella la prima risposta che saremo in grado di dare. Penso anche a provvedimenti d’urgenza» e che «si possano fare ulteriori passi che stiamo studiando».

Orlando ha ricordato che sulla Terra dei fuochi, a metà tra Caserta e Napoli, «abbiamo siglato un protocollo per la raccolta dei pneumatici, abbiamo iniziato a ragionare su come si può coordinare meglio il lavoro di diversi Ministeri».

«Naturalmente non siamo ancora l’altezza della situazione – ha aggiunto – e credo che nei prossimi giorni andranno assunti ulteriori provvedimenti tanto per le risorse per le bonifiche, tanto per la repressione dei fenomeni». «Ci saranno – ha concluso – notizie importanti anche al termine delle indagini di questi mesi».

«Orlando non trova convincente una legge speciale perché è troppo lungo l’iter? Allora il governo faccia un decreto, domani e non fra un mese, che metta dentro tutte le osservazioni che abbiamo formulato con i cittadini ed i parlamentari campani». Così invece si è espresso il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro che ha poi aggiunto «Non faremo passi indietro per tutelare la salute e l’ambiente. Siano previste le risorse ed i tempi. In caso diverso vuol dire che il governo vuole abbandonare queste terre colpite da sversamenti illegali da tutto il Paese».

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Anche lo scrittore e giornalista Pino Aprile ha fortemente voluto che la prima presentazione nazionale del suo nuovo libro, “Il Sud puzza”, fosse ad Orta di Atella (Ce), il comune del casertano, tristemente conosciuto per essere uno dei tanti all’interno di Terra dei fuochi e dei veleni. Come riporta il Fatto Quotidiano lo scrittore ha affermato “Spero che l’incontro serva a far “connettere” (ove già non sia avvenuto) quei gruppi di cittadini che, in tutto il Sud, impegnano il loro tempo, le capacità e le risorse, per migliorare la condizione civile di tutti. Non si ha idea dell’immenso lavoro che stanno facendo questi “Cancioli”, ricostruttori di sana comunità. Da una parte ti rendono orgoglioso per quel che fanno; dall’altra ti fanno vergognare, perché non fai altrettanto. *Perché “Cancioli”, cosa vuol dire? Nel trascrivere l’intervista che avevo fatto a Mirella (la vedova di Felice Pignataro, l’artista che colorò Scampia), trovai sul mio taccuino (come vedete, stavolta l’ho scritto senza la “q”) una parola che non riuscivo a decifrare. La mia stilo aveva scritto a fatica, per via di una impurità che si era infilata nel pennino. Mi pareva di leggere “Kancioli” o “I Cancioli”. Così, chiamai Mirella: «Cosa sono i Cancioli, un’altra delle figure inventate da Felice, come San Ghetto, il protettore delle periferie?». «Proprio no», mi assicurò lei, «mai sentita questa parola». Ora, io non sono credente, ma credo alle coincidenze. In quel momento, si parlava di “ricostruttori di sana comunità”, quale era Felice, è Mirella; un concetto per il quale non c’è nel vocabolario una parola che mi dia piena soddisfazione. E sì che ne abbiamo di parole. Perché va a capitare quel termine (scritto da me!!!), proprio lì, allora? Le coincidenze sono il modo che gli dei hanno per rivelare le proprie intenzioni, dicevano i greci. Così, non c’è alcun dubbio: gli dei hanno sporcato il pennino della mia penna, per fargli vergare, solo in quel punto, in tutto il taccuino, una parola che non esisteva: Cancioli, e cos’altro può voler dire se non, appunto: “ricostruttori di sana comunità”? Quindi, mi inchino dinanzi ai Cancioli di Scampia, ai Cancioli della Terra dei Fuochi, ai Cancioli di Taranto, ai Cancioli di Calabria, ai Cancioli della Lucania non petrolifera e non radioattiva, ai Cancioli di Addiopizzo…”. Il 25 ottobre alle 17,30, al Palasport di Orta di Atella, non ci sarà semplicemente la presentazione del nuovo libro di Pino Aprile, ma la possibilità di realizzare la “grande rete civica” dei movimenti attivi nella denuncia delle emergenze ambientali nelle nostre regioni. Oltre a dar voce ai vari comitati convenuti, si realizzerà, anche un sogno di Padre Maurizio Patriciello: il gemellaggio tra i comitati “Donne per Taranto” e “Mamme di terra dei veleni”. Il  sogno è riempire il palasport di Orta e lanciare un forte ed inequivocabile messaggio ai politici: “Il Sud rialza la testa e non ci sta a soccombere”!

Anche il regista Gabriele Muccino oggi ha voluto, attraverso Twitter, occuparsi del problema ed esprimere la sua opinione sull’argomento:

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Sindaco di Capri risponde a De Laurentiis: “Un’uscita che si poteva risparmiare”

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Il sindaco di Capri, Ciro Lembo,  non ha perso tempo e ha respinto le accuse del presidente del Calcio Napoli Aurelio De Laurentiis, secondo cui l’attaccante argentino sarebbe stato curato male all’ospedale “Capilupi”, dove si è recato ieri dopo essere scivolato su uno yacht.

«Un’uscita che si poteva risparmiare», commenta Lembo che rivolge un plauso ai medici dell’ospedale «che pur lavorando in condizioni difficili hanno assistito adeguatamente il calciatore, ricevendo i ringraziamenti suoi e degli amici che erano con lui».

«Tra l’altro -aggiunge- ha rilasciato questa dichiarazione senza neanche aver visto le condizioni del calciatore, quindi non capisco di cosa accusa i medici». «Il Comune sta compiendo uno sforzo per assicurare una buona sanità a tutti, non solo ai vip che vengono a Capri», precisa il sindaco ricordando che «a nostre spese abbiamo messo da quest’anno un presidio medico di urgenza a Marina Grande che ha già compiuto più di 50 interventi e ricevendo lettere di encomio e ringraziamento. Al presidente De Laurentiis dico quindi che il nostro lavoro lo sappiamo fare».

«Mi auguro -conclude Lembo- che questo fracasso mediatico riaccenda i riflettori sul problema della struttura, che sussiste e che conosciamo, e che permetta di trovare una soluzione. Spero che queste dichiarazioni permettano di riproporre il problema del “Capilupi” e che ci sia un interessamento del presidente Caldoro in merito».

Il botta e risposta sarà terminato o la polemica si riaccenderà nelle prossime ore?

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