La Santanché pronta a farsi suora, se Alfano…

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Daniela Santanchè, si dice pronta a farsi suora “se Alfano si sfila dal governo”, questa è l’ultima provocazione della parlamentare di Forza Italia che qualche minuto prima aveva spiegato come il suo partito sarebbe rimasto all’opposizione specificando che si sarebbe trattata di “un’opposizione patriottica.” E sul colloquio tra Renzi e Berlusconi ha dichiarato: ”Conoscendo il carattere del presidente Berlusconi e un po’ quello di Renzi, immagino che sarà stato un incontro simpatico.”

“In tv voglio volti rassicuranti”: Berlusconi decide chi non deve apparire!

santanche-tv-tuttacronacaSarebbe stato Silvio Berlusconi a decidere di bandire i volti “troppo aggressivi” dalla televisione, preferendo facce “rassicuranti” in grado di “non spaventare l’elettorato moderato”. E il leader di Forza Italia avrebbe anche messo a punto la sua “black list”: personalità di Forza Italia che, in questa fase, non sono graditi sul piccolo schermo e nella quale appaiono anche alcuni big del partito e “amici” di casa Arcore: da Daniela Santanchè a Maurizio Gasparri. Secondo Repubblica, la lista nera comprende almeno 12 nomi, di cui finora ne sono noti soltanto sei. Oltre alla pitonessa e a Gasparri, ne fanno parte Alessandra Mussolini, Micaela Biancofiore, Laura Ravetto e Lara Comi. “Quelli li voglio vedere meno nei tg d’ora in poi, quegli altri di più”. L’ordine impartito è: “Entriamo da gennaio in piena campagna elettorale, almeno nei telegiornali di maggiore ascolto voglio volti rassicuranti, poco aggressivi, che non spaventino l’elettorato moderato”. Ma come c’è una lista nera, compare anche una “white list” con i volti graditi nei tg e nei talk show. Tra questi ci sono Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Renata Polverini e il sempre presente Renato Brunetta. Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di FI, ha smentito “l’esistenza di una qualsiasi lista di proscrizione”. Eppure – rincara Repubblica – il Cavaliere ha compiuto la sua scelta e l’ha comunicata a molti. Alcuni, a cominciare da Laura Ravetto, non hanno nascosto il loro malumore. Sulla pagina Twitter della Ravetto si legge infatti: “Davvero esistono liste proscrizione nel mio partito su chi deve andare in tv e “avere le pa**e” e’ considerato poco “rassicurante”?”

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Laura Boldrini e la solidarietà a Daniela Santanchè

santanchè-tuttacronacaUn comunicato ha reso noto che “La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha telefonato all’onorevole Daniela Santanchè per esprimerle piena solidarietà. La chiamata fa seguito ad un’intervista televisiva nella quale un giovane incappucciato qualificatosi come ultrà aveva detto, a proposito dell’esponente di Forza Italia: ‘A sentir parlare ‘sta gente vorrei veramente andar lì ad ammazzare'”. Quanto accaduto nel corso della trasmissione Servizio Pubblico era stato trattato anche da Stefano Zurlo su il Giornale:

Tre minuti e 23 secondi come non si erano mai visti in tv, senza filtri e senza barriere, una sorta di istigazione all’omicidio che entra nelle case di milioni di italiani e, per di più, dalla porta autorevole di un programma di successo come Servizio pubblico.

«Per morire fra dieci anni di cancro ai polmoni preferisco morire domani sparato da un poliziotto…». A parlare è naturalmente un tizio senza nome, incappucciato, che però non si fa pregare e va dritto al punto: spariamo ai politici. Poi, con una rapida sequenza, fa i nomi di Barbara d’Urso e Daniela Santanchè: «Sono su Canale 5 con mia mamma, che mi guardo Barbara d’Urso – esordisce lo sconosciuto – con quei quattro stronzi tipo la signora Santanchè che parla, dopo tre minuti mi sale un nervoso che vorrei andare lì ad ammazzare nel vero senso della parola, ma non posso, non perché non ho le capacità, ma perché fra me e loro ci sono quei personaggi, i poliziotti. I poliziotti sono nemici perché difendono quei criminali. Mio padre ripeteva: hai capito che il forno era caldo dopo che hai messo la mano… Tu non puoi capire i tuoi errori se nessuno ti punisce, io posso punirti una volta, due, alla terza volta devo ammazzarti. Se comincio a sparare alle gambe, io ci penso due volte prima di sbagliare, allora, c… uno dice sarà meglio che mi comporti bene perché hanno sparato a quello. E ti dirò di più: questo che ti sto dicendo è un po’ il pensiero comune di tutti: vecchi, donne, pensionati, non pensionati. Se domani parto per Roma e invece di fare come quel signore calabrese che ha sparato al carabiniere ne secco uno di quelli, io faccio l’ergastolo ma nel giro di 24 ore ho più fan di Eminem e Madonna».

La villa della Santanchè a Cortina che è un negozio ai fini fiscali

daniela-santanche-cortina-casa-tuttacronacaE’ Marco Lillo del Fatto Quotidiano a parlare della villa a due piani di Cortina d’Ampezzo dove Daniela Santanchè trascorre le sue vacanze ma che viene classificato, ai fini fiscali, come locale commerciale al catasto e affittato dalla società Visibilia, di cui detiene il 60% (il resto è della società quotata Bioera, controllata dall’ex marito Canio Mazzaro). In sintesi: il conto per quella che si reputava una classica seconda casa di montagna, cioè il canone di locazione pagato alla BazziCase S.a.s. di Cortina, viene ammortizzato come costo per la società e quindi deducibile dal reddito. Lillo è andato a vedere le carte del processo intentato alla Banca Popolare di Milano e al suo ex amministratore Massimo Ponzellini e ha ricavato due elementi che reputa rilevanti: la Bpm concedeva fidejussioni e prestiti a una società, quella della Santanchè, che esibiva fatture non ancora incassate (a inizio 2011 3/4 di fatture non incassate); il canone di locazione di Cortina anticipato da Bpm è registrato per un immobile adibito a locale commerciale. Un negozio, insomma, non una seconda casa da 215 mq. e relativa pertinenza da 75 mq. Interpellata dal Fatto, Santanchè conferma la natura commerciale dell’immobile:

Non c’è nulla di male. Quella casa serve per le cose della società. Non è una casa in cui vado tutti i week-end a sciare. Ho ritenuto fosse giusto perché la utilizzo per le pubbliche relazioni e gli eventi che dobbiamo realizzare per Visibilia. Inoltre mi pare di ricordare con un margine di certezza del 99 per cento che paghiamo solo metà del canone tramite Visi-bilia. Non è una villa ma una casa che ha un piano su strada senza camere da letto dove ho organizzato un incontro con i miei migliori clienti e presto farò un evento per la rivista che edito: Ville e giardini.

Ecco perché Daniela Santanché è stata condannata

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Era il 20 settembre 2009 quando Daniela Santanchè diede vita a  una manifestazione antiburqa non autorizzata davanti alla Fabbrica del Vapore a Milano. La manifestazione si svolse durante la preghiera di fine Ramadam e in quell’occasione fu anche aggredita da un egiziano che successivamente è stato condannato per 2500 euro di multa. Oggi è arrivata la condanna anche per parlamentare di Forza Italia: 4 giorni di arresto e 100 di multa che sono stati convertiti in 1100 euro di ammenda. “E’ proprio vero che la legge è uguale per tutti. Ho ricevuto lo stesso trattamento dei Centri sociali, dei No-Tav e dei black bloc”, ha detto Santanchè commentando la condanna che le è stata inflitta. La parlamentare ha annunciato il ricorso in appello.

La protesta anti-burqa costa alla Santanchè la richiesta di un mese di arresto

santanchè-antiburqa-tuttacronacaNel settembre 2009, a Milano, in occasione della cerimonia di chiusura del Ramadan Daniela Santanchè promosse una protesta anti-burqa senza aver chiesto l’autorizzazione della questura. Per questo motivo, il pm del processo che l’ha vista imputata ha formulato una pena di un mese di arresto e una multa di 100 euro. In quell’occassione, la Pitonesse venne colpita allo sterno e riportò lesioni giudicate guaribile in venti giorni. A sferrare il colpo l’egiziano Ahmed El Badry, imputato assieme a lei e condannato a pagare 2mila euro di multa. Il pm ha chiesto che vengano riconosciute le attenuanti generiche alla Santanchè per il suo corretto comportamento processuale, anche perché “si è fatta interrogare”, e perché incensurata. Poi ha spiegato che per il reato di manifestazione non autorizzata “non è previsto il dolo”, ma solo la colpa: quella della Santanchè sarebbe stata di non chiedere l’autorizzazione nelle modalità previste dalla legge. Per quanto riguarda il suo aggressore, El Badry, il magistrato ritiene che vada punito con una multa senza la concessione delle generiche e nemmeno dell’attenuante della provocazione perché “ha colpito una persona, oltretutto di sesso femminile, che esprimeva opinioni”. La sentenza sarà pronunciata dal giudice monocratico dell’ottava sezione penale Elena Balzarotti il 2 dicembre prossimo.

Tornando a quel giorno di settembre di quattro anni fa, così il Corriere ricostruiva la movimentata giornata:

Nel certificato medico del dottor Roberto Antonio Paternollo si legge di una prognosi di «20 giorni» per «contusione emitorace sinistro e contrattura alla muscolatura latero cervicale sinistra». La paziente è Daniela Santanchè. È arrivata in ospedale, il Fatebenefratelli, alle 11.30, in codice verde, cioè il meno grave, dopo una «aggressione». Qualcuno l’ avrebbe colpita («Pugno in pancia» sostiene lei). La polizia si riserva di visionare i filmati delle videocamere dei propri agenti. C’ è stato parapiglia. Erano le 9.10, all’ esterno della Fabbrica del vapore, dove nel tendone del teatro Ciak si celebrava la fine del Ramadan, il mese sacro dei musulmani. La Santanchè manifestava «contro il burqa». Stamane la comunità islamica la denuncerà «per turbativa di culto» e perché «è stata lei, ad aggredire». Il ragazzo con il gesso Torniamo al parapiglia. Di certo c’ è che la Santanchè finisce a terra, ci rimane tre minuti circa. Piange, le fa male il torace, l’ ha picchiato contro l’ asfalto. Attorno, c’ è un ragazzo, musulmano, con un braccio ingessato; è giovane, dicono sia uno dei ragazzi che vendono i tappeti per la preghiera. È particolarmente agitato, teso. La polizia lo terrà da subito d’ occhio (a tarda serata contro di lui non era stato emesso alcun provvedimento). È stato il ragazzo a sferrare quell’ eventuale pugno alla leader del Movimento per l’ Italia? Se sì, noi non lo abbiamo visto, e nemmeno la polizia o la stessa Santanchè. Forse le videocamere? Siamo a pochi metri dal cancello della Fabbrica del vapore, in via Procaccini, a ridosso della centrale Chinatown. Circa 4 mila le persone che pregano. Ci sono uomini. Bambini. E donne. Alcune coperte in volto. Coperte «dal burqa» sostiene la Santanchè. «No, il burqa è afghano, nemmeno sa… questo è il niqab» dice Abdel Shaari. Shaari è il direttore del centro culturale islamico di Milano. Invita a «non cedere alle provocazioni». In dieci non lo ascoltano, ribattono alla Santanchè e ai suoi, che sono una trentina. Tra loro, qualcuno prende di mira una donna e urla: «Ti puzza il fiato, sei brutta, fai schifo». Come risposta, alla Santanchè, ma non riusciamo a capire da quale bocca e volto, arriva un insulto («Put…») e una minaccia («Domani muori»). Gli scudi della polizia La polizia abbassa gli scudi per farci delle transenne, e dividere. Shaari ordina a una ventina di ragazzi di organizzare un cordone davanti all’ ingresso. La polizia ne allestisce un secondo, più compatto e duro. Un po’ ci si calma. Alle 11 Daniela Santanchè, che non intende andarsene, manda a chiamare Shaari. «Voglio entrare e vedere». Permesso accordato. Avvicina un gruppo di ragazze, distribuisce i volantini; si ferma davanti a una signora coperta dal velo, fissa il marito, gli dice: «Liberala. Devi liberarla». La donna non fiata, il marito nemmeno. Solidarietà dal ministro Mariastella Gelmini, le accuse di una «sceneggiata premeditata» da parte del radicale Silvio Viale. A tardo pomeriggio, uscita dall’ ospedale, Daniele Santanchè spiega: «Dovessi ricapitarmi l’ occasione, lo rifarei. Perché gli agenti non hanno fermato quelle donne avvolte dal burqa? E se sotto avessero avuto delle armi, delle bombe? E se si facevano esplodere?». La comunità islamica sostiene che lei abbia provocato. «Falso. Io mi batto per far rispettare la legge». Oggi in Questura A Shaari è giunto un messaggio dell’ Unione delle comunità islamiche in Italia, per condannare l’ azione di «un gruppetto di squadristi». Shaari dice: «Era una bella occasione… Avevamo la possibilità di parlare dei nostri problemi. Niente, non ci è stato permesso». Quali sono i vostri problemi? «Non abbiamo una moschea. Dobbiamo pregare in luoghi provvisori, eppure, in tutti questi anni, abbiamo dimostrato di non creare mai problemi a Milano e ai milanesi». Da quand’ è iniziato a ieri, il Ramadan, nonostante per un mese abbia appunto spostato migliaia di persone da un quartiere all’ altro, non ha avuto effetti collaterali: nessun incidente di percorso, come riconosciuto dal Comune. A Daniela Santanchè, il dottor Paternollo del Fatebenefratelli ha raccomandato di «evitare sforzi» e ha prescritto Aulin e Toradol. Se non lei direttamente, i suoi hanno tentato – confermano gli inquirenti – di togliere il velo ad alcune donne. Tre, per l’ esattezza. Oggi Shaari, le accompagnerà in Questura «per la denuncia contro questa signora che ci ha rovinato la festa».

Il periodo no della Santanchè

santanchè-visibilia-tuttacronacaDecisamente un periodo no per la Pitonessa: si augurava la crisi di governo e invece ha incassato una “sconfitta” quando al suo partito è giunto l’ordine di votare la fiducia, dei ragazzini l’hanno insultata sotto casa, ora, come spiega un articolo a firma Marco Lillo su il Fatto, si ritrova con dei grattacapi anche nell’ambito degli affari. Visibilia, concessionaria di pubblicità di cui è amministratrice unica e azionista di controllo, non sta vivendo uno dei suoi momenti migliori. La società che vende spazi pubblicitari per il Giornale, infatti, presenta un indebitamento finanziario corrente di 12 milioni e 74mila euro, composto per 8 milioni e 325mila euro da debiti verso le banche dovuti ad anticipi fatture per altri 3 milioni e 748mila. A causa di questa non facile situazione di bilancio, le banche avevano dimezzato le linee di credito sull’anticipo delle fatture. Nel tentativo di tirarsi fuori da una simile situazione, la Santanchè ha deciso di rivolgersi all’ex marito Canio Mazzaro, proprietario della Bioera, azienda di prodotti biologici quotata in borsa. Spiega Lillo che, per convincere gli azionisti di Bioera a credere in lei, aveva promesso di incassare, con Visiblia, 5 milioni di euro all’anno con la pubblicità su 50 emittenti radio. Mazzaro ci aveva creduto e ricambiato: vende alcune quote (il 14 per cento poi diventato 9) all’ex compagna e in cambio compra il 40 per cento della Visibilia. In gergo tecnico viene definita un’operazione a parti correlate. Operazione che non aveva soddisfatto la Consob per le informazioni fornite dai due ex coniugi. E così, spiega Lillo sul Fatto, a fine settembre ci sarebbe stato un incontro tra la Pitonessa e il presidente dell’ente che vigila sulle operazioni di borsa Vegas per capirne di più: la Santanchè ha però smentito: “Tutto falso, non ci siamo mai visti”.

Santanchè: “Le donne devono permettersi il lusso di essere come gli uomini”

santanchè-lario-lavorare-tuttacronacaDaniela Santanchè è intervenuta ai microfoni di La Zanzara su Radio 24 dove ha parlato dell’emancipazione femminile approfittandone per schierarsi dalla parte di Berlusconi mentre parla dell’ex moglie del leader di Forza Italia: “Veronica Lario? Io preferisco pagare gli uomini e non essere pagata. Per me le donne devono lavorare e permettersi il lusso di essere come gli uomini e pagare gli alimenti”. Il riferimento è al mega assegno che il Cav deve pagare all’ex consorte, la cui cifra è stata ridotta a 1.4 milioni di euro al mese lo scorso luglio. Inizialmente la cifra era di 3 milioni. Ha continuato la Pitonessa: “Come donna preferisco pagare gli alimenti a un uomo. Dobbiamo abituarci a pensare che gli uomini non sono dei bancomat. Mi sembra chiaro che ho un concetto molto diverso dalla Lario. Questa cosa dei 46 mila euro al giorno non riesco neanche a comprenderlo, è fuori dal mondo”.

Chi sono i più assenteisti d’Italia? I parlamentari si piazzano bene!

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E’ SkyTg24 a dare i numeri e stavolta non sono quelli della follia, ma dell’assenteismo dei parlamentari di Camera e Senato. Ci sono infatti deputati come Antonio Angelucci del Pdl che nelle 1370 votazioni dall’inizio della legislatura risulta assente, tanto da essere soprannominato il fantasma. 100% di assenze in quale altro posto di lavoro sarebbe tollerabile?

Ma certo non è l’unico. I suoi compagni di partito come Pietro Longo e Daniela Santanchè,  superano il 90% di assenze nei lavori parlamentari, così come sono vicini al record anche Umberto Bossi della Lega Nord, Bombassei di Scelta civica e Guido Galperti e Umberto Marroni del Pd.

Certo il sito della Camera, come sottolinea anche SkyTg24, mette a disposizione le statistiche senza specificare a cosa siano dovute le assenze, se si tratti quindi di malattie o altri incarichi, ma resta comunque abbastanza agghiacciante il dato.

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 Al Senato la situazione non migliora, con Silvio Berlusconi recordman dell’assenteismo: dall’inizio della legislatura è stato presente a un voto soltanto: quello della fiducia a Letta, lo scorso 2 ottobre. E sono molti gli uomini dell’entourage del Cavaliere che si fanno vedere ben poco a Palazzo Madama: il suo legale Nicolò Ghedini, ad esempio, che ha totalizzato il 99,94% di assenze, o «l’uomo del Pdl» Denis Verdini che non c’è stato il 99,88% delle volte. Un po’ più in basso nella classifica dei senatori «introvabili» anche due nomi noti: l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti (assente l’88,88% delle volte) e anche lo stesso Mario Monti, che ha disertato l’aula nel 65% delle occasioni.

Ma ci sono anche i virtuosi, e Sky mette in luce anche quelli: alla Camera il record delle presenze spetta a Francesco Cariello del MoVimento 5 Stelle (presente al 99,12% delle votazioni), che stacca di poco Giorgio Brandolin del Pd, Lainati del Pdl e Paola Binetti di Scelta Civica, che ha votato il 94% delle volte.

 

La Santanchè all’attacco di Napolitano: “E’ un traditore”

danielasantanchéarena-napolitano-tuttacronacaEra ospite a L’Arena, su Rai Uno, il falco del Pdl Daniela Santanchè. La fedelissima di Berlusconi ha attaccato pesantemente il Capo dello Stato con parole che non potevano passare inosservate. “In Italia ci sono dei traditori, il primo è il Pd perché è venuto meno ai patti. Poi c’è il Capo dello Stato che sta facendo il suo secondo mandato perché lo ha proposto Berlusconi, ma la pacificazione di cui aveva parlato non c’è”. E ha proseguito: “Io l’ho votato ma oggi non lo voterei più”. Lui “deve mantenere la parola data ed essere arbitro della Costituzione, non un giocatore”. Tra i primi a prendere le distanze dalla deputata del Pdl sono stati i due capigruppo del partito di Camera e Senato Schifani e Brunetta. In na nota congiunta hanno sottolineato come “le gravi affermazioni della Santanchè’’ non sono “condivise dai Parlamentari del Pdl. Le sue sono valutazioni personali”. Maurizio Lupi, ministro per le Infrastrutture, oltre a difendere il Capo dello Stato ha contestato la collega di partito le parole della quale reputa “gravi e dannose”. Ma ne ha anche ne approfittato per fare un richiamo anche interno al Pdl: “Documentano – avverte – purtroppo, il tipo di partito che noi non vogliamo che il Popolo della libertà divenga”. Critiche arrivano anche dal Pd, con i parlamentari dem che, in una nota, hanno chiesto l’intervento del presidente della Camera Laura Boldrini: “Se le sue dichiarazioni non sono smentite sono di una gravità assoluta”. E ancora”Valuti se siamo di fronte ad un caso di vilipendio delle Istituzioni. Chiederemo che il presidente di Montecitorio si occupi del caso”.

La Pitonessa insultata sotto casa

santanchè-insultata-tuttacronacaIl deputato del Popolo della Libertà Daniela Santanchè ha denunciato alla polizia che un gruppo di giovani l’ha insultata a Milano la scorsa notte, sotto a casa sua. Stando a quanto è stato reso noto dalla Questura, un gruppo di una trentina di giovani avrebbe intonato, attorno alla mezzanotte e mezza, degli slogan offensivi contro di lei. La Pitonessa ha inoltre riferito di aver notato, nel gruppo, una persona armata di coltello. La polizia è riuscita ad identificare 16 dei ragazzi ed ha rinvenuto, sotto le foglie in una fioriera di largo Settimio Severo, adiacente alla strada di casa Santanché, una chiave inglese. Alessandro Sallusti, compagno della deputata e direttore de Il Giornale, è sceso in strada nel tentativo di ragionare con i 17-18enni. Dopo l’arrivo dei poliziotti, è giunto anche un neo 18enne, che abita in zona che ha riferito che i giovani erano tutti invitati alla sua festa di compleanno, appena terminata.

Neppure fosse la testa della Medusa… Dove andrà Sallusti?

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Che Angelino Alfano non nutrisse simpatia per Alessandro Sallusti, direttore del Giornale e compagno del falco Daniela Santanché, era sotto gli occhi di tutti, ma forse l’editoriale che ha definito “mafiosetto” il Ministro degli Interni, ha fatto definitivamente saltare le corde, già tese, all’interno del Pdl – Forza Italia. Per la ricompattazione sempre proprio che il prezzo richiesto da Alfano sia la testa di Sallusti (neppure fosse quella della Medusa!) anche in virtù, forse, di quella lite furibonda del direttore de Il Giornale con Fabrizio Cicchitto a Ballarò. Il Fatto quotidiano scrive:

Sallusti alla guida del Giornale è ormai privo di controllo. Di lì la decisione: giro di seggiole e poltrone nelle testate di famiglia.

E il Fatto quotidiano ribadisce lo schema già circolato:

“l’attuale direttore di Panorama Giorgio Mulè prenderebbe il posto di Sallusti al Giornale. Sallusti a sua volta emigrerebbe alla direzione di Tgcom24 . A Panorama potrebbe andare Mario Sechi che avrebbe (sempre secondo le voci che corrono) trovato come magnifico sponsor addirittura il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara”.

Dietro questo giro di poltrone anche la Santanchè:

“E, soprattutto, non darla del tutto vinta ad Alfano che, come si ricorderà, aveva chiesto la testa di Sallusti a Berlusconi (senza nessun incarico di “salva – guardia”) dopo un editoriale del direttore sul Giornale (titolo: “Eversivo è alzare le tasse, liberale è non farlo”), classificato poche ore dopo dal segretario del Pdl come “metodo Boffo” nei suoi confronti e in quelli degli altri ministri “colombe” pidiellini”.

Ma il cambio di direzioni nei giornali di casa Berlusconi, dove il leader del Pdl ricorda che “i soldi sono i miei”, potrebbe arrivare dopo il consiglio nazionale del Pdl:

“La notizia del valzer di seggiole e poltrone potrebbe essere data dopo il consiglio nazionale del Pdl, previsto tra un paio di settimane (salvo contrordini), proprio perché la valutazione degli equilibri che ne usciranno consentirà di rendere più “morbidi” gli avvicendamenti. A restare saldo solo Maurizio Belpietro a Libero”.

Di giro di poltrone, dopo la riunione di Sallusti e Berlusconi ad Arcore del 14 ottobre, parla anche Libero quotidiano, che riporta le indiscrezioni di Lettera43:

“In altre parole: nel progetto del Cavaliere, Sallusti dovrebbe lasciare il Giornale e diventare direttore di Tgcom24, la rete all news di casa Mediaset. Alfano ha avuto la sua testa, per usare un’espressione utilizzata dallo stesso Sallusti nell’ultimo editoriale. Ad accompagnarlo a Villa San Martino dovrebbe essere Daniela Santanchè ed il passaggio è esemplare: ad essere messa in un angolo, almeno per il momento, sarebbe la linea-dura dei falchi del Pdl rappresentata mediaticamente proprio dalla testata di via Negri”.

Se Sallusti e Mulè saranno spostati, l’ingresso a Panorama sarà per Mario Sechi;:

“al settimanale di casa Mondadori andrebbe invece Mario Sechi, già vice ai tempi della direzione Belpietro prima delle avventure giornalistiche a Libero e Il Tempo e quella politica (breve e sfortunata) con Mario Monti in Scelta civica”.

 

Il braccio di ferro tra Berlusconi e Alfano rende il pranzo indigesto

 

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Il braccio di  ferro tra Berlusconi e Alfano rende il pranzo indigesto! Berlusconi vorrebbe far pagare il “tradimento” di Alfano con il controllo del partito affidato a Daniela Santanché, ma il vicepremier non abbassa la testa e risponde al Cavaliere: “Io in un partito guidato da Daniela Santanchè non ci resto. Non scherzo. Stavolta si è superato il limite”. Ma siamo solo all’inizio della disputa e il pranzo è ancora lungo e sempre meno digeribile. Berlusconi accusa Angelino e i ministri: “Questa storia che sono nelle mani degli estremisti è inaccettabile, le decisioni le prendo io. Sono io che vi ho detto di uscire dal governo. Voi lo sapete e avete attaccato me”.

 Ma Quagliriello non ritorna sui suoi passi, va dritto verso l’uscita dal partito: “Io resto della mia idea” e Lupi gli fa eco.

Il regalo del Cavaliere all’Italia nel giorno del suo compleanno!!!

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Sembra proprio che il Cavaliere sia deciso a fare un regalo all’Italia nel giorno del suo compleanno: votare la legge di stabilità e il congelamento Iva sino a gennaio. Ma la gioia dura poco e Silvio Berlusconi precisa: ”Se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all’Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l’aumento dell’Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente”.

Ma  ci potrà essere una legge di stabilità che a giudizio del Cavaliere  sia  davvero utile all’Italia? Può essere concepito un congelamento Iva senza altre tasse? Siamo già oltre la soglia del 3% e senza le dovute correzioni sicuramente si sfonderà il tetto massimo previsto dall’Eurozona e l’Italia rientrerà ancora una volta in una procedura di infrazione. Ma Berlusconi incolpa il Pd: “Nelle ultime settimane abbiamo avuto un governo capace solo di rinviare di proporre il blocco dell’Iva aumentando altre tasse, di tagliare l’Imu solo a metà per ricattare il Pdl e costringerlo a stare al governo, un governo prono rispetto ai diktat dei burocrati dell’Unione europea”.  Da ciò l’ultimo atto: “Abbiamo pazientemente offerto soluzioni a ogni livello istituzionale per evitare di fare precipitare la situazione. Non ci hanno voluto ascoltare”.

“Noi siamo quelli che hanno voluto il governo Monti e il governo Letta, sperando potesse essere un governo di riforme e di pacificazione. So e sappiamo distinguereil reale interesse dei cittadini”, scrive Berlusconi in un messaggio pubblicato on-line… il Cavaliere non si dimentica dell’Italia neppure nel giorno del suo compleanno e prosegue “Noi ci siamo e ci saremo” su stop a Imu e aumento Iva e “su tutte le altre misure utili, come il rifinanziamento della cassa integrazione, delle missioni internazionali, il taglio del cuneo fiscale”, afferma il leader di Fi, spiegando che il suo partito è pronto a votare le leggi economiche che il governo proporrà, se “utili” al Paese.

Ma l’esperienza di governo per Silvio Berlusconi si conclude inesorabilmente qui, nessun dietrofront: “A chi mi chiede di farmi da parte e accettare con cristiana rassegnazione la mia sorte giudiziaria, presente e futura, dico che lo farei senza esitazione, se ciò fosse utile al Paese”. “Invece – aggiunge – darei il mio avallo a una democrazia dimezzata dove i magistrati politicizzati decidono chi deve governare”.

Berlusconi è conscio di aver preso una decisione “dura e impopolare” chiedendo ai ministri Pdl di dare le proprie dimissioni. “Ho previsto tutte le accuse che mi stanno rovesciando addosso in queste ore e anche lo sconcerto di parte del nostro elettorato, preoccupato giustamente della situazione economica e sociale”. “A loro dico di non credere a coloro che da vent’anni hanno bloccato le nostre riforme per cercare di eliminarmi dalla scena politica”. E rivendica di “aver salvato i governi della sinistra negli anni Novanta quando non avevano maggioranza sulla politica estera”.

“Non sono sceso in campo – conclude – non ho messo a repentaglio una vita di lavoro, di successi e di sacrifici per lasciare in queste condizioni il mio Paese”. “Per questo ritengo mio dovere continuare a restare in campo, per offrire una alternativa ai poteri non democratici – perché non eletti dal popolo – che loro sì, irresponsabilmente, vogliono mettere in ginocchio il nostro Paese”.

E buon compleanno Cavaliere!

Santanchè vs Travaglio: lite in tv a “La Gabbia”

santanchè-travaglio-lite-tuttacronacaPuntata “calda” ieri sera per la trasmissione La Gabbia di Gianluigi Paragone con ospiti Marco Travaglio e Daniela Santanchè. Offese personali e insinuazioni si sono susseguite con la pitonessa del Pdl che, riferendosi a una causa perduta da Travaglio contro Cesare Previti, ha accusato il giornalista di essere “un delinquente” e poi critica il Fatto Quotidiano per aver criticato le sentenze del processo al generale Mori e il presidente della Repubblica. Da parte sua Travaglio risponde alla deputata accusandola di aver fatto “dieci minuti di starnazzamenti” e poi se la prende con il Pdl dicendo:  “Siete il partito della frode fiscale”. Per tutta risposta la Santanchè chiama Travaglio “il delinquente” e dice: “Noi non siamo il partito delle manette e delle tasse”.

La nuova sede di Forza Italia… Berlusconi trasloca

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Nuovo partito, nuova sede! Il partito ri-fondato di Silvio Berlusconi sarà ospitato in piazza di San Lorenzo in Lucina, in pieno centro a Roma e a due passi dal Parlamento. Nel video è possibile vedere il trasloco nel nuovo spazio da 3000 metri quadrati:

Mentre un filmato diffuso poche ore fa mostra il nuovo ufficio di Silvio Berlusconi. Oltre a lui anche Denis Verdini e Daniela Santanché vantano uno spazio personale mentre gli altri parlamentari, si dovranno accontentare di una zona “open-space”.

“Condannato al condono”: Francesco Corallo “re delle slot”

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Prima di addentrarci una faccenda davvero complessa tra condanne e condoni, dobbiamo capire chi è Francesco Corallo, il re delle slot, costituitosi i primi d’agosto, dopo 14 mesi di latitanza. Figlio di Gaetano Corallo, amico del boss mafioso Nitto Santapaola condannato negli anni ottanta per associazione a delinquere nel processo per la scalata dei catanesi ai casinò del nord Italia. Naturalmente Francesco afferma che con il padre non ha contatti da anni. Quindi torna in Italia nel 2004, dopo anni trascorsi a fare affari in Sud America, e diventa in breve il principale protagonista del mercato di slot machine nel nostro Paese. Peccato che qualcosa non va nel verso giusto e spuntano presunti finanziamenti illeciti concessi dalla Bpm, guidata da Massimo Ponzellini.

Ponzellini è lo stesso, come riporta Il Fatto Quotidiano in data 17 novembre 2012:

Dopo la pubblicazione delle intercettazionidell’indagine sui fidi facili della Bpm, nelle quali si svelavano le raccomandazioni di Daniela Santanché, Ignazio La Russa, Paolo Romani e le pressioni per le pratiche di Paolo Berlusconi e Michela Vittoria Brambilla, nessuno ha verificato cosa sia successo ai crediti di politici, amici e familiari. La posizione di Paolo Berlusconi per esempio è rimasto un caso singolare. Il fratello dell’ex premier vanta una concessione personale di un milione di euro per cassa e gode sulla sua holding Pbf Srl di una linea di credito di ben 5 milioni di euro, interamente utilizzati, il cui rientro scade solo il 30 settembre del 2013. Una posizione generosa da parte di Bpm che si è garantita solo con una fideiussione personale di Paolo Berlusconi e con l’impegno della società di Paolo Berlusocni a usare i soldi che le deriveranno da un incasso futuro per un’operazione immobiliare: la Cascinazza. Solo il 26 settembre scorso, visto il protrarsi dei termini per la chiusura dell’operazione Cascinazza, Pbf ha rilasciato una garanzia ulteriore a Bpm. Nessuna ipoteca però ma solo un’altra lettera di Paolo Berlusconi che stavolta si impegna a cedere non solo i proventi dell’operazione Cascinazza, se mai si chiuderà, ma anche gli utili o i proventi della cessione delle quote sociali.

Nello stesso articolo de Il Fatto Quotidiano si legge ancora:

Secondo le intercettazioni telefoniche Massimo Ponzellini minacciava sfracelli con i suoi se “non sistemavano la roba della Brambilla”. Effettivamente il gruppo della famiglia dell’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, composto dalla Sal che si occupa di commercio di prodotti ittici e dalla Trafilerie Brambilla può contare sulla Bpm. Il consiglio di gestione del 23 ottobre scorso ha analizzato la situazione e ha revocato la linea capital market da un milione di euro della Trafilerie Brambilla.

E ora “conosciamo” Ponzolini e Corallo possiamo addentrarci dentro il condono Letta che potrebbe consentire a Bplus, la società del re delle slot, di essere messa in vendita con un guadagno di circa 200 milioni che finirebbero nelle tasche di Corallo: condannato al condono!

Come scrive oggi Il Fatto Quotidiano:

Il condono che prevede la possibilità di sanare le penali per i disservizi del 2004-2007 con il 25 per cento del dovuto potrebbe sbloccare la partita: lo Stato incasserebbe 211 milioni di euro utili per coprire l’intervento sull’Imu, l’acquirente entrerebbe nel mercato più redditizio d’Europa dalla porta principale pagando poco più di 250 milioni (la differenza tra la valutazione della società e le penali scontate da pagare). E Francesco Corallo potrebbe tornare ai suoi casinò delle Antille con 200 milioni in tasca, anche se sarebbe costretto ad abbandonare la sua gallina dalle uova d’oro in mano ai concorrenti più graditi alle autorità italiane.

Ma solo dopo avere risolto i suoi problemi con la giustizia milanese che lo tiene agli arresti domiciliari per il caso dei prestiti facili della Bpm…

…La prefettura di Roma, il 26 luglio, ha sospeso temporaneamente la validità dell’informativa antimafia interdittiva del 24 settembre 2012, che aveva causato l’esclusione di Bplus dalla gara per le concessioni. Lo Stato non può fare a meno degli 800 milioni di euro di imposte versate ogni anno grazie alle macchinette di Bplus e quindi si era trovata una soluzione all’italiana: l’attribuzione del controllo a ‘Bplus Trust’, guidata dall’amministratore fiduciario, l’avvocato olandese Jeroen Veen, gradito alla proprietà. Entro il 15 novembre prossimo i giochi dovrebbero essere fatti su entrambi i tavoli: il condono e la cessione.

Non male, no?

Scandalo in Sardegna. La Regione paga 136mila euro a una società della Santanché.

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La cifra certo non è da capogiro, ma va a gravare sul bilancio nettamente in rosso della Regione Sardegna. Quei 136mila euro di soldi pubblici alla società “Visibilia srl” di Daniela Santanchè, per sette inserti “interamente dedicati alla Sardegna” che saranno pubblicati su Il Giornale, diretto dal compagno della parlamentare Pdl e di proprietà di Paolo Berlusconi, stanno dando scandalo. La delibera è stata approvata  l’8 agosto scorso, nell’ultima riunione preferiale della giunta sarda, ma non è sfuggita a Luca De Carolis de Il Fatto Quotidiano che ha scritto:

“Soldi pubblici che andranno “a favore della Società Visibilia srl”, come recita il documento. Ovvero, alla concessionaria di pubblicità “responsabile del progetto editoriale”, che ha come amministratore unico e proprietaria la Santanchè, compagna del direttore del Giornale, Alessandro Sallusti. Sempre nei pensieri di Cappellacci. Già l’estate scorsa, il governatore aveva destinato 141mila euro e 200 euro (Iva inclusa, quella volta) alla Visibilia per 6 inserti. Ovviamente, sul quotidiano di Sallusti. […] Quest’anno gli inserti saranno sette, di 4 pagine ciascuno. Informa la delibera:

“Il progetto editoriale è dedicato alle azioni che hanno connotato l’attività istituzionale della Regione nei diversi settori strategici. Nell’ambito degli inserti saranno sviluppati i temi del turismo, dell’ambiente, dei trasporti, dell’economia, della sanità, dell’innovazione tecnologica, dell’agricoltura e della zona franca”.

Interessante l’ultima voce, relativa al progetto di rendere la Sardegna “un paradiso fiscale, una sorata di Montecarlo estesa”, come afferma il sito http://www.zonafrancasardegna.com. Un’idea pressoché irrealizzabile, norme alla mano. Ma Cappellacci la sta cavalcando, in vista della Regionali del prossimo anno. Quindi, quattro pagine a tema con i soldini regionali. Ma quando usciranno i sette inserti? La delibera non riporta date. Il portavoce del governatore, Alessandro Serra, afferma: “Saranno in edicola tra settembre e ottobre”. Incerta la data, sicure le polemiche”.

Sicure le polemiche, per l’appunto. Infatti la decisione non è passata sotto silenzio, anche per la scelta della tempistica di promuovere il turismo alla fine dell’estate:

“Mario Bruno (Pd), vicepresidente del Consiglio regionale, ha dato notizia della decisione su Facebook. E punge: “Quale ricaduta dovrebbe portare la pubblicazione sul Giornale di questi inserti di propaganda, quali effetti concreti sul turismo o sul lavoro? E perché proprio sul giornale della famiglia Berlusconi?”. Il portavoce di Cappellacci replica: “La nostra campagna ‘Sardegna è tutta un’altra storia’ è stata pubblicata su l’Espresso, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, persino su Tiscali (di proprietà dell’ex sfidante di Cappellacci, il Pd Renato Soru, ndr). Si polemizza solo perché questa volta lavoriamo con il Giornale: questo è un atteggiamento bifronte”.

Obiezione: ma pubblicare un inserto sul turismo dopo l’estate non è un controsenso? “Noi vogliamo ampliare la stagione turistica della Sardegna”. Certo è che sulle spese per la “pubblicità istituzionale” Cappellacci proprio non si tira indietro. L’estate scorsa stanziò senza bando 796mila euro, versati a trenta tra emittenti e società, tra cui appunto la Visibilia della Santanchè”.

Brunetta contro Benigni: “uccide Dante”. Ma lo sa che Dante è morto?

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Brunetta si scaglia contro Benigni: “Un buon motivo per non andare all’Inferno è l’idea di trovarci Benigni che ripete la sua solfa uccidendo Dante anche là”.  Ma Renato Brunetta lo sa che Dante è morto? Come si può uccidere chi è già morto?

Il capogruppo del Pdl alla Camera ha poi continuato:

“Per il resto, finché Benigni ripete pateticamente le battute sul sottoscritto e altri colleghi del Pdl, attinte dal repertorio di Grillo e Crozza, non fa ridere, ma pazienza. Invece non c’entra nulla con l’umorismo, ed è pura menzogna, sostenere come fa lui che per la manifestazione di domenica a Roma ‘hanno pagato tutto e tutti’. Una infamia che colpisce non solo gli organizzatori ma diffama volgarmente tanta gente comune e perbene, che è capace di provare affetto per Berlusconi e rabbia per l’ingiustizia, ed è la stessa che prezzola Benigni con il canone quando ci rifila a tariffe milionarie i suoi flop danteschi”.

I politici in vacanza: Santanchè sceglie lo stabilimento di Briatore

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Daniela Santanchè, la settimana scorsa era in compagnia di Barbara d’Urso,  ai bagni Twiga, a Marina di Pietrasanta, in Versilia,  stabilimenti di proprietà di Flavio Briatore. Il pomeriggio poi lo ha passato chiacchierando, passeggiando e giocando a racchettoni con l’amica Patrizia D’Asburgo.

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Vicepresidenza alla Camera: la Pitonessa mette a rischio il governo?

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Si vota la vicepresidenza alla Camera e sembra che l’occasione sia una verifica della tenuta della maggioranza. Infatti, in caso ci fosse il rifiuto di eleggere Daniela Santanchè, Berlusconi sarebbe già pronto a far salire la tensione: “Il Pd su Daniela deve rispettare i patti. Noi abbiamo votato i loro, loro devono votare i nostri. Per stare insieme in maggioranza ci vuole lealtà, altrimenti è un problema serio”. Ma i numeri sono in bilico: il Pd è determinato a votare scheda bianca, Scelta civica parla di provocazione e Sel cerca di convergere con il M5S su un candidato comune. Ma c’è da considerare anche il fuoco amico, perchè le “colombe” legate ad Angelino Alfano non simpatizzano affatto per la pasionaria berlusconiana. Come sottolinea l’Huffington Post, “Per questo Berlusconi ha fatto uscire Angelino Alfano, a sponsorizzare convintamente la candidatura di Santanchè: se incidente ha da essere, è il suo ragionamento, deve essere imputabile al Pd. Non alla faida che sta lacerando il Pdl.” Perchè il problema è che all’interno dello stesso partito non tutti appoggiano la Pitonessa, come ha dimostrato l’assenza di parte del partito lombardo ieri alla manifestazione di Arcore: “da Gelmini a Romani, da Formigoni e Casero. E non per mancanza di solidarietà nei confronti di Berlusconi.” Insomma, sembra che il partito stia diventando “una curva di ultrà che rovineranno Berlusconi”. Lo stesso Cavaliere ha preferito evitare di scaricare sul voto parole incendiarie, preoccupandosi al contempo che il suo partito sia compatto sul voto: “E’ difficile – dice una vecchia volpe pidiellina – che Daniela passi, ma le responsabilità devono essere del Pd, non nostre”. È la linea che Daniela stessa ha espresso sin dalla sua intervista a Repubblica e anche nella trasmissione In Mezz’ora: “Non è una questione di vita – ha detto – ma se non mi votano c’è un problema politico”. Continua così la strategia della tensione verso Letta: se la Santanchè non viene eletta il governo sarà messo ancora più sotto pressione e per questo le colombe hanno trascorso la giornata ad appellarsi al Pd. Del resto la reazione del Popolo della Libertà è decisa: se i democratici non votano la Santanché rompono i patti. Da parte loro, i Dem hanno proposto un cambio di rotta, proponendo Antonio Leone, ma la risposta è stata un deciso no. Quello che resta è che per l’elezione della Santanché rischiano di non essere sufficienti i 120 voti di Pdl e Lega. Vista la situazione, i lumbard si sono subito inseriti nel gioco chiedendo di sostituire l’onorevole Pdl con un padano. Mentre Scelta civica è pronta a prestare soccorso all’onorevole messa in campo dal Popolo della libertà e M5S candida la deputata Francesca Businarolo senza sapere se Sel appoggerà o meno.

La barzelletta di Arcore… alla fine Berlusconi sale sul palchetto!

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Sale o non sale questo è il dilemma…

E la realtà supera l’immaginazione. Un palco allestito. I militanti davanti alla sua villa arrivati su sollecitazione dei dirigenti del Pdl… Tutto è pronto ma Berlusconi non può scendere, glielo impediscono i legali. Interdetto? Lui chiuso in casa, i militanti che lo invocano… almeno un’apparizione? No, il Cavaliere è risoluto e ritirato nel suo privato. Poi sono   Daniela Santanchè e Michela Vittoria Brambilla a convicere l’ex Premier e lui, in barba ai suoi avvocati, accetta l’invito e arriva sul palco.

Stringe le mani, ostenta sorrisi, ma non parla. Il segnale pesa sul Popolo della Libertà tornato ad essere Forza Italia. Il leader è confuso e forse il suo popolo per la prima volta, questo pomeriggio, ha visto la debolezza di Berlusconi.

Per cosa verrà ricordata la manifestazione di oggi davanti alla villa di Berlusconi? Per la  Zanicchi che intona “prendi questa mano zingara”? Forse ci si aspettava una adesione maggiore, forse era davvero meglio non apparire piuttosto che mostrarsi muto… forse solo il tempo potrà far chiarezza su un uomo che nell’ultima settimana ha sentito tremare la terra sotto i piedi e che oggi è stato imbavagliato dai suoi avvocati per paura che potesse dire la famosa “frase di troppo”!

Davanti alla casa del Bunga Bunga si schiera l’esercito… ma Silvio non c’è!

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Sembra prprio non mancare nessuno tra i militanti di Silvio Berlusconi che oggi si sono dati appuntamento davanti alla villa di Arcore per una manifestazione contro la magistratura. Amministratori locali, dirigenti di partito e parecchi parlamentari. Sotto al palchetto sfilano i big del Pdl: Lucio Malan, Daniele Capezzone, Stefania Prestigiacomo, Daniela Santanchè, Laura Ravetto. Naturalmente in prima linea c’è anche  Volpe Pasini, l’ideologo dell’esercito di Silvio.

La prima confusione però è nelle bandiere c’è chi ancora sventola quella del Pdl e chi invece ha riesumato dall’armadio quella di Forza Italia.

Tra gli altri striscioni anche quello dell’Esercito di Silvio e poi cartelli dedicati alla pm di Milano, Ilda Boccassini, sui quali c’è scritto: “Boccassini: ai lavori socialmente utili dopo una vita per lavori inutili a carico del contribuente”.

Arriva anche Iva Zanicchi che spiega “di essere qui per solidarietà più che per Forza Italia, anche se sono d’accordissimo, ritroveremo entusiasmo”. Zanicchi, poi si è soffermata sulla recente condanna a Berlusconi per il caso Ruby dicendo che la “sentenza non mi è proprio piaciuta. Io ho grande rispetto per la magistratura, perchè posso dire che la giustizia in Italia c’è, in questo caso non tanto, mi ha abbastanza sconvolto, sulla condanna e sull’entità, è vergognosa”.

E’ stato montato anche un palchetto sul quale parlerà Silvio Berlusconi alla sua prima uscita pubblica dopo la settimana nera delle condanne inflitte al Cavaliere dalla magistratura. E per tutta la giornata le colombe del Pdl, a partire da Gianni Letta, hanno invitato Berlusconi a usare toni morbidi, nel suo intervento di fronte ai fedelissimi arrivati ad Arcore. Sia sulla magistratura sia sul governo. Chissà. Chi lo conosce bene, spiega che in questi casi non è prevedibile ciò che dirà e come misurerà le parole. E’ un dato ci fatto che, dopo aver rassicurato i ministri sul governo Letta, il Cavaliere ha dato il via libera a una manifestazione contro i giudici di fronte a casa sua.

E’ un fulmine a ciel sereno quello che investe i militanti riuniti davanti all’abitazione di Silvio Berlusconi:

“Berlusconi non parla, i legali hanno sconsigliato”. A sorpresa Mantovani sale sul paco e annuncia che il Cavaliere ha “il cuore gonfio di rabbia” ma i legali, in questa situazione delicata, gli hanno consigliato prudenza. E la folla reclama “Silvio, Silvio”. E qualcuno: “Cambia avvocato e vieni a parlare”.

I militanti si lamentano. Vogliono sentire Berlusconi. Sale sul palco la Zanicchi: “Vogliamo solo un saluto veloce, chiediamo a Berlusconi di venire a farci un saluto, anche senza parlare”

SILVIO NON C’E’!

Santanchè: “Non staremo a pettinare le bambole fino alle sentenze”

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Lucia Annunziata, nel suo programma In Mezzora, ha ospitato oggi la deoutata berlusconiana Daniela Santanchè che non ha esistato a definire se stessa “una pitonessa”. La politica non ha mancato di ribadire: “Credo che movimento politico come il nostro deve rispondere ai suoi elettori. Avevamo un programma rivoluzionario. E il “niente Imu” sta diventando realtà” spiegando che “Il presidente del Senato dovrebbe essere un arbitro. Grasso prima era un magistrato, ed appartiene a quella casta e la difende. Perché non si può dire che ci sono dei magistrati incapaci?”, rimarcando, in seguito: “Posso dire che un giudice è un incapace e un cretino?”. Dopo l’attacco alla magistratura, l’appoggio all’immunità: “Sono d’accordo con i padri costituenti: sono favorevole all’immunità parlamentare”. Ma ha colto anche l’occasio per ricordare che la sua battaglia “è che non vengano alzate le tasse”.  E se parla di un Berlusconi “sereno e combattivo” dopo la sentenza, ricorda che “Vogliamo rimettere al centro del programma di governo la riforma della giustizia: anomalia vera sono le correnti della magistratura”. E prosegue: “Abbiamo bisogno di togliere lacci e lacciuoli che si sono messi tra gli elettori e il nostro presidente Berlusconi”. Riguardo al Popolo della Libertà, ha spiegato inoltre che “Oggi non c’è più il Pdl. Al massimo sarà una coalizione” mentre per quel che concerne il ritorno di Forza Italia ha sottolineato che”sarà un movimento all’americana” per il quale non vorrebbe”altro ruolo che quello del presidente Berlusconi” anche perchè “Noi siamo compatti, non ci dividiamo: siamo abituati a seguire il nostro leader carismatico che non ci ha mai tradito”. E dopo aver spiegato che “Dentro al Pdl degenerazioni partitiche” lo sguardo corre al futuro: “Spero che anche per Berlusconi ci sarà la giustizia giusta: in Italia purtroppo la giustizia non è uguale per Silvio Berlusconi”. La Santanchè ha quindi aggiunto: “Non staremo a pettinare le bambole fino alle sentenze” concludendo: “Al prossimo giro ci sarà ancora Silvio Berlusconi”

Dopo la condanna in tribunale, Berlusconi assolto a Porta a Porta?

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Se il tribunale condanna, la tv assolve e così Silvio Berlusconi riceva la sua “purificazione” a Porta a Porta. Bruno Vespa accusa la magistratura e nell’attesa che oggi il Pdl ritorni a protestare in piazza, nello studio dove propio l’ex Premier firmò il “contratto con gli italiani”, va in onda la difesa a spada tratta del Cavaliere.

E proprio il conduttore ad aprire la puntata con: “Quasi nessuno immaginava una condanna così severa, compresa la richiesta della Corte di aprire un processo per falsa testimonianza contro parte dei testimoni del processo, comprese molte delle ragazze che facevano parte delle ‘serate eleganti’, deputati e collaboratori dell’ex presidente del Consiglio”, spiega. Per Vespa la “sentenza non dovrebbe avere conseguenze dirette sulla stabilità dell’esecutivo, ma segna un punto di svolta nei rapporti tra politica e magistratura”.

La puntata va avanti tra un’intervista a Daniela Santanché al garantismo di Francesco Nitto Palma, l’ex ministro nel governo Berlusconi (ora presidente della Commissione giustizia del Senato), fino ad arrivare alle teorie di Maurizio Belpietro.

La magistratura sotto processo mediatico?

Nitto Palma afferma sicuro che: “Avendo letto le carte, pensavo di dover commentare questa sera una sentenza di assoluzione, dato che non ho ritrovato alcun serio elemento probatorio per sostenere l’accusa, con riferimento al reato di concussione e prostituzione minorile”, attacca. Poi spiega come “tutti i testimoni che hanno rilasciato dichiarazioni diverse rispetto alla posizione dell’accusa” sono coinvolti ora nella trasmissione delle carte alla Procura per falsa testimonianza.

Ma se il Pdl fa quadrato come è logico ci si sarebbe aspettati ben altra reazione da Dario Nardella, giovane deputato del Pd, che invece stupisce tutti dichiarando: “Evidentemente i giudici hanno valutato le carte con questo esito”, spiega, parlando della necessitò di “rispettare le sentenze”, ma senza esprimersi in merito e ricordando come si tratti soltanto del primo grado. Non prima di spiegare come sia necessario dividere le questioni politiche dai problemi giudiziari del Cavaliere. Parole che hanno un gusto amaro, proprio perché pronunciate da un giovane democratico che ancora una volta sembra ribadire il ruolo della magistratura senza voler prendere nessun tipo di posizione e di giudizio politico ed etico. 

“Picchia duro” Maurizio Belpietro, direttore di Libero che afferma: “Una sentenza incredibile, non esiste una prova certa, i presunti concussi dicono di non essere tali, la vittima che dice di non essersi mai prostituita”, attacca. Le stesse posizioni ribadite da tempo e andate in onda nelle televisioni di famiglia nell’ “inchiesta” di Rete 4 “La guerra dei vent’anni”. Tutti si alternano a dipingere Berlusconi come il classico “perseguitato politico”.  

La Santanché contestata dopo i 7 anni a Berlusconi

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Era andata in Aula per assistere alla sentenza del processo Ruby, ma dopo la condanna a 7 anni di Silvio Berlusconi, Daniela Santanché è stata accolta da fischi e insulti da parte dei manifestanti che hanno atteso fuori dal Palazzo di Giustizia di Milano, la paralmentare del Pdl. Alcuni hanno anche cantato “Bella Ciao”, dopo la pesante condanna ricaduta sull’ex Premier.

 

La Santanchè prevede: dopo la sentenza Unipol, l’esercito di Silvio insorgerà!

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Oggi è stato il giorno della sentenza Unipol, un anno per Silvio Berlusconi e questa sera Saniela Santnchè, ospite a Otto e Mezzo con Marco Travaglio, ha tenuto a ribadire la posizione sua e del partito di cui fa parte. L’accusa è per la magistratura politicizzata, perchè “il problema non e’ la tenuta del governo, il problema sono gli otto milioni di persone che hanno votato Silvio Berlusconi e che reagiranno”. Ha poi aggiunto: “Sappiamo che il popolo italiano è sostanzialmente moderato, quindi non andrà di certo a spaccare le vetrine per questo, ma probabilmente, se una cosa del genere dovesse realmente accadere, credo potrebbe rifiutarsi di rispondere allo stato, ad esempio non pagando le tasse”. C’è da chiedersi se davvero l’esercito di Silvio sia davvero così moderato, considerato che ieri il suo ispiratore, Diego Volpe Pasini, è arrivato ad affermare che “Esiste il diritto alla sberla o a tirare un calcio nel c**o”.

Travaglio vs Santanchè: la Boccassini ha fatto da notaio!

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La Santanchè esordisce così: “Quella della Boccassini è pulizia etnica; ha dato della puttane a tutte le ragazze che entravano ad Arcore”. Sono le parole di Daniela Santanchè, che chiede a Travaglio: “La vittima dov’è? Berlusconi ha trattato con rispetto ogni donna”. E rinfaccia al giornalista di aver espresso solo “odio razziale”. La pasionaria del Pdl poi si rivolge al vicedirettore de “Il Fatto Quotidiano” e a Santoro, sfidandoli con una domanda: “Siete uomini ricchi e potenti anche voi. Potete escludere che non avete mai conosciuto una giovane donna che vi frequentava per avere dei vantaggi?”. E puntualizza: “In ogni armadio di uomo c’è uno scheletro. Lo dico da donna”

La risposta di Travaglio è “Tante persone finiscono in galera per aver fatto queste cose perché non sono Presidente del Consiglio”. E ribadisce: “I magistrati non potevano non indagare di fronte a quanto si sono ritrovati davanti”.

Ma quindi sarebbe bastato una poliziotta diversa quella notte per non affidare Ruby alla Minetti? Una poliziotta tipo… tipo… tipo…

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AFFONDA ILDA!

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Che il Capo sia d’accordo o meno è un “mistero” che non è dato sapere, ma l’ “Affoda Ilda”, promossa dalla Santanchè, sembra proprio che si farà. Il tam tam telefonico è già iniziato e per lunedì tutti devono essere pronti per la manifestazione di fronte alla procura di Milano proprio mentre nelle aule del Tribunale si svolgerà la requisitoria di Ilda Boccassini che chiederà la condanna per corruzione e prostituzione minorile di Silvio Berlusconi nel processo Ruby. L’idea stavolta sarebbe più ambiziosa. Non più l’inno italiano, ma veri e propri siparietti con parlamentari che improvvisano discorsi contro la magistratura e le toghe rosse. Un vero show in quel processo che vede imputato ex Premier che ha già incassato una condanna e un rinvio a giudizio.

Se davvero la manifestazione dovesse aver luogo sarebbe come aver lanciato una bomba contro il Quirinale, aver annientato quel patto con Napolitano, il quale chiedeva un governo di larghe intese. Ma rotta la tregua, crolla il governo! Ecco quindi che il Pdl si divide in due anime. Le colombe che vorrebbero un approccio “morbido”, una protesta limitata e mandare avanti le larghe intese (quasi sbrindelate) e i falchi che invece si sentono forti (anche grazie ai sondaggi) e spingono verso la battaglia finale… con Letta deposto e le elezioni a ottobre. 

Chi vincerà tra uccellacci e uccellini?

 

Santachè in bici e cellulare all’orecchio!

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In bici e con il telefonino all’orecchio, sfidando i vigili. In tempi di crisi anche la politica si adatta e oltre a tagliare sugli stipendi, taglia anche sui mezzi di locomozione. Un’idea abbracciata in toto da Daniela Santanchè, fotografata nella capitale mentre pedala con la sua bicicletta. Durante il giretto in bici però la Santanchè non rinuncia a parlare al telefonino, cosa vietata oltre che pericolosa, dato che è sempre meglio optare su un sempre pratico auricolare…

IL PEGGIO DEL PALAZZO!

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Ecco cosa hanno detto nelle ultime due settimane i politici italiani:

“Ci affidiamo completamente a Lei, Presidente Napolitano, con lo stesso trasporto di Papa Francesco quando si rivolge all’Altissimo” di Enrico Letta.

“Ammettiamo che abbia frequentato questi individui, pure il capo mandamento, ammettiamo che io abbia conosciuto Bontate, Teresi, Mangano, Cinà, Graviano… ma il reato, dove sta? Il reato, dov’è?!” di Marcello Dell’Utri

“Se gli italiani potessero scegliere un presidente della Repubblica, sceglierebbero sicuramente Silvio Berlusconi”  di Daniela Santanchè

“L’analisi demografica delle adesioni alla mia pagina facebook mi da un segnale chiaro: le donne non sono attratte dal mio messaggio politico. Perché?” di Manlio Di Stefano, M5S.

 

 

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