La Nasa “copia” Gravity: niente effetti speciali!

nasa-gravity-tuttacronacaIl film “Gravity” di Alfonso Cuaron ha sbancato agli Oscar, anche se non è riuscito ad aggiudicarsi la statuetta come miglior film, andata invece a “12 anni schiavo”. Ma la pellicola, tra le sette categorie dove ha trionfato, tra cui miglior regia, ha conquistato anche l’Oscar per gli effetti speciali. Che tolgono il fiato ma, sottolinea la Nasa, un film non può competere con la realtà. E per testimoniarlo pubblica sul web una favolosa galleria fotografica che ripercorre, con veri scatti dallo spazio, la trama del film di cui sono protagonisti George Clooney e Sandra Bullock:

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Il lancio del satellite che studierà le precipitazioni… celebrato con un anime

missile-cambiamenti-climatici-tuttacronacaE’ avvenuto ieri il lancio del satellite Gpm, Global Precipitation Maesurement, frutto di una collaborazione tra Usa e Giappone e ideato per misurare la quantità di pioggia e neve cadute in tutto il mondo. I dati trasmessi dal satellite verrano impiegati per studiare i cambiamenti climatici e a migliorare le previsioni meteo. Il lancio di Gpm è stato effettuato nel centro spaziale giapponese di Tanegashima con un vettore H-IIA; una volta entrato in orbita, dopo aver aperto i pannelli solari, si è posizionato alla sua quota operativa che è di circa 398 chilometri. Saranno ora necessari circa 60 giorni perchè i suoi strumenti siano calibrati: in seguito, inizierà ad inviare i dati verso la Terra ogni tre ore. Charles Bolden, amministratore della Nasa, ha detto: “Con questo lancio, abbiamo compiuto un altro passo da gigante nel fornire a tutto il mondo un’immagine senza precedenti della pioggia e della neve del nostro pianeta. Il Gpm ci aiuterà a comprendere meglio il nostro clima mutevole, migliorare le previsioni di eventi meteorologici estremi come le alluvioni, e fornire informazioni alle persone che in tutti i paesi dovranno gestire le risorse di acqua”. Non solo: Gpm servirà anche per migliorare le capacità del satellite Trmm (Tropical Rainfall Measurement Mission), in orbita dal 1997 e realizzato anch’esso attraverso una collaborazione tra la Nasa e l’Agenzia Spaziale giapponese Jaxa. Trmm è ancora attivo e raccoglie dati sulle precipitazioni tropicali, mentre Gpm sta espandendo la copertura su un’area che va dal Circolo Polare Artico al Circolo Polare Antartico. Per raccontare lo scopo della missione del Gpm e per celebrare il suo lancio, l’agenzia spaziale giapponese Jaxa ha realizzato un cartone animato:

L’eruzione solare regala uno spettacolo inatteso alla Gran Bretagna

aurora-boreale-tuttacronacaNei giorni scorsi è stata registrata un’eruzione solare di classe x, la più alta su una scala di 5 gradi di potenza, da rendere visibile il fenomeno dell’aurola boreale anche a latitudini dove di solito non si verifica. E’ il caso delle contee di Norfolk, Essex e Cumbria, nell’Inghilterra del Nord, e Scozia. Qui il cielo si è tinto dei toni verdi e rossi tipici del fenomeno atmosferico caratteristico dei paesi nordici.

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L’eruzione solare da record: la macchia solare sorvegliata speciale

eruzione-solare-tuttacronacaLa Nasa, grazie a Iris, ha osservato un’eruzione solare da record: si è trattato di un evento di classe X, la più alta su una scala di 5 classi di potenza, ed è stata la più violenta e intensa registrata da gennaio 2014 e dall’inizio dell’attuale ciclo solare. Sulla Terra, però, non si temono tempeste magnetiche. Spiegano gli gli scienziati del programma Space Situational Awareness (Ssa) dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) : “Gli effetti sono mitigati dalla posizione in cui è avvenuta l’eruzione, vicino al lembo sud-orientale del Sole, e non di fronte alla Terra”. Lo sciame di particelle solari che è stato emesso dall’eruzione si espande alla velocità di 2.000 chilometri al secondo non è quindi diretto verso il nostro pianeta. Se al contrario lo fosse, spiegano gli esperti, le conseguenti tempeste geomagnetiche che si verificherebbero potrebbero causare problemi ai voli, danni seri alle comunicazioni e agli elettrodotti. I meteorologi spaziali continuano comunque a monitorare la zona dov’è avvenuta l’eruzione: potrebbero infatti essercene altre e la macchia solare che l’ha generata, chiamata AR1967, a causa della rotazione del Sole, nei prossimi giorni si troverà di fronte alla Terra.

Svelato il mistero della roccia apparsa su Marte

marte-roccia-misteriosa-tuttacronacaSvelato quello che sembrava essere il mistero di Marte e della roccia spuntata dove prima non c’era: nonostante le ipotesi fantasiose e domande del tipo “come è finita lì quella roccia?” oppure “Chi lancia sassi a Opportunity?”, la soluzione si è rivelata semplice. La Nasa, da subito, aveva ipotizzato che si trattasse di un frammento staccato da un pezzo più grande, schiacciato dalla ruota del rover. A conferma della tesi sono arrivate nuove immagini inviate da Opportunity, dopo essere avanzato e voltato per riprendere il frammento ribattezzato “Pinnacle Island”: nell’immagine si nota un’altra roccia, molto simile, proprio nella traccia lasciata dalle ruote del robot che ne avrebbero quindi staccato un pezzo proiettandolo in avanti.

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Come ci vedono i marziani?

nasa_terra_marte-tuttacronacaNon solo foto del pianeta rosso, ma anche come ci vedono da Marte. E’ la Nasa a diffondere uno scatto che ritrae la Terra e la luna proprio dal pianeta che dista 99 milioni di miglia, circa 161 milioni di chilometri, dal noi. Vista da così lontano, la Terra appare come un puntino, tanto da ricordare una stella. E’ comunque la più lucente.

Lo scienziato che accusa la Nasa: non ha indagato sulla pietra misteriosa

roccia-marte-tuttacronacaEra l’8 gennaio quando il rover Opportunity immortalava su Marte una strana piccola formazione all’apparenza rocciosa che potrebbe rappresentare l’indizio tanto cercato della vita su Marte. Ma secondo l’astrobiologo Rhawn Joseph, gli esperti della Nasa non hanno indagato sufficientemente l’ipotesi. Per questo motivo, lo scienziato ha intentato una causa legale contro l’Agenzia spaziale americana. La denuncia, che è stata depositata in California, mira a far sì che la Nasa offra più informazioni sulla misteriosa ‘pietra’. “Qualsiasi adulto intelligente, adolescente, un bambino, uno scimpanzé, una scimmia, o un roditore dotati di un minimo di curiosità si avvicinerebbero per indagare ed esaminare da vicino l’oggetto a forma di una piccola ciambella”, scrive l’astrobiologo, sollecitando la Nasa “ad investigare ed esaminare pienamente e scientificamente l’organismo biologico putativo”. Finora, l’Agenzia ha definito l’oggetto “una roccia” e ha ipotizzato che lo stesso Opportunity potrebbe averla fatta rotolare mentre era in manovra. L’oggetto, di colore bianco all’esterno e rosso all’interno, è stato soprannominato dagli scienziati della Nasa “Pinnacle Island”: “L’abbiamo guardato con i nostri microscopi e si tratta chiaramente di una roccia”, ha detto Steve Squyres, il top esperto della rover. Ma per l’astrobiologo Joseph, la definizione della Nasa sarebbe affrettata, quando si potrebbe invece trattare di “un organismo composito quale un fungo, conosciuto sulla Terra come Apothecium, contenente colonie di cianobatteri e licheni”. A suo avviso, il confronto tra le due foto prese dalla rover suggerisce l’ipotesi che nei 12 giorni considerati “si sarebbero sviluppate le spore dando forma alla struttura fotografata che proverebbe una attività biologica”.

Paura in Val Padana, lo dice la Nasa e scatta il panico, ma…

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Foto della Pianura Padana scattata dalla Nasa il 2005

C’erano già stati i risultati del progetto Upupa  (Ultrafine Particles in Urban Piacenza Area) del Laboratorio Energia e ambiente Piacenza  centro di ricerche del Politecnico di Milano – presentati il 22 gennaio e incentrati sul particolato delle polveri sottili a evidenziare come le polveri ultrafini peggiorano ulteriormente la salute della pianura padana, ma oggi la notizia ritorna d’attualità dopo che alcuni media hanno riproposto una vecchia foto del 17 marzo 2005 ripresa dallo spettroradiometro Modis a bordo del satellite Terra che mostra  la pianura padana in inverno coperta da una cappa di particolato. L’immagine scattata dalla Nasa non è direttamente collegata alla ricerca ma mostra la cappa che esiste su questa parte di territorio italiano.

Secondo i dati dell’ultimo rapporto dell’Agenzia comunitaria, la Pianura Padana sarebbe la zona più inquinata d’Europa. Con una presenza di polveri sottili così fuori controllo che, lo scorso dicembre, è riuscita a fare da volano a un inedito accordo tra governo, regioni e provincie autonome del bacino padano per riuscire a contrastarne, su vasta scala, la presenza nell’aria. Si è previsto anche il monitoraggio e azioni condivise tra Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano con i ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo economico, dei Trasporti, delle Politiche agricole e della Salute per arginare il fenomeno.

Ora scatta l’allarme dopo che i ricercatori hanno pubblicato i loro studi, resi possibili dopo una lunga campagna di campionamento dell’aria. Tale ricerca non è stata condotta solo con le postazioni fisse in diverse luoghi di città e provincia, ma abbinata anche a rilevamenti in movimento – effettuati con sofisticati macchinari che i ricercatori portavano in uno zainetto – fatti lungo i percorsi cittadini. Confrontando l’esposizione umana alle polveri ultrafini, a seconda del mezzo di trasporto (piedi, bici, autobus e macchina) utilizzato. Dati che ora, nel clima già di ripensamento urbano del territorio, potrebbero rivelarsi una valida chiave di partenza.

«Grazie alle nanotecnologia», spiega Michele Giugliano, direttore delle ricerche e docente d’inquinamento atmosferico del Politecnico di Milano, «ora abbiamo a disposizione dei dati anche sulle componenti nanoparticellari delle polveri e sulla loro concentrazione nei vari ambienti». Quantità, infatti, che cambia parecchio non solo a seconda del contesto, ma anche da una stagione all’altra. Come, per esempio, in inverno. «Si tratta», prosegue Giugliano, «della stagione peggiore, non solo per il traffico, le emissioni industriali e l’inquinamento ulteriore prodotto dai sistemi di riscaldamento, ma anche perché le polveri ultrafini non sono immesse da nessuna fonte esterna ma si trasformano nell’atmosfera. Ad esempio, con la condensa» . Tutte condizioni che creano un ambiente perfetto per il moltiplicarsi delle polveri ultrafini. Per cui, visto la dimensione, si fa più evidente la loro connessione con le patologie polmonari e cardiovascolari. «Queste particelle piccolissime», osserva il professore, «potrebbero, ad esempio, riuscire a bypassare anche il sistema di protezione degli alveoli, avendo più possibilità di penetrare rispetto a quelle sottili»..

Paura quindi per gli abitanti della Pianura Padana dopo che alcuni media hanno associato la foto della Nasa ai valori elevati delle nanoparticelle. Tuttavia la foto risale al 2005 e non ritrae la condizione delle ultime ore. Certo la situazione dell’inquinamento in quella particolare area italiana è sicuramente da tenere sotto controllo anche perché le  nanoparticelle sono una forma di inquinamento molto fine, più piccolo delle polveri sottili. Esse fanno male alla salute proprio per la loro dimensione. Sono composte da solfato, nitrato di ammonio e tracce di metalli. Monitoraggio, ma non panico!

2014 BW32: l’asteroide che si sta avvicinando alla terra

asteroide-tuttacronacaAlle 16.35 di lunedì 3 febbraio 2014 BW32, un piccolo asteroide che si sta avvicinando alla terra, sarà a poco più di 700mila chilometri da noi. Gianluca Masi, l’astronomo responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma, spiega: “Questo nuovo asteroide si avvicinerà al nostro pianeta ad una distanza di sicurezza che è circa il doppio di quella che separa Terra e Luna, a poco più di 700mila chilometri dalla Terra, circa 1,8 volte la distanza della Luna”. E sottolinea: “Naturalmente non vi è alcun rischio di collisione con la Terra, ma sarà una preziosa occasione per studiare da vicino uno di questi corpi celesti”. L’asteroide che si sta avvicinando ha un diametro di circa 20 metri, “abbastanza grande rispetto agli asteroidi che recentemente si sono avvicinati al nostro pianeta”. ”Sarà ben visibile dall’Italia, anche se è molto debole e passerà velocissimo: per osservarlo sarà necessario un telescopio di buone dimensioni”. 2014 BW32 ”è già visibile nei nostri cieli, e dopo il passaggio ravvicinato diminuirà rapidamente in luminosità”. Il momento migliore per osservarlo sarà tuttavia nella serata del 3 febbraio, visto che la luce diurna impedirebbe di vederlo.

Quella roccia che prima non c’era… spunta un masso su Marte!

Su-Marte-spunta-il-sasso-che-prima-non-cera-la-foto-della-Nasa-tuttacronacaDa ormai dieci anni la sonda della Nasa Opportunity scandaglia il suolo marziano. Mentre procede con il suo lavoro, ha fatto sorgere un grande interrogativo: da dove arriva quella roccia? La sonda, infatti, ha recentemente scattato la foto di una roccia che sembra essere spuntata dal nulla rispetto a un’altra immagine ripresa in precedenza. Appena 12 giorni marziani, più lunghi di quelli sulla Terra di circa 39 minuti, e arriva quindi l’enigma. Ora gli esperti stanno cercando di capire come potesse apparire su questo pianeta dove qualcosa accade raramente. Scrive il Corriere che

“L’annuncio della sorprendente scoperta è stato dato da Steve Squyres, capo della sezione scientifica di Opportunity al Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa a Pasadena, in California, in occasione della festa per i dieci anni dell’arrivo delle sonde Spirit e Opportunity su Marte. Squyres ha descritto la roccia come ‘bianca all’esterno, al centro con una parte rosso scura: il tutto sembra una caramella di gelatina a forma di ciambella’. Gli scienziati fantasiosamente l’hanno soprannominata Pinnacle Island, però confermano che si tratta di un sasso di un tipo che finora non era mai stato rinvenuto su Marte. «È molto ricco in zolfo e magnesio e possiede il doppio di manganese rispetto a quanto abbiamo visto finora», prosegue Squyres”.

Tra le varie ipotesi, la Nasa ne ha prese in considerazione al momento tre. Ancora Paolo Virtuani sul Corriere

1 – “Opportunity (….) si è leggermente mosso e, dato che ha una ruota bloccata, potrebbe nel movimento fatto schizzare un sassetto (con la gravità ridotta di Marte è più facile) che è finito di lato proprio di fronte all’obiettivo della macchina fotografica.

2 – Nelle vicinanze c’è un piccolo ‘geyser’ formato da gas che fuoriescono dalla superficie che può aver fatto spostare il sassolino, ma lo stesso Sqyures definisce questa ipotesi ‘poco probabile’.

3 – Pinnacle Island può essere semplicemente rotolato giù da una roccia vicina.

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Il drammatico incendio in California “spiato” dalla Nasa

incendio-california-tuttacronacaLa California fa i conti con la siccità più grave registrata dalla fine dei XIX secolo e molti sono i roghi e gli incendi che stanno colpendo lo stato americano. Tra gli altri, il Colby Fire, sviluppatosi il 16 gennaio ai piedi delle colline a nordovest di Los Angeles e che ha tenuto impegnati centinaia di Vigili del fuoco per tre giorni, divorando quasi 800 ettari di territorio, distruggendo alcune case e costringendo alcune migliaia di residenti a lasciare le abitazioni. Il rogo si è visto anche dallo spazio, come dimostrano le immagini scattate dai satelliti Nasa Terra e Aqua: una nube, infatti, si è levata coprendo il cielo della città e causando un’allerta per la qualità dell’aria.

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Fuochi d’artificio dallo spazio: appuntamento a marzo

buco-nero-nube-di-gas-tuttacronacaE’ stato denominato Sagittarius A* ed è un buco nero che potrebbe regalarci la più spettacolare collisione con una nube di gas mai vista. Il buco nero, di massa 4 milioni di volte più grande del Sole e situato al centro della nostra galassia dovrebbe scontrarsi con la nube di gas G2, di massa circa tre volte superiore a quella della Terra e in viaggio verso di essa, dando origine a una sorta di fuochi d’artificio spaziali. La collisione dovrebbe avvenire a marzo e generare una serie di effetti visivi sensazionali, oltre a fornire preziose informazioni sugli effetti gravitazionali del buco nero. Sagittarius A* è infatti un buco nero appartenente alla categoria dei supermassicci, tipicamente difficilmente visibili, e la sua collisione potrebbe rappresentare quindi un’occasione da sfruttare al meglio. Jon Miller, professore di astronomia presso l’Università del Michigan, ha spiegato: “Sarei felice se Sagittarius A* diventasse improvvisamente 10mila volte più luminoso. Ma è anche possibile che ciò non avverrà”. Se la G2 si rivelerà composta completamente da gas, la regione intorno al buco nero sarà illuminata da una banda di raggi-X per alcune decine di anni, mentre il buco nero divorerà lentamente la nube. Ma c’è anche la possibilità che la G2 copra una vecchia stella. In quel caso l’esposizione dovrebbe essere meno spettacolare. Gli astronomi hanno anche realizzato un video con la simulazione dell’evento:

La “Mano di Dio” catturata dai telescopi della Nasa

mano-di-dio-nasa-tuttacronacaSono stati i telescopi spaziali della Nasa, Nustar e Chandra, a catturare ai raggi x un’immagine che ricorda una mano e che è stata battezzata “Mano di Dio”. L’immagine è apparsa al centro di una nebulosa di materiale generata dall’esplosione di una stella. nel dettaglio, l’immagini si riferisce a una stella di neutroni, una pulsar, e vi appare un mano di colore blu le cui dita si perdono in una nuvola rossa. La potente pulsar è nota con il nome di PSR B1509-58 e la relativa nebulosa che prende la forma di una mano risulta composta da un flusso incessante di elettroni e ioni creatisi dal collasso della stella. “Non sappiamo se la forma della mano è un’illusione ottica”, ha detto Hongjun An, della McGill University di Montreal. “Con Nustar la mano sembra più un pugno”. Era il giugno 2012 quando la Nasa lanciava il telescopio Nustar, Nuclear Spectroscopic Telescope Array, con lo scopo primario d’individuare e studiare i buchi neri supermassicci. Chandra fu invece portato nello spazio nel luglio ’99.

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Il batterio “alieno” nascosto nel posto più inospitale della Terra!

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Batterio “alieno”, ma non viene dallo spazio, bensì vive in uno dei posti più inospitali della Terra: a Mono Lake, in California. Il batterio in questione è stato scoperto da un gruppo di  astrobiologi della Nasa coordinato da Felisa Wolfe-Simon, in collaborazione con altri centri di ricerca americani ed è stato poi coltivato in laboratorio dopo esser stato “pescato” nel fango del Mono Lake, cioè da quelle acque acide, con alti livelli di arsenico e ricchissime di sale. Giorno dopo giorno gli astrobiologi hanno aumentato la quantità di arsenico nel terreno di coltura dei batteri, fino a trasformarli microrganismi completamente dipendenti da quel veleno. Che i batteri siano riusciti a sopravvivere è stata una sorpresa per gli stessi ricercatori. I batteri mangia-arsenico sono oggi l’unica forma di vita finora nota nella quale una sostanza tossica come l’arsenico sostituisce completamente il fosfato, indispensabile alle funzioni vitali di tutte le forme di vita conosciute.

In realtà dopo questa scoperta sono arrivate anche le smentite. Due lavori indipendenti mostrano che anche il misterioso microrganismo, noto come GFAJ-1, ha in realtà bisogno per svilupparsi di piccole quantità di fosforo – una delle molecole chiave per la vita sulla terra a noi nota, con ossigeno, idrogeno, azoto, carbonio e zolfo – e che non è in grado di sostituirlo con l’arsenico.

Il Mono Lake a sua volta sembra un paesaggio “alieno”. La caratteristica del lago sono infatti le formazioni di tufo a spirale che spuntano dall’acqua. La loro forma ricorda le stalagmiti. Qui vi è anche una fauna molto ricca soprattutto per le specie di uccelli che ci vivono. Tutta la spiaggia poi è ricoperta da un sottile strato nero: mosche (più piccole di quelle che si trovano in Italia). Il luogo è sorprendente al tramonto, quando i colori del cielo si riflettono sull’acqua e colorano le formazioni di tufo.

Il Sole fa i botti e domani la Terra sarà investita da una tempesta magnetica

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Un’eruzione solare di vaste dimensioni, secondo gli esperti la più potente degli ultimi 10 anni e domani lo sciame di particelle liberatesi potrebbe investire la Terra e provocare una tempesta geomagnetica, almeno questo è quanto emerge dall’Agenzia americana per l’atmosfera e gli oceani (Noaa), basate sui dati dell’osservatorio solare Soho, della Nasa (Solar and Heliospheric Observatory). A scatenare l’eruzione solare è stata la macchia chiamata AR1944, comparsa sul Sole il 7 gennaio. Quali saranno le ripercussioni sulla Terra se tali particelle scateneranno la tempesta magnetica? Spettacolari aurore polari, ma anche rischio per i satelliti e per le comunicazioni oltre a provocare malfunzionamenti sulla linea elettrica. Ci sarà il black out domani?

Appena scoperto, si sbriciola nell’atmosfera: l’asteroide 2014 AA

asteroide-tuttacronacaE’ il Mirror Planet Center a riportare la notizia che un asteroide, scoperto soltanto poche ore prima dell’impatto e designato con la sigla 2014 AA, si è disgregato senza creare alcun danno alle 6:00 (ora italiana) del 2 Gennaio 2014. Con un diametro compreso fra due e quattro metri, è stato distrutto nell’impatto. E’ solo la seconda volta che un oggetto simile viene scoperto poco prima dell’ingresso nell’atmosfera senza essere visto durante l’avvicinamento alla Terra. Nessun frammento avrebbe raggiunto il suolo.

I botti di Capodanno anche sul Sole

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Anche il Sole ha festeggiato l’arrivo del 2014: la stella infatti ha avuto un brillamento il 31 dicembre del 2013 e poi una grande eruzione il 1 gennaio 2014. L’analisi è stata fatta dal telescopio spaziale Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa. Ora si sta monitorando se tali attività di eruzione e brillamento sul Sole possano interferire con le comunicazioni elettromagnetiche sulla Terra, anche perché i ricercatori ritengono probabili altri forti brillamenti nei prossimi giorni. Il violento lampo di luce ultravioletta è stato rilevato dal telescopio Sdo e classificato nella classe M9, la seconda in ordine di potenza. Le immagini riprese dal telescopio spaziale mostrano l’esplosione di una ‘bolla’ di plasma e la ricaduta di buona parte dei materiali sulla superficie della stella. Secondo i ricercatori una parte del materiale espulso potrebbe sfiorare il campo magnetico terrestre entro la settimana. L’attenzione dei ricercatori è però ora rivolta verso una nuova macchia solare, chiamata Ar1944 e appena apparsa al margine dell’orizzonte: sembrerebbe particolarmente potente ma le informazioni sono ancora poche per tentare ogni previsione. Al momento le dimensioni sembrerebbero tali da far ipotizzare nuove violente eruzioni tanto che il Noaa stima nei prossimi giorni al 70% la possibilità di brillamenti di categoria M e al 30% di classe X, la più potente.

Mandela abbraccia la nazione: l’imponente statua di Madiba

statua-mandela-tuttacronacaIl presidente sudafricano Jacob Zuma ha inaugurato lunedì, a Pretoria, una statua di Nelson Mandela alta 9 metri. La cerimonia si è tenuta il giorno successivo ai funerali di Madiba a Qunu. La statua in bronzo si trova nei giardini dell’Union Buildings, la sede del governo sudafricano nella capitale, dove la settimana scorsa era stata montata la camera ardente. La scultura, opera degli artisti sudafricani Andre Prinsloo e Ruhan Janse van Vuuren, rappresenta Mandela sorridente con le braccia aperte. “Siamo contenti di essere qui. Vi accorgerete che tutte le statue di Mandela lo si vede mentre alza il pugno”, ha detto Zuma davanti ai familiari del leader della lotta contro l’apartheid e a vari dignitari sudafricani. “Questa è diversa da tutte le altre. Alza le mani. Sta abbracciando tutta la nazione”.

Uno degli omaggi più commoventi a Mandela che ancora non avevamo visto

commemorazione-mandela-tuttacronacaUno degli omaggi più commoventi a Nelson Mandela, che ancora non avevamo visto, ha avuto luogo in un negozio sudafricano lo scorso sabato, il giorno prima che si tenessero i funerali del padre della lotta contro l’apartheid. Il Soweto Gospel Choir ha sorpreso i clienti interpretando la canzone Asimbonanga, scritta da Johnny Clegg per Madiba.

In questo video, lo stesso autore del brano canta assieme a Mandela:

La Nasa presenta… le foto dell’eruzione solare

eruzione-solare-tuttacronacaE’ la Nasa, con le sue foto, a dar testimonianza dell’incredibile spettacolo del sole dove, in una regione attiva, si stanno avendo delle eruzioni di “spray” di plasma. Non è l’unico caso: nella stessa regione si sono avute anche altre eruzioni, più piccole, che hanno provocato un flash luminoso e tutta l’attività trae origine dalla turbolenza delle forze magnetiche.

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La foto più curiosa alla commemorazione di Mandela: chi scatta il selfie?

selfie-obama-cameron-tuttacronacaLa giornata di oggi è di quelle che resteranno nella Storia, così come l’uomo immenso alla quale è stata dedicata. Si commemora Nelson Mandela, il leader sudafricano mancato all’età di 95 anni e lo stadio di Johannesburg ha aperto le porte ai grandi della Terra ma anche a tutti coloro che volevano rendere un ultimo omaggio a Madiba. E se lo scatto che ritrae la stretta di mano tra Barack Obama e Raul Castro ha già fatto il giro del mondo, sicuramente un’altra foto viaggerà rapidamente sul Web. A scattarla, Roberto Schimdt per Getty Images ed è a dir poco curiosa. Il fotografo ha infatti immortalato Barack Obama e David Cameron mentre avvicinano la loro testa a quella di Helle Thorning-Schmidt, primo ministro della Danimarca e si scattano un “selfie”, un autoscatto, ormai moda imperante del web. Una foto che potrebbero scattarsi degli amici allo stadio ma che non coinvolge Michelle Obama, che non sembra essere molto favorevole alla trovata. Presenti alla commemorazione, anche il cantate Bono Vox e l’attrice sudafricana Charlize Theron.

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Usa-Cuba: Mandela regala “il disgelo”

obama-castro-tuttacronacaE’ l’agenzia Reuters a diffondere lo scatto che passerà alla storia: in occasione della Commemorazione di Nelson Mandela allo stadio di Johannesburg, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha stretto la mano al leader cubano Raul Castro.

Si tratta di un gesto di disgelo senza precedenti tra i leader delle due nazioni con Castro che, riferisce sempre Reuters, ha sorriso quando Obama gli ha stretto la mano prima di salire sul podio per parlare e salutare Madiba definendolo “un gigante della storia”.obama-castro-tuttacronaca2

Commemorazione per Nelson Mandela: il suo popolo si riunisce per lui

nelson-mandela-funerali-tuttacronacaQuesta mattina, alle 6 ora locale, le porte del Fnb Stadium di Johannesburg, nei pressi di Soweto, sono state aperte. Proprio qui oggi si svolgerà una grande commemorazione per Nelson Mandela. Per l’occasione, saranno presenti una novantina di leader mondiali, tra cui il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il presidente del Consiglio Enrico Letta. Lo stadio, che contiene quasi 100mila persone, si sta pian piano riempiendo. Il premier italiano, già atterrato in Sud Africa,  ha detto che Nelson Mandela è stato “un riferimento per tutta l’umanità” e ha aggiunto: “Per me è un dovere essere qui”. Ma la folla si sta assiepando anche all’esterno degli altri stadi della metropoli e delle principali città, dove le autorità hanno allestito maxi schermi per trasmettere in diretta la cerimonia in ricordo di Mandela. I primi canti dagli spalti del Fnb Stadium intanto sono iniziati, sotto un cielo grigio e nuvoloso. Molti elicotteri stanno sorvolando l’area. Mercoledì la salma di Tata, il “grande vecchio”, come viene affettuosamente chiamato Mandela nel suo Paese, sarà esposta per tre giorni a Pretoria. I funerali solenni si svolgeranno il 15 dicembre a Qunu, il villaggio natale del grande leader, nella provincia di East Cape.

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Dal Dalai Lama a Elisabetta II: chi e perchè non sarà ai funerali di Mandela

mandela-nelson-tuttacronacaSaranno quasi cento, tra capi di stato e di governo, le personalità politiche che domani assisteranno ai funerali di Stato di Nelson Mandela. Con loro, decine di personaggi famosi di tutto il mondo, dalla modella Naomi Campbell al fondatore di Microsoft, Bill Gates, dalla presentatrice Oprah Winfrey al cantante Bono. Ma ci sono anche dei nomi illustri che mancheranno a questo omaggio che promette di essere il più affollato della storia, tanto che il governo sudafricano ha invitato i leader mondiali a non partecipare al funerale che si terrà Domenica in Qunu, il luogo di nascita di Mandela, dove sarà sepolto il presidente sudafricano. Saranno talmente tanti i vip presenti, che si fa prima a citare gli assenti, in particolar modo, i personaggi di spicco della politica mondiale, ognuno assente per diversi motivi. Il Dalai Lama, a sua volta premio Nobel per la Pace, non sarà presente visto che negli ultimi anni gli è stato negato il visto per entrare in Sudafrica almeno due volte, a causa del rapporto commerciale che intercorre tra lo stato africano e la Cina. Sono stati invece i medici a impedire alla regina d’Inghilterra di compiere viaggi lunghi, motivo per il quale Elisabetta II non parteciperà alla cerimonia, alla quale assisterà invece il principe Carlo. Un aneddoto interessante che riguarda la regina e Mandela è stato raccontato da John Carlin, che spiega come il leader sudafricano “probabilmente era l’unica persona, forse con l’eccezione del duca di Edimburgo, che la chiamava semrpe ‘Elizabeth’, o almeno era l’unico che poteva farlo senza essere ripreso”.  Neanche il re spagnolo Juan Carlos sarà presente, a causa del suo recente intervento. Al suo posto il figlio Felipe, accompagnato dal presidente Mariano Rajoy. Per quel che riguarda Israele, nè il primo ministro Benjamin Netanyahu nè il presidente Simon Peres presenzieranno alla cerimoni. Il primo perché ritiene che la spesa per il viaggio, per lui e gli uomini della sicurezza, sia troppo caro (quasi un milione e mezzo di euro), il secondo perché influenzato e per questo sconsigliato dai medici. Al momento non è noto chi interverrà al loro posto. Hasan Rohani, presidente dell’Iran invierà invece in sua vece il ministro dell’Estero, Mohamad Yavad Zarif, che sarà accompagnato da una delegazione di funzionari. Anche l’ex presidente dell’Iran, Mohamad Jatamí (1997-2005), sarà presente a titolo personale. Altro nome illustre che non presenzierà è Papa Francesco. Al suo posto, il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, arcivescovo di Cape Coast (Ghana) e presidente del Consiglio Pontificio della Justizia e della Pace. Ancora, il presidente della Colombia Juan Manuel Santos ha designato il suo vicepresidente, Angelino Garzón, affinchè lo rappresenti in Sudafrica. Quest’ultimo sarà accompagnato dagli ex presidenti Andrés Pastrana ed Ernesto Samper. Anche il presidente cinese Xi Jinping invierà il suo “numero due”, Li Yuanchao. Assente a causa della sua età invece il presidente dell’Uruguay José Mújica, che non può eseguire le vaccinazioni necessarie per viaggiare in Sud Africa. In sua vece, ministro degli Esteri Luis Almagro. Sempre per quel che riguarda il Sud America, neanche il presidente argentino, Cristina Fernández, può intraprendere il viaggio: due mesi fa è stata sottoposta a un intervento e ora è impossibilitata a volare. Al suo posto, il vicepresidente Amando Boudou. Infine, neanche Angela Merkel lascerà il suo Paese natale: al suo posto il presidente tedesco Joachim Gauck. La Cancelliera si è comunque recata nell’ambasciata sudafricana a Berlino per firmare il libro di condoglianze.

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Omaggio a Nelson Mandela in campo: i giocatori rischiano sanzioni disciplinari

drogba-madiba-tuttacronacaLa Federcalcio turca potrebbe punire con sanzioni disciplinari due giocatori del Galatasaray, Didier Drogba ed Ebouè, per avere reso omaggio a Nelson Mandela durante una gara di campionato venerdì 6 dicembre. I due giocatori della Costa d’Avorio, infatti, al termine della partita si erano tolti la maglia restando con le sole t-shirt dove apparivano le scritte, in inglese, ”Grazie Mandela” (Drogba) e ‘‘Riposa in pace Mandela” (Ebouè). Entrambi sono stati deferiti alla Commissione disciplinare dalla Federcalcio turca per avere commesso un ”atto politico” in campo. Questo a seguito di un provvedimento adottato dopo le grandi proteste anti-governative di Gezi Park del giugno scorso con il quale si vieta qualsiasi manifestazione politica negli stadi turchi.

Ciao Madiba! Il saluto dei bambini

ciao-madiba-tuttacronacaPiangono, sorridono, portano un fiore. Si avvolgono in una sua bandiera. Sono i tantissimi bambini sccorsi per l’ultimo saluto a Madiba, forse catturati dal sorriso spontaneo o dallo sguardo intenso. Lui era il “nonno” che tutti avrebbero voluto e loro guardano la sua foto, la sfiorano. E sperano che un giorno quel suo sogno affinchè tutti i bambini godano di una buona educazione, perchè sono loro il futuro del mondo, divenga realtà. 

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Berlusconi commemora Mandela… con una frecciatina ai suoi “nemici”

murales-per-nelson-mandela-tuttacronacaSilvio Berlusconi scrive una nota per ricordare la figura di Nelson Madela, morto a 95 anni e per l’occasione non manca di mandare segnali ai suoi “nemici”. “Nelson Mandela è un eroe della libertà”, inizia. “Il suo insegnamento – si legge – la sua testimonianza la sua forza d’animo capace di non arrendersi mai anche quando le forze del male sembravano essere imbattibili, sono e saranno un esempio per tutti noi”. Quindi l’appello a chi in questo ore si sta unendo al cordoglio per la morte dell’eroe sudafricano: “Mi auguro – dice – che molti, tra coloro che in queste ore ne tessono le lodi, imparino a praticare quella riconciliazione nella verità e nel rispetto reciproco che è stato il suo più grande merito e la sua più grande vittoria.”

L’omaggio della Nasa a Nelson Mandela

nelson-mandela-morto-tuttacronacaAnche la Nasa ha reso omaggio a Nelson Mandela, e lo fa a modo suo, postando in Twitter e Google+ una foto di Capo Sud d’Africa, la sua terra natale, vista dallo spazio. Ad accompagnare l’immagine, la scritta “In onore di Nelson Mandela”. Anche Elon Musk, fondatore di SpaceX, ha dedicato un saluto a uno dei maggiori leader della lotta contro l’apartheid: “Riposa in pace, Nelson Mandela. Un uomo buono e grande” mentre Buzz Aldrin dell’Apollo 11 ha dichiarato che avrebbe continuato ad imparare da lui.

Saturno, come non l’avete mai visto

o-SATURNO-tuttacronacaE’ il pianeta più affascinante del Sistema Solare e questa foto pubblicata dalla NASA lo dimostra come nessuna è riuscita a fare fino ad ora. In essa appaiono, minuscoli e insignificanti, anche Venere, Marte e la Terra. In realtà, l’immagine è stata creata con 141 foto scattate dalla sonda Cassini, inviata 15 anni fa nell’orbita di Saturno per cercare di svelarne tutti i suoi segreti. Ma quello che rende davvero unica una simile composizione è che riesce a mostrare il pianeta esattamente come lo vedrebbe un essere umano se si trovasse nella stessa posizione della navicella e, ovviamente, se avesse la sua stessa capacità di visione. Da sottolineare: l’immagine non è stata ritoccata. Oltre a mostrare in dettagli gli anelli di Saturno, nell’immagine appaiono anche settte dei suoi circa 200 satelliti, tanti sono infatti quelli che si ritiene orbitino attorno al pianeta. La foto è stata scattata lo scorso 19 giugno. La scena copre 651,591 km.

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Bentornato! E’ atterrata la navetta Syouz con a bordo Parmitano

parmitano-ritorno-tuttacronacaParmitano è tornato con i piedi per Terra. Nella prima mattina di oggi è atterrata, nella steppa del Kazakhstan, la navetta russa Soyuz e l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) italiano è stato l’ultimo ad essere estratto, sorridente, dalla navetta, dopo il comandante Fyodor Yurchikhin e la collega americana Karen Nyberg. I tre astronauti hanno riportato sul notro pianeta anche la torcia olimpica dei giochi invernali di Sochi. Il viaggio di ritorno ha avuto una durata di poco più di tre ore, con la navetta che ha raggiunto temperature di 1600 gradi per la frizione con l’atmosfera. Il paracadute si è aperto a circa 10 chilometri di quota, rallentando la corsa da 864 a 324 chilometri orari. Parmitano, dopo che la navetta si era staccata dalla Stazione Spaziale, ha twittato: ”Separazione avvenuta. Per strada verso la Terra!”.

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Luca Parmitano torna a casa. Ma prima, una lettera al suo pianeta

parmitano-lettera-tuttacronaca166 giorni. Tanti ne ha trascorsi Luca Parmitano tra le stelle, ma ora la missione Volare è giunta al termine e l’Expedition 37 è già sulla via del ritorno: domani, nelle prime ore del mattino, alle 3.49, gli astronauti tornaranno a toccare la Terra in Kazakistan. Con loro, un “passeggero” d’eccezione, la fiamma olimpica che proseguirà il suo viaggio verso Sochi 2014 dopo esser stata a sua volta tra le stelle. Come ricorda Focus, con la partenza dell’Expedition 37 si conclude un breve periodo di eccezionale affollamento della ISS. Per alcuni giorni la Stazione Spaziale ha ospitato ben 9 astronauti (non succedeva dal 2009) e ha tenuto agganciate contemporaneamente 3 capsule Soyuz. In genere la base ospita solo 6 componenti: questa eccezione è stata motivata dalla necessità di far trascorrere qualche giorno nello Spazio al simbolo olimpico. Luca Parmitano, prima del viaggio di rientro, ha pubblicato sul suo blog un ultimo post, una lettera d’amore alla Terra. Ve la riproponiamo, accompagnandola con la foto che lui stesso ha scattato.

Quello è il mio pianeta.

I miei occhi accarezzano amorevolmente la sua pelle dalle sconfinate e magnifiche tonalità. Quante volte con lo sguardo ne ho esplorato i confini, di un azzurro indescrivibile, mentre l’alba ne immortalava le curve, delineate perfettamente dalla luminescenza delle nubi mesosferiche, splendide, cangianti: il colore di una pazienza senza tempo e infinita.

Osservo nel silenzio della mia postazione: so che il suo cuore pulsa invisibile, e scorgo la linfa vitale scorrere nelle infinite vene che attraversano le sue terre, alimentate e protette dalle nubi, che la ricoprono come il manto di una vergine vestale. Il suo respiro ha il ritmo calmo ed eterno delle maree, la grandezza delle onde oceaniche, la potenza dei venti che spazzano in un soffio le sabbie di cento deserti, le cime di mille montagne.

Fra poche ore, tutto questo sarà un ricordo. La mia astronave mi attende, per adesso quieta e buia, ma presto teatro dinamico e drammatico del mio rientro a terra. Tutto quel che ha un inizio, deve necessariamente finire: una meravigliosa fragilità che rende ogni esperienza unica, e per questo ancora più preziosa.

Adesso, però, cerco ancora di riempirmi gli occhi, la mente e il cuore di colori, di sfumature, sensazioni. Perché restino con me, che ne possa testimoniare. Le terre emerse si confondono l’una nell’altra, i confini, arbitrari e immaginari, del tutto inesistenti da qui, mentre le osservo dalla Cupola. Osservo le terre degli uomini.

Dalla Terra, guardando verso il cielo e le stelle, ne ho sempre sentito l’attrazione irresistibile, ho incoraggiato la mente a perdersi verso l’infinito e l’ignoto. È la nostra natura – il gene di Ulisse. Ma anche Ulisse, dopo tanto viaggiare, torna a Itaca: e a lungo sogna la sua isola. Se fossi nato tra gli spazi dell’impenetrabile nero interstellare, se avessi passato tutta la mia vita viaggiando lontano dal nostro mondo, osserverei con lo stesso sguardo ammirato che ho adesso le sue acque azzurre, i suoi continenti così variegati. Ogni alba e ogni tramonto mi regalerebbero lo stesso stupore atavico. E sognerei di sprofondare i piedi nelle sue sabbie calde, di sentire il gelido abbraccio delle sue nevi, e la carezza salmastra delle brezze che dal mare si spingono verso la terra. Mi chiederei cosa si prova a immergersi nelle sue acque, a scaldarsi al calore del suo sole.

Ma sono fortunato: io sono nato lì.

Quello è il mio pianeta. Quella è casa mia.

“Il canyon di fuoco” ripreso dalla Nasa, ecco il video delle meraviglie

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Era più o meno un mese fa, a fine settembre infatti un filamento magnetico ha creato una sorta di canale sul Sole che è stato ripreso dalla sonda Sdo. La Nasa, lavorando e combinando i dati in diverse lunghezze d’onda, che erano stati ripresi in due giorni, ha creato un video delle meraviglie con una spettacolare animazione. Ecco il video del “Canyon di fuoco” dato dall’espulsione di massa coronale esplosa in direzione della Terra a circa 530 miglia al secondo., tra il 29 e il 30 settembre.

L’Etna “spiato” dall’alto: Luca Parmitano e gli sbuffi del vulcano

etna-eruzione-tuttacronacaL’Etna si è risvegliato nella notte tra venerdì e sabato scorsi e l’astronauta Luca Parmitano, dalla Stazione Spaziale Internazionale che lo ospita dallo scorso maggio, non si è perso lo spettacolo. Ecco allora che ha voluto condividere le sue foto intitolate “L’eruzione dell’Etna”: gli sbuffi di fumo e cenere da un punto di vista privilegiato.

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Curiosity scopre, la NASA conferma: c’è acqua su Marte!

curiosity-acqua-tuttacronacaI dati trasmessi dalla sonda Curiosity certificano la presenza di acqua su Marte: è la NASA a darne la conferma. L’acqua sul pianeta rosso è inglobata nel suolo, nel terreno e nelle rocce che lo compongono. Curiosity l’ha riscaldato con i suoi laser per poi analizzarne i vapori così prodotti. I risultati dimostrastrano che la polvere marziana contiene il 2% di acqua, una percentuale tale che autorizza ottimismo anche sulla possibilità di utilizzarla per una futura colonizzazione del pianeta. E’ anche probabile che ve ne sia anche nel sottosuolo e non è impossibile che sia in forma liquida: l’idea di poter utilizzare acqua locale per sostenere una futura base marziana diventa oggi molto più realistica.  Laurie Leshin, che ha diretto lo studio poi pubblicato sulla rivista Science, ha spiegato che la polvere marziana si trova ovunque e questa rappresenta una buona notizia in vista delle esplorazioni umane visto che scaldando la polvere del pianeta è possibile estrarne abbastanza ovunque e l’acqua distillata in questo modo può essere recuperata dopo l’evaporazione. Sul pianeta, attualmente l’acqua esiste solo in forma di ghiaccio in corrispondenza delle calotte polari, che poi sono state sepolte dal terreno. Quello che è chiaro è che un tempo le acque scorrevano e, con tutta probabilità, anche l’atmosfera era simile a quella terrestre e vi si dispiegava il ciclo dell’acqua. Il prossimo compito di Curiosity è cercare tracce di vita: gli scienziati sostengono vi possa trovare tutte le sostanze necessarie al suo sviluppo e forse un tempo c’erano anche le condizioni perché prosperasse. Sempre più Marte appare come un pianeta abitabile.

La foto del primo ministro inglese che dorme fa il giro del web

cameron-dorme-tuttacronacaFotografie del primo ministro inglese David Cameron se ne vedono molte, ma nessuna come quella postata (e poi rimossa) dalla cognata Alice Sheffield. Al termine del G20 di San Pietroburgo, Cameron si è dovuto recare a York, per assistere al matrimonio della cognata Alice, sorella acquisita della moglie Samantha. Nell’occasione, il leader dei Tories si è ritagliato un po’ di tempo per smaltire le fatiche del summit russo, non sapendo che Alice non avrebbe resistito alla tentazione di fare uno strappo alle regole del protocollo ufficiale decidendo di scattarsi una foto in cui viene immortalato anche il premier dormiente sul letto alle spalle. Postata sul profilo Instagram della sorella della stessa Alice, Emily, l’immagine ha fatto il giro del Regno Unito nello spazio di pochi giorni, prima di essere rimossa.

L’immagine della Nasa che fa sognare i fan di Star Wars

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Una foto del 2011 che sta divertendo l’intero web e che invece è diventata un icona per i fan di Star Wars è quella diffusa oggi dalla Nasa che hanno portato alla luce una formazione montagnosa del pianeta Mercurio. Immediata la reazione dei fan della saga che invece in quella foto hanno, fantasiosamente, visto la somiglianza con la prigione di carbonite dove fu rinchiuso l’eroe Han Solo nel quinto episodio della serie “L’Impero colpisce ancora” del 1980.

AAA volontari cercasi alla NASA: 3500 euro per trascorrere 70 giorni stesi

volontari-nasa-tuttacronacaLa NASA alla ricerca di volontari per un esperimento che si svolgerà nel centro di ricerca ‘Faru’ presso l’università del Texas a Galveston. Lo scopo è quello di osservare come il corpo degli astronauti reagisce alle lunghe missioni spaziali in vista dei futuri viaggi interplanetari. Ma cosa dovrebbero fare i volontari, che guadagneranno circa 3.500 euro al mese? Starsene sdraiati con la testa leggermente in giù e i piedi un po’ alzati per 24 ore al giorno per 70 giorni. Questa posizione, infatti, sarebbe un modo valido per imitare le condizioni di una persona che viaggia nello spazio, per lunghe missioni, in assenza di gravità. I volontari saranno sottoposti a test si prima che dopo questo lungo periodo di riposo, al fine di valutare i cambiamenti che avvengono sia nel sistema cardiocircolatorio che nel sistema muscolo-scheletrico, dopo tanto tempo passato in posizione sdraiata.  Tali risultati saranno utili per comprendere quali compiti, tra quelli svolti nel corso di una lunga missione, potrebbero venire influenzati dai cambiamenti che avvengono nell’organismo durante il volo spaziale. Questo permetterà di capire quali contromisure ideare. Lo studio dovrà inoltre valutare l’efficacia di un nuovo programma di esercizio fisico per mantenere la massa e la forza muscolare, nonchè la salute delle ossa e la funzione cardiovascolare durante 70 giorni di riposo a letto che potrà rivelarsi utile che per gli astronauti.

La rana “lanciata” nello spazio!

rana-lancio-ladee-tuttacronacaLo scorso 6 settembre è avvenuto il lancio della sonda Ladee (Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer), diretta verso la Luna per studiarne l’atmosfera.

Osservando le immagini del lancio del razzo, chiamato Minotauro, i tecnici della Nasa hanno notato un insolito accompagnatore: sullo sfondo si staglia infatti la sagoma di una rana, probabilmente sbalzata in aria dalla potenza dei propulsori. E’ stata la stessa agenzia spaziale a dichiarare autentica la foto che sta rapidamente facendo il giro del mondo via web. E’ possibile che l’anfibio si trovasse in un invaso d’acqua accanto alla pista per prevenire danni alla piattaforma.

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E’ partita Landee, la sonda diretta sulla luna!

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La sonda diretta sulla Luna, Ladee, è partita regolarmente e dopo 30 minuti ha già inviato un segnale e si è potuto verificare che la rotta era perfetta. La missione della Nasa è iniziata quindi sotto i migliori auspici. Ora la sonda –  lanciata con un razzo Minotaur (ex missile balistico riconvertito) dalla base americana di Wallops Island, in Virginia – avrà il compito di studiare la debolissima atmosfera lunare. In particolare studiando l’atmosfera si vuole trovar risposta alla formazione dei pianeti. E come ha detto al momento del rilascio della sonda in orbita, il direttore di lancio “Buon viaggio verso la Luna”!

“Houston, abbiamo un problema…” un oggetto vaga nello spazio

nasa-ufo-tuttacronacaChris Cassidy, astronauta della Nasa, la mattina del 19 agosto ha avvistato, al di fuori della stazione spaziale, un oggetto galleggiante non identificato nei pressi del veicolo cargo Progress. L’uomo ha quindi chiamato la base Mission Control di Houston, oltre a girare alcuni video dell’ignoto corpo volante. Si trattava forse di un Ufo? E’ stata una torre di controllo russa a svelare l’arcano e a identificare l’oggetto come il coperchio dell’antenna del modulo di servizio Zvezda. Nessun incontro ravvicinato insomma, ma un rifiuto spaziale che se ne andava indisturbato alla deriva.

SCOPERTO IL PIANETA ROSA!

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Esiste davvero il pianeta rosa, lo ha scoperto la Nasa. La stella Gj 504 G0, come viene chiamato dagli scienziati, si trova a 57 anni luce da noi, ha una temperatura di 237 gradi centigradi e orbita intorno a un altro sistema. Il pianeta rosa scoperto grazie al telescopio Subaru, alle Hawaii, è il pianeta con la massa minore trovato fin’ora nell’orbita di una stella usando questa tecnica. Il pianeta rosa ha una massa quattro volte più grande di quella di Giove e dovrebbe avere più o meno 160 milioni anni. Questo ne fa un pianeta ‘giovane’ e spiega, almeno, in parte il colore magenta.

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Il cibo italiano è andato a ruba tra le stelle! Lo dice Parmitano.

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Luca Parmitano era partito con del cibo italiano. Lassù fra le stelle aveva deciso di mangiare i prodotti della sua terra. Ma in un collegamento in diretta  dalla Stazione Spaziale organizzato nel centro dell’Esa a Frascati (Roma), l’Esrin, l’astronauta ha confessato: ”E’ praticamente finito tutto” e poi ha aggiunto ‘Quando abbiamo finito di trasferire il materiale dalla navetta europea Atv ‘Albert Einstein’ ero responsabile di questa operazione e ho voluto ringraziare l’equipaggio con una cena italiana. Eravamo in sei e ho offerto primo e secondo” e ha poi concluso ”ho ancora una lasagna, magari l’aprirò una domenica per ricordarmi come si pranza in Italia la domenica e poi è rimasto un tiramisù che non credo riuscirò a mangiare perché Karen ha una passione per questo dessert: credo lo darò a lei”. Il cibo italiano è davvero spaziale!

 

Interrotta la seconda passeggiata tra le stelle di Parmitano: problemi con il casco

luca_parmitano_problemi-tuttacronacaHa sentito dell’acqua nella parte posteriore del caso spaziale Luca Parmitano, poco più di un’ora dopo essere uscito dalla stazione spaziale internazionale per la sua seconda passeggiata nello spazio. Nonostante la missione dovesse durare sei ore, l’astronauta italiano è rientrato dopo aver parlato con il centro di controllo di Houston, al quale ha spiegato cosa stava accadendo. La sensazione è durata alcuni minuti, dopo di che Houson gli ha suggerito di rientrare per eseguire delle verifiche sull’equipaggiamento. Parmitano stava predisponendo le attrezzature per l’attracco del modulo russo Mlm (Multifunctional Laboratory Module) il cui arrivo è previsto nel giro di qualche mese sulla Iss. L’astronauta  è stato il primo italiano a camminare nello spazio.

Una passeggiata tra le stelle: le foto di Parmitano

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Ci ha abituati alle foto “spaziali” Luca Parmitano e non potevano certo mancare gli autoscatti della sua prima passeggiata nello spazio. L’astronauta, il primo italiano a compiere una simile missione, ha postato in Twitter le più belle immagini della sua sortita tra le stelle.

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L’italiano che passeggia nello spazio: Luca Parmitano è stato il primo!

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E’ andato a fare quattro passi… nello spazio! Luca Parmitano è il primo italiano a compiere una passeggiata spaziale. Questa è la prima delle due passeggiate che compirà l’astronauta italiano in sei mesi di missione a bordo della Stazione Spaziale. All’interno di questa prima passeggiata il momento più emozionante sarà quando l’italiano sarà afferrato dal braccio robotico della Stazione Spaziale. In questo modo Luca Parmitano sarà portato in prossimità dei radiatori termici con primo spostamento della durata di 15 minuti verso il lato sinistro del traliccio della Stazione Spaziale, ed un secondo della durata di 27 minuti, verso il lato destro”.

Come riport il sito dell’Ansa:

Parmitano ha trascorso la vigilia della sua prima passeggiata spaziale ripassando le procedure di uscita e verificando il funzionamento dei sistemi di comunicazione della sua tuta americana, chiamata Emu dalle iniziali di Extravehicular Mobility Unit, sulla quale per la prima volta sarà cucita la bandiera italiana. Poi due ore di ginnastica, cena e riposo.

La preparazione per l’uscita dei due astronauti inizia alle 9.15 ora italiana di oggi, con l’ingresso di Parmitano e Cassisy nella camera di depressurizzazione per respirare ossigeno puro in modo da espellere l’azoto presente nel sangue. Questa operazione serve ad evitare problemi di embolia agli astronauti, visto che la tuta stessa è riempita con ossigeno pressurizzato per evitare un irrigidimento con conseguente difficoltà di movimento.

Marte e i suoi misteri

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I solchi luminosi sul Pianeta rosso forse da oggi in poi potrebbero avere una spiegazione. La Nasa avrebbe spiegato come alcuni  blocchi di ghiaccio secco scivolerebbero sulle dune del pianeta e provocherebbero quei solchi che sono una caratteristica di Marte.

Come spiega il Telegraph, i solchi presentano margini rialzati e una larghezza lineare, di qualche metro circa, ma non presentano detriti alle loro estremità, al contrario di quanto si verifica con i fiumi del nostro pianeta. Per cercare di comprendere il processo che avverrebbe sulla superficie marziana, i ricercatori, guidati dal dottor Serina Diniega del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, hanno condotto alcuni esperimenti sulla sabbia dello Utah e della California, attraverso l’utilizzo di alcune lastre di ghiaccio lasciate scivolare sulla superficie. Secondo l’agenzia spaziale, i canali marziani- così come le dune – sarebbero ricoperti di biossido di carbonio congelato durante l’inverno. Alcuni blocchi di ghiaccio secco, quindi, si sarebbero staccati dalla aree più alte delle dune di sabbia e sarebbero scivolati, tanto da tracciare quelle linee così misteriose, così come mostrano le fotografie del Mars Reconnaissance Orbiter.

Un processo che avverrebbe durante la primavera marziana, secondo i ricercatori, che hanno confrontato le immagini scattate durante diverse stagioni nella superficie del Pianeta Rosso. “Ho sempre sognato di andare su Marte. Adesso spero di poter fare snowboard su una duna di sabbia marziana su un blocco di ghiaccio secco”, ha scherzato Diniega sul Telegraph.

 

Bieber cacciato da un locale… per i suoi 19 anni!

Justin-Bieber-Miley-Cyrus-collaborazione-canzone-tuttacronaca

Dura la vita delle star! Bieber, dopo la rottura con l’ex fidanzatina Selena Gomez e con una sua guardia del corpo sotto accusa per aggressione a un fan, sarebbe stato bloccato all’ingresso  Lure night club di Hollywood. Il motivo sarebbe stato che la star ha solo 19 anni e per entrare occorre invece aver compiuto i 21. Justin non si sarebbe dato per vinto e avrebbe tentato di entrare dalla porta di servizio, ma appena dentro è stato cacciato e messo alla porta. Sembra che comunque la star sia poi rietrata in hotel in compagnia di due ragazze.

 Intanto non si placano le voci su un possibile disco tra Bieber e Miley. L’Audi R8 leopardata di Justin, scortata da tre Cadillac Escalade guidate dalle guardie del corpo, è stata filmata da alcuni paparazzi mentre si allontanava dalla casa di Miley a Toluca Lake, nei dintorni di Los Angeles. A un mese di distanza da quando le due star sono state filmate mentre uscivano insieme da uno studio di registrazione e si era vociferato di una possibile canzone interpretata da entrambi, ora sembra esserci la conferma dopo questo ennesimo incontro. Miley aveva anche confidato: “So che stanno circolando delle foto, ma sono brava a mantenere segreti. Per un anno ho dovuto tenere la bocca chiusa sul mio singolo e continuerò a non rivelare altri dettagli.”

1998 QE2: l’asteroide in arrivo questa notte

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Alle 22.59 di questa notte, l’asteroide “1998 QE2”, con i suoi 2.7 km di diametro, farà il suo massimo avvicinamento alla Terra, a circa sei milioni di chilometri dalla Terra, oltre 15 volte la distanza dalla Luna. Non c’è nessun rischio di collisione dunque, come ha spiegato anche la NASA. Una vera fortuna, considerate le sue dimensioni, che sarebbero in grado di spazzare via la vita dal nostro Pianeta, qualora ci fosse un’ipotetica collisione. Ma non ci sarà alcun rischio. Gli astronomi, tuttavia, avranno la possibilità di studiare le caratteristiche dell’asteroide grazie a telescopi ad alta risoluzione. Il loro obiettivo è quello di comprendere sia le origini dell’oggetto celeste che di migliorare la precisione dei dati orbitali, numeri indispensabili che permetteranno di comprendere se non ci siano, in futuro, rischi potenziali e prevedere la traiettoria che assumerà il corpo. Certo, rimane un’operazione complicata quella ci comprendere quali siano i corpi celesti che possono rappresentare una minaccia futura. Questo perchè gli asteroidi, a causa della loro bassa capacità di riflessione sono di solito invisibili all’occhio dei telescopi nonchè troppo piccoli per causare effetti gravitazionali osservabili. L’ipotesi di un impatto di un asteroide dalle misure rilevanti, ossia oltre i 45 metri di diametro, resta comunque rara: accade solo tre volte nell’arco di circa ogni mille anni.  Resta comunque fondamentale raccogliere il maggior numero di informazioni possibili, così che sia possibile prevedere i movimenti dei cinque  asteroidi individuati dalla NASA come possibile minaccia, sempre in ambito potenziale, con una probabilità di collisione su un milione. Tornando al passaggio di “1998 QE2”, l’asteroide è stato scoperto  nel 1998 dal Massachusetts Institute of Technology e, per questa notte, la NASA ha previsto una diretta streaming: sarà Charles Bolden, capo dell’agenzia spaziale, a raccontare in diretta il passaggio dell’asteroide.  L’astronomo Lance Benner del Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena ha spiegato l’importanza di una simile osservazione: “E’ possibile capire in modo dettagliato la sua dimensione, forma, rotazione, così come le caratteristiche superficiali e la sua origine”. Ma non solo: “Il passaggio di questi oggetti rappresenta un modo per esplorare un’intera classe di corpi del sistema solare”, ha spiegato l’astronomo. Non si conosce ancora quale sia la forma esatta di “1998 Qe2″. Dalla NASA si è invece saputo che l’asteroide ha con sè un satellite, una “luna” che gli ruota attorno ed ha una lunghezza di circa 600 metri, scoperto dagli scienziati del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena guidati da Marina Brozovic. Le concavità osservate sulla sua superficie, secondo la Nasa, potrebbero essere crateri causati da precedenti collisioni: è stato poi stabilito come compia una veloce rotazione su se stesso in meno di quattro ore.

La Soyuz è decollata: Parmitano è nello spazio!

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E’ iniziata l’avventura nello spazio per l’astronauta italiano Luca Parmitano: partita alle 22.31 dalla base russa di Baikonur, in Kazakhstan, la Soyuz ha completato il suo secondo viaggio “rapido” verso la stazione orbitale, alla quale è arrivata in meno di sei ore anziché in due giorni e si è così agganciata alla Stazione spaziale internazionale (Iss). Il primo a entrare nella stazione è stato il comandante della Soyuz, Fyodor Yurchichin. Quindi è stata la volta dell’astronauta italiano, sorridente e felice di essere a bordo, poi è entrata l’americana Karen Nyberg. I tre sono andati a completare l’equipaggio della Stazione spaziale, unendosi a Pavel Vinogradov, Aleksandr Misurkin e Christopher Cassidy. La Souyz è partita dalla stessa rampe dalla quale decollò, nel 1961, la Vostok con a bordo il primo cosmonauta della storia, Yuri Gagarin. Quello della navicella è stato un viaggio record, un vero e proprio inseguimento rapido che ha permesso agli astronauti per la seconda volta, di agganciarsi alla Stazione spaziale poche ore dopo il decollo.

Justin Bieber ha fatto un regalo alle sue fan: una stella per loro!

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Come fare a dimostrare tutto il suo amore per migliaia di fan sparse in tutto il mondo? Semplice! Prendendo qualcosa che tutte possano vedere: una stella! E così Justin ha speso un milione di dollari, devolvendolo alla Nasa, per avere un astro tutto suo da intitolare alle supporters. Ecco allora che tutte aspettano di conoscere le coordinate per poter ammirare la Belieber (come altro chiamarla altrimenti?). I suoi colpi di testa, i piccoli problemi quotidiani e le voci più cattive non hanno mai scalfito l’amore delle beliebers neanche per un solo istante. Justin lo sa e le ringrazia così. Chissà se anche la stella lo supporterà da lassù difendendolo a spada tratta! La notizia, che ha fatto impazzire di gioia il web, è stata data dall’account Twitter @JeliebersINArmy . Quanta strada ha fatto Justin: dal Canada alle stelle!

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