Addio Harold! Le vignette che salutano il protagonista di Ghostbusters

Harold-Ramis-morto-tuttacronacaIeri la triste notizia della morte dell’attore Harold Ramis, all’età di 69 anni, a causa di complicanze di una rara malattia della quale soffriva da tempo, una vasculite autoimmune infiammatoria. La scomparsa di uno dei protagonisti del film cult Ghostbusters ha profondamente scosso il popolo della rete che ha deciso di rendergli omaggio attraverso una serie di vignette:

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Addio ad Harold Ramis: si è spento uno dei “Ghostbusters”

gohstbsu-tuttacronacaAveva 69 anni Harold Ramis, l’attore diventato celebre per aver ricoperto il ruolo del Dottor Egon Slengler nel celebre film Ghostbusters e per aver recitato in Stripes – Un Plotone di Svitati e Ricomincio da Capo. Considerato uno dei più geniali autori e interpreti del cinema americano, Ramis era affetto da tempo da una vasculite autoimmune infiammatoria, malattia molto rara che colpisce i vasi sanguigni. Le sue condizioni erano peggiorate negli ultimi giorni.

Il prete che rifiuta di dare l’estrema unzione: il fedele è gay

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Un fedele gay colpito da infarto che chiama il prete per confessarsi e ricevere l’estrema unzione, ma il sacerdote cattolico appena saputo che l’uomo è gay si rifiuta di concedere il sacramento. Succede a Washington dove Ronald Plishka, 63enne omosessuale, agente di viaggio, colpito da infarto e ricoverato al prestigioso Washington hospital il 7 febbraio, ha cercato conforto chiamando un sacerdote, il reverendo Brian Coelho. D’altra parte Plishka è sempre stato un cattolico fervente, chierichetto sino all’età di 18 anni e con un percorso di accettazione della propria sessualità non facile, tanto da aver atteso sino ai 50 anni per accettare la propria omosessualità. Plishka che fortunatamente ha superato il momento critico e ora sta meglio ha raccontato Abbiamo cominciato allora a parlare di Papa Francesco ed io gli ho detto quanto grato sono per le parole del Pontefice sugli omosessuali  e ho chiesto a Coelho se lo disturbava che fossi gay. Al che il prete ha detto di no». Però dopo questa confessione l’atteggiamento del religioso cambia tanto che si rifiuta anche di dare la comunione al fedele che l’aveva chiesta e poi aggiunge «Pregherò con te, ma questo è tutto ciò che posso fare». L’ospedale per parte sua, in una nota ha reiterato il sostegno ed il rispetto dei dirigenti e dello staff per gli omosessuali ed ha sollecitato «chiunque venga a sostenere i nostri pazienti ad aderire ai valori della clinica». Dall’arcidiocesi di Washington – interpellata dai media Usa – è venuto solo un ‘no comment’, e la frase «Coelho non rilascia interviste».

 

Incredibile! Il malato che viene guarito… grazie a Dr House!

dr-house-tuttacronacaHa dell’incredibile quanto accaduto nell’ospedale di Marburgo, in Germania, dov’era ricoverato un 55enne tedesco la cui complessa situazione clinica sembrava irrisolvibile. L’uomo presentava infatti un’inspiegabile insufficienza cardiaca, febbre alta e la misteriosa perdita di udito e vista. La sua fortuna è stata che a seguirlo ha trovato il dottor Juergen R. Schaefer, fedelissimo seguace della serie tv americana Dottor House. Il medico si è ricordato di un caso simile visto in televisione, in cui tutti era stato scatenato da un avvelenamento da cobalto. Incredibile ma vero, il 55enne di Marburgo stava proprio subendo un avvelenamento da parte del metallo tossico.

Uccide il figlio gravemente malato e tenta il suicidio

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Ha 40 anni ed è di origini svizzere la donna che ha sgozzato il figlio di 10 mesi gravemente malato e poi ha tentato il suicidio. Il bimbo era stato sottratto alla tutela medica e per questo il pare del bambino l’aveva denunciata. La donna si era rifugiata in Spagna e proprio all’ospedale di Torrevieja, ad Alicante, la donna dopo l’infanticidio ha tentato di levarsi la vita. Ora la 40enne si trova ricoverata in gravi condizioni.  Nei confronti della donna le autorità elvetiche e la polizia spagnola avevano spiccato un ordine di cattura il 24 dicembre scorso, per aver sottratto il suo bebè, gravemente ammalato, alla tutela medica nel suo paese d’origine ed essere fuggita in Spagna. La polizia iberica aveva sollecitato negli ultimi giorni la collaborazione dei cittadini nelle ricerche della donna, mentre quella cantonale di Zurigo aveva fissato una ricompensa di 2.500 euro a chiunque fornisse informazioni per localizzare la madre con il bambino. Sulla base di questa informazione, una donna ha avvisato ieri la polizia spagnola sostenendo di averla vista a Torrevieja, dove successivamente la guardia civile l’ha localizzata. Portata ieri sera sotto custodia in ospedale con il bimbo e piantonata dagli agenti, la madre – secondo prime ricostruzioni – avrebbe chiesto di recarsi in bagno per lavare il bambino. Qui avrebbe estratto un coltello dalla borsa e sgozzato il piccolo, per poi ferirsi a sua volta con l’arma. Attualmente si trova ricoverata in gravi condizioni nello stesso ospedale. Sull’accaduto la magistratura ha imposto il segreto istruttorio.

Muore il papà di Elisa Claps, addio ad Antonio!

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Antonio Claps, il papà di Elisa, la studentessa potentina il cui cadavere fu ritrovato nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità il 17 marzo 2010 a 17 anni dalla sua scomparsa, il 12 settembre 1993. Antonio Claps, che era malato da tempo, non era mai comparso pubblicamente nella lunga vicenda della scomparsa della figlia.

Il Sant’Eugenio è al collasso, pazienti gravi lasciati in corridoio

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Il Sant’Eugenio, uno dei più importanti ospedali di Roma è un paziente grave. La struttura non regge più, tra il personale insufficiente e l’afflusso continuo di malati, le condizioni sono davvero inaccettabili. Almeno 98 pazienti attendono infatti una visita o un posto letto e almeno 51 di questi sono in condizioni critiche.

E’ La Repubblica a riportare la difficoltà quotidiana che si vive tra i muri del Sant’Eugenio:

Il personale medico si sfoga:

“Non era mai accaduto”, si sfogano i medici della prima linea inchiodati al lavoro, quattro, cinque ore oltre l’orario. “Così non abbiamo faticato mai”. “Qui”, spiegano, “da giorni l’affluenza non molla la presa”. E la conferma arriva dagli equipaggi delle ambulanze del 118: “Dopo tre ore di fermo del nostro mezzo in un altro ospedale, ci hanno restituito la lettiga di bordo dopo la morte del paziente che la occupava”. “Qui al Sant’Eugenio”, aggiunge Monica Rinaldi, “aspettiamo da un’ora che si liberi la barella per poterci rimettere in marcia”.  

I codici verdi attendono nei corridoi, mentre i pazienti gravi con infarti in corso vengono curati nelle corsie, dato che nell’Unità di terapia intensiva non c’è posto, spiega Lucio Alessandro, direttore del Dea:

“L’Unità di terapia intensiva coronarica”, ancora Alessandro, “è piena e siamo costretti a trattare qui i pazienti con infarto in corso”. Con le ambulanze del 118 ne sono approdati cinque quasi in contemporanea e solo per due di loro si è riusciti a eseguire l’angioplastica, a liberare cioè la coronaria ostruita. E gli altri? “Aspettano il loro turno coperti da un trattamento farmacologico”.

Appello shock di O.J. Simpson: “Ho un tumore al cervello, liberatemi”

ojsimpson-tuttacronacaL’ex campione di football O.J. Simpson teme di avere un tumore al cervello e ha implorato il presidente statunitense Barack Obama di farlo uscire anzitempo di prigione per poter morire a casa. L’ex giocatore era stato protagonista di un clamoroso caso giudiziario a metà anni Novanta. Prosciolto per insufficienza di prove dell’omicidio della ex moglie Nicole e dell’amico Ronald Goldman nel 1994 a Los Angeles, O.J. Simpson al momento si trova nel penitenziario Lovelock Correctional Center a Lovelock, nel Nevada dove sta scontando una pena di 33 anni per rapina a mano armata e sequestro di persona. Solo tra quattro anni gli sarà possibile chiedere la grazia.  Ora però l’ex campione sarebbe gravemente malato. Alcuni mesi fa il tabloid National Enquire parlava di un diabete che l’avrebbe portato alla morte, ma ora arriva il sospetto di un cancro al cervello a causa del quale, secondo lo stesso rotocalco, l’ex atleta si starebbe sottoponendo a test medici segreti.

Cinema in lutto per la morte di “Lawrence d’Arabia”: addio a Peter O’Toole

Peter O'Toole-morto-tuttacronacaE’ morto ieri, all’età di 81 anni, l’attore Peter O’Toole, il leggendario Lawrence d’Arabia. E’ stato il suo agente, Steve Kennis, a diffondere la notizia che sabato ha perso la sua battaglia contro una lunga malattia. Negli anni ’70 l’attore aveva sconfitto un cancro allo stomaco. O’Toole è morto al Wellington Hospital di Londra. L’attore aveva comunicato il suo ritiro dalla recitazione lo scorso anno, dicendo che il suo era “un addio senza lacrime e pieno di gratitudine”. Peter Seamus O’Toole era nato il 2 Agosto 1932 a Connemara, in Irlanda, ma da bambino si era trasferito in Inghilterra con la famiglia. Dopo aver abbandonato la scuola per lavorare come fattorino, ha cominciato ad occuparsi di cronaca per l’Evening Post iniziando inoltre a coltivare la passione per la recitazione, iscrivendosi alla Royal Academy of Dramatic Art.

Dopo aver interpretato i classici della drammaturgia sui palcoscenici inglesi, Peter O’Toole ha debuttato sul grande schermo nel 1959 in un ruolo secondario nel film Lo spadaccino della Louisiana. Nello stesso anno ha sposato la collega Sian Phillips, dalla quale ha avuto due figlie. La coppia ha divorziato nel 1979. Lui e la sua ex-fidanzata, Karen Brown, hanno avuto un figlio, Lorcan. O’Toole detiene lo sfortunato record del maggior numero di nomination all’Oscar, ben 8, come miglior attore protagonista senza averlo mai vinto (tra gli altri, per il suo film più famoso, Lawrence d’Arabia, e per Il leone d’inverno). Strinse la statuetta solo nel 2003, quando gli venne assegnato l’Oscar alla Carriera.

Il suo nome è legato al ‘problematico’ personaggio di Lawrence d’Arabia nel film di Lean nel 1962, che ne fece una stella internazionale. Aveva esordito come protagonista al cinema nel 1960 con Il ragazzo rapito (Kidnapped), per la regia di Robert Stevenson. Dopo il successo con Lawrence d’Arabia O’Toole ha continuato a lavorare nel cinema e in tv recitando in moltissimi film, tra cui spiccano La Bibbia (The Bible: In The Beginning), Lord Jim, James Bond 007 – Casino Royale (Casino Royale), Il leone d’inverno (The Lion in Winter), L’ultimo imperatore e Troy. È stato doppiatore del critico gastronomico Anton Ego nella versione originale di Ratatouille, il film animato della Pixar del 2007.

Commemorazione Mandela: l’interprete non era falso? “In cura per schizofrenia”

interprete-sordomuti-commemorazione-mandela-tuttacronacaIeri il mondo si è scandalizzato per la beffa dell’interprete per sordomuti che ha tradotto nel linguaggio dei segni i discorsi dei grandi della Terra in occasione della commemorazione di Nelson Mandela. La parola più utilizzata è stata “fake”, ma ora l’uomo accusato di aver utilizzato un linguaggio dei segni fasullo ha raccontato alla stampa di aver sofferto di un attacco di schizofrenia durante la cerimonia. “Ho fatto da interprete a molte conferenze. Mai hanno detto che ho sbagliato”, ha dichiarato il 34enne Thamsanqa Jantjie al quotidiano The Star. L’uomo ha quindi affermato di essere qualificato professionalmente come interprete ma ha anche spiegato che attualmente è in cura “per schizofrenia”. Ha quindi spiegato di aver sofferto di un attacco di schizofrenia durante la cerimonia: “non c’era nulla che potessi fare, ero da solo in una situazione pericolosa. Ho cercato di controllarmi e non far vedere al mondo cosa stava succedendo”. Le polemiche e l’indignazione in questi giorni sono rimbalzate ovunque. La comunità dei sordi sudafricani ha ritenuto la traduzione una incomprensibile parodia del linguaggio dei segni mentre il governo sudafricano, imbarazzato, è stato inoltre stigmatizzato dalla Casa Bianca, dato che Jantjie aveva “tradotto” anche il discorso di Obama. Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca, ha detto: “È una vergogna che una cerimonia dedicata ad onorare la vita e a celebrare l’eredità di uno dei grandi leader del ventesimo secolo sia stata distratta da questa e altre vicende”t. Il governo sudafricano ha aperto una inchiesta interna sulla scelta di Jantjie, ingaggiato attraverso una società d’interpreti.

Il n.8, ovvero il letto maledetto

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Ormai per tutti è il letto maledetto, dopo le 8 morti avvenute in terapia intensiva ora arriva la nona. Si chiamava Claudio Contessa ed è morto il 21 maggio dopo alcuni interventi chirurgici andati a buon fine. A raccontare la storia è il fratello Luciano che a distanza di mesi ancora non si spiega come Claudio abbia trovato la morte.

Raffaella Troili de Il Messaggero raccoglie la testimonianza di Luciano Contessa:

“«I deceduti hanno occupato tutti, per periodi più o meno lunghi, il letto numero otto nel reparto deputato alle normali trattazioni – racconta – e mio fratello, Claudio Contessa, ricoverato al San Giovanni per disturbi circolatori, dopo aver subito alcuni interventi chirurgici ben riusciti, il 21 maggio è improvvisamente morto. Aveva – ricorda – per alcuni giorni, occupato il letto numero 8 del reparto di terapia intensiva»”.

Claudio però non è iscritto nell’elenco delle morti sospette, ma i familiari chiedono chiarimenti. Domande già fatte da tempo ma a cui non hanno ancora ricevuto risposta, spiega Luciano:

“«Dalla documentazione fornita dall’ospedale non risulta la causa del decesso, noi familiari abbiamo chiesto chiarimenti attraverso fax al direttore sanitario e al direttore generale dell’ospedale San Giovanni, al primario del reparto (II medicina) dove è avvenuto il decesso e anche al Tribunale dei diritti del malato. Ma nessuno per ora ci ha risposto». In realtà il Tribunale per i diritti del malato si è attivato: «Proprio domani (l’11 dicembre per chi legge,n.d.r.) avremo un incontro con il direttore sanitario proprio per avere chiarimenti dall’azienda sul caso Contessa»”.

Le morti sospette accertate causate dal batterio Clostridium difficile sarebbero per ora otto:

“Gli inquirenti stanno indagando anche sul decorso ospedaliero di altri pazienti che sono stati contagiati, per capire se nella trasmissione incontrollata del virus sia configurabile una responsabilità dei sanitari. Da accertare se tra gli operatori sia ravvisabile una possibile negligenza che abbia incentivato il contagio, ovvero se lenzuola e materasso non siano stati disinfettati e puliti, dal momento che la maggior parte dei pazienti deceduti sarebbe stata ricoverata in un unico padiglione. E, soprattutto, avrebbe occupato lo stesso letto, quello con la targhetta numero otto”.

L’incredibile storia di Miles da malato a eroe

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L’incredibile storia di Miles Scott che a soli 5 anni ha dovuto lottare contro la leucemia e ora che la malattia sembra regredire di giorno in giorno e la famiglia è uscita fuori dall’incubo, il bambino ha potuto realizzare il suo sogno e l’intera San Francisco si è mobilitata affinché ciò si realizzasse: Miles è diventato Batman per un giorno. grazie alla mobilitazione di Make a Wish Fondaution, il bimbo si è trovato catapultato all’interno del mondo del suo supereroe e mentre andava a comprare un vestito da Batman è scattata la sorpresa. Il primo annuncio lo ha dato la polizia locale che ha lanciato la richiesta a “Batkid” e Miles ha dovuto salvare una “damigella in pericolo”, poi di corsa nella Batmobile, per sventare una rapina e confrontarsi con il nemico storico di Batman: L’Enigmista. Di missione in missione fino al ringraziamento da parte del Sindaco che gli ha consegnato le chiavi della città. Per ultimo un video spedito dalla casa Bianca con protagonista il presidente Barack Obama che si è rivolto direttamente al bambino: “Così si fa Miles, hai salvato Gotham City”.

Il bacio di Papa Francesco che fa il giro del mondo

papa-bacia-malato-tuttacronacaAnche ieri, al termine dell’udienza generale, Papa Francesco ha compiuto il suo giro tra i malati prima di allontanarsi dalla piazza e rientrare in Vaticano dall’Arco delle Campane. Tra i presenti, un infermo grave il cui corpo, così come il volto, è stato devastato dalla malattia. Il Pontefice non ha esitato a mostrargli la sua vicinanza abbracciandolo e baciandolo. Gli scatti di quel momento, stanno ora facendo il giro del molto. Nel viaggio a Cagliari lo scorso settembre, Francesco ha incontrato anche un malato di lebbra. L’Osservatore romano oggi informa anche della volontà del Papa di mandare il suo elemosiniere, monsignor Konrad Krajewski tra i manifestanti sulla ricerca per le staminali, accampati in piazza Montecitorio. Secondo il giornale vaticano, mons. Konrad, accompagnato dal medico personale del Papa, professor Patrizio Polisca, potrebbe recarsi a Montecitorio “per esprimere la vicinanza del Pontefice stesso”. Il Papa, spiega il suo elemosiniere all’Osservatore romano, “intende condividere con quei malati ogni istante della loro sofferenza e il suo stesso medico, se mai fosse necessario”.

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Raffaele Pennacchio: disabile muore dopo due giorni di contestazioni

raffaele-pennacchio-tuttacronacaSono stati proibitivi, per i manifestanti malati, i due giorni di protesta per il diritto all’assistenza domiciliare ai disabili e Raffaele Pennacchio, medico 55enne malato di Sla e membro del direttivo del Comitato 16 novembre onlus, non ce l’ha fatta. Come racconta la vicepresidente della onlus, Mariangela Lamanna, “”Era stanco e provato per i due giorni di partecipazione alla nostra protesta”. L’uomo è morto mercoledì notte, dopo l’incontro con il governo e il presidio sotto il ministero dell’Economia. Spiega ancora Lamanna: “Raffaele si è battuto per accendere i riflettori sull’assistenza domiciliare ai disabili gravi e gravissimi che hanno diritto a restare a casa con dignità e a cure amorevoli. Chi meglio di un familiare può assistere un congiunto malato grave?”. E ancora: “Mercoledì, nonostante la stanchezza, al tavolo con il governo rappresentato dal viceministro del Lavoro e delle politiche sociali Maria Cecilia Guerra, dal sottosegretario all’Economia e alle Finanze Pier Paolo Baretta e dal sottosegretario alla Salute Paolo Fadda, Raffaele continuava a dire, ‘fate presto, noi non abbiamo più tempo’”. Era contento mercoledì sera quando è tornato in albergo, soddisfatto perchè il Comitato aveva strappato al governo l’impegno per l’aumento del fondo per la non autosufficienza e per l’assistenza domiciliare ai disabili gravi e gravissimi. “Rideva e scherzava, poi all’improvviso si è accasciato sulla sedia tra il nostro sgomento”.

I malati protestano: si chiede l’assistenza domiciliare

protesta-malati-sla-tuttacronacaIl Comitato 16 novembre onlus questa mattina incontra il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il viceministro del Lavoro Guerra e il sottosegretario all’economia Baretta. Ma per far sentire forte la loro voce, ieri notte hanno protestato davanti al Mef a Roma per far valere i propri diritti e le proprie libertà. Tra i manifestanti, anche 30 disabili gravissimi, alcuni anche tracheotomizzati. Il vicepresidente dell’associazione, Mariangela Lamanna, ha spiegato: “La notte è stata un incubo. I malati sono molto provati ma questa prova era necessaria per sostenere il nostro progetto di assistenza domiciliare”. E prosegue: “Ieri in un primo incontro con il sottosegretario Baretta abbiamo presentato i sei punti del nostro progetto ‘Restare a casa’ per assicurare ai malati un’assistenza domiciliare degna di questo nome. Far rimanere a casa i malati di sla e di altre patologie invalidanti ha purtroppo costi enormi: molti di loro sono tracheotomizzati ed attaccati ad un respiratore”. E precisa: “Non capiamo perchè se lo Stato è disposto a spendere 90mila euro l’anno per tenere un malato in una Rsa (Residenza sanitaria assistita) gli stessi fondi non può dirottarli verso le famiglie, ovviamente dietro rendicontazione di tutte le spese sostenute”. Prosegue dunque il presidio sotto il Ministero dell’economia. “Questa notte abbiamo avuto attimi di paura per il nostro segretario, Salvatore Usala, (malato di Sla e trachoetomizzato), il suo respiratore non funzionava bene, ma poi per fortuna l’allarme è rientrato”, precisa Lamanna.

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“Ci hanno condannato a morte”. E il malato si crocefigge davanti a Montecitorio

stamina-protesta-croce-tuttacronacaLa protesta dei malati per la libertà di cura con il metodo Stamina ha preso l’avvio il 23 luglio e ancora prosegue. Uno dei volti più conosciuti di questa lotta è quello di Sandro Biviano, affetto da distrofia muscolare e che oggi ha messo in atto un gesto forte tentando ancora una volta di sensibilizzare chi di dovere: si è fatto crocefiggere. E’ avvenuto nella serata di venerdì, durante una veglia di preghiera per ricordare i bimbi morti negli ultimi mesi che, nel pensiero dei malati, avrebbero potuto salvarsi se avessero fatto subito le infusioni con il metodo Stamina una volta avuta l’autorizzazione da parte del giudice. Sandro indossava una maglia con la scritta “Non ho più voglia di morire”. Sulla croce una targa con la scritta Aifa, Agenzia italiana del farmaco. Le forze dell’ordine che si trovavano in piazza montecitorio hanno tentato d’impedire che la croce venisse messa in posizione ma i manifestanti hanno iniziato ad urlare: “Dov’è la Lorenzin? Starà a dormire”. Dopo di che hanno spiegato che “crocifissione” è quella che stanno subendo loro, non solo per la decisione del ministro di ufficializzare il no alla sperimentazione ma anche per l’indifferenza verso la loro vicenda. “Ho fatto questo gesto perchè ci hanno condannato a morte, come fu per Gesù” ha detto Biviano.

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Addio a Tullio Maddaloni, storico tifoso del Napoli

tullio-maddaloni-tuttacronacaEra diventato un’icona dei tifosi azzurri negli anni ’90 Tullio Maddaloni, per aver dato voce alle proteste sportive contro la presidenza di Corrado Ferlaino e Giorgio Corbelli. Voce storica della Napoli calcistica, è venuto a mancare oggi, stroncato da una lunga malattia. Maddaloni ha animato i dibattiti di molti studi teelvisivi, in modo singolare e dando voce ad ogni pensiero e diventando così uno dei punti di riferimento per tutti i fan della squadra partenopea. Era anche diventato famoso per la sua frase storica con la quale profetizzò il fallimento del Napoli: “Questa città ha lasciato che fallisse il Banco di Napoli, come pretendete che salvi la sua squadra di calcio”.

Smentita sul presunto alzheimer di Connery.

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Dopo la diffusione, ieri, della notizia sul presunto alzheimer che avrebbe colpito l’attore, oggi c’è la secca smentita di Nancy Seltzer, portavoce dell’attore scozzese, che tre anni fa ha annunciato di non avere più voglia di recitare: «Nello stesso articolo sembra che Sean viva in Spagna, dove tutti sanno lui non vive. Questo articolo è stupido e insensato. Non ho alcuna intenzione di dare credito a queste ridicole storie: sono sicura che Michael sia stato frainteso». Lo stesso Caine avrebbe preso le distanze dall’articolo del giornale tedesco: «Ho rilasciato alcune interviste in Germania per un mio nuovo film e qualcuno ha equivocato le mie parole. Io e mia moglie abbiamo sentito Sean per telefono la scorsa settimana per il suo compleanno e stava benissimo».

Forse il domenicale tedesco però ha calcato un po’ la notizia anche se in effetti la parola alzheimer è scritta solo nel titolo, nel corpo invece l’attore scozzese, che secondo il giornale non rilascerebbe interviste e vedrebbe solo pochi amici di vecchia data, viene descritto con lo sguardo assente per le strade di Manhattan e secondo alcuni testimoni non sarebbe neppure in grado di riconoscere i luoghi.

Lo 007 per eccellenza, Sean Connery, affetto da Alzheimer

malato-saen-connery-tuttacronacaE’ stato il tabloid tedesco Bild am Sonntag ieri, ripreso oggi dal Daily Mail, a dare la notizia che Sean Connery, l’intramontabile mito hollywoodiano, è affetto da Alzheimer. A darne notizia è stato il suo migliore amico, Sir Michael Caine. Secondo l’attore, il collega premio Oscar, 83 anni, “non avrebbe più il controllo dei suoi sensi”. Finora, la moglie Micheline Roquebrune, 77 anni, ha steso un cordone sanitario per proteggerlo e ha cercato di mantenere il riserbo, ma sembra che lo 007 per eccellenza non sia più in grado di ritornare a casa senza aiuto. Stando al tabloid tedesco, “Connery ha dimenticato la sua vita”. L’ultima apparizione dell’attore sul grande schermo risale al 2003, quando interpretò La leggenda degli uomini straordinari.  Due anni fa rivelò di non aver più alcun interesse nel recitare.

Del Turco: la condanna, il cancro e il Pd che teme i giudici

ottaviano-del-turco-cancro-tuttacronacaIeri è arrivata la condanna a 9 anni e 6 mesi per tangenti nella Sanità privata abruzzese, oggi l’ex governatore abruzzaese Ottaviano Del Turco annuncia di essere malato. “Da 3 mesi so di avere un tumore, da 2 sono in chemioterapia. Domani andrò a Roma a chiedere al professor Mandelli di darmi 5 anni di vita, 5 anni per dimostrare la mia innocenza e riabilitare la giunta della Regione Abruzzo che ho guidato. Ho preso la stessa condanna di Tortora, e questo mi dà sgomento”. A Repubblica spiega: “Mi hanno condannato senza una prova applicando in maniera feroce il teorema Angelini. Oggi in Italia molti presidenti di corte sono ex pm che si portano dietro la cultura accusatoria. Il risultato, spaventoso, sono 9 anni e 6 mesi basati sulle parole di un bandito.”. Il Pd? “Ha così paura dei giudici che non è neppure capace di difendere un suo dirigente innocente”.

Morales cancella agenda… è grave!

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Il presidente boliviano, Evo Morales, soffre di “un complesso problema di salute” che interessa “il suo sistema respiratorio” che lo ha obbligato a cancellare tutti i suoi impegni previsti per oggi: lo ha annunciato il vicepresidente Alvaro Garcia Linera, durante un discorso ufficiale in occasione del 468 anniversario della città di Potosì.

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