Addio ad Alain Resnais, maestro del cinema francese

alain-renais-tuttacronacaLutto nel mondo del cinema per la morte, a Parigi, del regista francese Alain Resnais. Uno dei grandi punti di riferimento della Nouvelle Vague di Truffaut e Godard, pur non avendovi aderito ufficialmente, aveva 91 anni. Il suo produttore, Jean-Luois Livi, nel dare l’annuncio della morte dell’artista sabato sera, ha spiegato che era circondato dalla sua famiglia. Tra i capolavori del regista anche”Hiroshima mon amour” del 1959 e “La vita è un romanzo”. Resnais, il cui ultimo film “Aimer, Boire et Chanter” era stato accolto molto bene al Festival di Berlino, è stato anche un grande teorico del cinema. Il regista, nato a Vannes, ha vinto un Leone d’Oro per “L’anno scorso a Marienbad” con Giorgio Albertazzi e uno d’argento, due Orsi d’argento, tre premi Cesar e un David di Donatello.

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Educazione siberiana di Gabriele Salvatores!

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”Ai cattivi maestri della politica, preferisco Nonno Kuzja, il cattivo maestro che ha il volto di John Malkovich, protagonista di ‘Educazione siberiana”’: cosi’, alla vigilia delle elezioni, Gabriele Salvatores presenta il suo nuovo film, tratto dal bestseller omonimo di Nicolai Lilin. Del resto, spiega il regista, meglio confrontarsi con cattivi maestri che con nessun maestro.  E poi, precisa, il ‘cattivo’ e carismatico personaggio protagonista del film ha anche principi condivisibili. Il denaro, ad esempio, ”non deve entrare nelle case perche’ e’ sporco”, mentre la regola regina dell’educazione siberiana è risassunta nella massima ‘Un uomo non puo’ possedere piu’ di quanto il suo cuore possa amare’.

Il codice di comportamento della comunita’siberiana (un’organizzazione criminale, con risvolti mistici, fatta da ‘delinquenti onesti’) prevede, tra le altre cose, il disprezzo del denaro e del potere, il rispetto e la difesa dei piu’ deboli, l’odio per poliziotti e comunisti e l’amore per armi e tatuaggi, oltre ad una nostalgia un po’ ‘no global’ per un mondo che si sta dissolvendo.

‘Educazione siberiana’,con John Malkovich, Peter Stormare e Eleanor Tomlinson, rappresenta una svolta nella carriera di Salvatores. A 60 anni, spiega, ”esco dal guscio”. ”E’ la prima volta di una produzione in cui non sono coinvolto, la prima volta con attori con cui non avevo mai lavorato prima, la prima volta di un film internazionale a tutti gli effetti, concepito in Italia ma che trova coproduzioni europee con una storia comprensibile anche fuori dai confini nazionali”.

‘Educazione siberiana’ ”non e’ un film sociale ne’ politico”, spiega Salvatores, ma l’intento e’ quello di ”creare, nell’indifferenza dilagante, qualche crepa emotiva in cui si puo’ infilare una riflessione”.

Dispiaciuto per l’assenza del film al Festival di Berlino, il regista racconta il motivo della mancata ammissione di ‘Educazione siberiana’ tra i film in concorso. ”Non e’ stato riconosciuto come un film italiano – spiega – a differenza di altri miei film come ‘Io non ho paura’ in cui le cannottiere, i bambini, i campi di grano e il sud rimandavano direttamente all’Italia”.

A pochi giorni dalla Notte degli Oscar, Salvatores rivela di avere apprezzato soprattutto l’interpretazione di Daniel-Day Lewis in ‘Lincoln’ di Steven Spielberg e quella di Joaquin Phoenix in ‘The Master’ di di Paul Thomas Anderson. Il regista, Premio Oscar per il miglior film straniero con ‘Mediterraneo’ (1991), rivela che il suo film preferito, tra quelli in corsa per l’ambita statuetta, e’ ‘Vita di Pi’ di Ang Lee. ”In pochi saranno d’accordo con me – conclude Salvatores – ma io premierei ‘Vita di Pi’ perche’ mi ha fatto vedere immagini che non avevo ancora visto al cinema”.

Purtroppo però il film di Salvatores, presentato ieri sera in anteprima alla critica italiana non ha convinto i giornalisti. Sicuramente penalizzato dall’essere tratto  un grande libro, che da tutti è adorato, il film, pur avendo dietro la macchina da presa un regista lontano anni luce dalla retorica, risente comunque di una matrice didascalica che viene a interrompere troppe volte la narrazione per poter avvicinare lo spettatore a una realtà lontana e non conosciuta. Il misto tra religione e mafia, tra riti ed esecuzioni e una storia immensa che copre una arco temporale di 10 anni (dal 1980 al 1990) sicuramente non ha convinto fino in fondo, ma resta comunque un perno di sperimentalizzazione e di partenza per un “nuovo” (se mai verrà) cinema italiano che si ponga con un occhio più internazionale.

“La migliore offerta” applaudito a Berlino

Evento fuori concorso, successo al box office italiano (8,5 mln di euro incassati a oggi), il film e’ stato acquistato da Stati Uniti, Israele, Cina, Messico, Argentina, Brasile, Canada, Giappone, Australia e Germania. Nelle parole di Rush, il gran lavoro di Tornatore “Peppuccio sul set era maniacale, ma che bel film”. SPERIAMO SOLO CHE ORA NON VOGLIANO METTERE ALL’ASTA L’ITALIA!

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Arriva “Side Effects”… gli effetti collaterali di un intrigo farmaceutico!

“Il film parla della depressione e delle prescrizioni mediche per curarla, di come ci possano essere abusi in questo campo. Le grandi case farmaceutiche insinuano che una sola pillola possa cambiare la vita. Ma una pastiglia non può risolvere tutto”.

Abusi di farmaci per curare tutto… anche l’anima! Questo il tema dell’ultimo film di Soderbergh presentato a Berlino.

Rooney Mara è una donna che, angosciata dal ritorno del marito dal carcere, si fa prescrivere un trattamento che avrà effetti inaspettati. Nel film lo psichiatra è Jude Law:

“Il film non parla male della medicina. La medicina ha fatto miracoli, cambiando la vita delle persone. Parliamo dell’abuso dei medicinali, di come questi siano diventati una specie di stampella, anche per coprire gli istinti e le mancanze umane”.

Il ruolo della protagonista è affidato a Catherine Zeta-Jones. Di recente l’attrice ha rivelato di aver sofferto del disturbo bipolare, ha dunque un’esperienza diretta dei trattamenti farmacologici per la mente e quest’esperienza la portata nel film interpretando il ruolo del Dr. Erica Sieber.

side effects- poster

 

Arriva l’eros a Berlinale: presentato il film su Lovelace!

Il film è un biopic sulla vita di Linda Lovelace, resa famosa dal film erotico Gola Profonda. il film inizia con Linda ventunenne, costretta a  tornare a vivere con i genitori, in un quartiere operaio, dopo aver avuto un bambino. Secondo Dorothy, la madre di Linda, quel figlio è frutto del peccato e lo consegna ai servizi sociali senza che la ragazza abbia la possibilità di scegliere. Dorothy, interpretata da Sharon Stone, è una donna dalla durezza caparbia e incrollabile, salda nella sua fede cattolica al limite dell’integralismo.

linda_lovelace

L’incontro con Chuck Traynor (Peter Sarsgaard)  cambia il destino di Linda.  È un uomo carismatico e gentile, lo sposa. Ma bastano pochi mesi perché si manifesti la natura cinica e violenta di Chuck, che le nasconde i suoi oscuri commerci di droga, la costringe a rapporti sessuali forzati, soprattutto la speciale abilità della moglie nel sesso orale. E quando conosce un regista porno in cerca di un’interprete, Chuck gli consegna Linda. Che con ingenua sottomissione si presta a ripetere per lo schermo le sue prestazioni con il marito. Si gira Gola profonda e quando l’attore porno coprotagonista supera la finzione ed esplode in un vero orgasmo durante il sesso orale, sul set si esulta. “Hai la clitoride nella gola!. Ed è meglio averla nella gola che non averla affatto”, è la battuta più famosa del film. Che, costato 25 mila dollari, ne incassò oltre sei milioni e fece il giro del mondo. Ma la Lovelace ebbe solo 1250 dollari, fu il marito ad appropriarsi di tutto e, eccitato dal successo, si mise a produrre gadget e oggetti porno.

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Linda, sfinita dalla brutalità di Chuck, che la minacciava, la picchiava e arrivò a “venderla” per incontri intimi con uomini d’affari, cercò di rifugiarsi dalla madre, che rifiutò di accoglierla, il suo credo era “una moglie deve obbedire al marito”. Ci vollero altri mesi per liberarsi di Chuck e per Linda, che rifiutò ogni offerta di sequel di Gola profonda, cominciò una nuova vita. Un nuovo matrimonio con una brava persona, la maternità e il libro autobiografico che le portò una popolarità nuova e diversa, quella di una sostenitrice appassionata della lotta contro il porno e la violenza sulle donne.

Promised Land non è solo ecologico, è anche l’identità degli Usa!

Il film sarà presentato al Festival di Berlino nella selezione in concorso, nelle sale uscirà il 14 febbraio.

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Le cozze diventano star alla Berlinale:’Mussels in Love’ di Kluijfhout

Tra le curiosita’ di questa edizione della sezione Kulinarisches Kino al Festival di Berlino e’ il documentario Mussels in Love (Cozze in amore) di Willemiek Kluijfhout che rivela la vita delle cozze olandesi nella loro intimità, con musica e primi piani che rendono tutto astratto.

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