La gaffe dell’Academy: confonde Penèlope Cruz con Salma Hayek!

cruz-deniro-tuttacronacaTutto stava scorrendo liscio al gala degli Oscar 2014. Forse anche troppo. Una gaffe doveva prima o poi occorrere. Nell’era 2.0, se non avviene in diretta probabilmente arriva via Twitter, e anche la notte delle star non ha fatto eccezione. Quando la serata stava per terminare, senza essere incappata in alcun inghippo, l’Academy ha fatto il suo scivolone, via Istagram. Pubblicando una foto dal backstage, nella quale appare De Niro che si prepara ad assegnare i due premi per la sceneggiatura (non originale a “12 anni schiavo” e originale a “Her”), l’Academy si confonde e scrive: “Hayek e De Niro si preparano nel backstage #oscars”. Peccato solo che non si trattasse della messica Salma, ma della spagnolissima Penèlope Cruz!

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Nicholson diventerà Berlusconi?

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Forse nel futuro della star americana Jack Nicholson c’è Silvio! Per ora sono i bookmaker internazionali che mettono in testa proprio l’attore Easy Rider come possibile protagonista di un biopic su Berlusconi. La sceneggiatura d’altra parte si scrive ogni giorno… Le ultime scene parlano del processo Mediaset, della condanna definitiva, del discorso a via del Plebiscito e della salita al Colle dei due portavoce del Cavaliere: Brunetta e Schifani. Tra ipotesi di indulto, intrighi per far cadere il governo e riunioni al tavolo con i legali di materiale per estrapolare un kolossal cinematografico ce n’è anche troppo. E se Nicholson dovesse rifiutare o fosse indisponibile? Nessun timore a rimpiazzare il favorito ci sarebbero altri attori illustri del calibro di Dustin Hoffman, Robert De Niro e Harvey Keitel. Chissà se poi Mediaset lo acquisterebbe per la prima serata?

Da discoteca a galleria d’arte… Storia del “Les Bains Douches”!

Les Bains Douches- discoteca- francese-galleria-arte

Era una discoteca tra le più celebrate di Parigi, ci sono passate grandi vedette come Mick Jagger, Madonna, Prince Grace Jones, fino alle Spice Girls. Per non parlare di Robert De Niro, Jack Nicholson, Mel Gibson, Leo Di Caprio, fino a Basquiat e Warhol. Chiusi dal 2010 perché pericolanti “Les Bains Douches” si preparano al grande ritorno – riapertura come grande hotel-lounge dal 2014, per volere del neoproprietario, il produttore cinematografico Jean-Pierre Marois – in un modo quanto meno originale. Da gennaio, e fino al prossimo 30 aprile, il sito è stato tradformato in una immensa galleria d’arte con 3 mila metri quadri di spazio. Una residenza artistica “effimera” per artisti di strada di fama internazionale – tra loro i francesi Jérôme Mesnager, Space Invader et Sowat, l’italiano Sten Lex et l’americano Futura. Un modo per dare spazio alla creatività allo scopo – sostiene lo stesso Marois – di perpetrare lo stile trasgressivo che ha fatto la storia di questo locale, creato 35 anni fa negli storici bagni municipali che si trovavano a pochi passi dal Centro Pompidou. Particolarità in linea con i tempi, seppur frutto dell’aver dovuto fare di necessità virtù, la galleria d’arte dell’ex discoteca è visibile solo online: “colpa” del divieto prefettizio di accesso al pubblico per una struttura in cui è allestito il cantiere che la rinnoverà completamente da qui al 2014. Il sito  chiuderà, assieme a questa particolare galleria. Quello che accadrà dall’anno prossimo non è ancora ben definito. Marois lo promette come un nuovo luogo elegante, inventivo, transculturale e bohemien, una sorta di club urbano dove si potrà consumare un  pasto ma anche degustare e ballare”.

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Uno sguardo a… Spaghetti with meatballs

La ricetta puoi trovarla QUI!

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Sergio leone sul set di… Il buono, il brutto, il cattivo

Sergio Leone sul set di… Per qualche dollaro in più

Sergio Leone sul set di… Per un pugno di dollari.

Gente di Cinecittà… Sergio Leone

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Uno sguardo a Cinecittà… un set western!

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Uno sguardo a Cinecittà… gli occhi di ghiaccio!

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Uno sguardo a… CINECITTA’!

 

 

Bradley Cooper… e la mamma!

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La maniacalità di Bradley Cooper è seconda solo a quella del suo mentore Robert De Niro. Lo certifica il regista David O. Russell “Sul set a Filadelfia, travolto da pioggia ghiacciata, avevo deciso una pausa. Il walkie talkie del set crepita e l’assistente: “Bradley Cooper vuole provare ancora le scene della corsa. E vuole che lo accompagni””. A 38 anni, l’attore che ha esordito come episodico flirt televisivo della Carrie di Sex and the city corre come mai ha fatto in vita sua. Corre per l’Oscar da protagonista, il ruolo è di un tenero e fragile bipolare in Il lato positivo, forgiato con l’aiuto dell’amico Robert De Niro, che interpreta suo padre. Tratto dal bestseller Silver linings playbook (in sala giovedì 7 marzo per Eagle) il film racconta l’incontro tra un uomo uscito da un istituto psichiatrico e una ragazza, Jennifer Lawrence, che soffre a sua volta di problemi psichici. Una gara di ballo sarà, per entrambi, l’occasione per tentare la rivincita nei confronti della vita. “Per me invece questo film è la grande occasione della carriera” confessa Bradley Cooper, i cui occhi grandi e limpidi hanno ben restituito la purezza del disturbato personaggio. Finora al suo attivo l’attore aveva una manciata di film da grande incasso (A TeamUn weekend da leoni) e altrettante opere indipendenti (Limitless e The Words).

Forbidabile divoratore di libri (ne sta adattando uno per il grande schermo) si è sempre accompagnato a colleghe di forte personalità (Renée Zellwegger, Zoe Saldana). Ha stroncato sul nascere i tentativi dei tabloid di attribuirgli una storia con la giovane collega Jennifer Lawrence, “potrebbe essere mia figlia” e ha creduto tanto in Il lato positivo da volerlo produrre. “Ci ho messo tutto me stesso. Non c’erano scorciatoie. Russell pretendeva che fossimo davvero i personaggi, sul set ci chiedeva di improvvisare. Mi sono preparato frequentando amici che soffrono di disturbo bipolare, ho passato molto tempo con il figlio del regista che ha problemi simili. Ho studiato documentari sulla depressione maniacale e scavato dentro le mie fragilità. Avevo il beneficio dell’appartenenza: vengo da quei luoghi, i Philadelphia Eagles sono anche la mia squadra. E, soprattutto, ho avuto Bob come maestro”.

E aggiunge: “Gli avevo confidato che temevo di non essere all’altezza del ruolo e lui ha suggerito al regista di far recitare mia madre, per mettermi a mio agio. Ma dopo un provino David ha detto “non se ne parla”. Meglio, a mia madre sarebbe venuto un colpo. Ma l’attrice Jackie Weaver le somiglia molto e sono state così tanto insieme da diventare osmotiche”.

 

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