Rifiuti nel Parco del Vesuvio… il video di denuncia

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L’allarme è stato lanciato dal comitato ‘Liberiamoci dal male’ che insieme a una troupe del Tg3 Regionale ha realizzato un video agghiacciante. Le immagini mostrano il degrado e del Parco del Vesuvio tra pile di pneumatici, guaine d’asfalto e rifiuti ingombranti, accatastati vicino alle case. Qui spesso ci portano anche al pascolo le pecore che quindi brucano erba inquinata e avvelenata. Il comitato ‘Liberiamoci dal male’ nato a novembre chiede che ”L’intera zona – dicono – va tutelata dallo sversamento abusivo”.

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Nel Napoletano si tingono di rosso i Regi Lagni

acque-rosse-tuttacronacaA Marigliano, in provincia di Napoli, i Regi Lagni, l’antico canale borbonico di ponte Lagnola si è tinto di rosso a causa delle vernici mentre l’aria attorno è diventata irrespirabile. Sono stati i residenti a lanciare l’allarme che ha fatto sì che i carabinieri intervenissero immediatamente effettuando attenti controlli. E’ stata allertata anche l’Arpac e sul posto sono giunti il corpo di guardia forestale e le guardie ecologiche del Gre, coordinate da Michelangelo Mocerino. I controlli sono scattati per risalire alla causa che ha determinato quella strana colorazione delle acque e, a seguito del sopralluogo, è stato scoperto che il liquido rosso proveniva da un collettore industriale collegato abusivamente al lagno. I sospetti ricadono su un’azienda che si trova a poche centinaia di metri dal canale che attraversa le campagne della frazione Lausdomini. Una situazione veramente allarmante che ha fatto scattare lo stato di emergenza in una zona assediata quotidianamente dagli sversamenti abusivi. Ora si attendono i risultati dell’Arpac e delle indagini dei carabinieri.

Mercatino notturno abusivo a Piazza San Giovanni

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A 4 passi dalle mura, a pochi metri dalla Basilica di San Giovanni in Laterano e dalla Scala Santa, a Roma di notte, come denunciano le immagini postate su “Roma Fa Schifo”, c’è un mercatino notturno abusivo. Secondo gli utenti del sito qui, nel cuore di Roma verrebbero vendute le merci rubate.

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Non vuole pagare i “diritti” di parcheggio: l’abusivo lo colpisce con un sasso

parcheggiatorea-abusivo-tuttacronacaStavano facendo controlli sulla cosiddetta movida i carabinieri dellla compagnia Napoli centro, e con loro i colleghi del nucleo radiomobile, quando hanno sopreso un parcheggiatore abusivo cinese che colpiva un connazionale in testa con un grosso sasso. Si trattava di una vera e propria estorsione: la vittima, infatti, non voleva pagare all’abusivo cinque euro per “diritti” di parcheggio a via Gianturco. Il malcapitato si è così ritrovato in ospedale con diagnosi di trauma cranico. E solo l’intervento dei militari ha evitato il peggio. Ma il blitz dei carabinieri ha evidenziato anche trenta persone che guidavano l’auto senza aver mai preso la patente. Tra queste, anche due minorenni.

L’ex marito di Renata Polverini sfrattato dalla casa popolare, era abusivo.

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L’ex marito di Renata Polverini, Massimo Cavicchioli, è stato sfrattato da una casa popolare  in via Bramante, nel lussuoso quartiere di San Saba, a Roma dove ha vissuto per 24 anni, 15 dei quali insieme all’ex governatrice del Lazio. L’appartamento era finito nell’inchiesta su “Affittopoli” nel 2011 e la procura di Roma aveva avviato un’indagine dalla quale non sono emersi reati, ma l’Ater, l’azienda pubblica delle case popolari, ha intimato lo sfratto all’ex marito della Polverini perché privo dei requisiti per abitare in un alloggio riservato ai cittadini disagiati.

Il Corriere della Sera racconta lo sgombero di questa mattina: “Cavicchioli ha aperto la porta, in casa c’era una donna di 40 anni, la sua compagna. Non ha opposto resistenza, ma ha protestato: «È una persecuzione politica, qui è pieno di case occupate e siete venuti solo da me (e in un’altra abitazione in viale Giotto dove abitava una studentessa, ndr). Qui ci sono nato 52 anni fa e non mi è mai stata data l’opportunità di acquistare questo appartamento». In casa sono entrati gli operai e un fabbro per il ripristino dei luoghi”. Dalle carte dell’Ater, scrive il Corsera, risulta infatti che Cavicchioli è stato «occupante abusivo non sanabile» dell’appartamento fin dal 1989, quando era morta la nonna, titolare del contratto.

I 60 mq dell’appartamento, in una delle zone più di pregio della Capitale quale è l’Aventino, l’ex marito della Polverini pagava solo 380 uro al mese dovuti a titolo di  «canone sanzionatorio» previsto per gli abusivi. Cavicchioli ha chiesto per (almeno) due volte il subentro nel contratto, ma l’istanza è stata respinta «per mancanza di requisiti reddituali», perché il cumulo tra le sue entrate e quelle della moglie è sempre risultato superiore al tetto massimo previsto. La Polverini infatti ha acquistato altri immobili fin dal 2001 e in base alla legge la separazione del 2004, all’epoca solo di fatto, non è servita ad abbassare i redditi.

Ma evitare questa esposizione mediatica e i commenti che ne possono scaturire nei confronti di Cavicchioli, non era davvero possibile?

Questi sono gli italiani! Non chi ci governa.

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Un piccolo imprenditore di Ercolano era da poco entrato all’interno dell’ufficio postale per effettuare un versamento sul proprio conto. Uscito di casa aveva con sé una discreta cifra, ma quando si è trattato di aprire il portafogli ha scoperto di non avere più il denaro ed è tornato nel luogo in cui aveva posteggiato la sua auto. Il parcheggiatore abusivo gli è andato incontro dicendogli: «Dotto’, vi stavo venendo a cercare all’interno, le ho trovate a terra accanto alla vostra auto. Ho pensato subito che le avevate perse». Erano 850 euro.
«Quando mi è venuto incontro stringendo i soldi tra le mani, mi sono emozionato. È un momento economico difficile per tutti: per chi come me ha una piccola attività, ma soprattutto per chi come lui vive di espedienti. Mi ha raccontato che ha tre figli e che ogni giorno guadagna tra i 20 ed i 30 euro. Faccio un appello pubblico: un uomo così onesto è difficile da incontrare, mi farebbe piacere che qualcuno, leggendo la sua storia, gli proponga un lavoro più tranquillo e sicuro. Quest’uomo si è trovato tra le mani l’equivalente di quasi 2 mesi di mance e me li ha restituiti, l’onestà è stata più forte della sua povertà; gesti del genere vanno socialmente premiati».

Assolto! Paolo Maldini assolto per corruzione…

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Paolo Maldini, ex capitano del Milan e difensore della Nazionale, è stato assolto dall’accusa di corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. L’ex calciatore, difeso dall’avvocato Danilo Buongiorno, era a processo a Milano perché, secondo l’accusa, avrebbe corrotto Luciano Bressi, un funzionario dell’Agenzia delle entrate. In precedenza era stata archiviata la posizione della moglie di Maldini, Adriana Fossa. “Non sono stati tre anni e mezzo facili, ma ho sempre avuto fiducia nella giustizia. E questa è la giusta conclusione di un processo assurdo”, sono state le prime parole di Maldini affidate al suo legale.

Secondo l’accusa, la bandiera rossonera per evitare controlli fiscali avrebbe versato soldi e altre “utilità” al funzionario dell’Agenzia delle entrate, al quale si sarebbe rivolto anche per acquisire dati riservati su un socio, nell’ambito di un’operazione immobiliare che voleva portare a termine. In particolare, Maldini fino al 23 giugno del 2009 avrebbe corrotto Bressi con somme di denaro per garantirsi, stando alle indagini, ”l’esenzione di controlli fiscali da parte dell’ufficio di Milano 1″ dell’Agenzia delle entrate, offrendogli come contropartita non solo “l’onorario per lo studio (circa 40mila euro annui)” ma anche la “procura speciale” della loro società, la Velvet sas, “da cui scaturivano ingenti corrispettivi in nero (somma non inferiore a 185 mila euro)”.

Sempre tramite Bressi, inoltre, l’ex capitano rossonero, secondo la Procura di Milano, avrebbe acquisito “dati riservati” all’anagrafe tributaria (di qui l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico) sul conto di Alessandro paolo Baresi, che faceva parte di una società nella quale l’ex calciatore sarebbe voluto entrare per portare a termine un’operazione immobiliare in Toscana. A carico dell’ex calciatore c’erano anche alcune intercettazioni, mentre la moglie era accusata solo di corruzione.

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