Vietato avere una salma in auto o far pascolar pecore: nuove multe a Milano

multe-strane-tuttacronacaI vigili di Milano si sono ritrovati tra le mani le 168 pagine del nuovo prontuario per le multe, aggiornato rispetto al precedente, e certe indicazioni non mancano di destare sorprese. Come il fatto che essere sorpresi in auto con una salma equivale a dover pagare una multa di 3mila e 98 euro. Sanzioni anche per chi fa pascolare pecore in pubblico o lava l’auto sul marciapiede: si dovrà pagare 50 euro. Ma norme e codici sui comportamenti e sul decoro da rispettare comprendono anche che “chiunque venga sorpreso mentre soddisfa alle naturali occorrenze fuori dagli appositi manufatti”, cioè chi fa i suoi bisogni in pubblico, è sanzionato con 40 euro. E ancora, è vietato anche esporre “biancheria alla vista del pubblico” o “parcheggiare” un “velocipede sugli spazi erbosi”. Cioè chi lascia la bici nei giardini pubblici è sanzionato con “15 euro e 49 centesimi”. Massima attenzione poi per il decoro pubblico. E’ vietato infatti “sdraiarsi alla pubblica vista, mostrare nudità, piaghe o deformità ributtanti”, pena 40 euro. Stop anche a chi effettua giochi “per cui è necessaria la corsa e/o il lancio di oggetti”.

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I vigili girano armati… di Pos!

polizia-pos-tuttacronacaEbbene sì, ora i vigili girano armati non di pistola, manganello o spray al peperoncino ma di Pos. E’ la svolta dei vigili di Adria, in provincia di Rovigo, che da qualche settimana, per i controlli di rito, oltre a palette, telelaser e alcol-test, sono dotati di un apposito Pos portatile. Questo perchè gli automobilisti sanzionati possono pagare con le card elettroniche le sanzioni in caso di violazioni al Codice della strada. Questo per agevolare gli utenti della strada vista che dal 21 agosto chi viene multato ha diritto a una riduzione pari al 30 a patto però che il pagamento della contravvenzione venga effettuato immediatamente.

GB, la polizia chiede l’aiuto dei cittadini: mandate video girati in auto!

London_Police_Officers-tuttacronacaLe telecamere da auto “dashbord”, che molti guidatori della Gran Bretagna istallano sulle loro vetture soprattutto per la protezione contro i falsi sinistri o relativi premi assicurativi, hanno suggerto un’idea alla polizia del Regno Unito, che ha sollecitato gli automobilisti a inviare filmati che riprendono azioni pericolose alla guida o comunque non a norma. Alcuni di essi sono già stati utilizzati per catturare conducenti spericolati e molti di questi girati sono anche su Internet. Paul Marshall, dell’Associazione dei capi di polizia, ha spiegato al Times che “aumentare l’uso delle fotocamere digitali è stato fatto dal pubblico per provare anche eventuali reati commessi dalla polizia in servizio, utilizzabile come prove in un eventuale processo penale”. “Siamo semplicemente un tramite che aiuta il pubblico a lavorare con  polizia. Gli incidenti che riportiamo alla polizia sono provenienti da utenti che hanno catturato per caso atti di guida sconsiderati o pericolosi. E’ la gente che riconosce la necessità di proteggere se stessi, il loro veicolo, i costi di assicurazione e la patente di guida”, ha invece spiegato Matt Stockdale di PoliceWitness.com, sito che aiuta i conducenti a presentare filmati alla polizia.

A Padova presi di mira i fedeli: multe dopo la messa

basilica-del-santo-padova-tuttacronacaE’ tradizione, a Padova, recarsi a messa il primo gennaio al Santo. La funzione inizia alle 17 e in Prato della Valle, nell’area a davanti alla pizzeria Zairo, c’è la sbarra del parcheggio aperta. Si tratta di area pedonale ed è presente il cartello di divieto d’accesso, che tuttavia non viene rispettato nei giorni di mercato. Un giorno di festa forse potrebbe godere dello stesso privilegio. Se si arriva e si vedono già altre auto, senza tante domande si parcheggia. Peccato che i fedeli, al termine della funzione, hanno trovato la multa di 40 euro, che può scendere a 28 euro se si paga entro tre giorni. Sono stati un centinaio a trovare la sorpresa che ha rovinato il primo giorno dell’anno e c’è stato, spiega il Gazzettino, chi l’ha persa. Anche perché non è al lavoro la solita pattuglia appiedata. Gli automobilisti notano ben 4 auto della Polizia municipale con almeno 7-8 agenti in azione, praticamente tutti quelli in servizio in città. Nascono discussioni, una madre con un bambino piccolo attacca: “Ieri ho lavorato per tutto il giorno per prendere questi soldi”. La rabbia sale. I cittadini, molti quelli venuti da fuori, dal Veneziano soprattutto, contestano la modalità. “Questo è un agguato. Se c’erano così tanti agenti, perché non ne potevano mettere solo due prima, davanti alla sbarra, per segnalare che non si poteva entrare? Oppure tenere la sbarra abbassata?” Dalla centrale operativa la sola replica è che il segnale stradale c’è, e si vede, che quella è area pedonale e che l’intervento è stato effettuato proprio a seguito di segnalazioni di cittadini che avevano visto il Prato della Valle intasato di macchine.

Donne al volante in Arabia Saudita: scattano le multe durante la protesta

arabiasaudita-donne-guida-tuttacronacaIeri la protesta delle donne in Arabia Saudita per il diritto di prendere la patente, con un piccolo gruppo che si è messo al volante nel primo giorno della campagna “26 ottobre”, chiamata così per la sua data di inizio e che proseguirà finchè non sarà riconosciuto loro il diritto di guidare. Le fonti della polizia hanno riferito che sono state almeno 15 le donne multate per il loro gesto. Il colonnello Fawaz Al-Miman, portavoce aggiunto della polizia nella capitale saudita, ha spiegato che “Sei donne sono state fermate a Riad dalla polizia e poi multate di 300 riyal (circa 58 euro)”, aggiungendo che ogni donna, con il rispettivo tutore maschile (padre, fratello, marito o un altro membro della famiglia), ha dovuto “firmare un impegno scritto a rispettare le regole vigenti nel regno”. Sempre secondo il portavoce, la polizia ha fatto contravvenzioni anche a due donne a Gedda. Mentre la stampa ha riferito che sei donne sono state inoltre interrogate nella provincia orientale e almeno altre due in diverse regioni del regno.

Scandalo multe a Roma, annullate se a chiamare era un’autorità

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Uno scandalo di cui a Roma si è sempre parlato, anche se nessuno aveva mai indagato fino in fondo. C’era anche chi riteneva che fossero le solite “bufale” o “voci di corridoio”, in realtà bastava davvero che a chiedere l’annullamento della multa fosse un’autorità e senza nessuna istruttoria né controllo la sanzione veniva eliminata. A via Ostiense quando la Procura ha voluto vederci chiaro ha trovato un ufficio nel caos. Ora dettagli emergono dai verbali d’interrogatorio di Tiziana Diamanti e Angelo Vitali, l’impiegata e il funzionario finiti in manette lo scorso maggio, con l’accusa di soppressione di atti pubblici. E’ stata la stessa Diamanti ad alzare il velo sulla legge che consente ai parlamentari di non pagare le multe. Esiste infatti un articolo che prevede l'”improcedibilità” e l’impiegata essendo diventata dal 2000 la referente della Camera dei Deputati si doveva occupare proprio dei ricorsi alle contravvenzioni che prevedevano l’applicazione di tale articolo. Nel verbale si legge come la stessa imputata avesse chiarito che la situazione fosse diventata insostenibile «A un certo punto non ce la facevo più, ho detto: guardate io con la Camera dei Deputati vorrei smettere, perché mi chiamano a casa, vogliono questo, quell’altro».

E’ ancora la Diamanti a chiarire che le multe venivano annullate senza seguire nessun criterio che invece la legge prevede come ad esempio se i parlamentari o i consiglieri regionali passano con un semaforo rosso, la sanzione in nessun caso può essere annullata. Ma ad Ostiense bastava solo dire chi fosse il contravventore e immediatamente la multa scompariva. Un vero e proprio canale privilegiato come lo ha definito la stessa Diamanti. Dal 2011 i verbali non arrivavano neppure più in Prefettura, ma venivano cestinati direttamente. L’impiegata ha sottolineato che lei obbediva a un ordine preciso che le era stato impartito dal suo superiore, Angelo Vitali, che interrogato a Regina Coeli ha dichiarato di aver “semplicemente” fatto una cortesia al Prefetto:  «il Prefetto mi ha detto: dato che gli archivi sono sotto sequestro, dato che mi sono crollati degli archivi, fammi la cortesia di non trasmettermeli perché tanto sono tutti articolo 4, sono organi istituzionali».

Chiaramente né l’impiegata che sostiene di aver ricevuto un ordine, né Vitali che sostiene di aver dovuto fare un favore possono essere assolti, ma delineano come, in alcuni uffici, neppure ci si accorga più delle violazioni di legge che giornalmente vengono compiute. Si è persa l’etica di riconoscere quando un ordine imposto dall’alto non possa essere eseguito perché contra legem. Inoltre in quelle liste c’erano soggetti che non potevano usufruire dell’articolo che prevede l’improcedibilità.  Come i fratelli Bernabei, gli imprenditori di Trastevere che hanno denunciato taglieggiamenti da parte di quattro vigili ora sotto processo. Erano stati inseriti, come altri privilegiati, perché sul loro ricorso figurava quella che gli inquirenti definiscono una «pezza d’appoggio»: una dichiarazione istituzionale, o un contrassegno comunale, che nessuno aveva controllato. Vitali fa un esempio: bastava che un commissariato dichiarasse «che la vettura sanzionata veniva utilizzata per indagini di polizia giudiziaria. Il Prefetto in quei casi archivia».

Come vengono accolti in Europa i clandestini? Multe, rimpatri e carcere

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Come vengono accolti in Europa i clandestini? Multe, rimpatri e carcere. Queste sono le misure previste dai Paesi dell’Unione europea, come oggi riportato in un articolo di Libero:

“Eppure basterebbe guardare un po’ al di là dei nostri confini giuridici per scoprire che in Francia, Germania, Regno Unito e Svizzera è prevista una sanzione penale specifica per chi fa ingresso illegale sul territorio nazionale e anche per chi vi soggiorna irregolarmente. Non fa eccezione il Regno del Belgio, dove la reclusione può prolungarsi fino a tre mesi ed è seguita immancabilmente dall’espulsione del colpevole. In Danimarca, invece, distinguono fra la permanenza irregolare, che rientra fra le fattispecie penali e può comportare anche la reclusione fino a sei mesi, e l’ingresso illegale, punito con una multa o una misura amministrativa”.

E la lista dei paesi europei in cui il reato rimane non è finita, spiega Morigi:

“Quanto all’Austria, lo tratta soltanto come un illecito amministrativo, ma il soggetto colto senza documenti validi oltre a beccarsi una multa da 200 a 1.500 euro, può essere detenuto per 72 ore, dopo le quali scatta il rimpatrio. Allo stesso modo, la Finlandia e i Paesi Bassi dopo la sanzione pecuniaria, prevedono l’espulsione. Anche in Portogallo seguono la stessa linea, salvo inasprire le misure con i recidivi: chi viola il divieto di reingresso rischia due anni di galera. Pur di cacciare i clandestini, la Grecia è disposta a rinunciare anche al denaro delle multe”.

Non sono escluse Irlanda e Lussemburgo:

“In Irlanda, se c’è volontarietà, si possono aprire le porte del carcere per tre anni, senza che per questo sia condonata la contravvenzione fino a 3mila euro. Nel piccolo Granducato del Lussemburgo, per contro si viene espulsi o respinti, ma si può guadagnare un soggiorno di sei mesi in prigione”.

Insomma, scrive Morigi, in tutta Europa per gli immigrati clandestini è previsto anche il carcere:

“Perfino la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo prevede un elenco esaustivo di ipotesi giustificative della detenzione, tra cui il fatto di impedire l’ingresso illegale nel territorio o di favorire l’allontanamento di una persona. E, da ultimo, nel 2011, la Corte di Giustizia europea ha chiarito che la direttiva comunitaria sui rimpatri non vieta a uno Stato membro di classificare come reato un soggiorno irregolare e di irrogare sanzioni penali per scoraggiare e reprimere la commissione di un’infrazione delle norme nazionali in materia di soggiorno né di imporre una detenzione finalizzata a determinare se il soggiorno sia regolare o meno”.

Se è vero che potremmo essere noi a dare il buon esempio è anche vero che le condizioni finanziarie e sociali del nostro Paese, purtroppo, non danno la possibilità a coloro che arrivano di costruirsi un futuro. Perché dunque strappare per una seconda volta la possibilità ai migranti di un progetto di vita? Perché lasciare queste persone all’interno di centri di prima accoglienza che sono ormai diventati centri claustrofobici e malsani?  Quando si inizierà davvero a fare una politica comunitaria di accoglienza e non di respingimento? Quando quelle multe, rimpatri e carcere si trasformeranno in Europa in speranza di una vita migliore? Vergogna? No, disperazione e impotenza di fronte ad altre Nazioni che si sono arroccate su posizioni punitive e puntano il dito contro l’Italia… poi si lavano le coscienze con un contributo insufficiente, capace solo di prolungare l’agonia di quei migranti rinchiusi nei centri sovraffollati.

Le idee “originali” e un po’ populiste del governo Letta

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Dimmi il reddito che hai e ti dirò la multa che devi pagare! Questa sembra essere l’ultima idea molto “originale” e un po’ populista, che ha proposto il sottosegretario ai Trasporti Erasmo D’Angelis. All’opinione pubblica piace e lo dice il sondaggio effettuato durante la  trasmissione Report dove l’82% di coloro che hanno partecipato si è dichiarato a favore della sanzione secondo il reddito.

Quale è il principio? se la multa è un fattore di deterrenza, lo è in misura decrescente in ragione dell’aumentare del reddito.

E fin qui il ragionamento non ha falle, ma se poi pensiamo che si finirebbe con un auto di grande cilindrata multata per un divieto di sosta con una somma superiore a una fiat utilitaria in seconda fila che ha impedito il trasporto pubblico allora qualcosa nella sanzione sembrerebbe non funzionare. Se è vero che la multa è un fattore di deterrenza, infatti, è anche vero che la sanzione deve essere proporzionale all’infrazione sanzionata.

 

Strage di auto durante Atalanta – Fiorentina: 80 multe

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Una vera e propria strage di auto si potrebbe definire quella che si è verificata a Bergamo dove i vigili urbani, durante la partita Atalanta – Fiorentina hanno notificato 80 multe e ritirato con il carroattrezzi due auto. La zona intorno allo stadio comunque sembra essere particolarmente soggetta a multe e non è certo una novità il blitz dei vigili. I residenti infatti affermano:

“La mia via è sempre presa d’assalto dai tifosi che cercano parcheggio in una zona dove, tra l’altro, ce n’è poco – dice uno dei residenti all’Eco di Bergamo-: certo, bisogna anche dire che lo stadio in questa zona non è l’ideale e che i vigili passano, fanno le multe, ma poi se ne vanno senza fare un vero e proprio servizio al quartiere».

«Ci troviamo a fare i conti – dice un altro abitante della zona – con moltissime macchine messe selvaggiamente sul marciapiede e, cosa ben peggiore, davanti al cancello delle nostre palazzine per cui non riusciamo neppure ad uscire con la nostra macchina».

Non si ferma al semaforo rosso: è colpa del Viagra!

semaforo-rosso-viagra-tuttacronacaI giornali locali riportano l’originale giustificazione di un automobilista pizzicato a transitare con il semaforo rosso: colpa del Viagra. Un 50enne della Val di Magra, nei giorni scorsi, si è infatti recato al tribunale di Sarzana, presentandosi davanti al Giudice di Pace, per farsi togliere una decina di multe elevate dalla polizia municipale di Lerici per aver “bucato” il semaforo situato lungo la provinciale.  Secondo la versione dello spezino, la ‘pillola blu’ gli aveva provocato uno stato confusionale tale da non consentirgli di distinguere i colori. Anche la sua difesa ha puntato sull’improvviso attacco daltonico raggiungendo, almeno in parte, l’obiettivo: ha ottenuto uno sconto sul salatissimo conteggio che la polizia municipale di Lerici gli ha inviato, ma non ha potuto salvare i punti sulla patente.  Le contravvenzioni erano tutte e dieci del valore di 170 euro, sono rimaste, ma ha pagato solo mille euro in tutto.

Il sindaco che proibisce “l’abbigliamento” da lucciola: rischio multa

prostituzione-portosantelpidio-tuttacronacaNei comuni marchigiani di Porto Sant’Elpidio, Fermo e Porto San Giorgio è proibito “atteggiarsi” o “abbigliarsi” in modo tale da sembrare una prostituta o un viado: per chi infrange la regola, una multa anche fino a 200 euro. A dirlo un’ordinanza emessa oggi e che sarà valida fino al prossimo 30 ottobre. Scopo: dichiarare guerra alla prostituzione di strada. La decisione è stata presa in seguito a quanto accaduto nel primo dei tre comuni lo scorso 21 agosto, quando nell’ambito della lotta fra bande per il controllo del sesso di strada una coppia di romeni è stata aggredita a colpi di spranga. Quello che viene proibito in strade, piazze e spazi pubblici dei tre centri abitati è “negoziare, concordare prestazioni sessuali a pagamento, intrattenersi con soggetti che, per l’atteggiamento, l’abbigliamento ovvero per le modalità comportamentali, manifestano l’intenzione di esercitare l’attività consistente in prestazioni sessuali”. Ma vi è anche il divieto di “fermare il veicolo in cui si è a bordo al fine di contattare il soggetto dedito alla prostituzione e consentirne la salita”. Oltre alla sanzionen può scattare “il sequestro cautelare delle cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione o che ne sono il prodotto”. In caso di reiterazione del comportamento scorretto, inoltre, è previsto l’allontanamento dal territorio. Nazareno Franchellucci, primo cittadino di Porto Sant’Elpidio, annuncia “due mesi di controlli a tappeto, ispezioni serrate e continue che verranno effettuate da una task force composta da Forze dell’ordine locali, provinciali ma anche provenienti da fuori regione”. Per il sindaco, l’ordinanza avrà un peso normativo anche nei controlli “visto che la mancanza di presupposto giuridico di urgenza che era stata rilevata nelle precedenti ordinanze si è potuta superare con l’insorgenza di fatti criminosi legati al fenomeno della prostituzione”. Inoltre: “non è escluso che nelle prossime settimane vengano coinvolti cittadini e associazioni per mettere a punto azioni dimostrative e creare un’azione di disturbo e conseguentemente dissuadere indirettamente il fenomeno della prostituzione nella fase della contrattazione con gli eventuali clienti”.

Vigili in azione su via dei Fori Imperiali: attenti alla velocità!

autovelox-via-dei-fori-imperiali-tuttacroancaE’ di 821 euro la multa più elevata tra quelle fatte fioccare dai vigili urbani che controllano il traffico su via dei Fori Imperiali e via Labicana. Muniti di autovelox mobili, sorvegliano infatti il rispetto del limite di velocità di 30 chilometri orari voluto dal Campidoglio. Le sanzioni previste sono diverse e divise per fasce: non oltre 10km/h la multa è di 41 euro, da 10 a 40km/h sale a 168 euro, oltre 40 e fino a 60km/h arriva a 527 euro con sospensione della patente da 1 a 3 mesi, e infine oltre i 60km/h, la più salata, che prevede 821 euro e sospensione della patente da 6 a 12 mesi. La maggior parte delle multe elevate stamane rientrano nella fascia ‘da 10 a 40km/h’ mentre solo un automobilista su via Labicana è stato ‘pizzicatò ad una velocità superiore a 90km/h: per lui la sanzione più elevata, di 821 euro.

A punti anche le patenti per motorini e minicar

motorini-patente-punti-tuttacronacaIl ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ha parlato delle novità in fatto di patenti per motorini e minicar. “Sinora ai minorenni – ha spiegato – non potevano venire applicate le sanzione in cui incorre l’adulto con la patente a punti. Con il nuovo codice queste patenti sono in tutto uguali a quelle a punti, e potranno venire sospese e ritirate”. Per la sicurezza delle strade, da cui dipende ancora il 15% dei morti per incidente, bisognerà intervenire sulla progettazione, la manutenzione e la segnaletica soprattutto per tutelare gli utenti più deboli: motociclisti e ciclisti. Ma anche i guard rail: “andranno ripensati nella forma sia quelli in cemento sia quelli in ferro, causa spesso di lesioni gravissime per i guidatori delle due ruote”. Una nota anche sulle multe. Oltre a inserire un criterio di premio per gli automobilisti virtuosi e di severità per i recidivi diventerà strutturale quanto già contenuto nel Decreto del fare sullo sconto del 30% per chi paga subito), il ministro delle Infrastrutture ha detto che bisognerà armonizzare gli iter per i ricorsi: “È un pò strano che chi oggi fa ricorso al prefetto e se lo vede respinto si veda anche raddoppiata la multa, cosa che non succede per chi fa ricorso al giudice di pace. Bisognerà chiarire, eliminando condizioni vessatorie, per quali ricorsi ci si debba rivolgere all’uno e per quali agli altri”.

Risparmiare in tempo di crisi? Non si pagano le multe!

multe-non-pagate-tuttacronacaIl ministero dell’Economia monitora il tempo reale gli incassi delle amministrazioni pubbliche per quel che riguarda le contravvenzioni redatte dagli agenti della polizia municipale. Per quel che riguarda la città di Padova, non solo si è scoperto che le multe son calate dell’8%, in linea con la diminuzione registrata a livello nazionale che è del 7,5%. Ma quello che colpisce è il fatto che, tra il 2011 e il 2012, siano quasi centomila le contravvenzioni elevate dagli agenti della polizia municipale che non sono mai state pagate. In poche parole: la crisi economica si fa sentire anche in quest’ambito. Secondo quanto riporta il Gazzettino, nel 2011 i verbali elevati sono stati 182.356 di cui 43.524 di Serie A (pre avvisi per esempio per il divieto di sosta), 15.376 di Serie V (contestati, come i passaggi con il semaforo rosso, o la guida senza patente o senza l’assicurazione) e 2.564 di Serie L (violazione del regolamento di polizia urbana, come orinare in pubblico, o legare le biciclette agli alberi). Nel 2012, invece, i verbali sono stati in totale 144.135 (38.221 in meno rispetto all’anno prima), di cui 30.653 di Serie A, 12.141 di Serie V e 2.499 di serie L. Le somme incassate nel corso del 2011 sono state pari a 9.768.419,42 (ha pagato il 69% dei multati), relative a 126.238 pagamenti; nel 2012, invece, sono entrati nelle casse comunali 8.011.119,34 euro (ha pagato il 70% dei sanzionati), pari a 101.468 pagamenti (24.770 in meno rispetto al 2011). L’assessore alla polizia Marco Carrai ha sottolineato: “È evidenteche un sanzionato su 3 non paga la contravvenzione e che il Comune negli ultimi due anni non si è visto corrispondere l’importo relativo a quasi 99mila contravvenzioni. Il dato che le multe elevate siano di meno, è attribuibile al fatto che è sceso il numero degli automobilisti che entra nella ztl senza essere autorizzato: i padovani, ormai, fanno più attenzione perché hanno capito che non si scampa ai varchi elettronici e anche chi viene da fuori ha un approccio più intelligente. In secondo luogo, va considerato che la crisi mette un freno alla possibilità di riscuotere tempestivamente gli importi: molti multati rimandano il pagamento perché si trovano in difficoltà e sperano di risolvere a breve i loro problemi di liquidità, con la conseguenza, però, che alla fine debbono sborsare cifre più elevate”. I mancati introiti, però, penalizzano le casse comunali. Ma il problema delle multe evase non colpisce solo la città del Santo. L’inchiesta annuale pubblicata da Il Sole 24 Ore, effettuata con il supporto della banca dati AidaPa di Bureau van Dijk ,conferma che è significativa in tutta Italia la diminuzione degli introiti da multe per i Comuni: raffrontando i dati del 2011 con quelli del 2010, infatti, si ha come risultato una serie di segni “meno”. Padova, nella geografia della contravvenzioni, in classifica occupa il 41. posto: 38,9 gli accertamenti pro capite del 2011, che sono l’8,1% in meno rispetto al 2010; la riscossione totale, come riporta il quotidiano economico, è stata di 103,5 euro.

Le multe che si abbattono sui ciclisti!

bici-multa-vicenza-tuttacronacaIl codice della strada lo dice chiaramente: non si pedala sui marciapiedi. Una simile abitudine viene spesso praticata, senza curarsi dei pericoli che possono incorrere. Ad Alte Ceccato, nel Vicentino, la polizia locale ha staccato 5 sanzioni da 25 euro l’una per i ciclisti che scorrazzavano sull’area riservata ai pedoni. Il servizio mirato è scattato dopo numerose segnalazioni da parte sia dei cittadini che dei negozianti del posto che si sono lamentati di questo atteggiamento incurante sia della sicurezza altrui che delle regole del codice stradale.

Sconto sulle multe: paga subito e paga meno!

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Sembra che almeno su una cosa nel governo di larghe intese siano tutti d’accordo: lo “sconto” sulle multe pagate al momento dell’infrazione. Contante immediato che va direttamente in cassa.   Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, s è anche detto contento di aumentare lo sconto da 20 al 30% e ha dichiarato:  “Se la proposta fosse condivisa, porterebbe risorse certe alle casse pubbliche e avrebbe una funzionalità educativa: non hai rispettato il codice, paghi la multa ma senza vessazioni”.

 

1364 multe a una Smart… la cui proprietaria è morta!

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1364 infrazioni al codice della strada, con oltre 500 accessi fraudolenti nella zona a traffico limitato, tutti riconducibili a una Smart la cui carta di circolazione era intestata a una donna morta nel 2008. Quando il dipartimento Risorse Economiche Contravvenzioni l’ha scoperto, è scattata l’indagine e la polizia locale di Roma ha iniziato a cercare il mezzo, poi individuato in un’officina del quartiere Parioli. Il Dipartimento ora potrà rinotificare le multe al responsabile, un professionista di quella zona che in famiglia ha una disponibilità di 10 vetture. L’uomo poteva utilizzare l’auto, pur non essendo tra gli eredi della defunta, nessuno dei quali ha mai fatto il passaggio di proprietà.

“Siete degli stronzi”. Storace non parla a Il Fatto delle multe stracciate

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Nell’ufficio contravvenzioni di Roma del Comune di Roma c’è una lunga lista di nomi eccellenti, circa 1500, che hanno avuto il privilegio di non pagare le multe nel corso degli anni. Il Fatto Quotidiano afferma di possedere la lista e parla di “Amici di amici, politici, imprenditori, ma anche gente comune che approfittava non si sa in cambio di cosa. Accanto ai nomi, nella lista, non è scritto l’importo esatto della contravvenzione, ma semplicemente ‘verbale improcedibile’. Teoricamente, spiegano gli inquirenti, le dichiarazioni di improcedibilità nascono dalla contestazione di cittadini, ma di quel carteggio non c’è più traccia. Di conseguenza, non c’è possibilità per i magistrati di agire contro i citati anche perché chiunque potrebbe asserire che si tratti di un omonimo.” Tuttacronaca aveva già parlato della vicenda ma ora su Il Fatto s’insiste su altri nomi. Tra questi Francesco Storace, Alleanza Nazionale che avrebbe fatto cestinare una multa presa da un’auto intestata al partito e lo stesso dicasi per alcuni dipendenti del Consiglio regionale del Lazio, che avrebbe approfittato del privilegio una quarantina di volte. Ma ancora: Manuela di Meglio, moglie del delegato allo sporto del Comune di Roma Alessandro Cochi; Giovanni Serra, direttore del dipartimento mobilità e trasporti del comune di Roma; Monica Tagarelli, segretaria del delegato allo Sport; Claudio Giuliani, ex consigliere VII Municipio per la lista civica di Rutelli. Ma una multa è stata intestata anche al segretario generale del consiglio regionale del Lazio, Nazzareno Cecinelli. Scorrendo altri nomi, si scopre che “Anche i membri del Pdl non disdegnavano la pratica che regnava sovrana all’ufficio contravvenzioni del comune. Come l’onorevole Sestino Giacomoni appena rieletto nella circoscrizione di Lazio 1. A seguire Fabrizio Di Stefano, in passato consigliere comunale d’Abbruzzo, ex Pdl, poi passato a dicembre 2012 con Ignazio La Russa. E Fabio Sabbatani Schiuma, uno degli esclusi eccellenti del centrodestra romana alle scorse elezioni. E per concludere nella lista ci sono anche i nomi di Carlo Orichuia, dirigente Rai, di Maurizio Mattei, ex arbitro, oggi dirigente della Federazione italiana gioco calcio, Ludovico Maria Todini, imprenditore e padre di Luisa, membro del consiglio di amministrazione Rai. E per finire, sono circa 42 le multe che farebbero riferimento a Forno Roscioli, della nota famiglia romana Roscioli.” Ora la Corte dei conti ha aperto un’indagine ma nel frattempo Il Fatto Quotidiano ha tentato di porre delle domande al leader de “La Destra” Storace. La sua risposta? “Siete degli stronzi. Con Il fatto Quotidiano non parlo”

A Roma, tra i “graziati” dalle multe, anche Antonio Cassano e una suora!

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Si allunga di 789 nomi la lista delle persone “alleggerite” dalle multe a Roma, con verbali stracciati a migliaia da due funzionari dell’Ufficio contravvenzioni di Roma, arrestati nei giorni scorsi. I fortunati sono attori, politici ma anche, secondo il Corriere della Sera, Antonio Cassano, ex calciatore della Roma e ora in forza all’Inter. Ma nell’elenco D  comparirebbero anche l’ex arbitro di serie A Maurizio Mattei, oggi dirigente della Figc, suor Maria Rosaria Attanasio, nominata come membro della Consulta dell’ufficio catechistico nazionale e l’attrice Milena Miconi. Come se non bastasse, anche un partito politico avrebbe visto dichiarata improcedibile una contravvenzione. Le multe prese nel 2011 sono sparite inoltre per due deputati appena eletti in Parlamento. Anche Franco Cannone, cassiere della famiglia Piccolo, ha goduto del privilegio, così come la moglie e la segretaria di un consigliere comunale che cerca la conferma del posto in questa tornata elettorale. Al momento sono in corso approfondimenti, finalizzati all’accertamento della reale identità dei graziati. Insomma, se la fortuna è cieca… le contravvenzioni ci vedono benissimo!
Aggiornamento:
Il Corriere della Sera ha poi provveduto a cancellare il nome di suor Maria Rosa Attanasio spiegando che: “Non c’entra nulla con l’inchiesta sulle multe cancellate”.

A Roma c’è chi paga le multe e chi no… ad esempio i politici

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I cittadini romani non sono tutti uguali… c’è chi prende la multa e la deve pagare, ma c’è anche chi senza un’apparente giustificazione vede “annullarsi magicamente” quella violazione al codice della strada senza nessun esborso. Ma se forse si analizza meglio il fenomeno una giustificazione a quelle multe sparite la si trova eccome!  Lo riporta “Il Corriere della Sera”  che ci racconta di quei politici e notabili cittadini per cui sarebbe stata creata un’apposita sezione e per cui le multe verrebbero automaticamente stracciate:

Una ex deputata dell’opposizione durante il precedente governo dei tecnici. Un consigliere municipale capitolino del Pdl. E poi, una sindacalista della Cgil, una concorrente del Grande Fratello. E anche un primario del Policlinico Umberto I e un ex assessore del Comune di Frosinone. Un Cavaliere della Repubblica ordinato nel 2008. Sono alcune delle persone inserite in una «sezione speciale» di cittadini — creata nell’Ufficio contravvenzioni del Comune di Roma — a cui sono state stracciate o annullate, senza un’apparente giustificazione, le multe prese nel 2011 per viola- zione del codice della strada.

I loro nomi sono nella lista acquisita dalla Procura, che indaga sulla distruzione di migliaia di verbali, molti dei quali riconducibili a deputati e senatari, funzionari di polizia, carabinieri, agenti dei servizi segreti. Dall’elenco dei 255 «graziati», però, agli atti dell’inchiesta ne mancano molti: per 160 di loro è scattato un provvidenziale (quanto tempestivo) omissis. In questo gruppo di privilegiati — alleggeriti dall’onore di dover pagare multe spesso assai «salate» — compaiono pure cittadini privati che non ricoprono alcun ruolo istituzionale: è il caso degli imprenditori Paolo e Silvio Bernabei, a cui sono state cancellate oltre mille contravvenzioni a partire dal 2005.

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