Scontri alla Camera. Buonanno a Sel: “Difendete la lobby dei sodomiti”

buonanno-sel-sodomiti-tuttacronacaHanno lasciato l’Aula della Camera in segno di protesta per le parole del leghista Buonanno, oggi, i deputati di Sel. Il deputato di Lega Nord ha infatti accusato Sel di rappresentare la “lobby dei sodomiti” e i colleghi hanno spiegato che “Usciremo da quest’Aula tutte le volte che Buonanno utilizzerà espressioni ingiuriose che offendono non solo gli omosessuali, ma il Parlamento e le Istituzioni”. Ha spiegato Erasmo Palazzolo:  “Non rientreremo in quest’Aula fino a quando Buonanno non sarà formalmente censurato dalla presidenza”. Critico con Buonanno anche il Pd: Ettore Rosato che ha definito “indecente” l’atteggiamento dell’esponente del Carroccio, e Adriano Zaccagnini (Misto) ha dichiarato che è “indegno di stare in quest’Aula”. Il vicepresidente Luigi Di Maio ha fatto presente di aver già richiamato Buonanno e che, se ci saranno i presupposti, espellerà chi utilizzerà un linguaggio ingiurioso. Dopo che i deputati Sel avevano lasciato l’Aula per le sue invettive omosessuali Buonanno ha affermato: “Se i deputati di Sel rientrano in Aula sono contento, e se qualcuno si è sentito offeso me ne scuso”. E aggiunto, dopo l’invito a chiedere scusa avanzato da Simone Baldelli del Pdl: “Io dico quello che penso, faccio valutazioni politiche, io sono stato votato dalla gente e non da Facebook. Non voglio offendere nessuno; mi esprimo in modo rude, ma sono solo un ragioniere…”. La presidenza ha quidi invitato Sel a rientrare e ad andare avanti, con di Maio che ha assicurato avrebbe bloccato “qualsiasi ingiuria verso Sel”. Il socialista Marco Di Lello ha sbottato: “Usque tandem Buonanno abutere patientia nostra?”. A scatenare lo scontro le parole pronunciate dal leghista: “In quest’Aula la lobby dei sodomiti è rappresentata da Sel…” che, invitato ad unsare un linguaggio consono spiega: “Io prendo termini scritti nella Bibbia. Quelli di Sel invece sono solo ipocriti vestiti di rosso”. “In questo Parlamento la sinistra non esiste più. Restano solo ciarlatani che non rappresentano e non difendono il popolo. Chiamatemi ‘compagno Buonanno’ perchè a difendere la gente sono rimasto io. Voi siete una sinistra taroccata”, aveva detto inoltre Buonanno rivolgendosi ai colleghi di Sel che hanno votato contro un emendamento al dl ecobonus proposto dalla Lega Nord che prevedeva il taglio alle pensioni d’oro e bocciato da tutte le forze di maggioranza. Ma già tre settimane fa il deputato aveva invitato Sel a cambiare il nome…

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Il Pd come i Pasok? Secondo Vendola c’è la possibilità di un corto circuito

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”Se continua così, il Pd prende la strada del Pasok, rischia un cortocircuito incredibile con la propria gente e i propri elettori”, lo ha detto Nichi Vendola intervenendo alla festa nazionale del Sel  a Sesto San Giovanni e ha poi aggiunto ”l’immagine di un partito che continua a litigare sulle regole del prossimo congresso è anche l’immagine di un luogo noioso”.

 

Polemica in parlamento per l’omofobia di Buonanno

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“Dato che pensano solo ai matrimoni a alle adozioni da parte di persone dello stesso sesso, allora questi comunisti di ‘Sinistra e libertà’ dovrebbero cambiare nome e chiamarsi Sodomia e libertà”
Lo ha detto il deputato leghista, Gianluca Buonanno, intervenendo in Aula alla Camera dove è in corso un dibattito sul provvedimento sulle pene alternative al carcere e messa alla prova.
Le sue parole scatenano le proteste del centrosinistra. Poco dopo,Buonanno viene espulso dall’Aula per un’incursione tra i banchi del governo. Un gesto inutile e non inerente alla discussione in corso che ha creato solo scompiglio e rallentamenti in aula.

Il mattarellum che potrebbe “spalmare” ulteriormente il Pd… la mozione Giacchetti

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29 maggio: giornata simbolo dell’inizio del cammino delle riforme istituzionali. Il piano era questo. Peccato che sia lo stesso Pd, o meglio parte del Pd, a mettere i bastoni tra le ruote del governo di larghe intese. L’ex radicale, ora renziano, Roberto Giachetti, che in passato si era già reso protagonista di battaglie estreme sulla legge elettorale, ha raccolto un centinaio di firme (tra Pd e Sel) intorno ad una mozione parlamentare che chiede il ripristino del vecchio sistema: il Mattarellum, fumo negli occhi per il Pdl. Una pistola carica, che rischia di far saltare il delicato equilibrio (che non tutti apprezzano, soprattutto tra l’elettorato) raggiunto con il Cavaliere sulle riforme, vale a dire i ritocchi al Porcellum. Ma è proprio questo che, come reazione, ha fatto scattare l’iniziativa di Giachetti, firmata in blocco dai renziani, nonché da Sinistra e libertà e da chi nel Pd vive il ritorno al proporzionale come una specie di incubo, ossia Renzi. Il governo, a questo punto, ribatte lasciando trapelare l’intenzione di sfilarsi dal tema legge elettorale e demandarlo alle Camere. Però lo scontro in casa Pd trae nuova energia dalla questione. Agitazione quindi tra i parlamentari dem al diffondersi della voce che E’ solo una mozione, non una legge, ma potrebbe provocare la definitiva esplosione. Il fallimento delle amministrative, inoltre, sembra dare una spinta definitiva verso questa possibilità: “Il 50 per cento di astensione a Roma è un segnale – si sfoga una deputata renziana – chi non ha votato ci chiede di fare qualcosa, non ci chiede di approvare una mozione che non dice e non decide nulla sulle riforme, come quella elaborata da Pd e Pdl”. Ed è dall’incostistenza delle larghe intese che si trova energia per andare avanti.  “La mozione Pd-Pdl è acqua fresca”, afferma un altro renziano. “Hanno anche cancellato la data del 30 luglio entro la quale approvare le modifiche al Porcellum!”. Intanto si cerca di convincere al dietrofront Giacchetti, ma è lui stesso ad affermare che non ritira “niente”. Intanto arriva un nuovo monito da Renzi: “Il governo sarà forte se farà le cose, se è un governo che chiacchiera e vivacchia trascinerà l’Italia in basso”. Quanto al Pd e il test amministrative: “Dovevano dimezzare i parlamentari e hanno dimezzato i voti…”. Ma cosa temono i firmatari della mozione? Che ci si limiti ad un semplice restyling del Porcellum, con conseguente ritorno al proporzionale e alle ‘larghe intese per legge’, in caso ancora una volta non ci fosse un netto vincitore alle elezioni. E dunque addio sogni di premiership per il sindaco di Firenze che però, almeno per quanto riguarda questa mozione, ha diversi appoggi all’interno del suo partito.

Mattarellum

Le liste fasciste che si presentano alle elezioni

fascismo e libertà-tuttacronaca

“La legge n. 645/1952 sanziona chiunque faccia per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

È vietata perciò la ricostruzione del PNF e del Partito dei Nazionalsocialisti (ovvero quello Nazista). Ogni tipo di apologia è denunciabile con un arresto dai 18 mesi ai 4 anni.

La norma prevede sanzioni detentive per i colpevoli del reato di apologia, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampa. La pena detentiva è accompagnata dalla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

Ciò premesso ci sono due liste ispirate al partito fascista e a quello nazista tedesco in corsa alle elezioni amministrative in Lombardia. In particolare si tratta del ‘Movimento Fascismo e Libertá’, movimento politico fondato nel ’91 dal senatore missino Giorgio Pisano’ che si basa interamente sul pensiero mussoliniano, e del “Nsab-Mlns” (Nationalsozialistische arbeit bewegung-Movimento nazionalsocialista dei lavoratori) che neanche tanto velatamente si richiama al famigerato Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, traduzione di Nsdap (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei), ovvero il partito Nazista di Hitler.

E’ stato Gennaro Migliore parlamentare di Sel a chiedere con interpellanza chiarimenti al ministro dell’Interno Angelino Alfano. Il capogruppo di Sinistra e libertà ha anche chiesto di escluderle dalla competizione elettorale proprio in virtù della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione che vieta di fatto la ricostituzione in ogni sua forma del partito fascista.

 

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