Processo Pistorius: il testimone dell’accusa minacciato e quel colpo partito…

oscar-pistorius-processo-tuttacronacaContinuano i problemi inerenti al processo a Oscar Pistorius, dopo l’interruzione di ieri quando la Corte ha saputo che la foto di una testimone era stata mostrata da una tv, Charl Johnson, vicino di casa dell’atleta accusato dell’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp, ha affermato di aver subito minacce telefoniche poco prima di deporre in aula, quando già era in tribunale per essere ascoltato. “Questa persona mi ha detto che il mio numero di telefono era stato dato nel corso dell’udienza. Gli ho risposto che non ero consapevole di questo fatto e che non avevo (ancora) testimoniato”, ha spiegato il testimone. L’uomo ha inoltre detto di aver scoperto solo allora che c’erano diverse chiamate senza risposta e un messaggio vocale registrato dall’estero. “Perchè mentire in tribunale, sappiamo che Oscar non ha ucciso Reeva”, queste le parole indirizzate “con tono minatorio” a Johnson nel messaggio. Ma l’accusa ha sferrato anche un altro colpo, facendo emergere un nuovo evento. Qualche settimana prima della morte di Reeva, infatti, Pistorius avrebbe maneggiato male un’arma da cui partì accidentalmente un colpo, e poi chiese a un amico compiacente di assumersene la colpa. Il fatto sarebbe avvenuto a gennaio 2013, in un ristorante alla moda della città dove la coppia risiedeva. Johannesburg. A passare la pistola all’alteta fu Darren Fresco, che lo avvertì che “c’era un colpo in canna”. Ma quando l’arma arrivò nelle mani dell’atleta, inspiegabilmente partì un colpo. Il pugile di professione Kevin Lerena, presente quella sera allo stesso tavolo, ha raccontato: “Ci fu un immediato silenzio”. E ancora: “Guardai a terra e proprio lì dove puntai lo sguardo, dove c’era il mio piede, c’era un foro sul pavimento. Avevo una sbucciatura sul dito, ma non ero ferito”. Pistorius chiese scusa accertandosi che non fossero feriti. Ma poi, voltatosi verso uno di loro, gli chiese di addossarsi la responsabilità dell’accaduto. “Per favore, dì che sei stato tu. C’è troppa attenzione dei media su di me”, ha raccontato Lerena, riportando le parole di Pistorius. “E quando arrivarono i proprietari del ristorante, Darren disse che era stato lui”.

La tv che fa sospendere il processo a Pistorius: la foto della testimone

processo-pistorius-tuttacronacaIl giudice Thokozile Masipa ha sospeso per alcuni minuti il processo per omicidio a carico di Oscar Pistorius dopo aver scoperto che una tv sudafricana aveva mostrato una foto della prima testimone dell’accusa, contravvenendo alla regola imposte per le riprese del processo. Il giudice ha spiegato: “Prendo questa cosa molto sul serio”. Al momento della sospensione, l’udienza era iniziata da poco. La corte era stata avvertita che una foto della testimone, Michelle Burger, una economista dell’Università di Pretoria che abita a meno di 200 metri dalla casa dell’atleta e che aveva chiesto di non essere ripresa, era stata mostrata da una tv. La testimone ieri, nel primo giorno di processo, aveva raccontato di aver udito le urla di terrore di una donna che chiedeva aiuto prima dei colpi di arma da fuoco sparati da Pistorius. A trasmettere la foto della donna, trovata sul sito dell’università dove insegna, è stata la catena televisiva eNCA. “È abbastanza inquietante. I media erano stati avvertiti. Se non si comportano correttamente non li tratteremo con i guanti di velluto”, ha detto il giudice.

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“Mi dichiaro non colpevole”: Pistorius in tribunale

oscar_pistorius_processo_tuttacronacaAl via oggi il processo a Oscar Pistorius per l’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp. Le prime parole dell’atleta, accusato di aver ucciso la modella a colpi di pistola il giorno di San Valentino dell’anno scorso, sono state: “Mi dichiaro non colpevole. Ho ucciso per errore”. Nella prima udienza davanti alla Corte di Pretoria è stata ascoltata la testimonianza di una vicina, Michelle Burger, che ha raccontato di aver sentito quella notte “urla raccapriccianti”, seguite da quattro spari. La testimonianza della donna è stata però contestata dall’avvocato Barry Roux, a partire dal numero degli spari: “Ha ragione suo marito quando dice di averne sentiti cinque o sei?”, ha chiesto il legale nel corso della deposizione. “Sono certa di averne sentiti quattro, non parlo a nome di mio marito”, ha replicato la donna. “Come fa a sapere che suo marito sia stato onesto?”, ha incalzato l’avvocato. “Stiamo insieme da 20 anni e so che è una persona onesta”, ha risposto la testimone. Roux ha chiesto più volte alla donna se fosse convinta che Pistorius stesse mentendo. “Non capisco perché non abbia sentito le urla”, ha replicato la testimone, accusata più volte dall’avvocato di aver cambiato versione: “Lei non è sicura e che cosa fa, lei sta facendo speculazioni, sta cercando di colmare tutte le lacune” nella sua testimonianza.

Tutto pronto in Sudafrica per “il processo del secolo”: Pistorius in Tribunale

oscar_pistorius_processo-tuttacronacaEra il 14 febbraio 2013 e la modella Reeva Steenkamp, fidanzata di Oscar Pistorius, veniva uccisa. A impugnare l’arma, proprio l’atleta sudafricano. Oggi inizia, a Pretoria, quello che in molti definiscono “il processo del secolo”, durante il quale Pistorius rischia 25 anni. In aula è presente anche la madre di Reeva, che ha detto: “Qualsiasi cosa deciderà la corte sono pronta a perdonarlo prima però voglio obbligarlo a guardarmi, e vedere il dolore e l’angoscia che mi ha inflitto”. Intanto, il Sudafrica è diviso tra innocentisti e colpevolisti in un caso che ha una portata mediatica con pochi precedenti. E proprio ai media parla ancora June, la madre della modella: “Molte persone nella mia posizione vorrebbero vederlo morto o punito in modo esemplare. Ma credo nella fede e nella giustizia e non c’è odio o voglia di vendetta nel mio cuore”. Nella lunga intervista la donna ha ricordato di aver minacciato una volta Pistorius, quando Reeva le telefonò per dirle che lui stava guidando a velocità troppo alta: “Prenditi cura di mia figlia o ti distruggo”, aveva tuonato la madre. I media britannici ritengono che il processo avrà una durata di circa tre settimane mentre Sky News ritiene che saranno cruciali i rilevamenti fatti dalla polizia scientifica dopo la tragica notte in cui lui aprì il fuoco con la sua pistola da 9mm contro la ragazza attraverso la porta del bagno. Pistorius ha ammesso di aver sparato, ma per errore, pensando che nel bagno si nascondesse un ladro, entrato di soppiatto in casa in piena notte. Secondo l’accusa si trattò invece di omicidio volontario, avvenuto in seguito a un violento litigio. Pistorius è in libertà vigilata, ma se sarà giudicato colpevole di omicidio premeditato rischia il carcere a vita. La perizia balistica mostrerebbe che la mira fu precisa e i colpi non vennero sparati a caso, come quando si sentono rumori di un intruso o di un potenziale ladro. Secondo gli esperti, inoltre, le tracce di sangue lasciate dalla vittima potranno essere determinanti per far piena luce sulla vicenda. “Anche la traiettoria dei proiettili attraverso la porta del bagno fornirà una chiara indicazione di quello che è successo”, ha detto l’esperto di balistica J.C. de Klerk. Tutto questo servirà per capire se si è trattato di un tragico incidente o di un assassinio a sangue freddo.

A tre giorni dal processo spunta Leah, la nuova fidanzata di Pistorius

pistorius-nuova-fidanzata-tuttacronacaPrenderà il via lunedì prossimo, il 3 marzo, il processo che vede al banco degli imputati Oscar Pistorius, accusato di omicidio premeditato per la morte della fidanzata Reeva Steenkamp. Ora, quando mancano tre giorni al ritorno dell’atleta in tribunale, il Sun pubblica la foto della nuova fiamma e rivela: “Oscar e Leah (questo il nome della donna, ndr) sembrano davvero molto presi e lei lo sta aiutando tanto per cercare di superare questo difficile momento. Un mese fa gli ha anche presentato la sua famiglia, che vive in una fattoria vicino Potchefstroom, a due ore da Johannesburg, e tutti l’hanno accolto benissimo”.

“Il dolore e la tristezza mi consumano”: Pistorius parla per la prima volta

oscar-pistorius-tuttacronacaUn anno fa, il 14 febbraio 2013, moriva la modela Reeva Steenkamp, fidanzata del campione paralimpico Oscar Pistorius. La donna è morta proprio per mano dell’uomo con cui avrebbe dovuto festeggiare il giorno degli innamorati che ora attende il 3 marzo, giorno in cui si aprirà il processo che lo vede accusato di omicidio premeditato. Il 27enne, che rischia da 25 anni di carcere all’ergastolo, ha rotto oggi il muro del silenzio. “Il dolore e la tristezza mi consumano”, scrive, parlando della sofferenza dei genitori, della famiglia e degli amici della modella. Quella notte, nella sua abitazione a Pretoria, Pistorius sparò contro la porta del bagno in cui la 29enne si era chiusa, uccidendola. Ha sostenuto di aver agito nella convinzione di avere a che fare con un intruso, ma l’accusa afferma che la violenza sia stata conseguenza di una lite. I media di tutto il mondo seguiranno l’evoluzione del caso. “Nessuna parola è in grado di rappresentare adeguatamente i miei sentimenti sul devastante incidente che ha causato così tanta sofferenza a tutti quanti amavano veramente, e continuano ad amare, Reeva”, ha scritto Pistorius. “La perdita di Reeva – ha proseguito – e il totale trauma di quel giorno, li porterò con me per il resto della vita”. Si tratta della prima dichiarazione di Oscar sulla morte della fidanzata. E’ la prima volta che lo sportivo rilascia una dichiarazione sulla morte della fidanzata, perché in precedenza ha sempre affidato i suoi pensieri allo zio Arnold. La madre di Reeva, June, ha annunciato che intende essere presente al processo a Pretoria. Sinora nessuno dei membri della famiglia Steenkamp ha mai partecipato alle udienze in tribunale, mentre i parenti dell’atleta sono sempre stati al suo fianco. Pistorius affronta anche accuse legate al possesso di armi, mentre mercoledì i suoi legali hanno trovato un accordo con la donna che gli imputava una presunta aggressione. Cinque anni fa venne arrestato perché Cassidy Taylor-Memmory lo denunciò per averla ferita a una festa, sbattendo una porta.

Spari in Michigan: due studenti feriti

sparatoria-usa-tuttacronacaE’ la Cnn a riferire che la polizia di East Lansing, nello stato del Michigan, è alla caccia di un uomo sospettato di aver sparato a due studenti nei pressi del campus della Michigan University. I media locali riportano inoltre che uno dei due studenti, entrambi rimasti feriti, sarebbe in gravi condizioni.

Spari all’aeroporto di Kinshasa, in Congo. Gli italiani: “Siamo in pericolo”

Kinshasa_International_Airport-tuttacronacaSono ancora in Congo le famiglie italiane desiderose di adottare un bimbo e nel frattempo ci sono stati degli spari all’aeroporto di Kinshasa. All’Ansa, uno dei papà bloccati nello stato, ha scritto una mail dove si legge “Siamo in pericolo”. Le famiglie si trovano ormai da un mese e mezzo in Congo, per riportare in Italia i loro bambini. Si legge ancora: “I ribelli hanno occupato la tv di Stato di Kinshasa prendendo ostaggi. Ci sono stati spari all’aeroporto che è chiuso. Noi temiamo – è detto ancora nella mail – per l’incolumità nostra e dei nostri figli”. In seguito, le forze governative congolesi hanno ripreso il controllo della tv di Stato a Kinshasa, assaltata stamane dai ribelli, che avevano preso in ostaggio alcuni giornalisti. Lo rende noto il portavoce del governo, specificando che la situazione nella capitale è “sotto controllo”. Sono quaranta i ribelli che hanno trovato la morte negli scontri. Nel frattempo, l’Unità di crisi della Farnesina ha invitato gli italiani residenti a Kinshasa, tra cui le famiglie adottive in attesa di rientrare in Italia con i loro bimbi, a rimanere nei loro alloggi. Lo riferiscono fonti del ministero degli Esteri.

In America sparano anche contro Babbo Natale

babbo-natale-sparo-tuttacronacaUn Babbo Natale di colore si trovava per strada, per distribuire doni a bimbi bisognosi. E proprio mentre cercava di portare un sorriso ai piccoli, è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola. Il video è stato girato a Washington, mentre Babbo Natale lamentava “mi hanno sparato alla schiena”. E un grido di dolore. La polizia locale ha sottolineato che l’uomo, ricoverato in ospedale, ha riportato ferite lievi e – aggiunge l’Abc – sarebbe già stato dimesso.Secondo altri media, testimoni hanno riferito che i colpi sono stati esplosi da una finestra di una casa.

Paura nella Capitale: rapina con spari nel supermercato

rapina-conad-tuttacronacaPaura nel tardo pomeriggio del 23 dicembre nella Capitale, dove due banditi hanno fatto irruzione nel supermercato Conad di Via del Trullo seminando il panico e sparando almeno due colpi in aria per farsi consegnare l’incasso. I malviventi si sono quindi dati alla fuga a bordo di uno scooter. Il bottino ammonta a qualche migliaio di euro. Ecco come ne parla Marco De Risi su Il Messaggero:

“I banditi dovrebbero essere italiani. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia scientifica. Sono stati trovati due bossoli sparsi sul pavimento all’ingresso. Segno che i banditi hanno sparato con una pistola semiautomatica. È il commissariato San Paolo a indagare: sono stati ascoltati i testimoni e visionate le telecamere del supermercato. Ci sono le immagini della rapina ma i banditi hanno agito con il volto coperto da caschi. Le modalità della rapina fa pensare ad altri saccheggi a mano armata avvenuti di recente dove i malviventi hanno sparato. E’ accaduto quasi un mese fa in una sala giochi a Fiumicino. Anche in quel caso i criminali fecero fuoco. Qualche giorno fa stesso copione in un esercizio commerciale a Montespaccato”.

Far west a Roma: quando i poliziotti accerchiati sparano in aria

san_lorenzo-tuttacronacaScene di violenza urbana nella notte di sabato a San Lorenzo, a Roma, dove oltre venti persone hanno accerchiato una pattuglia della polizia in piazza dell’Immacolata. La vicenda è così raccontata dal Messaggero: Gli agenti sono stati umiliati, offesi e anche picchiati. Si è sfiorato il dramma con i poliziotti che sono rimasti per qualche minuto ostaggio dei criminali. L’unica soluzione è stata quella di chiedere in modo rapido i rinforzi ma intanto i due agenti sono stati costretti anche ad estrarre la pistola di ordinanza ed esplodere due colpi in aria. Colpi di arma da fuoco che hanno avuto come risultato il disperdersi del piccolo ma agguerrito esercito di criminali e di rendere possibile la cattura di un tunisino di 27 anni che si era dato la fuga al momento del fermo. Tutto è iniziato, verso l’1.30, proprio dal controllo dello straniero. Era in programma uno dei tanti presidi voluti dal questore per arginare la criminalità che sta assillando i residenti.

Ecco che due agenti fermano il tunisino per un normale controllo. Il giovane invece fugge nella piazza inseguito dalle forze dell’ordine. In pochi secondi la pattuglia è stata aggredita da una folla di persone. Qualcuno aveva in mano cocci di bottiglia e voleva colpire gli uomini in divisa: sono volati calci, pugni e sputi. Non c’è stata altra soluzione per gli agenti del commissariato di zona se non quella di sparare. Per fortuna è bastato premere il grilletto esplodendo i colpi in aria. Nel giro di pochi minuti sono accorsi altri equipaggi e hanno riportato la calma in piazza dell’Immacolata. Il tunisino arrestato non solo deve rispondere di lesioni a pubblico ufficiale ma anche danneggiamento dei beni dello Stato avendo preso a calci un’auto della polizia.

«E’ sotto gli occhi di tutti – racconta un residente – quello che accade a San Lorenzo. La notte il quartiere diventa ostaggio di bande di stranieri – probabilmente guidate da italiani – che spacciano a ogni angolo di strada. C’è anche un’impennata delle rapine ai passanti». Gli agenti del commissariato arrestano giornalmente spacciatori che poco dopo tornano a spacciare. Ultimamente la polizia ha arrestato cinque persone che avevano picchiato a sangue il titolare di un bar per un misero bottino.

Maxi-rissa e spari: gli spalti dello stadio si trasformano in un ring

rissa-brasile-stadio-tuttacronacaSi stava disputando l’incontro di calcio tra l’Atletico Paraenense e il Vasco da Gama all’Arena Joinville, nell’ultima giornata del campionato brasiliano, quando si è scatenata una mega rissa e sono stati sparati dei colpi.

La gara è stata sospesa al 17′ del primo tempo per permettere ad un’eliambulanza di atterrare sul campo per soccorrere i tre feriti più gravi.

Dopo un’ora e mezza di sospensione, la gara è ripresa. L’Atletico che era in vantaggio per 2-1, ha vinto 5-1 facendo retrocedere il Vasco.

Inseguimento a 200km orari, carabinieri speronati

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Un lungo, lunghissimo inseguimento di oltre 90 km, da San Rocco a Pilli, nel Senese a Castiglion del Lago, a circa 200 km orari conclusosi con una fuga a piedi da parte dei malviventi che hanno fatto perdere le loro tracce dopo aver speronato l’auto dei carabinieri ed essere riusciti a schivare i proiettili sparati dai militari. La vettura, su cui viaggiavano i criminali, una Volvo, è risultata rubata nei giorni scorsi a Perugia. All’interno dell’auto sono stati rinvenuti mazze da baseball, attrezzi da scasso, computer e numerosi oggetti rubati nei giorni scorsi a Siena.

Spari a Cinecittà, gambizzato un uomo!

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Un peruviano di 47 anni è stato gambizzato in serata a Roma, nel quartiere di Cinecittà, in piazza San Giovanni Bosco. L’uomo è stato trasportato in codice rosso dal 118 di Roma in Ospedale.

Spara alla figlia di tre anni e poi si suicida

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Un uomo di 34 anni di  Reuver, paesino olandese ai confini con la Germania, si è barricato in casa insieme alla figlia di 3 anni, dopo l’ennesima lite con la ex-compagna. Prima ha sparato alla donna ferendola a una gamba, poi nelle prime ore del mattino quando ha capito che la polizia stava facendo irruzione nella sua abitazione ha ucciso la figlia e poi ha rivolto l’arma verso se stesso e ha fatto fuoco.

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Pistole stampate in 3D: scatta l’allarme per le nuove armi mortali

pistola-stampante3d-tuttacronacaE’ l’International New York Times a parlare del nuovo allarme che si sta diffondendo tra le autorità europee: le armi stampate in 3D. Sono funzionanti e in grado di passare i controlli. E si possono stampare in casa. Ed è proprio nel Vecchio Continente, dov’è moeno semplice procurarsi un’arma rispetto agli Stati Uniti, che questa tecnologia sta prendendo piede. Seppure il settore sia agli albori, la paura è che possa presto diventare concreto, anche considerando il fatto che in rete circolano già diversi software per la loro produzione. Che è semplice: si scarica il blueprint da internet e poi lo si stampa con una qualsiasi stampante 3D, in commercio al prezzo di circa mille euro. Tra coloro che avevano condiviso modelli di pistole “casalinghe”, Cody Wilson, studente 25enne del Texas: a maggio condivise in rete alcuni file che vennero scaricati più di 100.000 volte. Dopo di che, il Dipartimento di Stato ne chiese la rimozione. A effettuare il maggior numero di download di questi modelli, al primo posto troviamo la Spagna, seguita da Stati Uniti, Brasile, Germania e Gran Bretagna. Nonostante il pronto intervento, però, le istruzione hanno continuato a circolare. Tra i modelli, anche il Liberator, esposto il mese scorso al Victoria and Albert Museum di Londra. Ora la sua guida si trova su diversi siti, da Youtube a Pirate Bay.

Il NyTimes spiega che il design di queste armi continua a progredire e le pistole stanno diventando più resistenti: se inizialmente era possibile sparare pochi colpi prima di dover sostituire la canna, ora se ne trovano in grado di esploderne dieci consecutivi. La produzione di armi con stampanti 3D è vietata da una direttiva Ue, ma bisogna trovare un mondo perchè il bando diventi effettivo. La maggior preoccupazione la mostra il ministero degli Interni austriaco, che nei mesi scorsi ha condotto un’indagine per verificare se le armi stampate possono o meno essere letali. L’esito del test ha fatto sì che la pistola fosse catalogata come “arma mortale”. Ma ci sono anche altri stati preoccupati per la situazione impegnati in verifiche: serve prepararsi per quando le stampanti 3D saranno più economiche e le istruzioni per fabbricare queste armi sempre più sofisticate e facili da trovare. Per di più queste pistole sono in grado di superare i controlli. L’HuffingtonPost ricorda due giornalisti del Mail On Sunday sono riusciti a fare un intero viaggio indisturbati a bordo di un Eurostar gremito di passeggeri da Londra a Parigi. Stesso discorso per un reporter del network televisivo israeliano Channel 10, che è riuscito a introdurre una pistola stampata in 3-D all’interno del Parlamento di Israele, proprio mente il presidente Benjamin Netanyahu stava tenendo un discorso.

Sparatoria a Pavia, grave un gioielliere!

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Una strada trasformata in luogo di terrore per una sparatoria avvenuta dopo le 16 in viale XI Febbraio, nelle vicinanze del centro storico di Pavia. Molti i colpi sparati nella tentata rapina in cui è rimasto ferito in modo grave il gioielliere di 59 anni,  Roberto Prina.

Secondo quanto raccontato dalla moglie del gioielliere, che è stato raggiunto da un colpo alla spalla e uno al fianco, i due sono entrati fingendosi dei clienti, ma poco dopo hanno rivelato le loro intenzioni e hanno estratto una pistola. Uno ha preso la donna e l’ha portata nel retrobottega, mentre l’altro ha cercato di mettere del nastro isolante alla bocca del negoziante per farlo tacere. È stato a questo punto che Prina è riuscito a prendere l’arma che tiene in negozio e a puntarla contro i rapinatori che gli hanno sparato e sono fuggiti. Il gioielliere non sarebbe in pericolo di vita.

La sala bingo si trasforma in far west, poliziotto sventa rapina a Napoli

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Un poliziotto fuori servizio si è trovato al posto giusto nel momento giusto. Erano circa le 2 quando a via Cinthia a Napoli il poliziotto che aveva appena parcheggiato la sua auto ha notato l’irruzione in una sala bingo di due malviventi a volto coperto da un passamontagna e armati di fucile. Si è quindi appostato per vedere cosa stesse accadendo ed è stato spinto all’interno del locale proprio da uno degli uomini armati. Il poliziotto ha avuto la prontezza di rifugiarsi con un salto dietro il bancone del bar e ha puntato la sua pistola contro i rapinatori che a quel punto si sono dati alla fuga sparando diversi colpi.  Ne è scaturito un conflitto a fuoco senza danni e feriti, durante il quale è intervenuto un terzo rapinatore, non armato, che ha cercato di bloccare il poliziotto e, dopo la colluttazione anche quest’ultimo è scappato insieme ai complici a bordo di una Fiat Panda. Ora si indaga per l’identificazione dei malviventi.

Sangue in Tibet, la polizia spara e ferisce 60 persone, alcune sono gravi

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Ancora sangue in Tibet, dove questa mattina la polizia cinese ha aperto il fuoco sui manifestanti ferendo almeno 60 persone di cui alcune gravemente. La tensione tra polizia e manifestanti si è trasformata in tragedia nella contea di Nagchu (Driru), dove la folla si era adunata per chiedere il rilascio di un abitante della zona arrestato per aver guidato una protesta contro l’ordine delle autorità cinesi di far sventolare la bandiera cinese sulle case della zona. La polizia ha sequestrato cellulari, macchine fotografiche e bloccato strade di accesso alla zona. Interrotte le linee internet.

Far west al Pigneto a Roma, giovane spara in strada

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Terrore al quartiere Pigneto, zona ovest di Roma, vicino al Ponte Casilino. Un giovane di 20 anni è stato fermato dalla polizia dopo aver esploso diversi colpi di pistola. Il ragazzo ha mirato alla palina dell’autobus e i passanti, terrorizzati hanno chiamato il 113. Il giovane è stato poi fermato a Porta Maggiore dove aveva ancora la pistola in mano e un caricatore quasi pieno. Il ragazzo si è giustificato dicendo che voleva solo provare la pistola.

Il quartiere Pigneto, a Roma, è un melting pot di cultura. Molti i migranti che abitano nei sottoscala o in appartamenti dove sono costretti a dividere la stanza con molti altri connazionali. Accanto a questa realtà in evoluzione, c’è quella poi di una cultura alternativa che vorrebbe esplodere, ma che si trova soffocata non avendo spazi adeguati dove esprimersi, spesso circondata anche dal degrado di realtà come lo spaccio che si annidano in un quartiere che invece dovrebbe essere rivalutato e portato a essere il Village di Roma.

Purtroppo invece, nell’ultimo periodo il Pigneto è nelle cronache romane per la criminalità e per il degrado frutto di una politica di abbandono e disinteresse da parte delle istituzioni.

Video shock dagli Usa: il padre che spara ai poliziotti e muore davanti ai figli

padre-ucciso-usaE’ stato diffuso in rete il video ripreso dalle telecamere della polizia lo scorso agosto, quando il 34enne John Van Allen, fermato dalla polizia lungo l’Interstate 84, a circa 100km ad est di Portland, Stati Uniti, mentre era alla guida della sua Cadillac, è sceso aprendo il fuoco contro le forze dell’ordine. L’uomo viaggiava con i tre figli: una bambina di 10 anni e due bambini di 13 e 15 anni. Nonostante gli inviti dell’agente Matt Zistel a rientrare nell’abitacolo, il 34enne ha aperto il fuoco colpendo a un fianco il poliziotto e restando a sua volta ferito al petto. Dopo aver sparato altri colpi, l’uomo è tornato in macchina e si è dato alla fuga. L’agente, seppur ferito, è riuscito a chiedere rinforzi. La Cadillac è stata trovata a un miglio di distanza. Van Allen era già morto. L’agente è invece stato ricoverato per un breve periodo presso l’ospedale di The Dalles.

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Donna con bimba in auto sfonda le barriere della Casa Bianca. Uccisa

 

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Una donna ieri ha tentato di sfondare in macchina una delle barriere di protezione della Casa Bianca. A bordo dell’auto, un’Infiniti nera, c’era anche una bimba di 18 mesi. La sua corsa folle ad alta velocità è avvenuta lungo Constitution Avenue, verso Capitol Hill. Qui ha ignorato ogni esortazione a fermarsi. E dopo aver sfondato un posto di blocco, ferendo un agente, è stata freddata dai colpi della polizia. La tragedia è stata frutto della follia di un’igienista dentale afroamericana di 34 anni, Miriam Carey,  di Stanford, in Connecticut, con gravi problemi mentali.

L’America è rimasta con il fiato sospeso e con lo spettro del terrorismo anche se immediatamente fonti dell’intelligence avevano escluso la pista terroristica. La mente è andata immediatamente alla strage nella base della Marina americana del 16 settembre dove persero la vita 12 persone.

Subito si era diffusa la notizia di un killer che stava sparando sulle forze dell’ordine, ma poi è stata sconfessata. Sono stati solo i poliziotti ad aprire il fuoco contro la donna uccidendola. La bambina miracolosamente è rimasta incolume.

 

 

Spari intorno al Campidoglio di Washington

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Alcuni spari si sono uditi intorno al Campidoglio di Washington. Chiuso il Congresso. Alcune persone sono state ferite tra cui un poliziotto.  Le persone che si trovavano fuori dalla Corte suprema, dall’altra parte della strada rispetto al Congresso, sono state spinte dalle autorità a entrare nell’edificio della Corte. A dare notizia dei colpi di arma da fuoco e del ferimento dell’agente è stata la polizia di Capitol Hill. La polizia ha chiuso l’intera zona al traffico. 

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La polizia di Washington ha reso noto di aver in corso una operazione che riguarda un “tiratore attivo”, un killer che ha esploso alcuni colpi di arma da fuoco.  Secondo fonti della stampa alcuni agenti stavano inseguendo un’auto nera e sono riusciti a bloccarla nei pressi di Capitol Hill e a quel punto sarebbe nata una sparatoria. La persona che ha sparato è stata poi arrestata.

Terrore in Libia spari davanti all’ambasciata russa

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Uomini armati hanno attaccato l’ambasciata russa a Tripoli. Lo riferisce al Arabiya nel suo sito in inglese. Il corrispondente aggiunge che si sentono i rumori di spari. Un portavoce del ministero degli Esteri russo ha confermato l’attacco. Secondo le prime informazioni, non ci sono stati feriti tra i dipendenti della rappresentanza diplomatica.

Spara a un conoscente dopo una lite: 35enne morto nel Modenese

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Giovanni Nebbioso, 50 anni,  al culmine di una lite con Lorenzo Buriani, 35 anni, ha sparato quattro colpi di arma da fuoco, uccidendo il giovane. Non era la prima volta che scoppiavano liti per motivi personali fra i due uomini, ma giovedì notte, in un palazzo di via Sabatin a Lesignana, una frazione del Comune di Modena, il 35enne è stato freddato. Poi si è subito costituito.

Si aggrava il bilancio delle vittime in Pakistan: 327 morti

terremoto-pakistan-tuttacronacaAumenta il bilancio delle vittime causate dal devastante terremoto che ieri ha colpito la provincia del Beluchistan, in Pakistan. Secondo fonti locali, avrebbero perso la vita almeno 327 persone a causa della scossa di magnitudo 7.7, alla quale hanno fatto seguito almeno  nove repliche, di magnitudo compresa tra i 5.9 e i 4.3 gradi della scala Richter.

Terremoto in Pakistan: si spara sui soccorsi

pakistan-terremoto-tuttacronacaLa scossa di terremoto che ieri ha colpito il Pakistan, nella provincia del Baluchistan, ha provocato la morte di almeno 208 persone mentre il numero di feriti è di 350. Sono almeno nove le repliche, di magnitudo compresa tra i 5.9 e i 4.3 gradi della scala Richter, che hanno fatto seguito al primo evento di magnitudo 7.7 registrata alle 16.29 ora locale. Asad Gilani, sottosegretario del ministrero degli Interni, ha spiegato, parlando a DawnNews Tv, che i soccorsi sono stati rallentati a causa delle lunghe distanze da percorrere e il cattivo stato delle strade. Inoltre, un commando di uomini armati ha attaccato, ieri sera, un gruppo di medici e infermieri. L’incidente è avvenuto nell’area di Mashkay, nei presi del distretto di Awaran, l’epicentro del sisma. Il team medico è riuscito a scappare e a mettersi in salvo grazie all’intervento del corpo paramilitare di frontiera Fc. La fonte ha spiegato che “hanno sparato dei razzi e proiettili contro i soccorritori”. I medici facevano parte di un convoglio di 13 camion giunto sul posto con tende, cibo e ospedali da campo per dare assistenza ai senza tetto. All’alba di oggi, l’opera dei soccorritori è ripresa con l’intervento di reparti dell’esercito e delle Guardie di frontiera. Si provvede a estrarre i numerosi feriti rimasti intrappolati fra le macerie delle case dei villaggi dove per lo più si trovano precarie abitazioni di pietre tenute insieme dal fango. L’emergenza disastri è stata decretata ad Awaran, epicentro del sisma e dove migliaia di case sono crollate, ed in altri cinque distretti.

Caffé, niente armi e frappé a volontà? Starbucks e la sua nuova politica

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Niente armi insieme a un caffè, niente pistole mentre si ordina un cappuccino, nessun simbolo di violenza nei locali di Starbucks. Il proprietario della più famosa catena di caffetterie al mondo, Howard Schultz, ha lanciato un accorato appello ai suoi clienti affinché essi non entrino nei locali portando armi. Dopo la sparatoria avvenuta alla base militare di Washington, Schultz ha voluto ribadire che negli Starbucks sarà cambiata la politica aziendale e verrà impedito di portare armi all’interno. Questo si è reso necessario anche perché negli ultimi mesi c’è stata una escalation di persone armate dentro le caffetterie americane.

Aaron Alexis: ucciso l’ex marine autore della sparatoria a Washington

aaron-alexis-washington-tuttacronacaE’ stato il sindaco di Washington, Vincent Gray, a confermare che, a seguito della sparatoria nel quartier generale della Marina nella Navy Yard, avvenuta ieri, “i morti sono 13 e i feriti 8, ma che il bilancio non è ancora definitivo”. A seminare il terrore un ex militare proprio della Marina, il 34enne Aaron Alexys, che era stato congedato perchè, stando a quanto riportano i media americani, Il cecchino, era affetto da “Post-traumatic stress disorder”. L’uomo è stato ucciso dalle forze dell’ordine durante la sparatoria. In passato era già stato protagonista di episodi violenti. Partito dal Texas, aveva un contratto, a tempo determinato fino al congedo, alla Navy Yard in qualità di consulente nel settore tecnologico. L’uomo era stato decorato con la medaglia “Global War on Terrorism Service” e quella del “National Defense Service”, due onorificenze piuttosto comuni dopo aver partecipato attivamente per ruoli a servizio della nazione dopo l’11/9. E’ probabile che lunedì sia entrato con una vecchia carta identificativa, o con una rubata. Discordante anche la versione sul luogo dove Alexys si trovasse. Alcuni testimoni hanno raccontato di spari dal quarto piano di un palazzo. Di certo, assicura il governo federale, non era con un complice. Alcuni funzionari hanno rivelato ai media USA che Alexys soffriva di “seri disturbi mentali”: stando a quanto riportato, soffriva di paranoie e “sentiva voci” nella sua testa. Era anche stato recentemente in cura per questi problemi. Anche i familiari dell’uomo hanno confermato agli investigatori che Alexis era in cura per i suoi disturbi mentali. In occasione dell’anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle, l’attuale leader di al Qaida aveva diffuso un messaggio audio in cui incitava ad attaccare l’America sul suo territorio. Il presidente Barack Obama, non potendosi sbilanciare sul movente e sulla matrice della sparatoria, si è limitato a parlare di “atto di codardia”.

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Si aggrava il bilancio della strage alla base militare a Washington: 12 morti

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Si aggrava il bilancio della sparatoria avvenuta oggi nel quartier generale della Marina Usa nella Navy Yard di Washington. Secondo il sindaco della città, Vincent Gray, i morti sono almeno 12 ma il bilancio non è ancora definitivo. A quanto pare i cecchini sarebbero stati tre: due di loro, dopo aver seminato il terrore, sono stati bloccati, mentre il terzo sarebbe in fuga.

La sparatoria è avvenuta all’interno del Naval Sea Systems Command,che si occupa di progettare, costruire, acquistare e mantenere navi, sottomarini e sistemi di combattimento che soddisfano attuali e future esigenze operative della flotta.  Una donna presente nella zona al momento della sparatoria ha riferito che dal quarto piano dell’edificio un uomo ha aperto il fuoco sulla gente che in quel momento affollava la sottostante caffetteria. Due altri testimoni, impiegati della Naval Yard, hanno riferito di essersi trovati davanti un uomo armato, che hanno descritto come alto, con la carnagione scura e vestito di nero, che sparava in un corridoio.

A Washington si spara: caccia all’uomo a Navy Yard

spartoria-usnavy-tuttacronacaSparatoria al Navy Yard, il più antico arsenale navale statunitense che sorge nella zona sud-orientale di Washinton. Il cantiere al momento ospita diversi uffici amministrativi dove lavorano tre mila persone e dove apparentemente il tiratore è ancora asserragliato, armato. A confermare la notizia, via Twitter, la stessa Marina sul suo profilo @USNavy. 1L’autore del gesto avrebbe esploso almeno tre colpi e sia la polizia che l’Fbi, visto che la base navale è territorio federale, hanno dato il via alle ricerche. 2Sempre la Marina ha confermato che nella sparatoria è rimasta ferita una persona ma, come riporta anche l’agente Anthony Clay, portavoce della polizia locale, non si conoscono al momento le sue condizioni. 3L’uomo ha sparato intorno le 8.20 locali al quartier generale del Naval Sea Systems Command. I dipendenti sono stati avvertiti. L’uomo è ancora a piede libero.

Aggiornamento ore 16:50

Secondo la Nbc, sarebbero tre gli uomini che hanno fatto irruzione nel quartier generale Navy Yard aprendo il fuoco. Al momento il bilancio provvisorio parla di 4 morti e 8 feriti. Sul profilo Twitter di @USNavy si parla di diversi feriti e di alcune vittime.

4Stando a fonti ufficiali, uno dei killer sarebbe stato catturato dagli agenti, ma non è chiaro se sia stato ucciso. La polizia starebbe dando la caccia ad altri due uomini in fuga. Alle persone che lavorano nell’edificio, Quartier generale del “Naval Sea Systems Command”, è stato ordinato di “trovare riparo”. Intanto per ragioni di sicurezza i gate delle partenze all’aeroporto di Washington, Ronald Reagan, sono state chiusi.

Tentato femminicidio a Taranto, ferita una 22 enne dal fidanzato

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Un giovane di 24 anni, Cosimo De Biaso, ha tentato di uccidere la fidanzata 22enne con colpi d’arma da fuoco. L’uomo avrebbe sparato al culmine di una lite avvenuta in un appartamento di  via Tafuri, nella zona residenziale di Montetermiti, a Taranto. La ragazza ha anche cercato di scappare in strada, ma qui è stata raggiunta dal proiettile che l’avrebbe colpita alla spalla secondo quanto riporta il quotidiano di Puglia, mentre secondo il Messaggero, la giovane sarebbe stata colpita al torace. Ora la 22enne è stata ricoverata all’ospedale ‘Santissima Annunziata’, in prognosi riservata anche se i sanitari hanno riferito che la giovane non sarebbe in pericolo di vita. I militari hanno recuperato l’arma utilizzata dall’uomo e hanno provveduto all’arresto.

 

L’immagine shock che arriva dal Brasile: il viceministro con la pistola

ari-pereira-tuttacronaca-pistolaSta facendo il giro del mondo la foto che ritrae Ari Pereira, viceministro per la Sicurezza pubblica dello Stato brasiliano di Bahia, con una pistola in mano. Il politico, appartenente al Partito dei Lavoratori, ha sparato tre colpi di pistola contro alcuni contadini del Movimento Sem Terra (Mst) che erano entrati nei locali del ministero a Salvador per protestare contro l’uccisione di un loro leader. Nell’immagine si vede Pereira che, dal primo piano dell’edificio, punta l’arma contro i manifestanti nell’atrio. Tre sono stati gli spari, che fortunatamente non hanno raggiunto nessuno dei presenti. In seguito, il ministro per la Sicurezza pubblica di Bahia, Mauricio Barbosa, ha poi ricevuto i manifestanti, che hanno sospeso la protesta dopo l’incontro. A capo del governo dello stato di Bahia si trova Jacques Wagner. Il Partito dei Lavoratori, formazione di sinistra, è lo stesso della presidente brasiliana Dilma Rousseff.

Chi ha sparato sugli ispettori Onu a Damasco?

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Si spara a sud di Damasco, contro il convoglio di auto degli ispettori Onu, in Siria per verificare il presunto utilizzo di armi chimiche. La tv di Stato sostiene che a sparare siano stati i ribelli mentre, secondo gli attivisti dell’opposizione, la responsabilità sarebbe delle milizie di Assad. Per il momento gli organi di stampa internazionali riportano la notizia identificando gli autori dei colpi come “cecchini non identificati”.

Assaltati gli ospedali in Egitto, incendiati i reparti

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E’ Amnesty International a raccontare l’ultima atrocità che sta avvenendo in Egitto dove le  forze di sicurezza egiziane hanno investito e incendiato il primo piano della struttura sanitaria di Rabaa al-Adawiya, vicino al sit in più numeroso, la tendopoli sgombrata con un’operazione durata dieci ore.

Uno studente di medicina ha riferito che l’edificio è stato evacuato dopo l’assalto delle forze di sicurezza che lo hanno investito con un fitto e sostenuto lancio di gas lacrimogeni. Il primo piano è stato incendiato. “Ho visto i cecchini – prosegue il giovane – appostati sui tetti degli edifici vicini. Indossavano vestiti neri. Un ufficiale mi ha colpito con il calcio del fucile e mi ha spinto verso le scale. I poliziotti ci hanno ordinato di radunare i cadaveri e i pazienti. Il piano al quale prestavo servizio stava bruciando”.

Secondo altri testimoni era impossibile fuggire e non si potevano portare in salvo neppure i feriti: “All’esterno si sparava a tutto spiano, una guardia dell’ospedale è stata colpita a morte”. Un’infermiera dell’ospedale da campo della stessa località ha raccontato che due uomini in nero e uno vestito con abiti civili hanno puntato le armi contro di lei: “Lo hanno fatto attraverso una finestra. L’uomo in borghese mi ha gridato di aprire la porta e ha chiesto se dentro c’erano armi. Ho risposto che avevamo solo morti e feriti”.

La figlia che ha sparato al padre: la controllava in modo eccessivo

1spara_padre_cusignana_giavera_montello_tuttacronacaHa compiuto ieri 17 anni, dopo aver sparato al padre 76enne la sera prima, stanca di sentirsi controllata in modo eccessivo e che il genitore leggesse i suoi sms. Quando l’uomo è tornato a casa prima del previsto dall’azienda di cui è proprietario, una nuova lite, degenerata. Massimo Montino, avvocato difensore della ragazza, ha commentato: È stato uno scatto d’ira senza premeditazione, un delitto d’impeto”. Alle 17.35 di mercoledì alcuni residenti della zona sentono degli spari provenire dalla villa in cui vivono padre e figlia, qualcuno contatta il 112. I rilievi scientifici dei carabinieri hanno portato a una prima ricostruzione, che ha ancora dei punti poco chiari. Ma anche i protagonisti hanno aggiunto degli elementi. Da quanto si è appurato, padre e figlia hanno litigato in cucina, dopo di che la giovane è andata a recuperare una Beretta nella stanza dell’uomo. Caricata l’arma con 5 proiettili calibro 22, lo raggiunge in garage e spara due colpi che saranno in seguito rinvenuti inesplosi perchè la sicura era ancora inserita. La ragazza la sblocca e fa ancora fuoco: il proiettile raggiunge l’uomo alla gamba sinistra. Il genitore tenta di mettersi in salvo, ma all’esterno della casa, ovvero sul vialetto d’ingresso, viene di nuovo raggiunto da due colpi al braccio sinistro e poi alla testa e stramazza a terra in una pozza di sangue. A quel punto la giovane è sotto shock. 5 minuti dopo arriva la zia, con la quale aveva appuntamento, e le dice “Papà sta morendo”. Sono le 17.43 quando giungono sul posto i carabinieri, preceduti dall’elicottero del Suem, contattato proprio dalla zia. L’imprenditore, trasportato al Ca’ Foncello, viene sottoposto nella notte a due delicati interventi chirurgici e ora è fuori pericolo. La ragazza, quasi sempre impassibile, viene accompagnata poco dopo le 21 a Mestre per essere interrogata dal pm della Procura per i minori, dove si avvale della facoltà di non rispondere. La notte la trascorre nel carcere minorile di Santa Bona. Domani sarà sentita nell’udienza di convalida dal gip. L’accusa è di tentato omicidio. Nella giornata di ieri è tornata in Italia dal Brasile anche la madre della ragazza che verrà sentita oggi dagli investigatori.

Arrestata la 17enne che ha sparato al padre

17enne-spara-padre-tuttacronacaE’ stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’ospedale di Treviso il padre 76enne della ragazza di Cusignana, nel Trevigiano, che ieri sera ha aperto il fuoco contro di lui. Oggi la 17enne, il cui compleanno cade proprio in questo giorno, è stata arresta con l’accusa di tentato omicidio. Le prossime ore saranno cruciali per capire se l’uomo, un noto imprenditore nel settore della lavorazione del ferro, potrà farcela. La ragazza, sotto shock, dopo essere stata arrestata, è stata trasferita nel carcere minorile. Al momento della sparatoria padre e figlia erano soli in casa e la ragazza ha premuto tre volte il grilletto, raggiungendo l’uomo a un braccio, a una gamba e più gravemente alla testa. Ferito, l’uomo si è trascinato per la casa lasciando una scia di sangue in diverse stanze. L’eco secco dell’esplosione dei tre proiettili è stato sentito distintamente dai vicini di casa che hanno subito telefonato al 112.

17enne spara tre colpi: grave il padre

ragazza-spara-padre-tuttacronacaAttorno alle 18, mentre in casa c’erano solo lei e il padre, una ragazzina, che domani compirà 17 anni, ha sparato al padre, ferendolo gravemente. Il fatto è accaduto a Cusignana di Giavera, in provincia di Treviso e secondo gli investigatori non si tratterebbe di un incidente. L’uomo, che ora è ricoverato, è stato colpito alla testa, a un braccio e a una gamba dai proiettili di una pistola di piccolo calibro. L’arma appartiene all’uomo, che la detiene assieme a una decina di armi, tra pistole e fucili. La moglie, di circa 50 anni, e il figlio minore dell’uomo, di 9 anni, si trovano in questo momento in Brasile, Paese natale della donna.

A Napoli si spara: morti due uomini

sparatoria-napoli-tuttacronacaE’ stato trovato morto all’alba all’interno di una Fiat Panda in una zona centrale di Napoli il 25enne Vincenzo De Stasio, ucciso a colpi di arma da fuoco. Il giovane era incensurato e, stando alle prime indagini, sembra che il delitto sia maturato in ambito familiare.

La polizia ha riferito anche di un altro omicidio, quello del 26enne Vincenzo Birra, ucciso in un agguato in contrada Spadari, nel quartiere di Pianura con un colpo che gli ha perforato la mascella destra. L’uomo, scarcerato a marzo e con precedenti per stupefacendi e rapina, era ritenuto essere legato al clan Mele. Tra i due omicidi non ci sarebbe alcun legame.

Aggiornamento:

Si è costituito ai carabinieri confessando di essere lui l’assassino di Vincenzo De Stasio il padre della fidanzata del giovane. L’uomo sarebbe stato contrario alla loro relazione e l’omicidio avrebbe avuto luogo al termine di una collutazione: il 46enne ha spiegato che il colpo sarebbe partito da una pistola che aveva lo stesso ragazzo.

Tragedia in centro a Parma: una donna spara al marito,è grave

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Sono gravi le condizioni di Pietro Gregorace, guardia giurata di origini calabresi, 44enne, che poco prima della mezzanotte di martedì, è stato colpito dai proiettili sparati con la sua arma d’ordinanza dalla moglie Susanna Segalini, 41 anni. La donna al culmine di una lite, nell’appartamento di via Racagni 3, ha impugnato la pistola d’ordinanza del marito e ha fatto fuoco colpendo l’uomo al collo e alla spalla. Poi la donna ha chiamato i soccorsi e si è consegnata alla polizia. Il marito è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore.

 

Rapina in Villa: anziano 81enne reagisce e uccide un ladro

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Un sabato di paura quello che ieri sera ha vissuto un imprenditore in pensione, nella sua villa sulla ia Nomentana a Roma quando si è trovato faccia a faccia con i rapinatori. L’uomo ha sparato e ucciso un ladro, uno straniero dell’Europa orientale di 36 anni già conosciuto dalle forze dell’ordine. Gli altri rapinatori sono fuggiti senza portar via la refurtiva. Sua moglie era già stata legata e imbavagliata quando  l’anziano ha esploso 4 colpi di pistola e ha centrato in pieno uno dei malviventi, uccidendolo .

“Ho sorpreso il bandito e altri due complici nella villa dopo aver sentito dei rumori. Ho sparato soltanto a scopo intimidatorio, i tre erano armati”, ha riferito l’81nne che ha poi aggiunto: “Io e mia moglie ci trovavamo su due diversi piani. Ho sentito dei rumori ma non sapevo che era stata legata con del nastro adesivo. Mi sono affacciato alla finestra e ho sorpreso uno dei rapinatori in giardino, per questo ho sparato quattro colpi di pistola in aria”.
La posizione dell’uomo al momento è al vaglio degli inquirenti.
Quando la legittima difesa non sarà più un reato?

Ucciso a Berlino uomo nudo vicino a fontana di Nettuno

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Lo ha riferito il portavoce della polizia Stefan Redlich che i primi a dare l’allarme erano stati alcuni passanti che avevano notato lo strano comportamento di un giovane uomo nudo che brandiva un lungo coltello vicino alla fontana di Nettuno, a pochi passi dal municipio di Berlino.

Quando la polizia è intervenuta e ha cercato di convincere l’uomo a buttare l’arma a terra, l’uomo, di 31 anni, ha iniziato a tagliarsi. Così un poliziotto è entrato in acqua cercando di fermarlo, ma immediatamente il giovane ha brandito l’arma contro il poliziotto e l’altro agente ha fatto fuoco uccidendo il ragazzo.

Roma violenta: sparatoria nei pressi della Caffarella. Grave Toffolo

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Le strade di Roma si tingono di sangue. Nei pressi di San Giovanni, vicino al parco della Caffarella, è avvenuta una sparatoria ad opera di due persone a bordo di uno scooter. Due uomini sono stati trovati gravemente feriti e il 118 li ha condotti all’ospedale. Sarebbero stati sparati almeno quattro colpi di pistola e sul luogo è accorso il personale dei Commissariati Appio e San Giovanni, della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica per i rilievi. Uno dei due feriti è stato colpito in un’officina in cui aveva cercato rifugio mentre l’altra vittima, il 33enne Danilo C., era in strada, dopo esser stato colpito in via Villani. Una delle due vittime è il 48enne Fabrizio Toffolo,  storico capo degli Irriducibili della Lazio. Sarebbe stato colpito all’altezza dell’inguine e l’hanno trasportato in codice rosso al pronto soccorso del San Giovanni.

La getta dall’auto e le spara alla schiena… ancora violenza sulle donne.

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41 anni aveva la donna cubana che questa mattina è stata colpita alla schiena a colpi di pistola nel quartiere di Marassi a Genova. La dinamica dell’incidente, da una prima ricostruzione, potrebbe essere che la donna stesse viaggiando con un 58enne, e durante un’animata lite, sarebbe stata gettata fuori dalla vettura e poi l’uomo le avrebbe sparato alla schiena prima di fuggire. L’italiano è stato fermato con l’accusa di tentato omicidio. La donna invece è stata ricoverata all’ospedale  San Martino e sottoposta a una delicata operazione, le sue condizioni sono gravissime e si teme che non possa più muovere le gambe.

A Cannes, durante il Festival, si spara!

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Alcune detonazioni udite nei pressi del palco allestito sulla spiaggia di Martinez, a Cannes, dall’emittente televisiva francese Canal+, hanno interrotto la diretta del festival e costretto ad evacuare la zona. Secondo quanto riferisce Le Figaro,  a sparare sarebbe stato un uomo, già arrestato, che avrebbe utilizzato una pistola da giudice di gara. La trasmissione “Grand Journal”, che in quel momento stava andando in onda, ha subito un’interruzione di alcuni minuti mentre alcune persone, presso al palco, si sono date alla fuga.d i colpi erano a salve. Stando ad un testimone, fotografo dell’agenzia Afp, si tratterebbe di due spari dopo i quali l’uomo è stato fermato dalla polizia che, dopo averlo cinturato, avrebbero gridato “granata”. Dopo una simile affermazione, il panico.

Spari all’aeroporto di Houston, in Texas

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I media locali hanno riportato che alcini colpi d’arma da fuoco sono stati sparati all’aeroporto Bush di Houston, in Texas, sembra, stando alle prime informazioni, da un uomo che si sarebbe suicidato vicino al check point di sicurezza del terminal B. Questo week-end, nella città texana, avrà luogo l’assemblea della NRA, la National Rifle Association, potente lobby americana delle armi.

Oscar Pistorius: il business è tutto su di lui!

Oscar-Pistorius-processo
Manca poco più di un mese all’inizio del processo che vedrà alla sbarra Oscar Pistorius, il campione paraolimpico sudafricano che causò la morte della fidanzata Reeva Steenkamp. Volontà omicida o tragico incidente? Quello che è certo è che l’attenzione mediatica continua ad essere rivolta su di lui: una copertina dal titolo “Gunman” è apparsa sul Time, decine di interviste a chiunque possa avere qualche connessione con la vicenda si leggono sui magazines sudafricani, i paparazzi non smettono di seguirlo. Non c’è da meravigliarsene se ai poliziotti che per primi sono entrati nell’abitazione di Pistorius una delle principali testate giornalistiche internazionali ha offerto 40 mila euro per gli scatti dei loro smartphone. Gli agenti però non sonpo potuti cadere in tentazione: i vertici della polizia hanno confiscato i cellulari di tutti quelli che lavorano al caso! Non poteva mancare, a questo punto, l’interessamento delle grandi case editrici: è stata l’americana Pan McMillan, alla fine, ad aggiudicarsi i diritti d’autore della storia che diventerà un libro dal titolo “Behind the Door: The Oscar and Reeva Story” e verrà pubblicato a processo terminato. Ma sugli scaffali arriverà anche, per Penguin, “The Oscar Pistorius story”, con la firma del giornalista britannico John Carlin, a lungo corrispondente dal Sudafrica, mentre la sudafricana Zebra Press, che ha acquisito i diritti per il mercato inglese e del Commonwealth, pubblicherà “No More Heroes: Oscar Pistorius’s Fall from Grace” ad opera di Jacques Steenkamp (nessuna parentela con la vittima) e Gavin Prins. Per gli appassionati di e-book, infine,  la giornalista investigativa Laurianne Claase ha redatto “Pieces of the Puzzle: A guide to the Oscar and Reeva case”. Nel frattempo ad Hollywood si cerca di scoprire chi potrebbe interpretare Pistorius sul grande schermo: ci sarebbero già due copioni pronti sulla vicenda ed il ruolo di Reeva, stando alle prime indiscrezioni, dovrebbe essere affidato a Charlize Theron. Per quello dell’atleta, si vocifera su Ryan Gosling, fisicamente molto simile al “Blade Runner” sudafricano, ma l’attore pare che stia pensando di prendersi un periodo di riposo prima di debuttare dietro la macchina da presa. Ovviamente, non poteva mancare il coinvolgimento dei social network: un gruppo di sostenitrici virtuali del corridore, sotto l’egida dell’hashtag #Pistorians, difendono a colpi di tweet la causa del loro idolo. Tutti ai nastri di partenza qiundi, in attesa di scoprire quali saranno le parole che chiuderanno la storia: colpevole o innocente?

Preso l’assassino del gioielliere a Milano?

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A sei giorni dall’omicidio di Giovanni Veronesi, gioielliere 75enne ucciso nel suo negozio a Milano, sembra che gli inquirenti siano arrivati alla svolta. È infatti stato fermato in Spagna dai carabinieri del Nucleo Investigativo un impiantista incensurato, che aveva avuto con la vittima rapporti di lavoro. L’uomo era fuggito lontano subito dopo la rapina, e scappando attraverso il confine con la Francia era arrivato in Spagna. Gli investigatori si trovano nel Paese iberico già da domenica scorsa. Oggi l’uomo dovrebbe essere interrogato ai fini dell’estradizione.

 

Spari alla base di Quantico… Follia di un militare! 2 MORTI.

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Sparatoria nella base marine di Quantico, in Virginia, dove un militare si e’ barricato in un edificio e ha fatto fuoco su altri due militari, uccidendoli prima di suicidarsi. Il fatto, ha spiegato il portavoce della base, e’ accaduto ieri sera intorno alle 23 locali. Non è ancora chiaro il movente della sparatoria. David Maxwell, comandante della Base, ha detto che le identità dei tre ”non verranno rese note per le prossime 24 ore”.

Rapina si trasforma in tragedia in una gioielleria in pieno centro a Milano

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Nel pienissimo centro di Milano a via dell’Orso, è avvenuta una rapina, finita nel modo più tragico. Anche se non sono arrivate conferme, sembra che l’orefice sia stato ucciso dopo che ha provato a reagire al furto. A dare l’allarme la moglie che da ore provava a contattare l’uomo senza avere risposta alcuna. In un giorno feriale, i ladri non hanno esitato a uccidere l’uomo, Giovanni Vescovi, un anziano di 73 anni, ritrovato con una profonda ferita alla testa. Tra spavento e sconcerto, la crescente ondata di violenza spaventa sempre di più le grandi città ove i rischi aumentano anche in pieno giorno. I tagli alla polizia si fanno risentire e si ripercuotono sui negozianti che sono i più esposti sopratutto se vendono oggetti preziosi. Ormai la polizia non è più usata a scopo preventivo ma interviene solo dopo che il reato è commesso. Nessun deterrente quindi vi è per i ladri che possono operare indisturbati!

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