Si sottopongono a interventi per migliorare la vista: la perdono

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Arriva il nuovo, presunto caso di malasanità e a puntare il dito è il capogruppo regionale del Pdl, Luca Gramazio. Nell’occhio del ciclone il reparto di oculistica dell’ospedale San Giovanni di Roma, dove due pazienti, sottopostisi a interventi per migliorare la vista l’avrebbero persa a causa dei “ferri per l’operazione non ben sterilizzati”. Ispezione della Regione Lazio. Sarà una commissione esterna, ora, a condurre l’indagine. Al momento i pazienti sarebbero sottoposti a terapia antibiotica nel tentativo di far loro recuperare la vista persa a seguito di due interventi di vitrectomia e per la rimozione di una cataratta, effettuati il 24 giugno. E mentre la direzione dell’ospedale si riserva l’eventuale “adozione dei più opportuni provvedimenti”, Gramazio annuncia un’interrogazione urgente al governatore zingaretti ponendosi anche l’obiettivo di “conoscere anche quali sono i rapporti tra il reparto oculistica dell’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata e la fondazione Bietti, che fa ricerca proprio sull’oculistica”. Gianluigi Bracciale, direttore generale della struttura, dovrà fornire una relazione dettagliata su quanto accaduto mentre è stato disposto l’invio di un Nucleo di valutazione per verificare i fatti e appurare le ragioni che hanno portato alla perdita della vista dei due pazienti.  Sarà invece compito della Asl Rm C, competente per territorio, effettuare un sopralluogo nelle sale operatorie per verificare il rispetto rigoroso delle norme igieniche. Da parte sua Storace, vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, teme che alcuni dirigenti potrebbero aver “sottovalutato la richiesta dell’ospedale riguardo alla mancata autorizzazione a indire la gara per la sterilizzazione della struttura”.

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“Siete degli stronzi”. Storace non parla a Il Fatto delle multe stracciate

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Nell’ufficio contravvenzioni di Roma del Comune di Roma c’è una lunga lista di nomi eccellenti, circa 1500, che hanno avuto il privilegio di non pagare le multe nel corso degli anni. Il Fatto Quotidiano afferma di possedere la lista e parla di “Amici di amici, politici, imprenditori, ma anche gente comune che approfittava non si sa in cambio di cosa. Accanto ai nomi, nella lista, non è scritto l’importo esatto della contravvenzione, ma semplicemente ‘verbale improcedibile’. Teoricamente, spiegano gli inquirenti, le dichiarazioni di improcedibilità nascono dalla contestazione di cittadini, ma di quel carteggio non c’è più traccia. Di conseguenza, non c’è possibilità per i magistrati di agire contro i citati anche perché chiunque potrebbe asserire che si tratti di un omonimo.” Tuttacronaca aveva già parlato della vicenda ma ora su Il Fatto s’insiste su altri nomi. Tra questi Francesco Storace, Alleanza Nazionale che avrebbe fatto cestinare una multa presa da un’auto intestata al partito e lo stesso dicasi per alcuni dipendenti del Consiglio regionale del Lazio, che avrebbe approfittato del privilegio una quarantina di volte. Ma ancora: Manuela di Meglio, moglie del delegato allo sporto del Comune di Roma Alessandro Cochi; Giovanni Serra, direttore del dipartimento mobilità e trasporti del comune di Roma; Monica Tagarelli, segretaria del delegato allo Sport; Claudio Giuliani, ex consigliere VII Municipio per la lista civica di Rutelli. Ma una multa è stata intestata anche al segretario generale del consiglio regionale del Lazio, Nazzareno Cecinelli. Scorrendo altri nomi, si scopre che “Anche i membri del Pdl non disdegnavano la pratica che regnava sovrana all’ufficio contravvenzioni del comune. Come l’onorevole Sestino Giacomoni appena rieletto nella circoscrizione di Lazio 1. A seguire Fabrizio Di Stefano, in passato consigliere comunale d’Abbruzzo, ex Pdl, poi passato a dicembre 2012 con Ignazio La Russa. E Fabio Sabbatani Schiuma, uno degli esclusi eccellenti del centrodestra romana alle scorse elezioni. E per concludere nella lista ci sono anche i nomi di Carlo Orichuia, dirigente Rai, di Maurizio Mattei, ex arbitro, oggi dirigente della Federazione italiana gioco calcio, Ludovico Maria Todini, imprenditore e padre di Luisa, membro del consiglio di amministrazione Rai. E per finire, sono circa 42 le multe che farebbero riferimento a Forno Roscioli, della nota famiglia romana Roscioli.” Ora la Corte dei conti ha aperto un’indagine ma nel frattempo Il Fatto Quotidiano ha tentato di porre delle domande al leader de “La Destra” Storace. La sua risposta? “Siete degli stronzi. Con Il fatto Quotidiano non parlo”

Zingaretti stravince nel Lazio, lotta in Lombardia sino all’ultimo voto!

regionali elezioni zingaretti

Ecco gli istant poll elaborato dall’istituto Piepoli per la Rai per le elezioni regionali della Lombardia: Ambrosoli (centro-sinistra) forbice 42-44%; Maroni (lega Nord) 42-44%; Albertini 6-8% (coalizione Monti); Carcano (M5S) 6-8%; Pinardi (Fare) 0-1%.

Nel Lazio Zingaretti (centro-sinistra) guida con il52-54%, segue Storace 28-30%. 
Seguono Giulia Bongiorno (Lista Bongiorno) 4-6%, Davide Barillari (M5S) 7-9%; Alessandro Ruotolo detto Sandro 1-2% (Rivoluzione civile-Ingroia); altri candidati 3-4%.

Anche nel Molise il centro-sinistra è avanti con il candidato Paolo Frattura con il 47-49%. Il candidato del centro-destra Angelo Michel Iorio è dato al 26-28%; Antonio Federico (M5S) al 15-17%; Massimo Romano 7-8%, altri candidati 1-2%.

ECCO LE FACCE DELLA SOFFERENZA: Prodi (l’antico) e Bersani (il nuovo?)

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Tra i toni di Pierluigi Bersani e la faccia a “sorpresa” di Romano Prodi si sono consumate oggi in Piazza Duomo le illusioni degli italiani. La solita vecchia politica, le solite vecchie facce dell’Ulivo, poi diventato Pd che urlano il cambiamento, lasciando il finanziamento ai partiti e gli stipendi stratosferici ai manager. Tra privilegi e cene, tra sperpero di denaro pubblico e aumento delle tasse, la sinistra senza idee e senza un programma, promette, attacca e cerca consenso a meno di una settimana dal voto, mentre l’obiettivo da raggiungere sembra sempre più sfuggirle di mano. E’ questo il mondo di sinistra che abbiamo sognato tanti anni? La faccia di un Prodi e di Bersani che snocciolano idee che sono già superate? Una visione della politica vecchia maniera, che si ripiega su se stessa per non innovare, perchè incapace di uscire fuori dai vecchi stereotipi?

“Ancora sette giorni e lo smacchiamo il giaguaro”: con queste parole, fra gli applausi, Pier Luigi Bersani ha iniziato il suo intervento alla manifestazione del centrosinistra in piazza Duomo a Milano.

“Faccio una scommessa, le loro coalizioni si frantumeranno”, ha assicurato Bersani, nello scommettere che l’alleanza di centrosinistra resisterà, parlando delle coalizioni legate al centrodestra e a Monti. “Chi si diverte a sfrugugliare nella nostra coalizione – ha avvertito – si riposi. Noi il nostro patto l’abbiamo fatto con 3,2 milioni di notai. Ci siamo presentati con la nostra foto di gruppo. Lo facciano gli altri. Non ho visto una foto di Berlusconi, Maroni e Storace o Fini, Casini e Monti”.

“Partiremo con una lenzuolata di norme contro la corruzione, che premino gli onesti e non i furbi”. Il candidato premier del Pd, tra le priorità, ha citato quella di norme che possano contrastare il falso in bilancio, i reati finanziari e il voto di scambio mafioso.

Perché la politica torni ad essere credibile con i cittadini bisogna avviare “una grande stagione sui diritti e sulla moralità”, ha affermato Bersani, elencando tra i diritti quello allo studio e quello “delle coppie omosessuali ad avere le unioni civili”. Bersani ha parlato anche di una legge sul femminicidio e dell’importanza della parità di genere. “Noi porteremo in Parlamento il 40% di donne – ha spiegato – e saranno loro a dire a Berlusconi come si parla alle donne”.

“Dalla Lombardia partirà la svolta, e da qui chiuderemo questa fase e volteremo una pagina ventennale”. Con queste parole il candidato premier del centrosinistra ha concluso il suo comizio in piazza Duomo. “Noi tireremo fuori dal buio la Lombardia e l’Italia – ha aggiunto – e fra sette giorni un arcobaleno colorerà il bel cielo lombardo”. MA NON ERA IL SOLE DELL’AVVENIRE ORA ABBIAMO L’ARCOBALENO???

Bersani ha ribadito che “in Lombardia si gioca la partita decisiva perché è sempre stato il luogo da dove è partita una svolta, sia nel bene sia nel male”.

Storace – Radicali: quale scandalo? solo un errore! Così Emma Bonino

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