Chiara, in coma dopo il pestaggio del fidanzato, inizia a muoversi. “Un miracolo”

chiara-insidioso-monda-tuttacronacaErano i primi giorni di febbraio quando la 19enne Chiara Insidioso Monda veniva ricoverata all’ospedale San Camillo di Roma a seguito di un’aggressione a calci e pugni da parte del fidanzato e convivente. Da allora la giovane si trova in fin di vita, in stato di coma. Il padre Maurizio ha però ora parlato dei progressi che Chiara sta compiendo: “In questi giorni Chiara ha fatto dei movimenti anche insperati. È una sorta di miracolo, nemmeno i medici ci speravano”, ha detto. “Ha mosso le braccia e leggermente le palpebre. Siamo arrivati a 17 giorni quando le speranze erano nulle. Quello che adesso i medici dovranno capire è se si tratta di movimenti meccanici o del cervello. Entro la settimana, o al massimo la prossima, ce lo dirà il risultato della Tac”.

L’odissea del paziente al San Camillo

sancamillo-tuttacronacaSono sempre più precarie e insicure le condizioni con cui vengono curati i pazienti in arrivo al pronto soccorso del San Camillo di Roma, dove i malati sono costretti su dei materassi gettati a terra. Un esempio lo riporta il Messaggero, che scrive il racconto di un paziente, il 56enne Giancarlo Marchesi. “Lunedì sono arrivato al pronto soccorso con forti dolori addominali, ero disperato. Dopo tre ore infernali di attesa sono stato visitato e curato con gli antidolorifici. I lettini e le poltrone erano tutti occupati, così come le barelle delle ambulanze: tutte piene. A quel punto l’unica soluzione è stata quella del materasso a terra”. E prosegue: “Mi contorcevo dai dolori, così come un’altra signora arrivata con i calcoli renali: anche per lei la soluzione finale è stata il materasso. Sicuramente in quelle condizioni non potevamo stare seduti su una sedia di plastica o su una poltroncina. Il personale medico e infermieristico ha fatto tutto quello che poteva con i pochi mezzi a disposizione. Quando ho sentito parlare da parte della Regione di foto manipolate ho sentito il dovere di raccontare che di finto qui non c’è nulla”.  Stefano Barone, Raffaele Piccari e Marco Lelli della Nursind spiegano: “È inutile cercare colpevoli o dare la caccia alle streghe. È anche grazie allo scatto di questo cittadino che la verità è uscita fuori: non bisogna censurare o ancor peggio minacciare di denunciare casi come questi ma piuttosto incentivare segnalazioni simili per poter intervenire e migliorare le condizioni degli ospedali e soprattutto dei pronto soccorso. È giunto il momento di trovare soluzioni senza spostare il problema da una parte all’altra”. Fabrizio Santori, consigliere regionale e componente della commissione Salute spiega: “Abbiamo formalmente inviato un esposto circostanziato alla Procura della Repubblica sui gravi fatti che si stanno susseguendo nei vari Pronto Soccorso della Capitale con particolare riferimento al San Camillo, iniziativa tesa a denunciare una vera e propria emergenza che sta arrecando grave disagio ad operatori e pazienti. Ora auspichiamo tempi brevi che consentano di verificare tutte le omissioni e le violazioni commesse e l’accertamento delle specifiche responsabilità”. “Si tratta – prosegue il consigliere – di un esposto differente da quello presentato dalla Regione che, tra smentite e minacce di querela, cerca solo di nascondere l’emergenza. Un atteggiamento di una gravità inaudita, oltre che incoerente e ingiusto, anche perché altrimenti nell’esposto sarebbe doveroso citare anche l’ex consigliere regionale Esterino Montino che, proprio nel febbraio 2012, affermava che al pronto soccorso San Camillo vi fosse una situazione al limite della vergogna, proseguendo nel dichiarare che c’erano le foto sul sito del Gruppo Pd alla Regione”.

La trincea del San Camillo: materassi a terra

sancamillo-materassi-terra-tuttacronacaSono stati attivati, dal ministero della Salute, gli ispettori che dovranno verificare la situazione al pronto soccorso del San Camillo per accertare le reali condizioni in cui vengono assistiti i pazienti. I sindacati considerano “drammatica” la situazione del comparto e della dirigenza medica e anche ieri hanno occupato la direzione generale. Le sigle sindacali sono unite nel respingere “con indignazione” l’ipotesi di una strumentalizzazione, avanzata dalla Regione dopo la pubblicazione di foto che ritraevano pazienti sui materassi sistemati per terra. “Il problema esiste ed è grave”, hanno dichiarato Cisl, Ps Cgil, Fsi, Nursind, Rsu, Uil, Usb, Anaao Medici e Fvm Medici. Nel frattempo anche chi è stato in visita all’ospedale nei giorni scorsi ha confermato i disagi: “Quel pronto soccorso – ha raccontato Gualberto Ferroni che mercoledì della scorsa settimana ha accompagnato la suocera Albertina per una grave insufficienza respiratoria – sembrava un girone dell’inferno. C’erano più di venti lettighe in ogni stanza dell’emergenza. Anche i corridoi erano pieni e per terra ho visto pannoloni sporchi e cartacce. Infermieri e medici sono giustamente esasperati: sono pochissimi”. L’uomo ieri ha presentato una segnalazione al Tribunale dei diritti del malato: “Mia suocera – accusa – è rimasta per oltre due giorni su una barella. Solo il venerdì sera ha avuto un posto letto allo Stirs (Servizio terapia insufficienza respiratoria scompensata). Non ritengo che ci siano responsabilità da parte di medici e infermieri, anzi li considero degli eroi a lavorare in quelle condizioni. La colpa è dei tagli che vengono fatti sulla pelle dei cittadini”. Ma non si tratta del primo caso segnalato. Roberto Crea, segretario regionale, ha commentato: “E’ evidente che il problema è strutturale e chiediamo alla Regione di risolverlo in tempi rapidissimi”.  Il dg del San Camillo Aldo Morrone sottolinea che “al pronto soccorso lavorano tante persone con professionalità e fanno salti mortali”, ma ribadisce che c’è un problema di carenza del personale legato al “blocco del turn over” e chiede che “nel Patto della Salute il Lazio esca dal Piano di rientro, dotandolo di una situazione speciale legata a Roma Capitale”.

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Stacca il dito al vigile, dopo aver tentato di investire le vigilesse

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L’uomo era sullo scooter e stava percorrendo via Ostiense a Roma, quando le vigilesse, in regolare servizio, per un normale controllo, gli hanno chiesto di accostare. Il 50enne romano, a bordo del suo scooter, ha invece tirato dritto tentando di investire le agenti. A quel punto sono intervenuti, chiamate dalle agenti, altri vigili urbani, tra cui il funzionario B.C., che ha tentato di fermare l’aggressore. L’uomo lo ha morso al dito mignolo quasi staccandogli la falange. Immediato il trasporto del vigile al San Giovanni, dove è stata fatta una medicazione provvisoria e poi lo si è inviato al San Camillo dove sarà sottoposto a intervento chirurgico per riattaccare il dito. Il 50enne è stato arrestato.

Rapina che finisce in rissa alla stazione Trastevere di Roma

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Era domenica sera quando tre uomini hanno avvicinato una ragazza di 21 anni a Piazzale Flavio Biondo, davanti alla stazione di Trastevere a Roma. I tre le hanno puntato un coltello e l’hanno minacciata, ma la ragazza è riuscita comunque a far resistenza e a fuggire dopo aver ricevuto alcuni calci e pugni. La 21enne poi terrorizzata ha chiamato il 112 ed è stata raggiunta da una pattuglia dei carabinieri. La ragazza è riuscita anche a fornire una  descrizione dei suoi aggressori ai militari che hanno intercettato e arrestato i tre con l’accusa di tentata rapina aggravata. Si tratta di un 21enne polacco e di due 32enni romani, già noti alle forze dell’ordine. Lo straniero è stato anche denunciato a piede libero per porto di strumento atto ad offendere poiché trovato in possesso di un cacciavite e del coltello. Gli arrestati saranno processati con il rito per direttissima. La ragazza, invece, è stata medicata presso l’ospedale San Camillo per una ferita al braccio e se la caverà in 5 giorni.

Tre bengalesi accoltellano un ragazzo 17enne a Roma

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Ha 17 anni il ragazzo che è stato accoltellato la notte scorsa nella Capitale da tre bengalesi  in via Bagnera nel quartiere San Paolo. La vittima è stata trasportata in codice rosso dal 118 all’ospedale San Camillo e operato nella notte. Il giovane presentava ferite di arma da taglio ai fianchi, a una gamba e a un braccio. Il giovane non è in pericolo di vita. Gli autori del gesto sono fuggiti subito dopo l’aggressione e le forze dell’ordine sono a lavoro per rintracciarli.

 

Problemi a causa del suo essere gay: si lancia nel vuoto un 16enne

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Il ragazzo di 16 anni che oggi ha tentato il suicidio gettandosi da una finestra della scuola e che ora è ricoverato con fratture ad entrambe le gambe, aveva lasciato un biglietto per spiegare il suo gesto. Secondo Aurelio Mancuso, Presidente di Equality Italia, il ragazzo avrebbe avuto, a causa della sua omosessualità, problemi sia a scuola che in famiglia. L’uomo così commenta: “Poco dopo mezzogiorno un ragazzo di 16 a Roma ha tentato il suicidio lasciando un bigliettino per spiegare che non ce la faceva più a sopportare le angherie del padre che non accettava la sua omosessualità e le derisioni che subiva a scuola. Ecco un altro drammatico episodio di solitudine, di emarginazione che suscita rabbia perché al di là delle belle solite parole, la politica continua a rimandare misure adatte a contrastare per legge l’omofobia e a mettere in campo un azione nella scuola permanente di educazione alle differenze. Ci auguriamo, che il ragazzo possa rimettersi presto in salute, e che trovi quella solidarietà e aiuto necessarie a superare le ragioni che lo hanno indotto a questo gesto estremo. Puntiamo però il dito contro la politica e le istituzioni, che continuano a perdere tempo, mentre si ampia pericolosamente nelle nostre scuole il bullismo omofobico, e nel paese gli omosessuali continuano a sentirsi colpiti e discriminati.”

Si getta nel vuoto uno studente 16enne

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Si è gettato da una finestra al terzo piano dell’istituto tecnico nautico “Colonna” in via Salvatore Pincherle, in zona Marconi a Roma. Lo studente, un 16enne di origini romene, ha terminato il volo contro un’auto, una microcar, parcheggiata sotto l’edificio, nel cortile interno della scuola che ha parzialmente attutito la caduta in seguito della quale, però, il ragazzo ha riportato fratture multiple. Ora si trova ricoverato al San Camillo, in prognosi riservata ma sarebbe coscienzte e respirerebbe spontaneamente. Per stabilire quanto accaduto, sul posto sono giunti anche gli agenti della polizia di Stato del commissariato San Paolo a seguito di una segnalazione delle 12.30. Non si esclude l’ipotesi di un tentativo di suicidio.

Sparatoria ad Acilia, un uomo uccide la moglie dopo un inseguimento in auto!

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Sembrava un film d’azione americano, ma purtroppo era solo la tragica realtà di una famiglia romana… una donna che scappava dal suo ex marito e lui che non accettava la separazione, la fine come sempre è scritta con il sangue della donna. Guglielmo Perettini ha sparato dal finestrino dell’auto della sua ex moglie, Michela Fioretti, uccidendola e poi tentando di suicidarsi. Erano le 19 e davanti agli occhi di altri automobilisti increduli il dramma si è consumato sulla via Ostiense all’altezza   della rampa d’innesto che attraversa la via del Mare collega Acilia a Dragona. I due hanno anche messo a repentaglio la vota di altri automobilisti zig-zagando tra le auto, poi l’uomo ha speronato l’auto della donna costringendola a fermarsi definitivamente e dal finestrino della sua auto ha scaricato diversi colpi addosso alla ex-moglie, poi ha rivoltola pistola contro di sè e ha sparato. La moglie è morta durante il trasporto in ospedale, l’uomo è in fin di vita al San Camillo. La coppia aveva due bambine di 6 e 10 anni che per fortuna non si trovavano in nessuna delle due auto. I carabinieri in questi momenti stanno cercando di rintracciare i familiari della coppia e le due bambine.

 

INFANTICIDIO! getta il neonato e poi si costituisce.

infanticidio- roma - san camillo
Una donna di 25 anni ha gettato il suo bambino, appena partorito, in un cassonetto dei rifiuti. E’ poi arrivata in ospedale con una grave emorragia e ha subito ammesso il tragico gesto. Il piccolo è stato ritrovato, ma è morto nonostante i tentativi di rianimarlo. Adesso la giovane, italiana, è ricoverata al San Camillo di Roma, dove si trova in stato di arresto con l’accusa di infanticidio.
Il piccolo sarebbe stato abbandonato all’interno della stessa struttura sanitaria dell’ospedale dove la donna è stata poi soccorsa.

Morte nella movida romana

movida roma,

E’ sempre maggiore il numero dei giovani che rimane vittima di una serata fuori. Roma violenta, Roma abbandonata a se stessa, una città fuori controllo. Così ieri sera è stata l’ennesima notte di sangue in via Libetta, zona famosa per la presenza di numerose discoteche e altri locali. Un ragazzo romano di 23 anni, Alessandro Labozzetta, con precedenti, è morto dopo essere stato accoltellato, probabilmente da un coetaneo, in seguito a una lite. Il giovane è stato soccorso dal 118 e trasporto all’ospedale San Camillo dove è morto. Dopo attente indagini i carabinieri hanno arrestato un ragazzo. Un coetaneo del giovane romano di 23 anni, morto dopo essere stato accoltellato la notte scorsa in via Libetta a Roma, è stato portato in caserma dai carabinieri. La sua posizione è al vaglio degli investigatori. Il giovane morto è stato accoltellato intorno alle 2 nelle vicinanze di una discoteca di via Libetta al culmine di una lite. Soccorso dal 118 è stato trasportato all’ospedale San Camillo dove è morto poco dopo.

aggiornamento: emerge ora che i carabinieri hanno fermato due persone e le hanno portate in caserma perchè coinvolte nell’omicidio. Si tratta di due fidanzati, entrambi di circa 20 anni che sarebbero stati coinvolti nella lite con la vittima all’interno di una discoteca. Una volta usciti fuori da locale si sarebbe consumato l’omicidio.

Bimba rom cade nel Tevere… è grave!

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È caduta nel Tevere mentre giocava sulle sponde dove al sua famiglia ha una baracca di fortuna. Una bimba rom di 14 mesi è ricoverata in condizioni gravissime al San Camillo. La disgrazia giovedì sera sotto ponte Testaccio. La piccola ha subito un arresto cardiaco ed è ora monitorata dai medici della terapia intensiva. A soccorrere la piccola il padre, romeno, come la madre. I due non si erano accorti che la bimba si era spinta fin sulle rive del fiume.

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