“Il diavolo, vedete, è l’amico che non resta mai fino alla fine.”

devil

-Georges Bernanos- (Il signor Ouine, 1943)

Scontri in Egitto: ucciso un americano

scontri-egittoDurante gli scontri ad Alessandria, in Egitto, fra sostenitori e oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi, un cittadino di nazionalità americana è rimasto ucciso. A renderlo noto fonti sia mediche che della sicurezza: l’uomo è morto per una coltellata al petto, stando a quanto riferito dal dottor Ibrahim al-Roubi, capo dell’unità di emergenza di Alessandria, e tre fonti della sicurezza, tra cui il generale Amin Ezzeddin. Il bilancio degli scontri è di almeno 65 feriti, inclusi sette ufficiali di polizia, come riferiscono fonti locali. Iil sito web del giornale al-Ahram riporta invece che le “forze di sicurezza” hanno lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti nel tentativo di porre fine ai disordini. Nel frattempo è anche stata data alle fiamme la sede dei Fratelli musulmani a Sidi Gaber, il quartiere di Alessandria d’Egitto dove sono in corso scontri da ore fra sostenitori ed oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi. Lo stesso è accaduto a Sharkeyia e a Beheira, nel delta del Nilo. Al Jazira ha diffuso immagini in cui si vedono le fiamme sprigionarsi dall’edificio mentre i manifestanti scandiscono lo slogan “Abbasso il regno della ‘guida’”(della Fratellanza ndr).

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Fischio d’inizio il 25 agosto per la Serie A

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Sono state ufficializzate dalla Lega di Serie A le date del campionato 2013-2014 che prenderà l’avvio il 25 agosto per concludersi il 18 maggio 2014. I turni infrasettimanali previsti, tutti di mercoledì, saranno tre: il 25 settembre, il 30 ottobre e il 26 marzo 2014. Quattro invece le soste previste: l’8 settembre, il 13 ottobre e il 17 novembre per impegni delle Nazionali e il 29 dicembre per le festività natalizie. Si disputerà invece il 3 maggio 2014 (con il 7 maggio come data di riserva) la finale della Coppa Italia Tim Cup il cui primo turno eliminatorio si terrà domenica 4 agosto prossimo mentre i turni successivi si giocheranno domenica 11 agosto, sabato 17 agosto e mercoledì 4 dicembre. Giovedì 9 e mercoledì 22 si svolgeranno i quarti di finale mentre per le semifinali, con partite di andata e ritorno, bisognerà attendere mercoledì 5 febbraio e mercoledì 12 febbraio.

Nuovo incidente per Massa: il brasiliano finisce contro le barriere

massa-silverstone-tuttacronacaEnnesimo incidente per Felipe Massa che, con la sua Ferrari, questa volta è andato a sbattere a neanche mezz’ora dall’inizio della seconda sessione di prove libere del GP di Gran Bretagna a Silverstone. Il brasiliano ha perso il controllo della F138 in uscita da una curva a destra, finendo contro le barriere: alla fine musetto e sospensione anteriore destra distrutti, ma nessuno danno per il pilota. Il commento del pilota, tornato mestamente ai box, è stato: “Gomme fredde, le super hard, pista un po’ umida. In uscita di curva sono finito su una porzione di asfalto ancora molto umida e ho perso il controllo della macchina: in quel momento gli pneumatici non erano ancora in temperatura e non sono riuscito ad evitare l’impatto. Mi dispiace molto, ma fortunatamente la vettura ha subito solo un danno all’anteriore. E’ capitato, non è stato bello, ma per fortuna è successo in un momento che non conta. Non mi toglierà la voglia e la concentrazione per guidare bene”.

Il naufragio della Costa Concordia: Domnica e la difesa di Schettino

domnica-cemortan-concordia-tuttacronacaE’ intervenuta alla trasmissione Pomeriggio 5 Domnica Cemortan, la ballerina moldava che, la notte in cui naufragò la nave Costa Concordia, si trovava a bordo della plancia dell’imbarcazione. Le sue parole sono in difesa del capitano Schettino: “Non fu lui a sbagliare, i suoi ordini erano stati chiari. L’ultimo ufficiale della catena di comando comprese male l’ordine di Schettino, che dovette ripeterlo. Ma dopo pochi secondi urtammo contro le rocce del Giglio”. Dopo aver negato di esser stata l’amante del capitano, la Cemortan ricorda di quando l’uomo la invitò a salire in plancia: “Ero l’unica ospite perché il capitano ci aveva invitato a vedere il panorama del Giglio mentre eravamo a tavola”. Da lì non sentirono l’urto contro le rocce “perché eravamo a prua”. E continua: “Ricordo che il capitano disse che bisognava capire la situazione, cosa fosse successo”. E ancora in difesa di Schettino: “Il capitano si mise a dare ordini e i marinai ripetevano gli ordini impartiti. Qualcuno però sbagliò la sequenza degli ordini, perché credo che Schettino sapesse esattamente cosa stesse facendo. Un ufficiale ripetè erroneamente l’ordine di Schettino e lui si arrabbiò tantissimo, poi ci fu l’impatto con la roccia. Credo che l’errore si stato fatto dall’ultimo ufficiale della catena. Se non avesse sbagliato, forse non ci sarebbero stati tanti morti”.

Morto un pregiudicato in un agguato alla periferia di Napoli

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E’ avvenuto alla periferia di Napoli l’agguato che è costato la vita al 47enne Fosco Di Fusco, pregiudicato con precedenti per droga. In via Cannavino, a Pianura, i killer hanno sorpreso e ucciso in strada la vittima, la cui abitazione si trova nelle vicinanze.

Si sottopongono a interventi per migliorare la vista: la perdono

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Arriva il nuovo, presunto caso di malasanità e a puntare il dito è il capogruppo regionale del Pdl, Luca Gramazio. Nell’occhio del ciclone il reparto di oculistica dell’ospedale San Giovanni di Roma, dove due pazienti, sottopostisi a interventi per migliorare la vista l’avrebbero persa a causa dei “ferri per l’operazione non ben sterilizzati”. Ispezione della Regione Lazio. Sarà una commissione esterna, ora, a condurre l’indagine. Al momento i pazienti sarebbero sottoposti a terapia antibiotica nel tentativo di far loro recuperare la vista persa a seguito di due interventi di vitrectomia e per la rimozione di una cataratta, effettuati il 24 giugno. E mentre la direzione dell’ospedale si riserva l’eventuale “adozione dei più opportuni provvedimenti”, Gramazio annuncia un’interrogazione urgente al governatore zingaretti ponendosi anche l’obiettivo di “conoscere anche quali sono i rapporti tra il reparto oculistica dell’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata e la fondazione Bietti, che fa ricerca proprio sull’oculistica”. Gianluigi Bracciale, direttore generale della struttura, dovrà fornire una relazione dettagliata su quanto accaduto mentre è stato disposto l’invio di un Nucleo di valutazione per verificare i fatti e appurare le ragioni che hanno portato alla perdita della vista dei due pazienti.  Sarà invece compito della Asl Rm C, competente per territorio, effettuare un sopralluogo nelle sale operatorie per verificare il rispetto rigoroso delle norme igieniche. Da parte sua Storace, vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, teme che alcuni dirigenti potrebbero aver “sottovalutato la richiesta dell’ospedale riguardo alla mancata autorizzazione a indire la gara per la sterilizzazione della struttura”.

Berlusconi pronto a rimettersi alla guida di Forza Italia

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E’ lo stesso Berlusconi a confermare un imminente ritorno di Forza Italia:  “Il Pdl resterà come coalizione dei partiti di centrodestra: Forza Italia ne farà parte e temo che sarò ancora chiamato ad essere il numero 1”. Ha quindi aggiunto: “Il sostegno nostro e di tutto il movimento al governo è pieno, convinto e leale. Le critiche di qualche esponente devono essere intese solo come uno stimolo a fare di più”. In un’intervista al Tg1 torna anche a parlare della sentenza che definisce “davvero grottesca”: “Si parla di concussione è non c’è il concusso, di induzione e non c’è indotto”. Ruby, la compravendita di sentori, il Lodo Mondadori? “Si cerca di portare a conclusione la guerra dei vent’anni contro Berlusconi cercando di colpirlo nel suo patrimonio, nell’immagine, nei diritti politici e ora anche nella libertà”, ribadisce. Aggiunge inoltre il leader del Pdl: “Se c’è un settore da riformare in Italia è la giustizia.” E con particolare riferimento alla vicenda Mondadori: Praticamente fui costretto a vendere giornali, riviste e perfino una cartiera”. “Noi siamo stati penalizzati e poi costretti a pagare 565 milioni a fronte di un valore delle azioni Mondadori di 100 milioni. Cinque volte e mezzo il valore complessivo del gruppo De Benedetti che infatti si alzò da quel tavolo molto soddisfatto, come testimonia una intervista dell’epoca”.

Trasloco a sua insaputa? Scajola non abita più al Colosseo

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Scajola non abita più al Colosseo. L’ex ministro ha traslocato dalla casa comprata a sua insaputa sita a via del Fagutale. Il trasloco è avvenuto circa due settimane fa a insaputa degli inquilini. L’ex deputato Pdl infatti si è fatto “aiutare” da un amico… un proprietario di un’azienda alimentare di prodotti tipici liguri di Ceriana, in provincia di Imperia. Il 12 giugno, sul primo far del giorno,  gli operai con un camion verde hanno caricato tutti i mobili e le scatole di Scajola. E’ polemico l’ex ministro quando risponde ai giornalisti del quotidiano diretto da  Antonio Padellaro:

“Sì ho traslocato – conferma Scajola – e mi sono fatto aiutare da un amico”.

Un trasloco avvenuto in diverse fasi come si può vedere dal video, che avrebbe coinvolto anche un’auto-blu. In particolare l’auto sarebbe stata intestata al partito del Pdl di via dell’Umiltà. L’auto con a bordo due persone avrebbe caricato il bagagliaio e i sedili posteriori con scatoloni, computer e paralumi.

Ancora una volta la risposta di Scajola è secca:

“Non ho utilizzato nessuna auto di servizio. Dove volete arrivare? Io ho la mia macchina, non mi risulta nessuna Fiat Punto – dichiara l’ex onorevole a ilfattoquotidiano.it -, mi sono stancato a rispondere alle vostre falsità”.

A smentire l’ex ministro però ci sarebbe la testimonianza del portiere dello stabile che avrebbe notato due uomini con “un’auto della segreteria” caricare alcune cose provenienti dall’appartamento.

Ora l’appartamento dovrebbe esser messo in vendita… speriamo bene con i tempi che corrono!

I cattolici offesi dalla pubblicità atea: scoppia il caso in Italia

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E’ stata l’organizzazione Uaar a divulgare i manifesti a sostegno dei non credenti e per pubblicizzare quanti atei ci siano nel nostro paese e quante volte queste persone si sentano discriminate. Naturalmente i manifesti affissi nelle strade hanno destato l’ira dei cattolici che si sono dichiarati offesi da quella campagna pubblicitaria.

E’ il segretario Uaar, Raffaele Carcano a spiegare la necessità dell’iniziativa:

“Viviamo in una società in cui i non credenti sono ritenuti pochi, sono presentati negativamente e sono spesso oggetto di disparità di trattamento”, spiega Raffaele Carcano, segretario Uaar. “Con la nostra campagna vogliamo invece ribadire che in Italia vivono (generalmente bene) circa dieci milioni di non credenti, e che c’è chi si impegna per eliminare le discriminazioni nei loro confronti”.

Sicuramente il messaggio è di grande impatto ma è ancora Carcano con una battuta sarcastica a spiegare l’indignazione di molti:

“Forse i credenti sono più permalosi di atei e agnostici, ebbene, questa pubblicità costituisce per loro un’occasione per smentirlo”.

La campagna, poi non è una novità poiché già quattro anni erano state fatte le stesse affissioni sugli autobus. Ora invece arrivano i poster, che partendo da Milano saranno affissi nelle maggiori città italiane.

D’altra parte sulla costituzione l’Italia è ancora una nazione laica…

25mila farmaci illegali sequestrati alla frontiera

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E’ allarme farmaco. Nell’ultima settimana sono stati circa 25mila i farmaci illegali bloccati alla frontiera e destinati al consumo interno nel nostro paese. Oltre a fiale, compresse e creme che vengono usati nella perdita di peso o per aumentare le prestazioni sportive o quelle sessuali sono stati sequestrati anche medicinali antitumorali. L’operazione, denominata PANGEA VI, è stata coordinata da AIFA, ministero della Salute, Agenzia delle Dogane, NAS e ISS.

Terremoto a Manfredonia!

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Una scossa di terremoto di magnitudo 2.8 si è verificata alle 16.15 nelle acque del golfo di Manfredonia, a 2.7 chilometri di profondità.
La scossa è stata registrata dai sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Non si registrano danni a persone o cose.

La Fiat aumenta il suo peso nell’editoria: la vicenda Rcs

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Era nell’aria da giorni. Le indiscrezioni che parlavano di un rastrellamento dei diritti di opzione in Borsa di Diego Della Valle sul titolo Rcs avevano fatto intendere che ci fosse un altro concorrente. Ora la Fiat esce allo scoperto. L’azienda automobilistica, già impegnata per la sua quota parte dell’aumento Rcs, ha acquistato altri 10.700.000 diritti di opzione che danno diritto alla sottoscrizione di 32.100.000 azioni Rcs. “Al termine dell’aumento, nel caso in cui risulti integralmente sottoscritto, la partecipazione sarà pari al 20,135%”

A cedere i diritti sul mercato erano stati l’imprenditore della sanità, Rotelli, i Benetton, Merloni e le Generali. Tutti azionisti di via Solferino che avevano deciso di non sottoscrivere l’aumento di capitale di Rcs da 400 milioni di euro.

 

Ingroia svela la trattativa Stato-mafia.

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Una lunga confessione quella dell’ex pubblico ministero Antonio Ingroia a Der Spiegel sulla trattativa Stato-mafia. Secondo Ingroia gli accordi, intercorsi negli anni ’90, hanno cambiato il volto delle organizzazioni criminali che da organismi violenti sono poi stati trasformati in vere e proprie lobby affaristiche. E’ dispiaciuto Ingroia di non poter più essere il pm nel procedimento che vedrà sfilare sul banco degli imputati personaggi del calibro di Riina, Provenzano e Bagarella, ma anche politici come l’ex ministro degli Interni Nicola Mancino?

”Quando indagavano ho capito che la procura non potrà mai arrivare alla completa verità sui colloqui tra governo e mafia. Ci sono forze politiche che lo vogliono impedire. Anche per questo ho scelto di candidarmi per il Parlamento”, così afferma l’ex magistrato senza troppi giri di parole.

Poi continua accettuando l’attenzione sull’importanza storica di questo processo:

“Questo non si è mai verificato prima d’ora nella storia del nostro paese. Inoltre viene dibattuto in un’aula di un tribunale ciò che è sempre stato smentito o taciuto, la trattativa tra criminalità organizzata e stato”.

Ma si riuscirà a far emergere qualche nuova verità?

“Ovviamente ho grande fiducia nella pubblica accusa, un team di colleghi molto competenti. Ma senza l’appoggio dell’intero paese, senza un’opinione pubblica che desidera conoscere la verità, appoggiandoli, loro potranno fare poco”.

E poi continua:

“Ci sono movimenti, per insabbiare le cose. Io spero che il processo vengano condotto in modo ragionevole e con la necessaria attenzione. L’atmosfera è molto tesa, ma ciò non deve impedire che il procedimento si svolga in modo prudente”.

E sulle intercettazioni tra il Capo dello Stato Napolitano e Mancino, Ingroia rimarca di non esser stato contento della loro distruzione, ma di rispettare la decisione:

“Quei colloqui non avevano una rilevanza penale. Politicamente forse sì, ma come pubblico ministero questo non mi interessava”.

Ma cosa contenevano quelle intercettazioni? L’ex Pm di Palermo risponde con una risata e afferma di aver mentalmente cancellato il loro contenuto.

La rivelazione di Ingroia invece avviene sul suo mentore e maestro Paolo Borsellino:  

”Dai testimoni oculari si è scoperto che Borsellino ne fosse a conoscenza (della trattativa Stato-mafia, ndr). Il magistrato ucciso il 19 luglio del 1992 aveva saputo di contatti tra i carabinieri e il sindaco di Palermo Ciancimino, uomo di collegamento dei corleonesi. Questa circostanza è stata sempre negata, ma alcuni pentiti hanno affermato che la mafia ha deciso di uccidere Paolo Borsellino proprio perché rappresentava un ostacolo a questo accordo. Spero che questo diventi chiaro ad alcuni”.

Ma chi ebbe l’idea della trattativa? Secondo l’ex magistrato non ci sono dubbi: Bernardo Provenzano.

“L’ho interrogato alcuni mesi fa. Non sta bene, ma ha sempre capito ciò che gli veniva comunicato, ascoltando in modo attento e concentrato”.

Secondo Ingroia però ormai è troppo tardi perché si possa davvero svelare la verità sulla trattativa tra mafia e stato:

“Temo che ormai quel treno sia definitivamente partito”.

Arrestato il latitante D’Elia, duro colpo per l’ndrangheta

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Latitante coinvolto in sette omicidi di ‘ndrangheta nell’ambito delle faide tra famiglie nella zona di Lamezia Terme (Catanzaro), Pasqualino D’Elia, è un uomo di spicco della malavita organizzata. Condannato a 30 anni di carcere è stato arrestato dai carabinieri a Potenza Picena, in provincia di  Macerata, dove si era nascosto in un appartamento in campagna e non usciva mai. Era il figlio a recapitargli la spesa e tutto ciò di cui necessitava. In passato l’uomo era stato inserito in un programma di protezione.

“Datelo a chi è più giovane”, aveva atteso 16 anni il trapianto

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«No, datelo a chi è più giovane di me, io la mia vita l’ho fatta», così Rina Zanibellato, 79enne di Paderno in provincia di Treviso, ha rinunciato al trapianto di rene che gli era arrivato dopo 16 anni di attesa. La donna ha voluto donarlo a chi aveva per anni incontrato in dialisi, quei ragazzi giovani che attendono anni, intrappolati tra ospedali e medici, senza poter vivere la loro vita. Ora che Rina non c’è più, quel gesto diventa un esempio e un monito per quella sanità che, ridotta allo stremo dalla spending review, fa attendere anni per un trapianto.

 

La lezione di stile che diventa caduta? Cacciari alla Zanzara

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Cacciari spara a zero su Matteo Renzi e Flavio Briatore. Ai microfoni della trasmissione radiofonica su Radio 24 l’ex sindaco di Venezia torna a parlare di quell’incontro tra il sindaco di Firenze e l’imprenditore piemontese:

«Non so come una persona possa andare a pranzo con Briatore. Se sei un leader politico, ti tocca vedere Berlusconi, ma qual è il senso di andare a pranzo con Briatore? Io non ci andrei neanche per sogno».

Poi aggiunge:

«Briatore è un cafone megagalattico, universale, è l’idea platonica del cafone. Non accadrà mai un incontro tra me e lui perchè per fortuna ci sono delle cose che non hanno alcun rapporto tra di loro. Sulle belle donne che lo circondano potrei fare un’eccezione, ma io frequento un altro tipo di donne, dal punto di vista estetico».

Una lezione di stile che si trasforma in una caduta?

“Il Volo del Mattino”, così torna Fabio al vecchio amore

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«Ho sempre considerato la radio come il mio vero mestiere, anche se adesso ho anche la passione forte per la scrittura. Lo scorso anno mi sono fermato per dedicarmi ad altro anche perchè io e Linus ogni tanto abbiamo bisogno di prenderci una pausa. Quando ho pensato fosse tempo di tornare ho chiamato subito la radio che per me è anche casa». Così Fabio Volo ha commentato la sua decisione di tornare al suo vecchio amore, la radio. Felice è anche Linus:  «Fabio è un fuoriclasse dell’etere La cosa che mi diverte di lui è che dietro all’immagine di scavezzacollo ed eterno ragazzino, ha disperatamente bisogno di attenzioni. E visto che io mi rendo conto di essere un pochino arido da questo punto di vista, forse è questo che ogni tanto ci porta a farci scontrare».

Pedofili al Vaticano… solo falsità.

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E’ stato arrestato Patrizio Poggi, l’ex religioso che aveva denunciato l’esistenza di un’organizzazione criminale dedita a reclutare ragazzi, anche minorenni, per farli prostituire con esponenti del clero romano.

Le indagini hanno però dimostrato una versione molto diversa dove Poggi Poggi avrebbe «concepito e attuato un piano calunnioso, prospettando circostanze non veritiere o, comunque, basate su mere dicerie – si legge nella nota -, in quanto animato da risentimento per motivazioni personali nei confronti di alcuni dei prelati da lui accusati di fruire di prestazioni sessuali omosessuali a pagamento con minorenni».

Poggi era convinto, secondo i carabinieri, «che l’esito positivo delle indagini da lui stimolate sul fenomeno dei cosiddetti ‘preti pedofilì potesse incidere positivamente, anche con iniziative ricattatorie, sul suo tentativo di ottenere dal Vaticano la revoca del provvedimento di dimissione dallo stato clericale e su un’eventuale revisione del processo con cui era stato condannato, in passato, per atti sessuali con minorenni».

Le indagini hanno poi portato alla luce come Poggi avrebbe «pianificato – e costruito – false prove testimoniali concernenti abusi su minori commessi dalle persone da lui denunciate, al fine di suffragare ulteriormente le sue dichiarazioni; cercato di influire su alcuni soggetti da lui citati quali testimoni affinchè, convocati dall’autorità giudiziaria per essere sentiti quali persone informate sui fatti, fornissero una versione coerente con il quadro da lui delineato in sede di denuncia».

L’ex sacerdote si trova ora a Regina Coeli.

L’ennesima stella caduta… Fabiola Anitori lascia il M5S

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L’ennesima stella caduta dal M5S si chiama Fabiola Anitori. La senatrice pentastellata ha infatti deciso di passare al gruppo Misto e ha motivato così la sua decisione: “Non riconosco più l’impostazione iniziale del Movimento che è diventato proprio quel ‘partito personale’ dallo stesso tanto criticato, con un sistema feudale di fedeltà che respinge o espelle chi dissente, chi non si allinea”.

Poi ha aggiunto:

“Gli avvenimenti registrati all’interno del M5S negli ultimi mesi mi hanno profondamente segnata, peraltro in un periodo molto delicato della mia vita”.

Fabiola Anitori è la quarta ha lasciare il MoVimento. prima di lei c’era stata l’espulsione di Marino Mastrangeli e Adele Gambaro e seguito poi dalla decisione di dire addio ai pentastellati di Paola De Pin. Alla Camera invece sono tre deputati – Alessandro Funari, Vincenza Labriola e Adriano Zaccagnini – che erano “fuoriusciti” a vario titolo dal MoVimento.

La senatrice ha poi continuato “Ogni tentativo di costruzione di una scelta politica, sulla base del confronto inteso come ricerca di punti di incontro, viene etichettata come tradimento o ‘inciucio’ e ciò costringe ad un immobilismo ed una stagnazione che non porta da nessuna parte… Io credo e ho creduto al messaggio politico del ‘cambiamento’ da attuare, però, attraverso il ‘confronto democratico’, sia interno che esterno, che ritengo un valore, una virtù repubblicana irrinunciabile e che non ritrovo nel Movimento. Per questo, nella profonda convinzione di continuare a portare avanti le idee e i principi condivisi con i miei elettori nel rispetto della Costituzione, annuncio la decisione di lasciare il gruppo parlamentare M5S per passare al gruppo Misto”.

Ucciso a Berlino uomo nudo vicino a fontana di Nettuno

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Lo ha riferito il portavoce della polizia Stefan Redlich che i primi a dare l’allarme erano stati alcuni passanti che avevano notato lo strano comportamento di un giovane uomo nudo che brandiva un lungo coltello vicino alla fontana di Nettuno, a pochi passi dal municipio di Berlino.

Quando la polizia è intervenuta e ha cercato di convincere l’uomo a buttare l’arma a terra, l’uomo, di 31 anni, ha iniziato a tagliarsi. Così un poliziotto è entrato in acqua cercando di fermarlo, ma immediatamente il giovane ha brandito l’arma contro il poliziotto e l’altro agente ha fatto fuoco uccidendo il ragazzo.

La confessione di Eminem che fa il giro del mondo

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«Sarei morto se fossi arrivato due ore dopo in ospedale. I miei organi si stavano spegnendo. Il mio fegato, i miei reni: tutto. Stavamo per mettermi in dialisi. Non pensavano ce l’avrei fatta. Il mio fondo sarebbe stata la morte». Con queste parole il rapper ha ammesso la sua dipendenza da farmaci.  Eminem lo ha detto in occasione del documentario How to Make Money Selling Drugs di Matthew Cooke e ha poi precisato di essere convinto di assumere farmaci apparentemente innocui, poiché se un prodotto fosse stato nocivo secondo, il cantante, non si sarebbe mai potuto acquistare legalmente.

«Quando ho preso il mio primo Vicodin, ho avuto una sensazione come…”ah!”. Non solo tutto era più tranquillo, ma non sentivo più dolore. Non so a che punto sia cominciato a diventare un problema. Ricordo semplicemente che mi piaceva sempre di più». Eminem era diventato aggressivo e chiunque gli faceva notare il problema veniva allontanato.

Poi amette di essere riuscito a superare tutto grazie ai suoi tre figli: «guardavo le mie figlie e mi dicevo: “Devo esserci per loro”. Quando ho smesso con tutto, sono rimasto sveglio 24 ore al giorno per tre settimane di fila. Non dormivo, neanche un c***o di sonnellino. Ho dovuto riacquistare abilità motorie e comunicative. È stato un processo di apprendimento. Non pensavo che si potesse essere naturalmente felici senza essere fatto di qualcosa».

Cesare Battisti rischia l’espulsione

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Non è stato accolto il ricorso di Cesare Battisti affinché si riesaminasse la sua condanna per l’uso di timbri ufficiali falsi del Servizio immigrazione brasiliano su passaporto estero. La quinta sezione del Tribunale Superiore di giustizia brasiliano (STJ) ha quindi riconosciuto la  configurazione di reato prevista dal Codice Penale brasiliano, comprovata anche dalla confessione dell’imputato.

Una copia della decisione del Tribunale sarà inviata al ministro della Giustizia José Eduardo Cardozo, per i provvedimenti del caso. Secondo il STJ, che cita lo Statuto dello Straniero, il reato di frode per l’ingresso in Brasile è punibile con l’espulsione.

Bimba cade dal balcone spinta dal fratello disabile.

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E’ stata spinta giù dal fratello disabile (7 anni) la bimba, di circa 3 anni, che è stata ricoverata in Rianimazione nell’ospedale Santobono di Napoli dopo la caduta dal balcone della sua casa sita al primo piano a Mugnano in provincia di Napoli. La donna si è immediatamente precipitata in strada per verificare le condizioni della piccola, mentre il fratello è stato calmato da una vicina di casa che si è occupata anche di chiamare i soccorsi.

La frase shock di Armstrong: “niente tour senza doping”

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Frase amara, che però fa riflettere quella dell’ ex campione del ciclismo, Lance Armstrong, radiato per il sistematico ricorso al doping in carriera. L’ex ciclista statunitense ha affermato: «impossibile vincere il Tour de France senza doping». Così il 7 volte trionfatore del Tour i cui successi sono stati cancellati afferma senza mezze parole che «l doping non è sparito con me, io ho solo fatto parte del sistema. La decisione ragionata dell’Usada è riuscita perfettamente nell’intento di distruggere la vita di un uomo ma non ha portato nessun giovamento al ciclismo». E poi aggiunge:  «Il mio nome è sparito dall’albo d’oro ma il Tour si è svolto tra il 1999 e il 2005, giusto? Ci deve essere un vincitore, quindi. Chi è? Nessuno è venuto a reclamare le mie maglie», prosegue. «Io non ho inventato il doping. Mi spiace, Travis», dice rivolgendosi a Travis Tygart, direttore dell’agenzia antidoping statunitense che ha inchiodato il texano.

Risentimento… ma forse anche qualche scomoda verità?

Sesso estremo contro una finestra… l’amplesso finisce in tragedia

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Sono morti cadendo dal terzo piano di una finestra mentre stavano consumando un amplesso. E’ successo a una coppia cinese che secondo alcuni testimoni è stata vista precipitare abbracciata dalla facciata di un palazzo. I due corpi si sono poi schiantati a terra esanimi. Il Sun ha fatto circolare una foto choc che in breve sta facendo il giro del web. secondo le prime indiscrezioni, la coppia di Shanghai si sarebbe appoggiata alla finestra per fare sesso, ma la scarsezza dei materiali da costruzione e la foga della coppia avrebbe fatto cedere la finestra causando la tragedia.

 

Donna in coma partorisce e si risveglia

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Ha 47 anni la donna gravida alla 29/a settimana che è entrata in coma all’ospedale di Taranto ed è stata fatta partorire. Sono occorsi 20 medici di 8 reparti diversi per salvare il bambino e dopo il parto la donna è stata sottoposta a un intervento di ‘derivazione ventricolare esterna’ per una ‘emorragia cerebellare vermiana superiore’. Lo rende noto l’Asl di Taranto. La paziente, alla sua prima gravidanza dopo 20 anni di tentativi, si è poi risvegliata dal coma.

Il tango di Letta al vertice Ue: conferenza stampa

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“Abbiamo vinto su occupazione, vinto di misura sull’unione bancaria, abbiamo pareggiato sulla banca per gli investimenti”, così Enrico Letta in apertura di conferenza stampa. Insomma un tango dove la vittoria appare un pareggio se ancora una volta si parla di: “9 miliardi, sei più tre, delle risorse allocate per la Youth Guarantee. Al nostro Paese spetteranno più risorse di quante stimate inizialmente”, ma non entra nel merito. Quel pareggio sulla banca per gli investimenti invece, suona come una sconfitta.

“Vorremmo che la Bei fosse braccio dell’economia reale”, quindi si ritorna a “ballare” su la Banca Europea per gli Investimenti, organo che oggi appare astratto all’interno della politica economica europea .  Poi l’attenzione di Enrico Letta si focalizza sull’accordo finale sull’Unione bancaria in cui ha chiamato “essenziale” la presenza di Mario Draghi.

Ma il premier non ha risparmiato neppure la stoccata alla Gran Bretagna: “I Paesi che sono fuori dall’Euro non frenino quelli che sono all’interno e che vanno verso una maggiore integrazione”.

Ma arriva anche la doccia fredda, “Qualunque crisi bancaria in Europa salvaguarderà i conti bancari sotto i 100mila euro”. Già ieri si era appreso che la procedura che era stata applicata con una formula di “eccezionalità” a Cipro sarebbe diventata invece la prassi. Ora arriva quella conferma sconcertante che lascia l’amaro in bocca.

“Su occupazione abbiamo ottenuto più di quanto volevamo” questo è il grido di positività che il premier vuole sottolineare, ma ottenere più di quando si vuole non è sinonimo di quanto serve realmente. E’ una vittoria? E poi Letta manda un monito alle imprese “ora non hanno più alibi,  possono assumere giovani” con una forte defiscalizzazione, ”ovviamente a tempo indeterminato’

Quindi la crisi economica è stata spazzata via? Nella notte è avvenuta la ripresa, l’annullamento dei debiti della P.A. e non ce ne siamo accorti?

Poi aggiunge: sul lavoro ”bisogna rifuggire da aspettative eccessive”.

Poi altra precisazione in ambito nazionale e internazionale: ”Su Iva e Imu continueremo a far di tutto” per rispettare gli impegni presi, ma ”senza sfasciare i conti pubblici perché chi pensa che io sia qui per sfasciare i conti pubblici, sbaglia primo ministro”.

Attacca anche uno dei baluardi del Pdl degli ultimi giorni “Ridurre la tasse sul lavoro è anche la mia priorità”, ha detto Letta spiegando che era un impegno preso in Parlamento al momento del giuramento ed è un punto su cui c’è il sostegno di tutte le forze di governo.

Poi parla del gas e della Tap: ”Ieri c’è stato un passaggio un po’ teso con il presidente romeno” sull’approvazione definitiva della pipeline ”Tap che permetterà di far arrivare gas dall’Azerbaijan all’Italia”, ha ricordato il premier a Bruxelles, sottolineando comunque come questo via libera rappresenti ”una grande notizia” perché si tratta di un’opera ”strategica” per l’Italia. E per questo motivo Letta ha annunciato che presto andrà a Baku per ringraziare il governo dell’Azerbaijan.
 

L’Italia fuori dalla procedura di deficit… ma non fuori dai guai!

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Le conclusioni finali del vertice Ue fanno uscire l’Italia dalla procedura per deficit eccessivo. La notizia certo si era appresa una settimana fa quando l’Ecofin aveva preso la prima decisione seguendo il parere espresso dalla Commissione europea alla fine di maggio. Letta esulta e commenta:  la giornata di oggi “è cominciata meglio di com’era cominciata ieri”.

Nella notte  però lo stesso premier italiano era stato al centro di un giallo su un miliardo. Enrico Letta aveva parlato di tre miliardi per l’occupazione, ma  il presidente Ue, Herman Van Rompuy, ha parlato di 2 miliardi. Fonti della Commissione hanno comunque indicato che l’uso di altri fondi non spesi in corso d’anno potrebbe aggirarsi attorno a 2,5 miliardi. Da Bruxelles si precisa poi: “Nessun assegno in bianco” ai Paesi, servono programmi precisi. Quanto all’Italia, nel primo biennio la somma a disposizione dovrebbe aggirarsi tra i 300 e i 500 milioni.

L’italia esce fuori dalla procedura di deficit eccessivo ma non fuori dai guai… quei 300 al massimo 500 milioni per l’occupazione sono ben lontano dalle somme che servirebbero nella Penisola per riavviare davvero un process virtuoso di ripresa e la riduzione sostanziale dell’occupazione.

Dopo l’accordo della notte, emergono ora anche i primi dettagli sul piano: l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, si legge nelle conclusioni finali, deve essere “pienamente operativa entro gennaio 2014 in modo che – si possano avere – i primi pagamenti ai beneficiari nelle regioni Ue con tassi di disoccupazione giovanile superiori al 25%”.

Brunetta vs Rai: esposto alla Corte dei Conti

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Il presidente dei deputati del Pdl, Renato Brunetta, ha presentato un esposto denuncia alla Procura regionale della Corte dei Conti presso la Regione Lazio per segnalare l’eventuale responsabilità della Rai, connessa con la violazione dei principi di trasparenza, tracciabilità dei costi e dei limiti massimi degli stipendi.

Le diverse versioni sui monaci decapitati. Video!

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Erano francescani del  convento di Ghassanieh, in Siria, i tre uomini decapitati dal Fronte al Nusra, dopo un processo sommario nel quale sono stati accusati di “essere al soldo del regime”.

Lo rivela Radio France International, che diffonde anche il video del  gruppo di jihadisti che mostra l’esecuzione.

La vicenda però era iniziata qualche giorno fa quando padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa, riportando le parole del suo ministro regionale della Siria, padre Halim Noujaim, aveva affermato la presenza di un gruppo di ribelli che, con la forza, era entrato  nel convento di Ghassanieh. L’edificio religioso era stato razziato e distrutto e nel comunicato compariva anche il nome di padre Francois, un eremita cattolico che aveva cercato rifugio nella comunità conventuale e che era rimasto ucciso durante l’attacco dei ribelli.

Ora sembrerebbero diverse le notizie invece riportate oggi dalla radio francese che ha diffuso la notizia del rapimento, da parte dei jihadisti, di tre religiosi, tra cui anche padre Francois (Francesco Mourad), a cui è stato fatto un processo sommario, dopo che su un’agenda di uno dei monaci era stato rinvenuto il numero di telefono di un militare, per poi eseguire l’esecuzione. I religiosi erano stati anche accusati di aver favorito il traffico di armi e munizioni per conto del regime.

++ ATTENZIONE IL VIDEO PROPONE IMMAGINI FORTI – E’ DESTINATO A UN PUBBLICO ADULTO ++

Aggiornamento:

Non si ricevono conferme sull’identità delle vittime. Padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa, ha infatti smentito con un comunicato ufficiale che le tre persone trucidate siano tre francescani. Si tratterebbe invece di un eremita francese e di altre due persone non appartenenti all’ordine religioso.

La lunga agonia degli scavi di Pompei

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Nella mattinata di oggi 500 turisti sono rimasti bloccati all’esterno degli scavi di Pompei poiché i cancelli sono rimasti chiusi a causa di un’assemblea sindacale indetta da Cgil, Cisl e Uil e che interessa anche i siti archeologici di Ercolano, Oplontis, Stabia e Boscoreale.

L’agonia di un sito archeologico unico al mondo continua… colpa della spending review o di una politica che negli ultimi anni è stata indifferente alla cultura e ha ignorato l’archeologia?

L’intervista di Moccia… l’amore è un format?

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Moccia ritorna tra gli scaffali e lo fa con “Quell’attimo di felicità”, un libro che ripercorre le vicende di due amici, due 20enni, di Roma Nord, Nicco e Ciccio, i quali in comune hanno il numero due. Il primo ha due lavori il secondo due ragazze. Incontreranno due turististe americane, Ann e Raily, e per una settimana le porteranno a fare il giro della capitale. Tra luoghi comuni che attraversano Trastevere e il Pantheon e un’inevitabile storia d’amore, Moccia sembra proporre un modello anni ’50 con tanto di copertina su cui “spopola” una coppia in Vespa, chiaro richiamo a  Vacanze romane (di cui suo padre Pipolo-Giuseppe Moccia, già fece il remake Innamorato pazzo con Celentano-Muti). Poi “l’originalità” della seconda parte che cambierà da paese a paese secondo il luogo di pubblicazione del libro.

Ma è lo stesso Federico Moccia che in un’intervista a Il Giornale spiega il senso di questa scelta tipografica:

«Tipo, prendi la scena della festa: in Grecia si ballerà il sirtaki e si mangerà il souvlaki, in Russia si berrà la vodka e si farà quel ballo lì dove stanno con le braccia incrociate, il ballo della steppa. Dà più calore e nel momento in cui tu leggi è più divertente, crea appartenenza».

Quindi si cambia ogni volta?

«So già quali sono i blocchetti che devo cambiare insieme al traduttore. La storia rimane la stessa, cambiano i piatti, i paesini da cui provengono le straniere… Prenderemo paesi piccoli, mica Barcellona o Madrid. Così c’è il senso della scoperta».

E come si chiama questa “nuova” forma editoriale?
«Alla fine poi è il concetto di formattizzazione, come le trasmissioni tv che vengono ripetute nei vari Paesi. Un adattamento. Come lo potremmo chiamare? È un Personal International Book. Un libro che parla di te. Un Pib».

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Ma se il “format” è nuovo forse non è nuova la storia… non stride, nel 2013, parlare dell’italiano con la straniera?
«Ma da tanto non se ne parlava. Mi interessava tornarci, anche per un’indagine. Che combina l’italiano all’estero? È ancora romantico mentre gli inglesi sono ubriaconi e i tedeschi frettolosi nel fare l’amore? È ancora il più bravo a corteggiare?».

Forse non se ne sentiva il bisogno? Forse oggi abbiamo bisogno di integrazione piuttosto che di epiteti che si rifanno a vecchi luoghi comuni? Forse avremo bisogno di “sdoganarci” internazionalmente e non andare all’estero riproponendo gli anni ’50?  Forse, ma secondo Moccia:

«Continuiamo a essere i migliori, anche se abbiamo perso un po’ di smalto. Dobbiamo ricrearci l’immagine di ragazzo simpatico, sportivo, calciatore che vince ai Mondiali, che sa cantare le belle canzoni, ti fa la serenata, ti fa ridere e ti ascolta anche se non capisce la lingua. Un uomo pieno di attenzioni».

Questa è davvero l’immagine che vogliamo dare all’estero? Ancora una volta l’italiano pizza e mandolino? Naturalmente sì, da quanto si evince dalla scelta di Moccia quando il giornalista chiede chi sceglierebbe tra Totò e Gigi Rizzi:

«Gigi Rizzi rimane l’uomo che ha conquistato la donna più amata al mondo, l’esploratore che ha piantato la bandierina. Può sembrare maschilista, ma allora la donna era vista più che mai come un continente da conquistare. Io lo intendo con simpatia. Nicco e Ciccio sono una nuova versione di Totò e Peppino alla scoperta della Grande Mela, però con Dragon nel telefonino che ti traduce le frasi».

E forse è proprio il suo protagonista Ciccio, al volante della Tigra, il “vecchio” italiano che si è spolverato e ritorna prepotentemente sulle pagine di Moccia…
«Ogni volta a Piazza Navona o a Fontana di Trevi mi sorprendo: le straniere si accompagnano sempre a dei “bori”, dei cafoni. Mai ragazzi carini, eleganti. Alla fine è sempre il “boro” che la vince. Forse perché si agita di più».

Ma dove stanno i cafoni di Piazza Navona e di Fontana di Trevi? Dove stanno i “bori”? Sicuramente l’immagine è un po’ forzata, perché in giro a Roma non ci sono più luoghi comuni… magari c’è degrado a Campo de Fiori, a Trastevere e in quei luoghi dove si affollano i turisti… ma quel clima da “Dolce Vita” non appartiene più a una Capitale ombra di se stessa.

Il contrario di Jep Gambardella. Altro che La grande bellezza.
«Quella è un’ottima rappresentazione di una Roma adulta, un respiro antico, le statue, le chiese, gli androni, i personaggi della Chiesa, il riflesso felliniano… Un giovane di tutto questo non s’accorge neanche. Alle statue si vuole appoggiare per baciare la ragazza. La passione ha il sopravvento sul capitello. La luna sui Fori è il ricordo di un paio di labbra. La Roma che racconto io è piena di passione, delusione, sofferenza come solo a vent’anni».

Quali ventenni? Quelli superficiali? Dove sono quei ventenni spensierati se oggi sono tutti preoccupati dalla disoccupazione e dall’identità persa dentro la distruzione di un “male di vivere” che non ha nulla di poetico, ma solo una devastante realtà di impotenza?

Forse Moccia torna a quello stereotipo di ventenni un po’ démodé dopo che il romanzo sui trentenni, L’uomo che voleva amare, ha venduto poco?

«Ha venduto 225mila copie. È stato ampiamente ripagato. Chi sceglie me ha sempre un risultato positivo. Eravamo abituati ad altre cifre: un milione e otto Tre metri sopra il cielo, uno e tre per Voglia di te. Ma le mode vanno e vengono perché nella società tutto cambia: ne rimangono 150mila che ti apprezzano fissi, a ogni libro. Però quando scelgo una storia non mi faccio condizionare, sennò non fai niente».

Ma a Ponte Milvio ci passa spesso?
«Abito lì vicino. Vado a comprare il pane, al baretto dei cocomeri, ai negozietti dell’usato, a mangiare al Sicilia in Bocca».

E i lucchetti aumentano?
«A dispetto di chi non li vuole. Non puoi negare la forza dell’amore».

Pistorius in pista per prepararsi al processo!

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Pistorius ancora in pista. Si tratta di “allenamenti a bassa intensità” come ha annunciato il suo portavoce, ma stupisce che ad appena 4 mesi dall’omicidio della fidanzata, la 29enne modella  Reeva Steenkamp, l’atleta riesca a concentrarsi in pista. Lo stesso portavoce ha specificato che  Pistorius “non prevede un rientro vero e proprio nell’agonismo né si pone come obiettivo la preparazione in vista di riprendere a gareggiare”, giacché “al momento la sua priorità continua a rimanere l’iter processuale”. Non la disperazione per la donna che amava e che “accidentalmente”  ha ucciso?

Il portavoce ha spiegato ancora che sono stati “I familiari, e coloro che gli stanno vicino”,  che “lo hanno incoraggiato a trascorrere in pista qualche ora la settimana, affinché questo lo aiuti a recuperare l’equilibrio mentale ed emotivo necessario a superare il trauma, e a prepararsi per il giudizio”.

Epifani non si candiderà a segretario al prossimo congresso

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“Confermo che non mi candiderò segretario al prossimo congresso. Le regole non le scriverò io, c’è una commissione”. Lo ha detto il segretario del Pd Guglielmo Epifani ad Agorà. Si aprono le porte a Renzi oppure il sindaco di Firenze punterà direttamente alla premiership?

Ex dipendente della Clementoni tenta di incendiare la fabbrica

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Sarebbe un ex dipendente romeno di 44 anni della fabbrica di giochi Clementoni,  in contrada Fontenoce, a Recanati, l’uomo che, questa mattina, è riuscito a introdursi nello stabilimento con la propria vettura, carica di bombole di gas, e ha tentato di dare fuoco all’azienda. Ha parcheggiato l’auto vicino a un deposito, ha incendiato il mezzo e si è dato alla fuga. I dipendenti si sono immediatamente accorti di quello che stava accadendo e hanno cercato di arginare l’incendio con gli estintori mentre attendevano l’arrivo delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco. Sul posto sono arrivati anche gli artificieri dopo che nell’auto è stato, notato un telefonino, da cui uscivano alcuni fili e si è temuto che potesse essere l’innesco per far esplodere la fabbrica.  Tutto il personale è stato evacuato.

La fuga dell’uomo poi è proseguita dopo aver scavalcato una recinzione e aver fatto irruzione nella scuola d’infanzia vicina alla Clementoni, dove si è fatto consegnare le chiavi dell’auto di una maestra, Alessandra Amichetti, minacciandola con un coltello. Ora è caccia all’uomo con un gigantesco dispiegamento delle forze dell’ordine tra Macerata e Ancona mentre la donna è stata portata all’ospedale e ricoverata al pronto soccorso.

Dell’operaio ritenuto responsabile è stata diffusa la foto dai carabinieri di Civitanova Marche. L’uomo vive a Montefano, non è sposato e potrebbe essersi rifugiato in una località dell’entroterra maceratese. Con sè avrebbe un coltello a serramanico, quello usato per minacciare la maestra.

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Il “bomber” Denis Verdini e la compravendita dei deputati

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Le confessioni di De Gregorio!

Sergio De Gregorio “svuota il sacco” in un’intervista al Fatto Quotidiano e racconta la sua decisione di presentarsi dai magistrati e raccontare quella compra-vendita di parlamentari. Lui inquisito con Berlusconi e Lavitola per corruzione ha deciso ieri di patteggiare e uscire di scena dal processo. “Ho sognato mio padre, mi diceva di andare dai magistrati e dire tutto su Berlusconi” così dice che è maturata quell’ammissione di responsabilità, ma lo scandalo sembrerebbe allargarsi e andare oltre perché a il Fatto racconta anche di altri casi avvenuti alla Camera “Nel 2010 – racconta – so di un altro deputato. Il nome? Non mi faccia andare oltre” Ma chi era il referente di tutto il meccanismo? Come lo chiama lo stesso De Gregorio il “bomber” ovvero Denis Verdini.

E poi racconta un retroscena: “Ho incontrato Verdini il 19 dicembre, fu mandato da Berlusconi che, invece non volli vedere, si stavano preparando le liste per le politiche. Mi disse: “Dai Sergio candidati, andiamo tutti al Senato, io te Silvio Nicola (Cosentino). Ho visto i numeri, se ci facciamo eleggere lì non c’è maggioranza per far passare le ordinanze di custodia cautelare”

“Dismisura, abuso di potere e degrado”, le cene di Arcore secondo Mora

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Non usa eufemismi Lele Mora rendendo dichiarazioni spontanee al processo “Ruby bis”. Fa il “mea culpa” e affonda il coltello su quanto secondo lui accadeva nelle serate ad Arcore nella Villa di Silvio Berlusconi. L’udienza si apre con parole dure «dismisura, abuso di potere, degrado, tre parole che ho letto sui giornali e che condivido», così definisce le “serate eleganti” dell’ex Premier. Mora ha poi letto la sua dichiarazione spontanea assistito dai suoi difensori, gli avvocati  Gianluca Maris e Nicola Avanzi, «poche parole per non violare il silenzio che mi sono imposto e che per me è l’unica condotta dignitosa» e poi ha aggiunto che durante il suo periodo di carcere, per l’accusa di bancarotta ha avuto modo di riflettere «…perché il carcere ti impone una pausa».

Si è anche scusato con i giornalisti per aver attaccato con polemiche aggressiva la stampa, per poi sottolineare il suo ruolo “passivo” nella vicenda e chiarire che «oggi non voglio più mangiare cibo avariato e lascio il compito di chiarire ai miei difensori». In particolare le sue scuse si sono rivolte al conduttore di ‘Piazza Pulita’ Corrado Formigli. «Mi vergogno – ha spiegato – di tante polemiche che ho fatto in passato contro i giornalisti e i comunisti e voglio chiedere scusa senza se e senza ma». L’ex manager dei vip ha detto di voler «uscire da questa bufera infernale che mi ha tolto la luce».
Mora ha ammesso di aver portato alcune delle ragazze ad Arcore, ma di non averle mai costrette e ha aggiunto di aver ricevuto «un prestito da Berlusconi tramite Fede con cui potevo salvare la mia società». Per i fatti di bancarotta, ha concluso, «mi sono assunto le mie responsabilità, per quelli di questo giudizio valuterete voi giudici».

La truffa delle madri surrogate: dall’Ucraina a Crema

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Una coppia cremaschi rischia fino a 15 anni di carcere per sottrazione di minore. Tutto inizia quando i coniugi decidono di recarsi in Ucraina per avere un figlio affittando, a 30 mila euro, l’utero di una madre surrogata. Il marito dona il seme ma quando nasce il bambino, attraverso il Dna, si scopre che non è il figlio dell’uomo. In precedenza marito e moglie avevano però utilizzato documenti falsi per tentare di far registrare a loro nome il figlio nato in Ucraina. Ma in Italia la registrazione è stata rifiutata e ora il piccolo è stato affidato a una casa famiglia. I genitori sono sotto processo. Questo però non è un caso isolato come spiega Cecilia Rizzica, l’avvocato che segue la vicenda:

“…ce ne sono 3mila ogni anno in tutta l’Unione europea e prima di entrare nelle aule di giustizia sarebbe opportuno che fosse la politica a dare delle risposte. L’esame del Dna  è stato fatto non in nostra presenza e non sappiamo dove sia il piccolo. Se fossimo di fronte a quanto affermato, il nostro assistito sarebbe però vittima di una colossale truffa. Ha pagato 30mila euro per una maternità surrogata. Ci viene da domandare quante coppie stanno allevando un figlio che non è loro”.
Inoltre i documenti consegnati dalla clinica ucraina dove il piccolo è nato, sono autentici solo che non sono riconosciuti in Italia dove non è previsto l’utilizzo di un parto da madre surrogata.
Secondo il legale  Giovanni Passoni si tratta di una vicenda assurda sulla quale dovrebbe intervenire il tribunale internazionale dell’Aia”.
La coppia che sembra vittima semmai di una truffa ora è sotto processo… la politica è assente e non dà risposte. L’Italia ancora una volta tarda ad adeguarsi alle nuove modalità che permettono di diventare genitori.

Sequestrate le armi alla mafia romena a Torino

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Durante una perquisizione in un locale notturno, all’interno di un’operazione denominata “Brigada” sono state sequestrate dalla polizia quattro pistole, una pistola elettrica, 83 proiettili, cinque passamontagna e due giubbotti antiproiettile appartenenti a una cellula mafiosa romena che opera nel capoluogo piemontese. Le indagini avevano già portato, in precedenza, all’arresto di 16 persone. Le armi si trovavano nel doppiofondo di un armadio, nel club utilizzato come base operativa. Arrestato anche un 29enne romeno, considerato uno specialista della clonazione di carte di credito.
Il malvivente è stato fermato nella sua abitazione a Torino, appena rientrato dalla Romania.

Vaticano nel caos: primi arresti

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Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, ha arrestato questa mattina un alto prelato, Nunzio Scarano, un religioso con un ruolo di spicco all’Apa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, l’organismo che gestisce i beni della Santa Sede). Insieme a lui sono stati arrestati anche un funzionario dei Servizi Segreti, Giovanni Maria Zito, un funzionario dell’Aisi, e un broker finanziario italiano che lavora soprattutto all’estero, Giovanni Carenzio. Tra i reati contestati, oltre alla truffa ed alla corruzione anche la calunnia, all’interno di una indagine che riguarda ingenti somme che sono rientrate dalla Svizzera. L’ammontare sarebbe di circa 20 milioni cash di proprietà di alcuni amici del monsignore a bordo di un jet privato. Per questo «servizio», Zito avrebbe ricevuto 400 mila euro. Gli arresti arrivano il giorno seguente allo shock per le accuse di pedofilia che ieri avevano interessato il cerimoniere pontificio: Don Franco Camaldo

 

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