Mastrapasqua si dimette dalla presidenza dell’Inps

mastrapasqua-dimissioni-tuttacronacaIn una nota si legge che il ministro del lavoro e delle politiche sociali Enrico Giovannini ha ricevuto questa mattina Mastrapasqua, presidente dell’Inps, il quale, “anche alla luce delle decisioni assunte ieri dal Consiglio dei Ministri, ha manifestato la sua volontà di rassegnare le dimissioni dall’incarico di Presidente dell’Inps”. Ieri, il governo aveva deciso di accelerare il processo di ridisegno della governance dell’Inps e dell’Inail, approvando inoltre un disegno di legge per disciplinare l’incompatibilità per tutte le posizioni di vertice degli enti pubblici nazionali, prevedendo, per quelli di particolare rilevanza, un regime di esclusività volta a prevenire situazioni di conflitto d’interesse.

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Le poltrone dei Mastrapasqua: 45 in due

antonio-mastrapasqua-tuttacronacaAntonio Mastramasqua ad oggi ha nove incarichi tra Inps, Equitalia e Autostrade. Ma se consideriamo anche il passato, ne ha avuti 25. E la moglie, Maria Giovanna Basile, non è da meno. La donna è infatti presente in venti collegi di sindaci: dalla Rai alle controllate Aci, alla municipalizzata romana Acea. La coppia è entrata nei giochi di potere della politica dal 2004 e, spiega Repubblica, da allora gli incarichi si sono moltiplicati, anche se già in precedenza i due erano ottimamente inseriti nei posti che contano. Anche la signora, insomma, non si tira indietro se c’è da entrare nei palazzi del potere. Il suo nome figura nel collegio dei sindaci della Rai e delle due controllate Rai Way e Rai Cinema. E’ in diverse controllate Aci: Global, Infomobility, Ventura, Vallelunga, Targasys. Qui pare però che ci sia arrivata non per le conoscenze del potente marito, ma tramite il suo socio dello studio di consulenza, Guido Del Bue, figlio di un dirigente dell’ente. E infine, una poltrona è riservata a lei anche nella municipalizzata romana Acea. Per quel che riguarda la sanità, la Basile è membro dei collegi di controllo in aziende fiorentine e romane, dalla Santa Chiara di Firenze, che opera nei servizi ospedalieri, alla Giomi Rsa attiva nelle case di cura per lunga degenza. Non mancano aziende di impiantistica, come la Ecosuntek di Perugia, e dell’immobiliare, come la Salic e la Giomi real estate. Avanti poi con la Giomi spa (Gestione istituti ortopedici nel Mezzogiorno d’Italia), e con la Cappellani Giomi spa, entrambe di consulenza e pianificazione aziendale. L’elenco si conclude con una poltrona nella Finemi spa, una merchant bank.
L’accumulo aveva colpito il senatore Elio Lannutti dell’Idv, che aveva chiesto al governo, in un’interrogazione, se non ci fossero possibili conflitti di interesse in questo intrico di incarichi, visto anche il ruolo del marito. Le risposte, ancora, non ci sono state.

Mastrapasqua si difende dalle accuse: “Non sono io il mostro”

antonio-mastrapasqua-tuttacronacaAntonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, è indagato dalla Procura della Repubblica di Roma per presunte cartelle cliniche truccate e fatture gonfiate dell’Ospedale israelitico, di cui è direttore generale. Ma l’uomo si difende dalle accuse di truffa, abuso d’ufficio, falso ideologico dichiarando di essere “sereno” e si difende dicendo “Non sono io il mostro”. E ribadisce: “Non mi dimetto”. E’ stato il quotidiano Repubblica a intervistarlo e Mastrapasqua dice che le contestazioni di cui parlano le carte non lo riguardano e assicura che le cariche che ricopre non sono incompatibili tra loro, oltre a negare di avere i 25 incarichi di cui si è parlato. “Chi dice questo non sa nemmeno leggere una visura camerale. Ma se non sanno leggerla dovrebbero andare da un commercialista e farsi spiegare le cose”. Per quel che riguarda i 25 incarichi, sono veri, spiega, “ma le camerali si compilano a stratificazioni. E lì ci sono tutte le cariche che ho avuto negli ultimi quindici anni di lavoro. Ha capito bene? Non quelle che ho oggi”. Oggi, dice, “sono il presidente dell’Inps e il vicepresidente di Equitalia, per effetto di patti parasociali, e di Idea Fimit, sempre per patti parasociali che risalgono a prima che arrivassi io all’Inps”. I potenziali conflitti d’interesse riguardanti le poltrone e i collegi sindacali di cui Mastrapasqua è presidente e membro? La risposta è pronta: “Io faccio parte di uno studio professionale e non l’ho abbandonato. A differenza di quello che fanno tutti gli altri, anche personaggi famosi, quando assumono un incarico pubblico, che intestano l’attività professionale alla moglie, io non l’ho fatto. Perché la legge dice che non sono incompatibili e quindi non ho dovuto intestare nulla a nessun altro. Si informi! La legge non vieta al presidente dell’Inps di far parte di un collegio sindacale”. E le ragioni di opportunità? “Il mio studio ha sessant’anni. E’ lo studio della mia famiglia. I clienti hanno da noi i collegi sindacali e io ci sono”. E Mastrapasqua è dentro sei collegi sindacali: Adr Engineering, Autostrade per l’Italia Spa, Coni servizi, Loquenda, Mediterranean Nautilus Italy, EurTel. Quanto alle contestazioni, lui assicura che non lo riguardano. “Si vada a leggere il caso precedente. Sono due indagini fotocopia. La prima è durata quattro anni e si è conclusa proclamando la mia totale estraneità. Poiché la seconda inchiesta è la fotocopia della prima, mi aspetto lo stesso esito”. La cessione di crediti inesigibili dell’Ospedale israelitico proprio all’Inps? “Non è così. Me lo dovete dimostrare. Tutte le fatture cedute hanno avuto una certificazione dalle Asl e dalla Regione Lazio”. E sui risultati dell’indagine dei Nas dei carabinieri? Lui risponde: “I Nas fanno il loro mesterie, ma non sono la Bibbia. Ho il massimo rispetto per loro, ma non lesembra un po’ eccessivo che, per un’informativa dei Nas, uno si debba dimettere o suicidare?”.

Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, indagato

antonio-mastrapasqua-tuttacronacaE’ La Repubblica a rivelare che Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, è indagato dalla Procura di Roma per il suo incarico di direttore generale dell’Ospedale Israelitico di Roma. L’inchiesta riguarda migliaia di cartelle cliniche falsificate per gonfiare i rimborsi del Ssn: illeciti per un totale di 85 milioni di euro. Al vaglio anche la cessione all’Inps di crediti inesigibili, escamotage servito a sanare i conti della struttura. Il tutto è inizato il 16 settembre 2013, con una denuncia dei Nas di Roma nella quale viene ricostruita la sospetta truffa. Si tratterebbe di migliaia di semplici interventi ambulatoriali nel reparto di Odontoiatria che si sono trasformati, nelle cartelle cliniche, in “operazioni invasive e con notevole carico assistenziale effettuate in ortopedia”. Al riguardo, si contano 12.164 cartelle cliniche falsificate, con richieste non dovute di rimborso alla Regione Lazio (poiché la struttura non è accreditata per gli interventi odontoiatrici, ma solo per quelli ortopedici) per 13,8 milioni di euro. A ottobre, quando si è chiuso il primo filone d’indagine, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio di dieci tra medici e dirigenti, ma qui il nome di Mastrapasqua non compare. Una volta che il Nas ha sequestrato le cartelle cliniche, tuttavia, è partito un secondo filone, nel quale il presidente dell’Inps è stato denunciato per truffa, falso ideologico e abuso d’ufficio assieme al direttore sanitario della struttura, Giovanni Spinelli, e dell’ex direttore regionale de settore “Programmazione e risorse della Sanità”, Ferdinando Romano. Quest’ultimo, sostengono i militari dell’arma, invece di sospendere l’accreditamento provvisorio dell’Ospedale Israelitico, “sottoscriveva con Mastrapasqua un protocollo d’intesa dove si accordavano sulle modalità di espletamento dei controlli, in violazione alla normativa regionale”, favorendo “un ingiusto vantaggio patrimoniale all’ospedale per 71,3 milioni di euro”. Mastrapasqua è già stato ascoltato dai magistrati che coordinano l’inchiesta, e ha respinto tutte le accuse.

Rimborsi d’oro in Sicilia, l’Ue minaccia lo stop ai fondi

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I pensionati d’oro saranno costretti al contributo di solidarietà, ma i rimborsi d’oro ai forestali? Chi ci pensa a tagliare le spese? La minaccia di bloccare i fondi alla Regione Sicilia arriva dall’Ue, che si scaglia contro a quei rimborsi che appaiono davvero troppo eccessivi. Basterebbe la sola voce che fa riferimento alla benzina per gridare allo scandalo. Se i conti riportati dai media infatti sono esatti e non ci sono, al momento, prove per dubitarne sarebbero 20 milioni di euro all’anno stanziati per il carburante. “O tagliate la spesa per i rimborsi chilometrici o niente fondi”, tuona l’Ue davanti alle spese e alle richieste di rimborsi presentate dai dipendenti dell’Azienda foreste.

Sono 15mila i forestali in Sicilia, a cui vanno aggiunti gli operai antincendio per un totale di 26mila addetti, scrive Emanuele Lauria su Repubblica:

“Decenni di politiche clientelari, nell’Isola, hanno allargato gli organici sino a un livello che non teme confronti: in Piemonte, per dire, i forestali sono 406, meno del piccoloComune di Solarino in provincia di Siracusa. E alla fine la cassa della Regione siciliana si è svuotata. Anche perché si scopre ora, con una denuncia dell’assessore alle Risorse Agricole Dario Cartabellotta, che i salari sono stati irrobustiti in virtù di benefici concessiallegramente: basti pensare che, in media, al costo di ogni lavoratore (82 euro) la Regione somma ogni giorno altri 12 euro di rimborsi chilometrici”.

Il governatore siciliano Rosario Crocetta parla di “cattiva organizzazione” e “furbizie”:

“Di “furbizie” parla proprio il governatore Crocetta che ora — davanti al disco rosso alzato da Bruxelles — ha deciso di inserire nella legge finanziaria in discussione all’Ars un taglio agli appannaggi di forestali. Ponendo un limite di 15 chilometri alle trasferte rimborsabili, bloccando il turn-over e i rinnovi contrattuali. I sindacati sono in rivolta e oggi manifesteranno in piazza”.

Anche il Pd si è schierato coi forestali, con il segretario regionale Giuseppe Lupo che ha detto:

“«Se c’è una cattiva organizzazione la responsabilità è del governo. Giusto abolire i privilegi, ma se ci sono diritti contrattuali quelli vanno rispettati. Così dovrebbe ragionare un’amministrazione di sinistra»”.

Una dichiarazione a cui Crocetta ha replicato duramente:

“«Essere di sinistra non significa essere illegali e parassitari»”.

La Lega, il Pdl e i rimborsi “facili” in Lombardia: 500mila euro per danni erariali

pirellone-rimborsi-tuttacronacaLa Procura della Corte dei Conti della Regione Lombardia contesta ai consiglieri regionali già appartenenti al Popolo della Liberta (Pdl) e alla Lega Lombarda un danno erariale di 500.000 euro, che si aggiungono al pregiudizio di oltre un milione di euro già contestato nei mesi scorsi per i rimborsi ‘facili’. Tali rimborsi sono riconducibili al periodo 2008-2011 e alla prima parte del 2012 e riguardano spese, effettuate tramite i gruppi, definite “del tutto estranee al mandato consiliare e spesso palesemente attinenti interessi personali del singolo consigliere”. Spiega una nota: “Le indagini coordinate e dirette dal procuratore regionale Antonio Caruso e dai sostituti Adriano Gribaudo e Luigi D’Angelo ed effettuate dalla Guardia di Finanza di Milano, hanno consentito, anche per effetto della stretta collaborazione attuata con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, l’accertamento di un danno erariale connesso all’illecita gestione dei fondi posti a disposizione dei gruppi consiliari regionali dalla Regione Lombardia ai sensi delle leggi regionali n. 17 del 7 maggio 1992 e n. 34 del 27 ottobre 1972”. Ma le contestazioni per danno erariale non colpiscono solo i singoli consiglieri regionali beneficiari dei rimborsi: tra i destinatari, infatti, vi sono anche i presidenti dei gruppi consiliari interessati cui è affidato il compito e la responsabilità di gestire i fondi attribuiti ai gruppi. La Procura regionale ha concluso una prima parte dell’attività con l’emissione degli inviti e nel frattempo proseguono le indagini su altri 65 consiglieri, di cui 37 riconducibili ai gruppi Pdl e Lega Nord e 28 ai gruppi consiliari di opposizione del periodo 2008-2012. Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo dichiara: “Le contestazioni della Corte dei Conti riguardano fatti relativi al passato, alla ottava e alla nona legislatura. Si tratta del risvolto contabile degli stessi fatti già oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica. Nessun fatto contestato riguarda l’attuale Consiglio regionale, né eventi avvenuti nella attuale decima legislatura”. “Questo Consiglio regionale – prosegue la nota di Cattaneo – invece a luglio del 2013 ha approvato una legge che ha fortemente ridotto indennità e costi della politica, introdotto regole ferree, ridotto i fondi a disposizione dei gruppi di oltre l’80% e varato norme restrittive e rigide per quanto riguarda i criteri che autorizzano tali spese”.

Arriva il bonus casa… come funziona?

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Ovvero l’Italia che ancora una volta per rilanciare l’economia punta ancora sull’edilizia. Il cambiamento, la ripresa in tempi brevi, la disoccupazione giovanile… le abbiamo messe sotto il mattone! Un bel bonus per la ristrutturazione… ma non avevamo detto che l’Italia è in crisi? Che le famiglie non arrivano a fine mese? Che bisogna cambiar marcia e iniziare un vero e proprio rinnovamento della visione economica non solo in Italia, ma anche all’estero? E invece ci riaffidiamo a uno dei settori che se non è proprio il lavoro più vecchio del mondo, poco ci manca. Forse gli italiani non hanno soldi per le bollette, ma li troveranno per le ristrutturazioni? Chi non riesce a fare la spesa, può sostenere comunque il costo di una ristrutturazione agevolata? Oppure semplicemente stiamo ancora una volta facendo un favore a chi grandi difficoltà non ne ha? A chi può permettersi la ristrutturazione e allora lo agevoliamo con il bonus?

Ma come funziona veramente il bonus casa?

Iniziamo dall’ecobonus, cioè la detrazione per gli interventi di efficienza energetica che è stato aumentato, portandolo dal 55% al 65%. Adesso domandiamoci perché chi può permettersi una ristrutturazione agevolata andrà anche a pagare anche bollette più leggere e a inquinare di meno… per gli altri sangue, sudore e sangue sulle bollette che lievitano a causa degli aumenti costanti imposte dalle società erogatrici dei servizi energetici.

Il bonus è poi confermato nella misura del 50% fino a una spesa di 96 mila euro. Il limite è annuale per singola abitazione. La detrazione si spalma su dieci anni in altrettante rate dal valore costante. Che misura d’immediato impatto per l’economia può essere una detrazione che si spalma nell’arco di 10 anni?

Non servono molti documenti per ottenere il beneficio: è sufficiente presentare una fattura e pagare attraverso un bonifico tracciabile (la misura serve a combattere anche la piaga dell’evasione fiscale delle ristrutturazioni edilizie) che presenti la causale specifica, il codice fiscale del pagante e la partita Iva o il codice fiscale del destinatario del pagamento. Se l’immobile in questione passa di mano è consentito a chi vende di mantenere il vantaggio fiscale per sé.

Chi potrà accedere a queste misure? Sicuramente non i giovani, chi è in cerca della casa per progettare una famiglia. Non era meglio dare un’agevolazione sulla prima casa? Dare un’agevolazione alle famiglie in difficoltà con il mutuo? Accelerare i tempi della ricostruzione dell’Aquila, invece di dare un bonus sulle ristrutturazioni? Sono questi gli incentivi strutturali di cui abbiamo bisogno in Italia? O la nostra situazione non è poi pessima come ci vogliono far credere oppure davvero è una misura ancora, una volta, per chi ha soldi da investire nella ristrutturazione!

Le spese folli della Lega in Friuli… tutto rigorosamente verde!

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Polenta, calzature, vestiti, casalinghi, cravatte verdi. C’era un po’ di tutto nella lista della spesa del gruppo della Lega Nord alla Regione Friuli Venezia Giulia finita sotto la lente di ingrandimento della procura di Trieste. Insieme ai rappresentanti di altri partiti seduti in consiglio anche il vertice del Carroccio deve rispondere dell’accusa di peculato per essersi servita di fondi pubblici per uno scopo ben diverso da quello per il quale era stato elargito il contributo. I legali del capogruppo leghista Daniele Narduzzi hanno presentato una memoria difensiva per spiegare gli strani acquisti e respingere le accuse chiamando spese di rappresentanza orecchini, i portachiavi, le felpe, le t-shirt, collanine e braccialetti che venivano distribuiti in occasione delle feste padane. Ma se le giustificazioni per queste spese lasciano perplessi,   le spiegazioni per gli altri prodotti ci portano in un mondo surreale. Gli articoli sportivi definiti «acquisti legati alle premiazioni in cui i consiglieri partecipano per divulgare notizie sulle attività svolte e raccogliere informazioni e proposte su possibili modifiche di normative regionali in materia». Superata anche l’impasse dei casalinghi: «Sono in realtà acquisti in negozi bazar e riguardano oggetti utilizzati per supporto dell’attività politica. «Trattasi – si legge – di vasellame, piatti e bicchieri e anche di stoviglie indispensabili nelle cucine delle feste politiche». E ancora: «L’acquisto indicato come Nelly 33cm non è un elettrodomestico ma un pupazzetto verde arancio usato come mascotte. Idem per il pupazzetto Maxi Nina».

Poi ci sono il cibo per gli animali e un biglietto per la lotteria… anche questa attività di propaganda? I loro elettori sono cani?

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#BersaniFirmaQui!

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Bersani firmi qui e rinunci ai rimborsi elettorali”. Ecco la nuova sfida di Grillo al Pd, rilanciata dal suo blog. Grillo conferma che il suo movimento rinuncerà ai rimborsi elettorali e invita Pier Luigi Bersani a fare altrettanto. «Il Movimento 5 Stelle – scrive Grillo – rinuncia ai contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore, per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiederà nè i rimborsi per le spese elettorali, nè i contributi per l’attività politica. Si tratta di 42.782.512,50 di euro che appartengono ai cittadini, anche in virtù di un referendum». «Il mio auspicio – prosegue – è che tutte le forze politiche seguano il nostro esempio, in particolare il pdmenoelle al quale spetta la quota più rilevante» e per questo, aggiunge, «non è necessaria una legge, è sufficiente che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma. Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti», conclude Grillo con un’esortazione alla rete a invitare via Twitter «Bersani a firmare il documento». E su Twitter è boom per l’hasthtag   #BersaniFirmaQui 

Siamo stati presi a pesci in faccia! Per il consigliere 800 euro di salmone.

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Emergono altri dettagli nell’inchiesta sulle spese di rappresentanza da parte di una ventina di consiglieri regionali, di più gruppi consiliari, del Friuli Venezia Giulia, indagati tutti per peculato. Tra le spese contestate dai pm ci sarebbero acquisti in farmacia, dal ferramenta e in pescheria: 800 euro per comprare salmone. Non manca il salto in negozi d’elettronica, dove primeggiano gli acquisti di un iPhone e la riparazione di un comando per auto.

A colpire tra i rimborsi anche un seggiolino per bimbi dal costo di circa 90 euro oltre a uno scontrino da 300 euro per generici articoli per neonati. La Procura ha analizzato le somme a disposizione dei gruppi nel 2011, per una cifra di oltre 2,6 milioni di euro. Sotto la lente d’ingrandimento, le spese del 2011 ma presto, fanno sapere fonti investigative, potrebbero essere passate al setaccio anche i “costi” del 2012.
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