Litigio tra conviventi: ex guardia giurata spara tre volte al compagno

guardia-giurata-spara-tuttacronacaLite in un appartamento del quartiere Mirafiori di Torino questa mattina, al culmine della quale l’ex guardia giurata 51enne Provvidenza Schifaudo ha sparato al compagno 47enne ferendolo in modo grave. L’uomo, l’elettricista Giuseppe Denaro, è stato trasferito all’ospedale Molinette per valutare la gravità delle lesioni agli organi interni. È stato raggiunto, secondo quanto si apprende, da tre colpi di pistola al torace e le sue condizioni sono gravissime. La donna ha atteso l’arrivo dei carabinieri e adesso è in stato di fermo. Ha detto di avergli sparato perchè stavano litigando.La coppia abita al quarto piano di un palazzo di edilizia residenziale pubblica costruito in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006.

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Forconi in piazza San Pietro: il Papa risponde

forconi-vaticano-tuttacronacaAlcuni dissidenti del coordinamento 9 dicembre, com’era stato anticipato nei giorni scorsi, si sono riuniti a San Pietro per assistere alla Santa Messa di papa Francesco. Per l’ala ‘dialogante’ del movimento è prevista, nel pomeriggio, una conferenza stampa in piazza di Castel Sant’Angelo. “Oggi siamo dal Papa per dire al mondo che la smetta di dipingerci come violenti – ha affermato il leader Mariano Ferro in una nota – per confermare quello che lui stesso ha dichiarato qualche giorno fa e cioè che ‘i poveri non possono aspettare’.” E Papa Francesco, dopo la recita dell’Angelus, si è rivolto sia ai fedeli che ai manifestanti: “A quanti dall’Italia si sono radunati oggi per manifestare il loro impegno sociale, auguro di dare un contributo costruttivo, respingendo le tentazioni dello scontro e della violenza e seguendo sempre la via del dialogo e difendendo i diritti”. Il Pontefice ha anche notato uno striscione esposto: “Lì è scritto – dice dalla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano – ‘i poveri non possono aspettare’. E’ vero. Questo mi fa pensare che Gesù è nato in una stalla, non è nato in una casa. Poi e dovuto fuggire, andare in Egitto per salvare la vita. Poi è tornato a casa sua, a Nazareth, e io oggi penso a tante famiglie senza casa, sia perchè mai l’hanno avuta, sia perchè l’hanno persa per tanti motivi”. E ancora: “Famiglia e casa vanno insieme è difficile portare avanti la famiglia senza abitare in una casa. In questi giorni di Natale invito tutti, persone, entità sociali, autorità, a fare tutto il possibile perchè ogni famiglia possa avere una casa”. Poi conclude con gli auguri: “Auguro a tutti una buona domenica e un Natale di speranza, di giustizia e di fraternità”

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Forconi, studenti, operai, Casapound… piazza del Popolo si tinge del Tricolore

forconi-roma-toiatti-tuttacronacaIl ritrovo per dare il via alla manifestazione a Roma era per le 15, a piazza del Popolo, ma fin da questa mattina drappelli hanno continuato a confluire. Alla manifestazione indetta dall’area intransigente guidata da Danilo Calvani, il contadino cinquantunenne di Pontinia, in provincia di Latina, si urla “Tutti a casa, tutti a casa” e “Libertà, libertà”. Diverse sono le delegazione giunte da tutta Italia, da Reggio Emilia, Firenze, Ivrea ed anche Aosta. Nel cielo sventolano le bandiere tricolore. Nel frattempo sono arrivate anche alcune decine di studenti ed operai, accolti dagli applausi dei manifestanti. I ragazzi hanno fatto il loro ingresso da piazzale Flaminio tenendo nelle mani fumogeni tricolore che hanno colorato la piazza. Intonando l’Inno di Mameli, gli studenti hanno esposto uno striscione con scritto ‘Studenti, braccianti, operai… il sole non sorge a Bruxelles’. Presi d’attacco, a livello di cori, anche i giornalisti, che sono stati definiti “terroristi”. Ma in piazza sono giunti, al grido di “Italia nazione rivoluzione” anche oltre 200 militanti di Casapound partiti in corteo a Roma dalla sede del movimento di estrema destra in via Napoleone III, per raggiungere il sit-in dei Forconi a piazza del Popolo. Anche per loro, bandiere tricolori. In testa al corteo il vice-presidente del Movimento Simone Di Stefano arrestato qualche giorno fa per aver rubato la bandiera dell’Unione Europea. E per ricordare quell’episodio tra i manifestanti spunta anche un manifesto che ritrae un ragazzo che “ruba” una bandiera dell’Europa. In testa alcuni manifestanti indossano maschere dipinte col tricolore dietro uno striscione con su scritto: “alcuni italiani non si arrendono”. Anche al loro arrivo, dalla piazza si sono alzati alcuni applausi.

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I Forconi a Roma: “Arrabbiati ma non violenti”. E spunta la cimice

Forconi-Roma-manifestazione-tuttacronacaI Forconi vicino a Danilo Calvani continuano a ripeterlo: “Siamo arrabbiati ma non violenti”. E mentre raggiungono piazza del Popolo a Roma, Aladino Castellani, uno degli esponenti del movimento, dice: “Chi oggi non è venuto ha già perso, noi siamo qui per combattere anche per loro che non hanno il coraggio di metterci la faccia”. Quello che i manifestanti, per la maggior parte over 40, si chiedono con maggiore frequenza è cosa accadrà in piazza.  Nota un ragazzo: “Dicono che ci saranno anche quelli di Casapound, saranno senza simboli e solo con il tricolore”. Gli rispondono: “Ma ci saranno 2.000 poliziotti in strada, speriamo vada tutto bene”. Il fatto è che ormai la gente ha paura: “È stato creato un clima mediatico di terrore, ora la gente ha paura”. “Non accetteremo atteggiamenti equivoci, quindi avvertiamo tutti che se mai qualcuno avesse intenzione di coprirsi il volto in piazza sarà denunciato da noi stessi alle forze dell’ordine, non accettiamo ingerenze nel movimento”, ha detto Aladino Castellani al momento della partenza. Intanto i manifestanti del presidio dei Forconi dei Partigiani a Roma mostrano un oggetto che hanno trovato: “Abbiamo trovato una cimice nascosta all’interno di un braccialetto di similpelle, che si trovava in terra nei pressi di un cassonetto dei rifiuti che era vicino al nostro presidio”. “La cimice – proseguono – era perfettamente funzionante ma noi abbiamo staccato i fili e l’abbiamo schiacciata. Fanno di tutto per controllarci, probabilmente è stata sistemata lì sotto richiesta del governo”.

Non solo Roma: manifestazioni anche in Sardegna

sardegna-forconi-tuttacronacaIn piazza d’Italia, a Sassari, si sta manifestando davanti al palazzo della Provincia con striscioni e finte bare. Quello che una cinquantina di forconi sardi, non legati direttamente al gruppo di protesta nazionale ma appartenenti al movimento Anti-Equitalia e al movimento per la Zona Franca in Sardegna chiedono, come spiegano gli organizzatori del sit-in, è “la ridiscussione di tutte le norme monetarie europee a partire dal Trattato di Maastricht, nell’ottica del riacquisto della sovranità finanziaria e monetaria”.  I rappresentanto del movimento hanno quindi aggiunto: “Senza la riconquista di una completa e operativa sovranità monetaria e di un ricollocamento dell’intero debito pubblico all’interno dell’economia italiana qualsiasi tentativo di uscire dalla crisi è destinato al fallimento”.

Treno bloccato nella notte a Pisa: Forconi sui binari

forconi-pisa-stazione-tuttacronacaManifestazione nel pomeriggio a Roma e già si sono contati i primi disagi in Italia. A Pisa, la scorsa notte circa 35 giovani hanno occupato per quasi un’ora i binari della stazione ferroviaria impedendo in questo modo a un intercity diretto a Salerno di riprendere la marcia dopo il suo arrivo in città. L’intenzione dei Forconi era di salire sul treno senza pagare il biglietto e raggiungere in questo modo la Capitale. Il convoglio aveva subito la stessa sorte accumulando un’altra ora di ritardo in partenza da Genova. Per quel che riguarda la stazione toscana, alla fine i manifestanti, provenienti da Viareggio, hanno acquistato un biglietto cumulativo e sono partiti poco prima delle sei per Roma con un treno interregionale. Come riporta la Nazione, secondo quanto appreso, sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri, non apparterrebbero a gruppi organizzati ma sarebbero simpatizzanti di estrema destra: qualcuno di loro sventolava il tricolore mentre non sono stati srotolati gli striscioni che avevano portato al seguito. I giovani hanno raggiunto Pisa con treni locali con l’obiettivo di salire proprio su quell’Intercity e le forze dell’ordine non escludono che fossero in contatto con qualcuno che già si trovava su quel convoglio che viaggiava con oltre un’ora di ritardo e il cui passaggio da Pisa, dove è giunto poco prima delle 4, era previsto alle 2.21.

Casapound pronta per Roma: “presidio statico”

manifestazione-casapound-tuttacronacaE’ Repubblica che intervista Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound, appena condannato a tre mesi con l’obbligo di firma per avere preso una bandiera Ue per sostituirla col tricolore. “Calvani dice che non ci vuole? E come ci impedirà di manifestare? Arriveremo in duemila in Piazza del Popolo. Il Coordinamento 9 dicembre ha chiamato tutti gli italiani e noi ci saremo, senza vessilli politici e con il tricolore”. E su quello che si aspetta dalla manifestazione di oggi a Roma: “Non credo che ci saranno scontri con la polizia. Noi non li vogliamo. Il presidio è statico, saremo lì con le maschere e il cappio al collo, per ricordare tutti i lavoratori e gli imprenditori che si sono suicidati per la crisi” e “rimarremo in Piazza del Popolo finchè la questione delle elezioni anticipate non diventerà una priorità nella discussione per giornalisti e politici”. In piazza, aggiunge, “accettiamo chiunque decida di manifestare senza vessilli politici. Anche sindacalisti e studenti di sinistra”. E i grillini “se sono davvero antisistema come dicono, devono lasciare 150 posti vuoti in Parlamento e scendere a manifestare con noi”.

Forconi in Vaticano: l’appuntamento è per domenica

forconi-vaticano-tuttacronacaNuovo appuntamento per il ‘popolo del 9 dicembre’: a segnarlo in agenda il leader dei Forconi siciliani Mariano Ferro che invita tutti domenica mattina in piazza San Pietro. Ritrovo alle 7. “Parteciperemo alla Santa messa. Vogliamo vivere un momento di serenità e di pace. Non possiamo rassegnarci, non vogliamo vedere violenza, non comprendiamo l’indifferenza del governo”. I Forconi ricordano: “I poveri non possono aspettare, ha detto qualche giorno fa Papa Bergoglio e noi che siamo i poveri ci affidiamo a lui ancor prima che agli uomini che decidono della nostra vita. Poveri ma ricchi, ricchi di voglia di vivere, ricchi di speranza, ricchi di voglia di serenita’, di pace e di giustizia. Ci piacerebbe se Papa Francesco lanciasse per noi un messaggio per quanto sta accadendo nel nostro paese”.

La settimana nera di Roma: la città in tilt

scioperi-roma-tuttacronacaE’ iniziato alle 8.30 lo sciopero dei mezzi, che durerà quattro ore, degli autisti dell’Atac e quello indetto al Cotral dalle segreterie regionali Filt-Cgil, Fit-cisl, Uil e Ugl Trasporti, Faisa Cisal e Sul Ct per il rinnovo del contratto scaduto nel 2007. Disagio quindi per la mobilità con la Capitale che deve fare i conti anche con le altre manifestazioni che si svolgeranno in città. Le difficoltà per la circolazione, infatti, proseguiranno domani e mercoledì, giorni nei quali la cittadinanza dovrà fare i conti con le targhe alterne. Ancora, ci sono i presidi e le manifestazioni. I militanti di Casapound si sono dati appuntamento per stamattina, alle 9, a piazzale Clodio, per chiedere la scarcerazione del loro vicepresidente, Simone Di Stefano, finito in manette sabato scorso dopo avere tentato di sostituire la bandiera europea con il tricolore nella sede della rappresentanza Ue in via IV novembre “Amare la nazione non è reato. Simone Libero”, è scritto sull’annuncio pubblicato sui social network, che in poco tempo si è diffuso a macchia d’olio. La notte scorsa uno striscione per la scarcerazione di Di Stefano è comparso anche nel presidio dei forconi a piazzale dei Partigiani. Ma non solo: mercoleì la protesta dei forconi arriverà a piazza del Popolo e già di parla di 40mila persone. Il prefetto Giuseppe Pecoraro, definisce inopportuno un accampamento nella piazza ma ritiene sarebbe invece possibile pensare ad un presidio ad oltranza “su altre piazze dove in genere si svolgono varie manifestazioni”. Come ad esempio piazza San Giovanni o in piazza Porta Pia. Un deciso no alla tendopoli in piazza del Popolo arriva anche dal sindaco Ignazio Marino. Oggi i forconi romani saranno di nuovo in Campidoglio, dovranno scegliere tra un’altra piazza, oppure insistere su piazza del Popolo e concludere la manifestazione la sera stessa. Il prefetto è ottimista, dice: “Troveremo una soluzione, è Natale, per i commercianti un’occasione importante”. Ma se intanto in casa degli stessi manifestanti il movimento si spacca, l’allerta resta alta per le forze dell’ordine, soprattutto per la possibilità di infiltrazioni. La Questura ha negato per mercoledì il corteo ai centri sociali in occasione della giornata per i migranti, ma loro dicono che sfileranno da piazza dell’Esquilino fino a Palazzo Valentini. “Mi auguro che ci sia un accordo” dice il Prefetto.

Roma sotto l’assedio di un movimento spaccato: Forconi a metà

forconi-roma-tuttacronacaIl 18 dicembre, a Roma, è prevista la manifestazione dei Forconi. Ma non sarà l’unica: il movimento si è infatti spaccato e i principali leader del gruppo, tra cui Mariano Ferro e Amedeo Chiavegato, sul loro sito ufficiale hanno detto di non riconoscere più quella manifestazione, annunciando peraltro che, nelle prossime ore, ne organizzeranno un’altra, che avrà luogo sempre nella Capitale. I leader, in questo modo, hanno preso le distanze da un’altra delle anime del movimento: Danilo Calvani. Afferma Lucio Chiavegato, leader veneto di quello che è stato definito il movimento dei Forconi: “La manifestazione dei ‘9 dicembre’ la faremo ma non adesso, non siamo organizzati e temiamo di non gestire la sicurezza”. Chiavegato rileva che il gruppo dirigente del movimento “non riconosce più Danilo Calvani e Gabriele Baldarelli”. “Non possiamo andare a Roma oggi – ha concluso – con il rischio di vedere tra le nostre fila chi viene per spaccare vetrine vestito da black block, soprattutto dopo che abbiamo conquistato la fiducia delle forze dell’ordine e che con loro abbiamo un ottimo rapporto”. Sulla stessa linea anche Mariano Ferro, che annuncia che non saranno “al raduno di mercoledì a Roma, per senso di responsabilità e per motivi di ordine pubblico: temiamo strumentalizzazioni”. Intanto sale la tensione nella Capitale, dopo che il prefetto, Giuseppe Pecoraro, ha definito “inopportuno” un eventuale accampamento a piazza del Popolo. Disagi in città e problemi al traffico si segnalano in molte zone del Paese.

Uccide un ladro in casa: fermato dai carabinieri!

serle-ladro-ucciso-tuttacronacaIeri sera Mirko Franzoni, meccanico 29enne, ha ucciso con un colpo di fucile da caccia un 26enne albanese che si era introdotto in un’abitazione per rubare. Il fatto è accaduto poco dopo le 22 in via Marconi a Serle, in provincia di Brescia. Il 29enne è stato fermato dai carabinieri. La vicenda la ricostruisce il Messaggero:

Franzoni, proprietario di una villa che si affaccia sulla strada, avvertito probabilmente dai vicini di movimenti sospetti, è tornato a casa in compagnia di alcuni amici e ha visto all’interno della sua proprietà un ladro. Con gli amici avrebbe inseguito il malvivente, che ha tentato la fuga, in un vicolo vicino all’abitazione. Una volta raggiunto, sarebbe nata una colluttazione tra il proprietario di casa, gli amici e il giovane ladro. Improvvisamente sarebbe partito un colpo di fucile che ha ucciso il 26enne di origini albanesi. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Brescia che stanno ricostruendo l’intera vicenda. In particolare, gli uomini dell’Arma stanno cercando di capire se il colpo sia partito accidentalmente, in un eccesso di legittima difesa, o se invece il proprietario di casa abbia sparato intenzionalmente. Per questo hanno interrogato a lungo Mirko Franzoni nella caserma di Nuvolento (Brescia) Serle è un Comune di poco più di tremila abitanti e appartiene alla Comunità Montana della Valle Sabbia. L’episodio avvenuto questa sera ricorda quello che nel giugno scorso vide coinvolto a Roma un imprenditore di 81 anni, Ilario D’Apollonio, che sparò contro uno dei banditi entrati nella sua villa sulla Nomentana dopo che i malviventi avevano imbavagliato e legato la moglie. In quella occasione morì un romeno, Nicolae Valentin Barbat, di 36 anni A luglio, invece, un 32enne di Legnaro (Padova), Walter Onichini, sparò con il suo fucile da caccia contro un gruppo di ladri che gli stavano rubando l’auto, ferendone uno.

Sotto shock! Un uomo trova un ladro in casa, gli spara e lo uccide

uccide-ladro-tuttacronacaE’ sotto shock un uomo che, rientrato a casa, ha trovato un ladro, l’ha inseguito e ha avuto uno scontro con lui. Nel corso della collutazione, però, è partito un colpo di pistola che ha ucciso il delinquente. Il fatto è avvenuto in provincia di Brescia, a Serle. La vittima era di origini albanesi. Sul luogo sono giunti i carabinieri della città lombarda, che indagano sull’accaduto.

Fumogeni e bombe carta vs cariche e lacrimogeni: scontri a Venezia

scontri-venezia-tuttacronacaGiornata calda oggi a Venezia, in Piazzale Roma, dove erano in programma due manifestazioni contrapposte, una delle realtà antagoniste, l’altra di Forza Nuova. La polizia ha reagito al lancio di fumogeni e bombe carta con alcune cariche ed il lancio di lacrimogeni. Il ponte di Calatrava è stato chiuso al transito. E’ il Gazzettino a raccontare quanto accaduto nel capoluogo veneto dove, durante la fase più cruenta degli scontri, i giovani dei centri sociali hanno lanciato verso le forze dell’ordine alcune transenne e bidoni dei rifiuti. La polizia ha risposto con cariche di alleggerimento e il lancio di lacrimogeni. Dal gruppo antagonista è partita quindi una sassaiola. Due giovani dell’area antagonista sono stati fermati dalla Questura dopo gli scontri con polizia e carabinieri in Piazzale Roma a Venezia. Secondo le prime informazioni, nei tafferugli avrebbero riportato leggere ferite e contusioni una decina di uomini delle forze dell’ordine. Stando a quanto riportato da fonti No Global, ci sarebbero 2-3 feriti alla testa, altri militanti con il naso rotto e due persone raggiunte da lacrimogeni all’addome. In seguito, la tensione è scesa con polizia e carabinieri che hanno ripreso il totale controllo dell’area ma la preocupazione è rimasta alta, perchè verso le ore 15 in Piazzale Roma era confluito anche il corteo di Forza Nuova, composto da 150 persone. A Venezia gli spiriti erano infervorati da giorni, come spiega ancora il Gazzettino. Doveva svolgersi un corteo di Forza Nuova, appuntamento alle 14.30 in piazzale Roma. In seguito la questura, proprio per evitare scontri, ha stabilito che quel corteo si sarebbe svolto al Tronchetto. I centri sociali hanno fatto la loro contromossa: stesso giorno, stesso luogo, appuntamento mezz’ora prima, obiettivo: impedire all’estrema destra di sfilare. Il gruppo dei centri sociali era formato da circa 250 persone, alcune con caschi in testa e con grossi scudi di protezione, per cercare di forzare il blocco di polizia e carabinieri alla base del ponte. I dimostranti intendevano avanzare verso l’area della stazione ferroviaria, interdetta dalla questura. Nel mezzo, però, si sono trovate le forze dell’ordine che hanno impedito ai centri sociali di raggiungere la stazione: si è scatenato il caos. In tutto questo c’è stato un fuggi fuggi generale, con molte persone in attesa degli autobus sul piazzale che sono fuggite per mettersi al riparo. L’Actv ha quindi deciso per motivi di sicurezza di deviare gli autobus di linea verso l’isola del Tronchetto. Tommaso Cacciari, portavoce dei “Disobbendienti veneziani”, ha accusato: “Ci hanno sparato addosso una pioggia di lacrimogeni ad altezza d’uomo: alcuni di noi, per questo, hanno ustioni allo stomaco e alla pancia”. Tra i dimostranti – ha riferito Cacciari – vi sarebbero diversi feriti, nessuno in gravi condizioni. “Ci hanno prima bloccato davanti al ponte della ‘Costituzione’ – racconta – con un numero di agenti pari solo a quelli utilizzati quando c’è stata la Lega, poi siamo stati caricati duramente. Il corteo si è difeso e ci sono state altre cariche”. In seguito agli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti il nodo di Piazzale Roma, unico punto d’accesso a Venezia per auto e pullman, è stato chiuso precauzionalmente al traffico. Tutti i mezzi su gomma in arrivo verso la città lagunare sono stati fatti deviare verso l’isola in cui si trova il grande parcheggio del Tronchetto. Sul Ponte della Libertà che collega Mestre a Venezia si è formata di conseguenza una lunga coda, che ha reso difficile anche il passaggio dei rinforzi delle forze dell’ordine. Verso le 17 piazzale Roma è stato riaperto e la situazione è cominciata a tornare alla normalità.

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Protesta dei Forconi: sparo contro un manifestante!

sparo-manifestante-forconi-tuttacronacaDavanti alla rotonda di un centro commerciale a Termoli una manifestante di 21 anni era impegnata nel fermare gli automobilisti per consegnar loro i volantini della protesta del movimento dei Forconi. All’ennesima veuttura approcciata, tuttavia, l’amara sorpresa: è infatti spuntata una pistola ad aria compressa che ha sparato un colpo. La giovane vittima, fortunatamente, non ha riportato lesioni.

Creduto morto, respira ancora all’arrivo del medico legale

creduto-morto-tuttacronacaUn 79enne di San Vito, frazione di Rimini, si è sparato un colpo alla testa nella sua abitazione. L’uomo è stato creduto morto ma, all’arrivo del medico legale, era ancora vivo e il dottore ha richiamato l’ambulanza. A quel punto, però, per l’anziano era troppo tardi: è deceduto prima del trasporto in ospedale. Ora sarà un’inchiesta dell’Asl della città romagnola a fare luce sull’accaduto, aperta per accertare il rispetto delle procedure da parte del personale sanitario. Il medico del 118 aveva accertato gravi lesioni cerebrali, irreversibili, e il decesso del paziente, chiamando quindi il medico legale, il quale però ha constatato che l’uomo respirava ancora.

Il video shock: il carro armato spara su una telecamera

attacco-carrarmato-tuttacronacaSono terribili e impressionanti le immagini che mostrano da vicino quello che accade quando ci si trova sulla linea di tiro di carro armato. Il video, registrato dalla telecamera di un ribelle siriano, dura una manciata di secondi, abbastanza per trasmettere la paura e l’orrore di quegli istanti. Stando a quanto riporta The Huffington Post, le immagini provengono da Khobar, nel quartiere di Damasco. Non è noto se l’esplosione ha causato vittime.

Dolore a Civitanova: una 26enne si suicida con la pistola del padre

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Si è consumata una tragedia lunedì pomeriggio, in un’abitazione di corso Garibaldi, a Civitanova. Una ragazza di 26 anni, Diletta Marinelli, si è tolta la vita puntandosi alla tempia destra il revolver del padre che, secondo le indagini dei carabinieri, era riposto sopra l’armadio nella sua camera da letto. E’ un amico di famiglia che riferisce che di solito la “pistola era gelosamente custodita in una cassetta, sempre rigorosamente sigillata”. Ma chi non si dà pace è il padre della ragazza, l’ex An Giancarlo Marinelli che in casa aveva anche un fucile da caccia, detenuto legalmente così come la pistola e ora parimenti sequestrato: “Se n’è andato un pezzo di me. Non troverò mai pace, mi sento in colpa per quello che è accaduto, non potevo prevederlo”. Non era la prima volta che la giovane pensava alla morte, già in passato avrebbe tentato il suicidio e da tempo era seguita dalla Asl per problemi legati alla depressione. Viene descritta come introversa, magra, all’apparenza dark e vicina alla musica metal, ma anche dolce e sensibile. “L’impegno era alla base del suo modo di lavorare”, spiega Cristian Lanari, titolare della gelateria Pistacchio Curioso dove la ragazza, che tempo fa aveva lasciato gli studi nonostante l’ottimo profitto, ha lavorato fino a settembre. Poi “ha dovuto interrompere per motivi di salute – continua Lanari – ma sarebbe tornata presto. Eravamo sempre in contatto, c’era un rapporto di fiducia tra noi, lei mi raccontava dei suoi progetti, era autoironica, le piaceva l’arte e voleva seguire un corso di disegno”. Figlia unica, gli amici la ricordano come “Deliziosa, attenta all’abbigliamento e riservata”. Il funerale avrà luogo venerdi alle ore 17 nella chiesa di San Pietro di Civitanova.

Romanzo Criminale a Roma: tre sparatorie in un giorno

sparatorie-romaGiornata in stile Far West a Roma e dintorni, con tre persone uccise e una ferita gravemente. Si è iniziato questa mattina con l’omicidio del 62enne Claudio D’Andria, freddato per strada a colpi di pistola davanti alla sua abitazione. Alcuni testimoni hanno parlato di due persone arrivate in strada a bordo di uno scooter, un’altra persona ha riferito di aver visto una persona fuggire a piedi nel parco. L’uomo avrebbe un piccolo precedente per droga risalente al 2004.  Nel pomeriggio si è invece svolta una vera e propria esecuzione a Focene, alle porte della capitale. Pietro Rasseni, 40enne con piccoli precedenti per furto e spaccio, è stato ucciso sull’uscio di casa, sotto gli occhi della moglie e del figlio di 10 anni. Subito dopo gli spari, ha riferito un testimone, un uomo è scappato a bordo di un motorino. Si è appreso che la vittima era nota alla gisutizia, con la quale era finita nei guai nell’aprile del 2006 quando aveva forzato un posto di blocco sul Grande Raccordo Anulare. Dopo un lungo inseguimento, durante il quale aveva speronato tre volanti della Stradale e percorso 500 metri contromano, provocando otto ferimenti, era stato arrestato. Infine, poco prima delle 20, ad Anzio, sul litorale romano, si è consumata la terza sparatoria, che si è conclusa con un morto ed un ferito grave. La vittima si chiamava Daniele Righini, aveva 32 anni e un precedente per furto. L’altra persona coinvolta nella sparatoria è Massimiliano Cencioni, suo coetaneo, rimasto gravemente ferito al torace. I due erano a bordo di una Peugeot in corso d’Italia quando sono stati raggiunti dai colpi di pistola. Secondo le prime testimonianze, ancora poco chiare, i killer potrebbero essere scappati a bordo di uno scooter. Anche in questo caso, si stanno svolgendo le indagini. Alemanno, parlando dell’accaduto, ha parlato di un “attacco di criminalità organizzata”. “Abbiamo vinto con la riduzione dei reati, della criminalità in strada e di lotta al degrado – ha spiegato – ma c’è un problema di attacco di criminalità organizzata nella città di Roma, che è nuovo e al quale bisogna reagire in maniera compatta.”

Si spara a Roma: due uomini uccisi a colpi di pistola in due zone diverse

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Secondo omicidio nella capitale oggi: dopo che stamattina era stato rinvenuto in viale Giorgio Morandi, nelle zona di Tor Sapienza, il cadavere di Claudio D’Andria, di 62 anni, ucciso con un colpo di pistola alla testa davanti al palazzo dove abitava, n altro omicidio è avvenuto nel pomeriggio alle porte di Roma. Un uomo è stato ucciso nella sua abitazione, in località Focene, anche lui colpito alla testa da un proiettile. Un testimone ha riferito di aver visto un uomo che scappava a bordo di un motorino subito dopo aver sentito gli spari. Sulla vicenda sta indagando la polizia.

Giallo a Roma: uomo ucciso per strada con un colpo di pistola

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Il cadavere di un uomo è stato rinvenuto questa mattina a Roma, in viale Giorgio Morandi, nella zona di Tor Sapienza. La vittima è il 62enne Claudio D’Andria, romano. Stando alle prime informazioni, l’uomo sarebbe stato ucciso con un colpo di pistola alla testa all’ingresso del palazzo dove abitava. Sembrerebbe che l’aggressione sia avvenuta poco prima delle sette di mattina. D’Andria, incensurato, stava rincasando dopo una passeggiata con i suoi cani. Gli agenti della Squadra Mobile stanno indagando sull’omicidio ma il movente appare ancora un mistero. 

Spari nel siracusano: uomo ucciso durante la festa dell’Ascensione

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A Floridia, centro agricolo nel siracusano, un uomo è stato ucciso a colpi d’arma di fuoco nella notte, poco dopo l’una, in via Papa Giovanni XXIII. La vittima, il 42enne Nicola Ferla, è stato colpito mentre stava salendo nella sua auto, una Fiat Punto. I carabinieri, avvisati da un passante che aveva notato la vettura con la portiera aperta e un corpo all’interno, hanno avviato le indagini per risalire al killer dell’uomo che era già noto alle forze dell’ordine. Una delle ipotesi è che il sicario abbia sparato mentre erano in svolgimento i tradizionali fuochi d’artificio per le manifestazioni dell’Ascensione, riuscendo così a “coprire” il rumore dello sparo. E’ ancora ignoto il movente del delitto.

Spari all’aeroporto di Houston, in Texas

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I media locali hanno riportato che alcini colpi d’arma da fuoco sono stati sparati all’aeroporto Bush di Houston, in Texas, sembra, stando alle prime informazioni, da un uomo che si sarebbe suicidato vicino al check point di sicurezza del terminal B. Questo week-end, nella città texana, avrà luogo l’assemblea della NRA, la National Rifle Association, potente lobby americana delle armi.

Denise Morello… non doveva andare così!

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E’ finita con un colpo di pistola la vita della 22enne Denise Morello… e non doveva finire così. A sparare è stato il suo ex, Matteo Rossi, l’uomo che per lei aveva comprato un’intera pagina di giornale per cercare una riappacificazione dopo che lei lo aveva lasciato. Aveva inserito un cuore e aveva scritto  «Questa follia per farti capire quanto sono pazzo di te, Denise». Follia… Pazzo. lo aveva dichiarato pubblicamente. Quello che sembrava un gesto d’amore era invece un messaggio, forse inconscio, che suonava come una richiesta d’aiuto. Da alcune dichiarazioni che aveva rilasciato proprio in occasione della pubblicazione del suo messaggio emerge una figura con tratti infantili, anche se spiegava che il rapporto con la ragazza era finito a causa di «una leggerezza che non ha nessunissimo valore. Non pensate però che l’abbia tradita o fatto qualcosa di simile: non ci penserei mai. È la donna della mia vita. Se anche mi sfugge un complimento ad un’altra, è solo perché sono un agente di commercio».

Poi però la rassegnazione non era mai arrivata. La ragazza era diventata un’ossessione e aveva iniziato a perseguitarla. Denise si era rivolta ai carabinieri di Montebelluna. Il 37enne era stata chiamato in caserma; un “rimprovero” e  il consiglio di cambiare registro, di lasciar in pace l’ex fidanzata.

Passa poco tempo e l’uomo chiede il porto d’armi per uso sportivo. La polizia naturalmente lo concede, dimenticando la storia pregressa. Forte del suo porto d’armi, tre settimane fa acquista una Beretta e ieri sera dopo aver pianificato tutto passa all’azione. Attende la ragazza nel parcheggio del supermercato, dove la ragazza era solita parcheggiare l’auto per andare a lavorare nello studio del commercialista che si trova nel complesso e appena la ragazza sale in auto fa fuoco. Un colpo alla nuca che stronca la vita di Denise… poi rivolge la pistola verso di lui e spara un secondo colpo, uccidendosi a sua volta. Due cadaveri vicini, come forse nella sua testa ormai malata era giusto che fosse. Matteo andava aiutato, ma le forze dell’ordine hanno solo lanciato un avviso senza prendere provvedimenti, concedendogli un porto d’armi, mettendolo in condizione di compiere quella follia. Ieri sera Matteo ha sparato e sicuramente ci sono tante responsabilità che pesano su quel proiettile che ha ucciso Denise perchè non si può proprio morire a 22 anni in questo modo, dopo essersi più volte rivolta alla polizia denunciando lo stalker di Matteo… non doveva andare così!  Ora che Matteo Rossi è morto chi pagherà per l’omicidio di Denise?

Spara alla ex e si suicida!

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Un uomo di circa 40 anni ha ucciso con un colpo di pistola l’ex fidanzata, una giovane di 22 anni, e poi si è tolto la vita con la stessa arma. L’omicidio-suicidio è avvenuto nel parcheggio di un supermercato, a Montebelluna (Treviso)

Un barbercue al sangue!

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Un incidente macabro e tragico nel Tennessee dove un bimbo di 4 anni ha trovato a portata di mano una pistola incustodita e ha sparato un colpo, uccidendo una donna di 47anni, Josephine Fanning, moglie del vicesceriffo di una contea. Le armi sempre in primo piano negli Usa 2.0 e più si apre il dibattito più la lobby della armi sembra voler invece alzare il tiro per non perdere i suoi guadagni e privilegi. Strage dopo strage sembrano intensificarsi i sostenitori del partito contro le armi, ma ci sono ancora molti che, proprio per il dilagare della violenza, consigliano, sconsideratamente, un’arma in ogni famiglia. Armi da difesa che si trasformano in proiettili che dilaniano le famiglie. Troppo sconsiderati i comportamenti di chi dovrebbe proteggere gli americani e invece si gloria davanti agli amici della sua collezione di armi, salvo poi dimenticarle all’altezza di un bambino di 4 anni. Il vicesceriffo della contea di Wilson, Daniel Fanning, aveva invitato amici e parenti per una grigliata. L’agente aveva appena mostrato la sua collezione a un amico quando il bimbo e la moglie di Fanning sono entrati nella camera e il piccolo ha premuto il grilletto. La donna è morta sul colpo. Quando si riuscirà a far capire agli americani che siamo fuori dal far west?

Si toglie la vita un noto albergatore di Lipari! Crisi nera.

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Si è tolto la vita con un colpo di pistola Edoardo Bongiorno, 61 anni, uno dei più noti operatori turistici delle Eolie. L’imprenditore si è ucciso questa mattina a Lipari, nel suo albergo, l’hotel Oriente. Secondo una prima ricostruzione il suicidio sarebbe legato a difficoltà economiche in cui versava l’imprenditore per la crisi dilagante del settore. Proprio ieri avevano annunciato la chiusura altri due alberghi «storici» dell’arcipelago, Le Sables noires e l’Eolian hotel, a Vulcano. Edoardo Bongiorno, sposato e con una figlia, alle Eolie era conosciutissimo. Aveva dedicato la sua vita all’Hotel Oriente, ereditato dal padre Leonida, un partigiano divenuto famoso per la storia d’amore con la figlia di Benito Mussolini, raccontata dal giornalista Marcello Sorgi nel libro «Edda Ciano e il Comunista di Lipari» che ha ispirato anche una fiction di Raiuno.
L’imprenditore si è recato all’alba nel suo albergo di via Marconi, che in questa stagione è chiuso e che avrebbe dovuto riaprire i battenti tra qualche settimana, ha preso la pistola, detenuta all’epoca dal padre, e dopo essere salito sul furgone dell’albergo si è tolto la vita. A scoprire il cadavere sono stati alcuni dipendenti in procinto di effettuare i lavori di preparazione per la riapertura dell’albergo.

Delitto passionale al femminile!

angela toni - Marilena Ciofalo- brescia-omicidio-cronaca nera-tuttacronaca

E’ stata freddata  nel sonno Marilena Ciofalo, 34 anni , con un colpo di pistola dalla convivente Angela Toni, di un anno più anziana. L’omicidio è avvenuto nell’abitazione che le due donne dividevano a via Donatori di Sangue a Brescia. Poi, è stata la stessa Toni, qualche ora dopo l’omicidio, a chiamare i carabinieri confessando il delitto. La donna si trova ora in carcere. L’arma con cui ha commesso l’omicidio era detenuta regolarmente. I vicini hanno riferito di aver sentito la coppia litigare nel corso della notte. All’origine dell’omicidio ci sarebbero motivi passionali, forse un raptus di gelosia, alla base dell’omicidio. Sull’omicidio stanno indagando i carabinieri.

 

Bambino di 4 anni si uccide accidentalmente con pistola del padre!

 Jaiden Pratt

 

4 anni e trovare una pistola carica in casa. 4 anni e morire. 4 anni! Jaiden Pratt viveva a Houston, in Texas, e si è ucciso accidentalmente sparandosi un colpo nello stomaco con la pistola, lasciata incustodita dal padre,  il 31enne MarquezPratt. Secondo la polizia, dal numero di serie dell’arma si è scoperto che era stata rubata nel 2011 durante una rapina e sembra che in casa di Pratt siano state trovate altre armi e anche della droga.

«Questo non è il caso di una persona responsabile che possiede un’arma per difendersi», ha detto il sergente Brian Harris, della polizia di Houston. Secondo la ricostruzione fatta dagli agenti, padre e figlio stavano dormendo sul divano, quando, domenica mattina presto, il bambino ha preso la pistola appoggiata vicino a loro, una semi-automatica, dalla quale accidentalmente è partito un colpo. A dare l’allarme è stato proprio il padre che è corso fuori dall’appartamento tenendo il figlio in braccio e chiedendo aiuto. Il piccolo stava trascorrendo il fine settimana con il padre, e la madre doveva come ogni domenica passare a riprenderlo a mezzogiorno.

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