Giro del mondo… in un piatto! Metti una bandiera a tavola

piatto-bandiera-tuttacronacaIl più grande festival gastronomico d’Australia, il Sydney International Food Festival, ha deciso di promuovere l’evento puntando sul patriottismo… a tavola! Ecco allora che nei piatti sono state ricreate le diverse bandiere nazionali per “disegnare” le quali si sono utilizzati gli alimenti tipici e originari di ciascun Paese. Il giro del mondo… passa per la cucina!

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Italia = mafia! Anche Praga sfrutta lo stereotipo

al-capone-pizzeria-praga-tuttacronacaLa scorsa estate il deputato regionale del Pd Fabrizio Ferrandelli aveva scoperto, a Copenaghen, il ristorante Mama Rosa, dove abbinano la Sicilia con Cosa Nostra sfruttando i soliti stereotipi mafiosi. Prima ancora dilagava lo scandalo di Don Panino, ristorante viennese che utilizza i nomi dei boss di Cosa Nostra, ma soprattutto delle vittime della lotta alla mafia, per dare il nome ai suoi panini. In Italia continuiamo a lottare contro la mafia, omaggiamo e ricordiamo i nostri eroi, organizziamo anche feste in occasione di ricorrenze importanti come il 15° anniversario dell’arresto di Totò Riina. Perchè il Belpaese è anche molto altro. Perchè c’è chi crede e lotta per una Nazione migliore, in grado di risollevarsi, dove la legalità la faccia da padrone e ci siano prospettive per il futuro. Eppure anche le nostre eccellenze vengono ricollegate alle pagine più oscure, al lato nero. E la nostra cucina, giustamente famosa in tutto il mondo, diventa un modo facile per sfruttare un “marchio” diffamatorio e stereotipato. L’ennesimo esempio arriva da Praga. Qui non solo ci si può imbattere nel ristorante e music club La Mafia, c’è anche una pizzeria Al Capone. Dov’è possibile consumare un intero pasto che “omaggia” questa figura. Gnocchi, insalata e l’immancabile pizza. E non manca il dessert. Un altro Paese dell’Unione Europea che dimostra di non conoscere i “Paesi amici”. Un altro esempio di come il razzismo scorra sotterraneo e diventi un modo per farsi pubblicità. E che gioca facile. Quanti saranno i locali che, per promuovere la propria presunta italianità, oltre a Rialto, Vesuvio e BelPaese, utilizzano nomi come Mafia, Camorra o altri facili riferimenti? Quando, magari con un po’ di nostalgia di casa perchè apparteniamo al gruppo “cervelli in fuga”, potremo gustarci un piatto italiano in un locale con un nome che davvero ci ricordi l’orgoglio di appartenere a questa Nazione? Quando ci sentiremo a “casa” in Europa?

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Da mangiare… con gli occhi! La food art di Hong Yi

arte-piatto-tuttacronacaL’artista malesiana Hong Yi, nome d’arte Red, utilizza gli alimenti per creare le sue opere a misura di piatto e sbizzarrirsi con la fantasia. In questo modo del nero di seppia serve a riprodurre un graffito di Bansky e dei pomodirini si trasformano in palloncini. “Un giorno guardando gli avanzi in un piatto ho avuto l’impressione di scorgerci un volto, da lì è nata l’idea. Ho pensato che ogni pietanza avesse un colore e una forma che poteva diventare altro. Così ho deciso che per un mese avrei ‘costruito’ un piatto al giorno”, ha spiegato l’artista.

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Il blogger che prepara piatti commestibili con il cibo per gatti

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Colin McQuistan, ha un suo blogger di cucina dal titolo accattivante MyFoodeeBlog, ma da sempre, fin da bambino, ha avuto una vera curiosità per il cibo dei gatti. Così ha deciso di unire la sua passione per la cucina con al sua curiosità. Si è recato al negozio più vicino e ha comprato cibo per gatti. Arrivato alla cassa, il cassiere ha anche voluto essere gentile e apprezzare il cibo che Colin aveva scelto “Che gatto fortunato!” ha esclamato l’ignaro cassiere che si è sentito rispondere con sconcerto “io non ho un gatto!”

Infatti Colin, 41enne di Glasgow arrivato a casa ha tentato per ben 4 volte di ottenere un buon risultato con quel cibo per fido. Alla fine si è ritenuto soddisfatto della ricetta che ha inventato.

Infatti all’inizio assaggiandolo così com’era la sensazione è stata piuttosto sgradevole. Si sentiva qualcosa che poteva assomigliare al pollo ma con un retrogusto, secondo Colin, di gomma bruciata. Per renderlo più commestibile quindi si è inventato un piatto cinese saltato in padella. Ha aggiunto cetriolini, piselli dolci, zenzero, aglio, salsa di soia, cumino, un mix di curry e salsa di peperoncino dolce. Il risultato è migliorato, ma non era ancora eccellente. Magari prima o poi riesce a trovare la ricetta giusta!

In realtà il Blog di Colin si propone di sconfiggere tutti quei blog di cucina pretenziosi e cerca di trovare piatti originali utilizzando gli ingredienti più strani. Fra le sue ricette compare anche un pesto per la pasta fatto di erba del giardino… forse però è meglio seguitare a scegliere le foglie di basilico dal proprio orto!

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Piatti alla mafia, lo scandalo ora è a Copenaghen! Altro fango sull’Italia?

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Altro fango sull’Italia e soprattutto sulla Sicilia? Il deputato regionale del Pd Fabrizio Ferrandelli ha scoperto a Copenaghen il ristorante Mama Rosa dove abbinano la Sicilia con Cosa Nostra sfruttando i soliti stereotipi mafiosi.

Da qualche giorno – spiega Ferrandelli – ero a Copenhagen con mia moglie e la piccola Bruna. Un po’ di relax con la mia famiglia, per poi tornare sabato a Palermo. Ieri sera un veloce boccone che però è andato di traverso. Sapete perché? Perché mentre anche in Danimarca arrivano gli echi di una sorta di gara, di sfida in salsa siciliana a chi è più antimafioso dell’altro, come se alla fine in palio ci fosse una medaglia, una patente, un documento valido per l’espatrio, in Europa la Sicilia è ancora stampata, immaginata, non nelle brochure turistiche ma nei menù di locali vergognosi che propongono ai turisti pizze mafiose. Insomma, da noi l’antimafia litiga e all’estero la Sicilia è sempre e solo mafia- Ieri sera io e mia moglie Claudia ci siamo trovati davanti all’ennesima vergogna: la ‘pizza mafioso’ di Copenhagen e tanto per rimanere in tema la ‘pizza Al Capone’. Specialità del ristorante Mama Rosa di Copenhagen.

Guardando sul sito del ristorante nel menù si trova infatti “pizza Al Capone”. Per trovare la “pizza mafioso” bisogna invece andare sulla sezione “Lunch Specials” sulla pagina Menu Main Courses.

Questa la foto del menu del ristorante che indica la “prelibatezza” fra le sue portate:

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Come riportato da BlogSicilia:

Risale a pochi mesi fa il caso del ristorante viennese Don Panino, che ironizzava sul proprio menu su vittime di mafia come il magistrato Giovanni Falcone e il giornalista Peppino Impastato.

“Per uno strano scherzo del destino, – continua Ferrandelli – avevo già preparato un dossier da presentare la prossima settimana in Commissione regionale Antimafia dove racconto con numeri e foto il modo distorto con il quale in tanti posti del mondo si rappresenta l’immagine della nostra Sicilia e del nostro Paese all’estero. Perché quello di Don Panino non è un caso isolato”.

Il dossier è stato predisposto dal deputato Pd grazie alle segnalazioni dell’associazione “MafiaContro” e del suo portavoce Renato Campisi che, all’iniziativa in ricordo dell’assassinio del giudice Costa, hanno consegnato a Ferrandelli una documentazione dettagliata e una lettera rivolta al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, nella quale si segnalano tanti ristoranti, e non solo all’estero, con insegne che inneggiano le gesta mafiose (Pizza Connection, Il Padrino, Don Vito Corleone, etc.).

“Ieri sera in Danimarca – ribadisce Ferrandelli – l’ennesima vergogna che allegherò al fascicolo. Sono veramente sdegnato e dobbiamo sdegnarci tutti per i tanti che hanno combattuto e combattono la mafia. Il rispetto della memoria di chi ha sacrificato la vita in nome della legalità e della libertà e il rispetto di chi, in silenzio, pratica quotidianamente la legalità e si batte contro ogni forma di criminalità devono prevalere sempre su dibattiti sterili e sulle contrapposizioni che servono solo a dividere un fronte che dovrebbe stare unito per il bene della Sicilia e dei siciliani”.

Arriva #foodporn, l’appetito virtuale. Condannare o ridere?

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C’è chi lo condanna, c’è chi lo trova divertente, c’è chi ne fa un’ossessione o chi semplicemente una passione fotografica: si chiama #foodporn, anche se con il porno non ha molto da spartire. Ma cos’è la nuova moda social? Si tratta di fotografare e postare i piatti prelibati su Facebook e condividere immagini di cibo. Per alcuni questa pratica è pericolosa e rappresenta un disordine alimentare, per altri è solo l’ennesima follia del network che, a volte può mettere l’acquolina in bocca e altre strappare una risata.

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Ma quali sono le regole da seguire per fare la foto perfetta e postarla su Facebook?

– Stare attenti alla luce. Meglio se naturale e se proviene direttamente da una finestra per donare morbidezza all’immagine. Consigliabile anche mettere il piatto davanti alla finestra possibilmente con una luce laterale che elimini ombre. Il cibo se non bene illuminato non risalta nelle foto e può essere “vittima” del flash che spesso creare una foto piena di luci e ombre e riflessi indesiderati.

– Non riempire l’immagine con oggetti inutili o che possono levare l’attenzione dal piatto. Eliminare il tovagliolo sporco o la forchetta usata. Meglio uno zoom su un particolare che elimini anche il fondo. QUello che deve risaltare è il piatto. Se poi siete degli appassionati della fotografia e la vostra macchina ha la funzione macro perché non provare a usare la fantasia e tentare un particolare curioso del piatto?

– Le grandi quantità di cibo sono difficili da gestire quindi meglio porzioni piccole da poter inquadrare da diverse angolature per cercare la profondità.

– Fare una bella foto di cibo è difficile: meglio fare più scatti. Provare anche effetti diversi di messa a fuoco e soprattutto tentare di realizzare qualcosa di veramente accattivante.

– Il cibo non può aspettare… è triste riprendere il formaggio ormai freddo nel panino o un piatto di insalata condita dopo un’ora. Su alcuni elementi, per dare risalto nella foto si può passare l’olio o in alcuni casi l’acqua, ma la regola migliore è sempre scattare nel miglior tempo possibile.

– Non eccedere neppure con gli effetti in postproduzione… il cibo è bello al “naturale” la maggior parte delle volte!

Buon appetito virtuale a tutti!

Bocciato il giudice di Masterchef! Cracco si scusa senza riserve.

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Carlo Cracco ha deluso 4 ospiti del suo ristorante, ma non ha trovato pretesti per nascondere il fatto: è uscito dalle cucine e si è avvicinato al tavolo per ascoltare le lamentele. Il problema si è presentato giovedì sera quando 2 coppie di amici, ospiti del ritorante di Cracco, si sono lamentati del servizio a loro dire “frettoloso e scortese” e hanno riscontrato una qualità, non adeguata al ristorante dello chef pluristellato Michelin,  in un piatto di pesce e in un risotto di gamberi. Cracco immediatamente si è scusato e ha ammesso “Cose che possono capitare, il cliente ha sempre ragione. I piatti mi sembravano buoni, in cucina siamo in tre ad assaggiarli, qualcosa ci sarà sfuggito. Sul servizio non saprei dire, se non che gli altri 60 clienti non se ne sono lamentati, ma è certo che dovrebbe essere tutto perfetto. Non è una cosa che fa piacere”. Poi ha tenuto ad aggiungere Faccio notare che non sono uno di quelli che tira via i piatti. Comunque il parere del cliente è insindacabile: a noi cuochi non resta che rimediare, far finta di niente sarebbe peggio”

Alla fine non ha fatto pagare il conto e ha lasciato un biglietto di scuse invitandoli di nuovo al ristorante.

Sarà stata solo speculazione? Criticare un piatto del re di Masterchef per screditare il ristorante e l’immagine del Re di Masterchef o effettivamente il piatto non era all’altezza?

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Uno sguardo a… Risotto con gli Asparagi di Bassano del Grappa

La ricetta puoi trovarla QUI!

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San Pietro sulla scena di… Angeli e Demoni di Ron Howard

San Pietro sulla scena di… Habemus Papam di Nanni Moretti

San Pietro sulla scena di… Il Tormento e l’Estasi di Carol Reed

Personalità di San Pietro… Papa Emerito Benedetto XVI

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Uno sguardo a San Pietro… le tenebre!

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Uno sguardo a San Pietro… la luce!

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Uno sguardo a… SAN PIETRO, Stato Città Vaticano!

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Di nuovo sul ponte del Titanic!

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A breve partirà in Cina la costruzione di una replica del Titanic, il famoso transatlantico affondato nel 1912 a seguito della collisione con un iceberg. A rivelare il progetto durante un evento a New York è stato il miliardario australiano Clive Palmer, ideatore e finanziatore dell’iniziativa. La nave dovrebbe essere pronta a salpare alla fine del 2016 e sono già 40mila le persone interessate ad acquistare il biglietto per il viaggio che seguirà la rotta dell’originale, da Southampton in Inghilterra verso New York.

I passeggeri del Titanic II indosseranno vestiti d’epoca e assaggeranno piatti del menù originale. Soltanto 700 degli oltre 2.200 passeggeri del Titanic sopravvissero al disastro, in parte perché mancavano le scialuppe di salvataggio. Markku Kanerva, della società finlandese Deltamarin che ha progettato la replica, ha assicurato che la nave sarà una copia esatta dell’originale, ma al tempo stesso sarà dotata di strumenti moderni per la navigazione e la sicurezza. “Uno dei vantaggi del riscaldamento globale è che oggi non ci sono così tanti iceberg nel nord dell’Atlantico”, ha notato invece Palmer.

 

Un ristorante davvero avveniristico!

China Robot Restaurant

Un robot-cameriere per servire i clienti al tavolo. E’ la trovata che un ristorante di Guangzhou, nel sud della Cina, ha lanciato durante la festa delle lanterne. L’automa è alto 1,3 metri e pesa 10 chilogrammi. Con il semplice tocco di un pulsante si attiva e serve piatti caldi, purché non superino i 500 grammi di peso. E’ un po’ lento, ma i clienti hanno mostrato con lui grande pazienza. Uno di loro ne ha anche lodato il servizio: “E’ impeccabile”, ha detto. Il proprietario del ristorante, il 27 enne Liu Xiwang, è l’inventore del robot. Per crearlo ha impegnato circa un anno, investendo 100mila yuan. E sta già lavorando alla versione successiva.

Quando la cucina è legata alla propria… TERRA!

toshio tanabe- ristorante - tokio- fango

Toshio Tanabe ha un ristorante d’ispirazione francese, il “Ne Quittez Pas” di Tokio, ma ha deciso di lanciare la moda dei piatti a base di fango e terriccio morbido proveniente da una fattoria biologica a nord della capitale giapponese. Nel suo menù compaiono: il risotto al fango con branzino, fango gratin, zuppa di patate e terriccio, the di fango e menta. Chi l’ha provato dice che ne vale davvero la pena… Per rendere commestibile il terreno lo chef lo sottopone prima a cottura, bollitura e filtratura e poi lo mescola con gelatina. E c’è sempre la fila fuori il locale di Tanabe!

 

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