Gelato tarocco: prodotto in Grecia e spacciato per toscano

gelato-tarocco-tuttacronacaAppena ieri si era parlato dell'”olio tarocco” venduto a Londra da Harrods, che veniva spacciato per estravergine d’oliva toscano. Oggi a venir spacciato per toscano è il gelato. Sono state le fiamme gialle, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a sequestrare quarantamila gelati, in 2.200 confezioni, arrivati al porto di Ancona trasportati da un autoarticolato con targa bulgara sbarcato da una motonave proveniente dalla Grecia e condotto da un greco. A richiamare l’attenzione della Guardia di Finanza la dicitura riportata sulle confezioni, «La Verra gelateria toscana»: un errore ortografico che non è passato inosservato e che ha permesso di scoprire che i gelati erano stati prodotti interamente in Grecia. Un caso di ricorso all'”italian sounding”, insomma, per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con quelli italiani. Una volta immessi sul mercato, i gelati, destinati a un’azienda toscana amministrata da un italiano, avrebbero consentito un illecito guadagno di oltre 50mila euro. Segnalato alla locale autorità giudiziaria il responsabile dell’illecita importazione che dovrà rispondere dell’accusa di introduzione nel territorio di articoli merceologici con segni mendaci.

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Donna poliziotto diventa uomo: si pensa di togliergli la pistola

poliziotta-cambia-sesso-tuttacronacaRischia di “perdere” la pistola una donna poliziotto che, in Grecia, si è sottoposta a un intervento per cambiare sesso diventando uomo. Il suo caso, tuttavia, è sotto osservazione dei vertici della polizia: l’agente è stato confermato in servizio ma ora s’interrogano se sia il caso che continui a disporre di una pistola d’ordinanza calibro 9. Stando a quanto riportano alcuni giornali, l’agente,  in forze al reparto della polizia stradale, è attualmente in malattia. Inizialmente si era discusso sull’opportunità di allontanarlo dal corpo di polizia a seguito del cambio di sesso ma il timore di reazioni negative a una simile decisione ha fatto sì che si soprassedesse. Ma ora c’è chi, per asseriti “motivi psicologici”, ha avanzato dubbi sull’opportunità che il poliziotto continui a disporre di una pistola d’ordinanza. Diversi psicologi privati che hanno esaminato l’ex poliziotta sostengono di non aver notato alcun problema nel corso dei test effettuati ma i vertici della polizia hanno comunque assegnato a una squadra di specialisti il compito di esprimersi sulla questione.

Paura a Cefalonia: nuova scossa di terremoto nella notte

terremoto-cefalonia-tuttacronacaNon si placa la terra sull’isola greca di Cefalonia: la scorsa notte, alle 1:08 locali, le 00:08 in Italia, l’Istituto Euomediterraneo di Sismologia ha registrato una scossa di terremoto d’intensità pari a 4.2 gradi sulla scala Richter. Si tratta del sesto evento nelle ultime tre settimane e mezzo. L’epicentro è stato localizzato a 18 km a Nord Ovest del capoluogo Argostoli. Non sono stati segnalati danni o feriti.

Torna la paura in Puglia per un forte terremoto a Cefalonia

sismografo-tuttacronacaContinuano le scosse sismiche a Cefalonia, in Grecia. Un nuovo evento è stato registrato alle 8.31 di sabato 15 febbraio dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La scossa, che ha avuto magnitudo 4.9, è stato localizzato con ipocentro a una profondità di 2 km. Il terremoto è stato percepito anche a Taranto e in tutta la Puglia, da dove sono giunte numerose segnalazioni. 

Trema ancora la terra in Grecia, A Cefalonia sisma di magnitudo 4.6

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Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.6 è stata registrata alle 5:38 locali (le 4:38 in Italia) sull’isola greca di Cefalonia. L’epicentro del sisma è stato localizzato a circa 14 km a ovest del capoluogo Argostoli e l’ipocentro a 11 km di profondità. Lo rende noto l’Istituto Geodinamico di Atene, sottolineando come si tratti della quinta scossa di grande intensità nelle ultime tre settimane.

Disoccupazione giovanile: l’Italia raggiunge Portogallo e Cipro e tocca quota 40%

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Non è più allarme è solo catastrofica la situazione italiana sul fronte della disoccupazione giovanile. La penisola, secondogli ultimi dati si attesta al 40% dei giovani in cerca di lavoro, peggio di noi solo la Spagna e la Grecia che hanno toccato il 50% e il 60%. Le aspettative degli economisti europei parlano di una leggera ripresa dell’1% per quest’anno e dell’1,5% per l’anno prossimo, ma nessuna svolta nella disoccupazione. Ma la situazione sembra davvero in stallo se si guarda al futuro dove si parla già di un 1,7% nela 2016 e all’1,8% per il 2018… e i giovani? Sicuramente farnno in tempo a diventare vecchi!  «Dall’avvio della crisi finanziaria il tasso di disoccupazione giovanile, definito come il rapporto tra il numero dei giovani disoccupati (di età compresa fra i 15 e i 24 anni) e la forza lavoro nella stessa fascia d’età, ha registrato un aumento considerevole nell’area dell’euro, dal 15 per cento circa nel 2007 al 24 per cento nel 2013 1)», afferma la Bce. «Sia il livello sia l’incremento del tasso di disoccupazione risultano molto più elevati per i giovani (fascia di età 15-24 anni) che per gli agli altri lavoratori (oltre 24 anni)».  L’evoluzione del tasso di disoccupazione giovanile cela notevoli differenze fra paesi: in Austria e a Malta l’incremento è stato moderato e in Germania si è persino registrato un calo, il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato in maniera particolarmente marcata nei paesi soggetti a tensioni di mercato, portandosi «nel 2013 su valori compresi fra il 50 e il 60 per cento in Grecia e in Spagna e raggiungendo livelli prossimi al 40 per cento in Italia, Portogallo e Cipro e al 30 per cento in Irlanda». «Per una serie di paesi, non solo quelli sottoposti a tensioni di mercato, livelli elevati di disoccupazione e di inattività giovanile non costituiscono un fenomeno nuovo, anche se sono stati esacerbati dalla crisi», afferma la Bce.  «In un tale contesto – sottolinea l’Eurotower – una disoccupazione giovanile alta e persistente rappresenta oggi una delle principali sfide per i responsabili delle politiche europei, alla luce dei cospicui costi che ne derivano sul piano sociale ed economico. Nonostante le diverse azioni intraprese a livello europeo a sostegno dell’occupazione giovanile, come le cosiddette youth guarantee schemes e youth unemployment initiatives, è necessario che le autorità nazionali prendano misure aggiuntive, intensificando in particolare l’attuazione delle riforme strutturali».

Forte scossa di terremoto a Cefalonia: paura anche in Italia

terremoto-cefalonia-tuttacronacaNon si placa il pericoloso sciame sismico in atto da oltre un mese nell’isola greca di Cefalonia, dove questa mattina, alle 9.23, è stata registrata una nuova, forte scossa di terremoto. L’evento ha avuto magrnitudo di 4.8 ed epicentro in mare a una profondità di 10 km. Il terremoto è stato avvertito chiaramente nel sud Italia e in particolare a Taranto e Lecce dove molte sono state le telefonate di cittadini spaventati ai vigili del fuoco.

Terremoto a Zante, magnitudo 4,1

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Un terremoto di magnitudo 4,1 ha colpito Zante (Zacinto) e la costa del Peloponneso. La scossa, di intensità pari a 4,1 gradi sulla scala Richter, secondo i sismografi dell’Istituto Euromediterraneo, è stata registrata oggi alle 14:27 locali (le 13:27 in Italia) nel tratto di mare tra la città di Ilia (Killini), sulla costa del Peloponneso, e l’isola di Zante, isola ionica a sud di Cefalonia, colpita da due terremoti negli ultimi dieci giorni, il 26 gennaio e il 3 febbraio. L’epicentro del sisma è stato localizzato a 15 km a nord-ovest di Zante. Per ora non si hanno notizie di danni a persone o cose.

I palazzi fantasma ad Atene

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La crisi ha svuotato molti palazzi nella Capitale greca. La popolazione, disoccupata, ha lasciato il centro città. Tra coloro che hanno preferito emigrare e coloro che si sono invece visti costretti a riunire più persone nella stessa casa per limitare i costi, molti palazzi appaiono abbandonati o quasi, e sembra anche cambiare l’architettura stessa di quegli edifici che a poco a poco vengono invasi dalla vegetazione e si sgretolano. Le foto scattate dall’agenzia di stampa Reuters mostrano il degrado e l’abbandono di questa città, ma anche un lato misterioso e malinconico di una grande Capitale ormai in caduta libera:

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Torna la paura a Cefalonia: scossa di terremoto di magnitudo 6.1

terremoto-cefalonia-tuttacronacaContinua a tremare l’isola greca di Cefalonia dove all’alba di questa mattina si è verificata una forte scossa di terremoto, di magnitudo 6.1 gradi sulla scala Richter. L’evento è stato registrato alle 5.08 locali (le 4.08 in Italia). L’isola si trova a 12 chilometri dalla città di Lixourion, colpita da una scossa di intensità simile (di magnitudo 6.0) il 26 gennaio, danneggiando numerose strade e imbarcazioni. L’isola era stata messa in stato d’allerta e la settimana scorsa erano state registrate numerose repliche. Si contano dieci persone rimaste leggermente ferite.

Ancora una notte di paura a Cefalonia: gli abitanti dormono in auto

sismografo-tuttacronacaNon si placa la terra a Cefalonia i cui abitanti hanno trascorso una nuova notte di paurda dopo la violenta scossa di terremoto della scorsa domenica. Nella notte si è registrato un nuovo sisma di magnitudo 4.3 e molti degli abitanti hanno dovuto trascorrere la notte lontano dalle loro case, la cui stabilità non è stata ancora accertata dai periti. Molte abitazioni sono rimaste gravemente danneggiate e diverse sono crollate. Al momento, il 60% degli edifici di Lixouri è stato dichiarato inagibile e anche il cimitero della citadina è stato danneggiato.Nel capoluogo Argostoli un palazzo su quattro risulta inagibile e danni rilevanti sono stati riscontrati anche all’aeroporto di Cefalonia. Sull’isola si è fermato ieri notte anche il primo ministro Antonis Samaras nel suo viaggio di ritorno da Bruxelles per rendersi conto personalmente dei problemi causati dal sisma. “Ho voluto vedere da vicino le conseguenze del terremoto – ha detto Samaras -. Faremo una prima riunione e domani alla luce del sole vedremo meglio e potremo dire di più”.

Paura tra la popolazione a Cefalonia: ancora una forte scossa di terremoto

terremoto-cefalonia-tuttacronacaIn Italia erano le 4.12, le 5.12 in Grecia, quando l’isola greca di Cefalonia è stata scossa da un nuovo sisma. L’evento ha avuto magnitudo di 4.6 gradi sulla scala Richter. L’epicentro del sisma, stando ai sismografi dell’Istituto Euromediterraneo, è stato localizzato a nove km ad Ovest della città di Lixouri e a due km di profondità. Il geologo dell’Università di Atene Eftimios Lekkas, che si trova sull’isola, ritiene che le scosse continueranno ancora per qualche tempo, anche se nessuna dovrebbe superare i 5,4 gradi. Da parte sua, il direttore dell’Istituto Geodinamico di Atene, Gerassimos Papadopoulos, ha detto al settimanale To Vima che soltanto domani (mercoledì) gli scienziati saranno in grado di dire se la scossa di 5,8 gradi registrata domenica pomeriggio era quella principale. Molti abitanti dell’isola non hanno il coraggio di far rientro alla propria abitazione, la cui stabilità non è stata ancora accertata dai periti: sono diverse le persone che continuano a trascorrere la notte nelle loro auto. Nel frattempo circa la metà dei 2.000 residenti che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni perchè lesionate dalle scosse hanno trovato sistemazione a bordo del traghetto Superfast arrivato ieri mattina a Cefalonia mentre oggi dovrebbe giungere anche il ferry Elefterios Venizelos, capace di ospitare 1.300 persone. Altri problemi, tuttavia, stanno sopraggiungendo: si prevede che le condizioni meteo peggioreranno nelle prossime ore con pioggia e vento forte.

I danni del terremoto, ma nessun morto, grazie alle case antisismiche

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Anche oggi una scossa di magnitudo 4.7 ha colpito l’isola di Cefalonia, intorno alle ore 14.05. L’isola interessata nelle ultime ore è stata interessata da diversi eventi sismici che si sono succeduti in sequenza oltre alle scosse di assestamento, ma pur riportando danni non si sono registrati morti. Non è stata però solo fortuna, ma è stato il piano messo in atto dopo il tremendo episodio del 1953 quando Cefalonia, Zante e Itaca furono devastate da un sisma di magnitudo 6.4  a cui ne seguì uno di magnitudo 7.2. I morti furono centinaia e l’isole in gran parte furono distrutte.  Da allora le abitazioni e i palazzi vengono costruiti secondo rigide norme anti-sismiche. All’Aquila con un terremoto di analoga magnitudo sono rimaste uccise 308 persone.

Panico in Grecia: nuova, potente scossa di terremoto

terremoto-grecia-tuttacronacaDopo la fortissima scossa di magnitudo 6.3 registrata alle 14.55 sulla costa orientale greca, nel mar Ionio, alle 19.45 è stato rilevato un nuovo forte movimento tellurico di 5.5. Gli epicentri sono stati localizzati nel Mar Jonio, al largo delle coste greche. Anche in Italia si sono percepiti i movimenti della terra: entrambe le scosse sono state avvertite in Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia. Le onde  sismiche registrate nell’isola di Cefalonia (Grecia) sono avvenute in una zona nota per la sua sismicità. L’epicentro è stato localizzato nell’isola di Cefalonia, in una zona molto particolare. “È una zona molto vicina alla placca dell’Egeo, che è una microplacca che si insinua fra la placca Africana e quella Eurasiatica”, spiega il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell’Ingv, Alberto Michelini. La microplacca Egea si trova nel punto in cui le due grandi placche continentali si muovono orizzontalmente l’una rispetto all’altra. Questo stesso tipo di movimento, rileva Michelini, caratterizza la faglia all’origine del terremoto di oggi.Un’altra scossa era stata registrata alle ore 15:08 locali. In questo caso l’evento ha avuto magnitudo 5 e si è verificato a una profondità di 12,8 km.

I danni del terremoto in Grecia: strade,edifici e rete elettrica

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Fortunatamente il terremoto che nel pomeriggio ha interessato l’isola di Cefalonia non ha provocato vittime, ma solo molti danni soprattutto alla rete stradale e agli edifici più vecchi. Il movimento tellurico ha causato numerose frane di rocce e pietrisco che hanno bloccato il transito su diverse strade e in molti punti il manto stradale è aperto da profonde fessure. Inoltre ci sono stati molti blackout alla rete elettrica. Sarebbero migliaia gli evacuati. La città più colpita è stata Argostoli, dove per giunta oggi imperversa il maltempo con pioggia e forte vento.

Trema la Grecia, paura anche in Italia!

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Trema la Grecia, ma il terrore del terremoto arriva anche in Italia. Erano le 14.55 quando una scossa di magnitudo 6.3 è stata registrata sulla costa orientale greca, nel mar Ionio. dall’Istituto geologico americano Usgs a Lixourion. Il terremoto in particolare ha interessato l’isola di Cefalonia. Secondo quanto riferisce la stampa locale, al momento non ci sarebbero danni a cose o persone.
Il sisma è stato chiaramente avvertito in Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia. La scossa è stata avvertita chiaramente a Taranto e nel Salento dove i piani alti delle case hanno tremato.

Se in Italia perdi il lavoro, è più facile che lo trovi in Grecia

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Ripresa? Forse e neppure è sicuro, ma se di ripresa si tratta sarà senza lavoro. L’Italia è purtroppo il Paese europeo che in questo momento offre le condizioni peggiori. Dal 2008 a oggi la situazione sociale è peggiorata e al 12%  degli italiani occupati non basta lo stipendio per arrivare fino a fine mese: solo in Romania e in Grecia la percentuale è più alta (14%).

E se si perde il lavoro, l’Italia è il Paese dei 28 dell’Eurozona dove è più bassa la possibilità di trovarne un altro entro un anno: 14-15%.

Sono i numeri impietosi del rapporto 2013 su occupazione e sviluppi sociali presentato dal commissario Ue al Lavoro Lazlo Andor: “In Italia non cresce solo la disoccupazione ma anche la povertà”.

“Dal 2010 gli stipendi delle famiglie in Ue sono diminuiti, e i cali sono stati particolarmente profondi (oltre cinque punti percentuali in due anni) in Grecia, Spagna, Italia, Irlanda, Cipro e Portogallo“, si legge nel rapporto.

In generale in Europa dal 2008 al 2012 il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale èsalito di 7,4 milioni, ovvero oggi è un quarto della popolazione europea (125 milioni) ad essere a rischio indigenza. E Italia, Grecia e Irlanda sono i Paesi dove la situazione si è deteriorata maggiormente, cioè hanno visto salire il numero delle persone in difficoltà di oltre cinque punti percentuali in quattro anni.

Dato il quadro fosco della situazione sociale in Ue, la Commissione conclude che “nonostante i primi timidi segnali di ripresa economica, mercato del lavoro e situazione sociale restano una grande sfida e il carattere inclusivo della possibile ripresa è incerto”.

Il rapporto su disoccupazione e povertà arriva nel giorno in cui i dati dell’Ocse registrano la prima crescita dalla metà del 2011 del tasso di occupazione nell’area euro: è tornato ad aumentare, anche se di pochissimo, tra il secondo e il terzo trimestre 2013, salendo dello 0,1% al 63,5%.

Ma anche i numeri dell’Ocse non sorridono all’Italia: la percentuale di occupati tra la popolazione attiva ha continuato la sua discesa, cominciata a inizio 2012, passando dal 55,6% del secondo semestre 2013 al55,4% del terzo.

Terremoto all’alba, forte scossa in Grecia: magnitudo 4.7

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Una forte scossa di terremoto è stata registrata all’alba di oggi nell’isola greca di Zante dall’osservatorio sismico di Atene. L’isola ionica è stata interessata da un sisma di magnitudo 4.7. Nonostante il panico tra la popolazione la scossa, almeno secondo le fonti locali, non avrebbe provocato danni o vittime.

Caccia all’uomo in Grecia: evade un terrorista

Christodoulos-Xiros-tuttacronacaE’ stata l’edizione online del quotidiano Eleftherotypia a dare la notizia che nel nord della Grecia è ascattata una caccia all’uomo: si cerca Christodoulos Xiros, 55 anni, condannato per appartenenza al gruppo terroristico ’17 Novembre’.   L’uomo stava scontando una condanna a sei ergastoli e ulteriori 25 anni di prigione nel penitenziario di Korydallos, alla periferia di Atene, per complicità in sei omicidi, attentati dinamitardi e rapine. Xiros aveva goduto di una licenza festiva di nove giorni il primo gennaio e, come nei giorni precedenti, si sarebbe dovuto presentare stamani al commissariato di polizia di Nea Kallikratia, sulla penisola Calcidica, vicino Salonicco, dove aveva detto che sarebbe rimasto a casa della sorella. Vedendo che non è arrivato, la polizia ha dato il via alle ricerche. Stando a quanto ha dichiarato stamani all’emittente privata Skai Tv l’avvocato di Xiros, Frangiskos Ragousis, il suo cliente si è dato alla fuga. “Ha potuto farlo ed è scappato come ogni rivoluzionario deve fare”, ha detto Ragousis. Christodoulos Xiros è uno dei tre fratelli – il cui padre era un ‘pope’ – arrestato e condannato per il ruolo svolto nei 27 lunghi anni di sanguinosa attività del gruppo ’17 Novembre’. L’organizzazione eversiva venne sgominata nel 2002 quando uno dei fratelli Christodoulos, Savvas, 52 anni, venne catturato dopo essere rimasto gravemente ferito nell’esplosione di un ordigno scoppiato prima del tempo.

Sisa, la nuova droga killer: fatta con l’acido delle batterie e lo shampoo

sisa-tuttacronacaL’Europa è ingabbiata nella crisi e alcuni Paesi si trovano davvero in ginocchio. A farne le spese gli abitanti, con i poveri che si moltiplicano e cercano un luogo mentale dove trovar riparo dalla situazione contingente. Tra gli Stati che più soffrono c’è la Grecia, dove i tossicodipendenti sono in aumento e cercano soluzioni alternative ed economiche per regalarsi uno sballo che li trascini via per un po’. Ecco allora che ha fatto la sua apparizione la Sisa, la metanfetamina dei poveri. Una droga low cost, assimilata con ingredienti di riciclo, di basso costo. Questa particolare droga è fatta con l’acido delle batterie, con il sale, con lo shampoo e con l’olio del motore. Un mix letale, insomma.    “Negli ultimi due anni i tossicodipendenti sono diventati più autodistruttivi – commentano i funzionari di governo greco – soprattutto nella periferia di Atene dove la crisi è più forte”.  “La Sisa è una droga di strada – dice Charalampos Poulopoulos, direttore di KETHEA, un’organizzazione che si dedica al recupero dei tossicodipendenti – Spesso la Sisa viene prodotta in laboratori casarecci”.  Dopo la Krokodil, sviluppata in Siberia e i sali da bagno, che ha letteralmente spopolato negli Stati Uniti e in Canada, ora bisognerà fare i conti anche con la Sisa, una nuova, letale, pericolosissima droga killer.

In Grecia… appaiono gli angeli!

angeli-grecia-tuttacronacaLa Grecia è in ginocchio a causa della crisi, eppure ieri ha regalato una favola che illumina di speranza questo Natale. Nel mercato vecchio di Atene la folla si muoveva rumorosa, in cerca delle pietanze necessarie per il Cenone. La spesa, tuttavia, non era abbondante: quello che la situazione attuale permette. Poi sono arrivate loro, le otto donne angelo. Ne parla così Repubblica:

Ieri i corridoi erano più affollati del solito in vista del Cenone quando a metà mattinata si sono materializzate dal nulla otto misteriose signore vestite di nero. All’inizio nessuno ci ha fatto caso e loro si sono divise sistemandosi ognuna vicino alla cassa di un negozio. Poco dopo ha iniziato a prendere forma il mini-miracolo natalizio: ogni volta che si presentava a pagare una persona con in mano un taglio molto piccolo di carne (evidentemente il poco che poteva permettersi per le feste) “gli angeli di Barbakeios” – come le hanno soprannominate i media ellenici – mettevano mano al portafoglio. E non solo pagavano i pochi etti di scamone o di cappello di  prete già finiti nel sacchetto, ma invitavano gli sbalorditi clienti a prendere tutto ciò che gli serviva per un pranzo decente. Saldando poi il conto a piè di lista.

“Questa scena incredibile è andata avanti per quasi un’ora – ha dichiarato alla rete tv Ant1 il direttore del mercato -. Almeno 320 persone hanno fatto la spesa grazie alla generosità delle signore in nero e alla fine, secondo i nostri calcoli, hanno regalato circa 16mila euro di carne”. Appena la notizia dell’apparizione delle misteriose benefattrici ha iniziato a circolare per le strade ai piedi dell’Acropoli, attorno alle bancarelle hanno iniziato a radunarsi capannelli sempre più numerosi di persone. E quando la pressione è diventata troppa, le otto evanescenti apparizioni sono sparite tra la gente, in silenzio come erano arrivate. Chi sono davvero gli angeli di Barbakeios? Nessuno ad Atene lo sa davvero. “Dicono che siano state mandate da un’azienda che però non vuole pubblicità” è la storia cui viene dato più credito. “No, sono un gruppo di signore senza etichette che viene dal quartiere di Kolonaki”, dicono altri. Il mistero resta. Ma in una Grecia dove il potere d’acquisto delle famiglie è crollato del 40% dal 2008, la disoccupazione viaggia al 27% e il Comune di Atene ha proibito l’uso dei camini per prevenire lo smog (la legna è tornata di moda visto che non ci sono più soldi per il riscaldamento), in molti hanno letto nel miracolo del mercato antico un segno dell’Olimpo. La vita da queste parti è (per molti) ancora un inferno. Ma almeno per questo Natale la favola vera degli otto angeli di Barbakeios ha riportato un raggio di sole nel buio della crisi del paese.

La Grecia trema, magnitudo 4,1

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La terra greca ha tremato alle ore 15.00 locali (14.00 in Italia). Nella zona di Lianocladi, località vicina a Lamia, nella Grecia Centrale si è verificato un evento sismico di magnitudo 4,1 gradi sulla scala Richter che è stato localizzato a 16 km a  Nord Ovest di Lamia e a 169 km a Nord Ovest di Atene e il suo ipocentro a cinque km di profondità. Non sono stati segnalati danni a persone o cose.

Siamo poveri!

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Siamo poveri. Questa è la fotografia dell’Italia che non riesce a stare al passo dell’Europa e, anche se fosse vera la ripresa, non si arriverebbe in tempo per ridare il benessere che abbiamo perduto durante la crisi economica e le scelte politiche che da troppo tempo hanno ridotto  gli italiani in povertà. Siamo secondi solo alla Grecia e il divario non è poi così abissale visto che nella Penisola si contano, secondo i dati del Eurostat relativi al 2012, circa 18,2 milioni di italiani, il che equivale a una percentuale di poveri che sfiora il 29,9% della popolazione mentre la Grecia si attesta al 34,6%. Nel 2012 nel nostro Paese  il 14,5 per cento della popolazione era seriamente privata dei beni materiali, e il 10,3 per cento viveva in una famiglia dove c’era poco lavoro.

Ci sono altri Paesi della zona euro che seguono a ruota Italia e Grecia in quanto a difficoltà economica e disoccupazione. In Spagna è il 28,2% della popolazione ad essere a rischio povertà, in Portogallo il 25,3%, a Cipro il 27,1%, in Estonia il 23,4%. E mentre scende parecchio la difficoltà in Francia, dove il rischio povertà si concretizza per il 19,1% dei cittadini, in Germania si attesta sul 19,6 per cento e in Olanda il 15 per cento.  Per trovare dati peggiori dell’Italia e della Grecia, bisogna andare ai Paesi fuori della zona euro: al top per rischio povertà la Bulgaria, dove rischia una persona su due (49,3%) , la Romania (41,7%) e la Lettonia (36,5%).  Nel complesso dell’Unione europea c’erano lo scorso anno il 24,8% della popolazione era a rischio, ovvero 24,5 milioni di persone a rischio.

Di austerity si muore! 16enne, in un panificio, non ce la fa

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Si può morire di fame a 16 anni sulla soglia di un panificio? Anche questa è l’Europa. L’austerity in Grecia ha ridotto alla fame un ragazzo che è entrato in un negozio e ha chiesto educatamente se il fornaio poteva offrirgli qualcosa da mangiare. Così l’uomo gli ha dato due pezzi di pane e il 16enne si è seduto a mangiarli sulla soglia del negozio. Poco dopo è deceduto. Il suo corpo troppo deperito, non ce l’ha fatta. Si può ancora tollerare questo tipo di politiche? Questo è il modello che vogliamo di Europa?

 

Facciamo chiarezza sull’Aids in Grecia

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E’ stato un errore. Anche l’Oms può quindi sbagliare su un rapporto che analizza la Grecia nel periodo più nello della storia ellenica,  e affermare che  “la metà delle nuove infezioni da Hiv sono auto-inflitte per consentire alle persone di ricevere 700 euro al mese”. Nell’errata corrige quindi si precisa che si tratta di “pochi casi aneddotici”. Ma l’aumento della malattia attraverso i   numeri fanno paura: +52% di infezioni nel 2011 rispetto al 2010.

Scrive Maria G. Maglie su Libero:

Non intendo sostenere che finiremo come i greci a iniettarci il virus dell’Aids per prendere il sussidio di 700 euro, ma certo la strada verso la tomba in un cimitero annunciata dal Wall Street Journal per l’Italia della sta-bi-li-tà imposta dal governino dei bravi ragazzi di Napolitano può essere fatta di una stagnazione infinita, di un declino neanche tanto lento verso povertà, disperazione, emarginazione, piccoli furti, imbrogli tragici, omicidi per niente. Forse siamo ancora in tempo, forse no, agli italiani conviene avere ben chiaro, tra una Iuc che prende il posto dell’Imu e una finanziaria votata alla cieca come un contenitore, che quel che l’Organizzazione mondiale della sanità denuncia nel suo rapporto non è una eccezione che riguarda solo i greci dilapidatori e sfruttatori dello Stato; certamente lo sono stati, ma dopo la cura della Merkel, dopo la ricetta di austerità della Troika, stanno molto molto peggio. Qualcosa bisognerà pur fare per superare una politica di austerità che in Europa è stata imposta dalla Germania, con l’applicazione di Bce e Fmi, e ha portato alla crisi, ad avere disoccupati o sotto-occupati 50 milioni di europei. L’austerità si può applicare solo quando c’è sviluppo, altrimenti porta alla recessione. Cito dal rapporto in sintesi nella parte dedicata alla situazione greca: Sono aumentati del quaranta per cento i suicidi, raddoppiati furti e omicidi, i numeri di contagio dell’Hiv e dell’uso di eroina sono aumentati significativamente con una metà delle nuove infezioni da Hiv autoprocurate per consentire alle persone di ricevere il sussidio di 700 euro al mese e un’ammissione più veloce ai programmi di sostituzione delle droghe. Queste tendenze negative della Grecia devono mettere sull’avviso altri Paesi che stiano facendo politiche di significativa austerità sociale come Spagna , Irlanda e Italia. Così da malati sono praticamente morti, ovvero il cimitero del Wsj.

Serve altro per non sentirsi colpevoli di boicottare Letta? Il rapporto, terminato nel settembre scorso, diceva evidentemente una cosa talmente esplosiva che alla diffusione è seguita una imbarazzante smentita che non smentisce niente, perché si limita a precisare che il dato sul virus che la gente si inoculerebbe a bella posta per trasformarsi in un assistito non è dimostrato, ma preso da alcuni articoli, che è comunque esagerato, che c’è stato un errore di editing. È comprensibile, una decisione tra la censura e l’auto – censura, ma quel rapporto non è un volantino scritto alla svelta e stampato alla buona, è frutto di lungo lavoro, passa per infinite mani e controlli prima del si stampi. Fotografa un pezzo di realtà, la condizione di salute dei Paesi, e così facendo inevitabilmente dà un quadro complessivo, in questo caso del fallimento della ricetta obbligata di risanamento imposta dall’Europa forte a un partner debole.

Cos’è accaduto? La contrazione dell’economia, aggravata dalle politiche restrittive ha portato a una continua erosione del gettito fiscale nonostante i sacrifici imposti a famiglie e imprese. Chi non lavora ha forzatamente tagliato i consumi, il che ha portato a minori entrate erariali eminori profitti per le imprese, costrette quindi a mandare a casa altri lavoratori. Di troppo rigore si può morire. Oggi, prima del ritorno in Grecia dei rappresentanti della Troika, previsto per il 2 dicembre, il governo greco deve chiudere tutte le questioni ancora in sospeso per poter sperare nella concessione della tranche da un miliardo di euro nella prossima riunione dell’Eurogruppo del 9 dicembre. Per riuscirvi, entro le prossime 48 ore dovrà inviare ai rappresentanti della troika le proprie proposte sul «buco» nel bilancio del 2014 , messa all’asta da parte delle banche della prima casa in caso di mancato pagamento del mutuo, bilancio del 2014 e nuova legge per la tassazione degli immobili. Sovranità nazionale? L’alternativa all’iniezione infetta, insomma alla morte? Una sola, la stessa: battere il pugno sul tavolo per rinegoziare con l’Europa le regole di un gioco mortale (…)

Aids iniettato per avere il sussidio di disoccupazione? Questa è l’Europa!

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BOMBA SOCIALE! Se anche questa è l’Europa, viene da pensare da quando l’OMS, l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato lunedì gli studi degli effetti dell’austerity sui sistemi sanitari dei paesi in crisi. Ed ecco che il “case study” su Atene innesca la minaccia: il 50% dei nuovi malati di Aids nel paese sono persone che si infettano volontariamente con il virus dell’Hiv solo per riscuotere i 700 euro al mese di sussidio e per avere accesso privilegiato ai farmaci. Naturalmente questo è solo uno dei dati più allarmanti, ma restano alti anche il numero dei suicidi e i problemi neurologici legati alle difficoltà economiche. Mentre tutti si gridava allo scandalo intanto ci si interrogava sulle fonti e alcune sarebbero parse abbastanza discutibili e senza solide basi scientifiche. Tanto che stamattina, con una retromarcia clamorosa, il portavoce dell’organizzazione ha smentito il rapporto fresco di stampa: “Si è trattato di un banale errore tipografico. Sono saltate un paio di frasi e il concetto è uscito distorto – ha detto – non esiste nessuna prova che l’aumento di casi di Aids in Grecia sia legato a casi di gente che si inocula il virus per motivi economici”.

E’ quindi giallo e ci si continua a interrogare se l’Oms abbia voluto smentire perché la notizia avrebbe minato alla base la credibilità della politica di austerity o se effettivamente quei dati non fossero scientifici. In ogni caso ne esce a pezzi la stessa Oms. Nonostante la smentita la situazione in Grecia è gravissima come rivela La Repubblica:

Il complesso welfare sotto il Partenone, per dire, prevede che dopo un anno di disoccupazione si perdano i diritti all’assistenza gratuita. Cosa che in una nazione dove il tasso dei cittadini senza lavoro viaggia al 27% (al 59% tra i giovani) lascia scoperta una fetta importante degli 11 milioni di abitanti. I malati di Hiv, al di là del giallo dell’Organizzazione mondiale della sanità, sono triplicati negli ultimi dieci anni anche perché i programmi di prevenzione, specie presso i tossicodipendenti, sono stati tagliati per mantenere gli impegni di bilancio con la Troika.

Nel 2011, ultimo dato ufficiale a disposizione, il numero di persone che hanno contratto il virus è aumentato del 52%. E il Centro europeo per il controllo delle malattie ha ammesso che l’epidemia sta peggiorando e che “nei primi otto mesi del 2012 il numero di infezioni tra i tossicodipendenti ha per la prima volta superato quelli che hanno contratto la malattia per via sessuale”. Il rapporto dell’Oms citava tra gli effetti collaterali dell’austerity un’impennata dei suicidi (+40% nella prima metà del 2011) e un aumento dei problemi neurologici, figli – sostiene il rapporto – anche di un taglio del 40% delle spese sanitarie elleniche in quattro anni e della possibile perdita di 26mila posti di lavoro tra medici e infermieri. La lezione di Atene, conclude l’organizzazione, deve valere anche per l’Italia: l’aggiustamento nei conti “non deve andare a scapito degli investimenti nella sanità”.

Accordo trovato nel disaccordo e nella tensione… Genova quasi la Grecia

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Tanta rabbia, tensione e disaccordo nell’assemblea dei lavoratori di Amt che alla fine ha approvato la bozza di accordo  raggiunto nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 dal comune diGenova, la Regione Liguria e i sindacati. Proprio quest’ultimi, i cui rappresentati sono stati anche ampiamente criticati, hanno chiesto ai lavoratori di votare la bozza.

Nel documento visionato dall’Ansa si legge: “Il combinato disposto dalla legge nazionale 422/97 e la legge regionale 33/2013 ha reso possibile dare vita ad un forte piano di riorganizzazione e rilancio del sistema di trasporto pubblico attraverso la creazione di un’agenzia che sarà pienamente operativa nella primavera del 2014. E’ questo l’appuntamento al quale arrivare con una Amt più efficiente e forte che rimarrà comunque pubblica”.

“Al fine di portare l’azienda all’appuntamento della gara per l’affidamento dei servizi nel bacino unico regionale, che rimane l’unica prospettiva strategica di sviluppo del servizio di trasporto pubblico in Liguria – prosegue il documento – è necessario mettere in atto misure di rafforzamento e razionalizzazione aziendale su più fronti. In primo luogo deve essere irrobustito l’investimento nel parco mezzi”.

Su questo punto la Regione si è impegnata a costituire e rendere operativa l’Agenzia regionale e a reperire fondi europei per il rinnovo del parco mezzi circolante: “Attraverso questo maggiore investimento nel parco mezzi – è spiegato nel documento – si otterrà l’obiettivo di un miglioramento del servizio e di una consistente diminuzione degli oneri a carico dell’azienda per l’attività di manutenzione”.

Per quanto riguarda il disavanzo previsto dal conto economico previsionale 2014 ammontante a circa 8,3 mln, “l’azienda e il comune reperiranno le risorse per 4,3 mln”. “In tale processo – si legge ancora – il Comune e l’azienda si impegnano, unitamente ad altre azioni, a verificare la possibilità di ricostituire il capitale sociale attraverso diverse misure”. I rimanenti 4 mln saranno ottenuti, attraverso opportune intese con le organizzazioni sindacali e a tal proposito verrà attivato un tavolo di confronto che dovrà produrre l’articolazione della proposta.

Genova quasi come la Grecia? I 4 milioni ricadranno sui lavoratori nel 2014? Chi sarà sacrificato per il debito?

Stravolta la vita degli italiani? Cala la spesa, peggio in Italia che Grecia

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Si parla di vero e proprio stravolgimento nella vita degli italiani che ha ridotto la spesa degli italiani. Oggi l’Italia ha fatto segnare un crollo del -16,8%, peggio anche della Grecia che invece è ferma al -13,8% . A denunciare la situazione sono Adusbef e Federconsumatori, i quali sottolineano che la crisi ci ha fatto passare da valori tra i più alti d’Europa nel 2001 a numeri da brivido. Tredici anni fa la nostra capacità di spesa misurava 119 punti, nel 2012 è scesa a 99. Ma se la situazione è grave, quello che si sottolinea, è che potrebbe anche peggiorare, poiché la Legge di Stabilità andrà ancora a intaccare i redditi, soprattutto quelli di soggetti che avrebbero potuto contribuire a innalzare di nuovo la spesa.

Atene: sgomberata dalla polizia la sede della tv pubblica

atene-scontri-tuttacronacaEra giugno quando il governo, senza preavviso, chiudeva l’emittente radiotelevisiva nazionale greca Ert, giudicandola troppo onerosa nella morsa della stretta finanziaria imposta dalla troika (Ue, Bce, Fmi). All’epoca, il provvedimento aveva portato al licenziamento di circa 2.600 persone creando scompigli nel Paese. La sede dell’Ert, che sorge alla periferia nord di Atene, era occupata da qualche decina di persone, per lo più giornalisti licenziati, e la polizia antisommossa, che ha circondato l’edificio nelle prime ore del mattino, ha rotto le serrature per entrare. Mentre una parte degli agenti procedeva allo sgombro dei locali dai suoi occupanti, un’altra parte all’esterno respingeva con l’uso di lacrimogeni la protesta di alcune centinaia di manifestanti che si sono radunati in breve tempo per opporsi all’azione delle forze dell’ordine, non appena si è diffusa la notizia. Sono anche scoppiati dei tafferugli. Gli agenti hanno sparato lacrimogeni contro alcune centinaia di manifestanti radunatisi fuori e arrestato almeno tre persone, in seguito rilasciate.

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La ripresa è in ritardo! Arretra ancora il Pil, ma ora si spera nel 2014

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La ripresa? Ci assicurano che ci sarà nel 2014, ma per ora l’unica certezza è che il Pil fa un passo indietro e si porta a -1,8. Poi l’Istat però emana anche quello che dovrebbe essere un dato positivo, nel prossimo anno il nostro Pil sarà +0,7. Ma è davvero positivo? Il governo nelle ultime stime ufficiali indicava -1,7% per il 2013 e +1% per il 2014. Quindi la ripresa è in ritardo? Sembra proprio di sì… E non preoccupa tanto quello 0,1% in peggioramento fatto registrare nel 2013, ma quel -0,3% (da 1 ora si parla di 0,7%) che non promette nulla di buono. Vi ricordate le parole di Romano Prodi all’inaugurazione dell’Eurozona?

“Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”.
Dove sono andate a finire quelle parole? Dove sono i sogni infranti di milioni di italiani che speravano di entrare a far parte degli Stati Uniti d’Europa? Dove è la difesa degli stati membri? Nella condanna dei cittadini greci? Nella debacle di Malta, nella disoccupazione della Spagna e nel Pil negativo dell’Italia?
Oggi, a distanza di anni (che sembrano ormai anni luce) Romano Prodi torna a parlare e lo fa in un ottica diversa. In un intervista rilasciata al Sole 24 Ore risponde così alle domande del giornalista:
Sul deficit/Pil attualmente fissato al 3%
“Non è stupido che ci siano i parametri come punto di riferimento. E’ stupido che si lascino immutati 20 anni. Il 3% di deficit-Pil ha senso in certi momenti, in altri sarebbe giusto lo zero, in altri il 4 o il 5%”. Prodi propone allora di “escludere temporaneamente dal computo del deficit i 51 miliardi versati dall’Italia alla solidarietà europea e usare quelle risorse per investimenti pubblici straordinari”.
La Bce è influenzata dalla Bundesbank
“Un accordo presuppone una politica che lo gestisca e la politica non si fa con le tabelline. Ci fosse ancora un’Europa forte sì. Ma oggi ci sono solo i Paesi e uno solo al comando, la Germania. Anche la Bce, che pure, con Draghi, è l’unico potere forte europeo e ha fatto tanto, non è onnipotente. Ha uno statuto e la Bundesbank in consiglio…”.
Italia, Francia e Spagna dovrebbero battere i pugni sul tavolo
Di fronte a questa situazione i cosiddetti pugni sul tavolo “dovrebbero batterli insieme Francia, Italia e Spagna, ma non lo fanno perche’ ciascuno si illude di cavarsela da solo”. Quanto alla situazione dell’Italia, “in tre anni di austerità il rapporto fra debito e Pil è sempre aumentato. Vuol dire che è una politica sbagliata. Se sforassimo i parametri i tassi andrebbero alle stelle e saremmo daccapo”.

 

Lo scandalo della sanità pubblica ad Atene… l’Ue indifferente?

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Sarebbero scene indegne in ogni Paese della terra, ma ancora di più se si pensa che derivano dal terzo ospedale più grande di tutta la Grecia. In Europa quindi, all’Evanghelismos di Atene, ci sono foto aberranti che ritraggono pazienti ammassati in sale “in attesa di una tac, perché il prezioso strumento diagnostico era guasto”, si giustificano dal ministero. Ormai la sanità pubblica in Grecia è allo sbando e la possibilità di curarsi resta solo a chi ha redditi elevati che può usufruire di strutture private, mentre il servizio nazionale annega tra debiti e tagli.

Come viene raccontato su Il Fatto Quotidiano:

Quattro i nosocomi nella capital che dovrebbero chiudere, con i conseguenti licenziamenti. Da un lato alcuni commentatori sostengono che la decisione è niente altro che la mossa disperata del governo, inchiodato dalla troika nel reperire lavoratori da licenziare entro dicembre; dall’altro il ministro si difende adducendo l’esigenza di una riforma ampia e articolata del settore.

I medici e i sindacati protestano perché quegli ospedali servono l’intera area metropolitana ateniese, al cui interno vive la metà esatta della popolazione greca.

Il problema della Grecia deve essere un campanello d’allarme per evitare che in futuro altri paesi si trovino costretti a non poter garantire il diritto alla salute ai propri cittadini.

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Tweeting bra: quando il reggiseno si fa social

tweeting-bra-tuttacronacaL’attrice greca Maria Bakodimou indossa il primo e, finora, unico capo di lingerie social: si tratta di un reggiseno che ora avrà la possibilità… di cinguettare! Niente chiacchiere inutili però: il bra entra in rete per sensibilizzare sul tumore del seno nel mese dedicato alla prevenzione di questa malattia. Come? Per due settimane, il periodo durante il quale lo userà, ogni volte che lo sgancerà il reggiseno inverà un tweet sul cancro della mammella, invitando le donne a controllarsi e proteggersi. Il simbolo dell’uccellino che appare all’altezza del gancetto è infatti un sensore che permette di collegarsi allo smartphone e pubblicare un post grazie al dispositivo bluetooth di cui è dotato. Il tweeting Bra è stato creato in Grecia da OgilvyOne per una campagna promossa da Nestlè Fitness.

Rintracciata la madre di “Maria”, la bimba rom

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Sarebbe stata rintracciata la madre della piccola “Maria”, la bimba bionda trovata in un campo rom. Si tratterebbe di una donna di 35 anni di nazionalità bulgara, Sasha Ruseva, la vera madre della piccola.  Secondo alcuni media locali la donna arrestata nella località bulgara di Gurkovo avrebbe avrebbe dato alla luce la bimba in un ospedale di Lamia, sempre in Grecia centrale, nel gennaio 2009. Poi la piccola sarebbe stata affidata alla coppia rom. Uno dei figli della Ruseva, come ha riferito la Tv di Stato bulgara, ha detto all’emittente che sua madre ha riconosciuto la piccola quando ha visto la sua immagine trasmessa dalla televisione. La madre si sarebbe giustificata così «Ho dato via mia figlia perché non avevamo da mangiare».

La droga “sexy”… marijuana nelle calze da donna

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Non sapendo dove nascondere la marijuana alcuni trafficanti di droga hanno pensato bene di imbottire di “erba” le calze da donna. Il carico però è stato bloccato dalla guardia di Finanza di Ancona, in collaborazione don l’Agenzia delle Dogane che ha fermato un’auto appena sbarcata da una motonave proveniente dalla Grecia. Il giovane alla guida di nazionalità albanese, in compagnia di un anziano amico, ha dichiarato di essere in viaggio per Milano. I cani antidroga però hanno fiutato che qualcosa non andava. La Marijuana era stata riposta dentro 11 calze da donna e nascosta all’interno di un’intercapedine ricavata lungo il pianale del mezzo. Sono stati rinvenuti 81 panetti, per un totale di circa 42 chilogrammi di marijuana.  La marijuana, destinata verosimilmente al mercato polacco, avrebbe fruttato al minuto spaccio circa 400.000 euro.

Solo Atene peggio di Milano, così nel rapporto Mediobanca sulla Borsa

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A livello globale solo la borsa di Atene ha avuto un andamento peggiore di Milano negli ultimi anni. I dati sono stati resi noti dall’ufficio studi di Mediobanca, secondo il quale Piazza Affari dal dicembre 2002 ha perso il 5,6%, contro una crescita del 129% della Germania.

La “rom” bionda che accende le speranze di molte famiglie

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Sono molte le famiglie che dopo la segnalazione di Maria, la bambina bionda ritrovata nel campo rom in Grecia, hanno sperato che possa essere la propria figlia scomparsa in fasce. sono frequenti nei luoghi di vacanza le scomparse dei bambini europei spesso appunto rapiti dai rom. Nel caso di Maria è entrata anche una storia di oltre 20 anni fa e a farsi avanti è Leighanna Needham, la sorella del piccolo Ben, che misteriosamente scomparse in Grecia, nell’isola di Kos, nel 1991, e di cui non si seppe più nulla. Ora è stato richiesto il test del Dna per vedere se Maria possa aver attinenza con quel bambino. “La storia di Maria ci ha dato grande speranza, – ha detto a Sky News, Leighanna – io e la mia famiglia abbiamo sempre pensato che Ben era stato rapito dagli zingari per il traffico di bambini o di adozioni illegali.

Bimba rapita dagli zingari nel 2009 ritrovata in un campo Rom in Grecia

bimba-rapita-grecia-tuttacronacaDegli agenti della polizia greca avevano visto, in un campo Rom nei pressi di Larissa, nella Grecia centrale, una bimba di quattro anni bionda e con gli occhi azzurri: insospettiti dal suo aspetto “nordico”, hanno fermato e interrogato i presunti genitori che, nelle loro dichiarazioni, si sono spesso contraddetti. In particolare, la confusione riguardava le modalità con le quali la piccola era giunta al campo. Il fatto ha insospettito ulteriormente la polizia che ha avviato delle indagini durante le quali si è scoperto che la coppia si era procurata un certificato di nascita legale della bambina presso l’anagrafe di municipio greco. A quel punto hanno preso il via le ricerche per rintracciare i genitori biologici della bimba, che è risultata esser stata rapita nel 2009. Per avere la conferma che non era figlia della coppia di zingari è stato effettuato il test del Dna. Al momento la piccola è affidata alle cure dell’organizzazione per l’assistenza all’infanzia «Hamogelou Tou Paidiou» (Il sorriso del bambino).

Serie di terremoti a Creta, torna la paura nella notte in Grecia

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Tre nuove scosse sismiche, di intensità tra 3,1 e 4,1 gradi Richter, sono state registrate tra ieri sera e questa mattina al largo dell’isola di Creta. La scossa più forte è stata registrata ieri sera alle 23:25 (le 22:25 in Italia), a 4 km a Nord-Ovest di Sitia, una piccola località dell’isola. Il sisma, secondo l’Istituto Sismologico euromediterraneo, ha avuto un’intensità di 4,1 gradi. Secondo l’Istituto Geodinamico di Atene, invece, l’intensità era pari a 3,7 gradi.

Danni e un ferito a Creta colpita dal terremoto

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Il sisma di magnitudo 6.4 secondo l’Usgs e 6.2 secondo  l’Osservatorio di Atene che ha avuto luogo alle 15:11:53 italiane ha causato danni materiali sull’isola. Secondo la radio greca Skai, case e negozi sono rimasti danneggiati nella città di Hania, a una sessantina di chilometri dall’epicentro, e una persona presa dal panico è rimasta lievemente ferite per aver saltato dalla finestra. Media locali hanno riferito che alcuni massi sono caduti su una strada, bloccando la circolazione.

 

Tremenda scossa in Grecia, magnitudo 6.4

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Alle ore 15:11:53 italiane è avvenuto un terremoto con coordinate 35.52°N, 23.28°E, di profondità di 52 km e  magnitudo 6.4 nel distretto sismico della Grecia. Il sisma è avvenuto in mare, a pochi chilometri a ovest dell’isola greca di Creta. Il terremoto è risultato  violento, tanto da essere avvertito anche sulle nostre regioni meridionali, su Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. Segnalazioni giungono da Ragusa, Lecce, Brindisi e Bari di lievi tremori avvertiti.
Panico sull’Isola di Creta dove non escludiamo danni. I dati sono in corso di aggiornamento. Al momento non è possibile reperire notizie più dettagliate.

La Grecia lascia l’Europa? Ecco il sogno all’ombra del Partenone

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Il sogno dei greci? Mollare l’Europa e tornare con i turchi, come ai tempi dell’Impero Ottomano. Questa, almeno, l’opinione di Yigit Bulut, già analista finanziario e conduttore televisivo, dal luglio scorso adviser del premier Recep Tayyip Erdogan, a cui è fedelissimo.

“Se oggi in Grecia fosse fatto un referendum – da detto Bulut durante un’intervista all’emittente Haberturk – Almeno il 51% voterebbe per l’uscita dall’Europa e il ricongiungimento con la Turchia”.

Un punto di vista singolare, se si considera che nel 1830 l’indipendenza dall’Impero Ottomano costò alla Grecia una lunga e sangionosa guerra di indipendenza e che la Mezzaluna è stata guardata per decenni con sospetto, quando non con un odio viscerale che per alcuni aspetti si trascina anche oggi. Eppure, l’adviser non ha dubbi. Con la sua crescita economica, la sua stabilità, l’influenza che ha in tutta la regione, ormai l’unico Paese della Mezzaluna a vocazione europea ha maturato un’identità superiore, che va al di là di quella turca.

Bulut sta diventando uno dei bersagli preferiti della stampa nazionale grazie alle sue dichiarazioni, che spesso colpiscono perché quanto meno fantasiose. Pochi giorni fa aveva fatto scoppiare un piccolo putiferio nel governo per aver definito il premier Erdogan “l’unico vero socialista in Turchia”. Se si conta che Erdogan stesso si è sempre collocato nelle correnti dell’Islam moderato, si capisce che l’identificazione del suo adviser è giunta poco gradita.

Altro giro, altro regalo: durante le proteste di Gezi Parki negli scorsi mesi, che hanno visto andare in piazza milioni di persone, Bulut aveva detto che alcuni poteri esterni stavano attentando alla vita del primo ministro, il problema è che, secondo lui, stavano cercando di farlo con la “telecinesi”. Affermazioni che superano la soglia della fantasia e che hanno procurato non pochi imbarazzi alla Presidenza del Consligio.

 

Eurostat i numeri parlano chiaro, l’Italia ventesima nel rischio povertà

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2011 anno nero per l’europa e per la crisi economica che ha attanagliato i Paesi del Vecchio Continente. Ben 121 milioni di persone nell’Eurozona sono state a rischio povertà o esclusione sociale. Si tratta quindi del 24% della popolazione dei 28 Paesi dell’Unione. Nel nostro Paese il dato è al 28% ben sopra quindi la media Europea. Peggio di noi Irlanda con il 29,4%, la Grecia con il 31% e l’Ungheria con 32,4%. Dove invece il dato è molto più basso è la Repubblica Ceca con 15,4%, l’Olanda con 15,7 e la Svezia con il 16,1%.

 

Alba Dorata… L’agghiacciante striscione durante Verona-Livorno!

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Sono gli ultras dell’Hellas Verona durante la sesta giornata di campionato giocata contro il Livorno a esporre uno striscione di solidarietà per Chrysì Avghì, Alba Dorata, il partito neonazista greco decimato dagli arresti con accusa di omicidio ed estorsione che hanno coinvolto il suo leader Nikos Michaloliakos, il portavoce Ilias Kassidiaris, due senatori, i vertici del partito e oltre 200 militanti. Il Livorno mercoledì scorso aveva esposto uno striscione a Pavlos Fyssas, il rapper antifascista ucciso proprio da Alba Dorata. Lo striscione della tifoseria dell’Hellas Verona è  stato uno spettacolo indegno dopo la decisione da parte della Grecia di arrestare gli esponenti ritnuti responsabili di un omicidio.

L’Italia in crisi, la Grecia a un passo dal colpo di Stato?

italia-grecia-colpo-di-stato-tuttacronacaIn Italia le prove generali per la crisi di governo, in Grecia il dramma di un possibile colpo di Stato!  Lì riemergono, come morti viventi, quelle vecchie storie di intrecci tra politica ed esercito che avevano caratterizzato il periodo dei colonnelli. E se cinque membri di Alba Dorata, come riporta il Sole 24 ore, sono sotto inchiesta per l’uccisione di un rapper di sinistra, e una squadraccia ha devastato la redazione del giornale Protothema per aver pubblicato le foto strazianti del giovane morente, un sindacato di militari greci della riserva, finora poco conosciuto al grande pubblico, ha chiesto a sorpresa le dimissioni del governo del premier conservatore Antonis Samaras e la formazione di un governo di unità nazionale, suscitando, come è ovvio, forti preoccupazioni negli ambienti politici e giudiziari della capitale greca.

Ieri è stato diffuso anche un filmato dal titolo  “Confraternita degli ufficiali e dei soldati riservisti delle Forze Speciali” sul sito web dell’associazione ed è finito immediatamente all’esame della magistratura che ha convocato in seduta straordinaria la Corte Suprema, in cui da giorni si stanno interrogando testimoni che depongono contro le attività illegali di Alba Dorata. I toni in Grecia si sono fatti preoccupanti e la paura sale mentre le soluzioni sembrano sfuggire di mano giorno dopo giorno…  L’Italia sembra al sicuro… C’è solo il vociare di Silvio Berlusconi che giorni fa aveva parlato di “colpo di Stato”!

Il sogno di Letta s’infrange sui dati industriali: la Spagna supera l’Italia

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Speranze di ripresa, sogno di un’Italia che ricomincia ad avere dati positivi, la disoccupazione che cala e la fiducia nei mercati internazionali che aumenta nei confronti del nostro Paese al momento sono solo utopie. Reali ci sono solo i dati e purtroppo ancora una volta sono drammatici. L’Italia è l’unico paese dell’Eurozona che, insieme alla Finlandia fa registrare un dato negativo e subisce così il sorpasso da parte della Spagna. Questo senza troppi giri di parole è il panorama che emerge dal rapporto ‘Competitività’ che approverà domani la Commissione Ue a Bruxelles. I dati anticipati dall’Adnkronos non hanno spiragli positivi per lo Stivale. Persino la Grecia, messa in ginocchio dalla crisi, ha migliorato la produttività, insieme alla Spagna che ha sorpassato l’Italia e sembra avviata a riforme che possano davvero dare un impulso alla competitività. Al palo resta il Belpaese che nonostante l’Ue spinga per ridurre le tasse, non riesce a farlo. Male anche i dati sull’energia. Domani  Bruxelles solleciterà Roma ad accelerare le riforme necessarie per la competitività industriale e dunque per la creazione di posti di lavoro. Cambierà qualcosa? C’è ancora tempo per invertire la rotta? Forse, ma il Governo è bloccato sulla decadenza di Berlusconi, sull’Iva e sul finanziamento ai partiti, non c’è spazio per il dramma sociale.

Trema la Grecia: scossa di terremoto di magnitudo 4.3

terremoto-grecia-tuttacronacaNuova scossa di terremoto nelle prime ore di questa mattina in Grecia, con epicentro nel golfo di Corinto, nel mare Mediterraneo, a 24 chilometri a sudovest della città di Tebe e a circa 59 chilometri a nord della capitale. L’evento, di magnitudo 4.3, si è verificato alle 5.05 ora locale (4.05 ora italiana) ed è stato percepito anche ad Atene. Non sono stati segnalati danni o vittime.

Membri di Alba Dorata uccidono un cantante hip hop: Grecia nel terrore

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Si chiamava Pavlos Fyssas, il cantante 34enne di hip hop greco vicino alle forze della sinistra ricoverato in fin di vita e poi deceduto all’ospedale di Atene in seguito alle ferite riportate dopo aver subito l’aggressione di una quindicina di estremisti legati al partito di destra di Alba dorata. Tutto sembra che sia iniziato per una lite sulla partita della Champions League fra l’Olympiakos e il Paris St Germain in un bar di Amfiali, vicino al Pireo. Fyssas si sarebbe trovato a litigare con un pregiudicato di 45 anni, Killah P., che poi ha chiamato i suoi amici, probabilmente aderenti al movimento di destra Alba Dorata, per aggredire il cantante. Almeno 15 persone si sono avventate contro Fyssas accoltellandolo. Prima di morire Fyssas è riuscito a dare alla polizia il nome del suo aggressore. A denunciare la sua affiliazione politica è stato Loukas Tzannis, il sindaco di Keratsini, il comune in cui rientra Amfiali, in un’intervista a radio Skai. Il deputato di Alba dorata, Ilias Kasidiaris ha negato qualsiasi coinvolgimento del suo partito minacciando querele.

 

Forti scosse in Grecia, colpito il cuore del Paese. Magnitudo 5,3

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Un terremoto di magnitudo 5.3 ha colpito la zona della Grecia centrale alle ore 17.02, circa 100 km a nord-ovest di Atene e a 8 km dalla città di Kamena Vourla. La profondità ipocentrale è di circa 10 km.  Poco prima un’altra forte scossa era stata registrata nella stessa zona, con magnitudo 4.7. Non si hanno per il momento notizie di danni a persone o cose. Poi altre due scosse di magnitudo 3.3 e 3.6 sono state registrate sempre nella stessa zona, a distanza di poche ore .

Trema la terra nell’arcipelago greco: sisma tra Cefalonia e Zante

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Una nuova scossa di terremoto di intensità pari a 4,3 gradi Richter è stata registrata oggi alle 14:18 locali (le 13:18 in Italia) nel tratto di mare Ionio tra le isole greche di Cefalonia e di Zante (Zakynthos). Lo ha reso noto il sito Zougla.gr Secondo i sismografi dell’Istituto Geodinamico dell’Università di Atene, l’epicentro del sisma è stato localizzato 44 km a Sud-Sud-Ovest di Argostoli, capoluogo di Cefalonia, e il suo ipocentro a 17 km di profondità. Non si hanno per ora notizie di danni a persone o cose.

Trema la Grecia, altra forte scossa nell’arcipelago

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Una forte scossa di terremoto pari a 4,7 gradi sulla scala Richter è stata registrata questa mattina al largo dell’isola di Creta. Si tratta della seconda scossa di simile intensita’ nell’arco di 48 ore con epicentro nell’area di Heraklion, capoluogo dell’isola. Fonti di polizia riferiscono che non risultano nè vittime nè danni.

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