Il Piemonte torna alle urne: bocciato il ricorso di Cota

roberto_cota_tuttacronacaRoberto Cota, governatore del Piemonte, aveva presentato ricorso contro la sentenza del Tar che aveva deciso l’annullamento delle elezioni regionali 2010. Il Consiglio di Stato l’ha però respinto, confermando la sentenza di primo grado e dovranno quindi essere indette nuove elezioni. Nel dispositivo finale dell’ordinanza si legge: “Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, previa riunione degli appelli, respinge le istanze cautelari e mantiene ferma l’esecutività della sentenza appellata”. E’ così terminata una vicenda iniziata poche settimane dopo il voto, quando aveva preso vita una querelle legata alla legittimità dei risultati che ruota intorno alla lista “Pensionati per Cota”. Il suo numero uno, Michele Giovine, ottenne un seggio a Palazzo Lascaris ma in seguito venne condannato a due anni e otto mesi di carcere (in via definitiva) per irregolarità nella presentazione delle candidature. A presentare ricorso al Tar, all’epoca, furono Mercedes Bresso e Luigina Staunovo Polacco, pasionaria dei “Pensionati e Invalidi”. La risposta interlocutoria del Tar giunse il 16 luglio dello stesso anno: prima di decidere era necessario capire se la lista “Pensionati per Cota” fosse illegittima, e per questo era necessaria una causa civile che Bresso doveva attivare con una “querela di falso”. Fra intoppi e rinvii, quella causa è ancora sospesa in Corte d’Appello. Nel frattempo si sono succeduti i ricorsi fino a quando, nel 2012, il Consiglio di Stato sancì che “al Tar spetta ogni approfondimento” sulla falsità della lista dei Pensionati. Con questo via libera, i giudici di Torino, a gennaio, hanno deciso di accogliere il ricorso Bresso annullando il voto.

Elezioni annullate? In Piemonte vogliono incassare subito i contributi versati

consiglio-regionale_piemonte-tuttacronacaIl Tar ha annullato le elezioni del consiglio Regionale del Piemonte ma i consiglieri, 40 dei quali indagati nell’ambito dell’inchiesta “spese pazze”, hanno dato l’ok, in extremis, al Bilancio 2014. Una parte della maggioranza, fatta eccezione del Pd e con l’estensione di Lega e Ncd, ha inoltre approvato una norma che permette, a chi vuole, di incassare subito i contributi versati rinunciando al vitalizio futuro. La norma permette ai consiglieri di mettere così al sicuro i soldi nonostante l’annullamento e l’indagine della Procura di Torino. E’ Repubblica a spiegare che l’emendamento del centrodestra approvato dalla maggioranza costerà caro alle casse della Regione. Calcolando i contributi versati dai consiglieri e dagli assessori “si arriva a 7 milioni di euro”, non contando chi ha all’attivo più di una legislatura. A quel punto infatti la somma aumenterebbe fino a 15 milioni di euro.

Torino dice sì: è la prima tra le grandi città ad aprire alla cannabis libera

cannabis-torino-tuttacronacaTorino apre le porte alla cannabis, prima tra le grandi città d’Italia. Questo non significa che da oggi si possa consumare, produrre per il proprio uso e condividere tra amici la marijuana sul terrazzo di casa, ma questo è il senso “politico” della richiesta, partita dalla Sala Rossa dopo il voto di ieri della Sala Rossa e indirizzata al Parlamento: “Passare da un impianto proibizionistico a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe leggere”. A proporre l’ordine del giorno erano stati Marco Grimaldi di Sel e dai consiglieri Silvio Viale, Luca Cassiani e Lucia Centillo del Pd. Nello specifico, due gli ordini del giorno passati: in uno la città chiede alla Regione di seguire l’esempio di Toscana, Liguria e soprattutto Veneto. Qui oltre ad aver autorizzato i farmaci cannabinoidi per la terapia del dolore, è stata approvata all’unanimità una legge per sperimentare la distribuzione gratuita negli ospedali e nelle farmacie di preparati a base di cannabis, ma anche la produzione diretta di marijuana. Nel secondo provvedimento, invece, Torino chiede anche l’abolizione della legge Fini-Giovanardi (ritenuta da molti consiglieri restrittiva nonché una delle cause del sovraffollamento delle carceri) e il via libera alla produzione diretta di cannabis e al consumo da scopo ricreativo. Misura drastica, quest’ultima, passata per soli due voti di scarto del Movimento 5 stelle, che ha visto anche l’astensione del sindaco Fassino. Uno dei consiglieri, favorevole, ha commentato: “il Parlamento dovrà affrontare il passaggio da un impianto di tipo proibizionistico, a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle cosiddette droghe leggere”. L’esito della votazione, tuttavia, è stata incerta fino all’ultimo, a causa dell’incognita del voto moderato e cattolico del Pd, mentre sembrava più possibile l’approvazione di una seconda mozione pro-cannabis che si limitava ad allargarne l’uso terapeutico. Il Pd si è spaccato tra proibizionisti, astensionisti (tra questi anche il sindaco Fassino) e antiproibizionisti, che si sono rivelati la maggioranza. A cantare vittoria è Grimaldi: “Torino è la prima grande città in Italia a pronunciarsi sull’abrogazione della legge Fini-Giovanardi e sulla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere – dice – Vogliamo mettere fine alle politiche proibizionistiche che hanno solo regalato ai narcotrafficanti centinaia di miliardi di euro, e togliere dall’illegalità centinaia di migliaia di cittadini”. Il radicale Silvio Viale ricorda: “Già nel 1996 la Sala Rossa aveva votato un ordine del giorno: sono passati 17 anni ma la politica ha fatto l’opposto, ipocritamente”.

Salvini: “Chi tocca la Lega abbia paura”

matteo-salvini-tuttacronacaGiornata intensa, quella di ieri, per il segretario leghista Matteo Salvini che dopo la protesta ai caselli ha preso anche parte alla fiaccolata a Torino a sostegno della giunta Cota. “Il prossimo leghista che toccheranno, non so se sarà a Torino, Milano, Genova, Pordenone, o Vicenza – ha detto Salvini – dodici ore dopo, non solo noi ma mille, duemila, diecimila persone, pacifiche ma non tanto, si mobiliteranno e qualcuno cominci ad avere paura, perchè la paura fa bene”. Del resto Cota non si arrende e lunedì riunirà la Giunta per conferire ufficialmente agli avvocati l’incarico di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha azzerato il risultato delle elezioni. Una nuova battaglia dai tempi piuttosto stretti (la data limite è il 30 gennaio) e dai contorni incerti. “Per prepararci adeguatamente – lamenta tra l’altro uno dei legali del centrodestra – dovremmo aspettare le motivazioni del provvedimento dei giudici, che però potrebbero arrivare solo fra dieci giorni”. Come spiega l’Huffington Post: 

 

 

Finisce insomma ai supplementari una partita che ora viene criticata per la sua lunghezza: l’ex presidente Mercedes Bresso aveva presentato i ricorsi nel 2010 all’indomani del voto, ma ci sono voluti quattro anni prima che si arrivasse a un punto fermo. E se i burloni del web si scatenano (“Il Tar ha annullato le elezioni perché all’epoca il Piemonte si chiamava Regno di Sardegna”, “domani annullerà il referendum monarchia-repubblica” e via scherzando) c’è chi, come Pierluigi Mantini, del Consiglio di presidenza della magistratura amministrativa, vuole aprire un’indagine interna perché “quarantacinque mesi sono decisamente troppi”. In realtà, dopo una prima sentenza interlocutoria del 2010 emanata dallo stesso Tar (ma i giudici erano diversi), la causa si è dispersa fra tribunali civili e penali, pronunce del Consiglio di Stato e persino della Corte Costituzionale.
“Nessuna lentezza da parte dei magistrati amministrativi, il giudizio è stato sospeso per mesi anche perché si dovevano definire le questioni di rilievo penale”, osserva Giampiero Lo Presti, presidente dell’Anma.

Adesso la sentenza è esecutiva, ma Giunta e Consiglio regionale, in attesa che si definisca la questione, rimangono insediati per sbrigare quegli affari “urgenti e indifferibili” che, se fossero trascurati, potrebbero danneggiare “l’ente Regione e il Piemonte”: si fa l’esempio della valutazione di metà mandato dei direttori delle Asl o ai progetti da finanziare con i fondi Ue. Un altro punto fermo: gli atti compiuti dal 2010 a oggi, secondo i giureconsulti interpellati da piazza Castello, restano validi.

 

La prossima settimana non sono previste sedute del Consiglio regionale, ma solo i lavori della Commissione Bilancio. I capigruppo avevano in programma una riunione, lunedì, per discutere di legge elettorale, ma è probabile che parleranno d’altro. Meno probabile, invece, una discussione della Giunta per le elezioni su Michele Giovine, il consigliere regionale che con la sua lista dei ‘Pensionati per Cota’ è stato la pietra dello scandalo. Giovine è stato sospeso dopo la condanna della Corte d’Appello di Torino e percepisce metà dello stipendio: nelle scorse settimane la pena di due anni e otto mesi è diventata definitiva e dovrebbe decadere, ma l’eventuale azzeramento di tutto il Consiglio porterebbe la questione in secondo piano.

 

Quanto al centrosinistra, che vuole un election day in primavera, gli avvocati stanno cercando di capire se esistono soluzioni giuridiche in grado di costringere Cota a lasciare subito lo scranno di governatore.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Salvini e il “rincaro razzista” ai caselli: non paga! E intanto si manifesta

salvini-pedaggio-tuttacronacaLega in strada o, per meglio dire, in autostrada oggi. I militanti hanno infatti protestato, questa mattina, in una serie di caselli autostradali del nord contro l’aumento del pedaggio scattato all’inizio dell’anno. Anche il segretario Matteo Salvini e il presidente Umberto Bossi si sono uniti ai manifestanti a Gallarate, lungo la A8 in provincia di Varese. “Sono qui e non pagherò il casello dichiarando che il servizio fa schifo: è una questione di giustizia sociale, perchè ci sono mille chilometri di autostrade al sud gratis e bastonano il nord”, ha detto il segretario che ritiene i rincari un atto di “razzismo”. Un centinaio i leghisti che con bandiere e striscioni hanno presidiato le corsie di uscita dell’autostrada: il loro scopo è di presentarsi in auto alla barriera e dichiarare di non voler pagare il pedaggio poiché “insoddisfatti del servizio”. I lumbard, che hanno accolto Salvini e Bossi al grido di “secessione, secessione”, sostengono che sia iniquo il trattamento nei confronti del nord “mentre al sud non si paga l’autostrada”.

Questa presentazione richiede JavaScript.

“Si torni al voto”: il Tar e il Consiglio Regionale del Piemonte

palazzo-regione-piemonte-tuttacronacaMercedes Bresso ha visto accogliere dal Tar del Piemonte il “ricorso principale” che aveva promosso contro il risultato delle elezioni regionali del 2010 e, da quanto si ricava da una prima lettura del dispositivo, è necessario tornare al voto. La Lega Nord non poteva star a guardare e il nuovo segretario, Matteo Salvini, ha convocato una fiaccolata della Lega per domani di fronte al consiglio regionale. “Domani tutti a Torino! Giudici, comunisti e giornalisti, giù le mani dalla Lega e dal Piemonte!”, ha scritto su Facebook il segretario. Il tribunale ha ordinato il ritorno alle urne e nel dispositivo consegnato oggi alle parti in causa, si legge che il Tar ha annullato “la proclamazione degli eletti” al consiglio regionale “ai fini della rinnovazione della competizione elettorale”. Secondo quanto trapela da esponenti della Giunta regionale, l’annullamento porta alla decadenza della Giunta regionale e, quindi, alla sospensione di tutta l’attività in corso. Come spiega l’Huffington Post:

Ora la parola passa al Consiglio di Stato, a cui la regione potrebbe ricorrere per ribaltare la decisione del Tar, che sancisce un ritorno anticipato alle urne dei piemontesi. È durata quasi quattro anni la ‘battaglia’ ingaggiata dall’ex presidente della regione Bresso: lo scorso 14 novembre la Cassazione aveva condannato in via definitiva Michele Giovine a due anni e 8 mesi per avere raccolto firme false sulla sua lista.

L’ex governatore Bresso ha commentato: “Seppure in ritardo è stata fatta giustizia. La sentenza è immediatamente esecutiva, anche se ci sarà il ricorso, riusciremo a andare al voto insieme alle amministrative e alle europee. Sono contenta soprattutto per il Piemonte, perché gira pagina”.

Polemico il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che su Facebook scrive: “Annullate le elezioni regionali del Piemonte. Giudici e sinistra, anche quando perdono, riescono a vincere… Un attacco alla democrazia, ecco di cosa si tratta. Altro che mutande! forse a qualcuno hanno dato fastidio i 30 milioni di euro di risparmio secco, all’anno, dei costi della politica in regione. Forza piemont, forza lega, continuiamo a lavorare”. E a chi gli chiede se pensa di ricandidare Cota alle prossime regionale, risponde: “Certo, non a testa alta ma di più”.

Scontri a Torino: contusi tra manifestanti e polizia

manifestazione-torino-tuttacronacaEra terminata senza incidenti la manifestazione dei sindacati a Torino ma in seguito, a quella degli studenti per il diritto allo studio, non sono mancati attimi di tensione in piazza Castello. Qui, alcuni studenti hanno lanciato uova di vernice colorata contro il Palazzo della Regione, imbrattandolo mentre le forze dell’ordine intervenivano per allontanarli.  Quattro ragazzi, di cui due minori, sono stati portati in Questura a Torino. Verranno identificati e probabilmente denunciati. In piazza è poi rimasto un presidio di studenti ma la situazione è stata riportata alla normalità. Si contano tuttavia quattro contusi: due tra le forze dell’ordine e due tra i manifestanti. Nella carica di alleggerimento della polizia contro i manifestanti che lanciavano uova di vernice verso il palazzo della Regione, due studenti sono rimasti contusi e, come denunciato dal segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Sergio Locatelli, sono andati al pronto soccorso a farsi medicare per la sospetta frattura di due dita. Nella carica anche due agenti della Celere sono rimasti leggermente contusi. Nessuno è rimasto ferito. Nel corso della manifestazione organizzata dai sindacati un’autoambulanza è intervenuta per portare soccorso ad una donna incinta che era stata colta da un leggero malore.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Non pietre, palloncini di vernice colorata: a Torino contro le spese pazze

manifestazioni-torino-cota-tuttacronaca“Da questa piazza vogliamo dire che condanniamo violenze, disordini e intimidazione, noi siamo una piazza civile e democratica”. E’ stato questo il messaggio lanciato a Torino, dove si è svolta una manifestazione di Cgil, Cisl e Uil. Il clima era quello del Primo Maggio alla quale hanno preso parte 10mila persone. “Dopo sei anni di crisi non c’è famiglia che non sia stata colpita, generando un dramma sociale, mentre il sistema industriale è in ginocchio. Sono 200 mila le persone che cercano lavoro, mentre i politici rimangono assenti e immobili. Basta con le spese ingiustificate, la credibilità della Regione è stata minata da spese che non c’entrano nulla con le spese pubbliche, mentre le famiglie hanno a che fare solo con rigore e austerità. A tutti non chiediamo più promesse, ma fatti”. Alberto Tomasso, segretario regionale del Pd, dice: “Siamo di fronte a tanti annunci, è ora di affrontare i problemi in ogni casa, in ogni famiglia, dove c’è malcontento e rabbia. Chiediamo un cambio di rotta, lavoro vero e buono, piani industriali, infrastrutture, rimettere in moto in Comune. Sulla Regione, io non credo che il problema siano le mutande verdi di Cota, o meglio, non solo questo. Certo, sarebbe l’ora di mettere in campo un briciolo di decoro, già solo per questo, per le mutande e per le gomme acquistate con i nostri soldi  bisognerebbe andare via. Ma non è solo per questo dire basta, bisogna dire basta perché le politiche della Regione non hanno portato a nulla”. E il segretario della Uil, Cortese, ha aggiunto: “Abbiamo sperimentato l’incapacità di governo della Regione. Non solo, chi ha preso soldi per cose personali dovrebbe essere sommerso dalla vergogna. Una raccomandazione a chi tornerà nelle province con i bus, se prendete un caffè all’autogrill non buttate lo scontrino per terra perché qualcuno potrebbe raccoglierlo e farselo rimborsare sempre con i nostri soldi”. Davanti al palazzo della Regione la polizia carica: i manifestanti lanciano palloncini pieni di vernice colorata.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Chernobyl 27 anni dopo: cinghiali radiattivi in Friuli

cinghiali-radioattivi-tuttacronacaEra stato il deputato pentastellato Aris Prodani a presentare un’interrogazione a seguito della quale il Ministero della Salute ha confermato quanto riscontrato dall’Arpa in Friuli: due campioni di cinghiali contaminati da radiazioni nucleari. “In seguito ai casi della Val Sesia in Piemonte, legati alla contaminazione da cesio 137 dovute all’incidente di Chernobyl del 1986, e a situazioni analoghe verificatesi in Austria e in Baviera, nel maggio scorso abbiamo interrogato il governo per sapere se fosse a conoscenza della presenza, sul territorio nazionale, di animali selvatici contaminati da radiazioni nucleari – spiega Prodani -. Ora è giunta la conferma che il problema riguarda anche il nostro territorio”.

Nel Consiglio regionale del Piemonte… si sventolano i boxer

boxer-regione-consiglio-tuttacronacaContinuano le polemiche nell’aula del Consiglio regionale del Piemonte a causa dei rimborsi spese del presidente. Lo scorso sabato erano stati raccolti in piazza degli scontrini tra i cittadini, che erano stati invitati a chiedere a Roberto Cota rimborsi “facili”. Oggi, in apertura di seduta, il capogruppo del M5S Davide Bono non solo ha mostrato gli scontrini raccolti, ma ha sventolato anche un paio di boxer affermando: “Io, presidente, le ho portato un po’ di scontrini e anche un paio di mutande”. Cota si è limitato a mormorare “calma, calma”. La seduta è stata brevemente interrotta per riprendere subito dopo con l’intervento del governatore piemontese.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Il Piemonte dei superpoteri… I consiglieri hanno il dono dell’ubiquità!

roberto-cota-tuttacronacaSono 43 i consiglieri regionali del Piemonte, tra i quali anche il presidente leghista Roberto Cota, coinvolti nell’inchiesta per peculato e truffa. E mentre la Procura di Torino indaga, si scopre che godono del dono dell’ubiquità: sono in grado di essere in due luoghi diversi contemporaneamente. Come Massimo Giordano, che mentre si trova in missione istituzionale a San Francisco riesce anche a far acquisti in un autogrill sulla Torino-Milano e a ottenere il rimborso. Lo dicono le carte dell’inchiesta riportate da Repubblica.

La Procura di Torino contesta 115 contraddizioni al Presidente leghista Cota. I tabulati telefonici smascherano i suoi reali spostamenti, mentre scontrini e ricevute messi a rimborso lo vorrebbero in posti diversi… Come quando è a Pavia, ma gusta gelati per 22 euro in una nota pasticceria torinese.

Un vizio, tra i suoi colleghi. Il suo ex delfino Massimo Giordano, ad esempio… Sorprendenti sono il panino, le gomme da masticare e i due caffè pagati con 25 euro in un autogrill sulla Torino-Milano, mentre Giordano è in missione istituzionale a San Francisco, a 20 ore di volo da lì…

Tra le fila del Carroccio, c’è anche chi come Antonello Angeleri dice di risiedere in un luogo e invece vive in un altro. Non è solo un fatto di onestà, perché così facendo il consigliere regionale, secondo l’accusa, ci ha guadagnato oltre 20 mila euro di rimborsi chilometrici non dovuti…

A spese della Regione, il consigliere Idv Andrea Buquicchio è volato in Norvegia in compagnia della compagna, per festeggiare il compleanno di lei… E il 9 giugno lui risulta contemporaneamente a Oslo e a Torino…

L’assessore che porta la pistola in Regione Veneto: “non si sa mai”

remo-sernagiotto-pistola-tuttacronaca

Dopo gli scontri non solo verbali, ma anche fisici avvenuti in Aula Giulio Cesare a Roma e nel Consiglio Regionale a Torino, ora emerge che c’è chi arriva in Consiglio con tanto di pistola. l’assessore Servizi sociali in Veneto passato al gruppo della rinata Forza Italia, Remo Sernagiotto, ha affermato:

“Porto la pistola in Regione Veneto e non ho mai sparato. E’ solo per difesa, qui non si sa mai”.

L’assessore ha poi precisato che lui non ha la scorta o l’auto blu: “Mi muovo con la mia mini per evitare di incidere sulle spese della Regione e l’arma la porto con me per difendermi dai malintenzionati”.

Sernagiotto ha un regolare porto d’armi da 30 anni e comprò la pistola per difendersi da alcune minacce. Oggi la porta perché si muove spesso, da solo e fino a notte fonda, per partecipare ad incontri e riunioni: “Che ho la pistola lo sanno tutti, così come tutti sanno che non l’ho mai usata. Non vado al poligono e mica sono un pistolero. Sono un uomo pacifico, ogni tanto sparo qualche colpo nel bosco per evitare che si arrugginisca”.

L’assessore spiega: “Quando mi muovo vado sempre da solo con la mia Mini rossa per evitare di incidere sulle spese della Regione e l’arma la porto con me per difendermi dai malintenzionati. Non sarei mai in grado di sparare ad una persona, ma se fosse necessario magari con due colpi in aria eviterei il peggio. La pistola l’ho comprata non quando facevo politica ma da imprenditore su consiglio degli stessi carabinieri dopo che avevo subito una serie di furti”.

Lucio Tiozzo, capogruppo Pd nel consiglio regionale del Veneto, ha dichiarato: “Non è ammissibile entrare in Consiglio regionale con armi. Ci appelliamo al Presidente Clodovaldo Ruffato perchè faccia rispettare questo. Se dovesse servire, anche con l’installazione di metal detector”.

Tiozzo ha poi aggiunto: “Siamo contro i cittadini ‘fai da te’, devono essere le forze dell’ordine a difenderli. Nel caso, poi, siamo davanti ad un assessore ai Servizi sociali, che dovrebbe essere un segnale per una società più serena e più coesa”.

E proprio Ruffato si è detto “esterrefatto” per la vicenda: “Sono rimasto stupito, esterefatto. Non deve più succedere. Darò disposizioni perché nessuno possa più entrare con qualsiasi tipo di armi in Consiglio Regionale. Confido nel buon senso e nella maturità dei consiglieri – ed ha aggiunto scherzando -. In giunta non so se ha bisogno di protezione, qui in Consiglio sicuramente no”.

Seduta del Consiglio Regionale a Torino? No, è rissa!

rissa-consiglio-regionale-piemonte-tuttacronacaSe nei giorni scorsi, in occasione del Consiglio comunale di Roma per l’approvazione del bilancio, il sindaco Marino aveva rimediato una gomitata a causa della bagarre scoppiata in Aula, oggi il clima non è stato dei più sereni neanche per il Consiglio Regionale del Piemonte. Il presidente della Regione, Roberto Cota, si è infatti presentato a sorpresa, il giorno prima della partenza per il Giappone, sottolineando che desidera “onorare il Consiglio regionale che in questi giorni è sotto attacco, prima della partenza per il viaggio istituzionale in Giappone”.  Il clima teso è presto degenerato nello scontro fisico quando, come spiega La Stampa, il capogruppo di Fratelli d’Italia ha affrontato l’ex presidente Mercedes Bresso uscendo dall’aula. A difendere Bresso sono quindi intervenuti Reschigna e Placido. I consiglieri si sono avvinghiati prima di rotolarsi per terra. La scintilla che ha portato poi all’improvvisato incontro di wrestling era stata l’intervento di Cota che aveva parlato di “attacco diffamatorio contro la regione, ricordo che ci sono tre gradi di giudizio e la presunzione di innocenza. Ma non esiste alcuna delegittimazione verso chi guida il Piemonte. Giusto che la magistratura indaghi ma noi abbiamo il dovere di continuare a lavorare”. Il Pd, al contrario, chiede  elezioni anticipate a maggio.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Paura tra Pavia ed Alessandria: scossa di terremoto di magnitudo 3.7

terremoto-pavia-tuttacronacaTorna a tremare il distretto sismico dell’Appennino Ligure dove alle ore 20.50 l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato un terremoto di magnitudo 3.7 con ipocentro a 3.1 km di profondità. L’epicentro è stato localizzato tra le province di Alessandria e Pavia tra i comuni di Berano di Tortona, Casalnoceto, Casasco, Castellar Guidobono, Momperone, Monleale, Montemarzino, Pozzol Groppo e Volpeglino (AL) e Cecima, Codevilla, Godiasco, Ponte Nizza, Retorbido, Rivanazzano, Rocca Susella, Torrazza Coste e Voghera (PV).

Il pullman per andare da Berlusconi lo paga la Regione

regione-piemonte-tuttacronacaSono 43 i consiglieri della Regione Piemonte che hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini. Tra chi sta per essere rinviato a giudizio, anche il 64enne Angiolino Mastrullo, giornalista e imprenditore che, arrivato da Psi, è stato tra i fondatori di Forza Italia in Piemonte. Come spiega La Stampa, a Mastrullo vengono contestate “spese per 39 mila euro per ristoranti, bar e generi alimentari. Altri 8 mila 700 euro per acquisti vari: televisori, cuffie, gioielli, articoli per animali, occhiali, valigie in pelle, biglietti per le partite”. Ma quello che realmente sorprende è il rimborso spese, per un totale di 13mila e 300 euro, per una trasferta a Roma, in occasione del congresso nazionale del Pdl del 30 giugno 2011. Il consigliere ha spiegato ai magistrati: “Nell’occasione è stato messo a disposizione un pullman per il trasporto di persone e simpatizzanti, ma non si sono presentati e il viaggio è saltato. La messa a disposizione del pullman, contrattata più volte con il medesimo proprietario, si è rivelata più volte un vero flop, perché le persone invitate dai consiglieri regionali, pur avendo aderito all’iniziativa, non si sono presentate alla partenza!” Poi specifica: “Nel caso della manifestazione del 1° luglio 2011, fallito per l’assenza dei simpatizzanti invitati, il proprietario pretese il rispetto del rapporto contrattuale minacciando il ricorso all’autorità giudiziaria per avere il pagamento, anche delle precedenti occasioni. Ovvero: messa a disposizione del pullman e mancata partenza. Nasce da questo poco lodevole comportamento degli assenti, la spesa di 13 mila 300 euro da me proposta al gruppo del Pdl per scongiurare il pericolo di un contenzioso che avrebbe aggravato la spesa”.  Riassumendo: il viaggio, fallimentare, per i simpatizzanti del Cavaliere è stato “offerto” dalla regione. Ma Angiolino Mastrullo spiega anche come funzionavano i gruppi di volontari: “La mia attività politica si svolgeva per il tramite di vari gruppi di giovani volontari, compresi amici e parenti, che in modo saltuario ma puntuale consentivano la mia presenza sul territorio, finalizzata alle celebrazioni di convegni e di manifestazioni partitiche. Il ricorso alla collaborazione del volontariato non deve essere considerato in modo negativo, ove si pensi che il Pdl ha struttura organizzativa e politica radicalmente diversa da quella dei partiti tradizionalmente esistenti. Non ho mai cercato di dissimularlo con assunzioni mediante contratti di vario genere o altre forme che potessero minare la mia lealtà istituzionale e configurare un arricchimento personale”. E ancora: “L’azione di sostegno alla mia attività politica operata da questi piccoli gruppi, veniva gratificata una tantum con incontri al bar, al ristorante, non esclusa casa mia: con qualche omaggio di natura diversa, che poteva andare da un profumo a un modesto capo di abbigliamento, sino a un biglietto di una partita di calcio. L’articolazione dei vari gruppi di collaboratori volontari può spiegare la contemporaneità di molte spese…”.  Per quello che riguarda altri politici coinvolti, sempre La Stampa spiega:

 Il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo, anche lui del Pdl, indagato a sua volta per acquisti di cravatte e gioielli, 9000 mila euro di alberghi e 1800 euro per biglietti di auguri natalizi del Popolo della Libertà, preferisce non commentare: «Devo studiare le carte». Non commenta il consigliere del Pdl Anna Rosa Costa, sotto accusa per 19 mila euro di ristoranti e 9 mila euro in spese varie, fra cui pneumatici, profumi e gioielli. Non commenta nessuno. Sono giorni così, di silenzi, rabbia e incontri con gli avvocati. Mastrullo è uno dei pochi che non si tira indietro: «Sto molto male per quello che è successo – dice – sono entrato in Regione nel 2010. Ho chiesto quali erano le regole per i rimborsi. Mi sono attenuto fedelmente a quanto mi è stato detto. Appena ho capito quello che stava succedendo, ho rinunciato ai soldi ancora a mia disposizione. Mi fa male chiudere in questa maniera una carriera politica di quarant’anni. Ci sarà tempo per spiegare, ma non doveva andare così».

Scuole chiuse in provincia di Pavia: precauzioni post-terremoto

scuola_chiusa-terremoto-tuttacronacaA seguito delle scosse di terremoto avvertite nella mattinata di ieri, giovedì 21 novembre, oggi e domani rimarranno chiuse le scuole di 5 comuni dell’Oltrepò Pavese interessati dall’evento. Si tratta di Voghera, Codevilla, Rivanazzano, Godiasco e Retorbido. E’ stata la Provincia di Pavia ad adottare il provvedimento in forma precauzionale e anche per permettere accurate verifiche statiche e strutturali degli istituti.

Terremoto a Voghera, scuole evacuate e panico in strada

terremoto-voghera-tuttacronaca

Panico al Nord d’Italia dove alle 11,30, due scosse ravvicinate, sono state avvertite tra Piemonte e Liguria. L’epicentro è a 18 chilometri a nord di Genova, tra le province di Pavia e Alessandria: le scosse, una alle 11,34, l’altra alle 11,36, sono state rispettivamente di magnitudo 3.1 e 3.8. Una terza scossa alle 11,40 è stata meno forte (2.5). Tante le segnalazioni, soprattutto nella zona tra Pavia e Voghera, in quest’ultima città, gli studenti sono stati fatti evacuare dalle scuole a titolo precauzionale. Molti dipendenti pubblici e privati che si trovavano a lavoro si sono riversati in strada nel panico. Al momento non risultano danni a persone o cose. Già in quella zona si era avvertito perfettamente il sisma che aveva interessato la Francia dell’Ovest, in precedenza. 

4.7! La scossa di terremoto percepita nell’Italia del Nord

terremoto-franci-tuttacronacaHa avuto magnitudo 4.7 la scossa di terremoto che è stata avvertita questa mattina dalla popolazione tra Piemonte e Lombardia, anche a Milano. L’epicentro è stato localizzato nella Francia dell’Ovest ma in Twitter si è subito iniziato a parlarne grazie agli interventi di persone che abitano nella zona sud del capoluogo lombardo.

Scossa di terremoto in Piemonte, nel Cuneese

terremoto-cuneo-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto alle 5:54 nel distretto sismico delle Alpi Cozie, in Piemonte. L’evento, di magnitudo 2.3, ha avuto ipocentro a 12.8 km di profondità. L’epicentro è stato localizzato in provincia di Cuneo, tra i comuni di Cartignano, Castelmagno, Celle di Macra, Monterosso Grana, Pradleves, Roccabruna e San Damiano Macra.

Orrore in Umbria per la notte di Halloween: animali seviziati per riti satanici

black-cat-pumpkin-tuttacronaca

Riti satanici e animali seviziati fino alla tortura nella notte di Halloween. Nel mirino dei “satanisti” soprattutto sono finiti  i gatti neri.  L’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) ha reso noto infatti che denuncerà 41 persone le quali – secondo l’Associazione – hanno partecipato in Umbria ma anche in altre regioni come Piemonte, Lombardia e Lazio a riti satanici con abusi su animali.

All’attacco del Piemonte… gli hacker colpiscono i siti istituzionali

anonymous-hacker-piemonte-tuttacronaca

Gli Anonymous hacker hanno colpito i server del Csi, il Consorzio per il Sistema Informativo piemontese a cui sono collegati i siti web di 106 istituzioni. Tra l’altro non sono raggiungibili i portali di Consiglio e Giunta della Regione Piemonte, così come quello della Città e della Provincia di Torino e di molte Asl. La polizia postale indaga per risalire ai responsabili dell’attacco, mentre i tecnici sono al lavoro per ripristinare il guasto.

Terremoto a Cuneo, nella notte colpita da un sisma di magnitudo 3.4

terremoto-cuneo-tuttacronaca

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata alle 4:47 sulle Alpi Cozie del Piemonte, in provincia di Cuneo. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 16 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Cartignano, Castelmagno, Monterosso Grana, Pradleves e San Damiano Macra. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.

Maltempo in Nord Italia: arrivata anche la prima neve

prima-neve-tuttacronacaCome riporta il portale MeteoLive: “Il fronte freddo in arrivo andrà ad impattare con violenza contro le Alpi tra la serata di giovedì e la mattinata di venerdì. Se la formazione di un minimo (depressionario, n.d.r.) in Valpadana consentirà comunque ai fenomeni di valicare il versante nordalpino, producendo precipitazioni temporalesche rilevanti anche a nord del Po e soprattutto sulla Lombardia, sarà comunque sulle Alpi centro-orientali a cavallo con i versanti esteri che dovrebbero registrarsi gli accumuli maggiori perchè lì il fronte insisterà per più ore, frenato nella sua avanzata dalla presenza della catena alpina.” Nel pomeriggio di ieri una violenta bomba d’acqua si è riversata nel Novarese, ma non è stata l’unica zona interessata dal maltempo, che ha colpito  un’area molto vasta, tra Piemonte e Lombardia.

Allo scalo di Malpensa alcuni aerei in arrivo sono stati dirottati verso l’aeroporto torinese di Caselle, dove sono giunti i voli provenienti da Parigi, Amburgo, Copenhagen, Praga, Doha e Napoli. Milano e il suo hinterland è stato sferzato da violenti temporali e forti raggiche di vento, che hanno portato a un brusco calo delle temperature mentre i vigili del fuoco hanno ricevuto numerose chiamate per allagamenti di strade e cantine e per diversi alberi caduti, in particolare a nord di Milano, a Magenta e Legnano. Transennata per infiltrazioni d’acqua anche una parte della galleria Vittorio Emanuele, vicino al Duomo, all’altezza dell’Ottagono centrale. Anche la prima neve ha fatto la sua apparizione, imbiancando alcune delle principali località sciistiche sulle Alpi. Innevate Livigno, Madesimo e il Passo del Foscagno. Percorribili solo con attrezzatura invernale anche il Passo del Rombo e quello dello Stelvio.

Questa presentazione richiede JavaScript.

A casa dello scrittore scomparso Beppe Fenoglio rinvenute le armi di Milton

fenoglio-armi-tuttacronaca“…Uno di quelli alzò gli occhi e disse con una imprevedibile voce di falsetto: – To’, un badogliano. Questi son signori. Guardate, guardate come sono armati ed equipaggiati questi cristi.
– Guarda anche come sono infangato, – gli disse Milton tranquillo.
– Ecco, quella è la carabina americana famosa, – disse un secondo.
E un terzo, con tanta ammirazione che non lasciava più posto all’invidia: – E quella è la Colt. Prendete la foto alla Colt. Non è una pistola, è un cannoncino. E’ più grossa della Llama di Hombre. E’ vero che spara i medesimi colpi del Thompson?…”

Beppe Fenoglio descriveva così, nel suo romanzo “Una questione privata”, due armi che ora sono state ritrovate nella sua abitazione di Alba, in Piemonte, nel fondo di un armadio, Si tratta di una carabina M1 calibro 30 e una pistola Colt 45 automatica. Le stesse che imbraccia Milton, il protagonista del libro. A darne l’annuncio la figlia Margherita, che ha anche spiegato che, terminate  le pratiche burocratiche, verranno donate al centro studi dedicato allo scrittore. “Le armi sono state trovate durante il riordino della casa di mia madre Luciana, che è morta nel novembre scorso. Le ho trovate in un armadio, tra vecchie coperte e lenzuola: erano avvolte in un fagotto azzurro e quando le ho viste mi sono emozionata moltissimo. E’ incredibile che questo sia avvenuto nel cinquantesimo anniversario della scomparsa di mio padre”.

Questa presentazione richiede JavaScript.

 

Il PD è un Partito Dimezzato!

pd_partito-dimezzato-tuttacronaca
Pd, Partito Democratico, ma da oggi anche Partito Dimezzato che ha perso la metà degli iscritti in un anno, passando da 500mila a 250mila. In attesa del congresso La Repubblica racconta il dati allarmanti del PD:

La tendenza non è omogenea, in Emilia le adesioni toccano il 70 per cento, in Piemonte e Liguria il 60, in Toscana, Veneto e Lombardia sfiorano il 50, in Sardegna arrivano al 40 mentre dalle regioni del Sud ancora non sono neppure stati trasmessi i dati, visto che la campagna per il tesseramento sta partendo solo in questi giorni, in grandissimo ritardo rispetto al Centro-Nord. Sulla carta geografica del Pd, già piena di ombre, spicca la voragine di Roma, dove appena il 30 per cento dei quindicimila iscritti ha confermato l’adesione.

Numeri che indicano una disaffezione, che sarà difficile da recuperare:

E invece la lettura del dato fornita dal vertice del Pd è tutt’altro che negativa, anzi. «Ora si apre la fase dei congressi, la gente correrà nei circoli a rinnovare la tessera, gli anni congressuali sono da sempre quelli in cui facciamo il boom degli iscritti», sostiene senza esitazioni Tore Corona, responsabile nazionale del tesseramento e dell’anagrafe, l’uomo a cui il capo dell’organizzazione Davide Zoggia ha affidato il compito di attaccarsi al telefono senza sosta per dare la sveglia ai segretari regionali e provinciali per riattivare la macchina del consenso appesantita dalle ruggini estive.

Torna l’autunno ed è allerta meteo sul nord!

MALTEMPO-meteo-tuttacronaca

L’estate è finita e presto una perturbazione atlantica  raggiungerà il nostro paese nelle prossime ore portando piogge e temporali sul buona parte dell’Italia settentrionale. Il Dipartimento della Protezione Civile ha dunque emesso una allerta meteo che prevede, a partire dal pomeriggio di oggi precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale su Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, in estensione sul Friuli Venezia Giulia. I fenomeni saranno accompagnati da grandinate, fulmini e forti raffiche di vento e potranno interessare anche la Toscana settentrionale.

Lite finisce in dramma nel Biellese: 82enne uccisa dalla figlia

uccide-madre-ronco-biellese-tuttacronacaIn un’abitazione di via Eugenio Regis, a Ronco Biellese, in Piemonte, i carabinieri si sono imbattuti in una scena che fa pensare a un’omicidio. L’82enne Bianca Busato, ex operaia tessile e vedova, era a terra, senza vita. In casa c’era la figlia, la 53enne Antonella Orlando, ferita alla testa e grondante di sangue. A chiamare i militari il panettiere e un tecnico comunale. Il primo era preoccupato perchè non aveva visto l’anziana andare a fare la spesa ed è così andato a controllare a casa, per accertarsi stesse bene. Non ha ricevuto risposta dopo aver suonato, salvo che, poco dopo, dalla casa è uscita la figlia. A quel punto, si trovava a passare in zona anche il tecnico comunale e i due uomini hanno chiamato i soccorsi. La 53enne soffre da anni di crisi nervose e, stnado alcuni conoscenti, a volte la donna è fuori di sè. Si pensa ci possa essere stato un brutto litigio tra le due donne, conclusosi in tragedia. Il fratello della vittima ha raccontato ai giornalisti: “Ci aspettavamo che un giorno sarebbe successo qualcosa di brutto”. La Orlando è al momento ricoverato in ospedale mentre la Procura indaga a fondo per capire che cosa sia accaduto nella casa, per ora senza formulare ipotesi e senza parlare esplicitamente di omicidio, e disporrà l’autopsia sul corpo della vittima.

Torino e il Torinese messi in ginocchio dalla grandine

grandinata-torino-tuttacronacaUna nuova, violenta grandinata si è abbattuta su Torino e il Torinese dove chicchi di grandine grossi come noci sono caduti con una violenza tale da frantumare perfino il parabrezza di alcune auto. La grandinata è durata per diversi minuti poco dopo le 17, e hanno ricominciato a cadere dopo un’apparente tregua della pioggia. I vigili del fuoco hanno ricevuto numerose chiamate e sono usciti con diversi mezzi per far fronte agli allagamenti: 20 squadre sono partite pochi minuti dopo l’inizio del nubifragio. Una persona è rimasta ferita all’8 Gallery dalla caduta di parte di un cornicione: è stata trasportata al Cto, in condizioni pare non gravi. Ma sono anche cadute alcune piante e a Ricoli, in via Molinette, alcune auto sono rimaste bloccate in un sottopasso allagato. Quasi completamente allagato Corso Inghilterra a Torino.

Ma ha spaventato molto anche una tromba d’aria che ha colpito Rivoli, in provincia del capoluogo piemontese.

Colpa del pesto? 20 ricoveri per sospetta intossicazione da botulino

pesto-botulino-tuttacronacaIn osservazione persospetta intossicazione di botulino. Per questo motivo 20 persone sono state ricoverate nelle ultime ore nei pronto soccorso di tre ospedali genovesi: tutte avevano mangiato del pesto prodotto dall’azienda genovese Bruzzone e Ferrari, la stessa che ha ritirato una partita di vasetti. I sintomi sono compatibili con un’eventuale intossicazione. Due persone, controllate al pronto soccorso dell’Ospedale Galliera, sono state dimesse. Il direttore del pronto soccorso, Paolo Cremonesi, ha spiegato che “alcuni dei ricoverati presentano problemi gastrointestinali come diarrea e vomito, altri problemi neurologici come stanchezza e abbassamento delle palpebre. Dopo gli opportuni controlli potrebbero essere dimessi anche loro”. Un bambino è tenuto invece in osservazione all’Ospedale pediatrico Gaslini ma i medici tengono a escludere che i problemi gastrointestinali manifestati siano dovuti a una intossicazione da botulino. Altre due persone si trovano invece al pronto soccorso dell’Ospedale San Martino.

Pesto alla genovese: è allarme botulino

Pesto-alla-genovese-botulino-tuttacronacaL’azienda Bruzzone e Ferrari di Genova ha lanciato l’allarme botulino per alcune confezioni in vetro di pesto alla genovese da lei stessa prodotte. L’azienda ha anche già provveduto a ritirare il prodotto dal commercio mentre in Piemonte è stato rintracciato in alcuni supermercati dell’Alessandrino. Sia la Regione Piemonte che l’Asl hanno lanciato l’allerta ai cittadini al fine di verificare se l’hanno acquistato. I vasetti sospetti scadono il 9 agosto 2013 con numero del lotto 13G03.

Sequestrate le armi alla mafia romena a Torino

armi-sequestrate-mafia-romena-torino-tuttacronaca

Durante una perquisizione in un locale notturno, all’interno di un’operazione denominata “Brigada” sono state sequestrate dalla polizia quattro pistole, una pistola elettrica, 83 proiettili, cinque passamontagna e due giubbotti antiproiettile appartenenti a una cellula mafiosa romena che opera nel capoluogo piemontese. Le indagini avevano già portato, in precedenza, all’arresto di 16 persone. Le armi si trovavano nel doppiofondo di un armadio, nel club utilizzato come base operativa. Arrestato anche un 29enne romeno, considerato uno specialista della clonazione di carte di credito.
Il malvivente è stato fermato nella sua abitazione a Torino, appena rientrato dalla Romania.

Maxi sequestro di anabolizzanti per bovini e maiali!

medicinali-clandestini-allevamento-tuttacronaca

Sono 17.000 le confezioni di farmaci veterinari, sequestrati pochi giorni fa dal Corpo Forestale dello Stato, per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro. A chi erano destinati? A bovini e suini allevati sul nostro territorio italiano. Nello scandalo sono stati coinvolti farmacisti, allevatori, grossisti e veterinari attivi in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, coordinati da un grossista specializzato nella rivendita di farmaci veterinari. Il fatto ha destato sconcerto per l’ampiezza dell’area e per il numero di persone che è stato coinvolto nel traffico clandestino. 101 perquisizioni che hanno portato a 65 persone indagate.

Come entravano in possesso dei farmaci? Un gruppo di allevatori acquistava un quantitativo superiore a quello che veramente veniva somministrato agli animali e le dosi in eccesso venivano smerciate clandestinamente.

Quali erano i farmaci?

Sostanze illecite come: cortisonici, ormoni ed antibiotici.

Quali sono le conseguenze?

Che carne, latte e formaggi possono subire alterazioni o quantomeno il consumatore non è avvisato che sta ingerendo attraverso le carni e i suoi derivati antibiotici, ormoni e cortisone.

Il trucco era semplice, un gruppo di allevatori compiacenti acquistava farmaci in quantità superiore a quello somministrato realmente agli animali e le dosi in eccesso venivano utilizzate per il mercato clandestino.

Lo scandalo poi, secondo il “Fatto Alimentare”, ha un grande impatto sull’alimentazione essendo quasi il 15% dei capi bovini trattati con farmaci e medicinali illegali per  aumentare la massa muscolare. I dati sarebbero stati diffusi attraverso un centro specializzato, istituito dal Ministero della salute. 

 

 

Chi tradisce una volta, tradisce per sempre. Bossi sul piede di guerra

umberto-bossi-tuttacronaca

Gad Lerner, per Repubblica, ha intervistato un UmbertoBossi sul piede di guerra. Lui che si ritrova solo con villa Gemonio dove vive con la moglie Manuela: “Una volta qui fuori c’era sempre qualcuno a vigilare,ora può passare un pazzo e buttare una bomba in giardino”, racconta il fondatore di un Carroccio che non lo riconosce più come guida, ruolo ora di Roberto Maroni, un vero e proprio oppositore interno e che cambiando drasticamente il partito che è stata una sua creazione. “Lui non ha i nostri ideali. Quando uno tradisce una volta – e Maroni quando ruppi con Berlusconi nel 1994 gli sedeva di fianco, si opponeva – poi tradisce sempre. Si illude di diventare il plenipotenziario di berlusconi al Nord, ma il Pdl non rinuncia a presentare le sue liste in casa nostra, come fa la Cdu tedesca con la Csu in Baviera”. Quello che più contesta al governatore, inoltre, è la retromarcia sulle grandi battaglie identitarie del Carroccio: “Mi fa rabbia che Maroni cancelli la Padania e si rammollisca con “Prima il nord” proprio quando era maturo il tempo di farci forza del diritto internazionale”. Il Senatur scaglia quindi il colpo più duro, l’accusa di affondare il partito: “Maroni sta distruggendo la Lega, butta fuori la gente. Quel mio colpo di genio con cui avevamo preso la guida di Piemonte e Veneto, con Zaia e Cota, di questo passo al prossimo giro ce lo sogniamo. Tosi in Veneto porta via voti alla Lega e fa accordi con i fascisti: il suo progetto a Verona non mi è mai piaciuto”. Ma Bossi approfitta dell’intervista anche per ribadire la propria estraneità rispetto alle accuse mosse in merito alla gestione delle risorse economiche del Carroccio: “La Lega a me e alla mia famiglia non ha mai dato soldi che non servissero per la militanza”, spiega. “Semmai è stato il contrario. Quando la Lega è nata e magari c’era da comprare un’automobile, i soldi ce li mettevo io di tasca mia. A questo partito ho dato tutto, nessuno osi dire il contrario”. Al riguardo, sottolinea anche il suo rapporto con la famiglia, in particolar modo con i figli, che possono sbagliare, come Renzo: “Si è dimesso per motivi da niente”, dice del figlio Renzo, ma vengono anche accusati ingiustamente, “Era una gran balla dei nostri diffamatori che Riccardo si fosse comprato una barca”. Ora il Senatur ha un nuovo progetto però da far partire, un nuovogiornale, “La lingua padana”. Insomma, Bossi non molla e le idee le ha chiare, infatti: “Scusi Bossi,ma le ce l’ha la salute per rimettersi a battagliare?” ha chiesto Lerner, e la risposta decisa: “Ce l’ho, ce l’ho la foza io. A me non mi ammazza nessuno, e stavolta mi hanno fatto incazzare. Il capo della Lega resto io”.

Ma dopo una simile critica, dalla Lega arriva una risposta, è Matteo Salvini, vicesegretario, a prendere la parola: “Umberto Bossi, a cui va il mio rispetto e la mia eterna riconoscenza per quello che ha creato, sbaglia. Facendo così fa il male del Movimento. Non capisco perché lo abbia detto quando Maroni sta facendo bene il suo lavoro”.

L’arcobaleno circolare che ha stupito i piemontesi!

arcobaleno-circolare-torino-cuneo-piemonte-tuttacronaca

E’ un fenomeno raro l’arcobaleno circolare che viene semplicemente chiamato “alone” o arco di ghiaccio e si forma quando la luce riflette sui cristalli di ghiaccio sospesi nell’atmosfera. Di solito questo strano fenomeno atmosferico dura pochi minuti prima di sparire, invece oggi quest’aureola è rimasta nei cieli della provincia compresa tra Torino e Cuneo per oltre un’ora. Il fenomeno ha incuriosito molto gli abitanti che lo hanno anche fotografato.

Il grande abisso della Lega Nord… un partito condannato a morte?

lega-nord-maroni-tuttacronaca-crollo-amministrative

Le ultime elezioni comunali sono state un disastro per la Lega Nord ed è stato raggiunto uno dei minimi storici più drammatici della storia del partito. Sembra che, nonostante un anno fa ci sia stata la rivoluzione delle scope, la segreteria di Roberto Maroni non sia riuscita a far dimenticare lo scandalo dei fondi del partito. La Lega era, con molte diversità ma anche con notevoli similitudini, una sorta di M5S del nord. S’inneggiava a “Roma ladrona”, ma poi i ladri sembra proprio che invece fossero in casa, in quelle casse del Carroccio spolpate, a quanto pare, dai figli di Umberto Bossi e dal “Cerchio magico” che ruotava intorno all’ex segretario.

 In Piemonte, in Lombardia e nel Veneto il partito di Maroni ormai è solo quarto, il Pdl sta crescendo, ma molti voti sono andati anche al Pd e sicuramente, anche se con risultati minori alle aspettative, in parte al M5S che ora si attesta come terzo partito in quei territori da sempre votati al sostegno al Carroccio. In Piemonte il dato peggiore, proprio nella regione guidata da Cota, si  è registrata una caduta libera e a Ivrea e Orbassano il partito di Maroni supera di poco il 2%. Vicenza, da sempre territorio favorevole ai padani si ferma a 4,5% con una flessione di quasi 10 punti. Ma il dramma del Carroccio è a Treviso dove la sconfitta è molto più cocente, nella provincia del presidente del veneto Luca Zaia, la riconferma non è per nulla certa. L'”esercito padano” è dimezzato anche a Brescia, città governata da Roberto Maroni e che vede i consensi stabilizzarsi su un 8%.

I motivi sono molti… ma le cure sembrano poche! Si è rotta l’alleanza con Berlusconi e questo ha fatto allontanare molti simpatizzanti che votavano Carroccio, ma strizzavano l’occhio al Popolo della Libertà. Ora la Lega è all’opposizione in un governo di larghe intese in cui il gioco forza è proprio in mano al Pdl. I militanti della Liga si trovano così “spezzati” nella loro identità: quella etnica e padana che ben si conciliava con la politica industriale priva di remore portata avanti dal Cavaliere negli anni scorsi.

Ma per un’analisi completa del calo del Carroccio è necessario anche trovare le cause proprio in quegli scandali che hanno disilluso gli elettori che da sempre si professavano vittime dei “ladri della politica romana” e che invece si sono dovuti ricredere… la politica centro, sud e nord compreso è un covo di “illeciti” e di “segnalazioni”   che inevitabilmente porta le casse in rosso e a pagare sono sempre i cittadini.

La crisi economica poi non ha aiutato la Lega. Un popolo di industriali che si è visto, nel caso migliore, dimezzare i profitti e spesso ha condotto le aziende sull’orlo del baratro. A chi appellarsi quindi? Non certo a chi ha scelto di stare contro il governo e ha poco o nulla da poter pretendere nelle larghe intese che sono già frutto di un compromesso costante. Meglio votare per chi in quel governo ci sta e può dire la sua a gran voce. Ecco che il Pdl esce come vincitore e Maroni deve fare i conti con una condanna a morte decisa dagli elettori e perpetrata con faide interne al partito.

Dove è il futuro? Difficile poter parlare di una ripresa, difficile credere che questo movimento possa ricompattarsi. Bossi era un gran comunicatore per quel popolo che sentiva in lui una valorizzazione di certe tradizioni e il piglio del grande leader capace di trascinare le folle. Maroni è una persona più moderata, più cerebrale e dal carisma non sempre efficace. Troppe liti, troppi scandali, troppa vecchia politica che si riaffaccia tra le file di quel movimento che ormai è ombra di se stesso. Quella rabbia contro Roma è andata via via scemando e si è sostituita con la rabbia per la politica, per la casta che sia del nord o del sud a questo punto poco conta. Ma gli “arrabbiati” si riconoscono più nel M5S, in un partito nuovo, “pulito” e non da ripulire fino all’osso… per tutti gli altri c’è il Pdl e le promesse di Berlusconi sono ancora l’ultima speranza in un deserto devastato dal “tifone” della crisi economica. 

Questa presentazione richiede JavaScript.

Uno morto per il maltempo nel veronese

maltempo-veneto-tuttacronaca

I sommozzatori di Venezia hanno rinvenuto, questa mattina, il cadavere di una persona data per dispersa ieri sera, il cui corpo è stato recuperato dai vigili del fuoco in un’autorimessa seminterrata completamente allagata di Lavagno, nel veronese. Sospiro di sollievo invece a Vicenza, dove il livello del fiume Bacchiglione ha iniziato a scendere. La Protezione civile del Veneto sta monitorando tutte le realtà regionali, ma ad essere sorvegliato speciale di oggii è il Fiume Po.

Disagi per il maltempo anche ad Aosta, dov’è stata chiusa la Statale 26 all’altezza di Montjovet (Aosta) a causa di una frana e al momento sono in corso le operazioni per ripristinare la viabilità.

Il maltempo crea disagi al Centronord, ma non è finita!

maltempo-tuttacronaca

Il maltempo che sta colpendo l’Italia Centronord crea disagi in diverse zone e la situazione non accenna a migliorare. In Piemonte alcuni smottamenti, oltre a degli alberi caduti a Torino, hanno provocato disagi, ma non sono le uniche zone colpite: nel Savonese ci sono state delle frane mentre a Courmayeur è stato dichiarato il pre-allarme. Anche in Toscana alcuni alberi hanno ostruito le strade ma, fino a questo momento, i disagi più grandi si sono avuti in Veneto. Venezia è in codice “arancio”, con l’acqua che ha raggiunto i 110 cm mentre a San Bonifacio, nel veronese, sono state evacuate un centinaio di famiglie a causa dell’esondazione dei fiumi Alpone e Tramigna il secondo dei quali, tracimato a Soave, ha circondato una ventina di case anche se l’ondata di piena non è ancora stata raggiunta. A Piacenza c’è invece l’allerta per la piena del Fiume Po prevista per domani attorno alle 12. Si prevede che il maltempo, sotto forma di precipitazioni intense e diffuse accompagnate da fulmini e forti raffiche di vento, raggiungerà Umbria e Lazio.

Uno sguardo a… La Bagna Cauda

La ricetta puoi trovarla QUI!

tuttacronaca-family-bagna-cauda

Adriano Olivetti… La storia siamo noi.

Adriano Olivetti… Documentario Rai.

Adriano Olivetti… In me non c’è che futuro di Michele Fasano

Gente di Ivrea… Adriano Olivetti

ADRIANO-OLIVETTI-tuttacronaca

Uno sguardo a Ivrea e… al passato!

un salto nel passato- ivrea-tuttacronaca

Uno sguardo a Ivrea… e alla storia.

un salto nella storia -castello di ivrea-tuttacroanca

Uno sguardo a… IVREA, Piemonte.

ivrea-città-tuttacronaca

Uno sguardo agli… agnolotti alla piemontese

La ricetta puoi trovarla QUI!

agnolotti-alla-piemontese-tuttacronaca

Marco Travaglio in… L’odore dei soldi!

Intervista di Luttazzi a Travaglio 3/14/2001

Marco Travaglio in… i 10 saggi

4/4/2013

Marco Travaglio in… Casta concordia auto affondata.

Puntata del 4/18/2013.

Gente di Torino… Marco Travaglio.

travaglio-tuttacronaca

Newwhitebear's Blog

Poesie e racconti: i colori della fantasia

RunningWithEllen's Blog

Two sides of God (dog)

Que Onda?

Mexico and beyond

Just a Smidgen

..a lifestyle blog filled with recipes, photography, poems, and DIY

Silvanascricci's Weblog

NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

Greenhorn Photos

A fantastic photo site

mysuccessisyoursuccess

Just another WordPress.com site

The Spots Hunter

Saves the right places

blueaction666

Niente che ti possa interessare.....

rfljenksy - Practicing Simplicity

Legendary Wining and Dining World Tour.

metropolisurbe

Just another WordPress.com site

Real Life Monsters

Serial killers and true crime

"ladivinafamiglia"

"Solo quando amiamo, siamo vivi"

Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: