Continua la protesta in Brasile: si manifesta contro i Mondiali e finisce in scontro

protesta-mondiali-tuttacronacaIn Brasile si continua a manifestare contro i Mondiali di calcio del 2014 e a San Paolo è andata in scena, sabato sera, una nuova protesta, alla quale hanno perso un migliaio di persone. Quello che si contesta sono le ingenti spese per i lavori relativi agli impianti sportivi e la scarsa qualità dei servizi pubblici di base. Gli scontri con le forze dell’ordine sono proseguiti per tutta la serata, con la polizia che ha cercato di disperdere la folla con lacrimogeni e bombe assordanti mentre le vetrine venivano infrante e i cassonetti dati alle fiamme. Un portavoce dei manifestanti ha accusato la polizia di essere intervenuta con durezza prima che la manifestazione degenerasse, mentre la stampa brasiliana ha protestato perchè tra i fermati figurano diversi giornalisti, anche se chiaramente identificabili. Alla testa del corteo, numerosi militanti anarchici radicali dei Black Bloc vestiti di nero e con il volto coperto. Il bilancio finale è stato di cinque agenti feriti, due arresti e 230 fermi.

Blitz dei No Tav: scritte sui muri delle sedi dei giornali

notav-blitz-tuttacronacaBlitz dei No Tav contro la sede di diversi giornali nella notte a Milano, dove sono apparse scritte ineggianti al corteo che si svolgerà sabato. Ad essere stati imbrattati sono i muri delle redazioni del “Sole 24 ore”, del “Corriere della Sera”, dell'”Espresso”, de “Il Giorno” e de “il Giornale”. La Digos è intervenuta per gli accertamenti del caso. Nel frattempo alla redazione torinese di La Repubblica è stata recapitata una lettera con la quale un uomo, che si firma come “cattivo maestro preoccupato”, sostiene di aver visto circolare in Valle di Susa il documento dei Nuclei Operativi Armati recapitato mercoledì scorso all’agenzia Ansa. Secondo l’autore “in valle sono sempre di più quelli che si rendono disponibili ad andare dietro ai metodi di chi predica la lotta armata”. E prosegue: “Continuando ad arrestare e denunciare non si stronca il movimento, semplicemente si spingono i giovani verso le sirene della violenza”. La redazione del quotidiano replica così alla lettera: “Per fermare la violenza è sufficiente non praticarla. Isolare i violenti dovrebbe essere un imperativo generale, sia dei favorevoli sia dei contrari all’opera. Ma il movimento No Tav è oggi in grado di farlo?”, si chiedono i giornalisti.

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“Via la divisa”: corteo contro il reintegro dei poliziotti che uccisero Federico

corteo-ferrara-tuttacronacaEra il 25 novembre 2005 e Federico Aldrovandi veniva massacrato da quattro poliziotti durante un controllo. Oggi, a Ferrara, alle 15.15, ha preso il via il corteo di protesta contro il reintegro dei quattro agenti che gli tolsero la vita e che hanno appena finito di scontare la pena per “eccesso colposo in omicidio colposo”. Alla manifestazione prendono parte almeno 2mila persone, di ogni età e tra le quali gli ultras della Spal, di cui Federico era tifoso, del Bologna. Quello che chiedono è che gli agenti vengano destituiti dalla polizia per aver disonorato la divisa. Lino Aldrovandi, padre di Ferderico, ha spiegato: “Il messaggio che questa decisione manda agli uomini della polizia è che per aver ucciso un ragazzo si può anche essere premiati, perché essere messi in un ufficio è sicuramente più agevole che lavorare sulle volanti”. Ai manifestanti è arrivata via Twitter anche la solidarietà di Nichi Vendola: “Via la divisa per rispettare i familiari di Federico. Via la divisa – ha aggiunto – per rispettare i poliziotti onesti e le istituzioni”. Tra i presenti anche un vicentino che durante il G8 di Genova si trovava alla Diaz, Arnaldo Cestaro: “Mi hanno rotto un braccio e varie costole. Sono qui perchè eventi simili non devono più accadere”. E dentro ai “simili” vengono racchiuse tutte le “violenze e i crimini dello Stato”. Presente al corteo anche il deputato pentastellato Ferraresi, che ha partecipato al corteo per “Chiedere anche da qui, oltre che a livello istituzionale, che venga fatta giustizia perchè un ragazzo non può morire così”. Chi è qui la pensa allo stesso modo: la sospensione dal servizio per sei mesi non è sufficienti. “Quegli agenti devono essere radiati non possono reindossare la divisa”. Ma non mancano neanche Lucia Uva e Ilaria Cucchi, che chiedono giustizia per i loro morti.

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Bomba carta a Roma, due feriti nel corteo dei movimenti per la casa

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Tensione durante la manifestazione dei movimenti della casa che oggi hanno tenuto Roma sotto assedio con il centro interdetto. I partecipanti al corteo si erano radunati alle 15.30 a Porta Pia, dove partì la protesta con la tendopoli. Oggi a distanza di mesi i movimenti per la casa sono scesi in strada per protestare contro i 17 arresti di aderenti al movimento, ma durante la manifestazione, iniziata in modo pacifico, la tensione è salita e sono stati danneggiati cassonetti e auto in sosta. Il culmine si è raggiunto nei pressi della Stazione Temini dove una bomba carta è scoppiata e due persone sono state leggermente feritee trasportate in ospedale in codice verde.

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Petardi e uova contro le vetrine: a Napoli in corteo

 

corteo-napoli-tuttacronacaCorteo non autorizzato oggi a Napoli, partito da piazza Medaglie d’Oro nel quartiere Vomero e composto da precari, studenti, ex lavoratori licenziati e “senza casa” contro i “privilegi della casta”. In testa, uno striscione con la scritta: “Natale per tutti o per nessuno”. I manifestanti, una sessantina circa, hanno attraversato piazza Amedeo prima d’imboccare via dei Mille, facendo registrare problemi al traffico cittadino. Alcuni partecipanti, una volta raggiunta piazza dei Martiri, ha lanciato un petardo davanti il palazzo Partanna, che ospita la sede dell’Unione Industriali di Napoli. I manifestanti hanno anche lanciato uova contro le vetrine di dei negozi di note griffe di moda che si affacciano sulla piazza.

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L’auto che si fionda contro il corteo e travolge tre ciclisti a Milano

auto-criticalmass-tuttacronacaE’ stato Radiobici.it a pubblicare il video che mostra come oggi, a Milano, durante il corteo della critical mass una minicar sia stata lanciata dalla persona alla guida contro i partecipanti alla manifestazione, gettando a terra tre ciclisti. Il facco è accaduto all’altezza di piazza Diaz, durante una manifestazione del gruppo in bicicletta che solitamente si ritrova il giovedì sera e sfila lungo le strade del centro in gruppo bloccando il traffico. In questo video si vedono due ciclisti che avvertono il pericolo e sferrano un pugno sulla vettura, che continua il suo slalom nel corteo. Passano solo alcuni secondi prima dello scontro con i ciclisti. 

La fontana di Milano tinta di rosso sangue

fontana-colorata-milano-tuttacronacaGiornata calda oggi a Milano, dove ha avuto luogo la manifestazione degli studenti per il diritto allo studio. Ma se davanti al Pirellone si sono avuti scontri tra i manifestnati e le forze dell’ordine con tanto di lancio di vernice, i colori hanno fatto la loro apparizione anche a largo Cairoli. Qui, nella fontana, gli studenti hanno versato della vernice rossa contro “il dissanguamento della scuola pubblica”. I giovani sono scesi in piazza contro i tagli alla scuola pubblica.

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Scontri a Milano tra studenti e polizia

scontri-milano-tuttacronacaScontri tra studenti e polizia a Milano, dove il bilancio è di quattro agenti medicati in ospedale, come dice la questura, e sei ragazzi contusi, come rispondono i manifestanti. La tensione è esplosa davanti alla sede del Consiglio regionale,  dove gli studenti sono giunti dopo aver attraversato le vie del centro. Il culmine di un corteo di protesta per il diritto allo studio si è avuto davanti al Pirellone, in piazza Duca d’Aosta, protetto da un cordone di polizia. Qui è partito un lancio di uova e bottiglie piene di vernice, con i giovani che hanno provato a forzare il blocco delle forze dell’ordine protetti dai libri-scudo di gommapiuma e che sono ripartiti in corteo dopo due cariche delle forze dell’ordine. Dopo aver ripercorso  via Vittor Pisani ed essersi diretti verso Porta Venezia, hanno bloccato al loro passaggio le vie del centro. Qui, in circa 300, hanno gridato slogan (“né Maroni né forconi” e “Maroni e forconi tutti fuori dai c…”) e inscenato un sit in al centro della carreggiata, mandando in tilt il traffico già messo a dura prova in mattinata dallo sciopero dei mezzi pubblici. Ma anche il Pirellone è stato coinvolto nella protesta. Qui, come spiega Repubblica, quattro studenti dell’associazione ‘Non uno di meno’ e due insegnanti, che si trovavano all’interno del palazzo con regolare autorizzazione, hanno interrotto i lavori del Consiglio regionale urlando dalla tribuna del pubblico all’indirizzo dei consiglieri. Come all’esterno del palazzo, anche all’interno, la protesta era contro “i soldi alle scuole private e i tagli alla scuola pubblica”. La seduta è stata sospesa. I consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno abbandonato i loro banchi in segno di solidarietà.

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I No Tav vs il Partito Democratico: ferito un iscritto, danneggiata la sede

no-tav-tuttacronacaIl Pd è messo sotto accusa dai No Tav perchè favorevole alla grande opera in Valsusa e per questo motivo sono prese di mira le sue sedi. Come riporta l’Huffington Post, “nel pomeriggio, un centinaio di No Tav e movimenti contro le politiche di austerity ha preso di mira la sede del Partito Democratico a San Lorenzo, storico quartiere di sinistra nella capitale. L’azione è durata pochi minuti ma ha lasciato i segni: colpito con una bottiglia alla fronte Maurizio Correnti, che con altri 4-5 iscritti si trovava nella sede Dem ed è accorso fuori quando ha sentito le urla dal piccolo corteo. ‘Mi hanno lanciato una bottiglia, quando io sono uscito con tutta l’intenzione di parlare’, racconta Correnti: sulla fronte un po’ di sangue per la ‘bottigliata’, su un lato della giacca a vento vernice bianca. Quella che i dimostranti hanno lanciato contro le vetrine della sede Pd, luogo denso di storia politica nella capitale: era sede del Pci, divisa in due locali dalla svolta della Bolognina, Pds e Rifondazione. Ora che è casa Pd, su una vetrina resiste ancora languida una scritta ‘Ds San Lorenzo’. Rovesciati anche dei cassonetti dei rifiuti posizionati davanti alla sede Dem. Al momento del blitz, sul posto non c’erano forze dell’ordine. Ma dopo, la celere è arrivata in quartiere. Il corteo si è disperso subito dopo la contestazione.”

Scontri a Torino: contusi tra manifestanti e polizia

manifestazione-torino-tuttacronacaEra terminata senza incidenti la manifestazione dei sindacati a Torino ma in seguito, a quella degli studenti per il diritto allo studio, non sono mancati attimi di tensione in piazza Castello. Qui, alcuni studenti hanno lanciato uova di vernice colorata contro il Palazzo della Regione, imbrattandolo mentre le forze dell’ordine intervenivano per allontanarli.  Quattro ragazzi, di cui due minori, sono stati portati in Questura a Torino. Verranno identificati e probabilmente denunciati. In piazza è poi rimasto un presidio di studenti ma la situazione è stata riportata alla normalità. Si contano tuttavia quattro contusi: due tra le forze dell’ordine e due tra i manifestanti. Nella carica di alleggerimento della polizia contro i manifestanti che lanciavano uova di vernice verso il palazzo della Regione, due studenti sono rimasti contusi e, come denunciato dal segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Sergio Locatelli, sono andati al pronto soccorso a farsi medicare per la sospetta frattura di due dita. Nella carica anche due agenti della Celere sono rimasti leggermente contusi. Nessuno è rimasto ferito. Nel corso della manifestazione organizzata dai sindacati un’autoambulanza è intervenuta per portare soccorso ad una donna incinta che era stata colta da un leggero malore.

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Non pietre, palloncini di vernice colorata: a Torino contro le spese pazze

manifestazioni-torino-cota-tuttacronaca“Da questa piazza vogliamo dire che condanniamo violenze, disordini e intimidazione, noi siamo una piazza civile e democratica”. E’ stato questo il messaggio lanciato a Torino, dove si è svolta una manifestazione di Cgil, Cisl e Uil. Il clima era quello del Primo Maggio alla quale hanno preso parte 10mila persone. “Dopo sei anni di crisi non c’è famiglia che non sia stata colpita, generando un dramma sociale, mentre il sistema industriale è in ginocchio. Sono 200 mila le persone che cercano lavoro, mentre i politici rimangono assenti e immobili. Basta con le spese ingiustificate, la credibilità della Regione è stata minata da spese che non c’entrano nulla con le spese pubbliche, mentre le famiglie hanno a che fare solo con rigore e austerità. A tutti non chiediamo più promesse, ma fatti”. Alberto Tomasso, segretario regionale del Pd, dice: “Siamo di fronte a tanti annunci, è ora di affrontare i problemi in ogni casa, in ogni famiglia, dove c’è malcontento e rabbia. Chiediamo un cambio di rotta, lavoro vero e buono, piani industriali, infrastrutture, rimettere in moto in Comune. Sulla Regione, io non credo che il problema siano le mutande verdi di Cota, o meglio, non solo questo. Certo, sarebbe l’ora di mettere in campo un briciolo di decoro, già solo per questo, per le mutande e per le gomme acquistate con i nostri soldi  bisognerebbe andare via. Ma non è solo per questo dire basta, bisogna dire basta perché le politiche della Regione non hanno portato a nulla”. E il segretario della Uil, Cortese, ha aggiunto: “Abbiamo sperimentato l’incapacità di governo della Regione. Non solo, chi ha preso soldi per cose personali dovrebbe essere sommerso dalla vergogna. Una raccomandazione a chi tornerà nelle province con i bus, se prendete un caffè all’autogrill non buttate lo scontrino per terra perché qualcuno potrebbe raccoglierlo e farselo rimborsare sempre con i nostri soldi”. Davanti al palazzo della Regione la polizia carica: i manifestanti lanciano palloncini pieni di vernice colorata.

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Contestazioni a Milano 44 anni dopo piazza Fontana. Maroni: “i fascisti sono loro”

familiarivittime-tuttacronacaEra il 12 dicembre 1969 una bomba posta dentro la Banca dell’Agricoltura fece 17 morti e 84 feriti e ieri, a Milano, si sono avute le celebrazioni per il 44esimo anniversario di quella strage. E non sono mancate le contestazioni al presidente della Regione Roberto Maroni e al sindaco Giuliano Pisapia, entrambi nel mirino degli antagonisti nel corso della deposizione delle corone alle 16.37 (ora dell’ esplosione) davanti l’ingresso della Banca. Per quel che riguarda il leghista, è stato ricoperto da cori di “Fascista, vergognati. Fuori dalla piazza”. Ribatte il governatore: “Li compatiscono. Sono loro i veri fascisti”. Al primo cittadino del capoluogo lombardo non è andata meglio, visto che è stato accolto al grido di “Fascista. Smettila di stare con loro”. Una breve tregua c’è stata in occasione del minuto di silenzio, mentre per il resto del tempo la polizia è stata impegnata nel respingere i centri sociali che volevano superare le transenne che li dividevano dalle autorità. Pisapia ha espresso il suo pensiero in Facebook: “Passano gli anni, ma non la determinazione nel trovare giustizia e verità, perché la ferita è ancora aperta”. Senza proteste, invece, il corteo che da piazza Scala alle 17.30 ha raggiunto piazza Fontana dov’è stata letta una lettera del presidente della Camera, Laura Boldrini: “Comprendo il senso di disaffezione e di delusione dei familiari delle vittime, perchè lo Stato non può non dare risposta dopo 44 anni”.

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Tafferugli a Milano mentre si ricorda la strage di piazza Fontana: due contusi

Piazza Fontana-cortei-tuttacronacaDa giorni è in corso la protesta dei forconi anche a Milano, dove si concentra in piazzale Loreto, ma oggi ha avuto luogo anche un altro corteo, organizzato dai collettivi studenteschi in memoria della strage di piazza Fontana. La manifestazione è stata però in parte rovinata da alcuni tafferugli, anche se il normale svolgimento è stato rapidamente ripristinato. Gli scontri si sono avuti quando i giovani sono entrati in contatto un gruppo di anarchici e No Tav da un lato e le forze dell’ordine dall’altro. Giunti in seguito in via Larga, come spiega MilanoToday, il gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo principale e ha raggiunto la Statale, seguito dalle forze dell’ordine. Mentre il corteo principale arrivava davanti all’ex Banca nazionale dell’agricoltura, gli altri sono entrati in ateneo e hanno cercato di raggiungere il Rettorato, poi hanno provato ad uscire dal retro che dà su via Francesco Sforza ma sono stati bloccati dagli agenti. Al termine dei tafferugli si sono contati due contusi, medicati sul posto, tra i manifestanti.

Scontri violenti a Torino: contestato il corteo della Lega Nord

scontri-torino-tuttacronacaLa manifestazione della Lega Nord a Torino, nel pomeriggio di sabato, si apriva con uno striscione che recitava “Stop all’immigrazione clandestina”. A sostenerlo, i governatori Roberto Maroni e Roberto Cota, l’ex ministro Roberto Calderoli e il ‘senatur’ Umberto Bossi. Dietro di loro, migliaia di persone che si sono dirette verso il luogo del comizio, la centrale piazza San Carlo. Tra gli slogan: “Il padano è bastonato, il clandestino è tutelato”. Svariati anche gli striscioni, su uno dei quali si leggeva: “Kyenge, Boldrini, Pd e grillini vogliono bene solo ai clandestini. Tutti a casa loro”. Ma mentre il corteo leghista marciava per via Roma, centinaia di antagonisti hanno provato a forzare i cordoni di polizia in due punti: via San Tommaso e via Arcivescovado. I manifestanti hanno tentato di premere contro gli scudi dei poliziotti, ma sono stati respinti. Dopo di che hanno iniziato a lanciare uova, patate e bottiglie mentre le forze dell’ordine rispondevano con cariche supportate da scudi, manganelli e lacrimogeni. In piazza Cnl una ventina di cittadini ha iniziato a insultare i leghisti che mostravano striscioni vicino ai banchetti. Dalle parole si è passati alle mani e sono dovute intervenire le forze dell’ordine.

In via Madama Cristina, in mezzo al traffico, sono state lanciate bombe carta e, mentre il traffico era paralizzato, è iniziata la fuga dei manifestanti. Il bilancio della giornata indica più di dieci feriti, non gravi: tra le forze dell’ordine un carabiniere che ha riportato contusioni a un ginocchio e un dirigente della questura colpito da un oggetto alla spalla. Da parte sua Umberto Bossi, alla chiusura della manifestazione, ha difeso la normativa sull’immigrazione: “La legge cosi come è stata pensata è sensata e buona”. E ancora: “Anche se si dovesse fare una legge che abroga il reato di clandestinità si farebbe subito un referendum per cambiarla”.

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Tragedia alla sagra, scoppia il motore di un trattore: 8 feriti

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Sono gravi  le 8 persone rimaste ferite a seguito dello scoppio del motore di un trattore che stava sfilando con altri mezzi agricoli in una sagra a Orgiano, nel basso Vicentino. Il trattore, secondo una prima ricostruzione, era alla testa di un corteo, quando improvvisamente il motore è scoppiato mandando in fumo le parti meccaniche del mezzo che poi, come proiettili impazziti, hanno colpito il pubblico.

Scontro tra pro e anti Morsi: spari sul corteo, 3 morti

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Lo si era già previsto, ma forse si sperava di scongiurare il peggio. Invece è un venerdì ad alta tensione quello che si sta svolgendo in queste ore in Egitto. I Fratelli Musulmani sono scesi in piazza determinati a far battaglia e a morire, se necessario, per il loro presidente destituito. Così  nei pressi della piazza davanti all’università del Cairo sono avvenuti gli scontri e tre persone sono morte. Nonostante lo stesso Morsi aveva parlato di opposizione pacifica, sembra che i suoi sostenitori  vogliano invece solo ulteriori violenze in nome di una religione dell’odio e dell’intolleranza che ormai è ben distante dai dettami del Corano.

I nostri 7 giorni: le emozioni della settimana tra bianco, rosso e un sole nero

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E’ stata una settimana di saluti questa, per l’Italia. E’ stata una settimana di applausi e lacrime alla memoria di qualcuno che ha segnato un’epoca e che potrebbe lasciare un vuoto enorme, non fosse che ha sparso talmente tanto dietro di sè che sarebbe impossibile sentirsi “orfani”. E’ stata una settimana di fiori bianchi e di tanto rosso. Il primo a salutare è stato Little Tony, che ha portato con sè l’immagine di un’Italia che scopriva il rock’n’roll e imparava che, qualsiasi cosa accada, ci sarà sempre un giorno in cui Riderà. Fiori bianchi per lui. E auto d’epoca. Altro scenario per Franca Rame, l’attrice che parlava alle donne e da tutte loro è stata salutata, con il colore rosso a spiccare ovunque ed un coro di O bella ciao, come lei stessa aveva sempre sognato. Perchè era bella Franca, come sanno essere solo le persone che hanno dei grandi ideali. Ed era rossa, di quella passione che ha sempre trasmesso. Ma non si segnano le vite solo se si appare, se si viene riconosciuti per strada, se il proprio nome è conosciuto. Ognuno di noi imprime qualcosa nelle persone che lo attorniano. Così come ha fatto Fabiana, per troppi pochi anni, prima che la sua vita le fosse strappata via. Ma neanche il fuoco può cancellare le sue orme e, chi la conosceva, ricorderà sempre che “ha scelto di essere felice”. Palloncini bianchi per lei, saliti verso il cielo. Rosso invece per Domenico, come il sangue che è sgorgato dopo che un tedesco ubriaco l’ha accoltellato in una lite degenerata. Voleva solo sapere perchè avesse sputato addosso alla sua ragazza, ha pagato con la vita una domanda. Ci sono le vittime. E ci sono i carnefici. Come Simona Cristiano, che ha fatto sfregiare il suo ex con l’acido. Perchè non è vero che il rosso è solo il colore dell’amore. Rappresenta anche l’odio e l’incapacità di amare. Anche quello che macchia il vestito bianco, quello che dovrebbe essere il simbolo di una promessa eterna. E’ il caso della sposa picchiata la prima notte di nozze: ha pronunciato il nome di un’altro nell’intimità ed è stata punita per questo. Ma rosso è anche uno dei due colori della maglia di Balotelli, accusato questa settimana di aver “spacciato droga per scherzo” a Scampia, accusa alla quale ha risposto per le rime.

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Ma non poteva mancare neanche la politica, con i soliti scandali, le solite cose incomprensibili e quelle idee che sembrano venire in mente a persone che non hanno idea di cosa significhi alzarsi ogni mattina e vivere una vita “normale”. Ecco allora che ancora fa discutere la riforma delle pensioni, perchè l’età media si sarà anche allungata, ma di certo 72 anni non sono 60 e non tutti i lavori sono uguali. Così come sono diverse tutte le vite, le esperienze. Ma non preoccupiamoci troppo di arrivare a fine mese, l’importante è che la pubblica amministrazione avrà 6450 auto e poco importa a chi e a cosa verrà sottratto quel denaro. E se anche la Lega Nord se la vede dura, tutti gli altri partiti al governo possono ridere felici: hanno eliminato i finanziamenti pubblici, rendendo così “felici” gli italiani, e, allo stesso tempo, trovato un modo per racimolare ancora di più. In tutto questo, un po’ di evasione è la benvenuta. E tante sono state le occasioni questa settimana. Abbiamo iniziato con una scoperta che ha un valore inestimabile: il testo più antico del Pentateuco, rinvenuto nella Biblioteca dell’Alma Mater di Bologna, all’ombra delle due torri. Dalla storia… alle stelle: Justin Bieber non si limita più a regalare sogni alle sue fan, ora regala direttamente le stelle. Ma di stelle si è parlato anche riguardo la ragazza che ne ha cancellate 56… dal suo viso. E passando da un idolo, delle ragazzine, ad un altro: si è parlato moltissimo anche del One Direction Harry Styles: la madre Anne si è sposata e lui, oltre ad aver fatto da testimone, le ha dedicato una dolcissima Isn’t she lovely? Ma forse che non abbiamo anche noi i nosti cantanti? Due sono i nuovi “campioni” italiani, usciti da due talent e di certo destinati anche loro ad un luminoso futuro. Questa settimana, infatti, ci son state due finali. Abbiamo iniziato giovedì con The voice of Italy, vita, meritatamente, da Elhaida Dani. Solo due giorni dopo, sabato, è stata la volta di Amici con il rientro, a sorpresa, di Miguel Bosè. E nonostante la video-denuncia di Paolini che voleva Greta come vincitrice, il trionfo è stato tutto per la vera novità di quest’anno: il rapper Moreno “stecca” Donadoni. Insomma, una settimana piena, una girandola di emozioni e con due colori predominanti: bianco e rosso. Dovremmo parlare del colore nero? Sempre “sole” sarebbe!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Arrestati alcuni italiani a Francoforte mentre manifestavano alla Bce!

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Violenza nella seconda giornata di “Blockupy” Francoforte. Verso la sede della Bce hanno marciato in 7mila oggi e tutto sembrava procedere tranquillamente. Le strade della capitale economica tedesca erano percorse dai manifestanti pacificamente, fino a quando un piccolo  gruppo di persone a volto coperto ha iniziato a lanciare pietre e fumogeni contro la polizia. La reazione delle forze della sicurezza è stata immediata: spray al peperoncino e lacrimogeni. Oggi l’ordine dato ai poliziotti era diverso da quello di ieri: impedire a ogni costo il passaggio dei dissidenti accanto alla Eurotower!

Alla fine ci sono stati diversi feriti e molti arresti. Tra i fermi anche decine d’italiani che erano arrivati a Francoforte da  Napoli, Padova, Venezia, Bologna e dalle Marche. Tra questi c’era anche il consigliere comunale di Venezia, Beppe Caccia.

Alle ore 20.00 solo due italiani sono stati rilasciati mentre gli altri si trovano ancora in stato di fermo. Intanto il corteo continua a fronteggiare la polizia e a ondate le forze dell’ordine irrompono tra i manifestanti e ne arrestano alcuni.

Le manifestazioni degli indignados oggi si sono svolte in oltre 80 città europee al grido di “I popoli uniti contro la Troika”, cioè Commissione Europea, Bce e Fondo monetario internazionale.  La protesta è sempre quella di attuare politiche tese a discriminare alcuni cittadini europei a favore di altri.

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A Francoforte va in scena la protesta di Blockupy

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“L’Umanità prima del Profitto”, è questo lo slogan dei manifestanti a Francoforte. Sono migliaia di militanti del movimento anticapitalista “Blockupy” che hanno bloccato l’accesso alla sede della Banca Centrale Europeaper protestare contro le misure di austerità imposte nella gestione della crisi del debito pubblico. Hanno marciato sotto la pioggia, per occupare le strade che conducono al distretto finanziario, fino a che la folla, che la polizia stima attorno alle 2500 persone, è poi stata fermata dalle transenne della polizia, schierata in assetto antisommossa e con, alle spalle, camion dotati di cannoni ad acqua ed elicotteri. La protesta è iniziata ieri sera e durerà tre giorni, durante i quali si contesteranno le politiche anti-crisi della Bce. A parte qualche tafferuglio, per ora si sta svolgendo in maniera “pacifica” e rispecchia lo scopo per il quale è nata. Martin Sommer, il portavoce, ha spiegato: “Il nostro obiettivo è semplice: bloccare le normali attività (della Bce, ndr)”. Ad esempio, ha aggiunto Sommer, impedendo agli impiegati delle strutture finanziarie di raggiungere il loro posto di lavoro, come sta accadendo oggi a Francoforte. Per domani, primo giugno, è previsto un corteo di protesta per il quale, come l’anno passato, è attesa la partecipazione di migliaia di persone da tutta Europa.

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I funerali di Fabiana Luzzi: in migliaia per lei

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Dolore mischiata a rabbia oggi, a Corigliano Calabro, per i funerali di Fabiana Luzzi, la ragazzina quasi 16enne uccisa dal fidanzato 17enne, che si sono svolti al palazzetto dello sport della cittadina. Quando la bara bianca, coperta da rose bianche, è stata presa per essere portata nel palazzetto, gli amici, radunati nel piazzale antistante la struttura, hanno liberato in cielo decine di palloncini bianchi ed altri a forma di lettere legati tra loro a formare il nome della ragazza. Alla cerimonia ha preso parte anche il ministro per le pari opportunità Josefa Idem: “Con la mia presenza al funerale di Fabiana voglio innanzitutto essere vicina alla famiglia per testimoniare il dolore di tutti gli italiani e le italiane per questa perdita così tragica e assurda.” Aggiungendo poi: “Sento di dover chiedere perdono a lei e a tutte le donne, uccise per mano di chi abusa della parola ‘amore’. Lo Stato deve rendere più effettivo il suo impegno, essere ancora più vicino alle vittime”. Il ministro ha anche fatto notare che, mentre lei si trovava a Corigliano, la Camera dei Deputati ha approvato la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Ma per Fabiana ormai è troppo tardi.

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Erano in migliaia presenti oggi: un ultimo saluto per la ragazza che se n’è andata troppo presto, in un modo tragico e orribile. Una morte che riempie di rabbia che in molti hanno urlato ai giornalisti presenti. La bara bianca, sormontata da un mazzo di rose dello stesso colore, ha fatto poi il suo ingresso nel palazzetto, dove si terrà la cerimonia celebrata con il rito dei Testimoni di Geova, alla quale la famiglia Luzzi appartiene ed alla quale la stampa non potrà intervenire, per rispetto a questo dolore che è di tutta la città. Lutto cittadino in onore di Fabiana dunque, con bandiere a mezzasta sugli edifici comunali, pubblici e scolastici, mentre tutte le attività resteranno chiuse fino alle 21.

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Fabiana Luzzi: il corteo in suo ricordo e le 20 coltellate

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Niente scuola oggi per i ragazzi delle superiori di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza. E’ stato il giorno del corteo in segno di solidarietà per Fabiana Luzzi, la ragazza bruciata viva dal fidanzato. Il corteo ha percorso le strade del paese partendo dall’istituto tecnico-commerciale Luigi Palma, la scuola frequentata dalla 16enne e terminando davanti l’abitazione della vittima. Sugli striscioni scritte del tenore “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci” e “No al femminicidio” mentre sul primo, quello in testa al corteo, si leggeva “16 anni per sempre…riposa in pace piccolo angelo. La tua storia meritava più ascolto”. E ancora: “Puoi raggiungere solo adesso la tua meta quel mondo diverso che non trovavi mai. Solo che non doveva andare così, solo che ora siamo tutti un po’ più soli”. . Un bouquet di fiori che è stato deposto all’imbocco della stradina alla fine della quale è stato trovato il cadavere di Fabiana mentre alcuni palloncini bianchi a forma di cuore sono stati lanciati in aria. Tutti i partecipanti avevano inoltre un nastro rosso al polso, a rappresentare l’amore che provavano per lei. Il padre, in preda alla commozione, ha parlato del rapporto tra Fabiana ed il suo fidanzato: “La picchiava e non le dava pace, io gliel’avevo detto di lasciare quel ragazzo”. La madre, che ha avuto parole anche per l’assassino definendolo “una povera vittima”, ha dichiarato il diritto di Fabiana “di avere giustizia” spiegando che “in questo momento abbiamo bisogno di sentire l’affetto della gente. Non vogliamo sentirci soli”. La famiglia della ragazza, pur essendo testimone di Geova, ha accettato di ricevere monsignor Marcianò. Il padre, accogliendolo in casa, lo ha abbracciato e gli ha detto: “Mi ha fatto piacere ricevere la sua visita. Noi ci incontriamo sul valore della vita”. Con lui, il vescovo ha ricordato un possibile recupero dell’omicida. “Ho parlato del problema educativo e del profondo disagio del ragazzo che ha compiuto l’omicidio. In modo esplicito ho fatto riferimento al perdono ed ho trovato una reazione positiva nei familiari della ragazza uccisa. Ho voluto affrontare anche il discorso della rieducazione a 360 gradi che va affrontato quando sarà passato il momento del dolore”. La madre ha preso a sua volta parte al corteo, affacciandosi al balcone del secondo piano per urlare: “Fabiana quanta gente ti voleva bene, solo uno ti odiava. Come era bella mia figlia, ora non posso più vederla, devo solo ricordarla attraverso di voi”.

Intanto sono venuti alla luce nuovi dettagli dell’omicidio: Fabiana aveva cercato in tutti i modi di strappare dalle mani del fidanzato la tanica di benzina, alzandosi da terra e buttandosi contro di lui nel tentativo di versare per terra il contenuto infiammabile. Probabilmente debole per le coltellate ricevute, poi è ricaduta a terra ed il 17enne le ha dato fuoco. Questo almeno il racconto di D.M. durante l’interrogatorio. Il giovane ha spiegato la dinamica dell’omicidio e gli ultimi istanti di vita di Fabiana, che ha cercato, pur ferita, di sfuggire al suo aguzzino fino all’ultmo. Da quanto è emerso dall’autopsia, la ragazza è stata colpita 20 volte, bisognerà però attendere altre analisi per sapere con esattezza se sia stata bruciata viva.

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Tutti in strada contro il SALVA ILVA!

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Sono i medici in testa a guidare il corteo che questa mattina sta manifestando a Taranto contro il “salva Ilva”. A scendere in piazza oggi sono anche i disabili e gli anziani, tutti coloro che ogni giorno “lottano contro il cancro e le gravi patologie generate dall’inquinamento”.

“La situazione è drammatica. Non c’è giorno in cui non faccio una diagnosi di tumore”. Lo ha detto Gennaro Viesti, primario pneumologo della casa di cura Villa Verde di Taranto, uno dei medici che partecipa alla manifestazione.
“Voglio lanciare – aggiunge il medico – un grido di allarme per tutte le malattie respiratorie che a Taranto sono le uniche in aumento. Sono un costo non solo per le famiglie ma anche per la società”.
La situazione drammatica è confermata anche da una radiologa del presidio onco-ematologico dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto. “Non riusciamo a fare argine – dice la dottoressa – c’è un oceano di persone che ha bisogno di cure, con patologie sempre più gravi e di età sempre più giovane”.

Martedì, invece, appuntamento a Roma, quando al vaglio della Consulta passerà la cosiddetta legge “salva Ilva”.
Un migliaio di persone in strada, tra cui le mamme “No al carbone”, pronte a sostenere anche anche il sit-in che si terrà nella capitale il 9 aprile davanti al palazzo della Corte Costituzionale quando, appunto, sarà valutata la legittimità della legge 231 a seguito delle eccezioni di costituzionalità sollevate nei mesi scorsi dal gip, Patrizia Todisco, e dal Tribunale dell’appello.
L’ obiettivo finale è la cancellazione di una legge che, a detta di molte associazioni ambientaliste, “mette un freno alla magistratura che indaga sui reati contro l’ambiente e la salute”. Come denunciano le mamme “No al carbone”, “questa legge riguarda tutti gli stabilimenti inquinanti d’interesse strategico nazionale e purtroppo toglie alle procure la possibilità di compiere sequestri degli impianti”.

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