I nostri 7 giorni… andando di corsa!

7giorni-tuttacronacaDi corsa, in cerca di notizie diverse, interessanti, che diano un po’ di sollievo e magari strappino un sorriso. E sembra sempre più difficile perchè le “cose sbagliate” continuino ad accumularsi. Come ha detto Marco Travaglio: “L’intero cestino è marcio“. E non è chiaro se nel suo editoriale si riferisse solo a L’Aquila con il suo scandalo tangenti e il sindaco che si è dimesso o all’intero panorama politico. Del resto sempre più confuso. Abbiamo provato anche a catapultarci fuori dall’Italia, a provare a guardare il nostro Paese con uno sguardo diverso, da straniero, ed è difficile da capire quello che accade. Se non incomprensibile. Un segretario, Renzi, che sembra giocare al gatto e al topo con il premier, Letta, che è del suo stesso partito. Un ex senatore, ora decaduto, Berlusconi, che con una condanna da scontare mira ad essere eletto in Europa e ottenere quell’immunità. Un tribunale che, dopo anni, stabilisce che le elezioni per la Regione Piemonte vanno rifatte. Nulla di cui stupirsi del resto, per noi italiani, se la giustizia decide che la nostra legge elettorale è incostituzionale e quindi siamo governati in modo illegittimo ma il Capo dello Stato, che dagli “illegittimi” è stato eletto, dichiara il contrario. La certezza, ormai, è che non ci sono certezze, men che meno per il futuro. E non nel senso che vi dava Lorenzo il Magnifico. E’ proprio che non si vede futuro nè via d’uscita e questo perchè non si vede impegno al riguardo. Viene voglia di scappare? Correre lontano? Entrare nella schiera dei cervelli in fuga? Sì, certo. Via. Di corsa. Ma è un strada in discesa o… ?

7giorniE’ vero, non si vede futuro in Italia anche perchè mancano i punti di riferimento. Uno su tutti: la pensione diventa sempre più un’utopia. Se ne parla, si fanno supposizioni, ma alla fine sembra ormai l’oggetto del desiderio di tanti che non hanno altro a cui aggrapparsi. Anche a favore dei giovani che tentano invano di entrare nel mondo del lavoro. (Altra grande utopia del Belpaese) Mentre la disoccupazione cresce inesorabilmente (ma lo spread cala e Letta esulta, nonostante siano diverse le risposte che ci si aspetta da lui) si guarda all’estero quindi. Eppure… poi ci si spaventa per quell’ondata di gelo che stringe in una morsa mortale l’America ma ci si domanda pure come potremmo mai essere accolti noi italiani una volta varcati i confini nazionali. Perchè anche questa settimana è spuntato un altro, l’ennesimo, ristorante europeo che abbina l’italianità alla mafia. Si trova a Praga e si chiama Al Capone. Se questo è il biglietto da visita di una delle nostre eccellenze, la cucina, come potremmo venire apostrofati noi? Perdere la speranza e lasciare crollare il nostro umore così com’è crollata la palazzina a Matera? No! In fin dei conti ci sono anche segnali positivi che ci arrivano. Come il fatto che ora le voci a favore dei marò arrivano proprio dall’Unione Europea, che propone di fare quel passo che l’Italia non ha mai osato proporre. Per questo corriamo e andiamo avanti: perchè sappiamo che c’è sempre qualcosa che riesce a stupirci e a stamparci in volto un’espressione simile a quella di una bimba che vede per la prima volta il fratello gemello del papà. “Oibò!”, viene da esclamare. un po’ come quando la polizia conferma l’avvistamento di un ufo o un pilota di linea racconta il suo “incontro – quasi scontro – ravvicinato”. Continuiamo a muoverci perchè vogliamo continuare a stupirci, nella speranza di scoprire ricette nuove invece che riscaldare la solita, noiosa, minestra. In fin dei conti… a qualcosa bisogna pur credere e quindi tanto vale farlo nell’impossibile… tipo camminare sull’acqua!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

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Italia = mafia! Anche Praga sfrutta lo stereotipo

al-capone-pizzeria-praga-tuttacronacaLa scorsa estate il deputato regionale del Pd Fabrizio Ferrandelli aveva scoperto, a Copenaghen, il ristorante Mama Rosa, dove abbinano la Sicilia con Cosa Nostra sfruttando i soliti stereotipi mafiosi. Prima ancora dilagava lo scandalo di Don Panino, ristorante viennese che utilizza i nomi dei boss di Cosa Nostra, ma soprattutto delle vittime della lotta alla mafia, per dare il nome ai suoi panini. In Italia continuiamo a lottare contro la mafia, omaggiamo e ricordiamo i nostri eroi, organizziamo anche feste in occasione di ricorrenze importanti come il 15° anniversario dell’arresto di Totò Riina. Perchè il Belpaese è anche molto altro. Perchè c’è chi crede e lotta per una Nazione migliore, in grado di risollevarsi, dove la legalità la faccia da padrone e ci siano prospettive per il futuro. Eppure anche le nostre eccellenze vengono ricollegate alle pagine più oscure, al lato nero. E la nostra cucina, giustamente famosa in tutto il mondo, diventa un modo facile per sfruttare un “marchio” diffamatorio e stereotipato. L’ennesimo esempio arriva da Praga. Qui non solo ci si può imbattere nel ristorante e music club La Mafia, c’è anche una pizzeria Al Capone. Dov’è possibile consumare un intero pasto che “omaggia” questa figura. Gnocchi, insalata e l’immancabile pizza. E non manca il dessert. Un altro Paese dell’Unione Europea che dimostra di non conoscere i “Paesi amici”. Un altro esempio di come il razzismo scorra sotterraneo e diventi un modo per farsi pubblicità. E che gioca facile. Quanti saranno i locali che, per promuovere la propria presunta italianità, oltre a Rialto, Vesuvio e BelPaese, utilizzano nomi come Mafia, Camorra o altri facili riferimenti? Quando, magari con un po’ di nostalgia di casa perchè apparteniamo al gruppo “cervelli in fuga”, potremo gustarci un piatto italiano in un locale con un nome che davvero ci ricordi l’orgoglio di appartenere a questa Nazione? Quando ci sentiremo a “casa” in Europa?

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Muore l’ambasciatore di Palestina a Praga, esplosione in casa

jamal al jamal-ambasciatore praga

E’ morto l’ambasciatore palestinese a Praga, Jamal al Jamal, in seguito alle ferite riportate dopo un’esplosione che sarebbe avvenuta in casa. Secondo le prime indiscrezioni l’ambasciatore era intento ad aprire uan vecchia cassaforte quando è stato colpito dalla deflagrazione.  L’autorità nazionale palestinese invierà una equipe di esperti per investigare assieme con la polizia ceca sulle cause della morte dell’ambasciatore e soprattutto sull’esplosione.

Il dito medio che svetta davanti alla residenza presidenziale in Repubblica Ceca

dito-medio-praga-tuttacronacaSe un’immagine dice più di mille parole, sicuramente la nuova scultura che galleggia su una zattera lungo il fiume Moldava, a Praga, recita un lunghissimo monologo. Oppure le basta una parola. Meglio, un dito. Perchè l’opera ritrae una mano scheletrica, viola, con un dito medio lunghissimo che svetta verso il cielo. Ed è rivolto alla politica del governo ceco: affaccia infatti sul castello della città, sede della residenza presidenziale. L’artista che l’ha ideata (ma non chiamatelo così, lui preferisce esser definito semplice scultore) è David Cerny, classe ’67, ed è noto per mettersi in posizione apertamente polemica nei confronti del panorama politico del suo Paese, la Repubblica Ceca. E se il suo obiettivo principale è quello di stupire e turbare il pubblico, indubbiamente c’è riuscito ancora.

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“La Supercoppa ha qualcosa di napoletano”: è polemica!

polemica-supercoppa-napoli-mediaset-tuttacronacaCome riporta NapoliSport1926, ha scatenato la polemica un servizio presentato oggi a Sport Mediaset nell’edizione delle 13. L’inviato Nando Savito, a Praga in occasione della partita per la Supercoppa, a contendersi la quale sono Bayern Monaco e Chelsea, per dare un po’ di colore alla notizia ha affermato: “Fuori lo stadio hanno cominciato a fare baratto con i biglietti perché costano, comprese le commissioni, dai 60 ai 160 euro e la rivendita è molto appetita. Guardate, li abbiamo sentiti parlare in napoletano. Quindi, anche Praga, anche la Supercoppa Europea, ha qualcosa di italiano, o meglio, di napoletano”. Da qui la rabbia dei napoletani, che non si sentono per nulla rappresentati da coloro che sbagliano. Ma c’è anche chi, in Youtube, ha fatto notare: “Tifosi napoletani con la maglietta dell’inter 😉 ?”

El Shaarawy: “io voglio restare nel club al quale mi sento legato”

el-shaarawy

E’ una lunga intervista quella a cui si è sottoposto El Shaawary per Repubblica, al suo arrivo in Brasile con la Nazionale per la Confederations Cup e il primo quesito riguarda uno degli argomenti più caldi del calciomerato: la sua cessione al Manchester:  “Nessun pensiero, non penso proprio che andrò via dal Milan. Se è vero che il City mi vuole, la cosa mi lusinga. Però io voglio restare nel grande club in cui mi trovo benissimo e al quale mi sento legato”. Il calciatore tiene a ribadire che “io al Milan ho sempre sentito e sento la totale fiducia da parte di tutti” : della società, di Allegri, che mi ha lanciato e incoraggiato, e dei compagni: anche quando non ho più fatto gol come prima, tutti mi hanno riconosciuto un lavoro importantissimo. Se sono qui in Nazionale, lo devo anche a loro”. Una squadra che, lo scorso venerdì contro il Praga, non è stata memorabile: “Siamo stati poco brillanti, inutile nasconderlo. Ma il punto è stato importantissimo per avvicinarci al Mondiale. Alla Confederations Cup andremo meglio, ne sono sicuro”. Parlando della stagione “fantastica”, ha affermato di essere stato il primo a sorprendersi: “Perché io sapevo di avere bisogno di giocare con continuità. Ma non mi apettavo così tanti gol, né di restare tanto a lungo in cima alla classifica cannonieri e di ritrovarmi in Nazionale e di segnare il mio primo gol, addirittura a una squadra come la Francia: è stata una tra le emozioni più grandi che io abbia mai vissuto”. E quali sono dunque le altre? “Il debutto in Nazionale, il primo gol in serie A e il primo gol in Champions, a San Pietroburgo con lo Zenit, anche perché è arrivato in un momento un po’ difficile per il Milan”. Tutto perfetto nella vita del Faraone? “Direi proprio di sì, però un piccolo cruccio a me e alla mia famiglia è rimasto: non ho mai giocato con la maglia del Genoa a Marassi, anche se ho esordito in serie A a 16 anni, in trasferta. Mi sarebbe piaciuto, quello stadio dà una carica tutta particolare. Ora sono qui, a giocare in Nazionale con Pirlo e Buffon, ma quella rimane una cosa che mi manca un po’”. Un grande percorso, ma “Devo ringraziare Antonio Rocca, uno dei miei primi ct, che me l’aveva predetto”. Cosa aveva detto l’allenatore al ragazzo dal futuro splendente? “Che avrei bruciato le tappe. Lui, che è stato appunto uno dei miei ct nelle giovanili come Salerno, Zoratto, Francesco Rocca, Ferrara e Mangia, a un torneo in Ucraina, in cui segnai due gol in semifinale e in finale, mi disse questo: “Non ti preoccupare, tra un anno e mezzo sarai nell’Under 21″. Avevo 16 anni e già tanti idoli da imitare”.

Ma una domanda resta: da quando Balo è sbarcato al Milan, lui ha smesso di segnare: “Non c’entra niente. Anzi, lui mi agevola, è uno che ti sa mettere davanti alla porta. Ci siamo scambiati assist e occasioni da gol. E comunque intesa ce n’era e ce n’è tanta, dentro e fuori dal campo”. Ma lui, cosa crede di aver imparato strada facendo? “Tanto, come calciatore e come uomo. Dai grandi campioni ho preso qualcosa in tutto: a livello tecnico e umano. Ho imparato, ad esempio, a rapportarmi di più con le persone, a gestire il gossip, anche se, essendo un tipo riservato, preferirei rimanerne fuori: vorrei che si parlasse di me soltanto per quello che faccio in campo. Con Allegri ho dialogato molto di più e lui mi ha dato molti consigli, soprattutto su come gestire la vita fuori dal campo”. Si trova anche il tempo per parlare degli episodi razzisti negli stadi e, in questo senso, la nazionale multietnica aiuta: “E’ un aspetto importantissimo. E’ un altro segnale forte di un paese moderno, quando calciatori con cognomi stranieri o diversi tra loro per il colore della pelle fanno parte della stessa nazionale. Tre o quattro di noi sono già inseriti in squadra, altri ne arriveranno negli anni”. Ma ora che è un idolo di molti, cosa conta di fare? “E’ una bella responsabilità. Però, non lo nego, mi fa anche piacere che tantissimi gioivani mi prendano come esempio. Me ne sono accorto piano piano: dai complimenti che ricevo, da qualche pagina su Facebook e naturalmente dalla percentuale di ragazzini con la cresta come la mia che vedo in giro. Sento l’obbligo di tenere sempre un certo comportamento. Cioè devo continuare a comportarmi come facevo prima di essere famoso: restare semplice è il migliore esempio che io possa dare”.

Il maltempo piega l’Europa… ma c’è chi si rialza!

maltempo-europa

Tre vittime e tre dispersi nella Repubblica Ceca, un morto e due dispersi in Austria, due dispersi in Germania. Il maltempo non dà tregua e il bilancio si è aggravato, con decine di persone evacuate anche da un ospedale a Praga, dove il fiume Moldava è straripato in alcun punti mentre Danubio e Reno sono già esondati in vari punti. A fare le spese del maltempo, a  Praga, anche la metropolitana, con otto fermate chiuse e preoccupa anche la situazione dello zoo, già duramente colpito dalle alluvioni nel 2012 e da dove alcuni animali sono già stati evacuati. Ma l’allarme rimane anche in Germania, con il Danubio che ha inondato il centro storico di Passau, nel sudest del Paese al confine con l’Austria e altre situazioni allarmanti di inondazioni vengono segnalate a Chemnitz, Rosenheim e Tubinga. All’opera anche l’esercito, impegnato in alcune delle zone piu’ direttamente minacciate dall’acqua alta mentre smottamenti e frane hanno costretto alla chiusura di vari tratti stradali e autostradali, amcora più grave se si considera che anche la circolazione ferroviaria è interrotta su alcune linee.  In Austria evacuate più di 300 persone a causa dello stato di allerta decretato in gran parte delle province occidentali del Vorarlberg, del Tirolo e di Salisburgo, così come nella provincia dell’Alta Austria. Interrotto anche il traffico a causa di frane in molte parti delle province di Salisburgo e del Tirolo. A Linz, nel nord del Paese, il Danubio è in piena e i vigili del fuoco hanno chiuso al traffico diverse zone della città.

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Intanto è arrivato l’annuncio del commissario Ue alle Politiche regionali, Johannes Hahn: “L’Europa è pronta ad aiutare Austria, Repubblica Ceca, e Germania, duramente colpite dal maltempo e dalle inondazioni con le risorse del fondo Ue per la solidarietà”. Ha poi precisato: “In questa fase i Paesi non hanno fatto domanda, ma hanno dieci settimane per formularla e crediamo che tale domanda verrà sicuramente accolta”. Ma se l’Europa è in ginocchio, c’è anche chi cerca il lato ludico nella situazione. E’ il caso di un ragazzo che, nella cittadina di Chemitz, ha approfittato dello specchio d’acqua creatosi per improvvisare una sessione di surf.

2 morti a Praga, il maltempo flagella l’Europa

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2 vittime e 3 dispersi questo il bilancio delle violenti piogge che hanno seminato il panico nella capitale ceca. Una terza vittima si era già registrata questa mattina a Trebenice a 30 km dalla capitale. Il fiume Moldava è straripato a Praga, in particolare ha colpito il centro storico, l’isola di Kampa, e si è reso necessario evacuare decine di persone, tra cui alcuni malati dell’ospedale Na Frantisku. Sono state  chiuse anche le metropolitane. Lo stato d’allerta è stato dichiarato su 6 regione sul totale di 14.

In giro per l’Europa… da uno zoo all’altro!

cuccioli

Sono molti gli zoo presenti in Europa dove si possono trovare animali di tutte le razze e specie. Lo Schönbrunn, a Vienna, è quello più antico del mondo: la sua inaugurazione risale al 1752 e vanta una media di due milioni di visitatori l’anno, ance se sulla rete non sembra riscontrare particolare successo, a differenza di quello londinese: per lui 23mila followers e delle new entry di eccellenza: Jae Jae e Melati, sue splendide tigri di Sumatra.  Ma anche Kumbuka, un gorilla di 15 anni da poco arrivato. In Gran Bretagna è poi anche possibile visitare lo zoo di Chester, il più grande di tutto il Regno Unito con 11mila animali e 19mila visitatori virtuali. Qui si possono conoscere Tina il bradipo, Nima il panda rosso, e Millie il baby giraffa. Chi ha da poco spento le 100 candeline è lo zoo di Edimburgo, che si vanta di avere la più grande piscina per pinguini d’Europa. Chi invece ha organizzato un reality, in onda su RTE One, è lo zoo di Dublino, che racconterà l’amore tra Marmaduke e Rio (due tapiri) e “l’adolescenza” di Budi, giovane elefante. Quello di Praga è invece più recente, la sua inaugurazione risale al 1931, che ha subito però seri danneggiamenti nel corso dell’alluvione del 2002. In primavera ha tagliato il nastro alla valle degli elefanti e sono state aperte nuove case per gli ippopotami. Imperdibile poi l’adventure zoo di Hanover, dove si possono ammirare le immersioni dei pinguini, degli orsi polari e delle foche, ma anche i cuccioli di elefante e i gorilla di montagna. Gli orsi polari, gli elefanti ed Enzo, il leone marino californiano si possono andare a salutare, invece, a Berlino. Per un’esperienza diversa, una zoo-immersion, indispensabile arrivare al bioparco di Valencia, suddiviso in quattro zone che danno l’impressione di un viaggio in Africa: savana, foresta equatoriale, Madagascar e zone umide. Ma anche in Italia abbiamo di che andare orgogliosi: oltre al bio parco di Roma e al parco faunistico di Bergamo, a Fasano, in Puglia, è possibile vivere l’avventura di un vero e proprio safari a bordo della propria auto e ammirare leoni, tigri, elefanti e antilopi e, se non si ha voglia di guidare, si può sempre optare per un viaggio in treno attraverso il villaggio delle scimmie.

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A Praga arrivano i “vagoni dell’amore”: quando la metro pensa ai single!

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La frenesia dei tempi moderni non offre molte possibilità di fare nuovi incontri e spesso la gente si rinchiude in se stessa quando utilizza i mezzi pubblici. La metro, poi, quando funziona in maniera efficente, è un mezzo per arrivare il più rapidamente possibile a destinazione, nient’altro. Il resto, l’innamoramento a prima vista, un colpo di fulmine che fa impazzire il cuore e toglie il sonno, sono temi da film. Almeno fino ad ora. A Praga si dice basta alla solitudine ed agli sguardi rubati in metropolitana e che durano il tempo di un tragitto. Arrivano ora i vagoni riservati ai single, uomini e donne che vogliono allacciare contatti e non perdere di vista il lui/la lei che ha catturato la loro attenzione mentre il treno si allontana dalla banchina. Il Love Train offrirà una seconda (ma anche una terza, una quarta… ) chance al single per conoscere l’anima gemella. Vagoni pensati appositamente per far incontrare cuori solitari, per offrire l’occasione di un approccio e di tingere di rosa quella che sarebbe l’ennesima cupa galleria sotterranea. L’iniziativa, che fa parte di una campagna volta ad incentivare l’uso dei mezzi pubblici, partirà entro la fine dell’anno e non si sa se avrà successo e come sarà possibile controllare che i passeggeri siano effettivamente single ma Filip Drapal, di Ropid, spiega: “Oggi alla gente mancano le occasioni per conoscersi. Qui avranno questa possibilità. Nella metro la gente legge, studia. Perchè non approfittarne per trovare un partner?”. Iniziative simili in realtà erano già stata tentate anche in altri Paesi ma, si sa, la speranza -di trovare il vero amore- è l’ultima a morire!

Il nuovo modo di bere birra… dalle orecchie!

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Chi lo avrebbe mai pensato che la birra si potesse bere dalle orecchie? Eppure gira un video del Festival della Birra di Praga che forse ci dovrebbe far riflettere. Una studentessa, in compagnia ad alcuni amici, scola un bicchiere di birra con la cannuccia infilata nell’orecchio… Il web si divide e molti ritengono che sia solo un fake fin quando non arriva una spiegazione scientifica che potrebbe anche far cambiare idea ai più scettici: “Se il timpano è perforato –  scrive Whoknows2011 – la faringe è in collegamento con l’orecchio tramite la tuba di Eustachio”.

Il dibattito resta comunque aperto!!!

ESPLOSIONE AL CENTRO DI PRAGA. 13 feriti.

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Una forte esplosione è avvenuta nel centro di Praga, danneggiato fortemente un palazzo. Al momento i feriti accertati sono 13 ma si scava sotto le macerie alla ricerca di altre persone che potrebbero essere state coinvolte nei crolli. La causa dello scoppio non è stata ancora accertata anche se,  secondo i primi rilievi della polizi,a è probabile che sia dovuta a una fuga di gas. La deflagrazione ha fatto saltare le finestre degli edifici nel raggio di centinaia di metri, comprese quelle del vicino Teatro Nazionale.

La camera con vista!

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Sicuramente è da considerarsi come una camera con vista a Praga. Prima era considerata la torre più brutta del mondo, ora è diventata un’attrazione unica nel suo genere.
È un hotel, con una sola camera, situata a oltre 70 metri d’altezza. La camera è di super-lusso, pubblicizzata come 6 stelle. Il costo è di circa 1000 euro a notte, ed è aperto dal 13 febbraio scorso. Sulla torre ci gattonano anche delle sculture di bebè.

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W diventa un edificio… un’unica torre e 4 edifici!

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Gli architetti danesi BIG – Bjarke Ingels Group si sono aggiudicati il primo posto al concorso di architettura per la realizzazione delle 4 torri a Praga, in Repubblica Ceca.

L’idea progettuale vincente, secondo gli architetti, sta nell’aver concepito una singola torre, tagliata in 4 parti e queste ultime fatte slittare, creando così variazioni di pianta dell’edificio, e fronti interessanti sui quali distribuire gli appartamenti.

dettagli
Si genera così una ambiguità architettonica dove quelle che sembrano quattro torri sono in realtà un unico grande edificio.

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Gorilla neonato mette in fila i praghesi!

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