La cerbiatta golosa: ogni giorno raggiunge un giardino dove pascolare

cerbiatta-tuttacronacaIn provincia di Torino, a Bardonecchia, ogni giorno c’è un ospite speciale: da circa un mese, infatti, una giovane cerbiatta scende a valle per recarsi a pascolare nel cortile di casa della famiglia Lantelme, in borgata Millaures. La cerbiatta cerca, indisturbata, piante e vegetazione da mangiare, nonostante la neve, e gira per il giardino senza paura di essere catturata.

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Ecco le foto dell’elefante nano scoperto in Sri Lanka!

elefante-nano-tuttacronacaI biologi del Wildlife Conservation Society – Galle, Biodiversity Research & Education Center, hanno pubblicato quella che è la prima evidenza documentale del fenomeno di ‘nanismo’ in un animale adulto selvatico. Nello specifico, è un elefante asiatico che è stato scoperto in Sri Lanka. L’esemplare, che misura circa un metro e mezzo di altezza, è stato avvistato nel Udawalawe National Park nel sud del Paese. La piccola statura è dovuta alle zampe corte, sproporzionate rispetto all’intero corpo. Il documento pubblicato spiega che “Il nanismo è relativamente diffuso tra gli animali domestici come cani, gatti e bestiame, ma molto raro tra gli animali selvatici “.

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Dramma a New York: si getta dal 29° piano con un bimbo in braccio

suicidio-newyork-tuttacronacaEra passato da poco mezzogiorno quando un 35enne si è gettato dal 29° piano, stando al racconto di alcuni testimoni anche se non è ancora stato stabilito con certezza il piano esatto, di un palazzo che sorge al 124 della 60esima strada, all’angolo con l’Ottava avenue, tenendo tra le braccia un bimbo di appena tre anni. Per il piccolo è stato inutilmente tentato un estremo salvataggio, ma si è rivelato inutile: entrambi sono morti. Un paramedico che lavora al Roosvelt Hospital, di fronte al palazzo di 52 piani che ospita solo appartamenti, ha raccontato: “Ho sentito uno stano rumore, come un fruscio prolungato, poi un tonfo sordo. Ho capito subito coa era successo”. Il fatto è avvenuto nel cuore di uno dei quartieri più popolosi e di moda della città, a poca distanza da Lincoln Center e da Colombus Cuircle, cioé dall’ingresso di Central Park.  Data l’ora, data la folla che riempie il quartiere in questi giorni precedent il Natale, è un miracolo che il tragico gesto di quest’uomo non sia costato la vita anche ad altri innocenti, oltre al bambino che stringeva al petto.

Deraglia un treno in Kenya: si schianta contro la più grande baraccopoli di Nairobi

treno-deragliato-nairobi-tuttacronacaPanico a Nairobi, in Kenya, dove nella mattinata di domenica un treno merci è deragliato schiantandosi sulle case della baraccopoli di Kibera, la più grande della città. Il timore era che decine di persone potessero essere rimaste intrappolate ma gli abitanti della zona hanno spiegato che in molti, al momento dell’incidente, si trovavano in chiesa mentre altri erano tornati nei loro villaggi per il Natale. La conferma è poi giunta dai vigili del fuoco che hanno spiegato che la maggior parte degli abitanti delle baracche investite dal convoglio piangevano fuori dalle strutture distrutte e quelli che erano rimasti intrappolati sono stati tratti in salvo. Proteste sono comunque giunte dai residenti della baraccopoli, che conta circa 250mila abitanti,a causa della lentezza dei soccorsi. Il ministro dei trasporti kenyano Joseph Kamau si è difeso ricordando che il governo ha sempre messo in guardia gli abitanti di Kibera dallo “sconfinare nelle linea ferroviaria”

Paura in Israele: esplosione a bordo di un autobus

esplosione-israele-tuttacronacaTorna la paura in Israele dov’è avvenuta un’aesplosione a bordo dell’autobus 142 a Bat Yam, non lontano da Tel Aviv. Non ci sarebbero feriti, almeno stando a quanto riportano i media locali. Il portavoce della polizia ha affermato che lo scoppio è stato un “atto terroristico”. Ha inoltre spiegato che in base all’esame “degli esplosivi trovati sulla scena, abbiamo concluso che si tratta di un attentato”.

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Palacio salva una partita senza emozioni: l’Inter vince il derby!

_inter-milan_tuttacronacaChiude in grande stile la 17a giornata di Serie A, l’ultima prima della pausa natalizia: va in scena il derby milanese, con l’Inter in corsa per guadagnare punti sul Napoli e il Milan con la sua posizione incerta in campionato che cerca finalmente di rimettersi in corsa. Per l’occasione Mazzarri schiera un 3-5-1-1 con Handanovic; Campagnaro, Rolando, Juan Jesus; Jonathan, Zanetti, Cambiasso, Taider, Nagatomo; Guarin; Palacio. Risponde Allegri con un 4-3-2-1 che vede in campo Abbiati; De Sciglio, Bonera, Zapata, Constant; Poli, De Jong, Muntari; Kakà, Saponara; Balotelli. Il match è combattuto fin dal fischio iniziale e il Milan si fa insidioso già all’11’: tiro insidioso di Kakà, Handanovic si distende e para, poi subisce il fallo di Balotelli che provava a sfruttare il tap in. Al 30′ uscita difettosa su calcio d’angolo di Handanovic, Poli si ritrova la porta spalancata ma manda altissimo. 10 minuti più tardi Palacio finisce a terra in area e l’Inter chiede un calcio di rigore che per Mazzoleni non c’è. Le immagini sembrano suggerire il contrario, Zapata colpisce l’argentino da dietro con una ginocchiata prima di raggiungere il pallone. Al 45′ brutto intervento di Muntari su Jonathan, il rossonero poi atterra anche sul brasiliano con tutto il peso. Il terzino dell’Inter è a terra. Mazzoleni non ha visto niente, forse ci stava quasi il rosso diretto. Il primo tempo termina a reti inviolate, con il Milan che è partito forte ma poi ha ceduto il passo all’Inter che ha ragione di lamentarsi per la direzione di Mazzoleni. La partita, comunque, fino ad ora non ha offerto spettacolo. Alla ripresa, dopo 8 minuti Balotelli mette alla prova i riflessi di Handanovic, lo sloveno non blocca ma Poli non riesce a trovare la respinta. Due minuti più tardi ci riprova SuperMario con un tiro al volo, palla deviata in angolo. A nove minuti dal termine è Palacio ad avere una doppia possibilità: si gira bene ma Abbiati è reattivo, poi palla di nuovo in mezzo ma la conclusione dell’argentino è debole. L’interista però non demorde e al 41′ la sfera lo premia:cross di Guarin, l’argentino di tacco beffa Abbiati e realizza un gol pesantissimo. 1-0! Al 2′ di recupero mezza rissa in campo: Muntari spinge Kuzmanovic e viene espulso. Altri due minuti e arriva il triplo fischio: i nerazzurri tornano a 5 punti dalla zona Champions, i rossoneri restano con 5 punti di vantaggio sulla zona retrocessione.

Carabiniere si suicida in caserma a Roma

carabiniere-suicida-tuttacronacaSarebbe legato a questioni personale il gesto estremo di un carabiniere che oggi si è tolto la vita in un bagno della caserma del comando provinciale dell’Arma di Roma. Il militare, un 44enne che non aveva incarichi operativi e prestava servizio presso il centralino della caserma, si è suicidato sparandosi con la pistola d’ordinanza.

Doppietta di Toni e il Verona travolge la Lazio: 4-1!

verona-lazio-tuttacronacaAl Bentegodi sia i padroni di casa che i laziali hanno come obiettivo di proseguire la scalata verso la zona Europa della classifica e gli stati d’animo sono simili. Nelle ultime giornate sia Mandorlini che Petkovic sono riusciti a far invertire la pericolosa rotta verso il basso imboccata dalle proprie squadre. I veneti hanno prima battuto l’Atalanta e poi impattato a Catania mentre la Lazio ha rifilato un netto 2-0 al Livorno, interrompendo un digiuno di vittorie che durava dal 27 ottobre scorso. Gli uomini di Marndorlini passano in vantaggio già al 5′, Jorginho crossa in mezzo e Toni tutto solo insacca di testa, difesa della Lazio piazzata malissimo sulla punizione. 1-0! La risposta biancoceleste arriva però al 27′: corner di Candreva e Biglia di testa insacca alle spalle di Rafael. 1-1! Sullo scadere del primo tempo tuttavia, al 45′, i padroni di casa agguantano nuovamente il pareggio: Iturbe calcia direttamente in porta dai trenta metri e Marchetti si fa sorprendere. 2-1! L’arbitro rimanda le squadre negli spogliatoi su un giusto vantaggio dei veneti. Al 18′ della ripresa gol di Romulo, dopo un”azione manovrata del Verona. Assist di Toni, che serve il compagno sul secondo palo. 3-1! Al 33′ Toni si regala la doppietta e chiude definitivamente il match: servito tutto solo al centro area da Jorginho. Goffi gli interventi di Onazi e Cana, che scivolano. 4-1! Il Verona ha disintegrato la Lazio e a Toni non resta che commentare: “Io e i miei compagni abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Qui sono tornato a divertirmi. Vedremo cosa riserverà il 2014”.

Dilaga il Torino: Chievo battuto per 4 reti a 1!

torino-chievo-tuttacronacaPer l’ultima partita prima della sosta natalizia, all’Olimpico di Torino arrivano i veneti che, reduci da una caduta casalinga contro la Sampdoria e nonostate gli ottimi risultati ottenuti dopo l’arrivo di Corini, stazionano nella parte calda della classifica, con la zona retrocessione a soli due punti. L’avversario per loro è ostico: gli uomini di Ventura sono tra quelli più in forma in questo periodo della stagione e desiderano confermare l’ottimo sesto posto in classifica. Al 9′ passa in vantaggio il Chievo: splendido controllo di Sardo che supera Pasquale, palla dietro per Thereau che con un potente destro batte Padelli. Lo 0-1 viene mantenuto fino al 47′ quando Dainelli sbaglia il passaggio, Cerci recupera palla, apertura immediata per Immobile che fulmina Puggioni sul primo palo. 1-1! Il primo tempo termina in pareggio. Per lunghi tratti, fino a qui meglio la squadra di Corini. Nella ripresa, al 19′  Immobile sfrutta gli spazi che gli uomini di Corini lasciano e senza essere fermato fa partire un bolide da fuori ingannando Puggioni. 4-1! I clivensi provano a reagire con una punizione di Thereau che imbecca Paloschi, ma il colpo di testa esce di poco a lato.Verso la mezz’ora della gara il Chievo sembra non reggere più l’incontro e subisce altri due gol. Uno di Vives al 34′ e quello di Cerci al 3′ del recupero. Terzo successo consecutivo e quinto gol di Immobile in cinque partite.

Trovano la vittoria i viola contro il Sassuolo: 0-1 a Città del Tricolore

sassuolo-fiorentina-tuttacronacaA Città del Tricolore i ragazzi di Di Francesco incontrano per la prima volta i viola in Serie A. La Fiorentina ha fino ad ora dimostrato un andamento a fasi alterne, con una difesa da rivedere viste le ultime reti subite (Verona e Roma) e un attacco concentrato su Giuseppe Rossi, in testa alla classifica marcatori con 13 reti in 16 partite giocate. Per quel che riguarda i padroni di casa, invece, sono reduci da due sconfitte consecutive e in piena corsa salvezza dato il solo punto di vantaggio sulla terzultima Livorno. Il primo tempo si conclude a reti inviolate, con gli uomini di Montella, mai pericolosi verso la porta difesa da Pegolo. Molto meglio il Sassuolo, autore di un buon primo tempo e di tante buone azioni : è mancato solo il gol che però arriva nella ripresa, ma per i viola. A risolvere il match è Rossi al 37′. L’attaccante della nazionale italiana, appena entrato in area, spara di destro fulminando Pegolo sul primo palo. 0-1 e tre punti importanti per i viola che si portano così a -3 dal Napoli.

Si pareggia al Luigi Ferraris: Samp-Parma termina 1-1

sampdoria-tuttacronacaUltima partita prima della sosta natalizia anche al Luigi Ferraris dove i tifosi seguono con gioia le gesta della Samp che, grazie all’arrivo di Mihajlovic, si è rialzata in classifica ed è reduce da due vittorie e due pareggi nelle ultime quattro giornate e potrebbe chiudere l’anno prima della sosta con il tecnico serbo ancora imbattuto. Per quel che riguarda gli emiliani,  invece, dopo la festa del centenario con la premiazione del miglior giocatore di sempre in maglia ducale Hernan Crespo, vuole salutare l’anno con il sesto risultato utile consecutivo. Il primo tempo equilibrato termina con il vantaggio della squadra di casa che riesce ad agguantarlo allo scadere grazie a Eder. Grande cross di Krsticic, Eder in area senza volerlo si allunga il pallone di testa proprio nella maniera giusta per calciare di destro e battere Mirante. 1-0! Nella ripresa arriva il pareggio del Parma al 19′: dalla bandierina Palladino trova Lucarelli che di testa batte Da Costa. 1-1! Finisce in parità un incontro molto combattuto che regala speranza ad entrambe le squadre in vista della ripresa di gennaio.

La Roma regala un sogno ai suoi tifosi: 4-0!

roma-catania-tuttacronacaAll’Olimpico di Roma, in quest’ultima giornata prima della pausa natalizia, il Catania ha come obiettivo d’imitare il Sassuolo e il Cagliari, che sono riusciti ad uscire a testa alta dallo stadio grazie a un pareggio. I capitolini, unici imbattuti della massima serie, sono chiamati ad una prova convincente per non perdere altro terreno dalla Juventus dopo aver rallentato la folle corsa di inizio campionato. Garcia spiazza tutti calando il poker in attacco. Giocano Ljajic, Totti e Gervinho alle spalle di Destro. Nel Catania Berghessio parte dalla panchina. Sono i giallorissi i primi a portarsi in vantaggio, al 18′. Angolo di Totti per la testa di Destro che offre una buona sponda a Benatia. Il difensore della Roma, a due passi dalla porta, non può sbagliare: 1-0! Non ci sono altre emozioni nei primi 45′ che terminano con la Roma meritatamente in vantaggio. De Sanctis quasi totalmente inoperoso in questo primo tempo ma il Catania sembra ancora in grado di potersela giocare nella ripresa, ma per la squadra ospite non c’è storia. Al rientro la Roma dilaga: al 10′ Destro si vede arrivare la sfera a due passi dalla porta e non perde tempo a pensarci: 2-0! Quattro minuti e Benatia si fa trovare sulla linea della punizione battuta da Ljajic, anticipa tutti e manda in rete tuffandosi: 3-0! Al 35′ arriva il turno di Gervinho, ancora una volta servito da Ljajic: 4-0! Termina su questo punteggio il match: il Catania resta fanalino di coda a sole 4 distanze dalla salvezza mentre la Roma può riprendere a sognare per lo scudetto anche se a -5 dalla capolista Juventus.

L’Atalanta spezza l’imbattibilità di Buffon ma non basta: la Juve vince 4-1!

atalanta-juve-tuttacronacaAllo stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo si sfidano Atalanta e Juventus. Gli uomini di Colantuono sono reduci dal pareggio in extremis con il Genoa siglato da De Luca mentre la Juve capolista ha passeggiato in casa contro il Sassuolo e ha ringraziato il Milan per lo stop imposto alla Roma che ha consentito l’allungo a +5 sui giallorossi. I bianconeri s’impegnaranno per mantenere il vantaggio anche sul Napoli, all’ennesimo pareggio contro il Livorno. Ma non solo: Buffon medita di mantenere inviolata la sua rete: se ce la farà, agguanterà il terzo posto nella classifica dei portieri imbattuti per più tempo. I bianconeri partono subito all’attacco e il gol del vantaggio arriva già al 6′ grazie a Tevez: il numero 10 si avventa su un pallone al limite e fa partire un destro fulminante che batte Consigli alla sua destra e si infila nell’angolino basso. 0-1! Appena pochi minuti, però, e i padroni di casa pareggiano con Moralez al 15′: Bonaventura sulla destra, dribbla Pogba, arriva sul fondo e mette in mezzo per Moralez che col diagonale destro fulmina Buffon e la sua imbattibilità. 1-1! Il primo tempo termina su questo risultato dopo 45 minuti giocati a grandi ritmi e a viso aperto. La Juventus è molto cresciuta nel finale con gli uomini di Colantuono che sono decisamente calati dal punto di vista fisico. E alla ripresa i padroni di casa non mostrano una spinta diversa, tanto che i bianconeri tornano a portarsi in vantaggio già al 2′: Asamoah da sinistra mette in mezzo, Llorente tocca con l’esterno per Pogba in agguato in area, il francese fa partire un diagonale sinistro verso l’angolino che batte inesorabilmente Consigli. 1-2! Al 30′ è la volta di Llorente di andare a segno dopo aver dribblato Migliaccio: 1-3! Al 34′ altra splendida giocata bianconera: Lichtsteiner mette in mezzo per Vidal che spinge la sfera in rete tutto solo in area piccola. Colantuono si dispera. 1-4 che segna l’ennesima vittoria degli uomini di Conte che ora veleggiano a 46 punti.

Non ce l’ha fatta! Morto l’uomo che si era dato fuoco a San Pietro

torcia-umana-sanpietro-tuttacronacaLo scorso giovedì un romano di 51 anni si era dato fuoco in piazza San Pietro, riportando ustioni di terzo grado sul 50% del corpo. Le sue condizioni erano parse fin da subito gravi e oggi è morto. Si trovava all’ospedale S. Eugenio, nella Capitale. Alla base del folle gesto ci sarebbero problemi di salute e difficili rapporti familiari. Il gesto del 51enne, che lavorava come addetto alle pulizie all’ospedale Santo Spirito, era stato ripreso dalle telecamere che avevano mostrato come si era trasformato in un attimo in una torcia umana. A soccorrerlo, un sacerdote gesuita che l’ha avvolto nel suo mantello. Subito erano accorsi anche degli agenti di polizia dell’ispettorato Vaticano.

L’ufficiale che finisce a processo… per aver salvato una gatta!

barbara-balanzoni-facebook-tuttacronacaHa 39 anni l’ufficiale medico Barbara Balanzoni che per compiere un atto di quotidiano eroismo, aiutare una micia, è finita a processo. Era il maggio 2012 e la Balanzoni, in servizio con la missione italiana in Kosovo, si accorge che la gatta Agata, che gironzolava sempre per la base dov’era considerata una specie di mascotte, sta male. Miagola forte e si è rifugiata in un padiglione. Agata stava tentando di partorire ma in pancia resta un gattino morto, che la gatta non riesce a far uscire. L’ufficiale corre in sua soccorso e l’aiuta con il parto. In cambio guadagna: un morso, un anno d’indagini e un processo per disobbedienza aggravata. E’ il Corriere della Sera a raccontare la storia che viene definita Kafkiana dall’autore del pezzo, Andrea Pasqualetto:

L’accusa parla di disobbedienza aggravata perché «in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, disobbediva all’ordine scritto, datato 6 maggio 2012, a firma del comandante della Base, riguardante il divieto di avvicinare o farsi avvicinare da animali selvatici, randagi o incustoditi, venendo così morsa… ». Correndo in soccorso dell’agitatissima Agata, il tenente Balanzoni aveva infatti rimediato un morso. «Ma quale morso! – insorge scattante l’ufficiale -. Era una graffio, nulla di grave. Agata era spaventata, poverina, con un micino già morto nella pancia che non voleva uscire». La procura militare è però andata a fondo del fattaccio, concludendo che «il tenente si è fatto anche accompagnare presso l’infermeria dell’ospedale tedesco di Prizren per il vaccino antirabbico».

Il Bologna conquista tre punti importanti: Genoa battuto per 1 a 0

bologna-genoa-tuttacronacaL’anticipo domenicale della 17a giornata di Serie A ha visto in campo al Dall’Ara il Bologna che ha ospitato il Genoa di Gasperini. Il primo tempo non ha certo offerto spettacolo: buoni i ritmi e le squadre in campo, ma sono mancate le azioni da gol anche se forse il Bologna ha mostrato una maggior “fame” di punti. Del resto servono i tre punti prima della pausa per affermarsi in zona salvezza mentre la situazione è diametralmente opposta per il Genoa che cerca la vittoria per non perdere il treno che permette l’accesso in Europa. Dopo un primo tempo terminato a reti inviolate, i padroni di casa hanno sbloccato la situazione al 12′: Moscardelli fa sponda per Diamanti che con un sinistro chirurgico da fuori area trova l’angolino e porta in vantaggio il Bologna. E’ l’unica rete di un incontro che non ha emozionato nonostante l’impegno del Bologna che dimostra così di stringersi attorno al suo allenatore. Deluso Gasperini, i cui uomini hanno faticato ad entrare in partita.

E la chiamano Europa… italiana espulsa dal Belgio

elio-di-rupo-tuttacronacaSilvia Guerra ha 38 anni, un figlio di 8 e viveva in Belgio, paese della Ue come la sua patria, l’Italia. E proprio dallo Stato che aveva scelto per crearsi un futuro è stata espulsa, perchè non aveva un posto di lavoro e quindi rappresentava un peso per il welfare. Il decreto di espulsione è già stato firmato dal sottosegretario all’immigrazione. Conseguenza di una svolta, dura, anti immigrazione decisa dal Belgio. Il premier Elio Di Rupo, socialista di origini italiane, non va per il sottile e ha limitato l’applicazione della direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini europei. Quello che lo Stato applica è un regime che prevede che ogni straniero, anche se comunitario, deve avere un reddito sufficiente per provvedere al suo soggiorno. In caso contrario viene considerato un  “peso indebito per lo Stato sociale” e dopo tre mesi può essere espulso. Come scrive Anais Ginori su Repubblica:

C’è finita di mezzo Silvia Guerra. Come lo racconta su Repubblica Anais Ginori:

La “clandestina” espulsa è un’italiana. Silvia Guerra, nata a Bologna trentotto anni fa, viveva in Belgio, assunta come artista di strada in una compagnia di giocolieri. «Sono stata ingannata, mi avevano detto che il mio contratto era regolare», spiega adesso Silvia, che non accetta di essere trattata come “parassita” dello Stato. Nonostante sia una cittadina comunitaria, si ritrova nella stessa situazione di tanti immigrati sbarcati da paesi non membri dell’Ue. «Dicono che la mia permanenza è stata troppo breve — continua — ma vivo in questo paese dal dicembre 2010, ho seguito le normali procedure ». Anche il piccolo Ennio, il figlio di otto anni che frequenta la scuola elementare a Bruxelles, deve andarsene. «Le autorità mi hanno risposto che anche lui non è davvero integrato».

Prima del derby… gli striscioni con gli sfottò invadono le strade

striscioni-derby-tuttacronacaNon resterà chiusa la Curva Nord interista, come aveva in un primo momento il Giudice Sportivo per “discriminazione territoriale”. Al derby, tuttavia, mancheranno le tipiche coreografie: anche i tifosi rossoneri infatti, per solidarietà ai colleghi, si asterranno. Ma qualche striscione non poteva mancare… Ed ecco che allora hanno fatto la loro apparizione due scritte, una accanto all’altra, apparse sulla Statale 36 in zona Lissone, nella periferia di Milano. Vi si legge: “Noi non siamo napoletani!” “Ora chiudete la Valassina!” Il derby era stato quindi preceduto dalle polemiche… ma c’è stato chi ha trovato il modo di scherzarci sopra.

L’Atalanta attende la Juve… per sfoggiare la nuova maglia natalizia!

maglia-natalizia-atalanta-tuttacronacaUltima giornata di campionato di Serie A prima della pausa natalizia e in occasione di Atalanta-Juventus i bergamaschi sfoggeranno una casacca ad hoc: la rossa maglia del “Christmas Match”, che sarà poi venduta all’asta e tutto il ricavato verrà devoluto al Fondo Atalanta aperto dalla Società presso la Fondazione della Comunità Bergamasca Onlus e dedicato ad opere di beneficenza sul territorio. La particolarità della maglia rossa, che la rende ancora più affascinante per i suoi tifosi, è il fatto che presenta il nome di tutti i comuni della provincia sia sul fronte che sul retro.

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Lo sciame sismico che spaventa la popolazione a Gubbio

sciame sismico gubbio-tuttacronacaNella zona di Gubbio è in corso uno sciame sismico, ossia una sequenza di terremoti di intensità confrontabile e che avvengono in modo “disorganizzato”. Lo rende noto l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), analizzando il sisma di magnitudo 4 avvenuto nell’area di Gubbio, il più intenso della giornata odierna. L’evento, registrato alle 11.06 e localizzato ancora una volta tra i comuni di Gubbio, Costacciaro, Pietralunga, Scheggia e Pascelupo, era stato preceduto nella notte da un’altra scossa di magnitudo 3.6 e dalla scossa di magnitudo 3,9 del 18 dicembre. Non solo, a partire dalla notte sono state registrate altre 5 scosse, tutte di magnitudo compresa tra 2 e 2.9.

La mediana del Napoli non basta: ecco chi si vuol far arrivare!

alex-song_tuttacronacaBehrami, Dzemiail e Inler, sono loro i tre giocatori che compongono la mediana svizzera del Napoli. Che però sembra non essere sufficiente, come sembrano pensare sia Benitez che De Laurentiis, che ora mirano a un innesto di qualità. Nomi nuovi non sembrano essercene, si resta quindi sugli stessi di cui si parlava la scorsa estate. Ma tra questi, spiega il Corriere dello Sport, uno spiccherebbe. Si tratta di Alex Song, camerunense ex Arsenal che nelle fila del Barcellona fatica a trovare spazio. Un leader in grado di far crescere il livello del Napoli, proprio quello di cui avrebbe bisogno Benitez per dare nuovo spessore alla sua squadra.

Il deputato Pd che si “autoimprigiona” al Cie di Lampedusa

deputato-pd-tuttacronacaCome spiega La Stampa, il deputato del Pd Khalid Chaouki, di origini marocchine, alle 11 di stamattina è entrato al Centro di prima accoglienza dell’isola in qualità di parlamentare per poi annunciare la volontà di “autoimprigionarsi”. E spiega: “Non mi muoverò da qui fino a quando il ragazzo siriano che ha girato il video e i naufraghi illegittimamente trattenuti da oltre due mesi non saranno trasferiti da Lampedusa”.  Le ragioni del suo gesto sono manifestate in una lettera che lo stesso deputato ha inviato al quotidiano:

Ho deciso di compiere questo gesto forte di protesta, rinchiudermi insieme ai profughi dentro il Centro di accoglienza qui a Lampedusa e rifiutarmi di abbandonare i profughi siriani ed eritrei nella loro solitudine e inascoltata protesta perché qui a Lampedusa vengono tuttora lesi i diritti fondamentali della persona, così come non vengono rispettate le leggi del nostro Paese e le direttive in materia di protezione dei rifugiati. Non abbandonerò questo Centro finché non verranno rilasciati, come previsto dalla legge, tutti profughi e destinati nei centri idonei per la loro accoglienza. A partire da Khalid e dai superstiti alla tragedia dello scorso 3 ottobre.

 Ho voluto attendere l’Informativa del Ministro dell’Interno Angelino Alfano sulla vergogna di Lampedusa documentata dal giornalista del Tg2 Valerio Cataldi, che ha dato voce al coraggioso profugo siriano conosciuto con il nome di “Khalid” in merito alle “spruzzate” anti-scabbia. Ascoltare e capire, insieme a tutto il Parlamento, da parte del nostro governo come fosse stato possibile permettere quell’oscenità nel nostro Paese. Era soprattutto nostra intenzione conoscere finalmente le proposte messe in campo per riformare questo sistema dell’accoglienza anche alla luce di quello che sta succedendo nel Cara di Mineo, nel Cie di Ponte Galeria e in tante altre parti. Una delusione. La versione dei fatti raccontata in Parlamento non ci ha convinto cos ì come le sue promesse per noi sono fuori tempo massimo.

 Già all’indomani della tragedia dello scorso 3 ottobre tutta l’Italia, insieme alle maggiori istituzioni europee e mondiali, tutti si mobilitarono. Chiedemmo e ottenemmo una giornata di lutto nazionale, ci furono pianti e lacrime per il dolore condiviso con i parenti di quelle vittime senza nome. Poi il nulla rispetto ad un nuovo piano di accoglienza e integrazione per i profughi e richiedenti asilo. Il Premier Enrico Letta è riuscito a coinvolgere le Istituzioni europee, sono state salvate tantissime vite grazie all’operazione “Mare Nostrum”. Ma il Centro di “accoglienza” qui a Lampedusa è rimasto quello di prima. La vergogna più grande sono i naufraghi eritrei sono ancora bloccati qui dallo scorso 3 ottobre, isolati come criminali nella solitudine della disperazione. Colpevolizzati di essere stati testimoni di una tragedia che tutto il mondo ha conosciuto.

Abbiamo celebrato come martiri i loro compagni di viaggio inghiottiti dal mare. Loro invece sono qui, rinchiusi e disperati. Questa paradossale ingiustizia è intollerabile. È uno scandalo! Piangiamo i morti e puniamo i vivi. Questa ipocrisia non può più essere accettata. A questo punto le parole non bastano più e l’Italia non può più permettersi di collezionare figuracce mondiali a causa di chi, irresponsabilmente, non ha vigilato sul rispetto dei principi basilari del rispetto dei diritti umani e chi, fino ad oggi, considera Lampedusa, come altri centri, di fatto zona franca e fuori dalla legalità.

Questo Centro di prima accoglienza non può trasformarsi di fatto in un carcere disattendendo le regole e le leggi italiane ed europee. Alcune leggi, a partire dalla Bossi-Fini, non ci convincono per niente. Ma qui nemmeno quelle vengono rispettate. Per la legge la permanenza qui a Lampedusa dei richiedenti asilo deve durare al massimo 96 ore, non 3 mesi. Sono stato la prima volta qui a Lampedusa nel 2008, sono tornato tante altre volte. Ma nulla è cambiato in questi anni e io, noi, non possiamo più permetterci di girare la faccia dall’altra parte di fronte a un grido di dolore da parte di chi è fuggito da una sanguinosa guerra in Siria o da una crudele dittatura in Eritrea. Oggi abbiamo il dovere di passare dalle parole ai fatti e rialzare la testa chiedendo che l’Italia ritorni ad essere quello che è sempre stata: un Paese accogliente e rispettoso dei diritti umani e dei profughi. Sono qui per i profughi, ma soprattutto per l’Italia. Un Paese di cui vorrei essere fiero nel Mediterraneo, in Europa e nel mondo.

 Khalid Chaouki

Deputato PD – Coordinatore Intergruppo parlamentare sull’immigrazione

Forconi in piazza San Pietro: il Papa risponde

forconi-vaticano-tuttacronacaAlcuni dissidenti del coordinamento 9 dicembre, com’era stato anticipato nei giorni scorsi, si sono riuniti a San Pietro per assistere alla Santa Messa di papa Francesco. Per l’ala ‘dialogante’ del movimento è prevista, nel pomeriggio, una conferenza stampa in piazza di Castel Sant’Angelo. “Oggi siamo dal Papa per dire al mondo che la smetta di dipingerci come violenti – ha affermato il leader Mariano Ferro in una nota – per confermare quello che lui stesso ha dichiarato qualche giorno fa e cioè che ‘i poveri non possono aspettare’.” E Papa Francesco, dopo la recita dell’Angelus, si è rivolto sia ai fedeli che ai manifestanti: “A quanti dall’Italia si sono radunati oggi per manifestare il loro impegno sociale, auguro di dare un contributo costruttivo, respingendo le tentazioni dello scontro e della violenza e seguendo sempre la via del dialogo e difendendo i diritti”. Il Pontefice ha anche notato uno striscione esposto: “Lì è scritto – dice dalla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano – ‘i poveri non possono aspettare’. E’ vero. Questo mi fa pensare che Gesù è nato in una stalla, non è nato in una casa. Poi e dovuto fuggire, andare in Egitto per salvare la vita. Poi è tornato a casa sua, a Nazareth, e io oggi penso a tante famiglie senza casa, sia perchè mai l’hanno avuta, sia perchè l’hanno persa per tanti motivi”. E ancora: “Famiglia e casa vanno insieme è difficile portare avanti la famiglia senza abitare in una casa. In questi giorni di Natale invito tutti, persone, entità sociali, autorità, a fare tutto il possibile perchè ogni famiglia possa avere una casa”. Poi conclude con gli auguri: “Auguro a tutti una buona domenica e un Natale di speranza, di giustizia e di fraternità”

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I due marò finiscono nel Presepe: la Cgil insorge

marò-presepe-tuttacronacaMassimiliano Latorre e Salvatore Girone sono ancora in India e il Capo dello Stato confida nella “riapertura delle prospettive” che il Paese asiatico aveva indicato, agurandosi inoltre un prossimo incontro al Quirinale. Nel frattempo, si rallegra Mauro, ministro della Difesa, perchè i familiari dei due marò a Natale potranno volare in India per rivederli. E ricorda: “siamo in fervida attesa e alacre attività, soprattutto sul piano diplomatico”. Ma nel frattempo si parla dei due miliatari anche per quello che accade in Italia: si è infatti scelto un Presepe per ricordare che Latorre e Girone attendono giustizia ormai da quasi due anni. E la Cigl è insorta. Come riporta il Giornale:

È successo che nella sede della direzione regionale Inps a Firenze «è comparso un presepe sormontato dalla foto dei due militari trattenuti in India e da uno slogan in cui si auspica la loro immediata liberazione». Il sindacato ha reagito con un comunicato, secondo cui «che in un ufficio pubblico si possa allestire qualsiasi cosa abbia a che fare con un credo religioso è già materia dibattuta, ma abbinare a questo un proclama politico è evidentemente un’offesa». Prevenendo il sospetto di un pregiudizio ostile verso i due marò, la Cgil precisa che «non si tratta di schierarsi contro o a favore del rientro in Italia dei due marò, ma cosa ha a che fare questo con il rispetto di una tradizione religiosa? Predisporre un simile allestimento, discutibile anche dal punto di vista estetico, è quantomeno improprio per un ufficio pubblico».

Eccezioni sarebbero peraltro parse tollerabili alla Cgil: «Se le immagini fossero state riferite alle vittime della guerra civile in Siria o alle condizioni del Cie di Lampedusa, non troveremmo niente da dire. La pace, il ripudio della violenza e la tutela della dignità umana sono valori inseriti nella nostra Costituzione. Il rinnovare (dopo un anno) l’appello alla liberazione di due connazionali coinvolti in una vicenda controversa e ancora tutta da chiarire è palesemente un segnale politico, che viene pure imposto dalla dirigenza Inps». Il dirigente regionale dell’Inps, Fabio Vitale, si è detto «basito» e ha definito «ideologica» la nota della Cgil.

Lovejoy: la cometa che ci traghetta verso Natale

lovejoy-tuttacronacaAnche le osservazioni più recenti condotte sia con il radiotelescopio di Arecibo che con il telescopio spaziale Hubble hanno confermato il fatto che della cometa Ison non si vedono più nemmeno i resti del suo nucleo. Ma il cielo non ci “abbandona” in queste feste: c’è una cometa che, come spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma, è l’unica che meriti attenzione nel cielo di Natale. Si tratta di Lovejoy, che oggi 22 dicembre raggiungerà la minima distanza dal Sole: ”una distanza comunque abbastanza ampia da favorirne l’osservazione”, rileva Masi. Il Sole infatti la illuminerà, rendendola più visibile. Per trovarla bisogna guardare verso Nord-Ovest, tra le stelle della costellazione di Ercole. ”Dal 22 dicembre in poi è visibile solo all’alba, a partire dalle cinque del mattino”, spiega Masi. Da quel momento comincerà ad abbassarsi progressivamente sull’orizzonte, come spiega anche MediterranNews. Per osservarla al meglio bisogna quindi allontanarsi dalla città, in un luogo dall’orizzonte sgombro. Ma vale davvero la pena: ”è una cometa splendida ed estremamente fotogenica – osserva l’astrofisico – e mostra una notevole attività nell’evoluzione della coda”.

Il Tottenham offre una contropartita tecnica per Vucinic

vucinic_esultanza_juventus_tuttacronacaIeri Mirko Vucinic twittava per negare il presunto malumore che patirebbe stando alla Juve ma non è comunque un mistero che il Tottenham sia seriamente interessato al montenegrino. I londinesi, stando alle indiscrezioni raccolte dal ‘Daily Mail’ e riportate da ‘Tuttosport’, potrebbero offrire al club bianconero una contropartita tecnica per convincere la Juventus a lasciarlo andare. Si tratta di Erik Lamela, esterno offensivo ex Roma che a ‘White Hart Lane’ non ha ancora convinto a pieno.Vucinic-tuttacronaca

L’omicida di Latina: ha ucciso perchè temeva la fine del mondo

zanier-tuttacronacaIeri mattina l’ex guardia giurata Roberto Zanier ha ucciso due volte. Come lui stesso ha confessato agli agenti della Squadra Mobile di Latina, durante l’interrogatorio, ha tolto la vita alla madre mentre la donna dormiva. Per quel che riguarda il resto della mattina, al momento, l’uomo ha detto agli agenti, ai quali è parso “in evidente stato confusionale e molto stanco”, di avere ricordi confusi. Del resto, dopo i primi frammenti di racconto si è addormentato negli uffici della Mobile. Nel corso dell’interrogatorio “non ha mai pianto”. Nelle prossime ore sarà ascoltato dal magistrato della Procura di Latina. Zanier avrebbe agito in preda ad un raptus dovuto al terrore per la fine del mondo. Nel frattempo Andrei Gabriel Bogdan, il ragazzo romeno ferito dall’ex guardia giurata, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico e al momento si trova nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina.

La spending review del Cav: Berlusconi e le sue ville

Berlusconi-tagli-tuttacronacaSarà anche rientrato nella top ten dei paperoni italiani stilata grazie ai dati di Borsa 2013, ma la spending review si è affacciata anche all’orizzonte di Silvio Berlusconi che, come riporta il Corriere della Sera, si trova a tagliare le spese. A partire dalle proprietà immobiliari, come Villa di Macherio e Villa Gernetto. Si legge nel quotidiano:

Niente albero di Natale alla Villa Belvedere a Macherio. L’albero non è mai stato addobbato, e da domani la settecentesca villa storica che fu dei Visconti di Modrone, chiuderà i battenti. I dipendenti avrebbero già ricevuto la lettera che comunica la fine del rapporto di lavoro. Veronica Lario, la moglie in via di separazione dall’ex premier, vive ormai da tempo a Milano. E la necessità di economie – meglio, di evitare gli sprechi – ormai coinvolge persino uno degli uomini più ricchi d’Italia. La storia dei Berlusconi a Macherio, tuttavia, continua. Le due figlie di Veronica, Barbara ed Eleonora, resteranno entrambe a vivere nell’area: nella grande cascina adiacente all’edificio storico a suo tempo acquistata dal loro padre.

Del resto, non è soltanto villa Belvedere a essere caduta sotto i rigori della spending review famigliare. Villa Gernetto, il palazzo di Lesmo che era stato acquistato per la mai nata Università della libertà e poi divenuta sede di rappresentanza per gli eventi privati berlusconiani, è ormai deserta da molti mesi. Non dispone di personale, il riscaldamento è staccato. Nel giro stretto del Cavaliere, neppure si esclude che possa essere discretamente messa in vendita. Cosa comunque non semplice.

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Primo sì all’abolizione delle province: 52 commissariate

taglio-province-tuttacronacaCon 277 sì, 11 no e Forza Italia, Lega e Cinquestelle che non hanno votato per protesta, è passato il disegno di legge che riforma le Province. Ora la parola passa al Senato ma intanto si tratta di una piccola vittoria per Letta, che ha fatto dell’abolizione delle Province un punto d’onore programmatico. Il premier segna un punto politico a proprio vantaggio anche se gli effetti concreti della riforma Delrio, molto complessa, si potranno giudicare solo fra un paio d’anni. Tanto è importante per l’esecutivo questo impegno, che il governo ha inserito a sorpresa nella Legge di Stabilità (approvata l’altro ieri ma se n’è avuto notizia ieri) un codicillo che commissaria le 52 amministrazioni provinciali il cui mandato elettorale scade il prossimo maggio. I 52 enti si aggiungono ai 20 – tra i quali Roma – già commissariati. Dure le reazioni delle Province, con il presidente dell’Upi Antonio Saitta che tuona: “Faremo ricorso. Mai un governo ha osato mettere in dubbio la possibilità per il popolo di eleggere chi governa il territorio”. Tuttavia il messaggio dell’esecutivo è chiaro: in Italia non si faranno mai più elezioni popolari per le Province anche se il Senato dovesse rallentare il varo definitivo della riforma Delrio. La riforma ha alla sua base proprio l’eliminazione della classe politica provinciale composta da circa 3.000 presidenti, assessori e consiglieri. Le future Province, con compiti limitati alla manutenzione delle strade e poco più, saranno guidate da presidenti eletti (nel novembre 2014) dai sindaci dei comuni del territorio provinciale. Il provvedimento s’inserisce nella scia dei tagli alla spesa pubblica ma va considerato che il risparmio è modesto in confronto agli 800 miliardi totali: nel 2010 i politici provinciali sono costati agli italiani circa 135 milioni. Nel 2013, dopo la “cura” degli ultimi anni, la politica provinciale è costata solo 32 milioni, stnado ai dati Upi. Sugli effetti della riforma esistono opinioni molto diverse. Secondo il ministro degli Affari Regionali, Graziano Delrio, si raggiungerà il miliardo a regime. La Corte dei Conti ha sostenuto di non poter fare alcuna cifra. La riforma è comunque complicata e prevede il graduale passaggio di alcune competenze a Comuni (edilizia scolastica) e Regioni (centri per l’impiego). Ma non fissa tempi certissimi. Fissa invece la nascita delle Città Metropolitane ovvero di enti che dovranno coordinare il territorio intorno alle grandi città. Quelle Metropolitane, in Parlamentosono state indicate per territori superiori al milione di abitanti, c’è da aspettarsi quindi che in Italia si moltiplicheranno.

16enne travolto da un treno: viaggiava senza biglietto

treno-tuttacronacaIeri, poco prima delle 19.30, un 16enne è stato travolto e ucciso da un treno in corsa mentre attraversava i binari. E’ accaduto nella stazione di Santo Stefano Lodigiano, in provincia di Lodi. Il giovane, si è venuto a sapere, non era fornito del biglietto, così come gli amici che viaggiavano con lui. Il controllore li aveva fatti scendere dal treno nella stazione di Santo Stefano Lodigiano ma il ragazzo, a differenza dei suoi amici che hanno utilizzato il sottopassaggio per lasciare la stazione, ha deciso di attraversare i binari, venendo così  travolto da un Frecciabianca che stava passando in quel momento dalla direzione opposta.Il 16enne stava tornando a casa dopo esser stato a Piacenza.

Notte di paura a causa del terremoto: gente in strada in Umbria

terremoto-gubbio-tuttacronacaContinuano a susseguirsi le scosse di terremoto in Umbria e nella notte è tremata la terra a Gubbio a causa di un evento avvertito fino ad Assisi, con la gente spaventata che è scesa in strada. Alle 2.37 della scorsa notte una scossa di magnitudo 3.6 è stata localizzata dalla Rete sismica nazionale dell’INGV nel distretto sismico del bacino di Gubbio alla profondità di 8,3 km. La scossa è stata distintamente avvertita dalla popolazione e l’epicentro è stato individuato nei comuni di Gubbio, Costacciaro, Pietralunga, Scheggia e Pascelupo, ma anche nel comune marchigiano di Cantiano.  “A Gubbio – dicono gli esperti di blueplanethearth.it – la gente è scesa in strada e la scossa è stata avvertita in diverse zone comprese tra Fabrianese, Gualdese, Valtiberina e Assisiate. L’evento era stato preceduto da un’altra scossa di M 2.1 alle ore 02:26:31”.  Altre due scosse di magnitudo 2.2 alle 3:11 e magnitudo 2 alle 5.14 con epicentro sempre il bacino di Gubbio.

26mila tacchini sequestrati: infrazioni alle norme igienico-sanitarie

tacchino silvestris-tuttacronacaIn provincia di Treviso sono è stato sequestrato un allevamento che ospitava 26mila tacchini da carne oltre alcuni quintali di mangime ad uso zootecnico. I carabinieri hanno accertato gravi irregolarità, come fabbricati vecchi e sporchi con pareti e soffitti non lavabili. Visti gli illeciti riscontrati dai militari, oltre al provvedimento di chiusura sono state accertate violazioni amministrative. A seguito delle gravi inadeguatezze, inoltre, rilevate, il Nas ha richiesto l’intervento del sindaco e del servizio veterinario della locale Azienda sanitaria per l’adozione delle prescrizioni necessarie per il ripristino dei previsti requisiti.

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