Svolta in Sardegna: la sinistra vince le regionali

francesco_pigliaru_governatore_sardegna-tuttacronacaIl dato più rilevante delle elezioni regionali è indubbiamente l’astensionismo, visto che alle urne si è recato poco più di un sardo su due, il 52%, 774 mila su 1,48 milioni di aventi diritto. Nel febbraio 2009 era andato a votare il 67,58% degli elettori sardi. Con poco più del 60% delle sezioni scrutinate, 1108 su un totale di 1863, appare già incolmabile il divario tra i due principali candidati con Francesco Pigliaru, sostenuto sostenuto da tutti i partiti di centrosinistra, dal Centro Democratico a Rifondazione, che vante il 43,05% dei consensi. Si ferma invece a 38,67% il governatore uscente Ugo Cappellacci, fedelissimo di Silvio Berlusconi. Il maggior flop, tuttavia, risulta essere il risultato ottenuto fino ad ora dalla scrittrice Michela Murgia, attestatasi al 10,72% dei consensi. Le aspettative della viglia erano di un risultato migliore, con la speranza che potesse far confluire su di sè anche i voti dei sostenitori del Movimento 5 Stelle, che in Sardegna non è stato in grado di presentare una sua lista. Ma la Murgia paga lo scarso risultato delle liste civiche che la sostengono (Progres, Comunidades e Gentes), ferme al 7% dei consensi.

Una scoperta senza precedenti in Antartide!

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Chi mai l’avrebbe potuto immaginare? E’ stata scoperta da un team di esperti del Regno Unito proprio sotto la calotta antartica. Tale regione subglaciale sarebbe più profonda del Grand Canyon e, dalla sua analisi, potrebbero emergere nuovi particolari sulla preistoria se non addirittura forme di vita credute estinte ma, al contrario, rimaste ibernate da milioni di anni. I ricercatori provenienti da diverse Università del Regno Unito – tra cui Newcastle, Bristol, Edimburgo, British Antarctic Survey, Exeter e York – hanno tracciato la Ellsworth Subglacial Highlands, un’antica catena montuosa sepolta sotto diversi chilometri di ghiaccio polare. Nella scoperta i ricercatori sono stati aiutati dai dati provenienti dai satelliti spaziali e da speciali radar trascinati da motoslitte o da piccoli aerei che riescono a penetrare la calotta artica, rilevando la conformazione del sottosuolo. La Valle subglaciale sarebbe estesa oltre 300 chilometri e si troverebbe a una profondità di circa 3mila metri, posizionata a circa 2 chilometri sotto il livello del mare.

I risultati sono stati pubblicati nell’ultima edizione del bollettino della Società Geologica degli Stati Uniti. “La scoperta di questa enorme depressione e la caratterizzazione del paesaggio montuoso circostante – ha detto il dottor Neil Ross dell’università di Newcastle, tra i principali autori della ricerca – è stata una circostanza incredibilmente fortunata”. Ross, docente di Geografia fisica ha anche aggiunto: “Abbiamo acquisito dati sul ghiaccio da entrambe le estremità di questa enorme valle nascosta, ma non abbiamo avuto alcuna informazione di dirci quello che c’era in mezzo. Per colmare il vuoto sono stati perciò utilizzati i dati satellitari”. Perché, pur essendo coperta sotto diversi chilometri di ghiaccio, la valle è così vasta che può essere vista dallo spazio.

Ma quali calze! A Torino si appendono gli slip verdi! La manifestazione Pd

protesta-mutande-verdi-tuttacronacaSe l’Epifania si porta via tutte le feste… perchè la Befana non fa un po’ di spazio e trascina con sè anche Roberto Cota? E’ questo il ragionamento di una cinquantina di militanti del Pd. Niente calze appese però: solo sacchi di carbone e tanti slip, che ricordano gli acquisti del governatore leghista, tutti appesi davanti al Palazzo della Regione per chiedere ancora una volta le dimissioni di governatore Roberto Cota.

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Niente regionali in Sardegna per il M5S: il gruppo non è pronto!

movimento-5-stelle_tuttacronacaIl tempo è scaduto: i simboli per le elezioni regionali in Sardegna, che si terranno il prossimo 16 febbraio, vanno depositati oggi e il Movimento Cinque Stelle non è pronto. Dopo accese discussioni all’interno del movimento in Sardegna, e con Casaleggio e Grillo che non hanno concesso l’uso del simbolo, il gruppo non è riuscito a trovare una soluzione e non parteciperà alle regionali. La notizia viene ufficializzata dalla deputata sarda Emanuela Corda sulla pagina Facebook “Amici di Beppe Grillo in Sardegna”. “Il nostro tempo è scaduto e bisogna farsene una ragione – scrive -. Noi non presenteremo alcuna lista, perché non siamo ancora pronti per farlo”.

Grillo non concede l’uso del simbolo: M5S fuori dalle elezioni sarde

Movimento-5-Stelle-sardegna-tuttacronacaIl 6 gennaio scade il tempo per depositare il simbolo per le elezioni regionali in Sardegna ma lo staff nazionale di Grillo e Casaleggio non ha ancora dato il via libera ai rappresentati sardi. A spiegare il motivo dell’impasse che non ha ancora permesso di scegliere un candidato alla presidenza sarebbero le divisioni fratricide in due gruppi che si sono rinforzate di riunione in riunione. Si tratta di beghe locali che dovrebbero essere risolte con il beneplacito di Roma. Al momento, spiega Il Fatto Quotidiano, “è al lavoro la diplomazia dei parlamentari a 5 Stelle per trovare una mediazione dell’ultim’ora. Lavoro difficile – e pare – infruttuoso. In Sardegna vanno avanti, nel frattempo, gli incontri serrati fino all’ultimo tentativo dell’assemblea plenaria prevista per domenica 5 gennaio in un paese dell’Oristanese: un momento di partecipazione attiva e “rinascita”. E pensare che il Movimento alle ultime elezioni politiche era diventato, d’un solo balzo, la prima forza politica dell’isola, raggiungendo il 30 per cento dei voti (addirittura 37% nel Sulcis, roccaforte del centrosinistra). Un esordio di belle speranze con l’obiettivo regionale, quasi incubo bipartisan, che si è infranto sulla litigiosità.” Il quotidiano ha anche interpellato al riguardo Mario Puddu, primo cittadino 5 stelle di Assemini, il quale ha spiegato: “Ho chiesto l’intervento di Beppe Grillo via sms e lui mi ha chiamato. Mi è sembrato davvero risoluto, non concederà il simbolo. Era dispiaciuto e arrabbiato perché in tutti questi mesi non si è trovata una soluzione. Eppure, gli ho ricordato, ci sono alcuni parlamentari più vicini a questa o a quella corrente, disponibili a trovare una sintesi. Ma ormai è tardi per lui, ha detto che ne uscirebbe un minestrone”. Lo stesso sindaco si dice “addolorato”, ma non biasima il leader. “Peccato. La Sardegna avrebbe bisogno di una scossa e invece l’urna sarà orfana del Movimento, questo ci deve far riflettere. Eppure a livello locale stiamo lavorando bene, forse amministrare nel piccolo è più facile. In questi cinque-sei mesi le fazioni non hanno dato un bello spettacolo in vista delle regionali”. E continua: “Lo staff aspettava che la questione si autorisolvesse. In Sardegna si aspettava una parola dall’alto”. Negli ambienti vicini ai parlamentari arrivano ulteriori conferme: gli spazi di manovra sarebbero inesistenti. Ma nel frattempo sulla pagina Facebook “Amici di Beppe Grillo in Sardegna” le reazioni sono numerose e contrastanti: delusione, rabbia, speranza. C’è chi punta il dito contro l’ex comico e l’assenza di democrazia, chi si colpevolizza (“Ce lo meritiamo”) e chi propone fughe in avanti con liste alternative, di richiamo autonomista. Oppure rilanciano chiedendo il ritiro delle truppe: deputati e senatori sardi. Ed è caccia a chi rilascia dichiarazioni ai giornalisti. Alcuni attivisti, inoltre, nel tentativo di convincere Grillo, hanno iniziato uno sciopero della fame. Si definiscono “un gruppo di cittadini sardi, partecipi della Rivoluzione Democratica Nonviolenta avviata dal MoVimento” che “vuole a tutti i costi che la Rivoluzione faccia il suo corso pure in Sardegna”. I sei, supportati anche dalle onorevoli Emanuela Corda e Manuela Serra chiedono a Grillo “di consentire l’uso del simbolo per le imminenti elezioni Regionali” e “di consentire libere elezioni, tra gli iscritti certificati, per selezionare democraticamente i candidati da inserire nella lista”.

Scontri a Torino: contusi tra manifestanti e polizia

manifestazione-torino-tuttacronacaEra terminata senza incidenti la manifestazione dei sindacati a Torino ma in seguito, a quella degli studenti per il diritto allo studio, non sono mancati attimi di tensione in piazza Castello. Qui, alcuni studenti hanno lanciato uova di vernice colorata contro il Palazzo della Regione, imbrattandolo mentre le forze dell’ordine intervenivano per allontanarli.  Quattro ragazzi, di cui due minori, sono stati portati in Questura a Torino. Verranno identificati e probabilmente denunciati. In piazza è poi rimasto un presidio di studenti ma la situazione è stata riportata alla normalità. Si contano tuttavia quattro contusi: due tra le forze dell’ordine e due tra i manifestanti. Nella carica di alleggerimento della polizia contro i manifestanti che lanciavano uova di vernice verso il palazzo della Regione, due studenti sono rimasti contusi e, come denunciato dal segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Sergio Locatelli, sono andati al pronto soccorso a farsi medicare per la sospetta frattura di due dita. Nella carica anche due agenti della Celere sono rimasti leggermente contusi. Nessuno è rimasto ferito. Nel corso della manifestazione organizzata dai sindacati un’autoambulanza è intervenuta per portare soccorso ad una donna incinta che era stata colta da un leggero malore.

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La Lega, il Pdl e i rimborsi “facili” in Lombardia: 500mila euro per danni erariali

pirellone-rimborsi-tuttacronacaLa Procura della Corte dei Conti della Regione Lombardia contesta ai consiglieri regionali già appartenenti al Popolo della Liberta (Pdl) e alla Lega Lombarda un danno erariale di 500.000 euro, che si aggiungono al pregiudizio di oltre un milione di euro già contestato nei mesi scorsi per i rimborsi ‘facili’. Tali rimborsi sono riconducibili al periodo 2008-2011 e alla prima parte del 2012 e riguardano spese, effettuate tramite i gruppi, definite “del tutto estranee al mandato consiliare e spesso palesemente attinenti interessi personali del singolo consigliere”. Spiega una nota: “Le indagini coordinate e dirette dal procuratore regionale Antonio Caruso e dai sostituti Adriano Gribaudo e Luigi D’Angelo ed effettuate dalla Guardia di Finanza di Milano, hanno consentito, anche per effetto della stretta collaborazione attuata con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, l’accertamento di un danno erariale connesso all’illecita gestione dei fondi posti a disposizione dei gruppi consiliari regionali dalla Regione Lombardia ai sensi delle leggi regionali n. 17 del 7 maggio 1992 e n. 34 del 27 ottobre 1972”. Ma le contestazioni per danno erariale non colpiscono solo i singoli consiglieri regionali beneficiari dei rimborsi: tra i destinatari, infatti, vi sono anche i presidenti dei gruppi consiliari interessati cui è affidato il compito e la responsabilità di gestire i fondi attribuiti ai gruppi. La Procura regionale ha concluso una prima parte dell’attività con l’emissione degli inviti e nel frattempo proseguono le indagini su altri 65 consiglieri, di cui 37 riconducibili ai gruppi Pdl e Lega Nord e 28 ai gruppi consiliari di opposizione del periodo 2008-2012. Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo dichiara: “Le contestazioni della Corte dei Conti riguardano fatti relativi al passato, alla ottava e alla nona legislatura. Si tratta del risvolto contabile degli stessi fatti già oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica. Nessun fatto contestato riguarda l’attuale Consiglio regionale, né eventi avvenuti nella attuale decima legislatura”. “Questo Consiglio regionale – prosegue la nota di Cattaneo – invece a luglio del 2013 ha approvato una legge che ha fortemente ridotto indennità e costi della politica, introdotto regole ferree, ridotto i fondi a disposizione dei gruppi di oltre l’80% e varato norme restrittive e rigide per quanto riguarda i criteri che autorizzano tali spese”.

Non pietre, palloncini di vernice colorata: a Torino contro le spese pazze

manifestazioni-torino-cota-tuttacronaca“Da questa piazza vogliamo dire che condanniamo violenze, disordini e intimidazione, noi siamo una piazza civile e democratica”. E’ stato questo il messaggio lanciato a Torino, dove si è svolta una manifestazione di Cgil, Cisl e Uil. Il clima era quello del Primo Maggio alla quale hanno preso parte 10mila persone. “Dopo sei anni di crisi non c’è famiglia che non sia stata colpita, generando un dramma sociale, mentre il sistema industriale è in ginocchio. Sono 200 mila le persone che cercano lavoro, mentre i politici rimangono assenti e immobili. Basta con le spese ingiustificate, la credibilità della Regione è stata minata da spese che non c’entrano nulla con le spese pubbliche, mentre le famiglie hanno a che fare solo con rigore e austerità. A tutti non chiediamo più promesse, ma fatti”. Alberto Tomasso, segretario regionale del Pd, dice: “Siamo di fronte a tanti annunci, è ora di affrontare i problemi in ogni casa, in ogni famiglia, dove c’è malcontento e rabbia. Chiediamo un cambio di rotta, lavoro vero e buono, piani industriali, infrastrutture, rimettere in moto in Comune. Sulla Regione, io non credo che il problema siano le mutande verdi di Cota, o meglio, non solo questo. Certo, sarebbe l’ora di mettere in campo un briciolo di decoro, già solo per questo, per le mutande e per le gomme acquistate con i nostri soldi  bisognerebbe andare via. Ma non è solo per questo dire basta, bisogna dire basta perché le politiche della Regione non hanno portato a nulla”. E il segretario della Uil, Cortese, ha aggiunto: “Abbiamo sperimentato l’incapacità di governo della Regione. Non solo, chi ha preso soldi per cose personali dovrebbe essere sommerso dalla vergogna. Una raccomandazione a chi tornerà nelle province con i bus, se prendete un caffè all’autogrill non buttate lo scontrino per terra perché qualcuno potrebbe raccoglierlo e farselo rimborsare sempre con i nostri soldi”. Davanti al palazzo della Regione la polizia carica: i manifestanti lanciano palloncini pieni di vernice colorata.

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Nel Consiglio regionale del Piemonte… si sventolano i boxer

boxer-regione-consiglio-tuttacronacaContinuano le polemiche nell’aula del Consiglio regionale del Piemonte a causa dei rimborsi spese del presidente. Lo scorso sabato erano stati raccolti in piazza degli scontrini tra i cittadini, che erano stati invitati a chiedere a Roberto Cota rimborsi “facili”. Oggi, in apertura di seduta, il capogruppo del M5S Davide Bono non solo ha mostrato gli scontrini raccolti, ma ha sventolato anche un paio di boxer affermando: “Io, presidente, le ho portato un po’ di scontrini e anche un paio di mutande”. Cota si è limitato a mormorare “calma, calma”. La seduta è stata brevemente interrotta per riprendere subito dopo con l’intervento del governatore piemontese.

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Davide Vannoni: rinvio a giudizio per tentata truffa

davide-vannoni-tuttacronacaE’ il quotidiano La Stampa di Torino a raccontare del rinvio a giudizio, chiesto dal pubblico ministero Giancarlo Avenati Bassi, nei confronti di Davide Vannoni per tentata truffa. Per il pubblico ministero,  il guru di Stamina avrebbe “utilizzato l’Associazione Di Medicina Rigenerativa Onlus, non iscritta all’anagrafe delle Onlus presso l’Agenzia delle Entrate, e quindi priva dei requisiti, per chiedere la somma di 500 mila euro stanziata dalla Regione per lo sviluppo delle tecnologie biomediche applicabili nell’ambito della medicina rigenerativa”. Spiega il quotidiano:

Il guru delle staminali, stando alle indagini, avrebbe venduto fumo pur di mettere le mani sul contributo regionale. Vannoni, si legge nel capo d’imputazione firmato dal pm Avenati Bassi, ha “presentato un progetto privo di contenuto scientifico, asserendo che inTorino operavano dal 2006 due strutture, l’associazione stessa e la societàReGene srl nel cui organico vi erano due luminari russi, il professor Vyacheslav Klimenko e la professoressa Elena Schegleskaya”.

Vannoni avrebbe anche millantato, secondo il quotidiano:

E per rendere più credibile la sua richiesta di finanziamento avrebbe millantato la collaborazione anche di altri docenti universitari russi, ucraini e italiani, tra cui i professori Antonio Amoroso, Angelo Pera eMario Lombardo: tutti indicati come componenti del comitato scientifico creato in seno all’associazione. Comitato che “in realtà non si è mai riunito”. A sostegno del progetto, Vannoni avrebbe illustrato inoltre sei casi di pazienti affetti “rispettivamente dal morbo di Parkinson, epilessia, danni alla colonna vertebrale, ictus e sclerosi multipla”. Tutti casi inventati di sana pianta, secondo il pm.

L’assessore che porta la pistola in Regione Veneto: “non si sa mai”

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Dopo gli scontri non solo verbali, ma anche fisici avvenuti in Aula Giulio Cesare a Roma e nel Consiglio Regionale a Torino, ora emerge che c’è chi arriva in Consiglio con tanto di pistola. l’assessore Servizi sociali in Veneto passato al gruppo della rinata Forza Italia, Remo Sernagiotto, ha affermato:

“Porto la pistola in Regione Veneto e non ho mai sparato. E’ solo per difesa, qui non si sa mai”.

L’assessore ha poi precisato che lui non ha la scorta o l’auto blu: “Mi muovo con la mia mini per evitare di incidere sulle spese della Regione e l’arma la porto con me per difendermi dai malintenzionati”.

Sernagiotto ha un regolare porto d’armi da 30 anni e comprò la pistola per difendersi da alcune minacce. Oggi la porta perché si muove spesso, da solo e fino a notte fonda, per partecipare ad incontri e riunioni: “Che ho la pistola lo sanno tutti, così come tutti sanno che non l’ho mai usata. Non vado al poligono e mica sono un pistolero. Sono un uomo pacifico, ogni tanto sparo qualche colpo nel bosco per evitare che si arrugginisca”.

L’assessore spiega: “Quando mi muovo vado sempre da solo con la mia Mini rossa per evitare di incidere sulle spese della Regione e l’arma la porto con me per difendermi dai malintenzionati. Non sarei mai in grado di sparare ad una persona, ma se fosse necessario magari con due colpi in aria eviterei il peggio. La pistola l’ho comprata non quando facevo politica ma da imprenditore su consiglio degli stessi carabinieri dopo che avevo subito una serie di furti”.

Lucio Tiozzo, capogruppo Pd nel consiglio regionale del Veneto, ha dichiarato: “Non è ammissibile entrare in Consiglio regionale con armi. Ci appelliamo al Presidente Clodovaldo Ruffato perchè faccia rispettare questo. Se dovesse servire, anche con l’installazione di metal detector”.

Tiozzo ha poi aggiunto: “Siamo contro i cittadini ‘fai da te’, devono essere le forze dell’ordine a difenderli. Nel caso, poi, siamo davanti ad un assessore ai Servizi sociali, che dovrebbe essere un segnale per una società più serena e più coesa”.

E proprio Ruffato si è detto “esterrefatto” per la vicenda: “Sono rimasto stupito, esterefatto. Non deve più succedere. Darò disposizioni perché nessuno possa più entrare con qualsiasi tipo di armi in Consiglio Regionale. Confido nel buon senso e nella maturità dei consiglieri – ed ha aggiunto scherzando -. In giunta non so se ha bisogno di protezione, qui in Consiglio sicuramente no”.

Tutto cambia e tutto resta? Dalla Polverini a Zingaretti

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Da Renata Polverini a Nicola Zingaretti tutto cambia, ma resta tutto uguale? Come ha rivelato Carlo Picozza su Repubblica:

“Conti della Regione, 10 milioni in più per personale, consulenze e distacchi”.

Nello specifico, si parla di:

“aumenti di stipendio al personale già in forza, nuovi ingaggi “a tempo”, distacchi da altre sedi e consulenze esterne”.

La Regione scarica sulla Polverini, riferisce Carlo Picozza:

“Non c’è stato aumento di stipendio alcuno, il fatto è che nel bilancio ereditato non erano state considerate tutte le uscite necessarie per il personale”.

Il pullman per andare da Berlusconi lo paga la Regione

regione-piemonte-tuttacronacaSono 43 i consiglieri della Regione Piemonte che hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini. Tra chi sta per essere rinviato a giudizio, anche il 64enne Angiolino Mastrullo, giornalista e imprenditore che, arrivato da Psi, è stato tra i fondatori di Forza Italia in Piemonte. Come spiega La Stampa, a Mastrullo vengono contestate “spese per 39 mila euro per ristoranti, bar e generi alimentari. Altri 8 mila 700 euro per acquisti vari: televisori, cuffie, gioielli, articoli per animali, occhiali, valigie in pelle, biglietti per le partite”. Ma quello che realmente sorprende è il rimborso spese, per un totale di 13mila e 300 euro, per una trasferta a Roma, in occasione del congresso nazionale del Pdl del 30 giugno 2011. Il consigliere ha spiegato ai magistrati: “Nell’occasione è stato messo a disposizione un pullman per il trasporto di persone e simpatizzanti, ma non si sono presentati e il viaggio è saltato. La messa a disposizione del pullman, contrattata più volte con il medesimo proprietario, si è rivelata più volte un vero flop, perché le persone invitate dai consiglieri regionali, pur avendo aderito all’iniziativa, non si sono presentate alla partenza!” Poi specifica: “Nel caso della manifestazione del 1° luglio 2011, fallito per l’assenza dei simpatizzanti invitati, il proprietario pretese il rispetto del rapporto contrattuale minacciando il ricorso all’autorità giudiziaria per avere il pagamento, anche delle precedenti occasioni. Ovvero: messa a disposizione del pullman e mancata partenza. Nasce da questo poco lodevole comportamento degli assenti, la spesa di 13 mila 300 euro da me proposta al gruppo del Pdl per scongiurare il pericolo di un contenzioso che avrebbe aggravato la spesa”.  Riassumendo: il viaggio, fallimentare, per i simpatizzanti del Cavaliere è stato “offerto” dalla regione. Ma Angiolino Mastrullo spiega anche come funzionavano i gruppi di volontari: “La mia attività politica si svolgeva per il tramite di vari gruppi di giovani volontari, compresi amici e parenti, che in modo saltuario ma puntuale consentivano la mia presenza sul territorio, finalizzata alle celebrazioni di convegni e di manifestazioni partitiche. Il ricorso alla collaborazione del volontariato non deve essere considerato in modo negativo, ove si pensi che il Pdl ha struttura organizzativa e politica radicalmente diversa da quella dei partiti tradizionalmente esistenti. Non ho mai cercato di dissimularlo con assunzioni mediante contratti di vario genere o altre forme che potessero minare la mia lealtà istituzionale e configurare un arricchimento personale”. E ancora: “L’azione di sostegno alla mia attività politica operata da questi piccoli gruppi, veniva gratificata una tantum con incontri al bar, al ristorante, non esclusa casa mia: con qualche omaggio di natura diversa, che poteva andare da un profumo a un modesto capo di abbigliamento, sino a un biglietto di una partita di calcio. L’articolazione dei vari gruppi di collaboratori volontari può spiegare la contemporaneità di molte spese…”.  Per quello che riguarda altri politici coinvolti, sempre La Stampa spiega:

 Il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo, anche lui del Pdl, indagato a sua volta per acquisti di cravatte e gioielli, 9000 mila euro di alberghi e 1800 euro per biglietti di auguri natalizi del Popolo della Libertà, preferisce non commentare: «Devo studiare le carte». Non commenta il consigliere del Pdl Anna Rosa Costa, sotto accusa per 19 mila euro di ristoranti e 9 mila euro in spese varie, fra cui pneumatici, profumi e gioielli. Non commenta nessuno. Sono giorni così, di silenzi, rabbia e incontri con gli avvocati. Mastrullo è uno dei pochi che non si tira indietro: «Sto molto male per quello che è successo – dice – sono entrato in Regione nel 2010. Ho chiesto quali erano le regole per i rimborsi. Mi sono attenuto fedelmente a quanto mi è stato detto. Appena ho capito quello che stava succedendo, ho rinunciato ai soldi ancora a mia disposizione. Mi fa male chiudere in questa maniera una carriera politica di quarant’anni. Ci sarà tempo per spiegare, ma non doveva andare così».

Capigruppi indagati in Emilia Romagna, non si salva neppure il M5S

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Sono stati tutti indagati per peculato. Neppure uno dei capigruppi dell’Assemblea legislativa regionale in Emilia Romagna è stato escluso dalle indagini, compresi anche i rappresentanti del M5S. A finire nel registro degli indagati quindi sono stati coloro che firmano quelle che per la procura sarebbero state spese illecite. Lo spiega così il Corriere della Sera:

è alle battute finali, le situazioni sono molto diversificate tra loro, è chiaro che le singole spese illecite saranno contestate personalmente ai vari consiglieri. Il numero degli indagati è chiaramente destinato ad aumentare. Le conclusioni della Procura dovrebbero arrivare entro l’anno. Da questa mattina i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria delegati dai magistrati sono tornati nella sede della Regione in viale Aldo Moro per acquisire, in particolare, la documentazione relativa alle consulenze affidate dai vari gruppi per un valore complessivo di centinaia di migliaia di euro ogni anno. Gli accertamenti si concentrano sulla legislatura in corso, cioè dal 2010 in poi.

 

Baglioni annulla O’Scià e sale la polemica in rete.

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Non si farà! O’Scià, la manifestazione che da anni viene organizzata a Lampedusa da Claudio Baglioni, non si svolgerà: lo annuncia un comunicato dell’omonima fondazione.

«Non abbiamo avuto alcun riscontro dall’amministrazione locale e regionale – si legge nella nota – circa l’impegno per l’edizione 2013, oltre al mancato incasso, ad oggi, del contributo erogato dall’assessorato al Territorio Regione per la scorsa edizione».

«Sperando di poter proseguire il lavoro svolto in questi dieci anni a Lampedusa, la Fondazione O’Scià – conclude il comunicato – si augura che in futuro ci siano gli intenti e le risorse necessarie per svolgere nuovamente la manifestazione».

Intanto in rete c’è chi scrive:

“Baglioni annulla il concerto annuale a Lampedusa perché non arrivano i fondi dalla Regione. Ma non lo faceva perché amava l’isola?”

Libero Fiorito, lo decide il gip! Non c’è giustizia in Italia.

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Torna in liberta’ Franco Fiorito, ex capogruppo Pdl alla regione Lazio accusato di peculato per essersi appropriato di circa 1 milione 400mila euro dei fondi destinati al gruppo consiliare. Lo ha deciso il gip Rosalba Liso. Fiorito si trovava ai domiciliari dal 27 dicembre nella sua casa di Anagni. Lo scandalo porto’ al naufragio della giunta Polverini.

Le spese folli della Lega in Friuli… tutto rigorosamente verde!

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Polenta, calzature, vestiti, casalinghi, cravatte verdi. C’era un po’ di tutto nella lista della spesa del gruppo della Lega Nord alla Regione Friuli Venezia Giulia finita sotto la lente di ingrandimento della procura di Trieste. Insieme ai rappresentanti di altri partiti seduti in consiglio anche il vertice del Carroccio deve rispondere dell’accusa di peculato per essersi servita di fondi pubblici per uno scopo ben diverso da quello per il quale era stato elargito il contributo. I legali del capogruppo leghista Daniele Narduzzi hanno presentato una memoria difensiva per spiegare gli strani acquisti e respingere le accuse chiamando spese di rappresentanza orecchini, i portachiavi, le felpe, le t-shirt, collanine e braccialetti che venivano distribuiti in occasione delle feste padane. Ma se le giustificazioni per queste spese lasciano perplessi,   le spiegazioni per gli altri prodotti ci portano in un mondo surreale. Gli articoli sportivi definiti «acquisti legati alle premiazioni in cui i consiglieri partecipano per divulgare notizie sulle attività svolte e raccogliere informazioni e proposte su possibili modifiche di normative regionali in materia». Superata anche l’impasse dei casalinghi: «Sono in realtà acquisti in negozi bazar e riguardano oggetti utilizzati per supporto dell’attività politica. «Trattasi – si legge – di vasellame, piatti e bicchieri e anche di stoviglie indispensabili nelle cucine delle feste politiche». E ancora: «L’acquisto indicato come Nelly 33cm non è un elettrodomestico ma un pupazzetto verde arancio usato come mascotte. Idem per il pupazzetto Maxi Nina».

Poi ci sono il cibo per gli animali e un biglietto per la lotteria… anche questa attività di propaganda? I loro elettori sono cani?

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Il celeste Formigoni passa con il rosso!

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L’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni non ha più incarichi istituzionali imminenti e improrogabili, ma sembra comunque avere una gran fretta. Nel centro di Milano la sua auto con scorta al seguito sfreccia senza tenere conto degli altri automobilisti e delle regole della strada.

Minacciato, Crocetta denuncia il sindacalista!

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Rosario Crocetta, Presidente della Regione siciliana, oggi ha sporto denuncia nei confronti di un dirigente sindacale che ha espresso pesanti minacce, dopo i provvedimenti sulla formazione, nei suoi confronti oltre che dell’assessore Scilabra e del direttore generale Anna Rosa Corsello. Il sindacalista avrebbe detto: “Non vi rendete conto della linea che  avete preso – riferendosi all’assessore Scilabra e al dirigente generale  Corsello – io stesso pagherò la benzina per darvi fuoco e al presidente Crocetta non basteranno neppure cento uomini di scorta per salvarlo”. Crocetta  ci tiene a sottolineare che “oltre alla gravità delle minacce che sicuramente non intaccano la riforma del settore della formazione, è veramente incomprensibile che un sindacalista adotti un tale linguaggio, soprattutto  quando da parte della Regione è stato garantito che tutti i lavoratori verranno tutelati”.

Ieri il governatore aveva annunciato l’avvio del procedimento di revoca dell’accreditamento per 42 enti, tra i quali lo Ial, ma anche il Lumen o l’Ancol,  tutti vicini a politici di area Pd e Pdl. Ma anche lo stop all’Avviso 20, che aveva sostituito il vecchio piano del’offerta formativa: “I soldi per l’Avviso 20 non ci sono, cambieremo tutto il sistema della formazione e faremo un nuovo bando che metterà fine al carrozzone che ha fatto arricchire pochi a danno dei giovani siciliani e della Regione”

L’invasione delle barchette di carta… ed è Flash Mob!

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Barchette di carte realizzate con la tecnica dell’origami che hanno invaso Milano, da piazza Duca D’Aosta al Palazzo dell’Arengario, passando per piazza Piola e Lambrate: così, con un flashmob che ha coinvolto i ragazzi delle scuole medie Quintino di Bona e Tiepolo, si è presentato alla cittadinanza Fan, il Navigli Acqua Festival che dal 6 al 21 aprile animerà il Naviglio Grande e il Pavese. L’acqua sarà l’assoluta protagonista delle iniziative in programma, che spazieranno dalle mostre alle installazioni, dai workshop alle performance artistiche. Tutti gli eventi, che avranno luogo su strutture galleggianti allestite in Alzaia Naviglio Grande, oltre che nei cortili e nei luoghi più suggestivi della zona dei Navigli, saranno accomunati dal simbolo della barchetta di carta, il biglietto da visita del Fan. Il Navigli Acqua Festival è promosso da Navigli Lombardi in collaborazione con Regione Lombardia, Expo 2015 e Comune di Milano e rappresenta la prima tappa di un progetto che culminerà tra due anni nell’apertura dell’esposizione universale milanese.

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STATO D’EMERGENZA… LO CHIEDE LA LIGURIA PER LE FRANE!

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E’ stata firmata questa mattina dal presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, la richiesta dello stato di emergenza per le frane che hanno colpito tutta la regione in questi ultimi giorni. La lettera e’ stata inviata alla Protezione civile nazionale per il riconoscimento delle criticita’ e dei danni in tutte le provincie liguri, anche se in misura diversa.

Sanità e tangenti… matrimonio perfetto!

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Ancora arresti per tangenti sulla sanità in Lombardia. Sono una ventina gli indagati nell’operazione della Dia di Milano che ha portato anche all’arresto di tre imprenditori che appartengono alla famiglia Lo Presti, titolare della Hermex Italia, di Cinisello Balsamo, specializzata in fornitura di macchinari ospedalieri. Gli arresti sono stati eseguiti su richiesta del pm della Dda di Milano Claudio Gittardi. L’indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Milano – spiegano gli investigatori – ha fatto luce su gravi e diffusi episodi di corruzione nel mondo della sanità lombarda e vede coinvolte una ventina di persone tra imprenditori e pubblici funzionari. Sono più di 50 le perquisizioni in corso dirette ad acquisire riscontri documentali ai fatti accertati.
Tra i sette arrestati dalla Dia di Milano per presunte tangenti nella sanità c’è Leonardo Boriani, giornalista, ex direttore della Padania. In carcere tre imprenditori e l’ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi. Tra le aziende ospedaliere coinvolte il San Paolo di Milano, l’Istituto nazionale tumori e l’Asl di Cremona.

Tra i sette arrestati dalla Dia di Milano per presunte tangenti nella sanità c’è anche l’ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi che ha organizzato fra le altre cose un safari in Sudafrica e una vacanza in Croazia all’ex governatore della regione Lombardia, Roberto Formigoni.

Storie di concorsi truccati… caso Èupolis!

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Quando l’aritmetica non torna, probabilmente il concorso è truccato! Èupolis, l’istituto di ricerca, statistica e formazione della Regione Lombardia  indice un concorso per assegnare 40 borse di studio.

I bandi sono due: uno per 31 “giovani laureati”, l’altro per 9 “dottori di ricerca”. Ed è proprio uno dei candidati al secondo concorso che ha fatto partire le indagini con una dettagliata denuncia inviata al procuratore capo Edmondo Bruti Liberati.

Nell’esposto uno degli aspiranti ricercatori tagliati fuori, Antonio Alizzi, professore a contratto di management per l’editoria all’università di Verona, spiega come si sia ritrovato dal primo al secondo posto in graduatoria per una delle nove aree messe a bando. Nella selezione per titoli era risultato, con 40 punti, in cima alla classifica. Alle prove orali, che si svolgono il 18 dicembre, totalizza altri 39 punti e arriva a 79. Ma davanti a lui c’è Filippo Cristoferi, brillante studioso molto inserito nei giri di Comunione e liberazione, tra le firme del Sussidiario – la rivista d’area del movimento e già collaboratore e borsista di Éupolis. Cristoferi ha un punto in più di Alizzi: 80. Ed è molto curioso, osserva il suo concorrente, visto che nella valutazione dei titoli aveva solo 31 punti e per la prova orale altri 46. Come si arriva a 80? Con un incremento di tre punti della valutazione ufficiale, che nella somma finale viene portata da 31 a 34 punti.

Proviamo a chiedere lumi a Stefano Bruno Galli, presidente di Éupolis fino a gennaio, quando ha lasciato l’incarico per candidarsi come consigliere regionale con la lista “Maroni presidente”: «Non ho seguito io quel concorso e nemmeno le consulenze: di tutto si è sempre occupato il direttore generale, Alberto Brugnoli». Brugnoli, manager di area Cl, professore di Economia all’università di Bergamo, replica che «è tutto chiarissimo, limpido. Ci sono stati candidati che hanno chiesto la revisione delle loro valutazioni. Ma ora c’è un procedimento in corso in autotutela, ne parliamo quando sarà tutto definito».

A guardare i documenti del concorso, però, la versione di Brugnoli non emerge così lampante. Si scopre, invece, che ci sono due graduatorie: una parziale, pubblicata il 12 dicembre e subito rimossa dal sito Internet, nella quale viene riportato il “vecchio punteggio”. E una definitiva  ma resa nota solo in seguito ai candidati  che rettifica i punteggi. Il 14 dicembre la commissione giudicatrice viene convocata «per le vie brevi» e il vicepresidente, «considerata l’assenza del presidente, dà atto di avere da quest’ultimo ricevuto alcune richieste di candidati relativamente ai punteggi attribuiti nella valutazione dei titoli». La richiesta di revisione, però, non riguarda Cristoferi ma un’altra candidata che è stata «erroneamente esclusa, per mero errore materiale nella trasmissione degli atti». Già che c’è, la commissione riconsidera anche il punteggio di Cristoferi e sostiene di essersi accorta che «non è stato attribuito un punteggio coerente ai titoli e alle pubblicazioni allegati alla domanda da lui presentata». Nessuna spiegazione, però, su quali siano stati gli errori emendati.

Alizzi non è l’unico a contestare gli esiti del concorso. Anche Giuseppe Feola, l’avvocato che assiste un altro candidato  in questo caso per quanto riguarda il bando per i “giovani laureati”  è pronto a dare battaglia legale contro il concorso. «Appare evidente che l’unica differenza tra il curriculum del mio assistito e quello dei vincitori sta nel fatto che non avesse pregressi rapporti con Éupolis. Altri, invece, hanno potuto vantare dottorati di ricerca all’interno dell’ente. Se la borsa era riservata ai giovani laureati e se c’erano anche borse riservate ai giovani dottori, non era più corretto che i detentori di questi titoli concorressero per le borse a loro riservate?». Il risultato è stato che alla fine, tra i “giovani laureati”, figurerebbero ricercatrici ultraquarantenni che già collaborano da tempo con l’istituto. Una stabilizzazione dei precari mascherata? «Non è così» assicura Brugnoli, che respinge l’immagine di un carrozzone iperfinanziato, generoso di incarichi a ciellini e dai risultati “incerti” sul piano della ricerca.

Solo nel 2011 Éupolis ha ricevuto dalla Regione 12,6 milioni di euro per progetti che vanno da un generico “contributo per le attività istituzionali  anno 2011” (3,5 milioni come prima tranche) al “trasferimento risorse gestione osservatori Dg Famiglia” (2,2 milioni). Il 42,6 per cento dei 55 milioni spesi in ricerche, su cui un audit interno ha sollevato perplessità, sono finiti a Éupolis, che vanta tra i suoi consulenti diversi ciellini tra cui l’ex sottosegretario formigoniano Robi Ronza, fondatore del Sabato, e sua figlia. Ma Brugnoli assicura che il suo non è un feudo Cl: «Sono pochi nomi, selezioniamo solo gente competente…».

 

Chi è il killer di Perugia? Chi le impiegate? Una precaria e una quasi pensionata!

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Le impiegate sono Daniela Crispolti, 46 anni (precaria con contratto di collaborazione) e Margherita Peccati, 61 anni, prossima alla pensione. Entrambe lavoravano all’ufficio accreditamento del settore formazione. L’uomo, Andrea Zampi, un piccolo imprenditore di 43 anni, ha fatto fuoco e poi suicidato con la stessa arma. Secondo quanto riferito dal sindaco, Wladimiro Boccali, l’aggressore è figlio di titolari di una piccola impresa di formazione cui la Regione non avrebbe confermato l’accreditamento. ”È una tragedia immmane, frutto di un clima orribile legato all’attuale momento economico – ha detto il primo cittadino -. Una tragedia per le famiglie e per tutti noi – ha aggiunto – uno dei momenti più brutti e forse dovremmo riflettere tutti, a partire da voi”. L’uomo si sarebbe già presentato negli uffici di via del Broletto per la lamentarsi della situazione. L’imprenditore aveva anche dei problemi psichici per i quali ultimamente era stato ricoverato in ospedale.

Secondo un testimone, un impiegato che si trovava poche stanze di distanza dal luogo dove si è consumata la tragedia “Ho sentito dei colpi vicino al mio ufficio, mi sono chiuso dentro, nascosto sotto la scrivania. Ho sentito sparare anche in corridoioe poi urlava: ‘Mi avete rovinato, ne ho già fatte fuori due’. Allora ho temuto il peggio. Mi sono accorto che l’omicida si era suicidato solo quando è arrivata la polizia, che ha aperto le porte degli uffici. Ho vissuto i momenti più tragici della mia vita”.
Andrea Zampi  ha sparato con la sua pistola Beretta semiautomatica regolarmente denunciata. L’uomo avrebbe esploso una decina di colpi. Alcuni si sono conficcati nelle pareti di una sala riunioni, del corridoio e altri in quella dove l’uomo si è suicidato.
Il Comune di Perugia “ha deciso di annullare tutte le manifestazioni pubbliche in programma per oggi e proclamare il lutto cittadino”.

MORTE ENTRAMBE LE DONNE DELLA SPARATORIA DI PERUGIA

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Morta anche la seconda donna coinvolta nella sparatoria della Regione Umbria a Perugia. L’aggressore, un 42enne, era entrato lasciando i documenti all’ingresso.

Ancora non è chiara la dinamica e non sono emersi particolari sulla causa che ha indotto l’uomo a compiere questo gesto.

Il palazzo è sede degli uffici di vari assessorati. A sentire gli spari sono stati molti dipendenti della Regione. La presidente, Catiuscia Marini, ha fatto sapere che rientrerà immediatamente a Perugia. La Marini era andata a Roma, dove era impegnata nei lavori della direzione nazionale del Pd.

    Perugia come nel far west americano, spara e si suicida

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    Un uomo è entrato negli uffici della Regione a Perugia e ha ferito a colpi d’arma da fuoco due impiegate. Si sarebbe poi suicidato con la stessa arma. È quanto emerge da una prima ricostruzione della polizia. Si apprende anche che una delle due impiegate è morta.

    Ecco chi ha vinto alle Regionali del Lazio! Alcuni sono impresentabili…

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    Sono molti i volti più o meno nuovi che per la prima volta si siederanno nel parlamentino del Lazio in via della Pisana, ma tra i 50 consiglieri (28 di maggioranza e 22 di minoranza) ci sono poche donne, solo 10 (e neanche una tra i 13 eletti del Pd e i 9 del Pdl).

    A fare scalpore le bocciature del capolista dei Democratici ed ex parlamentare, Jean Leonard Touadi, e della giornalista tv Livia Azzariti, che era nella Lista Zingaretti. Stessa fine per due politici Pdl: l’ex assessore capitolino, Marco Visconti (Ambiente) e il collega regionale ai Trasporti della vecchia giunta Polverini, Luca Malcotti, al quale per poco più di 200 voti ha soffiato il posto un altro ex assessore di Alemanno, Fabio De Lillo, ultimo degli eletti Pdl nella Capitale. Sogni infranti anche per Fidel Mbanga Bauna (giornalista Rai).

    Dalla lista civica per Zingaretti entra alla Pisana una vecchia conoscenza della politica romana, Michele Baldi (ex An e FI), con 13.936 preferenze, e Gianluca Quadrana, ex consigliere comunale dal 2006 con 6.205. A rappresentare Sel c’è Ginetto De Paolis (5.549 voti), originario di Civitavecchia, che è stato consigliere provinciale.

    Daniele Leodori, 43 anni, segretario provinciale del Pd originario di Zagarolo, è il neoeletto consigliere del Lazio più votato con 22.693 voti.

    Tornano in Consiglio gli ex assessori polveriniani agli Enti locali, Pino Cangemi e Pietro Di Paolo. Tra i banchi del Pdl ci sono pure Mario Abbruzzese (Pdl) presidente del Consiglio regionale uscente, e Olimpia Tarzia. Con loro pure Antonello Aurigemma, assessore ai Trasporti della giunta Alemanno. Vecchia conoscenza della Pisana si è confermato Pietro Sbardella.

    I consiglieri scendono da 70 a 50 (come imposto dai tagli ai costi della politica fatti dal governo Monti e confermati da Renata Polverini), i gruppi passano da 15 a 11 (di questi 5 monogruppi). Restano fuori dal Consiglio: Idv, Udc, Fli, Radicali, Mpa, Fds e Verdi.

    Zingaretti potrà quindi contare su una maggioranza di 28 consiglieri, di cui 10 del suo listino e 18 conquistati dai partiti della coalizione. Il maggior numero dei seggi va al Pd (13), contro i 9 del Pdl e i 7 del Movimento 5 Stelle (guidato da Davide Barillari) dove figurano anche Silvia Blasi, Gaia Pernarella, David Porrello, Valentina Corrado, Gianluca Perilli e Silvana Denicolò. Tra i 50 consiglieri i 10 del listino collegato a Zingaretti sono: Cristiana Avenali, Daniela Bianchi, Marta Bonafoni, Cristian Carrara, Baldassare Favara, Rosa Giancola, Gian Paolo Manzella, Daniele Mitolo, Teresa Petrangolini e Riccardo Valentini.

    35 mln di arredi e telefono alla Regione Lazio…

    … una Regione o un Pozzo di San Patrizio? No, solo la solita Italia da mangiarsi a fette! BENVENUTI IN ITALIA!

    regione lazio scandalo

    Halloween – Cap VIII – Halloween nel padovano

    La provincia di Padova pullula di fantasmi che non vogliono abbandonare i luoghi dove sono vissuti. Per chi preferisce cacciare i morti invece di familiarizzare con uno di loro, il ritrovo adatto è a Grantorto. Nel paese ci si prepara ad accogliere il giorno di Ognissanti con una sfilata di lumere, le zucche intagliate e riempite di luce per proteggersi da demoni e spiriti malvagi, il tutto accompagnato da vino e castagne, nella miglior tradizione autunnale, e dal suono delle campane. Poi sarà di nuovo l’alba, le streghe daranno il loro arrivederci all’anno successivo… I fantasmi restano, ognuno nella sua dimora, a San Pelagio, Monselice, Battaglia Terme, Monte… A ricordarci che esistono davvero!

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