“Effetto Forconi”: al mercato merce buttata e prezzi lievitati

forconi-torino-tuttacronacaA Torino si annunciano nuove proteste ma per il momento lo sciopero del Movimento dei Forconi è terminato. Così, ieri, il mercato è tornato ad aprire. E a fare i conti con quanto accaduto nei giorni precedenti: i prezzi all’ingrosso sono raddoppiati mentre non c’è stata la corsa agli acquisti e questo significa che, chi prima della protesta non aveva svuotato il banco  si è trovato a buttare la merce avenzata. Sono Fabrizio Assandri e Paolo Coccorese a spiegare, su La Stampa, che gli acquisti sono stati pochi, dopo il lungo sciopero, mentre i prezzi risultano più alti:

Il motivo dietro i cancelli del Caat, il mercato all’ingrosso. È stato liberato dai blocchi, ma i prezzi della verdura sono aumentati rispetto a venerdì, la merce era poca. Qualcuno azzarda che si tratti di speculazione, altri parlano del mix letale tra il maltempo al Sud e i disagi degli scioperi. C’è chi ha persino rinunciato a rifornirsi. Il banco di Angelo Arricale, al mercato di corso Sebastopoli, ieri era vuoto al 90 per cento, c’erano solo dei porri. «Clementine, carciofi, zucchine e peperoni sono aumentati dai 20 ai 50 centesimi al chilo rispetto a venerdì».

Chi non è riuscito a vendere prima della protesta ha dovuto buttare la merce:

Chi non era riuscito a fare fuori tutto prima della serrata (come ha fatto la maggior parte degli ambulanti) s’è trovato la merce in casa. «Abbiamo tenuto la frutta in frigo, ma molta era da buttare» dice Marco Franco dal suo banco in corso Racconigi. Quello che s’è salvato è stato riproposto ai clienti, in saldo.

Molti sono stati, inoltre, i cittadini che hanno dimostrato solidarietà alla protesta, preferendo il mercato ai supermercati:

Molti hanno appoggiato la protesta – in piazza Nizza c’è chi per solidarietà ha evitato di rifornirsi al supermercato -. Alcuni si sono lamentati. «Il 40%, quasi tutti pensionati, erano arrabbiati perché non sapevano dove fare la spesa», dice Giada Pagano in piazza Forconi.

Nuovi disagi sono già annunciati:

I blocchi stradali e il diffondersi della protesta al Sud, specialmente in Puglia, aumentano le difficoltà. Se si fermano i tir, i grossisti rischiano di rimanere all’asciutto di verdura, frutta e formaggi. E i prezzi sono destinati a salire.

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