Balliamo… nello spazio? All’Asi anche un ballerino come consulente

asi-sede-tuttacronacaMentre l’ombra delle tangenti oscura l’immagine dell’Agenzia Spaziale Italiana, Asi, il cui presidente Enrico Saggese è indagato per reati che vanno dalla corruzione, alla concussione, fino alla truffa, emergono nuovi dettagli. Tra i consulenti dell’Agenzia ci sarebbe anche un ballerino di tango, Mario Giacomo Sette, che è il fratello di Francesca. Quest’ultima, spiega il Corriere della Sera, è il fidatissimo braccio destro proprio di Saggese. Cosa ci faccia un ballerino nel regno di ingegneri e, al massimo, qualche manager, lo spiega Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:

 

Tra i dipendenti dell’Asi c’è Francesca Sette, «distaccata» da Finmeccanica e diventata il braccio destro di Saggese. Proprio grazie a questo rapporto di fiducia, suo fratello Mario Giacomo — il ballerino — è stato scelto come consulente e poi sistemato a Cira, il Centro italiano di ricerche aerospaziali, mentre la società Get It Communication di proprietà dei suoi genitori, Vittorio Sette e Elena Oteri, è diventata il centro nevralgico dell’Agenzia. E infatti, nel capo di imputazione che li coinvolge tutti, sono accusati di aver «compiuto atti contrari ai doveri d’ufficio consistenti tra l’altro nel concorrere nella scelta della società Sistina Travel per l’affidamento di servizi di viaggi e trasferte per conto dell’Asi e ottenere dal rappresentante legale della Sistina Travel il pagamento di fatture inesistenti emesse dalla Get It».

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Indagato il presidente: l’ombra delle tangenti incombe sull’Agenzia Spaziale

agenzia-spaziale-italiana-tuttacronacaLa procura di Roma ha aperto un’inchiesta su presunte tangenti sugli appalti e anche l’Asi, l’Agenzia Spaziale Italiana, è finita nel mirino degli inquirenti. A Roma e in altre città italiane sono state eseguite perquisizioni in uffici sia dell’Agenzia che di società fornitrici mentre sono sette le persone indagate, tra le quali il presidente dell’Asi Enrico Saggese.   Nel corso delle perquisizioni, eseguite dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma, negli uffici e abitazioni degli indagati sono stati acquisiti documenti sui rapporti contrattuali dell’Asi con alcune società. L’inchiesta ha preso le mosse dalla denuncia di un dirigente dell’Asi vittima di un tentativo di concussione.

Moro: aperto un nuovo fascicolo e Imposimato va a Un Giorno da Pecora

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L’ex giudice Ferdinando Imposimato, che indagò sulla morte di Aldo Moro, il presidente della Dc ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978, a 55 giorni dal suo sequestro, ha presentato 15 giorni fa un esposto che ha dato l’avvio a un nuovo procedimento. Secondo Imposimato, le forze dell’ordine sarebbero state a conoscenza di dove si trovasse la prigione di Moro. Per valutare se esistano nuovi indizi per riaprire le indagini sulla morte del politico, è stato quindi aperto un fascicolo, senza ipotesi di reato nè indagati, dalla Procura di Roma. A darne notizia, La Repubblica.

Nel frattempo Imposimato è stato ospite della trasmissione “Un giorno da pecora”, dove ha spiegato perchè Andreotti e Cossiga sono dei ‘carnefici’ di Aldo Moro. “Questo è stato detto da tre persone, mettendo insieme tre testimonianze”, ha esordito l’ex giudice. Quali testimonianze? “Quella di Steve Pieczenik. Poi la dichiarazione testimoniale di Oscar Puddu, nome di copertura di un ufficiale dell’esercito che ha parlato di questa cosa, cioè dell’intervento di Andreotti e di Cossiga diretto a impedire al generale Dalla Chiesa di fare il blitz per liberare Moro”. Impedire? Si spieghi meglio. “Dalla Chiesa voleva andare, aveva già portato un nucleo di 9 persone del GIS dei Carabinieri, venuto da Milano. Uno dei partecipanti a questo gruppo mi ha detto queste cose”. Ma lei ci crede? “Io ci credo, sì. Comunque il procuratore della Repubblica di Roma, che è molto bravo, sta facendo le indagini e quindi accerterà i fatti. Ho grande fiducia, bisogna aspettare”. È giusto riaprire il processo, quindi? “Stanno accertando con intelligenza fatti successivi e ulteriori a quelli accertati. Si deve vedere se c’è responsabiltà di altre persone che sarebbero dovute intervenire ma non lo hanno fatto. C’è l’articolo 40 del Codice Penale, che dice che non impedire un evento che si ha il dovere giuridico di impedire equivale a cagiornalo”, ha concluso Imposimato.

L’Estate Romana: dal Tevere alla procura

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Quella bella estate romana… che finisce sotto la lente della Procura. La denuncia parte dal consigliere uscente del I Municipio  Nathalie Naim che aveva accusato la subconcessione delle banchine tiberine a prezzi d’oro… ora arriva la conferma dei tre fascicoli che sono stati aperti contro le società che gestivano gli eventi romani. Sono le associazioni “Gli amici di Trastevere”, la “XIII Società cooperativa sociale” e la ditta “Alessandro Buzzi” nel mirino dei pm Francesco Dall’Olio, Santina Lionetti e Simona Marrazza che dovranno verificare se sono state rispettate tutte le modalità di concessione. Quello che sicuramente desta qualche perplessità sono i prezzi di assegnazione bassi e la successiva decisione degli organizzatori di subappaltare la concessione ad altri imprenditori. Ed è stato proprio questo il terreno di scontro su cui insiste il consigliere Naim:  “I concessionari in questione non possono subaffittare i loro spazi. Le banchine tra l’altro, pagate a prezzi da elemosina, sono state date in subconcessione a decine e decine di altre società o associazioni a prezzi esorbitanti, con guadagni considerevoli”. E poi continua: “Finalmente la magistratura si è attivata – prosegue Naim – ma lo hanno fatto anche alcuni imprenditori che ho denunciato e che hanno deciso di querelarmi. Le mie segnalazioni si basano sulle carte acquisite che attestano le subconcessioni in questione, su quanto comunicatomi dalla polizia giudiziaria che ha svolto le indagini e su quanto accertato nei sopralluoghi con testimoni”.

Eppure il verbale  del tavolo tecnico della Regione Lazio del 24 aprile 2012 era stato chiaro. Aveva delineato dettagliatamente in materia di autorizzazioni, permessi e nulla osta che sarebbero dovuti essere “inderogabilmente accordati dai competenti organi preposti – si legge – unicamente in capo al titolare della concessione rilasciata dalla Regione Lazio, configurandosi altrimenti la subconcessione o la sublocazione a terzi o il subentro non autorizzato nella titolarità della concessione assentita, con il consequenziale immediato avvio del procedimento di decadenza”.

E questa estate che succederà?

Le concessioni sembra che non siano state revocate e le stesse manifestazioni sulle banchine del Tevere sono state nuovamente autorizzate. La decisone è stata presa al tavolo congiunto Mibac-Comune.

Si spera almeno che però non venga più superato il limite acustico che spesso a disturbato l’ospedale che sorge a pochi metri dalla kermesse. I rilevamenti fonetici operati dalla stessa consigliera hanno registrato lungo tutto il fiume valori che oscillavano tra i 70 e i 90 decibel, violando sistematicamente il tetto massimo previsto di 55. Valori confermati anche dall’Arpa Lazio per l’estate 2011: un documento attestava che molti locali erano senza il nulla osta per l’impatto acustico.

“AFFARI TUOI” sono affari truccati, procura di Roma indaga su trasmissione tv

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SCANDALO E VERGOGNA PER UNA DELLE TRASMISSIONI RAI (TV PUBBLICA) PIU’ AMATE DAGLI ITALIANI!!! AFFARI TUOI E’ TRUCCATO.

Affari tuoi programma “pacco”. A stabilirlo è stata la Procura di Roma che ha appoggiato la tesi di Striscia la Notizia secondo la quale il programma sarebbe pilotato.
La denuncia della trasmissione concorrente aveva messo in evidenza diversi brogli, pensati probabilmente per cercare di aumentare l’audience.
Secondo i magistrati il gioco dei pacchi è stato “irregolare” e “assolutamente scorretto”. Almeno per un certo periodo di tempo, “i concorrenti più accorti sono stati messi in grado di individuare i premi più sostanziosi”.

Berlusconi torna a cavallo: prosciolto per Mediatrade!

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La terza sezione penale della Cassazione ha giudicato inammissibile un ricorso della Procura di Roma ed ha cosi’ definitivamente prosciolto Silvio Berlusconi, il figlio Piersilvio ed alcuni altri imputati che erano coinvolti nell’inchiesta Mediatrade su presunte irregolarita’ nella compravendita dei diritti tv. La decisione e’ giunta dopo quasi 6 ore di camera di consiglio. Ora si guarda ai processi di Milano.

Caso Marò, adesso il rinvio è al 18/2

VERGOGNA!!!

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Caso Marò: il premier del Kerala cercherà di accelerare i tempi

Inoltre il premier ha trovato molto positivo che i due Marò siano tornati in India dopo la licenza di Natale.

NOI NON FACCIAMO GLI INDIANI!!!

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I Marò tornano in India dopo essere stati ascoltati dal Pm

Questo è lo stato che abbiamo, anzi il non stato che abbiamo… incapace di imporsi sull’India che vuole processare i nostri Marò per un incidente occorso in acque internazionali! 

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