Un enorme grazie ad Ajaytao2010 per questa nomination! Thank you Ajaytao2010 for this nomination!
Quando si riceve questo premio si è soliti “fare un piccolo discorso”. Quindi… cosa posso dire? Questo blog è un’avventura avvincente. Nato per conoscere meglio il mondo. Nato dalla curiosità. Nato dalla voglia di aprire un dialogo e condividere idee. Nato per viaggiare. Nato per annullare le distanze. Nato per condividere. Quindi grazie a tutti voi, che date un senso a questo blog!
When you receive this award, it is customary to “make a short speech.” So … what can I say? This blog is a gripping adventure. It was created to better understand the world. It was born to look around. It was created to talk and share ideas. It was born to travel. It was created to eliminate distances. So thanks to all of you who give a meaning to this blog!
Fernando Torres Baena, 56 anni, ex campione di karate spagnolo, è stato condannato a 302 ani di carcere per aver abusato sessualmente di allievi della sua scuola di arti marziali, tra cui minorenni, per quasi 20 anni. Il giudice di Las Palmas, nelle isole Canarie, nel pronunciare la sentenza, ha parlato di “vere e proprie orge, con ragazzi costretti ad avere rapporti sessuali con lui, ma anche fra di loro, senza distinzione di sesso, età o numero”.
L’uomo è stato giudicato colpevole di un “crimine continuato di abuso sessuale senza precedenti”. Condannate anche la moglie di Torres Baena, Maria Josè Gonzales, a 148 anni, e un’altra istruttrice di karate, Yvonne Gonzales, a 126 anni di prigione. Le due donne sono colpevoli di aver partecipato all’organizzazione degli incontri sessuali e delle orge. Le vittime saranno risarcite con cifre che vanno dai 10.000 ai 50.000 euro.
Il quadro terribile che è emerso dal processo ha mostrato, secondo il giudice, “un caso senza precedenti nella storia” della Spagna, mentre la scuola di arti marziali è stata descritta come “quasi una setta sessuale”.
La storia agghiacciante venne allo scoperto nel 2010 quando, a febbraio, Fernando Torres Baena fu arrestato dopo la denuncia di una sua allieva. Schioccante la testimonianza di un’altra sua vittima, un bambino che ha detto che il maestro abusava di lui quando aveva 9 anni e mentre la madre stava morendo per una malattia. Secondo gli psichiatri nominati dal tribunale, l’uomo non soffre di nessuna malattia mentale, ma è un manipolatore con un ego smisurato.
Una missione archeologica italiana ha scoperto nell’antica Hierapolis di Frigia la storica porta di accesso agli Inferi di cui parlano diversi autori dell’Antichita’, e’ stato annunciato questo pomeriggio a Istanbul. La scoperta, fatta dalla missione diretta da Francesco D’Andria dell’Universita’ del Salento – responsabile degli scavi nella citta’ ellenistico-romana – le cui rovine si trovano in Turchia vicino al Comune di Pamukkale, e’ stata annunciata dallo stesso D’Andria a un convegno sull’archeologia italiana. La Porta degli Inferi, o di Plutone, il signore dell’Ade – Ploutonion in greco, Plutonium in latino – era il luogo da cui si aveva accesso secondo la mitologia e la tradizione ellenistica e romana all’inferno. Del Plutonium di Hierapolis hanno scritto fra gli altri Cicerone e il grande geografo greco Strabone, che l’avevano visitato. Era una celebre meta di pellegrinaggio nell’Antichita’. Da quando sono iniziati gli scavi a Hierapolis, avviati nel 1957 gia’ da una missione italiana diretta da Paolo Verzone del Politecnico di Torino, la localizzazione di Plutonium era al centro delle ricerche degli archeologi. D’Andria ha spiegato di averlo ritrovato ispirandosi all’abbondante letteratura dell’epoca e ricostruendo fino a una grotta il percorso di una sorgente termale, constatando che in quella zona si raccoglievano cadaveri di uccelli morti. Secondo i racconti dei viaggiatori dell’epoca, tori erano sacrificati a Plutone davanti ai pellegrini nel Plutonium. Gli animali erano condotti dai sacerdoti davanti all’ingresso di una grotta da dove usciva un fumo mefitico e li’ morivano soffocati.
Anche il Maryland dice basta con la pena di morte: La Camera dei rappresentati dello stato ha oggi approvato una legge che la mette al bando, e la sostituisce con l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionata, diventando così il 18 stato dei 50 dell’Unione a decidere di mandare in pensione il boia. La legge, già passata al Senato la settimana scorsa, è stata approvata con 82 voti a favore e 56 contrari. Per renderla operativa, manca ora solo la firma formale del governatore Martin O’Malley, che da anni si batte contro la pena capitale ed è stato uno degli autori del testo approvato oggi, dopo che già nel 2009 aveva fatto un primo tentativo del genere. L’ultima esecuzione di una condanna a morte in Maryland risale al 2005.
Attualmente sono cinque i detenuti nel braccio della morte nelle carceri dello stato. La nuova legge non ha carattere retroattivo, ma sono in molti a ritenere che con ogni probabilità il governatore O’Malley, che ne ha il potere, ora convertirà la loro condanna in ergastolo. Da tempo ormai in tutti gli Stati Uniti il sostegno alla pena capitale sembra calare sensibilmente. Il numero delle condanne eseguite nel 2011 e 2012 ha raggiunto il record più basso, in calo del 75 per cento rispetto al 1996, secondo i dati del Centro di informazione sulla condanna a morte. Un fenomeno dovuto anche al fatto che tecniche di investigazione sempre più moderne hanno svelato errori giudiziari e salvato innocenti già condannati e in attesa dell’ esecuzione. Ma anche al fatto che molti ne mettono in dubbi il potere deterrente, la giudicano molto costosa, e in molti casi anche venata di motivi razziali. Secondo uno studio diffuso in questi giorni dal criminologo Ray Paternoster, dell’università del Maryland, gli afroamericani hanno il doppio delle probabilità rispetto ai bianchi di essere condannati a morte. «Anno dopo anno – sottolinea invece da tempo il governatore O’Malley – gli stati in cui c’è la pena di morte hanno avuto un numero di omicidi maggiore degli stato dove invece la pena capitale non c’è». Con il Maryland sono sei gli stati che negli ultimi sei anni hanno detto basta: il Connecticut, l’Illinois, New Mexico, New York e New Jersey.
Caduta e sofferenza di un dittatore. Bersani non ce la fa a tenere il passo con i grillini e, stralunato, inizia ad avere la nebbia padana nel cervello. Vede verde in un attacco di bile per l’accordo mancato con il M5S e cerca la soluzione dell’ultimo momento… Prova la mossa del raccattapalle e si lancia alla raccolta di voti. Ma dove pescare? Dopo aver cercato di far saltare i grillini dal loro movimento al Pd, dopo aver provato lui stesso il brivido del baratro accennando all’abolizione del rimborso elettorale (l’uomo nero che disturba i sogni d’oro di Pier Luigi) e dopo aver perfino creato la compagnia del “fringuello” per andare a contrattare con quel pericolo a cinque stelle dalle punte acuminate… il segretario del Pd ha trovato la soluzione.
UDITE UDITE (o rustici attenti, non fiatate) L’EDITTO E’ STATO EMANATO! SUA SIGNORIA PIER LUIGI BERSANI DA BETTOLA, USANDO L’ORDINARIA CLEMENZA, CONCEDE UN NUOVO ACCORDO CON IL QUALE RISTABILIRA’ NUOVAMENTE LA TRANQUILLITA’. IL NOSTRO SOVRANO, PRODIGO E GENEROSO, OFFRE LA PRESIDENZA DEL SENATO A MARIO MONTI E UNA LEALE ALLEANZA AI LONGOBARDI, CHE VENGANO PURE I LEGHISTI, CON I LORO VOTI, A IMPOLPARE QUESTO PARLAMENTO, ORMAI DIVENUTO UN MATTATOIO. SI SPALANCHINO LE PORTE PER IL SOLE DELLE ALPI (Ragasssi ma metter una foglia di maria sembrava brutto?) E CHE SEGGANO SU QUESTI SCANNI GLI EREDI DI ALBERTO DA GIUSSANO… O SI FA L’INCIUCIO O ABBIAM LA PIAGA D’EGITTO! (i grilli hanno già invaso il parlamento)
Che poi è logico i Maroni si trovano sui Monti! Ma l’uveite non la recuperiamo? Qualche bel grappolo ci servirebbe per innaffiare bene l’inciucio finale… ed ecco quindi che rispunta un’idea “nuovissima” il GOVERNISSIMO, da celebrare con il Va Pensiero sull’ali dorate (del finanziamento pubblico)!
Poteva essere lo scoop del secolo, nell’elezione di un Papa, che è nata “anomala” ed è diventata “unica”! Michael Moore, il regista e il produttore americano autore di grandi denunce, girando per il web aveva trovato la foto di Jorge Mario Bergoglio che dava la comunione al famigerato Jorge Rafael Videla, ex dittatore e presidente argentino tra il 1976 e 1981, condannato al carcere a vita con l’accusa di vari crimini contro l’umanità. Dopo lo stupore generale, è stato lo stesso Moore a mettere fine a ogni dubbio: “Il nuovo Papa è troppo giovane, nella foto che circola non è lui a dare la comunione al dittatore argentino Jorge Rafael Videla”.
Nonostante il fake trovato su internet, alcune ombre sul papa sembrano comunque esserci, ma sicuramente non è quella foto a poter provare la “collusione” tra Papa Francesco I e la dittatura argentina.
Il momento pessimo di Edinson Cavani esce anche dal campo di gioco. Oltre alla prolungata assenza dal gol, l’attaccante del Napoli ha ricevuto una notifica di pignoramento di 60mila euro da parte dell’ufficiale giudiziario. Cavani non ha pagato alcune rate del fitto dell’ex casa di Pozzuoli, provocando la denuncia della vecchia padrona di casa.
Nonostante i suoi guai personali Edinson Cavani non ha tentennato un attimo e quando gli è stato chiesto di far pervenire ai genitori di Angela Celentano, una maglietta del Napoli con il suo autografo e una dedica, lo ha fatto con molto piacere: “Ad Angela, con affetto, spero di rivederti”.
Come annunciato dal suo medico personale, Alberto Zangrillo,Silvio Berlusconi ha lasciato l’ospedale San Raffaele di Milano. ”Sono un po’ stanco, mi hanno dato due giorni ad Arcore e ne sono contento” ha detto. Il governo ”non solo si farà, ma si deve fare”.
Parla, respira e ragiona… anche questa volta il Cavaliere sconfigge il “male ingiusto”!
Di video sui bambini che fanno le cose più strane siamo abituati a vederne a migliaia ogni giorno. Ma in questo video vedrete veramente qualcosa di “apocalittico”! Il bambino infatti riesce a fare le flessioni su quattro bottiglie di vetro. Un vero professionista instancabile che compie un esercizio ginnico ad alta tensione… un unico consiglio: non provate a imitarlo! Buona visione.
Ora che il processo è arrivato il termine, rompe il silenzio il neurologo Gian Luigi Gigli, da poco assolto dal tribunale civile di Udine, dall’accusa di diffamazione ai danni dell’anestesista Amato De Monte, torna sulla vicenda di Eluana Englaro: «La mia critica – ha detto ieri in conferenza stampa il neo deputato cattolico della lista Monti -, era ragionata e basata su principi giuridici e scientifici, non certo confessionali. Io mantengo la volontà di mostrare le contraddizioni di questa operazione giuridica».
Il neurologo è partito mettendo in discussione la diagnosi dello stato vegetativo permanente, una delle due condizioni alla base della sentenza che ha consentito di interrompere l’alimentazione e l’idratazione della ragazza: «A due anni dalla dichiarazione di stato vegetativo – ha spiegato -, nelle cartelle cliniche che io ho potuto vedere solo quando sono stato chiamato a giudizio, la fisioterapista aveva segnalato che Eluana aveva più volte eseguito ordini a comando, mentre l’infermiera di notte, aveva riferito che la paziente per due volte aveva distintamente chiamato “mamma”».
«Questi fatti – ha continuato Gigli -, avrebbero dovuto portare ad una revisione del caso, anche con strumenti eccezionali». Ma il neurologo non si è fermato lì e ha ribadito: «Ora che la vicenda è chiusa, voglio mostrare le storture amministrative e politiche prodotte in questa regione, all’epoca dei fatti, quando una serie di forze si sono trovate assieme per aggirare i dispositivi amministrativi e giuridici. Ad esempio – ha continuato -, per bypassare gli ostacoli posti dall’allora assessore regionale alla Sanità, Eluana entrò in Friuli per essere sottoposta a riabilitazione; e ancora, dopo l’atto di indirizzo del ministro Sacconi che vietava procedure di quel genere in strutture pubbliche o convenzionate, a Udine si creò una zona franca per permettere un’unità di degenza che, se nuova, avrebbe operato senza autorizzazione, e se non nuova, sarebbe ricaduta nei limiti posti dal ministro. E infine, la gestione fu affidata ad una associazione costituitasi giuridicamente un giorno prima, il 2 febbraio 2009». Ribadendo poi che la sentenza di assoluzione «sancisce che esiste la libertà di pensiero e di dissenso verso il pensiero dominante», Gigli ha annunciato che sulla vicenda scriverà un libro «che spero sia concluso – ha detto -, prima del 5° anniversario».
Sembra proprio di sì. L’economia spagnola, la più problematica dell’eurozona insieme alla Grecia, sta beneficiando dei capitali degli investitori che preferiscono titoli di debito più affidabili, in questo momento, rispetto a quelli italiani.
Il Wall Street Journal sottolinea come l’ultima asta dei titoli di stato spagnoli abbia avuto una significativa forza simbolica. Il volume era piccolo, visto che in questa asta speciale il governo di Madrid ha emesso solo 800 milioni di euro, molti meno rispetto ai 2 miliardi stimati da alcuni analisti. Nonostante questo però la richiesta per i bond con scadenza tra il 2029 ed il 2041 è stata piuttosto consistente, e il tasso di sottoscrizione ampio. Inoltre, le rendite offerte da questi bond sovrani sono scesi. L’analista di Rabobank Lyn Graham-Taylor ha rimarcato al Wsj come il risultato debba essere considerato “solido”. Per quanto riguarda i titoli di stato italiani è successo invece l’esatto opposto. All’asta di mercoledì la domanda per i bond a lunga scadenza offerti dal nostro governo si è scontrata con una richiesta contenuta, ed anche per questo la rendita è aumentata per incontrare le sottoscrizioni degli investitori. Come rimarca il quotidiano finanziario, da alcuni tempi, sostanzialmente coincidenti con il risultato delle nostre elezioni, la Spagna ha messo nell’ombra l’Italia.
Il favore degli investitori si sta gradualmente spostando da Roma verso Madrid, come dimostrato anche dalla scelta del governo iberico di organizzare un’asta speciale al di fuori del calendario di emissioni. La Spagna si tiene questo jolly, per utilizzarlo quando le circostanze del mercato son ofavorevoli. E il punto nel quale l’asta è stata organizzata non è stato casulale, evidenzia il Wall Street Journal. Infatti in questo momento gli investitori sono in ansia per l’esito inconcludente delle trattative tra i maggiori partiti del nostro paese, incapaci di formare un governo stabile, o quantomeno funzionante nei prossimi mesi. La Spagna in questo momento rappresenta un’alternativa più rassicurante agli operatori finanziari in cerca di rendite maggiori rispetto ai titoli di stato o altri bond corporate delle maggiori multinazionali. Le obbligazioni di lungo periodo dei titoli considerati più solidi offrono rendimenti negativi, ovvero chi le contrae deve sostanzialmente pagare lo stato o la società per il “beneficio” di parcheggiare i propri soldi in tempi di crisi.
La Spagna in questo momento è messa peggio, a livello economico, rispetto all’Italia. La recessione dura da più tempo, la disoccupazione è assai più elevata, il deficit più ampio. Madrid però in questo momento sembra un “tesoro” di stabilità rispetto a Roma, nonostante gli scandali di corruzione che hanno colpito il Pp del premier Rajoy. Il leader della Spagna conta su una solida maggioranza al Congresso iberico, mentre in Italia nessuno sa ancora chi governerà. Questo influenza molto le strategie degli investitori, come mostra l’andamento delle rendite dei titoli di stato di questi due paesi. A febbraio la differenza tra i bond decennali era superiori agli 80 punti base, mentre negli ultimi giorni il gap iberico si è ridotto sensibilmente, sfiorando un sostanziale pareggio. Se il trend continuerà, a breve la Spagna ci dovrebbe superare. Anche un altro numero è impressionate. Con l’asta speciale la Spagna ha coperto il 30,6 del suo fabbisogno finanziario per il 2013. Anche la media della scadenza dei bond iberici lascia respirare tranquilla Madrid: a fine febbraio era di 6,39 anni, ora è scesa a 6,35.
Dalla rottura di un tabu’ a una nuova ‘tendenza’ il passo e’ stato breve. Nonostante lo scandalo della carne di cavallo venduta come ‘di manzo’ non si sia ancora placato, a Londra spuntano alcuni pub che servono i cosiddetti ‘horseburger’, hamburger ‘equini’ al 100%. E i britannici sembrano gradire. Un pub della capitale ha detto che sta vendendo piu’ di 100 ‘horseburger’ alla settimana e molti clienti arrivano anche da lontano proprio per chiedere quella che e’ ancora una rara specialita’
Non si capisce bene se sia uno scherzo, o se c’è qualcuno che davvero pensa di vendere un Winner Taco, un gelato di tanti anni fa, perfettamente congelato a ben 100.000 euro! Il gelato è del 1998, quindi è stagionato da ben 15 anni. Certo, dopo la carne congelata per 8 anni, non ci meravigliamo più di nulla, anche se questo sembra tanto uno scherzo. Perché alla fin fine, a chi interessa possedere un gelato di decine di anni fa? A cosa potrà mai servire? C’è qualche collezionista di gelati?
Terremoto oggi nel distretto sismico dei monti Reatini. Scossa individuata dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle ore 4:27 della notte. Sisma tra Lazio ed Abruzzo, magnitudo 2. Epicentro del terremoto localizzato dall’Ingv tra i comuni di Amatrice e Cittareale in provincia di Rieti e quello di Montereale in provincia dell’Aquila. Ipocentro profondo 16.9 chilometri.
Il parroco della frazione Villa San Carlo di Valgreghentino, Lecco, don Enrico Spreafico, durante la messa di domenica ha fatto portare sull’altare il suo televisore e lo ha distrutto utilizzando una mazzetta da muratore. Chiaro il messaggio del gesto eclatante: mai, per nessuna ragione, si deve essere schiavi della tecnologia e in questo caso della televisione. ‘Non e’ la prima volta che cerco di scioccare i miei parrocchiani – ha detto don Enrico – cosi’ riesco a farmi capire’.
Cinguettii ritmati a breve su Twitter. Presto con Twitter si ‘cinguettera« non solo virtualmente ma anche con i brani preferiti: secondo indiscrezioni online, infatti, il microblog è pronto a lanciare entro marzo un’applicazione ad hoc per la musica per i suoi quasi 500 milioni di utenti nel mondo. Twitter Music, questo sarebbe il nome, secondo quanto riportato dal sito specializzato Cnet si avvarrà della collaborazione di SoundCloud, servizio di condivisione musica che distribuirà sull’app i contenuti via streaming. La novità segue la recente acquisizione della piattaforma ‘We Are Hunted’ e consisterebbe in un programma musicale che consente agli utenti di seguire artisti e canzoni preferite, ascoltarle, condividere gusti, ricevere consigli dalla platea online.
Dopo poche ore dall’annuncio-scoop di Cnet, tra l’altro, ‘We Are Hunted’ è diventato improvvisamente »non disponibile«. Nessuna delle due società ha finora commentato la notizia. L’app potrebbe essere utilizzata anche da chi non ha un account Twitter, elemento che potrebbe ulteriormente incrementare la potenziale platea di cinguettatori, ed essere in un primo momento su piattaforma iOS. Al momento l’unica integrazione prevista è quella con SoundClound e non con altri, pur popolari servizi streaming di musica come Spotify. Quest’ultimo, forte di un catalogo di 20 milioni brani, è da poco sbarcato anche in Italia e non è il solo. Ha appena debuttato nel nostro Paese Rdio, con 18 milioni di brani a disposizione e meccanismo simile. Anche l’integrazione social è sempre più pervasiva nel campo della musica: da poco Facebook ha rinnovato la sua timeline inserendo nel nuovo ‘feed’ di notizie una sezione Musica.
Alcuni reperti sarebbero stati rinvenuti in riferimento al caso della mamma di Gello di San Giuliano Terme, Roberta Ragusa, scomparsa il 13 gennaio 2012.
I magistrati sarebbero entrati in possesso del materiale, nel corso delle indagini coordinate dalla procura di Pisa.
I “reperti” sarebbero già stati prelevati dal luogo “segreto”. Il procuratore capo di Pisa, Ugo Adinolfi riferisce di non aver nulla da dire in proposito.
Nessuna conferma, né smentita quindi, né al momento è stato chiarito se si tratti di oggetti o indumenti appartenuti a Roberta, piuttosto che di altro tipo di materiale. Gli investigatori sono da tempo in possesso del profilo genetico della donna, le comparazioni con il Dna di Roberta Ragusa, se la notizia venisse confermata, potrebbero aver dato una risposta positiva in merito.
‘Dead Drops’ è un sistema di condivisione offline in spazi pubblici. Chiavette Usb cementate nei muri cittadini alle quali collegare il proprio computer per scaricare file e magari aggiungerne altri. Il tutto senza che gli utenti si incontrino o identifichino mai. Per questo il nome: Dead Drops era il metodo con cui le spie si scambiavano documenti scottanti, depositati in un luogo segreto concordato in precedenza. In Italia ci sono già 62 chiavette che dagli angoli più impensabili della penisola.
Il progetto è iniziato nel 2010, quando l’artista di Berlino Aram Bartholl, durante un soggiorno a New York, ha creato le prime cinque versioni. Da allora sono diventate centinaia, sparse in tutto il mondo, e uno speciale registro online ne attesta la posizione, la capienza, la data di creazione.
Al momento quelle censite sono 1.104, per un totale di 4.788 gigabyte. Quasi cinque terabyte di informazioni che nessuno può ottenere, se non connettendosi direttamente al muro.
Perché una volta ideate, le Dead Drops, sono state impiantate ai quattro angoli del pianeta da migliaia di utenti di tutte le nazionalità, creando una street art 2.0.
Il principio infatti è quello della partecipazione e condivisione: foto, musica, testi, video sono per strada, a disposizione di tutti coloro che con un computer vogliono scaricare questi contenuti anonimi. Per poi lasciare traccia del proprio passaggio nella Dead Drop, caricando i propri file per il prossimo fruitore.
«L’idea di base e quella delle connessioni online e offline e il rapporto fra questi due differenti contesti – spiega Aram Bartholl – oggi il mondo che conosciamo è super-connesso ed è diventata una sorta di avventura andare fisicamente nel mondo esterno. Invece con le Dead Drops tu devi per forza andare fuori e connetterti a un edificio, senza sapere in anticipo che dati e informazioni troverai li dentro».
E soprattutto, non è possibile risalire a chi quei contenuti li ha creati, caricati e quindi diffusi, proprio nell’era in cui ciascuno è rintracciabile in ogni istante.
Requisiti imprenscindibili per ogni nuova Dead Drop sono, così come sancito nel Dead Drops Manifesto, che ogni chiavetta sia situata in uno spazio pubblico, nel quale a malapena si noti. Per connettersi non c’è bisogno di nulla, nessun plugin, nessun cavo: solo un portatile.
Nelle città italiane potete trovarle qui:
Bologna: via 4 novembre, vicolo alemagna, via del guasto
Milano: via palestro 14, via massena 2, foro bonaparte 50
Roma: via del politeama 4/6, Piazzale di San Francesco di Paola, Piazzale Aldo Moro
Napoli: via pedamentina San martino, via taddeo da sessa, salita del petraio
Papa Francesco esce di nuovo dal Vaticano e si reca nel pomeriggio alla clinica Pio XI per visitare il cardinale argentino Jorge Mejia, archivista e bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa che nei giorni scorsi era stato colto da un malore.
E’ stata una sorpresa dei malati e dei visitatori all’apparizione del nuovo pontefice, entrato anche nella cappella della casa di cura romana. Al suo arrivo è stato lungamente applaudito dai presenti. Papa Francesco è giunto in ospedale a bordo di un’auto.
Proprio questa mattina, incontrando i cardinali in Sala Clementina, aveva riferito che l’altro ieri il cardinale Mejia aveva avuto un infarto cardiaco e che era ricoverato alla Pio XI.
Un caloroso applauso da parte dei cardinali riuniti nella Sala Clementina ha accolto l’arrivo di Papa Francesco al suo ingresso nella Sala Clementina. In prima fila il decano, Angelo Sodano, il card. Tarcisio Bertone e il protodiacono che ha annunciato al mondo l’avvenuta elezione di Bergoglio, il cardinale Jean-Louis Pierre Tauran.
«Non cediamo mai al pessimismo, troviamo ogni giorno il coraggio per portare il Vangelo ai quattro angoli della terra – ha detto Papa Francesco -. Forse la metà di noi, siamo nella vecchiaia. La vecchiaia è la sede della sapienza della vita, come il vecchio Simeone, quella sapienza gli ha fatto riconoscere Gesù. Doniamo questa sapienza ai giovani, come il buon vino che con l’età diventà migliore».
È stata pubblicata anche in lingua araba la prima omelia di Papa Francesco, tenuta ieri pomeriggio nella Cappella Sistina durante la “Missa pro Ecclesia”. Non è la prima volta che un intervento o un’omelia di un Pontefice venga diffuso in lingua araba, oltre alle tradizionali italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese e, da quando divenne Papa Karol Wojtyla, in polacco. Ma averlo fatto già per la prima uscita sembra denotare l’intenzione di Bergoglio ad allargare da subito i confini dei destinatari del messaggio sui contenuti del suo ministero petrino.
Una curiosità è data invece dal fatto che rispetto alle parole di ieri pomeriggio, laddove parlando di una Chiesa che può camminare quanto vuole, può edificare tante cose, ma se non confessa Gesù Cristo «la cosa non va» Papa Francesco aveva detto che così facendo la Chiesa diventerebbe una “Ong pietosa”, nel testo distribuito oggi dell’omelia la parola «pietosa» è diventata «assistenziale».
Il primo appello da Papa di Francesco I al suo “gregge” argentino è stato quello di non venire a Roma per assistere alla sua intronizzazione il 19 gennaio, ma di usare i soldi che avrebbero speso donandoli ai poveri. Questo il messaggio inviato dal Pontefice attraverso il nunzio apostolico a Buenos Aires, l’arcivescovo Emil Paul Tschering secondo quanto riferisce l’agenzia cattolica d’informazione argentina, Aica.
Ancora manca la conferma ufficiale, ma Facebook sta pensando ad una mossa rivoluzionaria per il mondo dei social network. Secondo le testate statunitensi Zuckerberg starebbe pensando di introdurre l’hashtag, ‘rubando’ a Twitter il simbolo cancelletto (#) utilizzato per raggruppare in temi le conversazioni. Alla base di questa decisione ci sarebbe proprio l’utilià dell’hashtag nel convogliare argomenti, e di consegurenza pubblicità e notizie.
Gia con Instagram, comprato lo scorso anno da Facebook, il social network aveva familiarizzato con il cancelletto, tanto che la nuova versione della timeline sembra già predisposta ad un utilizzo differente. L’obiettivo di Zuckerberg è di moltiplicare le condivisioni di notizie, in modo da vendere maggiori spazi pubblicitari. Basti guardare come, con l’elezione del nuovo Papa, l’hashtag #PopeFrancis sia stato cliccatissimo, come nel caso di tutti i grandi eventi, come la rielezione di Obama, il festival di Sanremo o il Super Bowl. E Twitter? Starà a guardare mentre Facebook gli ruba uno dei suoi simboli chiave? Sono poche le probabilità di una denuncia, visto che in ballo c’è il simbolo cancelletto, ma non è da escludere una causa sui brevetti e il suo utilizzo.
Atteso, attesissimo, virale ancor prima di uscire! Il nuovo video di Marco Ligabue, sembra proprio destinato a farsi strada nella rete!
Dopo l’addio, nel giugno scorso, al suo gruppo storico i Rio, con cui ha condiviso dieci anni di concerti e firmato tre album come autore di testi e musiche, il fratello di Luciano si presenta ai nastri di partenza di un nuovo progetto discografico.
Da Livorno, il 12 aprile, partirà il tour che porterà Marco Ligabue per tutta la primavera, l’estate e il prossimo autunno nelle principali città italiane, tra cui Roma a Milano.
Neppure al secondo turno si è riusciti ad avere una convergenza. Nonostante l’appello di Vendola, di votare per il candidato del M5S. Si registra una situazione di paralisi all’interno dei due rami del parlamento.
Camera convocata alle 10,30, prima seduta del Senato alle 11. Inizia così la legislatura numero XVII che come di consueto affronta in via preliminare il nodo delle presidenze delle sue assemblee parlamentari. I presidenti dovrebbero essere eletti domani e non oggi perché il Pd ha deciso di tenere aperto il dialogo con il M5S.
Il grillini hanno intanto deciso di votare i propri candidati per gli scranni più alti di camera e senato: Roberto Fico e Luis Alberto Orellana.
Per la presidenza del Senato è più difficile fare previsioni rispetto a quella della Camera. Il leghista Roberto Calderoli ha proposto uno “scambio”: se la presidenza di Montecitorio andasse a un esponente del Pdl, il carroccio voterebbe la candidatura di Anna Finocchiaro, capogruppo uscente del Pd, al senato.
Il Pdl non ha finora avanzato proprie proposte (le indiscrezioni dicono che i parlamentari di questo partito voterebbero oggi scheda bianca). Il Pd sarebbe intenzionato a sostenere la candidatura di un esponente di scelta civica. Crescono di conseguenza le chance di Linda Lanzillotta, ex Pd ed ex Api, ex ministro per gli affari regionali.
45 anni, impiegata di Cesano Maderno, Monza e Brianza, la donna era salita all’attenzione degli attivisti lombardi del Movimento quando alle Parlamentarie di dicembre era balzata in testa come capolista al Senato nella circoscrizione Lombardia. E si era involontariamente trovata al centro di una polemica che si inquadra nella più generale «rivalità» tra gli attivisti di Milano e quelli della brianza.
Tutto inizia a dicembre 2012. Nella circoscrizione Lombardia 1 alle primarie interne del Movimento appena concluse hanno stravinto a sorpresa i candidati «monzesi». Al Senato i primi tre posti sono occupati tutti da loro: Giovanna Mangili, con 231 voti, Monica Casaletto, con 199 e Bruno Marton, di Desio, con 199 voti. Incredibilmente gli attivisti milanesi si vedono a secco di propri rappresentanti in una delle circoscrizioni più importanti d’Italia.
Iniziano a fare alcuni calcoli. E diversi puntano il dito proprio contro Giovanna Mangili, definita una «candidata per caso». Molti fanno notare come non abbia esperienze passate di attivismo, e come si sia avvicinata al Movimento soltanto negli ultimi tempi (si è iscritta al Meetup nell’ottobre 2012) all’indomani dei successi del Movimento alle amministrative di Parma e alle Regionali siciliane. Altri sottolineano maliziosamente il suo matrimonio con Walter Mio, attivista M5S come lei, eletto pochi mesi prima consigliere comunale a Cesano.
Com’è possibile, si chiedono, che un attivista appena iscritta al Meetup abbia preso più voti di molti altri che da anni lavorano sul territorio? Normale dinamica territoriale, risponde un attivista monzese. Monza e Brianza sono sempre state un’isola felice. Il numero dei candidati era molto esiguo rispetto agli attivisti, naturale che i voti si siano dispersi di meno. Una vera e propria cordata, rispondono invece i milanesi. Pensano che gli attivisti di Monza abbiano deciso di fare «gioco di squadra» e abbiano dirottato in massa i propri voti (3 a testa) solo su pochi candidati scelti. Una procedura normale negli altri partiti. Un’eresia all’interno del Movimento in cui uno vale ognuno e le cordate sono bandite.
Annusato il pericolo, lo stesso Grillo ha messo in guardia gli attivisti con un post in cui minacciava di diffidare chiunque avesse tentato di pilotare il voto con «congreghe partitiche su base locale create per favorire uno o più candidati a scapito di tutti gli altri». Secondo alcuni attivisti, non tutto è andato come previsto. «Alcuni gruppi hanno adottato strategie di concentrazione dei voti. Queste sono cose veramente gravi», constata amaramente qualche giorno dopo Vito Crimi, attuale portavoce al Senato del Movimento 5 Stelle e scalzato dal posto di capolista al Senato della Lombardia dalla Mangili.
Le accuse hanno spinto la Mangili a rispondere con le dimissioni: «Con questo gesto», ha scritto il marito Walter Mio, «vogliamo ridare dignita’ personale ad una persona che ha sopportato in silenzio attacchi per non danneggiare un MoVimento che ha sempre sostenuto e che sempre sosterrà».
“L’auspicio è che si possa determinare una scelta in favore di un candidato del Movimento cinque stelle”: lo dice il leader di Sel Nichi Vendola, nel corso di una conferenza stampa, in merito all’elezione del presidente della Camera e sottolineando di auspicare un “atto unilaterale del centrosinistra che decidesse questo”.
E’ agli arresti domiciliari l’ex senatore del Pdl Sergio De Gregorio: l’ordinanza notificatagli a casa a Roma dalla Gdf e’ relativa all’inchiesta sui finanziamenti al giornale L’Avanti, che lo vede accusato di associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato, riciclaggio ed estorsione. De Gregorio e’ invece accusato di corruzione nell’inchiesta sulla presunta compravendita di senatori: per questo capo d’accusa la procura ha chiesto, per lui e per Berlusconi, il giudizio immediato.
Pier Luigi Bersani ha provato a tenere aperto fino all’ultimo il tentativo di un coinvolgimento del Movimento 5 Stelle nella partita delle presidenze di Camera e Senato. Uno schema traballante già da giorni e che con il passare delle ore, dicono fonti parlamentari del Pd, si conferma sempre più irrealizzabile. «Lo schema originario di Bersani è ormai acquisito che è fallito», sostiene più di un parlamentare democratico.
E ora? Il nuovo schema possibile è quello di un’intesa con la coalizione montiana. Un’opzione su cui, in particolare, l’area franceschiniana premeva da giorni. Dario Franceschini già alla Direzione del Pd aveva sollecitato l’avvio di un dialogo con i montiani.
Con il tramonto dello schema Pd-M5S, la carta Monti torna alla ribalta. I contatti sono in corso e non si esclude anche un contatto diretto tra Bersani e il Professore che, dicono fonti sia alla Camera che al Senato, sarebbe fortemente interessato alla presidenza di palazzo Madama. Un’intesa di questo tipo ‘salverebbe’ l’ispirazione della corresponsabilità istituzionale perseguita da Bersani: Monti al Senato e Franceschini alla Camera.
Ma c’è un problema che al momento non è stato superato: Monti, anche nei contatti avuti questa mattina, continua a chiedere che venga tenuto dentro anche il Pdl. Un coinvolgimento che per il Pd non è possibile accettare. «Mai e poi mai con il Pdl -dicono fonti dem- piuttosto facciamo saltare tutto». Se dovesse fallire anche l’intesa con i montiani, dicono le stesse fonti, allora vorrebbe dire che «facciamo da soli». Con il rischio che magari sullo scranno più alto del Senato vada un pidiellino.
Circola con insistenza in diversi ambienti parlamentari, nel Pdl, nel Pd e persino in Scelta Civica, l’ipotesi di una candidatura di Mario Monti a presidente del Senato. Uno scenario su cui fonti vicine al premier non vogliono rilasciare dichiarazioni, ma che nel palazzo trova, al momento, diverse conferme.
Cifre da capogiro sul conto di Silvia Trevaini, giornalista di Mediaset. In due anni ha intascato bonifici da 810.000 euro, una macchina Audi e attualmente 2.500 euro al mese da oltre un anno. Una somma che ha ricevuto e riceve tutt’ora da Silvio Berlusconi. Lo ha spiegato la stessa giovane cronista, che dall’azienda riceve uno stipendio «di 2.500-3.000 al mese», testimoniando al processo sul caso Ruby a carico di Fede, Mora e Minetti. Al pm che le ha chiesto a che titolo riceva «l’extra stipendio», lei ha spiegato che la sua carriera è stata penalizzata.
Il primo e ormai ‘classico’ bonifico da 2.500 al mese da parte di Silvio Berlusconi per le ragazze delle serate di Arcore, Silvia Trevaini se lo è trovato sul conto nel febbraio 2012, senza «che me lo aspettassi». Lo ha raccontato la giovane giornalista di Mediaset testimoniando al processo sul caso Ruby a carico di Fede, Mora e Minetti. Quell’assegno mensile, secondo la ragazza, è una sorta di risarcimento. La giovane ha chiarito che anche suo padre ha avuto dopo l’inchiesta «molti controlli fiscali».
«Silvio mi ha detto ‘siamo intercettati, non dire soldi dì benzina». È il particolare raccontato, testimoniando nel processo cosiddetto ‘Ruby 2’ dalla modella russa Raissa Skorkina, una delle ragazze che avrebbero preso parte alle serate di Arcore. Il pm, infatti, le aveva contestato una telefonata tra lei e il ragioniere Spinelli in cui la giovane parlava di «benzina». Al pm Sangermano la testimone a un certo punto dell’esame ha detto: «ma lei vede sempre il maligno?».
Quando la modella russa Raissa Skorkina ha conosciuto Silvio Berlusconi lei lavorava con Briatore, «ma Silvio mi ha detto ‘smetti di lavorare, non ti devi mettere in mostra, io sarò il tuo angioletto». «Certo che mi arriva un bonifico da Berlusconi – ha aggiunto la ragazza – è di 3.000 euro al mese, da quando è cominciato il processo». E poi ha precisato: «lo ricevo dal settembre 2012».
Ha testimoniato anche la show-girl Aida Yespica oggi al processo sul caso Ruby a carico di Fede, Mora e Minetti. L’ex ‘stella del Bagaglino’, tra le altre cose, ha raccontato che in una serata ad Arcore dell’aprile 2010 «ho fatto una foto con Ruby nella sala che voi chiamate del Bunga bunga». E ha aggiunto: «me l’ha chiesto lei di fare una foto insieme». L’attrice davanti ai giudici ha descritto come normali e «senza spogliarelli» le cene di Arcore da Berlusconi.
Jovanotti canta per Spartaco. Che è uno dei 50 ragazzi con sindrome di Down che hanno chiesto a 50 personaggi famosi di aiutarli donando un video per la campagna di raccolta fondi di CoorDown Onlus, il Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down.
Oltre a Lorenzo hanno risposto Diego Abatantuono, Luca Argentero, Claudio Bisio, Alessandro Cattelan, Simone Cristicchi, Giorgio Pasotti e Francesco Totti. E resta poco tempo ancora: il 21 marzo, la Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, per cui tutto deve essere pronto, è vicina.
Per sensibilizzare sui diritti fondamentali spesso negati ai ragazzi con sindrome di Down (come un giusto sostegno scolastico, i necessari interventi riabilitativi, l’opportunità di svolgere un lavoro proficuo o addirittura la possibilità di divertirsi come i loro coetanei), dall’11 marzo, è stata lanciata anche l’hashtag #DammiPiùVoce, in collaborazione con Saatchi & Saatchi. Il sito ufficiale è dammipiuvoce.coordown.it/
E’ iniziata sotto la presidenza provvisoria di Antonio Leone (il più anziano degli ex vicepresidenti rieletti) la prima seduta della XVII Legislatura. All’ordine del giorno – tra l’altro – l’elezione del presidente dell’Assemblea.
L’elezione si è svolta dando il seguente risultato: 618/618
Bianca: 4156
Roberto Fico:108
Marantelli6
Nulle:24
Al senato, neppure le forze politiche sono riuscite a darsi un presidente.
Alla prima chiama per l’elezione del presidente di Palazzo Madama. Un risultato atteso visto che le forze politiche ancora sono lontane dal trovare un accordo. Un risultato che verrà anche dalla Camera dove attualmente e’ in corso lo spoglio dei voti.
Tre pullman con a bordo circa 150 italiani, in gran parte originari della Toscana, sono bloccati da oltre sei ore lungo l’autostrada ungherese M7 a causa di una bufera di neve. “Siamo in mezzo al nulla, non ci sono soccorsi”, racconta Walter Casarotto, uno degli autisti dei pullman contattato telefonicamente. “Siamo incolonnati con molti mezzi, soprattutto camion. Non sappiamo quando riusciremo a ripartire. A bordo ci sono diverse persone anziane”, aggiunge preoccupato.
14 marzo, giorno dedicato al Pi greco. Perchè? La scelta è ispirata dalla grafia anglosassone che scrive questa data 3.14, ossia l’approssimazione in centesimi del Pi greco. Non solo la data però, anche l’ora per alcuni è particolarmente importante: festeggiare alle ore 15, infatti, porta ad una “precisione maggiore”, dato che il numero si adegua così all’approssimazione 3.1415. Il primo “Pi Day” risale al 1988, quando Larry Shaw organizzò la celebrazione all’Exploratorium di San Francisco. Festa per gli amanti dei numeri, viene celebrata nei dipartimenti di matematica di varie istituzioni nel mondo, ma anche organizzando ritrovi nei mondi virtuali e tramite i social network. Per gli anglosassoni c’è un doppio motivo di festeggiamento: Pi ha infatti la stessa pronuncia di Pie, torta, quindi… i più golosi possono sbizzarrirsi nella decorazione di dolcissime formule matematiche!
Era prevedibile, ora è certo! Al Qaddumi non ha versato i 50 milioni e la Roma resta nelle mani di Pallotta e della sua holding. E’ arrivato il comunicato ufficiale in cui la società avvisa che “…il potenziale partner non ha consumato l’investimento, non c’è accordo in atto per prorogare il termine per la chiusura della transazione e l’accordo preliminare con il partner potenziale deve essere considerato risolto”. Niente versamento ma, probabilmente, mancavano anche le garanzie richieste, considerato anche che l’operazione è attualmente nel mirino della Procura che ha aperto due settimane fa un fascicolo esplorativo sulla vicenda. Le forti oscillazioni del titolo di borsa, al seguito dell’interessamento mostrato dallo sceicco per la società, potrebbe ora comportargli però l’accusa di aggiottaggio. La Roma perde così la possibilità di una cospicua entrata, ma di certo non la sua grinta!
La crisi biancoceleste è ufficialmente alle spalle! Dopo aver sconfitto lo Stoccarda all’andata, ha definitivamente chiuso i giochi con una tripletta di Kozak passata però nel silenzio: l’Olimpico era vuoto a causa della decisione della Uefa che ha inflitto alla società due turni a porte chiuse unitamente ad una multa di 40mila euro.
I laziali hanno subito mostrato la loro faccia aggressiva allo Stoccarda: dopo un tiro di Onazi che non ha impensierito il portiere tedesco, al 6′ Kozak va in rete e dopo due soli minuti raddoppia partendo in contropiede e lanciando di poco sotto la traversa. La Lazio, come all’andata, domina e se anche i tedeschi si avvicinano alla rete avversaria, Marchetti non si lascia cogliere impreparato. Lo Stoccarda non diventa mai pericoloso se non al 36′, ma l’azione si conclude con un nulla di fatto. Dopo soli tre minuti la Lazio rischia però per un pasticcio di Onazi che costringe Marchetti ad un’uscita: il portiere salva la rete ma viene colpito da Ibisevic e viene così sostituito da Bizzarri.
Il fischio dell’arbitro sancisce la fine del primo tempo: Lazio 2, Stoccarda 0.
Il secondo tempo inizia con uno Stoccarda che inizia a mostrare un po’ di combattività ma le offensive vengono sempre bloccate da Bizzarri fino al 62′ quando Hajnal mette in rete a conclusione di una bella azione partita da metà campo con Holzhauser su Sakai. E’ il 2-1. Al 66′ ed al 75′ Petkovic opta per delle sostituzioni ed entrano in campo Ledesma ed Ederson al posto di Mauri ed Hernanes. La stanchezza batte sulle gambe dei biancocelesti ed i tedeschi provano ad approfittarne, ma la Lazio chiude. All’87’ i giochi sono definitivamente chiusi: Kozak infila di testa, ed i quarti sono assicurati.
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