Aspettano un figlio e sopprimono il cane… il web solidale con l’animale!

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Troppe famiglie prendono un animale e poi pensano di poterlo abbandonare quando “il giocattolo” diventa faticoso da gestire o, come in questo caso un figlio è in arrivo e si pensa che una cagnolina di 3 anni, un mix tra le razze Boxer e Rhodesian, possa rappresentare un pericolo per il nuovo nascituro. Così da ieri su eBay è apparso un appello, inserito da un’utente, Federica Benedet, che è venuta a conoscenza della situazione attraverso un conoscente e sta cercando una nuova famiglia che adotti il cane che altrimenti, tra sei mesi, cioè quando nascerà il bimbo, sarà abbattuto da un veterinario.

«Abbiamo già ricevuto alcune richieste – rivela Federica Benedet – ma per ora nessuno ha tradotto in pratica l’intenzione di adottare l’animale. È una razza abbastanza iperattiva – avverte – e per educarla serve polso». La ragazza si è già messa in contatto con l’associazione «Dingo» di Pordenone: «Se non si dovesse trovare un nuovo padrone in tempi brevi – fa sapere Federica Benedet – anche un canile sarebbe una soluzione migliore, rispetto a ciò che ne vuol fare la famiglia americana». Ovvero sopprimere l’animale domestico come se nulla fosse.

 

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La bimba che ritrova la serenità grazie all’affidamento a una coppia lesbica

affido-coppialesbica-tuttacronacaNei giorni scorsi ha fatto discutere la decisione di un giudice di Bologna di affidare, su parere favorevole dei Servizi Sociali, a due uomini di mezza età, conviventi, con un buon reddito, una bimba di tre anni, che li ha sempre visti come “zii”. Eppure in Italia già in passato una simile decisione si è rivelata felice. Come dimostra una storia ripresa da Repubblica e che narra le vicende di una bambina che vive serenamente ormai da cinque anni con una coppia lesbica. Sono trascorsi quasi sei anni da quando la piccola è stata affidata a una vicina che lei considerava anche una sorta di baby-sitter, pronta a prendersi cura di lei “quando la mamma era incapace di seguirla, persa dietro ai suoi fantasmi. Così i giudici, quando hanno dovuto trovarle una famiglia, non hanno avuto dubbi. Il tribunale dei Minori di Genova e gli assistenti sociali nel cercare una famiglia o una persona cui affidare Marta – è un nome di fantasia così come quello di Paola – hanno pensato alla vicina. Ma il giorno in cui è stata convocata per la pratica di affido, Paola ha voluto chiarire una circostanza che riteneva importante: ‘Voglio che sappiate che io ho una relazione con una donna con la quale convivo da tempo’.”

Non fu un’informazione insignificante per i giudici e gli psicologi, perché nel momento in cui un bambino viene trasferito ad un’altra famiglia devono essere analizzati tutti i fattori potenzialmente traumatici, quelli che rappresentano un cambiamento significativo rispetto alla situazione originaria. Quindi una città diversa, consuetudini mutate, altri bambini presenti nel nuovo nucleo, e anche le abitudini, il carattere e lo stile di vita del genitore affidatario.

Marta ora ha 10 anni e in questi anni si è costruita un’ottima intesa affettiva con la coppia lesbica con cui vive. Paola e la compagna ne hanno l’affidamento reversibile, il che significa che qualora la madre naturale dovesse ritrovare il suo equilibrio, nonché una minima indipendenza economica, potrebbe riprendersi la figlia. Erano stati gli assistenti sociali a segnalare al Tribunale dei Minori il caso della bambina nel 2007. I genitori, con il padre quasi sempre assente, soffrono di gravi problemi di disagio e non sono in grado di occuparsi della figlia. Questo ha spinto Paola, che si era già occupata più volte della bimba, ad offrirsi per l’affido e il Tribunale, dopo aver istruito la pratica, decide che non ci sono ostacoli. La bimba incontra la madre periodicamente, alla presenza di una psicologa. Da parte sua, la donna non ha mai sollevato obiezioni nè mostrato conflittualità nei confronti della coppia che si sta prendendo cura della bimba. In questi anni, grazie alle periodiche verifiche cui vengono sottoposti tutti gli affidamenti. è emerso che non solo non sussistono problemi, ma anche che la piccola è molto affezionata a Paola e alla compagna: due genitori dello stesso sesso che sono stati in grado di offrire a Marta quella serenità che non poteva trovare con i genitori naturali.

Bimba affidata a una coppia gay, “benessere e serenità”

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In Italia l’adozione ai gay non è possibile, mentre l’affido è ammesso, anche se il caso di Bologna in cui il giudice, su parere favorevole dei Servizi sociali, è destinato a fare storia. Lei è una bambina di tre anni, loro due uomini di mezza età che convivono da tempo, serenamente, e hanno entrambi un buon reddito. La bimba è molto affezionata a loro e li chiama “zii” anche se non c’è nessun grado di parentela, ma un affetto sincero e profondo, così il giudice ha deciso di affidargli la bambina. Ora però la strada non è semplice perché la Procura emiliana, ha invece dato parere negativo all’affido ritenendo che i due non fossero all’altezza del compito. Il provvedimento quindi potrebbe anche essere impugnato. Ma la coppia è pronta a dare battaglia del resto, a gennaio, era stata addirittura la Cassazione a sancire il diritto di una coppia gay a ottenere in affido un minore, in quanto “sostenere che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale è un mero pregiudizio”.

Il neonato picchiato a Palermo: per lui arriva un benefattore anonimo

neonato-picchiato-benefattore-tuttacronacaNessuno si è offerto per adottare il piccolo Giorgio, il bimbo palermitano destinato a rimanere sordo e cieco a causa delle percosse inflittegli dai genitori. Il bimbo era stato ricoverato a Ferragosto e di lui hanno chiesto informazioni solo un paio di professionisti e la titolare di un’associazione umanitaria, anche se nessuno ha avanzato richiesta di affidamento. Però, stando al “Corriere della Sera”, ora sarebbe apparso un anonimo benefattore milanese disposto a occuparsi di tutte le spese per le cure e il mantenimento del piccolo. Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell’ospedale dei bambini di Palermo, ha spiegato: “Mi ha detto che provvederà da oggi per tutta la vita di Giorgio al suo mantenimento. Pronto a trasferirlo a Milano. Offrendo quanto serve per la riabilitazione e per tutte le cure necessarie a una struttura pubblica o privata”. E’ la stessa persone che, in passato, ha assicurato in forma anonima cure costose e coperto spese per bisognosi e senzatetto. I genitori, privati della patria potestà e con il divieto assoluto di avvicinarsi all’ospedale, sono nel frattempo indagati per tentato omicidio ma liberi.

Genitori indagati per tentato omicidio: avrebbero picchiato un neonato

neonato-picchiato-palermo-tuttacronacaRespingono le accuse di aver  picchiato il loro figlio di appena tre mesi un padre e una madre che sono indagati dalla procura per tentato omicidio. Era il 14 agosto quando il piccolo venne portato in ospedale dai genitori con le braccine, le gambe e la testa fratturate. Stando agli adulti, si sarebbe ferito cadendo mentre tentava di “gattonare”. Ma all’ospedale Di Cristina di Palermo i medici hanno capito che il neonato, ora ricoverato in rianimazione e che rischia di perdere la vista e l’udito, era stato picchiato. Dopo che i sanitari hanno accertato che il piccolo era stato vittima di “sindrome di maltrattamento”, il tribunale dei minori lo ha inserito nella lista dei bambini da adottare. Il padre e la madre sono entrambi disoccupati e la donna ha raccontato ai carabinieri di essere depressa. “Spesso è mio marito ad occuparsi di nostro figlio, ma anche lui soffre di depressione e forse per farlo stare zitto lo ha picchiato”, ha riferito ai militari. Dagli esami del sangue a cui sono stati sottoposti non risulta nessuna assunzione di alcol e droghe. Stando ai medici, il neonato era stato picchiato anche in passato: lo dimostrerebbero le fratture ormai ricomposte evidenziate dagli esami radiografici.

Ritrovato morto! 14enne scomparso da Paderno.

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E’ stato trovato morto a Biassono in provincia di Monza il ragazzino di origine etiope di 14 anni scomparso da Paderno Dugnano, in provincia di Milano, il 13 febbraio. Habtamu Scacchi era già scappato di casa un anno fa ed era stato rintracciato a Napoli mentre tentava di tornare nel suo Paese per ricongiungersi con due fratelli. Ancora ignote le cause del decesso.
La storia di Habtamu aveva fatto il giro del Paese all’inizio del 2012, quando era fuggito da Pettenasco, sul lago d’Orta, dove era in vacanza con i genitori in una casa di villeggiatura. Il ragazzino era stato fermato cinque giorni dopo da alcuni agenti di polizia che lo avevano riconosciuto a Napoli. Allora si era portato via una cartina geografica per orientarsi nel viaggio verso il Sud dell’Italia, alla volta dell’Etiopia.

Il suo sogno era rivedere i fratelli che aveva lasciato poco tempo prima quando era stato adottato, assieme a un altro fratello, dalla famiglia di Paderno. La polizia ferroviaria lo riconobbe mentre vagava nella stazione centrale di Napoli. Agli agenti raccontò la nostalgia di casa e il desiderio di riabbracciare i famigliari rimasti.

C’è a chi non passa più la febbre da… CAVALLO!

Chiude di Tor di Valle a Roma ed Enrico Montesano adotta uno dei cavalli rimasti orfani. “Me lo porterò in campagna per fare delle passeggiate e lo chiamerò Pomata”, ha detto l’attore romano che evidentemente ha ancora nel cuore quel personaggio (Er Pomata appunto) che ha interpretato insieme a Gigi Proietti nel film Febbre da cavallo, diretto da Steno nel 1976. “Sono dispiaciutissimo per la chiusura dell’ippodromo, per me è come se si chiudesse un’era. Con questa decisione che hanno preso si perde anche una conoscenza, un sapere, come si tratta e si allena un cavallo. Da sport più ricchi un aiuto al trotto proprio non poteva arrivare? Bisogna aiutare questo settore, anche togliendo le pesanti tasse che ci sono sopra. Sono molto avvilito: spendiamo tanti soldi in tombole o altri giochi. Salvare i cavalli proprio non si poteva?”.

Per Vaticano adozione da parte di coppie gay rende il bambino una sorta di merce

 

Capitolo precedente:

Via libera della Cassazione ai figli ai gay

Deputati Duma che non vogliono far adottare bimbi russi da americani: sanzionateli!

E’ quello che chiede una petizione su “We the peolpe”, sezione del sito della Casa Bianca. 37mila le firme raccolte.

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