La Mussolini e le sue doti attoriali: imita Esposito. Era un casting?

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Alessandra Mussolini potrebbe essere la one show girl italiana. Oggi la parlamentare ha irriso il giudice Antonio Esposito in Aula e con queste parole ha concluso l’esame del decreto del Fare: “O’ sacc’ o nun ‘o ssaccio’…Tu si’ o titolare, come faje?”. Grande divertimento tra i banchi del Pdl, forse i politici respiravano già l’aria da ultimo giorno di scuola?

La Mussolini ha recitato in napoletano l’intervista a ‘‘Il Mattino” del giudice di Cassazione Antonio Esposito, uno dei magistrati che ha deciso di confermare la sentenza di condanna per la vicenda Mediaset nei confronti di Silvio Berlusconi.

Sicuramente un ottimo casting, peccato per la politica che di nuovo volendo far satira, fa male a se stessa e allontana ancora una volta gli italiani, ormai stanchi dell’esibizionismo di alcuni politici.

La camera ha approvato il decreto del fare

ddlfare-camera-tuttacronacaApprovato dall’Aula della Camera il decreto del fare, che aveva incassato la fiducia con 427 sì e 167 no due giorni fa. Dopo tre giorni di maratona  oratoria dei gruppi parlamentari d’opposizione impegnati nell’ostruzionismo, ora il testo passa in Senato per la seconda, e probabilmente ultima, lettura. Nel provvedimento sono presenti diverse misure volte a sostenere il flusso del credito alle imprese, semplificare la burocrazia e abbreviare la durata dei procedimenti civili, anche attraverso il ripristino della mediazione obbligatoria per un ampio spettro di controversie. Il decreto introduce anche un finanziamento agevolato per le aziende che vogliono rinnovare macchinari e impianti ad uso produttivo, oltre ad ampliare le regole di accesso al Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese. Estesa la Robin Hood Tax, l’addizionale Ires sugli extra-profitti, anche alle imprese energetiche di dimensioni minori, con un volume di ricavi superiore a 3 milioni di euro e un imponibile di oltre 300mila euro. Il decreto mobilita investimenti in infrastrutture per un totale di circa 3 miliardi di euro. Il grosso deriva dal fondo di 2,03 miliardi (per il quadriennio 2013-2017) istituito al ministero delle Infrastrutture e che servirà a garantire la continuità dei cantieri in corso o l’avvio di nuovi lavori. Scende a 200 da 500 milioni il valore minimo delle infrastrutture per le quali è previsto il regime di defiscalizzazione parziale. Ma il decreto limita anche i poteri di Equitalia per venire incontro alle esigenze dei contribuenti in difficoltà. La possibilità di rateizzare il pagamento delle imposte è ampliata fino a 120 rate (prima erano 72) e sale a otto da due il numero minimo di rate non pagate, anche non consecutive, a partire dal quale il debitore decade dal beneficio della rateizzazione. Inoltre, il governo ha stabilito l’impignorabilità della prima ed unica casa a fronte di debiti iscritti a ruolo, ad eccezione dei casi in cui l’immobile sia di lusso. Slitta al 16 ottobre il primo versamento della Tobin Tax, introdotta dal governo Monti e dalla quale il ministero dell’Economiasi attende un gettito di circa 1 miliardo l’anno. L’offerta di accesso a internet tramite reti Wi-fi nei negozi e nei locali non richiederà più l’identificazione degli utenti. Uno degli emendamenti approvati che più hanno fatto discutere esclude il tetto alla remunerazione dei dirigenti che lavorano in società non quotate titolati di servizi di interesse generale come Poste e Ferrovie dello Stato.

La nuova proposta del Pdl: “scuole aperte anche d’estate”

scuoleaperte-estate-tuttacronacaLa responsabile scuola del Pdl, Roberta Centemero, ha lanciato una proposta: scuole aperte anche d’estate. L’idea è di sfruttare il periodo estivo per far misurare gli studenti con discipline nuove, per corsi di recupero e per valorizzare le attività sportive. La rappresentante del Pdl ha scritto: “Il decreto del Fare, sul quale ci troviamo ancora in una situazione di stallo forzato, contiene importanti misure anche per quanto riguarda la scuola, prima fra tutte le risorse per l’edilizia scolastica. Gli istituti vanno messi in sicurezza e devono poter offrire spazi di apprendimento al passo con i tempi, aprendosi al digitale. La nostra scuola va modernizzata, nelle infrastrutture così come nei metodi. Ieri il Ministro Carrozza ha suggerito di interrompere la prassi dei compiti delle vacanze. Io dico superiamoli e andiamo oltre: teniamo le scuole aperte anche nel periodo estivo. Sfruttiamo le vacanze per far misurare gli studenti con discipline nuove e attività integrative, per organizzare corsi di recupero più approfonditi, per sperimentare modalità di insegnamento innovative e per valorizzare le attività sportive. Al Ministro chiedo di considerare questa ipotesi non come una provocazione ma come una proposta concreta per avvicinare la scuola ai giovani e tenerla al passo coi tempi”.

Il governo punta sul Dl del Fare per rilanciare l’economia

ddlfare-approvato-tuttacronacaLa Camera ha approvato, con 427 sì e 167 no, la richiesta di fiducia del governo Letta sul dl Fare, un omnibus di 114 articoli (inizialmente 84) con misure in vari settori su cui il governo punta a rilanciare l’economia: dalle semplificazioni allo smaltimento dell’arretrato della giustizia civile, dalle infrastrutture al sostegno alle Pmi, passando per singole norme microsettoriali. Il premier Letta ha dichiarato: “Il voto di fiducia alla Camera è un segnale molto importante”. Secondo il Presidente del Consiglio, le risorse pubbliche vengono spesso utilizzate con “faciloneria”, “senza verificare il rapporto tra le stesse e gli utilizzi, che non possono essere sballati o approvati solo perchè c’è qualche lobby che vince alle due del mattino di fronte ad una Commissione stanca”. Letta ha poi fatto un paragone tra gli evasori fiscali e gli atleti dopati: “E’ facile vincere usando il doping come ha fatto chi ha vinto, truccando, il Giro d’Italia e il Tour de France”. E ancora:  “Gli italiani che hanno portato i soldi all’estero devono sapere che il clima è cambiato e che conviene anche a loro riportare i soldi in Italia perchè la situazione internazionale non consente più di avere le coperture che hanno avuto finora”. Il governo promette “una lotta senza quartiere per recuperare le risorse ovunque esse siano, in Svizzera o nei paradisi fiscali. Lo faremo e lo faremo con forza e determinazione”. “Se ci si chiede perchè l’Italia è un Paese poco competitivo, rispondo perchè l’economia in nero è così quantitativamente importante. Distorce la concorrenza e crea inefficienza”. “Nel nostro paese le tasse sono troppo alte perchè non tutti le pagano”. Letta ha ribadito “l’impegno a usare tutti i soldi che verranno dalla lotta all’evasione per abbassare la pressione fiscale”. Dopo la fiducia alla Camera, il decreto sarà ora cambiato dal Senato, per cancellare l’erronea eliminazione del tetto agli stipendi dei manager. Per quel che riguarda le norme, esse comprendo:

Semplificazioni: verranno sperimentate «zone a burocrazia zero» per le imprese; in più indennizzo in caso di ritardo da parte delle PA nel concludere la pratica. Abolito il certificato di sana e robusta costituzione per i lavoratori.
Edilizia: gli interventi di ristrutturazione edilizie con modifiche della sagoma non sono più soggetti a permesso di costruire: per loro basta la procedura semplificata (Scia).
Appalti: stop responsabilità solidale dell’appaltatore per i versamenti Iva del sub-appaltatore: rimane quella per i versamenti delle ritenute sui redditi dei dipendenti.
Lavoro: modifiche alle semplificazioni in questo settore, per evitare che incidano sulla sicurezza: precisate le competenze che dovrà avere l’Incaricato per la sicurezza, che sostituirà il Documento di valutazione del rischio (il Duvri); specificati gli elementi da tener conto nella valutazione del rischio.
Giustizia: misure per smaltire l’arretrato civile. La Camera ha eliminato l’obbligo della proposta conciliativa del giudice e ha modificato la mediazione obbligatoria: questa si considera avverata se il primo incontro si conclude senza accordo.
Infrastrutture: 2 mld in 5 anni per opere immediatamente cantierabili. Finanziate tre opere in Piemonte per 170 milioni, la terza corsia della A4 in Friuli, la «telesina» e la Termoli-San Vittore in Campania, l’eliminazione dei passaggi a livello sulla linea ferroviaria adriatica. Incentivi fiscali per le opere sopra i 200 milioni euro (finora era 500)
Scuola: Per la messa in sicurezza delle scuole arrivano 150 milioni in più per il 2014, da ripartire tra le Regioni.
Agenda Digitale: implementata la ‘governancè sia della Cabina di Regia che dell’Agenzia.
Domicilio digitale: la casella di posta elettronica certificata (Pec) è assegnata di diritto ad ogni cittadino ed è poi attivabile in via telematica dall’interessato;
Wi-Fi: gli esercizi commerciali che lo offrono gratis, non dovranno più identificare il cliente che si connette.
Cinema: prorogato al 2014 il credito di imposta.
Pmi: ampliata platea delle imprese che possono accedere al Fondo di Garanzia: anche i professionisti e le imprese sociali. Finanziamento di 2,5 mld a favore di micro, piccole e medie imprese per rinnovo macchinari (fino a 2 mln per azienda).
Appalti PA: le imprese che ottengono un appalto da una PA, sia con bando che con contratto, potranno avere un anticipo del 10% delle somme dovute.
Fondi Ue: norme per accelerare il loro utilizzo. Le risorse ancora da spendere ammontano a 30 mld. Se gli EE.LL non agiscono interviene il Governo nominando un Commissario.
Ricerca: il Miur sosterrà una serie di interventi di sostegno e sviluppo della ricerca fondamentale industriale, con un contributo alla spesa. Fine del blocco del Turn Over nelle Università e negli Enti di Ricerca.
Università: da 2014 30.000 borse di studio da circa 5.000 euro per gli studenti italiani meritevoli, per favorirne la mobilità negli Atenei lontani da casa.
Spending review: diventa permanente, con un Comitato interministeriale con un Commissario con poteri ispettivi, compreso l’invio della Gdf.
Federalismo fiscale: accelerato il passaggio di beni demaniali agli EELL: l’introito in caso di vendita andrà per il 25% allo Stato per abbattere il debito.
Fisco: Equitalia non potrà sequestrare il macchinario o il bene mobile se l’azienda o il professionista dimostra che esso è «strumentale» alla propria attività. L’unica casa di abitazione non può essere pignorata. Per le partite Iva comunicazioni telematiche semplificate. Disoccupati ed esodati che non hanno più il datore di lavoro a fare da sostituto di imposta, avranno comunque i crediti fiscali entro l’anno rivolgendosi al Caf.
Tobin Tax: proroga all’ 1 settembre 2013 la decorrenza e al 16 ottobre 2013 il termine di versamento.
Sindaci-deputati salvano scranno: i sindaci delle città fino a 15.000 abitanti eletti in Parlamento salvano entrambi gli scranni fino alle prossime amministrative (2015).
Corsia preferenziale per i farmaci innovativi per avere tempi rapidi per la loro autorizzazione.
Medici: slitta all’agosto 2014 l’obbligo del personale sanitario di avere una assicurazione Rc.
Multe: sconto del 30% sul quelle pagate entro 5 giorni.
Debiti Pa: Per Puglia e Piemonte, Emilia e Lazio altri 280 milioni per saldare i proprie debiti sanitari.
Tv Locali-Banda Larga: evitato il taglio di 19 milioni nel 2013 alle Tv locali, ma a danno dei Fondi per la Banda Larga.
Croce rossa italiana: arrivano 150 milioni di anticipazioni di liquidità per il 2014 da parte del Tesoro.
Poste: per le spa pubbliche non quotate non vale il taglio del 50% delle spese sulle auto previsto dalla spending review.
Rifiuti: divieto di importazione in Campania di rifiuti speciali e di rifiuti urbani pericolosi da smaltire.

Ostruzionismo in aula. Grillo dichiara: “Bisogna ripulire l’Italia dal letame”

beppe-grillo-dldelfare-tuttacronacaNel giorno in cui si vota la fiducia al decreto legge ” del fare”, Beppe Grillo spiega nel suo blog che: “Bisogna ripulire l’Italia come fece Ercole con le stalle di Augia, enormi depositi di letame spazzati via da due fiumi deviati dall’eroe”. Il leader del M5S prosegue: “E’ una fatica immane, ma per salvarsi, o almeno limitare i danni, bisogna risanare il Paese, vanno sradicati inciuci, connivenze, diritti acquisiti, rendite di posizione, burocrazia”, prosegue il leader del M5S, definendo poi il governo Letta “inesistente”. Immediata la reazione, su Twitter, della portavoce del Pdl alla Camera, Mara Carfagna: “Grillo istiga all’odio e alla violenza. Basta con questo patetico fascismo 2.0”.

Nel frattempo, in aula, prosegue l’iter parlamentare del dl così come l’ostruzionismo portato avanti dalle opposizioni. M5S, Sel e Lega hanno infatti presentato 251 ordini del giorno, di fronte ai pochi depositati da singoli deputati della maggioranda. Il timore è che la discussione e il voto, che avverranno dopo la fiducia, richiedano molte ore, il che lascia presagire alla Camera una seduta fiume. Il governo ha messo martedì la fiducia alla Camera sulla conversione in legge del decreto, che contiene provvedimenti per rilanciare l’economia. L’esecutivo vuole in questo modo evitare la discussione degli 800 emendamenti presentati, che impedirebbe l’approvazione prima delle ferie anche di altre leggi, in particolare quella sull’omofobia. La strategia potrebbe essere vanificata, però, dall’ostruzionismo annunciato e sicuramente messo in pratica da parte di M5S, Lega e Fdi.

Il governo pone la fiducia al “decreto del fare”

decreto-fare-tuttacronacaVotazione sulla fiducia domani, 24 lulio, sul decreto “del fare”. Oggi il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha spiegato: “Abbiamo un calendario molto complicato: 6 decreti, le leggi europee, il disegno di legge di riforma costituzionale, le leggi sui partiti e l’omofobia, votare su 800 emendamenti non permette di rispettare tempi”. Come spiega Il Fatto, Franceschini ha riassunto in aula la situazione che si era venuta a creare dopo, appunto, la presentazione di 800 emendamenti al decreto legge: su richiesta dell’esecutivo di “scendere a un numero ragionevole” Sel e Lega “avevano detto sì”, la maggioranza aveva accettato di ridurre a 10 gli emendamenti mentre una trattativa con il M5S era saltata e i parlamentari “grillini” avevano deciso di tenere tutti le modifiche presentate, cioè oltre 400. “Se il tema è costruire un percorso che consente all’aula di esprimersi in tempi ragionevoli sui singoli emendamenti è un conto, se invece il tema è l’accoglimento di un certo numero di emendamenti la cosa cambia”, ha spiegato il ministro. Rispetto alla trattativa sugli emendamenti tra M5S e governo, i pentastellati si erano dichiarati disponibili a ritirare gran parte degli emendamenti, riducendoli a 8. Ma il governo avrebbe risposto di poterne accogliere la metà, cioè quattro.

Nel frattempo M5S, Lega e Fdi non hanno accettato la diretta televisiva sulle dichiarazioni di voto finali: questo lascia intendere l’intenzione di praticare l’ostruzionismo, avvalendosi degli strumenti regolamentari che concedono tempi larghi di intervento ai deputati sui decreti legge. Un no dell’M5S è arrivato anche per la possibilità che le commissioni Affari costituzionali e Ue possano esaminare la legge sul finanziamento ai partiti e la legge comunitaria. A conseguenza di ciò, saranno solo le commissioni che esaminano decreti legge a riunirsi.Il capogruppo Pd Roberto Speranza, ha spiegato che tale ostruzionismo “Rischia di rallentare provvedimenti decisivi, di cui il Paese ha bisogno”. Sono i pentastellati che spiegano: “Alla fine avevamo presentato otto-nove punti qualificanti di modifica al decreto ‘del Fare’. Punti che avrebbero migliorato un testo pressoché impresentabile. Al governo, però, evidentemente non interessa affatto licenziare norme utili al Paese”. Quindi gli eletti M5S elencano: “Estendere la riduzione del Cip 6 anche agli inceneritori, togliere la scandalosa deregulation sulle sagome degli edifici demoliti e ricostruiti, favorire il pagamento degli stagisti del ministero della Giustizia, aprire un fondo di sostegno alle Pmi in cui poter versare le eccedenze degli stipendi dei parlamentari, rendere più aperta e democratica la gestione della Cassa depositi e prestiti, rivedere la Tobin Tax per colpire il day trading, ricalibrare l’Iva sui servizi portuali, vincolare infine gli incentivi per i nuovi macchinari al mantenimento dei livelli occupazionali e delle strutture produttive sul territorio nazionale”. Con queste misure, se fossero state introdotte, concludono i deputati del Movimento, il decreto sarebbe stato “almeno presentabile: al ministro Franceschini abbiamo lasciato intendere che non ci interessa la mera contabilità degli emendamenti presentati o approvati. E tantomeno le pantomime mediatiche su sterili battaglie, tipiche di una certa opposizione. A noi interessano le modifiche concrete e puntiamo sempre a portare a casa i risultati”.

Norma bipartisan “salva-poltrone”: questo è il cambiamento del “decreto del fare”?

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Il governo delle larghe intese, al servizio dei cittadini (meno dei rifugiati politici), nel “decreto del fare” presenta nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera un emendamento bipartisan, firmato da Pdl, Pd e Sel, che cancella l’incompatibilità tra ruoli di governo e la carica di sindaco nei comuni superiori a 5 mila abitanti dove le elezioni si sono tenute prima dell’agosto 2011. In pratica i sindaci delle grandi città, eletti in parlamento possono conservare le loro due poltrone. In questo modo  Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno e viceministro, non dovrebbe scegliere se continuare a fare il sindaco o prendere parte ai lavori dell’Aula. Ma è compatibile? Come si riesce ad amministrare bene un comune se si è continuamente chiamati a Roma per partecipare ai lavori parlamentari? Come si fa a partecipare ai lavori parlamentari se si è continuamente impegnati a gestire un comune con più di 5 mila abitanti che presenta diverse complessità? Forse i politici hanno giornate superiori alle 24h? Quanto deve lavorare un sindaco che è anche parlamentare? Quanto stress può accumulare da questo doppio incarico? E’ umanamente possibile gestire un carico così elevato di responsabilità che derivano sia dalla mansione di sindaco che da quella di parlamentare?

C’è chi si oppone al provvedimento come Mara Carfagna, portavoce del Pdl a Montecitorio e anche commissario provinciale del partito proprio a Salerno, che scrive sul suo blog: “Ritengo sbagliata questa norma e in aula voterò contro”.

Critiche anche dai pentastellati, che attraverso Angelo Tofalo, firma un’interrogazione sul caso. “La combriccola degli incompatibili – sottolinea il grillino – sferra un attacco improvviso per inserire nel decreto omnibus del fare il concetto dell’autoconservazione. L’emendamento è bipartisan. Per l’ennesima volta – continua Tofalo – il partito unico delle maggioranze mescolate e delle comode minoranze d’opposizione dedica il proprio tempo a conservare diritti acquisiti mentre il paese muore inascoltato”.

La soddisfazione di Berlusconi per l’approvazione del “decreto del fare”

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Ieri è arrivato il via libera del governo al decreto del “fare” e Berlusconi oggi, in una telefonata in diretta a Studio Aperto, si è dichiarato “molto soddisfatto”. Il Cavaliere ne ha approfittato per rivendicare il fatto che nel decreto siano presenti molte delle misure del programma del Pdl, che giudica “un grande risultato”. E se il “decreto del fare” è “un buon inizio”, non manca di puntare ancora una volta l’attenzione sulla necessità di cancellare definitivamente l’Imu sulla prima casa, perchè “il rispetto delle promesse fatte ai cittadini è il primo comandamento della buona politica”. Confermato dunque il “sostegno leale” del suo partito all’attuale governo, “un fatto epocale collaborazione tra centrodestra e centrosinistra dopo decenni di contrasti aspri”. Ha parole anche per l’Iva l’ex premier, che sottolinea come le risorse per non aumentarla “si devono trovare perchè non è possibile che sugli 800 miliardi di costo della nostra macchina dello Stato non si trovino 8 miliardi, 4 per l’Imu e 4 per l’Iva”.

Decreto del “fare”: oltre 80 norme. Basteranno? Quali i limiti?

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Arriva il decreto del “fare” e a comporlo sono circa 80 norme. Si spazia dalla wi-fi pubblica per cui non sarà più necessaria l’identificazione dell’utente alla nuova norma per Equitalia che impedirà il pignoramento della prima casa. Lascia più perplessi l’accesso a risorse per le aziende che vogliono investire in macchinari con il coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti… quali saranno i tempi per accedere ai 5 miliardi previsti per le imprese? Mentre sembra che  si vada verso un accesso più facile al credito per la piccola e media impresa con un fondo di garanzia che è stato rafforzato. Ma purtroppo c’è stato anche il rinvio per il ddl semplificazioni, quindi tutte queste nuove potenzialità sembra che dovranno, almeno per il momento, scontrarsi con la vecchia e lenta procedura burocratica vigente. Un colpo d’uro alla giustizia civile con lo smaltimento di 1,2 milioni di pratiche arretrate… ma anche qui le intenzioni sono ottime, l’attuazione più complessa se non intervengono delle semplificazioni procedurali. Gli edifici scolastici potranno iniziare un lento percorso di manutenzione, purtroppo appaiono pochi quei 100 milioni per l’edilizia scolastica. Le scuole italiane hanno bisogno di innovazione, di messa in sicurezza e di interventi strutturali per essere competitive con le scuole a livello europeo.  Assunzioni anche per le università, ma saranno solo 1500 i professori ordinari e 1500 i ricercatori… un ago in un pagliaio?
Arrivano anche le borse di studio per studenti meritevoli che vogliono andare a studiare in un’altra regione… ma siamo ancora ben sotto il livello europeo di agevolazioni di cui possono godere gli altri studenti dell’area euro.  Si avvia una sperimentazione con la quale le amministrazioni saranno responsabili se vengono superati i termini. Anche per il settore nautico, fortemente in crisi, arriva la prima agevolazione con l’eliminazione della tassa sulle piccole imbarcazioni. Sulla cittadinanza invece si cercherà di evitare ritardi causati da errori burocratici… cioè quello che già si dovrebbe fare normalmente! E poi torniamo alle grandi opere. In primo piano l’Expo saranno 2 miliardi quelli che riguarderanno le opere strategiche legate all’evento di Milano. Poi altri 3 miliardi invece sono previsti per piccole, medie e grandi opere su territorio nazionale e dovrebbero creare almeno 30 mila posti di lavoro tra diretti e indiretti. Vengono diminuiti gli oneri per le imprese… alcuni sono quelli legati alla sicurezza sul lavoro, un risparmio per 450 milioni di euro!!! 

Intenzioni e propositi, avvio di sperimentazioni, quello che sembra mancare è la semplificazione burocratica… investire senza semplificare può portare benefici? 1500 professori nelle università non è un numero troppo limitato? 1500 ricercatori se non si investe in innovazione e adeguamento delle strutture di ricerca può bastare? E’ chiaro che delle scelte andavano fatte, ma perché ancora non si riesce a guardare più avanti promuovendo la banda larga e investendo sulla micro-imprenditoria? Perché non si lavora su progetti mirati invece che investimenti a pioggia per un ammontare di 3 miliardi?

Basterà per riavviare il motore Italia ora che arriverà la stangata Iva?

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