Indagine sul neoministro Lanzetta: abuso d’ufficio

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Un’indagine per abuso d’ufficio pende sulla testa del neoministro pd degli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta. Sarebbe la Procura di Locri incaricata di svolgere tali indagini e l’articolo più completo comparirà domani su Panorama:

“Celebrata come sindaco antimafia a causa di una serie di minacce e di attentati”, scrive Panorama, Lanzetta “avrebbe però altri ‘nei’ nella sua amministrazione: il suo vicesindaco, Francesco Antonio Siciliano, è il genero di Vincenzo Ruga, condannato in via definitiva per associazione mafiosa e considerato boss della ‘ndrina della Locride; inoltre la Corte dei conti ha dichiarato nel 2013 che il bilancio di Monasterace (un comune di appena 3 mila abitanti) è praticamente al dissesto in quanto presenta ‘attivi insussistenti’, cioè un buco, per oltre 1 milione e 117 mila euro”.

L’indagine, secondo quanto riporta il settimanale, vedrebbe Lanzetta sotto inchiesta per una denuncia del marzo 2012, firmata da quatto consiglieri dell’opposizione di centrosinistra. Secondo quanto scrive Panorama, l’indagine (tuttora in corso e affidata al procuratore di Locri, Luigi D’Alessio) riguarda un appalto per l’illuminazione pubblica da 230 mila euro, affidato senza gara nel 2010 dall’amministrazione comunale di Monasterace, il comune calabrese di cui Lanzetta è stata sindaco dal 2006 al luglio 2013.

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Lavitola in manette per tentata estorsione: “aveva video di Berlusconi con le squillo”

lavitola-arresto-tuttacronacaValter Lavitola, ex direttore dell’Avanti, è stato arrestato dagli uomini della Digos di Napoli per tentata estorsione ai danni della società Impregilo. L’inchiesta,  condotta dal procuratore aggiunto di Napoli Francesco Greco e dai pm Henry John Woodcock, riguarda appalti a Panama. In particolare, le accuse fanno riferimento alla promessa da parte della società Impregilo di realizzare un ospedale a Panama in cambio dell’attribuzione da parte delle autorità panamensi dell’appalto per la realizzazione della metropolitana di Panama City, appalto poi attribuito a un’altra società non italiana.  Vi sarebbero state minacce di ritorsioni di vario genere nei confronti dei responsabili dell’Impregilo per indurli a realizzare comunque l’ospedale. I pm contestavano anche l’ipotesi di corruzione internazionale , non condivisa dal gip, che ha ritenuto invece sussistente l’ipotesi di istigazione alla corruzione.Negli atti dell’indagine si fa riferimento anche al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il cui ruolo sarebbe stato quello di “vettore inconsapevole” del tentativo di corruzione attuato da Lavitola. Il quale avrebbe procurato alcune prostitute a Berlusconi filmando poi di nascosto gli incontri, secondo quanto riferito dall’imprenditore Angelo Capriotti ai pm, sostenendo di aver ricevuto la confidenza dallo stesso Lavitola. L’interrogatorio è stato reso nell’inchiesta sugli appalti a Panama, il 9 aprile scorso. Capriotti sostiene inoltre che l’imprenditore Mauro Velocci gli disse che “aveva poi sottratto a Lavitola, duplicandoli, dei video a luci rosse riguardanti tali incontri, video che Lavitola stesso gli aveva girato di nascosto”.  Secondo Capriotti, Velocci disse anche di essere in possesso di video che riprendevano il presidente di Panama, Martinelli, intento ad assumere cocaina. “Io non ho però, mai visto tale video – ha dichiarato – so che Velocci si sentiva molto potente dopo avere svuotato i computer e i telefoni di Lavitola”. L’avvocato Ghedini, legale di Berlsuconi, ha dichiarato che “E’ falso” che Lavitola sia stato in possesso di alcuni video compromettenti che riguardino Silvio Berlusconi. “Non vi è stato alcun incontro” con prostitute da parte di Berlusconi, aggiunge, e quindi “non possono essere mai esistiti i pretesi video”.

Quel 2% che potrebbe anche essere incostituzionale…

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Sembra un gran pasticcio! E’ appena nata ma già solleva molti dubbi la legge per il finanziamento ai partiti attraverso il 2 per mille dell’Irpef. Troppi i dubbi, infatti se viene espressa la preferenza c’è il rischio di incostituzionalità in quanto verrebbe meno la segretezza del voto politico, se invece si lascia non espressa allora vanno direttamente allo Stato.

 Come afferma Panorama:

La nuova normativa recepisce, di fatto, i dubbi sollevati a novembre dal procuratore del Lazio della Corte dei Conti, Raffaele De Dominicis, secondo il quale tutte le leggi a partire dal 1997 avevano risvolti incostituzionali in quanto reintroducevano il finanziamento pubblico dei partiti in difformità con quanto proclamato dai cittadini con il referendum dell’aprile 1993.

Lavitola e lo scoop di Panorama: spuntano le intercettazioni di Marina Berlusconi

lavitola-tuttacronacaOtto giorni fa è stata trasferita a Roma un’indagine nata a Napoli, per decisione del Tribunale del Riesame partenopeo, e oggi a piazzale Clodio dovrebbe arrivare il faldone che riguarda la fuga di notizie legata agli arresti dei coniugi Tarantini e di Valter Lavitola. Come spiega il Messaggero, sulla vicenda della presunta fuga di notizie fuoriuscita dalle stanze del Palazzo di Giustizia del capoluogo campano ulteriori approfondimenti toccheranno alla magistratura romana. Tra gli atti trasmessi da Napoli a Roma vi sarebbero anche alcune conversazioni telefoniche intercettate per ordine dei pubblici ministeri partenopei, Vincenzo Piscitelli e John Henry Woodcock: e, in particolare, quelle riguardanti il direttore di ”Panorama”, Giorgio Mulè, con Marina Berlusconi, presidente di Arnoldo Mondadori Editore (non indagata). Il fascicolo si riferisce allo scoop pubblicato da Panorama nell’agosto 2011, nel quale parlava dell’indagine a carico di Lavitola. Risulterebbero indagati per la presunta fuga di notizie, in questa inchiesta, il cancelliere dell’ufficio gip di Napoli Marco Reale, per il quale era stata reiterata una richiesta di interdizione, l’avvocato napoletano Alessandro Maresca e il giornalista Giacomo Amadori, autore dell’articolo. Giorgio Mulè, direttore di Panorama, è indagato nel filone legato alla corruzione, invece. Secondo l’accusa, il 5 agosto del 2011 qualcuno avrebbe usato la password del gip Amalia Primavera per trafugare l’intera richiesta di arresto dei Tarantini e di Lavitola. Verso la fine dello stesso mese, il 24, il contenuto della richiesta dei pm partenopei venne pubblicato dal settimanale. Fin qui le indagini preliminari di Napoli che ipotizzano la fuga di notizie che avrebbe consentito all’ex direttore dell’ “Avanti” Lavitola di lasciare l’Italia per Panama. Spiega sempre il Messaggero: “Il collegio del Riesame di Napoli, presieduto da Vincenzo Lomonte ha deciso di mandare tutto a Roma argomentato che Reale – essendo cancelliere del gip Amelia Primavera – con la propria presunta iniziativa di passare notizie al settimanale, avrebbe in qualche modo coinvolto (anche come eventuale parte offesa) il giudice Primavera. Per dicembre, poi, sempre il Riesame di Napoli è chiamato a pronunciarsi sul secondo filone dell’inchiesta: quello legato all’ipotesi di corruzione. L’inchiesta dei pm Woodcock e Piscitelli ha portato gli inquirenti a farsi un convincimento ben determinato: Reale, sfruttando il fatto di essere cancelliere in servizio nello stesso ufficio del gip che esaminava la posizione di Valter Lavitola, avrebbe di fatto aiutato Maresca a consegnare al direttore dell’ “Avanti” gli atti segreti del caso Tarantini-Lavitola; in cambio, l’avvocato avrebbe ottenuto dai giornalisti un aiuto nella pubblicazione di un suo romanzo. Difeso dal penalista Antonio Briganti, l’avvocato Maresca ha sempre respinto questa tesi, sostenendo di poter dimostrare la propria innocenza.”

La moglie di Renzi approfitta del permesso auto del marito

panorama_renzi-tuttacronacaE’ Panorama che, nel numero in edicola domani, ne dà l’esclusiva: la moglie di Matteo Renzi, sindaco fiorentino in corsa per le primarie del Pd abuserebbe del permesso auto del marito. Almeno secondo il settimanale che in una nota scrive che la donna “percorre le corsie preferenziali a bordo dell’auto del marito”, supportando le parole con un servizio fotografico. Prosegue Panorama: “Si tratta di un servizio realizzato da un fotografo freelance del capoluogo toscano la mattina del 31 ottobre scorso. Nelle foto che illustrano il servizio si vede la monovolume dei Renzi in vari punti del percorso tra l’abitazione di Pontassieve e Poggio Imperiale, dove insegna Agnese Landini, moglie del primo cittadino candidato alla segreteria del Pd e alla guida dell’Italia”. Secondo il settimanale: “La signora è sola e, negli oltre 20 chilometri che separano casa dalla scuola percorre tutte le volte che può le corsie preferenziali grazie a un permesso in bella vista sul cruscotto che qualifica l’auto come impegnata in ‘servizio istituzionale'”. E conclude: “Quello di circolare sulle corsie preferenziali, evitando fastidiose code o ingorghi è un privilegio riservato al sindaco Renzi”.

Roma rischia il commissariamento, Marino e gli stipendi d’oro?

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Un sindaco che si vede sfrecciare per le vie della città a bordo della sua bicicletta e la scorta che, pedalata dopo pedalata, lo segue ovunque. Ma a parte la sua stracittadina mattutina tutti si domandano, pedonalizzazione dei Fori a parte, cosa abbia in mente di fare il sindaco. Il rapporto con il Pd sembrerebbe essere ai ferri corti, i primi sentori si erano avuti  quando Goffredo Bettini, l’inventore della sua candidatura, dopo averlo lasciato nel mezzo della sua campagna elettorale e volando in Thailandia, ora non gli parla sembrerebbe da almeno 45 giorni.

I consiglieri comunali lo rimproverano di essersi asserragliato tra i suoi e di non volersi confrontare con nessuno e di non aver ancora portato una delibera in aula Giulio Cesare.

Nel mirino anche gli assessori , in primis i cosiddetti tecnici, accusati di avere una visione troppo “ragionieristica” della gestione di una città complessa come Roma.

Come riporta Panorama poi:

Tra coloro che per primi rischierebbero di fare le spese di un ipotetico, e alquanto precoce rimpasto di giunta, l’assessore al Bilancio Daniela Morgante che, dopo mesi di silenzio, dovrebbe comunicare a breve che mosse avrebbe escogitato – visto che i tagli sulle auto blu e sulle bottigliette di acqua minerale pubblicizzati dal sindaco sembrano un po’ poco – per scongiurare il commissariamento del Comune, aggravato da un debito di 800 milioni di euro, nel caso in cui il 30 novembre saltasse l’approvazione del bilancio.

E’ infatti soprattuto alla luce di un quadro tanto deprimente che, a scorrere la tabella degli incarichi assegnati fino al 7 agosto dalla giunta Marino a persone esterne all’amministrazione, si resta abbastanza interdetti. Soprattutto leggendo i relativi compensi.

Guadagnerà, infatti, ben 170.787 euro il capo ufficio stampa Marco Girella, in arte Bettini, scrittore di romanzi noir, giornalista del Resto del Carlino e già portavoce dell’ex sindaco di Bologna Flavio Debono. In un’intervista al Corriere della Sera del 10 aprile del 2010 dichiarò candidamente: “Nelle segreterie di politici e assessori si entra non per competenza né per chiara fama”. Non a caso nell’ambiente della stampa romana non lo conosceva nessuno e anche i titoli delle sue opere risultano pressoché ignoti a più, compresi i giallisti.

Il suo predecessore, Simone Turbolente, fidatissimo di Gianni Alemanno, arrivò a guadagnare 125.225 euro, ma solo dopo 5 anni ed essendo partito da 90mila.

Sontuosa la retribuzione anche della friulana Chiara Romanello, portavoce di Marino durante la campagna elettorale e oggi vice di Girella, che ogni anno si metterà in tasca 109mila euro lordi.

Quanto l’attuale portavoce del sindaco Guido Schwarz, proveniente da un’esperienza al ministero dell’Istruzione guidato dal precedente ministro Francesco Profumo, retribuito un po’ meglio della portavoce di Alemanno, Ester Mieli, ferma a 103.225.

Superpagate anche la “capo segreteria particolare” Silvia Decina (142.953 euro), segretaria storica di Walter Veltroni e la segretaria particolare del sindaco Silvia Pelliccia (117.971 euro).

Ma a sfidare i roboanti buoni propositi del sindaco su controllo della spesa e trasparenza sono soprattutto i casi di Mattia Stella e Maurizio Pucci.

A entrambi finiranno in tasca, in qualità di “dirigente dell’ufficio di gabinetto” poco più di 157mila eurolordi all’anno. A tempo determinato sì, ma con una busta paga ben più consistente non solo di quelle dei dirigenti di ruolo dell’Ente (tutte tra i 90mila e i 130mila euro con rare eccezioni come quella del ragioniere generale Maurizio Salvi, 146.825 euro), ma anche di quelle dei dirigenti a tempo determinato, ancora in servizio alla data dei 31 marzo 2013, tutti tra i 103mila euro e i 130mila con l’eccezione del direttore esecutivo Raffaele Borriello (202mila euro) e del vice capo di gabinetto Tommaso Profeta (160.600 euro) .

E ciò in piena violazione di quanto previsto dallo Statuto del Comune di Roma che al comma 4 dell’articolo 34 stabilisce che “il trattamento economico di coloro ai quali sono conferiti gli incarichi dirigenziali a tempo determinato, in nessun caso può complessivamente superare l’importo di quello previsto per i dirigenti di ruolo dell’Amministrazione”.

Mattia Stella, autore del programma di Marino in campagna elettorale, si occuperà del “coordinamento, monitoraggio e verifica degli obbiettivi programmatici”, mansione che non risulta nella lista delle “responsabilità amministrative” per cui ai membri dello staff sia consentito attribuire la qualifica dirigenziale.

Di Pucci si sa quanto guadagnerà ma non per fare cosa. Dirigente Ama in aspettativa (non retribuita), responsabile della Protezione civile sotto l’ex presidente della Regione Piero Marrazzo, direttore dei cantieri per il Giubileo del 2000, sovrintendente alle Grandi opere (tra cui l’apertura dell’Auditorium), già amministratore delegato di Musica per Roma, Pucci è stato uno degli uomini chiave dell’era Rutelli-Veltroni. Sempre sulla cresta dell’onda, nemmeno Ignazio Marino ha potuto rinunciare al “Mister Wolf” dé noantri (come il personaggio che “risolveva problemi” in Pulp Fiction di Quentin Tarantino). Responsabile della sua lista civica (come lo era stato già di quella di Walter Veltroni), a lui il sindaco si è affidato per l’impresa di liberare i Fori dal traffico. Prossimamente potrebbe, forse, ottenere una sorta di delega ai “progetti speciali”.

Da capogiro anche i compensi destinati ad alcuni dei capi e membri degli staff degli assessori. Tanto alti da superare quasi quello dello stesso Marino e sicuramente quelli degli assessori che li hanno fatti assumere alle loro dipendenze.

E’ il caso, per esempio, di Luca Lo Bianco, Leslie Capone, Andrea Bianchi e Juri Stara, capo staff rispettivamente degli assessori all’Urbanistica Caudo, al Commercio Leonori, al Patrimonio Nieri (vicesindaco) e agli Stili di vita Pancalli, i quali guadagneranno ogni anno circa 150mila euro lordi l’anno, circa 5.700 euro netti per 13 mensilità contro i 4mila degli assessori.

E soprattutto contro i 1.200 euro percepiti, per fare un esempio, da Luca Galloni, dipendente comunale e capo segreteria del presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti.

Interessante anche il caso di Loredana Granieri, funzionaria della provincia di Roma che si è messa in aspettativa da quell’Ente per un contratto a tempo determinato come capo staff dell’assessore alla Scuola, e vero braccio destro di Marino, Alessandra Cattoi. Con un semplice comando , ossia un trasferimento momentaneo per particolari esigenze di servizio, la signora Granieri (non è laureata) sarebbe costata 33mila euro invece dei 115mila che Roma Capitale dovrà corrispondergli per i prossimi 5 anni.

Intanto, nonostante il sindaco si vanti di aver ridotto da 97 a 84 il numero delle collaborazioni a tempo determinato rispetto al suo predecessore Gianni Alemanno, nuove assunzioni – come quella di Giulia Calamante, figlia dell’ex assessore veltroniano Mauro, infilata nello staff dell’assessore al Commercio Marta Leonori – sono già state formalizzate e altre lo saranno nelle prossime settimane.

Quando il ritmo interiore diventa musica: Caro Emerald

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Quell’aria densa di fumo e quelle note che trovavano la profondità nei locali polverosi: il jazz. Non è solo una parola, è un ritmo interiore, è uno stile di vita. Il 5 ottobre è attesa al Teatro Nuovo di Milano Caro Emerald, una leggenda del jazz contemporaneo, che rilasciando un’intervista a Panorama ha confidato:

 ‘Ho scoperto il mio talento per il canto, quando mi è stata offerta una parte nel musical della scuola dove ho avuto modo di cantare un assolo. La canzone era Dream a Little Dream dei Mama’s and Papa’s e ancora oggi, ogni tanto canto quel brano durante i miei spettacoli’.

Nonostante il successo mondiale, Caroline, vero nome dell’artista, è rimasta una ragazza semplice: ‘In alcuni aspetti la mia vita è molto cambiata, viaggio molto, mi esibisco di fronte a grandi palchi e sperimento cose che non avevo mai fatto prima, come servizi fotografici e spettacoli televisivi. Ma fondamentalmente sono rimasta la stessa persona di un tempo, quando non ero ancora famosa, ho ancora gli stessi amici con cui trascorro il tempo insieme quando non sono in tour, cosa che adoro e che mi aiuta a rimanere quella che sono adesso. Inoltre amo cucinare o semplicemente restare a casa da sola, perché a volte è bello non avere nulla da fare (ride)’.

Riguardo al suo secondo album The Shocking Miss Emerald, uscito lo scorso maggio, ci racconta: ‘I miei produttori Jan e David non solo hanno scritto e prodotto la musica, ma dirigono anche la mia etichetta (Grandmono Records) e quando abbiamo iniziato a lavorare sul nuovo album, avevamo scritto alcune canzoni, ma abbiamo trovato molto difficile trovare un momento per concentrarci solo sulla musica. Così ho pensato che dovevamo scappare da tutto in modo da poterci dedicare esclusivamente sulle canzoni e allora li ho portati a casa mia in Francia. Ho perso un sacco di tempo per convincerli che a casa mia avremmo potuto realmente concentrarci sul lavoro senza alcuna distrazione perché la casa è in una zona molto tranquilla, ma quando siamo arrivati abbiamo scoperto che nelle settimane precedenti aveva fatto un freddo incredibile che aveva congelato tutti i tubi dell’acqua. Inoltre non c’era più legna per il riscaldamento, quindi non abbiamo potuto fare una doccia calda o avere l’acqua corrente! Ero così imbarazzata, non potevamo usare il bagno e siamo rimasti bloccati in una casa gelida. Dopo qualche giorno i tubi si sono scongelati ma abbiamo scoperto che erano scoppiati per il gelo, allagando completamente il soggiorno’ spiega

‘Ci siamo dovuti alzare nel cuore della notte per asciugare l’acqua e pulire tutta la casa. Ci sono voluti circa 4 giorni per riportarla in ordine e quando l’abbiamo fatto abbiamo iniziato a cercare ispirazione.Siamo andati in un negozio di cose usate e abbiamo trovato un vecchio giradischi degli anni 60 con degli altoparlanti di pessima qualità, ma che producono un grande suono e abbiamo passato un giorno intero a campionare vecchi dischi. Alla fine di questi sample abbiamo trovato un disco di tango molto oscuro e così è nata Tangled Up” racconta.

‘E’ stato molto divertente lavorare su un nuovo album, dopo tanto tempo di tour e promozione’ continua Caro ‘ci siamo divertiti un sacco in studio, durante le registrazioni. Abbiamo iniziato facendo una mood-board con un sacco di foto che ci hanno aiutato a decidere una direzione per la musica.Abbiamo finito per raccogliere un sacco di fotografie di moda raffiguranti donne vestite con bellissimi abiti. Così ci siamo subito resi conto che l’ispirazione sarebbe la fashion scene parigina nella prima metà del 20° secolo’.

Caro Emerald, reduce da un mini tour americano conclude: ‘Onestamente non avevo grandi aspettative perché il mercato ed il pubblico statunitense sono difficili, ma non vedevo l’ora di partire. Siamo stati a New York e Los Angeles e gli spettacoli sono stati sorprendenti. I concerti sono andati subito sold out e le persone hanno viaggiato per lunghe distanze per venirmi a sentire. È stata una magnifica esperienza che mi ha lasciato molti bei ricordi’.

I tedeschi accusano: la Concordia si sta arrugginendo…

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Troppi rinvii, troppe promesse e quello scheletro che giace davanti all’isola del Giglio. Una carcassa che doveva essere rimossa entro la fine del 2012, poi entro maggio 2013 e ora non prima del 2014. La ruggine si sta impossessando dell’imbarcazione con gravi conseguenze all’ambiente e a dirlo stavolta è un quotidiano tedesco: Bild. Prima l’interesse (macabro) di andare a vedere il luogo della tragedia, poi il disinteresse dei turisti ora come dice il sindaco del Giglio nell’intervista al Bild:  “Sembra che ci sia una leggera ripresa, ma si parla di pochi punti percentuali”. Ma la peggior minaccia ora è quella ambientale: quello scafo che lentamente, ma inesorabilmente viene mangiato dalla ruggine. Se mai verrà realizzato, il recupero della costa sarà da guiness dei primati. Una grande operazione che vedrà impegnati 400 tecnici, tra cui 100 subacquei con il compito di recuperare il gigante da 600 tonnellate. Il costo dell’operazione naturalmente lievita e ormai si è arrivati a circa 400 milioni di euro, cioè poco meno di quanto è costato costruire la nave. L’ennesima vergogna italiana?

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La maglietta della tragedia… L’Isola del Giglio si indigna

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Ennesima caduta di stile ed ennesima speculazione sulla tragedia. Le polemiche sono scoppiate per una maglietta con la stampa che ritrae l’incidente della Costa Concordia. I cittadini gigliesi si sono immediatamente  indignati di fronte a quella T-shirt che ritrae la nave inclinata e spiaggiata davanti all’Isola del Giglio, un orrendo souvenir della tragedia. Il sito Giglionews ha riportato la furente condanna da parte dei cittadini dell’isola che sono insorti alla vista di quel gadgets davvero fuori luogo: «Non si discute la libertà di vendere ciò che si vuole quello che meraviglia ed infastidisce è la mancanza di rispetto nei confronti di chi in questa tragedia ha perso la vita o un proprio caro».

ma non è la prima volta che si cerca di speculare sulla Costa Concordia. Subito dopo la tragedia, infatti, circolò una cartolina che raffigurava l’immagine della nave. Dovette intervenire il sindaco a vietare la vendita richiamando il  principio del rispetto per le vittime. Ora arriva la maglietta e ancora una volta il primo cittadino  dell’Isola del Giglio, Sergio Ortelli, ha telefonato al sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani, per metterlo al corrente della situazione e trovare il modo affinché quelle magliette siano ritirate dalla vendita.

 

La Costa Concordia… fa parte del paesaggio

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Mai provato a digitare “Isola del Giglio” su Google e osservare cosa appare nelle mappe satellitari del colosso di Coupertino? Immediatamente lo sguardo cade su un relitto che ormai sembra letteralmente entrato a far parte del panorama. Si tratta della nave Costa Concordia, ormai parte integrante del paesaggio dell’isola da quando è naufragata il 13 gennaio 2012.

I ristoratori attaccano Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua in Buitoni

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Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua in Buitoni si lamenta della ristorazione italiana. Rilascia un’intervista al settimanale Panorama dove afferma  «In Italia si è smesso da tempo di mangiare bene, purtroppo. Siamo corsi dietro alle mode, ai francesi, allontanandoci dalla nostra idea di cucina» .

In Italia ci sono alcune eccellenze culinarie che lasciano il mondo a “bocca aperta” e sentire un sottosegretario che rilascia interviste alla stampa in cui si denigra la ristorazione italiana è un colpo al cuore.  Nessuno corre dietro alle mode, semmai è la concorrenza dei ristoranti low budget, spesso dove igiene e contributi sono una mera chimera, a fare da concorrenti scomodi ai ristoranti dove l’eccellenza è una storia fatta di stile e di scelta delle materie prime. Nessuna moda francese quando a parlare sono le eccellenze italiane. Così il famoso ristorante  ‘tristellato’ ‘Le Calandre’ di Padova  che sono anche i gestori del “Quadri” di Venezia, scrivono una lettera aperta al Premier Letta per chiedere spiegazioni sull’affermazione del sottosegretario «Leggo incredulo la dichiarazione fatta dal Sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua inBuitoni al settimanale Panorama – scrive Raffaele Alajmo – Ritengo che tale dichiarazione fatta da chi ci dovrebbe rappresentare sia la dimostrazione che sia la persona sbagliata nel posto sbagliato. La cultura-  prosegue, è il bene più prezioso del nostro Paese e, la cucina italiana ne è parte oltre ad essere una delle motivazioni principali per la scelta di un viaggio in Italia. Il turismo in Italia è la risorsa principale del Paese, l’unica che se ben supportata può creare posti di lavoro perchè non automatizzabile e non industrializzabile. In un periodo storico come quello attuale – insiste Raffaele Alajmo -, farci rappresentare da una persona che non ha la benchè minima idea di quanto i ristoratori italiani in Italia e nel mondo facciano da ambasciatori per il Paese e per i nostri prodotti è inaccettabile. Una presa di posizione, netta e chiara verso il Sottosegretario – conclude – sarebbe un esempio di quanto l’Italia sia unita almeno a tavola».

‘Le Calandre’ rappresenta davvero un ristorante unico e invidiabile al mondo essendo  da anni presente nella classifica dei “The World’s 50 Best Restaurants”. Inoltre dietro a ogni piatto c’è  “pura poesia” una ricerca che “nasce dalla  capacità di guardare il mondo con continuo stupore”. Non si può quindi generalizzare sulle mode culinarie italiane e su esperienze settarie. il nostro paese ha le potenzialità per portare al top mondiale la nostra ricerca in ambito eno-gastronomico con cultura e competenza e non una mera ricerca di mode di passaggio fatte solo per accontentare palati sofisticati e  superficiali, ma incapaci di distingue quello che il territorio italiano è capace di offrire con prodotti tipici e ricerca tesa alla filosofia culinaria di cui l’Italia, con i suoi chef, è, da sempre, un faro nel mondo.

Ecco le foto di Vendola a pranzo con il giudice che lo ha assolto!

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Neppure più la sinistra ha il senso dell’etica, della giustizia e della morale. Neppure chi si schiera contro al grande Cavaliere Nero è candido, ma è solo l’altra faccia del lato oscuro… è il lato torbido! Vendola dopo l’assoluzione va a pranzo con il giudice che l’ha assolto, quindi amici per la pelle fin da prima? E noi disperati chi voteremo?

Panorama: foto di Vendola a cena con il giudice che lo ha assolto

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«Esiste la foto di Nichi Vendola seduto allo stesso tavolo del giudice barese che lo ha assolto». Lo pubblica il settimanale Panorama in un articolo che sarà in edicola nel numero di domani. Lo scorso 31 ottobre il governatore della Puglia e leader di Sel è stato assolto dal giudice monocratico del Tribunale di Bari Susanna De Felice dall’accusa di abuso di ufficio in un’inchiesta sulla sanità.
A mostrare la foto – è detto in una nota di Panorama – «è stata una degli invitati al party, una ventina in tutto. La donna ha spiegato che la fotografia risale all’aprile 2006 ed è stata scattata in occasione di un pranzo organizzato per festeggiare i 40 anni di Paola Memola, commercialista barese, cugina di Vendola e sua amica».
La festa si svolse in un ristorante sul mare di Savelletri di Fasano (Brindisi). «Nella foto – scrive Panorama – si vede una tavolata. A destra, in primo piano, spicca Nichi Vendola, vicino al compagno Ed Testa. Seduta un posto più in là c’è Susanna De Felice». Al tavolo, secondo il periodico, «sono presenti altri magistrati: Gianrico Carofiglio, ex pubblico ministero barese e oggi parlamentare del Pd; sua moglie Francesca Pirrelli, anche lei pm a Bari; il pm barese Teresa Iodice e il giudice del Tribunale civile di Trani Emma Manzionna».
«La testimone – conclude il comunicato – non ha voluto cedere lo scatto a Panorama e ha motivato così la sua decisione: pubblicarlo adesso, a pochi giorni dalle elezioni, sarebbe dirompente: è un’immagine dove si vede un’amicizia, una familiarità. Non posso renderla pubblica per ragioni affettive e ideologiche. Sono molto amica di Vendola e sono andata a votare per lui anche alle primarie».

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