Franca Valeri a Sanremo, ecco la foto rubata!

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Dopo la serata di ieri sera, di cui gli echi si sono sentiti anche oggi, soprattutto per la presenza di Beppe Grillo e il siparietto fuori onda con Fabio Fazio, per quel vestito bianco della Casta, e per il duetto Littizzetto-Carrà, oggi arriva Franca Valeri, e la foto pubblicata da Rai News ritrae l’attrice in hotel prima di andare all’Ariston.

Le orchidee come non le avete mai viste: una mostra fiabesca!

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Un vero parco di orchidee! Sono 6500 esemplari esposti ai Royal Botanic Gardens di Kew, noti anche come Kew Gardens, a Londra per una mostra che sarà visibile al pubblico fino ai primi di marzo. Per l’allestimento sono stati impiegati 20 orticoltori che hanno lavorato incessantemente per quattro settimane… il risultato è fiabesco!

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La due volte Palma d’Oro Jane Campion presidente di giuria a Cannes

jane-campion-cannes-tuttacronacaE’ stata l’unica donna ad ottenere la Palma d’Oro, grazie al suo splendido Lezioni di piano, la regista neozelandese Jane Campion, che quest’anno tornerà a Cannes nelle vesti di presidente di giuria. La 67esima edizione del festiva si terrà dal 14 al 25 maggio. “È un grande onore per me essere scelta quale presidente della giuria – ha detto la cineasta di 59 anni chiamata a succedere a Steven Spielberg – e per dire la verità, sono anche un po’ impaziente”. La regista è stata l’unica ad avere ottenuto due volte la Palma d’oro: la prima nel 1986, per il suo cortometraggio Peel, seguita nel 1993 da quella per Lezioni di piano, film con il quale ha vinto anche  l’Oscar per la miglior sceneggiatura mentre l’attrice Holly Hunter ottenne il premio per la migliore interpretazione alla Croisette e l’Oscar come migliore attrice. “Grande cineasta e infaticabile pioniera – secondo gli organizzatori – Jane Campion è anche la prima regista pura a presiedere la giuria del festival”. Prima di lei ci sono state attrici come Isabelle Huppert nel 2009 o Isabelle Adjani nel 1997, anche se la musa di Ingmar Bergman, la norvegese Liv Ullmann, presidente nel 2001, ha anche realizzato diversi film. La regista ha affermato che Cannes “è un luogo mitico e sorprendente dove gli attori si rivelano, i film trovano i loro produttori e cominciano carriere. Io lo so: a me è successo.”

Il Tff e “l’ironia come lo strumento più adeguato per leggere la realtà”

paolo-virzì-tff-tuttacronacaSi è conclusa ieri sera, con il film fuori concorso “Grand Piano” dello spagnolo Eugenio Mira, la 31ma edizione del Torino Film Festival, la prima diretta da Paolo Virzì, erede della gestione di Gianni Amelio e Nanni Moretti. A vincere il Concorso Internazionale Lungometraggi come miglior film è stato “Club Sándwich” di Fernando Eimbcke (Messico, 2013) premiato dalla giuria composta da Guillermo Arriaga, Stephen Amidon, Aida Begic, Francesca Marciano e Jorge Perugorría. Il verdetto conclusivo ha soddisfatto il neo direttore, entusiasta di questa esperienza, che si è goduto una selezione lontana dalle cupezze dei cinefili. Tanto che a vincere è stata proprio una commedia mentre il Gran Premio della Giuria se lo sono aggiudicate le disavventure sentimentali dei francesi di “2 automnes 3 hivers” e il premio del pubblico “La mafia uccide solo d’estate” di Pif.

Al Tff vince la commedia e “non per fare gli scemi”, spiega Virzì, né per reagire in modo facilone a un momento storico particolarmente buio: “A volte l’ironia è lo strumento più adeguato per leggere la realtà, anche quella drammatica”, perchè “È tipico dei subalterni, del proletariato, e di noi gente dello spettacolo, che poi siamo degli straccioni, reagire alla tragedia con una risata, col sarcasmo, magari con dei versi irriverenti”. Riguardo alla selezione, in una lunga intervista rilasciata a La Stampa, il regista spiega: “Non è stata una decisione programmatica, ma evidentemente ci guida un gusto, che non è solo mio. Quello di apprezzare chi, nell’arte del racconto, sa mettere l’elemento ironico e tenerlo insieme a quello drammatico”. Per quel che concerne invece la presentazione dei film, con il tappeto rosso sostituito dalla banda e dai protagonisti del mondo del circo, è stato a sua volta un voler riflettere questa volontà: “il clima festoso non vuole negare la drammaticità del momento, ma serve ad augurarsi la possibilità di una riscossa”. In questi giorni lei è stato bersaglio di fotografi, calamita di proteste, fulcro di polemiche, manco fosse un possibile alter ego del sindaco Fassino. Come è andata? “Dopo otto giorni di programmazione, abbiamo registrato un più 34% di incassi, pari a 254mila euro contro i 189mila della passata edizione che pure era in crescita. Sull’anno prossimo non c’è ancora certezza, ho bisogno della classica pausa di riflessione”. Oltre alle soddisfazioni, l’esperienza appena conclusa gli ha regalato molto altro: “Sicuramente la possibilità di mettere il naso in anteprima in tante opere che non avrei avuto modo di conoscere. Regista e direttore di festival sono due professioni diverse, in comune hanno il fatto che bisogna tenere insieme una squadra. Ho cercato di comportarmi come quando sono sul set, con tutti i collaboratori, ma anche con gli attori e i registi ospiti che ho trattato ogni volta come se fossero il cast di un mio film”. Il Tff offre una vetrina sul cinema di domani. Che cosa dobbiamo aspettarci dai nuovi autori?  “Ho riscontrato diverse tendenze comuni. Si accentua per tutti quella di marcare l’identità delle narrazioni, come se il cinema contemporaneo avvertisse la necessità fisiologica di reagire alla globalizzazione in questo modo. Poi, sempre più spesso, nei cast si mescolano attori e non attori, come per accentuare la ricerca della verità. Crollano anche, sempre di più, i confini tra finzione e cinema del reale e sono superate le barriere tra i generi”. Comunque la vittoria di una commedia è un evento raro nelle rassegne cinematografiche.  “È vero, nell’elenco dei premi di quest’anno, non c’è il ‘tipico film da festival’ che di solito guadagna il riconoscimento più importante. E comunque sì, non c’è dubbio sul fatto che le principali rassegne tendano a non selezionare commedie, forse anche perchè le strategie per lanciarle non puntano su questo tipo di appuntamenti”. Virzì, nell’occasione, ha parlato anche della funzione del Tff: “Tradizionalmente il Tff serviva a esplorare il futuro del cinema. Negli ultimi anni ha ampliato i suoi orizzonti, con una proposta a 360°, che dia modo al pubblico di avvicinarsi a un ventaglio di stili e di generi il più variegato possibile. Il Tff serve a mettere in moto, sia negli spettatori che negli autori in cartellone, idee, energie. È come una biblioteca che si arricchisce di volumi”. Una polemica che ancora non si è spenta, tuttavia, è quella della guerra delle date: già l’anno scorso Muller, nuovo direttore del Festival Internazionale del Film di Roma aveva posticipato la rassegna Capitolina e ora Roma minaccia lo spostamento in avanti a tutto danno del Tff. Lei che ne pensa?  “Ci sono riflessioni e anche idee, ma da adesso ho in programma qualche giornata di stacco, e sarebbe improprio parlare della prossima edizione. Per me questo è un anno straordinario, c’è stata la mia terza paternità, c’è stato un film complesso come Il capitale umano, che uscirà il 9 gennaio… ora prenderei un po’ di pausa”.

Torino Film Festival al via: quest’anno anche la Rai se n’è accorta!

torino-film-festival-2013-tuttacronacaSi parte oggi, alle 16, con “Le démantèlement” di Sébastien Pilote. Alle 17, Astrid Whettnall e Lionel Jadot presenteranno la pellicola belga”Au nom du fils”. Apre così il Torino Film Festival, il festival che ha pochi mezzi ma ogni anno ottiene grandi risultati e che per questa edizione è riuscito anche ad aggiudicarsi uno spot firmato Rai. Il merito, come spiega La Stampa, va dato a quella letterina che qualche giorno fa l’assessore alla Cultura Michele Coppola ha inviato al direttore generale della Rai Luigi Gubitosi: “Così com’è stata al fianco del Festival del Cinema di Roma sia anche vicina a Torino”. Ufficiamennte, il festival diretto da Paolo Virzì  partirà stasera con la grande festa del Lingotto. La Rai, che segue altri eventi simili in Italia ma non si era mai avvicinata a questa realtà torinese che pure rappresenta un ottimo trampolino di lancio per i giovani, promette anche “un’attenzione e una copertura costanti” per tutta la sua durata. Il primo a rallegrarsene, prorpio l’assessore Coppola: “E’ la bella risposta che ci aspettavamo. Una dimostrazione di attenzione oltre al riconoscimento del Tff come festival italiano del cinema. Il successo del cinema piemontese a Roma con i premi di Film Commission e la partnership con Rai sono la miglior premessa per la nostra rassegna”. Ovviamente va dato merito anche a Virzì, messosi in moto con i vertici Rai. Commento più che soddisfatto anche da parte di Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema: “Dopo 30 anni è una soddisfazione scoprire che è diventato ‘inevitabile’ dare una giusta vetrina nazionale a un grande evento come il Torino Film Festival che cresce per importanza ad ogni edizione”.

Entriamo nel mondo della luce… le lanterne illuminano la notte in Sud Corea!

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Quando scende la sera lungo il torrente Cheonggyecheon s’illuminano le lanterne, opere di autori locali e stranieri,  che donano magia e sfilano sulle acque. Uno spettacolo che si ripete orma da cinque anni e che sarà visibile sino al 17 novembre. Luci, colori, evocazioni per entrare in un mondo che squarcia le tenebre e arricchisce la notte in Sud Corea.

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Festival di attività estreme finisce in tragedia: monster truck sulla folla

monster-truck-messico-tuttacronacaFinisce in tragedia una giornata di festa a Chihuahua, nel nord del Messico, alla frontiera con gli Stati Uniti, dove durante un festival di attività estreme un monster truck è finito sulla folla provocando la morte di almeno tredici persone e ferendone oltre un centinaio. A renderlo noto un portavoce del Comune che ha comunicato: “Tredici persone, tra cui alcuni minori, sono morte e oltre 100 sono rimaste ferite, alcune in modo grave”.

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Ed è subito Festival: Fazio e Saviano, Jovanotti ha altri progetti

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«A Sanremo non si può dire di no» così Fazio dopo aver scelto di condurre anche quest’anno il Festival della canzone. Così Fazio si appresta a diventare il numero 3 delle cerimonie fastivaliere, subito dopo Pippo Baudo e Mike Bongiorno. Nell’intervista che il conduttore ha rilasciato si sono toccati diversi punti: da Luciana Litizzetto a Roberto Saviano. Niente da fare per Jovanotti che ha altri progetti!

Fabio, alla sua età Pippo ne aveva fatti solo tre di Sanremo: rischia di batterlo. «Ma io sono dell’idea che il Festival debba cambiare spesso timoniere per sorprendere il pubblico».
Intanto lo rifà: non ha paura di bruciarsi dopo il successo della scorsa edizione? «Non si può sempre stare a fare calcoli da triplo salto mortale. Fare il lavoro che faccio è già una grande fortuna E poi, se la Rai chiede di rifarlo, non bisogna essere egoisti».
Neppure masochisti. Vuol dire che ha già un’idea su come muoversi. «Faremo quello che nessuno si aspetta: cioè seguire lo schema dell’anno scorso, magari con più leggerezza. Possiamo far peggio, in quel caso ci inchineremmo al nostro festival precedente».
Anche Luciana Littizzetto condivide il fatto che al Festival non si può dire di no e ha detto subito di sì? «Subito sì non lo dice nessuno. Ma con Luciana condividiamo lo stesso atteggiamento. Poi, ragazzi, far Sanremo non è andare alla guerra. E’ un programma molto vecchio, che confina con il popolare e con il trash. Ma la tv è cambiata, oggi ci sono mille linguaggi. Ci vorrà un cast lontano dallo stereotipo, anche se questa è una categoria dai addetti ai lavori. Per me il Festival va preso come l’Expo di Parigi, dove tutti vanno a mettersi in mostra. Ma chi verrà dovrà venire felice di esserci e non da terrorizzato».
Si dice che ci potrebbe arrivare Lorenzo Jovanotti, del resto lo aveva già avuto nel 2000. «Gliel’ho proposto dopo aver visto la meraviglia del suo spettacolo negli stadi. Sarebbe stato un gran regalo. Ma ha altri progetti».
Preferisce starsene in America. «Non so se da qui a febbraio cambierà idea. Lo spero, ha una gran carica positiva, una formidabile intensità che lo fa essere incredibilmente in sintonia con il Paese. Come è stato la colonna sonora di quest’estate, mi piacerebbe che fosse la colonna sonora del prossimo Festival».
E Fiorello? «Non ne so nulla, ma attorno a Sanremo, si sa, nei mesi di preparazione girano nomi di qualsiasi genere».
Con Saviano vi siete scambiati tweet che lasciano supporre. Lui ha scritto: “Brindo alle cose che faremo”. Lei ha risposto: “Anzi, a quelle che abbiamo già in mente di fare”. Si riferiva al Festival? «Sarebbe bellissimo vederlo su quel palco. Vedremo».
Certo, non sarà una passeggiata, quest’anno c’è anche la lunga di Che tempo che fa alla domenica, che parte proprio dopodomani. «Chiuderemo un’ora più tardi perchè non c’è Report che va di lunedì. Certo, ci sarà più lavoro ma la squadra è allenata e mi sento in un periodo felice della mia vita».

Spettacolo d’aria: Bristol e lo show delle mongolfiere

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Festa d’aria a Bristol estremo sudovest dell’Inghilterra, dove è in corso l’International Festival, evento annuale che attira appassionati da tutto il mondo ed è il più importante appuntamento del suo genere in Europa. Le mongolfiere che vengono presentate in questi giorni nella località inglese attraggono circa 100.000 persone.

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Come non svegliarsi all’alba per poter assistere all’Ascensione in Massa e vedere nel cielo 100 oggetti volanti molto strani e meravigliosi decollare tutti insieme? O come non fare notte fonda per assistere al Nightglow, un volo notturno di mongolfiere illuminate che si muovono a tempo di musica?

La Guarimba: il Festival che vuole riportare il cinema tra la gente

guarimba-corti-tuttacronacaDal 5 al 10 agosto andrà in scena ad Amantea, in provincia di Cosenza, La Guarimba, un festival internazionale del cortometraggio nato dalla passione del regista 25enne Giulio Vita. Nato nel paese calabrese, l’italo-venezuelano cresciuto tra il Venezuela e la Spagna si è scelto come missione quella di isvegliare il cinema, slegandolo dalla politica, “dalle autocitazioni, dai tappeti rossi e i suoi lacché, attraverso un percorso che lo riporta alle origini, nel suo ‘posto sicuro’ (guarimba per gli indios venezuelani, ndr) dove gli artigiani del cinema possono esprimersi in libertà”. Ecco allora che il suo messaggio vuole essere: “PROIETTATE dappertutto. Andate nei bar e organizzate proiezioni lì, nei vicoli abbandonati, nelle piazze e soprattutto fate tanta pubblicità per quelli che pensate siano meno interessati, per quelli che non credono più nel cinema. Una società nel buio si cambia solo con la luce. Non ha senso fare cinema ‘tra illuminati’ criticando quelli che restano nel buio. Dobbiamo diffondere il nostro cinema per tutti, senza giudicare il pubblico ma educandolo con amore”. Un giorno, seduto in un bar di Madrid con i ragazzi della piattaforma indipendente El Tornillo de Klaus, la discussione si è spostata sulla “commercializzazione dell’arte e dei danni che il modello economico all’americana ha causato alle basi culturali europee”. Ricorda Giulio: “Eravamo arrabbiatissimi perché il cinema ci proponeva gli stessi film dell’anno prima con un titolo diverso, ma stessi attori, stesso regista e, nel frattempo, noi sapevamo che esisteva un mondo diverso da quello che ci proponevano, vedevamo su internet e attraverso altri canali alternativi opere incredibili che nessuno ci vendeva come la figata dell’anno”. Con sacrificio, ha quindi portato avanti il progetto di riportare “il cinema alla gente e la gente al cinema”: nasce così La Guarimba, per camminare su un tappeto verde (e non rosso) sognando meritocrazia e libertà creativa. E’ stata la famiglia Sicoli, proprietaria dell’arena che con i suoi 900 posti ospiterà il festival, ad accogliere progetto dei ragazzi di El Tornillo, con un avvertimento: “non sarà facile coinvolgere la gente, perché la gente non va più al cinema e i politici romperanno le scatole…” o “non garantiranno alcun tipo di aiuto economico”. Ma Giulio non demorde ed è realista: “È difficile ottenere dei finanziamenti se sei un ragazzo di 25 anni. Magari a 26…” Ma lui e gli amici non si fermano e il Festival viene pubblicizzato e trova consensi in rete. E proprio grazie alla rete Giulio è riuscito a contattare giovani registi in tutto il mondo. Il risultato sono 40 titoli nella selezione ufficiale, tra fiction, documentari, animazione, premio del pubblico, ed altri 10 realizzati dai partner dell’EICAR (scuola internazionale di realizzazione e produzione audiovisiva a Parigi), del Kurtzfilm agenzia di Amburgo e il Lago Film Festival. Perchè la crisi, anche culturale, può diventare uno stimolo:
“Siamo in un periodo buio in generale, non solo l’Italia. Ma credo sia buono perché dalle crisi arrivano cambiamenti”. E lo scopo è anche sfidare le meccaniche dell’industria globalizzata “che ti dice cosa devi vedere e cosa non devi vedere” scommettendo sul flusso creativo che unisce l’Europa al resto del mondo, “soprattutto al Sud America, dove è in atto una vera e propria rivoluzione culturale anche attraverso il grande schermo, frammentato e riassemblato dalle nuove tecnologie”. Per dimostrare che non sempre è necessario aspettare l’aiuto dall’alto ma serve la spinta dal basso, creando un gruppo pronto a portare avanti le proprie idee. E anche per iniziare a costruire un futuro diverso rispetto a quello che prevede la grande industria.

E’ shock! La pubblicità per il Festival di Jazz di Montreux con la foto di un bimbo ucciso

gregory_villemin-pubblicità-tuttacronacaGaffe che ha scatenato non poche polemiche in Svizzera quella della pubblicità per l’asilo messo a disposizione durante il Festival di Jazz di Montreux. Sullo sfondo del manifesto appare il volto sorridente di un bambino: il grafico che ha ideato il cartellone ha origini straniere e non era a conoscenza, però, della tragica morte del piccolo ritratto. Gregory Villamin, di 4 anni, è stato infatti ucciso nel 1984 in circostanze che non sono mai state chiarite. Il 16 ottobre di quell’anno il suo corpo era stato ritrovato nel fiume Vologne, sui Vosges, a neanche dieci chilometri da casa sua, con le mani e i piedi legati. L’inchiesta non è mai stata abbandonata e regolarmente torna sulle prime pagine dei giornali. S’ipotizza che l’omicidio fosse legato a lettere anonime di minacce che i genitori del bambino, Christine e Jean-Marie, ricevevano da alcuni anni. Il padre e la madre del piccolo continuano a cercare la verità e ora si sono detti “scandalizzati” dal fatto che la foto del figlio sia stata utilizzata per una pubblicità. La scoperta è stata fatta dopo che un internauta francese ha pubblicato l’immagine in questione su Twitter. Il grafico si sarebbe limitato a cercare in Google immagini con il termine “bambino” e nessuno si era accorto del fatto perchè la foto era stata leggermente sfocata. I genitori di Gregory hanno minacciato un’azione giudiziaria se non fossero arrivate “scuse immediate” per un errore “commesso in buona fede”. Un portavoce del festival, presentando le pronte scuse, ha dichiarato: “È uno spiacevole errore, di cui misuriamo tutta la gravità”.

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Il Festival del Jazz di Montreux entra a far parte del patrimonio dell’Unesco

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“The Claude Nobs Legacy”: è questo il nome dato alla collezione audio-video del Festival del Jazz di Montreux entrata a far parte, quale documentazione, del patrimonio mondiale dell’Unesco e che conta 10 mila nastri e oltre 5 mila ore di registrazioni di concerti eseguiti dal 1967, anno di fondazione della rassegna. Era stato lo stesso fondatore della manifestazione Claude Nobs, morto lo scorso gennaio, a consegnare tutto il materiale all’Unesco.

Il raduno neonazista su cui Pisapia non può intervenire

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Hanno scelto la Skinhouse di Rogoredo per ospitare un festival al quale parteciperanno una decina tra band italiane e internazionali con dichiarate influenze neonaziste, tra cui i Bully Booys dagli Stati Uniti e gli inglesi Brutal Attack. E’ quindi alle porte di Milano che si svolgerà il maxi-raduno degli skinhead di mezza Europa per il quale sono attese oltre 2mila persone, membri o simpatizzanti dei vari gruppi delle “teste rasate” e, secondo alcune voci, vi dovrebbe prendere parte anche una delegazione del Ku Klux Klan americano attiva in Europa. E’ Paolo Berizzi, per Repubblica, a spiegare che l’evento nasce come “raccolta fondi”, ma è fortemente connotato dai temi “tipici” del razzismo, fino alle vere e proprie apologie di Hitler e Mussolini:

L’happening nasce, ufficialmente, dall’idea degli organizzatori di raccogliere fondi a sostegno delle spese processuali (fatti del ‘93, operazione “Runa”) per i camerati di Azione Skinhead, il gruppo nato nel 1990 dalla fusione tra gli skin milanesi e il nucleo più radicale degli ultrà Boys SAN dell’Inter. Ma l’evento, anche per il numero e la provenienza delle presenze già confermate attraverso la rete, porta con sé anche l’aria della sfida: una prova muscolare in un periodo in cui l’ondata xenofoba — gli ultimi e ripetuti casi hanno riguardato gli insulti al ministro Cécile Kyenge — è in crescita.

Pisapia scrive su Facebook il suo pensiero riguardo ad un evento che è inaccettabile ma che lui, sindaco di Milano, non può impedire: “Oggi alle porte di Milano si ripropone l’inaccettabile presenza di una manifestazione di chiaro stampo neo-nazista, fatto questa volta maggiormente grave e inquietante data la sua annunciata dimensione internazionale. Milano non può accettare che si svolgano né ora né in futuro iniziative che attingano al repertorio dell’intolleranza razziale e politica in qualsiasi forma esse si presentino”. Tuttavia il sindaco esprime anche la sua impotenza a intervenire: “Le autorizzazioni o le azioni preventive – chiarisce in un commento – sono per legge di competenza della Questura e Prefettura. L’Amministrazione non ha quindi potestà di intervento diretto”.

 

Sestri Levante si tinge d’arte: Andersen Festival

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E’ iniziata giovedì 6 giugno e terminerà domenica 9 la 16° edizione dell’Andersen Festival, la kermesse di spettacoli, racconti e musica, promossa dal Comune di Sestri Levante e organizzata da Artificio 23 con la direzione artistica di Leonardo Pischedda.Con gli oltre 100 eventi aperti al pubblico e gratuiti, l’evento offre quattro giorni fatti di narrazioni, spettacoli, incontri, circo contemporaneo e teatro di strada, musica, eventi speciali, con artisti e compagnie provenienti da tutto il mondo. Una festa per gli adulti ma anche per i più piccoli che già da mesi si preparano per l’occasione: hanno potuto infatti, nei mesi da febbraio a giugno, arricchire la loro formazione scolastica andando “a scuola” di teatro e d’arte, grazie agli Andersen/Carispezia per la Scuola.

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Fiamme ad alta quota: incendio in un rifugio in Val d’Aosta

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E’ morto un uomo in un incendio che è divampato, per cause che sembrano essere accidentali, nel rifugio alpino “Città di Casale”, a 1700 metri d’altitudine, in Val d’Ayas (Aosta), poco sopra Frachey. La struttura, che si sviluppa su due piani in legno e ospita circa una trentina di posti letto, costruita nel 1931  e ristrutturata nel 1979 e nel 1975, era temporaneamente per dei nuovi interventi. La presenza di una vittima è stata confermata dal sindaco, che si è recato sul luogo, mentre i vigili del fuoco di Aosta sono al lavoro.

Il festival che fa resuscitare i morti… Coachella!

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Coachella ovvero il Festival  sotto il sole del deserto californiano a Indio che di anno in anno ha visto crescere gli estimatori e i fans. La manifestazione che si svolge in due weekend (dal 12 al 14 aprile e dal 19 al 21 aprile) è caratterizzata quest’anno da una curiosità che per molti può essere considerata macabra per altri invece è la reincarnazione digitale del proprio mito. Stiamo parlando di un live dall’aldilà, sotto forma di ologrammi, sia Tupac Shakur che Nate Dogg, quest’ultimo morto l’anno scorso.

Ma tornando al “vivo” della manifestazione il festival, che si può seguire anche in streaming su YouTube, oggi sono da non perdere la strana accoppiata Jimmy Cliff/Tim Armstrong (Rancid), gli Arctic Monkeys, il ritorno dei Mazzy Star, M83, ovviamente i Black Keys e i Pulp, i riformati Refused, gli Explosions in the Sky, e se volete ballare anche stando alla scrivania, gli Swedish House Mafia e i Rapture.

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Calimero… 50 anni e non sentirli!

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E’ nato il 14 luglio 1963, quando fece il suo ‘ingresso’ nelle tv in bianco e nero. Dopo 50 anni, il XV Future Film Festival di Bologna (12-17/4) dedica a Calimero, il pulcino ‘piccolo e nero’ di Nino e Toni Pagot e Ignazio Colnaghi, un evento per festeggiare un’ icona, che, per dirla con Umberto Eco ”ha infranto la barriera dell’immortalita’ ed e’ entrato nel mito: si e’ un calimero come si e’ un dongiovanni, un casanova, un donchisciotte, una cenerentola, un giuda”.

Auguri a Tenco… oggi avrebbe compiuto 75 anni!

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Lo ricordiamo con il suo ultimo gesto con quella lettera che lasciò prima di suicidarsi: «Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “Io tu e le rose” in finale e ad una commissione che seleziona “La rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi»

Questo fu l’addio di un grande cantautore della canzone italiana che condannò i gusti e forse le “segnalazioni” che già all’epoca invadevano il Festival di Sanremo.

La scarpa parlante!

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L’idea è venuta a Adidas e a Google ed è una vera e propria scarpa ‘parlante’. Sulla calzatura ci sono dei sensori per spronare al movimento, quando ci si sente pigri
«Dai, dati una mossa, che sto mettendo le radici», questa una delle frasi urlate dalla calzatura.
Le scarpe sono dotate di giroscopio, accelerometro, sensore di movimento e altoparlante: sono state presentate da Google e Adidas al South by SouthWest, il festival di creatività tecnologica che si tiene ogni anno a Austin, in Texas.

Steven Spielberg, presidente a Cannes!

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Steven Spielberg sara’ il Presidente di Giuria al 66° Festival di Cannes. Il regista americano, habitué della Croisette, succedera’ a Nanni Moretti nell’edizione 2013 del prestigioso festival di cinema che si terra’ dal 15 al 26 maggio. “La mia ammirazione per il modo granitico con cui il Festival di Cannes difende il cinema internazionale e’ totale -ha dichiarato Spielberg in un comunicato ufficiale riportato da ‘Le Figaro’-. Dal momento che Cannes e’ il piu’ prestigioso di tutti i festival, questo gli permette di perseverare nell’affermazione del cinema come un’arte che trascende le culture e le generazioni”. Steven Spielberg, 66 anni, ha presentato numerosi film in passato a Cannes, essenzialmente fuori concorso. L’unico riconoscimento è stato nel 1974, quando ottenne il ‘Prix du scénario’, il riconoscimento che Cannes assegna per la miglior sceneggiatura, per la pellicola ‘Sugarland Express’.

Dopo il pulcino pio arriva PINO IL PINGUINO

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Un successo planetario 1 milione e duecentomila visualizzazioni su YouTube, 5.000 commenti sui social, 20.000 like su Facebook e due milioni di persone raggiunte su Twitter commentano durante il Festival di Sanremo “Pino il Pinguino”. E’ lui la nuova stella nascente della pubblicità di Vodafone, doppiato da Elio e balzato in vetta a tutte le classifiche di gradimento a pochi giorni dal lancio. La Vodafone esulta per la sua nuova campagna, partita con il Festival e che ora dilaga sui social network, media e web. Accorrete quindi alla pagina di facebook.com/vodafoneit per contribuire alla creazione della canzone illimitata. Basta caricare la propria strofa come hanno già fatto 6500 persone!

 

DESOLAZIONE DECORATA!

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Lo street artist Pøbel ha scelto la natura incontaminata che caratterizza le isole Lofoten, in Norvegia, per i suoi disegni “persi nel nulla”. I suoi sono graffiti che si trovano “da nessuna parte”, come si legge sul suo sito che è, in sostanza, uno splendido album fotografico.

E’ più facile imbattersi nelle costruzioni abbandonate che portano la sua firma, insomma, che trovarle. E’ dal 2008 che Pøbel si dedica a questi luoghi “dimenticati”. A questo progetto ha dato il nome Øde Dekor, che in italiano significa “desolazione decorata”. Dietro i suoi disegni, in realtà, c’è un problema sociale che lo street artist intende evidenziare: “La graduale diminuzione di popolazione che si sta verificando a nord della Norvegia”, dice lui.

“Ho iniziato con la collaborazione di un altro street artist, DOLK, dipingendo una casa – racconta Pøbel – ma poi ci siamo accorti che per far arrivare davvero il nostro messaggio dovevamo pensare in grande e farne molte altre. Così ho dato vita a un vero proprio “Festival” e ho invitato 10-15 artisti per un’operazione massiccia”. Un evento, quest’ultimo, raccontato nel documentario di un italiano, Davide Fasolo, chiamato “Living Decay”. Lo trovate, insieme alle foto, in questa pagina.

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Captain America diventa donna!

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Alla fiera del fumetto di Pechino se ne vedono veramente di tutti i tipi. Una ragazza appassionata di Capitan America si veste come il suo supereroe e Captain America diventa donna! naturalmente la foto sta facendo il giro del web, incuriosendo e divertendo il pubblico della rete!  Ma la ragazza non è stata l’unica a travestirsi per la fiera… molti altri ragazzi si sono presentati con gli abiti dei loro supereroi!

China Cosplay

“Da Sodoma a Hollywood” il GLBT Festival ad aprile a Torino.

La 28/a edizione di ‘Da Sodoma a Hollywood’ Torino GLBT Film Festival dal 19 al 25 aprile. Il festival di divide sostanzialmente i 6 categorie, tre competitive e tre non competitive, giudicate da una giuria internazionale che consegna un premio ad ognuna delle tre sezioni competitive. Tra le altre sezioni non competitive vi sono: “Movie & Music Icons” in cui vengono omaggiati personaggi dello spettacolo divenuti icone gay o punti di riferimento per la comunità LGBT, “Voice Over” sezione dedicata al cinema sperimentale e alla video arte e “Europa Mon Amour” in cui anno viene analizzato un genere cinematografico.

gay festival torino

NULLA FERMA SANREMO… IL NOSTRO OPPIO ANNUALE!

Tra Berlusconi che non paga il canone e Anna Oxa che spara a zero su Fabio Fazio, nonostante la neve caduta e la bufera per l’abdicazione di Benedetto XVI, la maratona del Festival non si arresta. Questa sera ci saranno i primi cantanti a calcare il palco.

Ma cosa ha di diverso questa edizione?

Niente … e  comesempre la ferma volontà di non perdere i diritti televisivi… il mondo ci guarda e the show must go on! Archiviate, con atteggiamenti spesso irrisori, questioni che meritavano di essere approfondite per un Festival non è più un’evento canoro, ma una strumentalizzazione e  una monopolizzazione della tv di Stato. E resta il problema dei costi sempre elevatissimi del Festival e dell’opportunità di riempire lo spazio televisivo con un entertainment che  forse farà share, ma che rischia di offuscare dibattiti politici e culturali. Perchè in tempo di crisi dobbiamo spendere nella macchina Sanremo? Perchè nel 2013 dobbiamo vedere ancora vallette sfilare sui palchi come donne oggetto? Perchè invitare Crozza? Perchè fare  un “minestrone” tra tematiche gay e donne oggetto? Perchè non avere il coraggio di innovare e portare altre sonorità musicali che da sempre sono escluse dal Festival?

Siamo sicuri che oltre allo share non ci sia la volontà di rendere apatico il pubblico, con una musica leggera leggera che lo distragga dagli scandali, dalle problematiche europee e  dall’economia in crisi? La musica è una droga… e questo è il nostro oppio annuale?

Questo il programma della serata:

In apertura, l’omaggio a Verdi sulle note del Nabucco. Poi spazio ai primi sette big, con due brani ciascuno. Primo a salire sul palco sarà Marco Mengoni (L’essenziale, Bellissimo), poi Raphael Gualazzi (Senza ritegno, Sai (ci basta un sogno)), Daniele Silvestri (A bocca chiusa, Il bisogno di te (ricatto d’onor)), Simona Molinari con Peter Cincotti (Dr Jekyll Mr Hyde, La felicità), Marta sui tubi (Dispari, Vorrei), Maria Nazionale (Quando non parlo, E’ colpa mia) e Chiara (L’esperienza dell’amore, Il futuro che sarà).

Riflettori accesi naturalmente su Crozza, che nel cuore della prima serata avrà 30 minuti a sua completa disposizione. Crozza è bravo, ma è uomo  di parte e siamo in piena campagna politica… Scelta discutibile dunque, gran polverone… share assicurato! Ma la dura legge dello share poi su che si basa? Perchè sembra che la tv sia sempre più autoreferenziale… Crozza, X-Factor, Che tempo che fa! Non sarà una finzione mediatica? Menti lobotomizzate che passano da un programma all’altro inseguendo gli stessi volti? E allora a che pro darci l’oppio se già siamo lobotomizzati?

sanremo

Distillati d’eccellenza al Festival di Sanremo

Dopo la polemica su Carla Bruni e dopo la conferma di Crozza nella prima serata della manifestazione canora, ora al Festival di Sanremo arriva la grappa! Dal 10 al 16 febbraio i distillati della grapperia più antica del Nord-Ovest, Mazzetti d’Altavilla, saranno ospiti di Casa Sanremo, il Salotto del Festival della Canzone Italiana, per rappresentare una delle massime espressioni dell’eccellenza tricolore.

grappa sanremo festival

Crozza confermato al festival di Sanremo, tweet di Fazio!

“Abbiamo deciso: crozza la prima sera! Cosa farà? quello che vuole”.

Crozza-festival di sanremo

15th International Ice Sculpture Festival in Jelgava, Lettonia!

30 scultori da 8 paesi diversi per creare la magia di opere d’arte nel ghiaccio.

Il bar di ghiaccio e un vero scivolo di ghiaccio – per i bambini – sono tra le sculture ormai tradizionali del festival, che lo rende uno degli eventi più popolari in Lettonia.

Quest’anno l’evento ospita anche un concorso di acrobazie su snowboard.

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L’Italia al Sundance: oggi in programma “Il futuro”. Vaporidis è nel cast

Il film della regista cilena Scherson è in co-produzione tra Italia (Movimento Film), Spagna, Cile e Germania.

2013 al cinema? Da non perdere Beasts of the Southern Wild!

Il film, con protagonista la giovanissima Quvenzhane’ Wallis, sarà nelle sale italiane a febbraio e in anteprima l’1 gennaio al festival Capri-Hollywood.

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