Drammatico crollo in Corea del Sud: perdono la vita tre studenti

crollo-corea-tuttacronacaLa neve, caduta copiosamente anche in Corea del Sud, continua a mietere vittime: il Korea Herald riporta infatti che a Gyeongju, sotto il peso della coltre bianca, è crollato un edificio. All’interno della struttura a due piani, utilizzata come auditorium, sono rimaste bloccate 50 persone mentre tre studenti hanno perso la vita. Al momento del crollo si trovavano all’interno dell’edificio circa 700 studenti, in sala per assitere a un concerto, la maggior parte dei quali è riuscita a fuggire. Tanti i feriti, alcuni in gravi condizioni. La neve sta rallentando i soccorsi: la strada per accedere al resort che ospita l’auditorium era infatti bloccata.

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Malore sul palco per Alessandro Gassman, forse un calo di pressione

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Ieri sera Alessandro Gassman era salito sul palco del Teatro Novelli di Rimini per interpretare Riccardo III, ma l’attore 49enne alla fine dell’ultimo atto si è accasciato a terra, forse per un calo di pressione. Immediati i soccorsi che lo hanno immediatamente portato nel camerino, in attesa che arrivasse il 118. L’attore a scopo precauzionale è stato tarsportato all’ospedale Infermi di Rimini dove è rimasto in osservazione fino a notte fonda.

 

Ghini sta meglio e da domani starà sul palco!

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Dopo il ricovero di ieri sera per un malore che ha colpito in scena Massimo Ghini, salito sul palco al Teatro Guglielmi di Massa, dove per una replica di Quando la moglie è in vacanza al fianco di Elena Santarelli, questa mattina  sono giunte notizie che l’attore  sta meglio e dovrebbe essere dimesso entro oggi, secondo il suo entourage, quindi, già da domani potrebbe tornare sul palco. A causare il malore a Ghini è stata una congestione.

Paura per Ghini, malore in scena!

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Era da poco iniziato lo spettacolo al Teatro Guglielmi di Massa, quando Massimo Ghini, ha accusato un malore in scena mentre era impegnato nel I Atto di «Quando la moglie è in vacanza» al fianco di Elena Santarelli. A prestare i primi soccorsi all’attore è stato un medico che si trovava in sala tra gli spettatori. Ghini aveva poco prima bevuto in scena e poi gli si è appannata la vista si è tolto gli occhiali ed è uscito gridando «sipario sipario».. Gli organizzatori hanno comunque rassicurato sul fatto che non si trattava di niente di grave e che Ghini avrebbe replicato domani sera come da programma.

 

Peter Pan cresce e chiede a Wendy di sposarlo! IL VIDEO!

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Al teatro Hydro di Glasgow, in Scozia, è andato in scena un fuori programma che ha lasciato attonita la platea che stava assistendo a una replica di Peter Pan. Ieri sera però l’attore che impersona l’eterno fanciullo ha deciso improvvisamente di crescere e chiede a Wendy di sposarlo. Naturalmente anche l’attrice è rimasta shoccata dalla proposta avvenuta in pubblico sul palco… quando si dice il  teatro della vita!

La riforma delle pensioni fa disperare… ma c’è chi la prende a ritmo di musica

san-carlo-pensioni-tuttacronacaChi spera che prima o poi arrivi anche per lui il fatidico giorno in cui andrà in pensione. Chi con la sua non arriva a fine mese mentre la crisi avanza. Non è facile fare i conti con la situazione attuale. Ma questo vale “solo” per una buona parte degli italiani. Poi ci sono i privilegiati. Come 320 dipendenti del Teatro di San Carlo di Napoli che fanno festa con le loro doppie pensioni, chiaramente d’oro. Come spiega il Giornale:

Si tratta di un privilegio varato dal ’74 all’84, attraverso l’istituzione di un Fondo integrativo aziendale. Il lavoratore pagava una quota insignificante (appena il 2 per cento dello stipendio) il resto era a carico del San Carlo. Il che, tradotto in cifre, vuol dire un paio di milioncini di euro all’anno. Il decennio 74–84 è stato a guida ex Pci, ex Dc e ex Psi. Il Lirico napoletano era controllato da questi tre potentissimi partiti della prima Repubblica.

E’ stata la sovrintendente del Massimo napoletano, Rosanna Purchia, che ha rivelato questo scandalo delle pensioni aggiuntive al quotidiano il Mattino. Insomma, il teatro combatte con una crisi infinita, ma c’è chi ancora ne ricava vantaggi. Spiega Purchia: “Una ballerina prende 650 euro, un orchestrale 750 mentre un impiegato 680 e un dirigente 1.100”. E le cifre si sommano alle pensioni ordinarie. Spiega ancora il Giornale:

Ma a 40 anni da quelle scelte scellerate, il Lirico napoletano sembra essersi infilato in un tunnel di cui non si vede l’uscita. Dei 320 che beneficiarono del «regalino», solo 17 sono ancora in servizio. Una volta cessata l’attività anche questi lavoratori avranno diritto alla pensione aggiuntiva. Ma c’è il rischio che per questi fortunati il pozzo, che sembrava senza fondo, si esaurisca nel giro di pochi anni. Al 31 dicembre del 2012 in cassa c’erano circa 15 milioni di euro «ma – spiega ancora la Sovrintendente – in base a un calcolo approssimativo il fondo potrebbe esaurirsi nel giro di 7 anni». Una via di uscita ci sarebbe: contrattare una sorta di buona uscita con ogni pensionato. Ma sarebbe comunque necessaria una forte liquidità per attuare questo piano. Secondo la Sovrintendente Purchia «nelle linee che avevamo predisposto avevamo stabilito di approfittare della liquidità per chiedere fondi alla cassa depositi e prestiti e contrattare con i pensionati la estinzione delle pensioni integrative». Le pensioni d’oro sono solo un aspetto della crisi in cui versa il San Carlo. Giovedi scorso cinque componenti del Consiglio di amministrazione si sono dimessi in contrasto con il sindaco Luigi De Magistris. E, ora, sul Massimo incombe lo spettro del commissariamento

Il teatro subacqueo di Gana Maximova

teatro-subacqueo-tuttacronacaGana Maximova è un’atleta russa di nuoto sincronizzato che dal padre ha ereditato l’arte del “Teatr na Vode”, il teatro nell’acqua e la sua arte è un incrocio di  nuoto, danza e giocoleria. In questo video caricato su YouTube, “Underwater contact juggling”, Gana danza sottacqua insieme a delle sfere che quasi per miracolo seguono le curve e il fluire del suo corpo nell’acqua. Un omaggio al padre, alla musica e alla bellezza del fluire.

Il Lago dei Cigni al Teatro dell’Opera di Roma va in scena… su base registrata!

teatro-roma-tuttacronacaIeri, una ventina di musicisti hanno protestato in Piazza del Campidoglio contro l’impotesi di ridimensionamento dell’ente previsto dalla legge Bray. Spartiti alla mano e strumenti pronti, hanno dato vita alle note del Nabucco. Alcune ore più tardi è quindi giunto l’annuncio, come spiega Repubblica, dei tre sindacati Slc Cgil, Fials Cisl e Libersind Confsal: “Bloccheremo sine die tutte le produzioni” a cominciare proprio dallo “sciopero” indetto per stasera. A spingere alla decisione, le dichiarazioni di Ignazio Marino, favorevole al ricorso del teatro al prestito per le strutture in difficoltà previsto nella stessa legge. Tuttavia hanno dovuto fare i conti con il corpo di ballo che nel pomeriggio ha spiegato il primo ballerino del Costanzi Alessandro Tiburzi (delegato Uilcom): “Lo spettacolo potrà andare in scena con una base registrata”. E ancora: “Anche noi siamo preoccupati per il futuro del Teatro, ma è anche vero che c’è già un incontro fissato con il sindaco per il prossimo 10 gennaio e in quella sede discuteremo. In questi tempi di crisi bisogna lavorare, dare un segnale di rispetto al pubblico che ha pagato per godere dello spettacolo. I problemi li dobbiamo risolvere fuori dal palcoscenico”. Quindi la soluzione: Il Lago dei Cigni andrà in scena, come previsto, solo che la prima di questa sera vedrà i ballerini danzare su una base registrata.

A Natale Casa Cupiello è su YouTube!

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Finalmente tutte le opere e il teatro di Edoardo De Filippo sarà visibile gratuitamente sul canale YouTube a lui dedicato. Ciò si è reso possibile grazie a una lunga collaborazione tra Digital Studio & DVD e Luca De Filippo, che ha donato l’opera omnia del padre per la causa dichiarando: “Sono emozionato al pensiero che l’opera di mio padre trovi oggi una diffusione strutturata sul web, e sono molto curioso di vedere come andrà quest’esperienza. Papa’ si sentiva molto vicino ai ragazzi  e sono convinto che questa nuova modalità di proporre il suo lavoro possa avvicinare i giovani di oggi al suo teatro ed alla sua figura”.

Il canale ospiterà quindi i video di tutte le commedie di De Filippo: 6 atti unici in bianco e nero, 2 atti unici a colori, 26 commedie e 1 sceneggiato televisivo in 6 puntate. Ci saranno inoltre le 8 Commedie di Eduardo Scarpetta dirette dallo stesso De Filippo, ma anche approfondimenti, sezioni critiche, dietro le quinte. Un segnale positivo per poter strappare una risata ed evadere dal quotidiano e dalle preoccupazioni in compagnia di un grande autore che ora a portata di click diventerà un po’ le nostre “Voci dentro”.

A Natale Casa Cupiello è su YouTube!

Fiamme sopra il teatro Smeraldo a Milano

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Un incendio è scoppiato in un appartamento sopra il teatro Smeraldo, a Milano. Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, le fiamme hanno interessato un’abitazione che si trova nello stesso stabile del teatro, che però non è rimasto coinvolto dal rogo. Sul posto sono intervenuti quattro mezzi e personale del 118. Non si sa se ci siano feriti o persone evacuate.

L’ultimo spettacolo: l’addio di Milano a Zuzzurro

funerali-zuzzurro-tuttacronacaAlle 11 di questa mattina, nella chiesa di San Vincenzio in Prato, a Milano, più di 500 persone si sono ritrovate per un ultimo saluto ad Andrea Brambilla, mancato lo scorso giovedì, stroncato da un carcinoma polmonare. Per dirla con Nino Formicola, è andata in scena “l’ultima replica di Zuzzurro e Gaspare”: l’uno ritiratosi dietro il sipario, l’altro disorientato, improvvisamente sul palco da solo. La morte del comico che tutti conoscono e riconoscono come l’ispettor Zuzzurro segna anche la fine di una coppia artistica, di un matrimonio artistico durato 40 anni. Con Gaspare, Nino Formicola, oltre ai familiari, la moglie Pamela Aicardi e i figli, anche gli amici e quella “vecchia guardia” di tanta tv degli anni che furono, come Enrico Beruschi e Marco Columbro, passando per Massimo Buscemi, Carlo Pistarino, Silvio Orlando, Maurizio Nichetti, Ricky Gianco e molti altri che hanno incrociato Brambilla in 40 anni di cabaret, teatro, cinema e Tv. Ma anche gli eredi, come Sergio Conforti (Rocco Tanica negli Elio e Le Storie Tese), Ale & Franz e Valentino Picone, che con il duo artistico sono cresciuti. Al termine della funzione, l’applause della folla. Si chiude il sipario.

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Addio Zuzzurro: è morto Andrea Brambilla

zuzzurro-lutto-tuttacronacaLo scorso settembre Andrea Brambilla aveva rilasciato un’intervista in cui raccontava il suo rapporto con il cancro, spiegando che i medici che lo seguivano “Sono molto vaghi. Sulla guarigione, tacciono. Io faccio lo gnorri e loro cambiano discorso. Ma sono meravigliosi all’Istituto dei Tumori di Milano. Competenti e molto attenti all’aspetto psicologico. Ho invitato il mio oncologo alla prima teatrale del 15 ottobre e gli ho detto: ‘Guardi che se non faccio più ridere, la colpa è sua’”. Voleva buttarsi sul lavoro e scacciare gli incubi della malattia con una risata, continuando a regalarne a noi. Ma non ce l’ha fatta. Oggi, all’età di 67 anni, Andrea Brambilla, noto al grande pubblico come Zuzzurro, è morto, stroncato dalla malattia. A darne la conferma l’Ansa: “E’ morto stasera a Milano Andrea Brambilla, Zuzzurro nel duo con Gaspare. Aveva compiuto 67 anni lo scorso 21 agosto ed era ricoverato all’Istituto dei tumori di via Venezian, a Milano, dallo scorso 7 ottobre per un tumore ai polmoni. Lo conferma Nino Formicola, Gaspare nella coppia dall’ospedale dove si trova con la moglie e i figli di Brambilla.” Le prime voci della sua morte avevano iniziato a rincorrersi fin dal pomeriggio. Il suo compagno di tanti spettacoli inizialmente aveva smentito, ma poi sul suo profilo Facebook è apparso il triste post:

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Lo spettacolo che Zuzzurro aspettava con impazienza, ‘Non c’è più il futuro di una volta 2.0′, alla fine, non è mai andato in scena: rimandato a data da destinarsi dal teatro Leonardo di Milano, proprio per via delle condizioni cliniche del comico, come attestato dal documento del suo ricovero:

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Nato a Varese nel 1946, Zuzzurro aveva debuttato con Gaspare (Nino Formicola) in Rai nel 1976 e aveva raggiunto la popolarità interpretando il personaggio del Commissario Zuzzurro in Drive In, storica trasmissione a firma di Antonio Ricci.

Nel 1986 il duo aveva lasciato temporaneamente il video per dedicarsi al teatro. Il 9 gennaio 2002 Brambilla ha avuto un grave incidente stradale e l’attività della coppia si era così interrotta, per poi ripartire successivamente con nuovi spettacoli teatrali qualche saltuaria apparizione televisiva.

Nino Formicola, parlando della morte dell’amico e collega, ha spiegato: “Ieri sera ha avuto una crisi ed oggi lo hanno sedato. Andrea è morto poco prima delle 22”. All’Ansa ha poi raccontato: “Tra qualche mese sarebbero stati 40 anni che ci conoscevamo. Gli avevano diagnosticato il tumore al polmone in febbraio. Lui ha affrontato la malattia con grande piglio ed energia. Devo essere onesto, pensavo di essere preparato ma non è così”. Formicola, Gaspare nella coppia, aggiunge: “Mi sono reso conto che per quanto uno possa essere lucido, razionale, cinico, non c’è nulla da fare”. E racconta che solo due giorni fa avevano parlato di lavoro: “Andrea era un combattente vero. Voleva tornare in palcoscenico a tutti i costi. Non a caso Veronesi ha scritto un articolo su di lui, proprio oggi, in cui lo citava come esempio”. Formicola annuncia anche che i funerali dovrebbero essere sabato a Milano, ma, precisa, “non so ancora nulla di sicuro, ne dove saranno fatti. Probabilmente vicino a casa sua”.

Dario Fo e la “pagliacciata gigantesca” del voto di fiducia

dariofo-fiducia-buffonata-tuttacronacaEra a Imola, al teatro Ebe Stignani, per presentare lo spettacolo “Sesso? Grazie, tanto per gradire”, Dario Fo, in occasione di una serata organizzata dall’associazione femminile Trame di Terra. E da qui ha commentato il voto alla fiducia al governo Letta avvenuto poche ore prima: “Quella a cui abbiamo assistito oggi al Senato è una pagliacciata gigantesca”. Il premio Nobel, prima che iniziasse la proiezione, non risparmia critiche sul dietrofront di Berlusconi: “Un condannato, riconosciuto colpevole dopo tre gradi di giudizio, invece di essere cacciato è ancora in Parlamento a pavoneggiarsi, a dettare le regole della politica italiana, obbligandoci a rimanere impotenti”. E prosegue: “Anche se sembra finito ha spiazzato nuovamente l’avversario, in ogni momento è in grado di dare le carte: dà l’asso a chi di dovere, e la matta a chi deve essere fregato”. Ma Fo è anche certo che la buffonata a casa Pdl non sia ancora terminata: “ci sarà la danza del ritorno da parte di quei personaggi che sembravano consapevoli nell’aver criticato l’imposizione del capo con le dimissioni dei ministri di qualche giorno fa. D’ora in avanti varranno lo zero virgola zero nulla”. E non risparmia nemmeno il Capo dello Stato: “Non concederà la grazia a Berlusconi. Di passi falsi questo presidente ne ha fatti tanti”. Non si salva neppure il Pd: “I democratici e B. stanno insieme da anni. Dopo l’unione di questo governo possono quindi sposarsi. Speriamo almeno che non facciano figli. Ma sapete qual è la cosa più bella? E’ che questo andazzo politico Franca l’aveva intuito più di 6 anni fa, quando divenne senatrice per l’Idv”. E il ricordo della compagna di una vita, dentro e fuori dal palco, porta il premio Nobel a parlare del passato, di “quando con Franca durante la sera o la notte ci mettevamo a parlare di quello che accadeva in Italia. Nel libro che uscirà nei prossimi giorni, In fuga dal Senato, emerge tutto lo sporco che c’è in questo paese: le morti sul lavoro, i delinquenti dentro le istituzioni, la mancanza di rispetto per i cittadini”. Il filo del ricordo si dipana e arriva fino all’episodio del 9 marzo ’73 a Milano in cui la Rame venne violentata e malmenata da un gruppo di estremisti di destra: “lo stupro venne deciso molto in alto, da alti ufficiali dell’arma”, ricorda Fo dal palco imolese, “si stabilirono mandanti ed esecutori ma ci fu la prescrizione”. Dario Fo, rientrando nel tema della serata e allo spettacolo scritto da Franca Rame e Jacopo Fo nel 1996, ha ricordato anche: “Qui a Imola ci negarono il palco negli anni settanta”, prosegue Fo, “è quindi doppiamente importante sul piano civile che si mostri quest’opera di Franca dove si parla finalmente di donne che gestiscono se stesse e la propria vita senza imposizioni da parte degli uomini”. Ma ancora mancava una chiosa sul M5S, il movimento di cui è supporter: “Ha fatto bene Grillo a denunciare in anticipo quello che sarebbe successo in Senato. L’accordo del Movimento con il Pd non sarebbe mai potuto avvenire, solo degli ingenui possono cadere in questa trappola. Io però ora mi sto dedicando a scrivere una commedia su quello che sta succedendo in questi mesi nella politica italiana, spero vi divertirete a vederla”.

I 90 anni Albertazzi li festeggia in scena

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Il 20 agosto Giorgio Albertazzi compierà i 90 anni e la stessa sera sarà in scena al Festival della Versiliana con il recital dannunziano dal titolo “Io sono quello che ho donato”.  E a chi gli dice che impressione gli fa giungere a quota 90 risponde:  ”Ho paura della vecchiaia e della malattia. La morte non mi spaventa: è il contatto con l’assoluto, il momento più bello”.

Ma a quel momento Albertazzi non ci pensa proprio e in inverno è già previsto che riprenderà ”Le lezioni di Calvino” e aggiunge “Poi c’è un progetto con Andrea Bocelli, per uno spettacolo a due voci sul Vangelo”.

Famolo strano! Cabarettista e cantante si sposano a teatro

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Vanno di moda i matrimoni strani da quelli celebrati sott’acqua a quelli celebrati in montagna… ora anche in teatro. Lui è Enzo Paci, un cabarettista, lei, Romina Uguzzoni, una cantante. Due persone che sul palco ci stanno per lavoro e che hanno scelto quello del  teatro di Bogliasco (Genova) per trasformare il loro matrimonio in una piece teatrale con tanto di pubblico. Anche il sindaco, Luca Pastorino, si è dovuto calare nella parte.

Il burlesque va in scena a Manhattan!

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Il burlesque è la moda del momento e così va in scena lo spettacolo di Gotham Burlesque al teatro Stage 72, nel cuore della Grande Mela. Il regista, Gary Beeber, già autore del documentario sulla performer newyorkese  Dirty Martini, si è rilanciato in un esperienza di teatro fuori dagli schemi, affidato alle protagoniste femminili, con guepiere e corsetti. Chissà se sono vagamente paragonabili alle serate eleganti alla villa di Arcore?

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Tg2, Franca Rame e il social network… facciamo chiarezza?

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“Una donna bellissima, amata a e odiata: tra chi la definiva una donna di talento che sapeva mettere in gioco la propria carriera teatrale per un ideale di militanza politica totalizzante, chi invece una pasionaria rossa che approfittava della propria apparenza fisica per imporre attenzione”. Queste le parole del Tg2 che accompagnano la notizia sullo stupro, e che hanno provocato tantissime polemiche in rete.

La frase incriminata si trova a 0.55.

Poi arrivano le scuse del Tg2: “Il Tg2 non copre né i fascisti, né gli stupratori. Il CdR della testata, a nome di tutta la redazione, rifiuta la gogna scatenata sul web dopo il servizio andato in onda ieri, nell’edizione delle 13, sulla morte di Franca Rame. Il Tg2 “ha fatto le proprie scuse nella prima edizione utile, quella delle 20.30, con due servizi impeccabili. È stato anche chiarito che non c’era nessuna intenzione di offendere la memoria della grande donna che fu Franca Rame, né di omettere con premeditazione la matrice dell’aggressione da lei subita”.

Ma le scuse non sono bastate!

Ecco il testo della lettera di ZeroViolenzaDonne a Marcello Masi, direttore della testata della Rai:

Sinceramente non riusciamo ad essere completamente soddisfatti delle scuse che sono state proposte nel Tg2 delle 20.30 per il servizio di Carola Carulli su Franca Rame andato ieri in onda nell’edizione delle 13.30. Ci resta un amaro in bocca, perché se è vero che le scuse ci sono state le dichiarazioni del direttore Masi non ci sono per niente piaciute.

Cosa vuol dire esprimere “rammarico per il fatto che qualcuno possa solo immaginare che ci sia qualsiasi giustificazione a ogni forma di violenza nei confronti delle donne e in particolare di Franca Rame, che ha segnato la mia crescita umana. Mi vergogno per quelli che pensano una cosa del genere”.

Sembra che più che scusarsi semplicemente per aver mandato in onda un servizio chiaramente di parte e offensivo, il direttore si rammarichi perché ci sono delle donne e degli uomini che non la pensano come lui… beh, noi siamo tra questi e siamo oltretutto noi ad essere dispiaciuti e a vergognarci per un direttore di un telegiornale della televisione pubblica (pagata con i nostri soldi) che non è in grado di dire semplicemente “mi dispiace”.

Allora lo diciamo per lei, direttore Masi: ci dispiace di aver visto un servizio come quello su Franca Rame e ci dispiace di non aver sentito delle semplici scuse. Non ci dispiace, però, di pensarla insieme a tanti altri in maniera differente da lei.

Il ruolo dell’informazione, a maggior ragione se pubblica, deve essere quello di informare in modo puntuale e corretto, soprattutto quando si parla di temi sensibili come quello della violenza contro le donne che viene, invece, spesso raccontato in maniera distorta.

“Il Tg2 non copre ne’ i fascisti, ne’ gli stupratori”. Lo dice il CdR della testata, respingendo a nome di tutta la redazione “la gogna scatenata sul web dopo il servizio andato in onda ieri, nell’edizione delle 13, sulla morte di Franca Rame”. Il Cdr ricorda che la testata ha fatto le proprie scuse nella prima edizione utile, alle 20,30, “con due servizi impeccabili” ed e’ stato anche chiarito che “non c’era nessuna intenzione di offendere la memoria della grande donna che fu Franca Rame, ne’ di omettere con premeditazione la matrice dell’aggressione da lei subita. Tantomeno si voleva ferire la sensibilita’ delle donne e degli uomini tutti”.

 La lettera è stata ripresa anche da Libertà e Giustizia.

Cosa succede? In realtà un servizio sbagliato può capitare… non dovrebbe succedere su Franca Rame e non dovrebbe accadere su una rete pubblica come Rai2… ma succede anche questo. Ma quando si parla di fare mea culpa, le scuse sono timide… e forse questo non è proprio accettabile da un servizio pubblico… o sì?

L’ultimo saluto di Fo alla sua Franca!

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Ecco il post, un ultimo saluto di Dario Fo a Franca Rame:

“Franca ed io abbiamo scritto quasi sempre i testi del nostro teatro insieme. Io mi prendevo l’onere di mettere giù la trama quindi gliela illustravo e lei proponeva le varianti, spesso li recitavamo a soggetto, all’improvvisa, come si dice… Questo era il metodo preferito ma non sempre funzionava. Si discuteva anche ferocemente, si buttava tutto all’aria e si ricominciava da capo. In verità mi trovavo a dover riscrivere di nuovo il testo da solo. Poi lo si discuteva con più calma e si giungeva ad una versione che funzionasse e che andasse bene a tutt’e due.
Anche Franca è stata l’autrice unica di alcuni testi. Ci sono opere, come per esempio “Parliamo di donne”, che furono stese da lei completamente a mia insaputa. Quando mi ha dato da leggere questa commedia già ultimata sono rimasto un po’ perplesso… e seccato! Ma come ti permetti?!? No, scherzavo…
Io ho proposto qualche variante ma di fatto si trattava di un’opera del tutto personale.
Pochi lo sanno ma la gran parte degli spettacoli che trattavano di questioni prettamente femminili è stata Franca ad averli scritti, elaborati e poi li ha recitati al completo spesso anche da sola. E io mi sono trovato a collaborare solo per la messa in scena.
Vi dirò di più: testi quali Mistero Buffo e Morte Accidentale di un Anarchico – che io avevo realizzato come autore unico – hanno avuto grande successo anche all’estero con centinaia di allestimenti dall’America all’Oriente, per non parlare dell’Europa.
Ma dei nostri lavori quello che ha battuto tutti i record di messa in scena è Coppia Aperta, Quasi Spalancata che è stato replicato con diverse regie per più di 700 edizioni nel mondo. Ebbene l’autrice unica di questo testo è Franca. L’ho sempre tenuto nascosto!
C’è in particolare un lavoro o meglio, un monologo, che Franca ha recitato solo qualche volta quest’anno, e di cui bisogna che io vi parli perché è fortemente pertinente alla situazione a dir poco drammatica che io sto in questi giorni vivendo.
Da tempo Franca aveva scoperto l’esistenza di alcuni testi apocrifi dell’Antico Testamento nei quali la Genesi è raccontata in termini e linguaggio molto diversi da quelli cosiddetti canonici.
Attenti, non sto parlando dei Vangeli apocrifi, ma dell’Antico Testamento… Apocrifo!
Ebbene da uno di questi testi Franca ha tratto un racconto che vi voglio far conoscere, quasi in anteprima. Eccovelo!
Siamo nel Paradiso terrestre. Dio ha creato alberi, fiumi, foreste animali e anche l’uomo. O meglio il primo essere umano ad essere forgiato non è Adamo ma Eva, la femmina! Che viene al mondo non tratta dalla costola d’Adamo ma modellata dal Creatore in un’argilla fine e delicata. Un pezzo unico, poi le dà la vita e la parola. Il tutto “prima” di creare Adamo; tant’è che girando qua e là nel paradiso Eva si lamenta che… della sua razza si ritrovi ad essere l’unica, mentre tutti gli altri animali si trovano già accoppiati e addirittura in branco. Ma poi eccola incontrare finalmente il suo “maschio”, Adamo, che la guarda preoccupato e sospettoso. Eva vuol provocarlo e inizia intorno a lui una strana danza fatta di salti, capriole e grida da selvatica… quasi un gioco che Adamo non apprezza, anzi prova timore per come agisce quella creatura… al punto che fugge nella foresta a nascondersi e sparisce; ma viene il momento in cui il Creatore vuole parlare ad entrambe le sue creature, umane. Manda un Arcangelo a cercarli. Quello li trova e poi li accompagna dinnanzi a Dio in persona.
L’Eterno li osserva e poi si compiace: “Mica male! mi siete riusciti… E dire che non ero neanche in giornata… ! Voi non lo sapete perché ancora non ve l’ho detto ma entrambi siete i proprietari assoluti di questo Eden! E sta a voi decidere cosa farne e come viverci. Ecco la chiave. E gliela getta. Vedete, qui ci sono due alberi magnifici (e li indica), uno – quello di sinistra – dà frutti copiosi e dal sapore cangiante. Questi frutti, se li mangiate, faranno di voi due esseri eterni. Sì, mi rendo conto che ho pronunciato una parola che per voi non ha significato: eternità… Significa che avrete la stessa proprietà che hanno gli angeli e gli arcangeli, vivrete per sempre, appunto in eterno! A differenza degli altri animali non avrete prole, perché, essendo eterni, che interesse avreste di riprodurvi e generare uomini e donne come voi, della vostra razza? L’altro albero invece produce semplici mele, nutrienti e di buon sapore. Ma attenti a voi, non vi consiglio di cibarvene! E sapete perché? Perché non creano l’eternità… ma in compenso, devo essere sincero, grazie a loro scoprirete la conoscenza, la sapienza e anche il dubbio.
Ancora vi indurranno a creare a vostra volta strumenti di lavoro e perfino macchine come la ruota e il mulino a vento e ad acqua. No, non ho tempo di spiegarvi come si faccia, arrangiatevi da voi. … tutto quello che scoprirete; e ancora queste mele, mangiandole, vi produrranno il desiderio di abbracciarvi l’un l’altro e di amarvi… non solo, ma grazie a quell’amplesso, vi riuscirà di far nascere nuove creature come voi e popolare questo mondo. Però attenti, alla fine ognuno di voi morirà e tornerà ad essere polvere e fango. Gli stessi da cui siete nati.
Pensateci con calma, mi darete la risposta fra qualche giorno. Addio.

No. Non c’è bisogno di attendere, Padre Nostro! – grida subito Eva – Per quanto mi riguarda io ho già deciso, personalmente scelgo il secondo albero, quello delle mele. S devo essere sincera, Dio non offenderti, a me dell’eternità non interessa più di tanto, invece l’idea di conoscere, sapere, aver dubbi, mi gusta assai! Non parliamo poi del fatto di potermi abbracciare a questo maschio che mi hai regalato. Mi piace!!! Da subito ho sentito il suo richiamo e mi è venuto un gran desiderio di cingermi, oh che bella parola ho scoperto cingermi!, cingermi con lui e farci… come si dice?! Ah, farci l’amore! So già che questo amplesso sarà la fine del mondo! E ti dirò che, appresso, il fatto che mi toccherà morire davanti a tutto quello che ci offri in cambio: la possibilità di scoprire e conoscere vivendo… mi va bene anche quello. Pur di avere conoscenza, coscienza, dubbi e provare amore… ben venga anche la morte!
Il Padreterno è deluso e irato quindi si rivolge ad Adamo e gli chiede con durezza: “E tu? …che decisione avresti preso? Parlo con te, Adamo sveglia! Preferisci l’eterno o l’amore col principio e la fine?” E Adamo quasi sottovoce risponde: “ Ho qualche dubbio ma sono molto curioso di scoprire questo mistero dell’amore anche se poi c’è la fine

Dario Fo: “Ci vorrebbero tante donne come lei? Me ne basterebbe un’altra”

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E’ lo stesso Dario Fo a ricordare gli ultimi, drammatici momenti della vita di Franca Rame, spentasi ieri a Milano: “Sul letto respirava a fatica. Ho provato a farle la respirazione bocca a bocca. Lei è morta tra le mie braccia. Sì, se n’è andata mentre io avevo il suo volto tra le mie mani”. Il premio Nobel ci tiene anche a smentire le voci che la volevano malata da tempo: “Non è vero che era malata. Ancora due sere fa abbiamo letto assieme il testo dello spettacolo sulla Callas che avremmo dovuto mettere in scena…”. Dalle 10 di oggi è aperta la camera ardente per l’attrice, allestita al Teatro Piccolo, mentre venerdì mattina, alle 11, verrà ricordata con una cerimonia laica davanti al Teatro Strehler. Anche Dario Fo è giunto oggi al Piccolo: “Ci vorrebbero tante donne come lei? Me ne basterebbe un’altra”. E guardandosi attorno: “Non ho mai visto tante donne tutte insieme, Franca sarebbe contenta. Ha detto più volte che al suo funerale avrebbe voluto tante donne vestite di rosso”. C’è stato anche il tempo per stringere la mano a tanti cittadini accorsi: “Ma non continuate a stringere, la mano si sta sfasciando. Un’altra mezz’ora – ha scherzato – e mi portano all’obitorio”. Dario Fo ha poi detto di avere ricevuto una grande corona dal Presidente della Repubblica: “Per una che è fuggita dal Senato – ha spiegato – sbattendo la porta mica male”. E ha aggiunto: “Lei se n’è andata sbattendo la porta, altri hanno aspettato la fine per usufruire dell’immunità”. Fo ha poi concluso: “Tra un mese circa sarà pubblicato il testamento civile che stava scrivendo Franca”.

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La lunga lettera di Franca Rame a Dario Fo.

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Ecco l’ultima lettera scritta da Franca Rame a Dario Fo, tra ricordi d’infanzia, il teatro e  la sua vita di coppia… un testamento lungo 84 anni che ripercorre, con quella sintesi e quel coraggio di chi ha vissuto senza compromessi, quel viaggio ricco di emozioni che fino alla fine ha voluto condividere con Dario, ma anche con chi aveva e ha voglia di ascoltare e arricchirsi di quelle esperienze sempre controcorrente.

CHI È DI SCENA…
Sono nata nel 1929.

Quando ero piccola, sette, otto anni, mi veniva in testa un pensiero che mi esaltava: morire.
Quando morirò?
Com’è quando si muore?
Come mi vestirò da morta?
Forse mamma mi metterà quel bel vestito che m’ha cucito lei di taffetà lilla pallido orlato da un bordino di pizzo d’oro.
“Sembri un angelo! Quanto è bella la mia bimba che compie gli anni!” mi diceva.
A volte mi stendevo sul lettone di mamma: vestito, calze, scarpe, velo bianco in testa, una corona del rosario tra le mani poste sul petto (tutta roba della Cresima), felice come una pasqua aspettavo che qualcuno mi venisse a cercare e si spaventasse…scoppiando in singhiozzi. “E’ mortaaa! Franchina è mortaaaaa?!” E tutti a corrermi intorno piangendo…arrivavano i vicini, il prete e tutti rosariavano in coro.
Arrivasse un cane di un cane. Nessuno spuntava.
Nell’attesa mi addormentavo.
Al risveglio ero incazzata nera.
“La prossima volta vi faccio vedere io!” bisbigliavo minacciosa.
Poi mi sgridavo: “Cattiva, sei cattiva!!! Dare un dolore così grande alla tua mamma. Vergognati! Con tutti il bene che ti vuole…”

“Ascoltami Franchina… – mi diceva mamma – ci sono delle regole nella vita che vanno rispettate, ogni giorno: non poltrire nel letto, la prima cosa che devi fare, come apri gli occhi è sorridere. Perché? Perché porta bene. La seconda correre in bagno, lavarti con l’acqua tiepida, orecchie comprese, velocemente, vestirti. Far colazione e via di corsa a scuola. Salutare con un sorriso le persone che conosci, se aggiungi al sorriso un ciao-ciao con la manina è ancora più gentile. Non dare confidenza ai maschi. Tenerli a rispettosa distanza. Non accettare dolci o regali da nessuno…specie se uomini. Non parlare mai con gli estranei. Mi raccomando bimba, non prendere freddo, d’inverno sempre la cuffietta di lana all’uncinetto con i pom-pom rosa che ti ha regalato la zia Ida…gli stivaletti rossi di Pia (mia sorella maggiore) che non le entrano più. Ti voglio bene-bene-bene.” Lo ripeteva tre volte con ardore perché mi si inculcasse bene nel cervello. “Fai attenzione a tutto…come attraversi la strada…guai se vai sotto a una macchina. Ti rompi tutta…ricordati che ci ho messo nove mesi a farti!”
Me ne andavo felice…Un po’ soprappensiero per quei nove mesi di lavoro per la mia mamma a farmi. E’ stata impegnata per un bel po’ di tempo…tutti quei mesi!
La vedevo intenta a mettere insieme i pezzi.

Ma dove li prendeva?
Forse c’eran dei negozi nascosti che li vendevano: “Vorrei due gambette con i piedini, due braccine con le manine, un corpicino, la testolina no…ho una bellissima bambola lenci di quando ero piccola…ci metto quella. “Chiederò a mamma, quando sarò più grande che mi spieghi come ha fatto a confezionarmi.

Ora siamo nel 2013. Da allora sono passati molti anni. Sono arrivata agli 84 il 18 luglio. Faremo una bella festa tutti insieme.
Quando Jacopo era piccolo, a Natale arrivavano regali da ogni parte…più i nostri.
Li posavamo tutti sul tavolone della sala da pranzo. Come il bimbo si svegliava lo si portava tenendolo in braccio davanti a tutto quello che aveva portato il Bambin Gesù. Ci si incantava a guardarlo.
Meraviglia, felicità, grida, risate. “Grazie Bambin Gesù…grazie!!!” gridava guardando verso il soffitto come fosse il cielo…poi seduto sul tappeto a scoprire e godersi i suoi giochi.
All’arrivo della torta con le candeline, non riuscivamo a convincerlo a soffiare per spegnerle.
“Lo devi fare! Soffia!!”
“Perché?”
“Perché cresci più in fretta! Soffia!”

Era un bimbo molto curioso e pensoso. Chiedeva sempre: e cosa vuol dire questo e perché no…Una volta sui 5 anni, stava appoggiato al davanzale del balcone su di una sedia con un filo in mano che agitava. “Che fai Jacopino?”
“Do da mangiare al vento…”
Ero un po’ preoccupata.

Mi diverto molto con le mie nipotine. Quando Mattea (la figlia di Jacopo) era piccola, sui sei anni e veniva a trovarci a Sala di Cesenatico a passare l’estate con noi, le preparavo una festa alla grande. Compravo al mercato di tutto…non che spendessi tanto. Nascondevo i regalini spargendoli nel giardino tra alberi e cespugli e via con il gioco del “freddo e caldo”: si girava di qua e di là…davo segnali dei nascondigli dicendo “fredddo… freddo… tiepidino caldino… caldo, caldissimo… oddio brucia!” Mattea infilava la manina nel cespuglio, trovava il pacchetto, si sedeva su prato e lo scartava mandando grida di gioia.
Una mia cara amica, Annamaria Annicelli aveva un grande negozio dove vendeva di tutto e mi regalò per Mattea un mare di Barbie con fidanzato Ken. Cartoncini con guardaroba completo: abiti per tutte le occasioni.
Come ogni estate per anni, arrivò la mia dolce bimba più bella che mai. Le sbatto un uovo con zucchero e cacao – la rusumàta si chiama a Milano – che le piace tanto. Se la mangia leccandosi i baffi.
“Vieni, andiamo a fare il gioco del caldo-freddo.”
Lancia un urlo di felicità.

Le avevo preparata una festa alla grande. E via che si parte: freddo… freddo… tiepidino… caldo… caldissimo! E dal cespuglio estrae una Barbie…poi un’altra…poi il fidanzato Ken, cartelle con abiti…ad un certo punto si lascia andare sull’erba sfinita: “E’ troppo nonna… è troppo!” Quando Jacopo, dopo tre mesi, veniva a prenderla era un momento triste per tutte e due. Ce ne stavamo abbracciate e silenziose in attesa della partenza. Saliva in macchina. La salutavo con la mano e mi scendevano le lacrime…pure lei piangeva. Cercavamo tutte e due di sorridere… ma si faceva fatica.
Una gran fatica.

Una volta, quando eravamo più giovani Dario ed io ci si faceva festa ai compleanni. Festa? Una festicciola…nulla di speciale. La torta, le candeline…dell’anno prima, qualche amica, amici…Ricordo invece un fantastico compleanno, il mio settantesimo a Sala di Cesenatico. Non mi aspettavo nulla di speciale. Invece…
Quella mattina mi svegliai un po’ tardi, Jacopo venne a prendermi in camera dicendomi che Dario aveva bisogno di me…Neanche la mattina del mio compleanno posso restare disoccupata…scendo le scale, esco in veranda, e lì mi trovo una folla con i musicisti che suonavano, clown e maschere e tanta gente, amici venuti da ogni parte, ci saranno state cento persone, tutti a cantare tanti auguri a te…Mi sono messa ad abbracciare tutti uno per uno…Erano veramente tanti, che a un certo punto mi sono dovuta sedere…Anche per l’emozione. Poi siamo andati a mangiare fuori, sul porto canale di Cesenatico, e anche lì c’erano parecchi amici che erano venuti a festeggiarmi. Ogni tanto mi stupisco di quanta gente mi voglia bene. È proprio una grande fortuna…

UNA STELLA SUL LETTO?!

Una volta mi piaceva guardare il cielo di notte. Specie in inverno. Sottozero il blu è più intenso. Lestelle spiccano come brillanti.
Preziose.
Ieri notte niente. Ce ne erano poche ma una ha attirato la mia attenzione era una stella senza luce, piatta come fosse di plastica opaca.
“Vieni qui” le ho detto… hai dei problemi? Ti vedo giù….” In un attimo eccola sul mio letto, senza nemmeno rompere i vetri della finestra.
La guardo incredula… non so come comportarmi…

UNA STELLA SUL LETTO?!

L’astro si rizza su una punta… prendendo colore lentamente.
Una luce iridescente illumina la mia stanza…ma non smargiassa di chi vuol strafare…appena appena per farsi notare.
“E’ così facile avere una stella vera in casa? Basta chiamarla?” penso. “E’ facile per forza… – mi risponde – sono te.”
“Sono una stella?” – dico senza meraviglia, anzi un po’seccata – mi stai prendendo per il sedere?” Avrei detto volentieri culo, ma non volevo darle confidenza.
“Dì pure culo cara, non mi scandalizzo…” e fa una risata a piena gola.
Una stella che dice culo e mi sghignazza dietro!
Ero scandalizzata! Non c’è più religione!
“Bigottona! Son qui per aiutarti… sono te, quindi la tua più grande amica. Sei giù di morale…hai pensieri fissi che ti fan dormire male. Perché vuoi ammazzarti?”
Mi manca il respiro. Un qualcosa mi sale lento dallo stomaco alla gola: un magone che mi soffoca.
“Lasciati andare… non trattenere le lacrime…ci sono io vicino a te…sono scesa apposta da lassù…tutta per te!”
Le lacrime non si fanno pregare, si rincorrono sulle mie guance una dopo l’altra. I singhiozzi escono strazianti anche se in realtà non si sentono.
Allunga una punta, quella di sinistra e mi fa una carezza.
Ma dai…sto sognando…la stella sul letto in punta di stella che mi accarezza con la sinistra…una stella mancina…Mio dio…ha pure 5 punte!
Una stella delle Brigate Rosse!

“Non stai sognando…conosco la ragione della tua voglia di morire ma solo se ne parli, se svisceriamo il problema insieme, lo risolviamo. Parola di Stella!”
Respiro profondamente. Sto per dire qualcosa che mi costa.
“Sono tanto triste perché sono disoccupata. Ho perso il mio lavoro.”
“Come hai perso il tuo lavoro? Sei dalla mattina alla sera al computer…scrivi, scrivi, scrivi senza alzare nemmeno gli occhi.”
“Sì lo so, ma questo non è il mio lavoro. Sono nata il teatro, a 8 giorni ero già in scena…ho sempre recitato. Da 8 giorni a 81 anni… avevamo in scena “L’anomalo bicefalo” una satira su Berlusconi. Ci divertivamo un sacco! Ma eravamo nell’’83… quanti anni son passati?”
“Ti stai dimenticando di Mistero buffo,….L’avete fatto tanto…”
“Sì hai ragione…ma ora non si fa più nemmeno quello.
Poi uno spettacolo ogni morte di vescovo, che ne muoiono pochissimi.

Sono felice di aiutare Dario che è il MIO TUTTO, curare i suoi testi, prepararli per la stampa, ma mi manca qualcosa… quel qualcosa che non mi fa amare più la vita.
È per questo che voglio morire.
Ma non so come fare.
Immersa nella vasca da bagno e tagliarmi le vene?
Poi penso allo spavento di chi mi trova in tutto quel rosso.
Buttarmi dalla finestra, ma sotto ci sono gli alberi e finisce che mi rompo tutta senza morire: ingessata dalla testa ai piedi.
Avvelenarmi con sonniferi…ci ho già provato una volta…tre, quattro pastiglie e acqua… avanti così per un po’ e mi sono addormentata con la testa sul tavolo…
Insomma, morire è difficilissimo!
A parte che mi ferma anche il dolore che darei a Dario a Jacopo alla mia famiglia, Nora, Mattea, Jaele (la più bella della famiglia) e tutto il parentado…alle amiche, amici.
Penso anche al mio funerale e qui, sorrido. Donne, tante donne, tutte quelle che ho aiutato, che mi sono state vicino, amiche e anche nemiche…vestite di rosso che cantano “bella ciao”.

Che tristezza essere disoccupata. “Hai messo in scena molti spettacoli che hanno avuto gran successo ed eri sola – prosegue la Stella…Tutta casa letto e chiesa, Parliamo di Donne, Sesso? Grazie tanto per gradire, Legami pure che tanto spacco tutto lo stesso, Il funerale del padrone, Il pupazzo giapponese, Michele ‘Lu Lanzone e altri ancora che non mi ricordo… dovrei andare su internet ma non ne ho voglia.
Perché non ne rimetti uno in scena?”
Ma…sono abituata con Dario…
L’ho conosciuto in palcoscenico nel ’51… abbiam fatto tourné, avuto successo… anche troppo. Dopo anni di fermo abbiam debuttato per due soli spettacoli in settembre del 2012 con “Picasso desnudo”.
E adesssssso? Ci metto sei S per sottolinearti bene il concetto. Adesso nulla! Nessun programma futuro. Deglutisco per mandar giù il magone
Dovresti aiutarmi tu Stella, dammi la forza… la voglia.
“Che piagnona! – mi urla, mi hai proprio rotto i…No, non lo posso dire perché lassù si incaz…Mamma mia solo parolacce mi vengono…è perché sono scesa in terra…qui ci si sporca!
Potresti mettere in scena un testo da recitarti tutto da sola…hai un mare di materiale a disposizione. Li conosco tutti i tuoi monologhi mai rappresentati.”
“Ma smettila, conosci i miei monologhi….”
“Certo, sono te!”
“Ah sì…Hai ragione…Sì, potrei farlo…ma poi penso a Dario la sera sperduto davanti alla tv…che se ne va a letto senza chiudere né tapparelle, né porta. Lo sento che si gira e rigira tra le lenzuola pensandomi…preoccupandosi e…quindi sto qui, accanto a lui. Lo amo tantissimo…ma sono proprio triste… infelice…ciao me ne vado…”
“Ma dove vai? Ti vuoi nascondere a piangere? Piangi qui piccola…tra le mie braccia…”All’improvviso si ingrandisce a vista d’occhio si trasforma in una coperta di lana morbida lucente e mi avvolge tutta. Un brivido di piacere attraversa il mio corpo…mi sento via via rilassata e sulla bocca mi spunta un sorriso…il più dolce della mia vita
Caro Dario tutto quanto ho scritto è per dirti che se non torno in teatro muoio di malinconia. Un bacio grande…

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Piange il mondo del teatro e non solo: si è spenta Franca Rame

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Ha dedicato la sua vita al teatro Franca Rame, l’attrice, che si è spenta questa mattina nella sua abitazione di Porta romana a Milano. I soccorritori hanno provato a rianimarla, ma non hanno potuto far altro se non dichiararne la morte. L’attrice, che aveva 84 anni, era stata colpita da un ictus il 19 aprile dello scorso anno, sempre nella sua casa. All’epoca, era stata trasportata al Policlinico, dov’era rimasta ricoverata diversi giorni. Figlia d’arte, Franca Rame aveva iniziato a calcare i palcoscenici sin da bambina e con Dario Fo, suo marito dal 1954, ha dato vita a uno dei sodalizi artistici più importanti nel teatro italiano. Un legame che travalicava le scene il loro e che li ha resi protagonisti anche di molte battaglie sul fronte politico e dei diritti sociali e civili.

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Queste due passioni, per lei, erano strettamente connesse tra loro, tanto che dalla fine degli anni Sessantala sua arte si è tramutata in teatro politico, rendendo inscindibile la professione di attrice e l’impegno per i diritti sociali. Già cacciati dalla Rai nel 1962, per un sketch irriverente sulle morti sul lavoro, negli anni caldi post ’68 e della contestazione, per portare avanti meglio la loro battaglia, il duo Fo-Rame si è anche staccato dal circuito ufficiale dei teatri per recitare in università, fabbriche occupate e, dal 1977, nel loro quartier generale della Palazzina Liberty occupata, a Milano. Tra i suoi tanti spettacoli in coppia del marito si annoverano anche Mistero Buffo, Il Papa e la strega, Settimo: ruba un po’ meno e La marijuana della mamma è la più bella. Ma suoi sono anche tanti testi in cui a farla da protagonista era la donna e la sua condizione, come Coppia aperta, quasi spalancata, Tutto letto, casa e chiesa e Sesso? Grazie, tanto per gradire. Ma un grande impegno a volte significa anche rischio e pericolo e Franca Rame il suo l’ha pagato personalmente: era il 1973 quando venne rapita per qualche ora e stuprata da un gruppo neofascista, per punirla per il suo impegno con Soccorso rosso. Un’esperienza atroce che lei seppe poi tramutare in un durissimo monologo, che recitò anche in prima serata su Raiuno, nella celebre edizione di Fantastico condotta da Adriano Celentano. Dal 2006 al 2008 ha vissuto anche un’esperienza da parlamentare, venendo eletta al Senato nelle liste dell’Italia dei Valori. Una perdita dolorosa, la sua, per il mondo dell’Arte, della politica, dell’impegno civile. Con lei si è spenta una voce che portava avanti idee e passioni, ideali e lotte.

E’ morta l’attrice e doppiatrice Anna Proclemer

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Anna Proclemer, attrice teatrale e cinematografica italiana, è mancata questa notte mentre si trovava nella sua abitazione di Roma. E’ stata la figlia Antonia Brancati a darne la notizia. La donna era nata a Trento nel 1923 ed aveva debuttato a soli 19 anni in Nostra Dea di Massimo Bontempelli con il Teatro dell’Università di Roma per poi recitare, durante gli anni della Guerra, con il Teatro delle Arti di Anton Giulio Bragaglia, in seguito con la compagnia dell’IDI, la compagnia Pagnani-Cervi e quella di Ricci. Al Teatro d’Arte, ha lavorato con Vittorio Gassman e Luigi Squarzina al Teatro d’Arte ed è stata diretta da Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano. Dal 1946 al 1954 è stata sposata con lo scrittore Vitaliano Brancati, il padre di Antonia. Dopo diversi ruoli da protagonista e non al cinema, Alberto Lattuada la sceglie come doppiatrice di Yvonne Sanson in Il delitto di Giovanni Episcopo, aprendole così una nuova strada. Risale al 1956 il lungo sodalizio, artistico e sentimentale, con Giorgio Albertazzi, che le aprirà le porte della televisione con lo sceneggiato L’idiota. La sua ultima apparizione cinematografica risale al 2012, nel film Magnifica presenza di Ferzan Özpetek.

I 100 anni di Pietro Barilla e l’incontro Renzi-Berlusconi

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Serata in onore di Pietro Barilla al Teatro Regio di Parma, in occasione dell’anniversario della sua nascita questa sera andrà in scena lo spettacolo “Pietro. Cent’anni avanti.”, opera che narra la vita dell’imprenditore che ha contribuito a rendere famosa nel mondo la cucina italiana made in Parma. Tra i molti intervenuti, anche Renzi e Berlusconi, che hanno trovato del tempo per un breve incontro a cui, così pare, hanno preso parte anche tre parlamentari del PD. Nessuna dichiarazione da parte del sindaco fiorentino, mentre Berlusconi si è lasciato andare ai ricordi: “Pietro è stato un grande personaggio, un grande padre, un grande imprenditore e un grande amico. Nel 1993, poco prima della sua scomparsa, lo informai della mia intenzione di scendere in politica. Lui passò con me tutti i momenti e le tensioni e gli interrogativi di quel periodo. Mi disse: metti le mani in pasta in politica? Te ne faranno di tutti i colori. Ebbene me ne hanno fatte ancora di più…”

E’ morta la Regina del teatro!

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Figlia d’arte di genitori di origine francese, Regina Bianchi – morta oggi a Roma all’età di 92 anni – è stata una delle più apprezzate attrici del teatro napoletano. Nata a Lecce il primo gennaio 1921, fece la sua prima comparsa in scena nata da pochi giorni. Negli anni della giovinezza seguì poi tutto l’iter dai piccoli teatri alle grandi compagnie primarie, scritturata a soli sedici anni da Raffaele Viviani prima e poi da Peppino, Titina e Eduardo De Filippo. Quest’ ultimo, negli anni ’70, la volle poi al suo fianco nei panni di Filumena Marturano, che resta una delle sue interpretazioni più celebri, insieme a quelle per Sabato, domenica e lunedì, Napoli milionaria! e Questi fantasmi. Legata in particolare al teatro napoletano, Regina Bianchi ha lavorato anche in grandi compagnie per spettacoli in lingua con registi che vanno da Ronconi a Zeffirelli. La qualità intensa e vera del suo recitare è stata spesso utilizzata anche dal cinema: tra i film che ha interpretato, Il giudizio universale (1961) di Vittorio De Sica, Le quattro giornate di Napoli (1962) di Nanni Loy, per cui vinse il Nastro d’argento, Kaos (1984) di Paolo e Vittorio Taviani e Il giudice ragazzino (1994) di Alessandro Di Robilant. Nella sua carriera anche serie tv come I grandi camaleonti di Edmo Fenoglio (1964) e Gesù di Nazareth (1977) di Zeffirelli. Nel 1996, per meriti artistici, è stata insignita del titolo di Grande Ufficiale della Repubblica.

Signore e signori… si chiude! Addio Ambra.

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Dal 1° luglio, infatti, cesserà definitivamente l’attività il teatro Ambra Jovinelli, la sala nel cuore dell’Esquilino.
Era il dicembre del 2010 quando Officine Culturali, la società che prese in carico l’Ambra, con la direzione artistica di Fabrizia Pompilio, avviò un programma di rilancio della Sala. «A distanza di due anni e mezzo di attività culturali di grande interesse e di grande successo, la società di gestione deve rinunciare alla sua casa artistica per problemi tecnici e strutturali del teatro», è scritto nell’annuncio ufficiale. Un comunicato racconta la storia recente del teatro: «Tanti gli artisti, le compagnie, le maestranze e gli spettatori che, solidali, hanno continuato ad animare il teatro nonostante la criticità di alcuni impianti (riscaldamento, argani e parti tecniche da sanare). Tante le soddisfazioni che hanno premiato il rischio d’impresa di imprenditori che hanno portato, in poco più di due stagioni teatrali, il Teatro Ambra Jovinelli a nuovi splendori. Tanti i volti che hanno fatto registrare il tutto esaurito: Rocco Papaleo, Stefano Accorsi, Simona Marchini, Claudio Santamaria, Valerio Mastandrea, Andrea Rivera, Nicola Piovani, Ficarra e Picone, Lillo & Greg, Teresa Mannino, Filippo Timi, Leo Gullotta, Alessandro Haber e Alessio Boni».

Perchè non si cercano sponsor e si inizia una programmazione sperimentale e multimediale? Ormai l’Ambra era diventato solo un teatro per campagne elettorali e per spettacoli dei “compagnetti della parocchietta”!

10 euro per i figuranti! Pagati per far spettacolo a Piazza del Popolo

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Come se fosse una trasmissione di Maria De Filippi! Donne sui 50 anni e oltre che con golfini, stivali, capelli cotonati invadono Piazza del Popolo per inneggiare a Silvio Berlusconi. Armando è il capo claque, si occupa di guidare il folto pubblico riunitosi davanti al teatro Brancaccio per poi essere “scodellato”  sul set! Oggi non si gira però una fiction e non c’è in programma nessuna scena d’azione dell’ultimo film di spionaggio… oggi il set è la politica italiana e la star d’eccezione di chiama Berlusconi!

Armando, in total black e cravatta rossa lucida, invece, lavora per “Abavideo provini tv”, società che fa casting per film e pubblicità, e sceglie anche il pubblico per trasmissioni tv. Venire arruolati come fan a pagamento di Berlusconi non è difficile. Certo, non si diventa ricchi: 10 euro la paga per restare un paio d’ore davanti al palco. “Una miseria”, si lascia scappare uno dei figuranti, “ma ho una pensione da schifo e devo arrotondare”. Armando ha una lista con le presenze dentro una cartellina col logo del programma “Così è la vita”. Ma basta dire “un’amica mi ha detto di venire al posto suo perché sta male”, che subito lui ti accoglie a braccia aperte. Prende nome e cognome e via, “Sei dei nostri”. Il lavoro da fare è semplice. “Hai mai partecipato a un programma? – chiede il capo claque – No? Vabbé, non ti preoccupare, oggi stai un po’ lì in piazza in mezzo alla gente e poi te ne vai. Ma se hai voglia in futuro di partecipare a dei provini, cerca il sito e iscriviti”. Lui, il “reclutatore”, da Silvio non viene: “Non ci penso nemmeno”. E quando il pullman arriva, saluta il “gruppo vacanze Piemonte” con un elegantissimo “Mi raccomando, non pomiciate!”.

Sul bus l’atmosfera è quella delle gite di scuola ai tempi delle medie, anche se la comitiva è un po’ agée. Una signora con i capelli rossi si mette il rossetto. “Attenzione che Berlusconi è sensibile alle donne”, le fa il passeggero seduto al suo fianco. Risposta: “Vorrà dire che lo bacerò in bocca, chiaramente, dietro lauto compenso”. Ilarità generale, commenti salaci. “Attenta però che quello c’ha la dentiera”, grida uno dagli ultimi posti. Del resto, si sa, in fondo al pullman si siedono sempre quelli più indisciplinati. Nessuno però canta, come accade in ogni gita che si rispetti. E quando arriva la proposta “Ora tutti insieme intoniamo “E Silvio c’è””, si ride di nuovo.

Mancano dieci minuti alle tre. Il pullman, che si è unito ad altri tre bus al Circo Massimo con 150 persone a bordo raccolte a Testaccio, Tiburtina e piazza Bologna, scarica l’allegra brigata a un chilometro da piazzale Flaminio. “Ma che sono matti? C’è un sacco di strada da fare”, grida una donna con le caviglie già gonfie. Qualcuno si mette ad aspettare l’autobus. “A furbi, non tornate a casa”. Gli altri, accompagnati da un tutor in tuta azzurra della nazionale di calcio, conduce tutti a piazza del Popolo. Berlusconi ancora non c’è. La piazza è già gremita. E sulle note di “Azzurro” di Celentano stavolta anche le comparse cominciano a cantare.

#DammiPiùVoce si muove Sharon Stone per Andrea

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La star di Hollywood Sharon Stone ha risposto all’appello di Andrea, uno dei 50 ragazzi con sindrome di Down che hanno chiesto ad altrettanti personaggi famosi di donare un video. Ne dà notizia Coordown, coordinamento di associazioni delle persone con sindrome di Down. Andrea ha così realizzato il suo sogno. Lui – un ragazzo fiorentino con la passione per il teatro – aveva puntato in alto, e aveva scelto nientemeno che una delle star più famose e belle di Hollywood. Le aveva chiesto di donare un video, precisando di non potersi fidanzare con lei perché già impegnato. Sharon Stone ha risposto all’appello di Andrea, con un messaggio dolcissimo in cui ringrazia il suo “collega” attore di averla scelta, invita tutti a sostenere con una donazione CoorDown e dice anche “mi dispiace che tu sia fidanzato… perché sei proprio un figo!”.

Sono oltre 40 le celebrità che hanno donato un video per #DammiPiùVoce, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi promossa da CoorDown Onlus, in collaborazione con Saatchi and Saatchi, per difendere i diritti delle persone con sindrome di Down, in occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, che si celebra oggi. Tra i vip che hanno risposto ci sono Claudio Bisio, Tiziano Ferro, Fiorello, Jovanotti, Irene Grandi, Vincenzo Salemme, José Mourinho, Francesco Totti e Javier Zanetti.

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LA FOTO SCANDALO SU INSTAGRAM DELLA MUTI!

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Ornella Muti torna a Grozny: l’attrice e’ stata immortalata questa sera accanto al controverso leader ceceno Ramzan Kadyrov in una foto sul suo account Instagram, un account che il capo della repubblica caucasica, nel mirino dei difensori dei diritti umani, sta usando per rifarsi un’immagine. Per ora nessuna conferma ufficiale della visita dell’attrice, che, stando alla popolare applicazione che consente di condividere foto nelle reti sociali, sarebbe arrivata insieme a star dello spettacolo russe e i Gipsy King per un concerto al Teatro cittadino sulla Prospettiva Putin in onore di un businessman locale. Ma ormai i social network anche in Cecenia, dopo il boom dell’account kadyrov_95, dettano legge sui media.

ORLANDO E IL SUO BOA ROSA!

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Fuori programma alla presentazione del Palermo Pride 2013, al teatro Massimo: durante la conferenza stampa del sindaco Leoluca Orlando, il pioniere palermitano delle nozze gay, Massimo Milani, gli si è avvicinato e gli ha avvolto intorno alle spalle un boa di struzzo fucsia, il colore simbolo del Pride. Il sindaco ha accolto il dono di buon grado e ha continuato a parlare con un look davvero insolito. Accanto a lui, divertita, Maria Grazia Cucinotta, testimonial della manifestazione che a giugno trasformerà Palermo nella capitale nazionale gay.

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Uno sguardo a… Stufato alla Guinness

La ricetta puoi trovarla QUI!

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Kenneth Branagh sulla scena di… The Boat That Rocked di Richard Curtis

Kenneth Branaght sulla scena di… The Theory of Flight di Paul Greengrass

Kenneth Branagh sulla scena di… Hamlet di Kenneth Branagh

Gente di Belfast… Kenneth Branagh

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Uno sguardo a Belfast… Shankill Road

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Uno sguardo a Belfast… Falls Road

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Uno sguardo a… BELFAST, Irlanda!

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DON GIOVANNI POP, ovvero Filippo Timi!

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Quinte d’oro e plastica, pavimento luminoso, fondale con angeli michelangioleschi e un materasso a forma di crocifisso su cui giace un uomo che si sta iniettando una dose di eroina.
Si apre così l’attesa messa in scena del Don Giovanni di Filippo Timi, di cui l’attore perugino è autore e regista, che ha debuttato il 27 febbraio scorso al Teatro Franco Parenti. Ed è subito chiaro che del libretto di Da Ponte-Mozart a cui l’opera si ispira c’è ben poco. O forse solo l’essenziale, scarnificato.

Un concentrato di cinismo e brutalità che ha contagiato anche l’universo creaturale che lo circonda, come anticipato dal sottotitolo vivere è un abuso mai un diritto. È proprio questa la forza e l’originalità del lavoro di Timi, aldilà degli eccessi provocatori a cui negli anni ci ha abituato: l’aver capovolto la centralità dell’impianto scenico-narrativo. Don Giovanni non è più il motore eliocentrico da cui dipendono tutti i guai, ma è un virus che ha contaminato il pianeta e di cui ogni personaggio porta il seme propulsivo.

Sono gli altri i veri protagonisti della pièce, a cui Timi regala ampio spazio relegando al Don Giovanni un ruolo non proprio secondario ma certamente di collante, di deus ex machina che dall’alto un po’ manovra e po’ osserva questa umanità alla deriva.

Un’umanità fatta di figure nevrotiche e strabordanti come i vestiti che indossano – vere e proprie meraviglie kitsch realizzate dallo stilista di Prada Fabio Zambernandi – che si lasciano andare ad un linguaggio caricaturizzato ed esagerato, come quello rottermeiresco di Donna Anna, che da bambina indifesa si trasforma – letteralmente – in una macchina da guerra desiderosa di vendetta nei confronti di chi ha ucciso suo padre, perché ha tolto a lei la possibilità di farlo.

Il risultato fastoso del lavoro timiano è dettato dall’aver unito elementi che, apparentemente
insensati, contribuiscono alla costruzione di questa Babele impazzita. Proiezioni di video presi da You tube fanno da corollario ad una scenografia prorompente e ad una colonna sonora che spazia dai Pink Floyd ai Queen passando per le sigle dell’Uomo tigre e della Sirenetta.

Uno spettacolo in cui il Pop, frequenti le gag di matrice cabarettista, il coinvolgimento attivo del pubblico, le brevi coreografie, e le incursioni di una cultura Anni ’80, diversi gli espliciti richiami a Kubrick, la fanno da padroni. Il tutto farcito con una dose di lieve blasfemia: se doveste immaginare Lucifero in carne ed ossa, vi verrebbe in mente di fargli indossare un uniforme da Generale delle SS color rosa shocking?

 

Serena Dandini racconta i femminicidi!

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S’intitola “Ferite a morte” ed è la “voce” di chi non ce l’ha fatta. Così Serena Dandini prova a raccontare l’orrore che sta attraversando il mondo in ogni sua latitudine e che non risparmia neppure l’Italia. Femminicidio, ovvero quando a uccidere è chi ti “ama”! Morire per voglia di possesso, per frustrazione maschile, per incapacità di eleborare la fine di uan relazione. Da lavoro teatrale “Ferite a morte” diventa pagina, un libro per non dimenticare la violenza brutale!

 

Pussy riot occupano lo Sakharov Centre di Mosca e si sotituiscono allo show!

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La polizia russa ha interrotto per un’ora uno spettacolo teatrale in scena al Sakharov Centre di Mosca sul processo al gruppo punk delle Pussy Riot, per avvertire il regista svizzero di non violare le norme sull’immigrazione. L’opera, ”Moscow trials”, tratta di tre recenti processi in Russia, tra cui anche quello alle rockstar, Nadezhda Tolokonnikova, Maria e Ekaterina Alekhina Samoutsevitch, arrestate per aver inscenato una dissacrante ”preghiera punk” contro Putin in cattedrale a Mosca

Uova d’autore su un tetto che scotta!

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C’è da poter fare una vera e propria frittata sul tetto del teatro di Figueres. coronamento della sua carriera, Dalì ottenne di trasformare il teatro della sua città natale in un museo. Stravagante e ribelle volle decorare il tetto con delle uova e una cupola gigante. Il vecchio teatro fu bombardato durante la guerra civile spagnola ed è rimasto in rovina per decenni, fino a quando Dalì e il sindaco di Figueres decisero di ricostruirlo come museo. L’artista decise anche che quel luogo sarebbe diventato la sua tomba. Sotto una lastra di marmo bianco, senza nessuna scritta, riposa Dalì, che regalò alla Spagna una nuova visione della cultura e dell’arte.

Cala il sipario a San Babila a Milano e si mobilitano gli attori

 

Da massimo Dapporto ad Anna Mazzamauro, tutti cercano di salvare lo storico teatro che si avvia verso la chiusura dopo che il Tribunale, in Appello, ha rovesciato la sentenza della Corte d’Assise,  decretandone lo sfratto richiesto dalla proprietà.

SALVIAMO SAN BABILA! 

90! Zeffirelli e la sua vita dedicata al cinema e al teatro

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Non si va in scena al Maggio Musicale Fiorentino: Cgil e Cisl indicono sciopero

Metti un sera a teatro… tanti spettacoli in giro per l’Italia!

Tra gli spettacoli ci sono:  ‘My fair lady’  tra Bologna e Roma e ‘Rain man’ nella capitale; ‘Il giardino dei ciliegi’ a Milano e il ‘Macbeth’ a Napoli; ‘Sogno di una notte di mezza estate’ a Catania e il primo ‘Casanova in 3D’ ad Acireale.

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