Anche i gabbiani erano argentini! Solo fatalità?

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Si torna a parlare in Argentina dei due gabbiani che il giorno della fumata bianca si posarono sul comignolo della Cappella Sistina. Appartengono, si scopre, alla specie ‘Larus argentatus’, che fa riferimento al suo colore. Una radice identica a quella da cui deriva il nome Argentina, paese di Papa Francesco. A evidenziare la suggestiva ‘premonizione’ e’ ora fra gli altri un’agenzia cattolica. Che, fra il serio e il faceto, si domanda: ‘E’ stato un caso, solo una coincidenza?”

Uno sguardo a… gli spaghetti con il tonno!

La ricetta puoi trovarla Qui!

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La resistenza di Firenze sulla scena di… Il cielo dei Frazzi

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La resistenza a Firenze sulla scena di… Cronache di poveri amanti di Lizzani

La resistenza a Firenze sulla scena di… Paisà di Roberto Rossellini

Il quarto episodio è dedicato alla resistenza a Firenze.

Gente della resistenza e della costituzione… Teresa Mattei

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Uno sguardo a Firenza… Piazza della Signoria!

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Uno sguardo a Firenze… la Cattedrale!

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Uno sguardo a… FIRENZE!

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FRANCESCO I “COLLUSO” CON LA DITTATURA ARGENTINA ED ESMA!

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Il 16 aprile del 2005 (a due giorni dall’inizio del Conclave che portò Ratzinger sul soglio pontificio) le agenzie di stampa batterono un take proprio sull’arcivescovo di Buenos Aires: “Il quotidiano messicano ‘La Cronica de Hoy’ riferisce che contro Bergoglio è stata presentata una denuncia per presunta complicità nel sequestro di due missionari gesuiti il 23 maggio del 1976, durante la dittatura. La denuncia è stata presentata dall’avvocato e portavoce delle organizzazioni di difesa dei diritti umani in Argentina, Marcelo Parilli, che ha chiesto al giudice Norberto Oyarbide di indagare sul ruolo di Bergoglio nella sparizione dei due religiosi a opera della marina militare”.

Oltre al lancio di agenzia uscì ma anche un libro su Bergoglio intitolato “L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina”. L’autore era il giornalista Horacio Verbitsky, uno dei massimi esperti del movimento argentino per la difesa dei diritti umani. Come ricostruisce Verbitsky, Bergoglio veniva accusato di collusione con la dittatura di Videla. Verbitsky spiega che nei primi anni ’70 nel ruolo di Superiore provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina, il giovane gesuita ebbe contatti con numerosissimi sacerdoti.

Nel febbraio del ’76, un mese prima del colpo di stato argentino, Bergoglio chiese a due dei gesuiti impegnati nelle comunità di abbandonare il loro lavoro nelle baraccopoli e di andarsene da Buenos Aires. I due sacerdoti Orlando Yorio e Francisco Jalics si rifiutarono di eseguire l’ordine di Bergoglio per non abbandonare i poveri della capitale argentina. (E ora prende il nome di Francesco I?)

Sempre secondo la ricostruzione di  Verbitsky Bergoglio espulse allora i due sacerdoti dalla Compagnia di Gesù e poi fece pressioni all’allora arcivescovo di Buenos Aires per toglier loro l’autorizzazione a celebrare messa. Subito dopo il golpe militare del 24 marzo 1976 i due sacerdoti furono rapiti. Fu Bergoglio a segnalarli al regime come dei “sovversivi” oppure aveva provato ad allontanarli per proteggerli?

I due religiosi “rapiti” furono reclusi nella famigerata Scuola di meccanica della marina (Esma), torturati e poi rilasciati.

Anche un precedente libro intitolato “Chiesa e dittatura” di Emilio Mignone (1976)  descriveva Bergoglio come un esempio della “sinistra complicità ecclesiastica con i militari che si incaricarono di compiere lo sporco compito di lavare il cortile interno della Chiesa con la accondiscendenza dei prelati”.

Nel novembre del 2010 è un articolo comparso su “El Mundo” a legare di nuovo Bergoglio alla dittatura. L’arcivescovo di Buenos Aires fu infatti chiamato a testimoniare nel processo a 18 torturatori dell’ESMA, il centro di sterminio della Marina, dove circa 5.000 persone erano state uccise sotto la dittatura.  Il prelato aveva chiesto di poter inviare una memoria scritta, ma i giudici hanno insistito per sentirlo di persona. L’udienza si è svolta nell’arcidiocesi ed è stata chiusa alla stampa e al pubblico.

Oltre che Papa anche un uomo: tango, calcio e fidanzata. Ecco il “Cuervo”!

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Ballerino e amante del tango, tifoso di calcio e persino fidanzato in età giovanile, prima della “chiamata” della fede e della Chiesa. Aspetti dell’uomo Jorge Bergoglio, raccontati a due giornalisti, Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, in un libro-intervista pubblicato nel 2010 intitolato “Il gesuita”. Note private contenute in un capitolo del volume chiamato “Mi piace il tango” in cui il neo-Papa ha aperto il libro dei ricordi dell’adolescenza: “Ho avuto una fidanzata, era del gruppo di amici con i quali andavamo a ballare. Poi ho scoperto la vocazione religiosa”

E da buon argentino, non poteva mancare nella vita anche presente di Jorge Bergoglio la passione per il calcio. E’ da sempre un tifoso del San Lorenzo de Almagro, i “cuervos”, un club del quartiere omonimo di Buenos Aires. A dispetto della concorrenza delle due grandi squadre della capitale, il Boca Juniors e il River Plate, il San Lorenzo è una squadra di ottima tradizione avendo lanciato molti campioni poi protagonisti in Nazionale argentina e in Europa e vincendo ben 13 titoli argentini.

E la scritta ”Papa Cuervo” è apparsa sul sito del San Lorenzo, con una foto di Jorge Mario Bergoglio che tiene il gagliardetto rossoblu. Un omaggio per festeggiare l’elezione del Papa-tifoso di una squadra, che, caso vuole, è dedicata a un santo ed è stata fondata nel 1908 da un salesiano.

 

Francesco I e la sua visione sulla pedofilia!

francesco I - pedofilia

Papa Francesco I ha le idee chiare in merito ai preti pedofili. «Se c’è un prete pedofilo è perchè porta in sè la perversione prima di essere ordinato. E sopprimere il celibato non curerebbe tale perversione. O la si ha o non la si ha»: lo sottolinea il cardinale Jorge Bergoglio, in un libro-intervista “Il gesuita”, appena pubblicato a Buenos Aires. Proprio per tali ragioni «bisogna stare molto attenti nella selezione dei candidati al sacerdozio. Nel seminario di Buenos Aires ammettiamo circa il 40% dei candidati, e facciamo un attento monitoraggio sul processo di maturazione», sottolinea il cardinale nel volume scritto dai giornalisti Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin. Nel precisare che la pedofilia rappresenta una «perversione di tipo psicologico previa ad un’opzione di celibato», Bergoglio si dice d’accordo con il Papa, convinto cioè «del mantenimento del celibato». Il cardinale rileva inoltre di «non essere sicuro» che un’eventuale soppressione del celibato «possa portare ad un aumento delle vocazioni». «Se la Chiesa dovesse rivedere tale norma – sottolinea – affronterebbe comunque la questione come un problema culturale di un determinato luogo – per esempio nella Chiesa ortodossa, dove i sacerdoti possono essere sposati – non cioè in modo universale e come un’opzione individuale». «Il 70% dei casi di pedofilia – conclude il cardinale – avviene in un ambiente familiare o di quartiere».

Gesuita e Francesco… Contraddizione in termini!

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Il nuovo Papa ormai è fatto. L’Argentino Jorge Mario Bergoglio, proveniente dall’ordine dei Gesuiti, sceglie il nome Francesco I. Ma c’è più di una contraddizione in termini!

Íñigo López de Loyola, che fondò l’ordine, nacque, ultimo di tredici figli, attorno al 1491 da una nobile famiglia basca. A tredici anni venne inviato a Arévalo come paggio del primo tesoriere di Ferdinando II d’Aragona, Juan Velázquez de Cuéllar e nel 1517 si arruolò nelle truppe del viceré di Navarra, il duca di Nájera Antonio Manrique de Lara, prendendo parte alle guerre di Carlo V contro Francesco I.

Il Pontefice sceglie il nome di colui che fu combattuto dal fondatore del suo ordine!

Siamo nel 1523 quando Íñigo López de Loyola raggiunge Venezia e s’imbarca per Gerusalemme, dove visita i luoghi santi. Deve però abbandonare il progetto di stabilirsi in Palestina per il divieto di soggiorno impostogli dai frati francescani, nominati custodi della Terra Santa.

Quindi il Pontefice sceglie il nome di Francesco, colui che fondò l’ordine dei francescani che impedirono al fondatore dei gesuiti di soggiornare in Palestina!

Addirittura nel 1992, il Quart’Ordine dei Francescani accusò i gesuiti di Civiltà Cattolica di essere “eretici”, salvo poi gridare ad un malinteso, fatto che fece scemare rapidamente la guerra fra francescani e gesuiti, almeno pubblicamente, e permise a tutti di essere riportati all’interno della comunità cattolica.

Senza contare poi che i gesuiti sono chiamati l’aristocrazia nera della Chiesa che poco ha che vedere con la povertà dei francescani.

Riuscirà il nuovo Papa a tenere insieme tutte queste contraddizioni?

W IL PAPA!

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Ya hay el nuevo Papa. El argentino Jorge Mario Bergoglio, de la orden de los jesuitas, eligió el nombre de Francisco I. Pero hay algo más que una contradicción en los términos!
Íñigo López de Loyola, fundador de la Orden de los jesuitas, nació, el ​​más joven de trece hijos, en torno a 1491 por una noble familia vasca. A los trece años, fue enviado a Arévalo como paje de Juan Velázquez de Cuéllar, primer tesorero de Fernando II de Aragón, y en 1517 se alistó en las tropas del virrey de Navarra, el duque de Nájera Antonio Manrique de Lara, tomando parte en las guerras de Carlos V contra Francisco I.

¡El Papa elige el nombre del hombre que luchó el fundador de su orden!
Ya estamos en el año 1523 cuando Íñigo López de Loyola llega a Venecia y se embarca para Jerusalén, donde visita los lugares santos. Pero el tiene que abandonar sus planes de establecerse en Palestina debido a la orden de exclusión impuesta por los frailes franciscanos, que se dedicaron a la Custodia de Tierra Santa.
El Papa luego elige el nombre de San Francisco, que fundó la orden franciscana que impidió que el fundador de los jesuitas se quedara en Palestina!
Incluso en 1992, el Cuarto Orden de los franciscanos acusó a los jesuitas, de civilización católica, de ser “herejes”, sólo para en un rato gritar a un malentendido, hecho que hizo disminuir rápidamente la guerra entre los franciscanos y los jesuitas, al menos públicamente, y permitió que permitió que los dos grupos se registraron en la comunidad católica.
Por no hablar de que los jesuitas estan llamados a la aristocracia negra de la Iglesia que tiene poco que ver con la pobreza de los franciscanos.
¿El nuevo Papa tendrá éxito de mantener unidas todas estas contradicciones?

SUERTE A FRANCISCO I!

Nuovo procuratore a R. Calabria: Federico Cafiero De Raho, più cultura contro i clan!

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Da un anno senza vertice, la procura di Reggio Calabria ha da oggi un nuovo capo: e’ Federico Cafiero De Raho, ora procuratore aggiunto a Napoli. La nomina del plenum del Csm e’ avvenuta a maggioranza: 12 voti a favore e 8 al suo concorrente, Francesco Paolo Giordano, procuratore a Caltagirone. Prima del voto gli aggiunti di Reggio Nicola Gratteri e Michele Pristipino, avevano ritirato le candidature. ”Arrivo a Reggio con grande entusiasmo” e’ stato il suo commento.

URBI ET ORBI! Prime parole di… FRANCESCO I – Il Papa Nero!

 

francesco I- bergoglio

 L’ANTIPAPA – FRANCESCO I

Fratelli e sorelle buonasera! I miei Fratelli cardinali lo hanno preso quasi alla fine del mondo. Grazie! E prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito. Perchè il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca. Preghiamo perchè ci sia una grande fratellanza… speriamo che questo percorso sia fruttuoso per questa bella città. La preghiera del popolo per la benedizione del proprio vescovo!

FRANCESCO I – Jorge Mario Bergoglio

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Viva il papa, viva il papa, è il grido che proviene da Piazza San Pietro, dove i fedeli sembrano stare in più in uno stadio che nella piazza della più grande basilica di Roma.

Cresce in piazza S.Pietro l’attesa per l’habemus papam e cresce l’entusiasmo della folla presente. Dalla piazza si levano veri e propri cori, intonati da religiosi e laici, che scandiscono il saluto al nuovo Pontefice. Ma c’è anche chi, in questi momenti, si raccoglie in preghiera con il rosario in mano.

BERGOGLIO

 

Jorge Mario Bergoglio questa volta ce l’ha fatta! Già molto quotato durante le elezioni che videro Ratzinger salire al seggio pontificio, in quell’occasione aveva ottenuto il pieno appoggio dei conservatori e si era guadagnato, grazie alla sua esperienza nei Paesi del Terzo Mondo, quello dei moderati. La sua è l’immagine di un uomo semplice che ha scelto di vivere in un alloggio modesto rinunciando allo sfarzo ed alle comodità del palazzo arcivescovile. E’ un segnale positivo la sua rinuncia ai benefici come la limousine dotata di autista in favore dei mezzi pubblici, ma non va dimenticato che è anche un ortodosso, strettamente fedele alla visione di una Chiesa rigida che si oppone a matrimoni omosessuali, contraccezione e aborto. Certo l’età non è uno dei suoi punti di forza (76 anni contro i 78 di Benedetto XVI) ma è da notare come negli ultimi 8 anni sia riuscito ad annullare le accuse che gli valsero il seggio all’ultimo Conclave. All’epoca, dovette combattere contro l’attacco di un avvocato per i diritti umani argentino che lo accusava di aver partecipato al rapimento di due gesuiti nel Paese.
Arrivando a Roma, Bergoglio in un certo senso “torna a casa”, essendo figlio di immigrati torinesi. Nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, quello che è arrivato al conclave nelle vesti di Arcivescovo di Buenos Aires, dopo un diploma come tecnico chimico, entra nel seminario di Villa Devoto per passare poi, nel ’58, al noviziato della Compagnia di Gesù, compie studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, consegue la laurea in filosofia presso la Facoltà di Filosofia del collegio massimo ‘San José’ di San Miguel. Ordinato sacerdote nel 1969 prosegue nella sua carriera di insegnante di letteratura e di psicologia fino ad arrivare a rivestire la carica di  professore presso la Facoltà di Teologia, Consultore della Provincia e Rettore del collegio massimo. Il 31 luglio 1973 è eletto Provinciale dell’Argentina e, fra il 1980 e il 1986 è rettore del collegio massimo e delle Facoltà di Filosofia e Teologia della stessa Casa e parroco della parrocchia del Patriarca San José, nella Diocesi di San Miguel. Nominato il 20 maggio 1992 Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires da Giovanni Paolo II, il 27 giugno dello stesso anno riceve nella cattedrale di Buenos Aires l’ordinazione episcopale dalle mani del Cardinale Antonio Quarracino, del Nunzio Apostolico Monsignor Ubaldo Calabresi e del Vescovo di Mercedes-Luján, Monsignor Emilio Ogñénovich. Il 3 giugno 1997 è nominato Arcivescovo Coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 Arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del Cardinale Quarracino. Dal novembre 2005 al novembre 2011 è Presidente della Conferenza Episcopale Argentina. Dal B. Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001.

 

QUINTA FUMATA… IL BIANCO C’E’. HABEMUS PAPAM!

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Al termine della quinta votazione dei cardinali elettori per la scelta del nuovo Papa l’esito è positivo. Il gabbiano ha portato fortuna. Il nome a questo punto è quasi sicuro ANGELO SCOLA.  Il gabbiano, che per la Bibbia è simbolo della forza della libertà che unisce cielo e mare; l’opposto del leviatano, il mostro della brutalità del potere… un Papa eletto sotto il miglior auspicio in una Chiesa dilaniata dagli scandali.

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Un Papa a stelle e strisce? Obama molla Israele per l’Italia… FORSE!

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In visita in Israele, Barak Obama domani prenderà parte ad una cena ufficiale offerta dal capo di stato israeliano Shimon Peres in suo onorealla quale prenderà parte anche la 21enne Miss Israele Yityish ‘Tito’ Aynaw, la sua visita però potrebbe interrompersi prima del tempo: si vocifera infatti che il Presidente americano potrebbe volare a Roma la settimana prossima per assistere all’insediamento del nuovo Papa. Da questa informazione, quello che si legge tra le righe è che i candidati americani al seggio di Pietro siano i favoriti del momento. Tra i papabili americani, sembra molti cardinali indecisi stiano convergendo sul cardinale Timothy Dolan, 63 anni e attuale arcivescovo di New York, nonchè presidente della conferenza episcopale americana, che potrebbe rappresentare per il “partito anti-Curia” un’alternativa al cardinale Scola. La sua “pecca” è però di non aver fatto abbastanza per individuare i responsabili degli abusi sessuali occorsi nella diocesi di Milwaukee, dov’è stato in precedenza vescovo.

Altro nome di spicco è anche il cardinale Sean Patrick O’Malley. 68 anni, di origini irlandesi e dal carattere spumeggiante, indossa sandali e saio da frate cappuccino ed è strettamente collegato alla comunità ispanica negli Stati Uniti. Attualmente sta affrontando la sua più grande sfida, a capo dell’arcidiocesi di Boston, devastata dagli scandali sui preti pedofili che hanno caratterizzato il suo predecessore, il cardinale Bernard Law. O’Malley è riuscito a far fronte agli indennizzi vendendo alcune chiese e la sua abitazione vescovile ed andando così a vivere nella cella di un monastero.

Passeremo dall’ “habemus Papam” al “We have the Pope”?

CROLLA AL SUOLO PAPASTAMPKOS, E’ GRAVE!

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Il Parlamento europeo era riunito oggi a Strasburgo in seduta plenaria quando i lavori sono stati interrotti all’improvviso per un malore del vicepresidente. Nel primo pomeriggio si è sentito male il greco Georgio Papastamkos, che stava presiedendo l’assemblea. Il vicepresidente ha detto di doversi assentare per qualche minuto e, una volta alzatosi, è caduto al suolo. Si è poi saputo che Papastamkos è in condizioni molto gravi.

A parlare delle condizioni del vicepresidente è stato il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, intervenuto alla ripresa dei lavori dall’Aula. “Invito chi prega a pregare – ha detto – e gli altri a sperare che Papastamkos possa tornare tra noi. Le sue condizioni sono molto gravi”. Schulz ha inoltre ringraziato tutti i deputati che hanno generosamente prestato soccorso nel momento in cui il loro collega si è sentito male.Erano le 14,35 quando il vicepresidente ha avuto il malore, dopo oltre due ore di voti sulla riforma della Pac e dopo diverse richieste degli eurodeputati di interrompere i lavori per poter pranzare. Il fatto è stato assolutamente inatteso e ha lasciato tutti nello sconcerto. Le successive comunicazioni di Schulz sono state date all’Aula più tardi, quando i parlamentari sono tornati a riunirsi.

Fumata bianca… Ecco l’illusione ottica di San Pietro!

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Falso allarme “FUMATA BIANCA”. Un gabbiano si è infatti posato sul comignolo sulla cappella Sistina dando l’illusione ottica ai tanti pellegrini assiepati in piazza che potesse trattarsi della tanto attesa fumata. In molti, dai lati della piazza e da sotto il colonnato, sono corsi avvicinandosi alle transenne che delimitano il sagrato e dove sono appostati fotografi e operatori. Qualcuno si è sbilanciato gridando “c’è del fumo bianco”, mentre altri si sono accorti dell’errore. Dopo qualche momento di entusiasmo, i fedeli sono tornati a trovare riparo dalla pioggia

Prima il Papa… per il governo c’è tempo, ma Renzi è pronto!

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Cambiare partito? «No. Sono rimasto nel Pd e con Bersani non solo perchè sono leale alla Ditta, ma anche perchè penso che per l’Italia sia utile avere due grandi partiti», lo dice il sindaco di Firenze.
Tra dieci giorni ci sarà un governo Bersani? Un governo del presidente? O torneremo a votare?, «Credo – dice Matteo Renzi- che sarà una legislatura breve, mi auguro che almeno si riesca a scrivere una buona legge elettorale. Il mio modello è il sindaco d’Italia».
«Solo da noi – spiega – il vincitore è oggetto di interpretazione: se alla Sistina si votasse con il Porcellum sarebbero eletti in quattro. E ora a venti giorni dal voto stiamo per infilarci nel rito nobile delle consultazioni. Ci mettono meno a fare il papa che il presidente della Camera!».

ADESSO… E’ BASTA BERSANI!

Si spara a New York… 4 morti a Herkimer e Mohawk

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Due persone sono state uccise all’autolavaggio Gaffey’s e altre 4 persone sono state  invece ferite nei pressi del Barber Shop John’s sulla Main St. a Mohawk, 2 di queste quattro persone sono morte. Si parla di un sospetto che si è allontanato dalla scena del crimine sparando da una jeep rossa con il tettuccio nero. La tv locale ha anche segnalato che il veicolo è stato visto appena passate le 10 (ora locale) a Herkimer. Si ritiene che il killer abbia una pistola a canna lunga ed è ancora a piede libero.

Altro attacco, ancora le armi per le strade americane… spari e ancora spari che terrorizzano i cittadini americani.

 

 

Agli Usa piacciono i grillini e il Pd tuona all’incidente diplomatico!

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L’ambasciatore americano “apre” ai grillini, e il Pd polemizza. L’ambasciatore statunitense a Roma David Thorne, parlando agli studenti del Liceo Visconti della Capitale, ha infatti usato parole di elogio per l’impegno dei giovani del Movimento 5 Stelle. «Voi giovani siete il futuro dell’Italia. Voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento», ha detto Thorne. «Tocca a voi ora agire per vostro Paese – ha aggiunto rivolgendosi in italiano agli studenti del Visconti per la giornata dell’orientamento professionale -, un Paese importantissimo nel mondo».
«So che ci sono problemi e sfide in questo momento, problemi con la meritocrazia, ma voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento. Spero che molti di voi – ha concluso l’ambasciatore americano – daranno un contributo positivo in questo senso per il vostro Paese».
Parole che non sono piaciute al parlamentare del Pd Michele Anzaldi, che in una nota ha espresso il suo dissenso verso l’intervento di Thorne, definito un’ingerenza. «Se confermate le dichiarazioni dell’ambasciatore americano David Thorne di sostanziale appoggio al Movimento 5 Stelle configurerebbero una gravissima ingerenza nelle vicende italiane», ha detto Anzaldi, le cui dichiarazioni sono state anche riprese dallo stesso blog di Grillo.
«Mi auguro che il ministro degli esteri Terzi di Santagata chieda immediatamente spiegazioni all’ambasciata americana e chieda al Dipartimento di Stato una correzione e una smentita rispetto a queste dichiarazioni, rese peraltro in una scuola, di fronte ai ragazzi. Proprio perchè amici e ammiratori della grande democrazia americana, non è davvero accettabile una simile entrata a gamba tesa, in un momento tanto delicato della nostra vita politica e istituzionale», ha concluso il parlamentare democratico.
«Dichiarazioni fuori luogo, rese con deprecabile leggerezza», le parole della neo senatrice del Pd Rosa Maria Di Giorgi, già assessore all’istruzione della giunta Renzi al Comune di Firenze. «Se confermate, le parole di Thorne si configurano come un vero e proprio incidente diplomatico, su cui è necessario un immediato intervento da parte delle autorità competenti statunitensi e italiane – ha aggiunto Di Giorgi -. Spero che dal Dipartimento di Stato Usa arrivi subito una presa di distanza dalle dichiarazioni attribuite all’ambasciatore».
«Le mie parole hanno suscitato interesse. L’uso dei new media è positivo per il sistema politico italiano», ha poi commentato su Twitter l’ambasciatore americano David Thorne, che rimanda con un link al video del suo intervento di stamani al Liceo Visconti di Roma.

Non c’è la terapia intensiva e un 24enne muore!

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Serviva un posto in terapia intensiva, ma per trovarne uno libero ha dovuto percorrere in ambulanza 150 chilometri. Alla fine O.C., 24 anni, bergamasco di Serina, è morto per le conseguenze di un’occlusione intestinale. Il giovane, disabile dalla nascita, era arrivato all’ospedale di San Giovanni Bianco, in Val Brembana, lamentando dolori addominali. Dopo un primo trattamento farmacologico le sue condizioni sono peggiorate. I medici hanno deciso per l’intervento, ma serviva una struttura con terapia intensiva. Negli ospedali bergamaschi nessuno dei 91 posti letto era disponibile e alla fine è stato necessario portare il paziente fino a Cremona

Visto che l’elicottero non poteva effettuare il trasferimento per problemi di nebbia, il trasporto è avvenuto in ambulanza. Dopo due ore di viaggio il giovane è arrivato nell’ospedale di Cremona, dove è stato sottoposto a un intervento che però non è riuscito a salvarlo.

E’ boom del francobollo per la sede vacante!

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Sede vacante significa generalmente anche emissioni filateliche e numismatiche. In questa occasione sono state tirate duecentotrentamila serie di francobolli, centomila delle quali vendute sino ad oggi. Lo sottolinea all’Osservatore Romano Mauro Olivieri, capo ufficio dell’Ufficio filatelico e numismatico della Città del Vaticano. L’uscita delle monete è invece prevista per il 3 giugno. Si tratterà di monete 2 euro, 5 euro d’argento e 10 euro d’oro.

I pochi spiccioli di Baldassarri… 34mila euro!

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Al momento del fermo il 14 febbraio scorso, i finanzieri del Nucleo di Polizia valutaria trovarono a Gianluca Baldassarri, ex capo area finanza di Mps, 34mila euro nascosti “in beauty cases e in indumenti”. Secondo il gip, Baldassarri aveva un'”assoluta precarietà, temporaneità e non ufficialità di situazione alloggiativa”. Il riferimento è al fatto che nell’appartamento dove Baldassarri ufficialmente resiede a Milano “non risulta domiciliata neppure la sua famiglia”. L’ex manager di Mps vive in un appartamento di Milano affittato da una società, e in un’intercettazione emerge che “neppure la compagna fosse a conoscenza della nuova abitazione”. Il gip si chiede poi come Baldassarri, nonostante i sequestri (a lui personalmente sono stati bloccati oltre 23 milioni di euro), “abbia potuto accumulare un patrimonio significativo, all’estero e in Italia, ancora in corso di compiuto accertamento, solo in parte sequestrato

Rinviato il Rubygate… forse il 25/3… di un qualche anno!

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I giudici del tribunale di Milano,davanti ai quali si celebra il processo Ruby, dopo aver ricevuto il certificato medico del San Raffaele, hanno constatato che ”permangono sbalzi pressori” e che Silvio Berlusconi deve rimanere in ospedale, e pertanto hanno rinviato il processo a lunedi’ prossimo 18 marzo. Inoltre hanno fissato udienza per il 20, il 21 e 25 marzo.

Dennis Rodman a San Pietro tifa nero!

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E’ stato un personaggio in campo e fuori. E ha sempre destato curiosità per il suo look e i suoi atteggiamenti giudicati a volte estremi. ”Sarà africano, giusto?”. Spera nell’elezione di un Papa nero l’ex campione di basket Dennis Rodman. Il suo arrivo a sorpresa in piazza San Pietro è stato immortalato dai fotografi delle agenzie internazionali

ALLARME BOMBA AL SEMPIONE!

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Allarme bomba nella galleria del Sempione. Una telefonata anonima ricevuta in Svizzera ha segnalato la presenza di una bomba. La circolazione dei treni è stata sospesa sia dal versante svizzero che da quello italiano. Secondo quanto si apprende dalle Fs, il gestore dell’infrastruttura svizzero ha comunicato una temporanea sospensione della circolazione del traffico internazionale all’interno galleria per poter effettuare accertamenti a seguito di una segnalazione di allarme.
All’entrata del tunnel dal versante italiano ci sono carabinieri e guardia di finanza che monitorano la situazione. L’allarme bomba riguarda esclusivamente il versante svizzero.

 

Essere eroi ti fa perdere il lavoro!

Paul Marshallsea Drags Bronze Whaler Shark Away from Noosa Beach

Un eroe ha sempre una copertura. Superman è Clark Kent, un giornalista che porta alla luce il male della società attraverso le pagine di un quotidiano e che lo combatte di notte nella tuta sa supereroe. Poniamo che un giorno, il capo di Clark Kent lo licenzi per assenteismo… si trovava in “missione per salvare l’umanità” ma non era al lavoro. Cosa accadrebbe?

Ecco probabilmente si troverebbe a pensirsi della “buona azione” proprio come Paul Marshallsea, dipendente di un’associazione benefica per l’infanzia, che sul lavoro risultava in malattia, nella sua casa a Merthyr Tydfil, in Galles, mentre era in vacanza con la moglie in Australia. E’ qui, su una spiaggia di Queensland che Paul salva un gruppo di bambini, dall’attacco di uno squalo. Diventa bene presto un eroe e il video ceh lo ritrae nell’impresa fa il giro del mondo su internet tanto che lo vede anche il suo datore di lavoro e decide di licenziarlo. Stessa sorte tocca anche alla moglie, Wendy, anche lei era in malattia.

La legge 20 giugno 1952 n.645 art. 4 esiste ancora!

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E’ anonymous Italia che deve ricordare al governo e al Capo dello Stato che la legge 20 giugno 1952 n.645 art. 4 è viva e vegeta. Lo fa con un’azione di pirateria informatica per sollevare l’opinione pubblica su uno scandalo da troppo tempo taciuto, salvo qualche sporadica protesta (per altro mai supportata dal Pd).

Da ieri pomeriggio il sito ufficiale di CasaPound è irraggiungibile. A rivendicare l’azione è un comunicato stampa a firma Anonymous Italia distribuito via email e un post sul blog ufficiale anon-news in cui gli hacktivist motivano il loro attacco e avviano una raccolta firme per chiedere lo scioglimento del partito-associazione. Nel testo pubblicato sul web, gli Anonymous indicano CasaPound come una associazione “fondata inconfutabilmente su ideali vilmente discriminatori e violenti propri del fascismo”, richiamando a prova della loro tesi gli eventi legati all’uccisione a Firenze di due cittadini senegalesi a opera di Gianluca Casseri, militante di estrema destra iscritto a CasaPound, e l’operazione dei carabinieri dei Ros di Napoli che ha portato all’arresto di 10 militanti partenopei per banda armata, detenzione e porto illegale di armi e di materiale esplosivo, lesioni a pubblico ufficiale e attentati incendiari, oltre che per il progetto di violentare una studentessa di origine ebree.

La petizione proposta dal gruppo Anonymous attraverso il sito thepetitionsite.com si rivolge direttamente al Presidente della Repubblica ed è piuttosto chiara: “Ai sensi della legge 20 giugno 1952 n.645 art. 4, ‘Apologia del fascismo’, chiediamo l’immediato scioglimento di associazioni fasciste, a partire da CasaPound e, pertanto, oscuriamo il sito http://www.casapounditalia.org”. Secondo i cyber-attivisti la recente “discesa in campo” di CasaPound e la presentazione di candidati alle scorse elezioni politiche ha trasformato l’associazione in un partito a tutti gli effetti, motivo per cui nella petizione viene chiesto che “sia fatta valere la XII norma transitoria e finale della Costituzione, la quale sancisce che è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.

Non è la prima volta che CasaPound finisce nel mirino di Anonymous. Nel marzo del 2012 un gruppo che si era dichiarato appartenente ad Anonymous ha portato attacchi a Radiobandieranera, emittente legata ai “fascisti dl terzo millennio”, mentre il sito nazionale era stato abbattuto qualche settimana dopo come rappresaglia per gli scontri avvenuti tra militanti di estrema destra e centri sociali a Casal Bertone, azione rivendicata anche in quel caso con la firma Anonymous e, già allora, affiancata alla richiesta di chiusura dei circoli di CasaPound.

CONTINUA L’ALLARME ACQUA A LIVORNO! Nemmeno una goccia.

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L’inverno non è ancora finito, in arrivo il colpo di coda “Viking”, un ciclone mediterraneo alimentato da aria fredda di estrazione artica.
Le precipitazioni «scenderanno gradualmente di quota fino a 300m al nord, 500m al centro e Sardegna, ma potrebbero toccare quote bassissime, fino a 200m sull’Emilia, anche tra Umbria e Marche e sulla Sardegna, esposta ad un fortissimo maestrale». In seguito, precisa ‘iLMeteo.it’, il maltempo si porterà al sud, con neve a 300m, con venti di Bora e tramontana. Gelate sono previste in Piemonte e Lombardia con -4 gradi, quindi fino a 10 in meno dei giorni precedenti. Sabato sarà gelido al centronord, poco sopra 0 la colonnina alle 8 a Roma, e – 4 a Milano. Poi da domenica inizierà una nuova fase di maltempo al centronord, con nevicate copiose in Piemonte fino in pianura e a 200-300m su tutte le Alpi e Prealpi. Il maltempo continuerà anche la prossima settimana, con forti piogge e neve a quote bassissime al nord e in Piemonte.

Non migliora la situzione a Livorno.

Vanno a rilento i lavori di ripristino dell’acquedotto a Livorno, dove la rottura di un collettore, ieri per il maltempo, ha lasciato senz’acqua gran parte della città. La notte scorsa e stamani si è rotta la tubatura-bypass che avrebbe dovuto garantire, seppur in maniera parziale, il ripristino del servizio idrico. Nel corso della giornata, sulla base dell’andamento dei lavori, le autorità decideranno se domani le scuole potranno riaprire: oggi gli istituti sono rimasti chiusi in gran parte della città. Il Comune ha invece rassicurato riguardo l’approvvigionamento di ospedali, presidi sanitari e carcere, che avviene regolarmente con autobotti. In base a quanto spiegato dai tecnici, le difficoltà nella riparazione dell’acquedotto sono legate anche alle caratteristiche dell’area dove è avvenuta la rottura: il guasto sarebbe stato determinato dallo smottamento di un argine, in zona Campo Derby, sul canale dei Navicelli. Stamani in Municipio a Livorno si è riunita l’unità di crisi, formata da Comune, Protezione civile e tecnici di Asa, l’azienda che si occupa della distribuzione dell’acqua in città. Nuove riunioni sono previste a fine mattinata e nel pomeriggio.

Cosa non si fa per un croissant firmato Disney!

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E’ notizia di qualche giorno in cui la Disney dichiarava che nella sua agenda non erano previsti, a medio termine,  progetti in animazione tradizionale. Numerose le proteste degli affezionati che attendevano con ansia il loro beniamino: Mickey Mouse!

Ecco allora la marcia indietro e  la major che annuncia l’arrivo di ben 19 cortometraggi in animazione 2D aventi, come protagonista, il topo intramottabile dell’immaginario collettivo.

Ogni short vedrà Topolino inserito in contesti “internazionali” come Santa Monica, New York, Parigi, Pechino, Tokyo, Venezia e le Alpi che daranno vita a situazioni comiche in cui compariranno anche altri personaggi leggendari come Minnie, Paperino, Paperina.

Queste opere targate Walt Disney Television Animation sono prodotte e dirette da Paul Rudish e riprendono lo stile dei grandi classici d’animazione dello studio creati negli anni’30 con l’aggiunta di un tocco maggiormente contemporaneo e alcune marcate citazioni agli sfondi dei classici degli anni’50 e ’60.

Il primo è Croissant de Triomphe! Un gioco di parole tra l’arco di trionfo e la brioche francese. La storia è esilarante nella sua semplicità assoluta: Topolino deve attraversare tutta Parigi, nel traffico, per portare i croissant in tempo utile per la colazione al bar dove lavora Minnie!

Ratzinger non sarà presente alla prima messa del successore!

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Lo afferma padre Lombardi in conferenza stampa. Un incontro con i giornalisti in cui si è parlato delle abitudini dei cardinali durante il conclave (alcuni preferiscono andare a piedi da Santa Marta alla Cappella Sistina, piuttosto che usare il pullman a disposizione) al vino che è presente sulle tavole dei religiosi fino a mostrare la scheda sulla quale viene votato il successore di Pietro. n foglio bianco semplice, 12×14, con la scritta nera in latino ‘Eligo in Summum Pontificem’. In fondo, una riga per scrivere il nome.

Quanto alle Femen padre Lombardi si è espresso così: la gente stava guardando il comignolo non si è accorta di loro. Spero ceh non gli venga un raffreddore!

 

L’attacco al Colle di Grillo… quasi una presa della Bastille?

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“Povero Paese dove un presidente della Repubblica invece di andare in prima serata in televisione a condannare un atto eversivo di portata enorme come la triste sfilata di parlamentari negli uffici giudiziari, riceve Alfano (ex ministro della Giustizia…) al Quirinale il giorno dopo”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog in un post dal titolo ‘Povero paese’. “Povero Paese – aggiunge – dove deputati e i senatori della Repubblica si umiliano in gruppo per il loro padrone e occupano un tribunale della Repubblica senza che nessuno intervenga, senza il minimo pudore. Come faranno a guardarsi in faccia? Il MPS, il più grande scandalo economico della Repubblica, è scomparso dall’informazione. Povero Paese in ostaggio degli interessi di tanti, di troppi, ma non del popolo italiano. Ora siamo a una svolta. Gli italiani lo hanno capito”. Lo afferma Beppe Grillo sul suo blog criticando quanto sta avvenendo, e in particolare una discussione centrata solo sulle alleanze invece che sui problemi dell’Italia.

Sicuramente con la morte di David Rossi, lo scandalo Mps è stato sotterrato! Sicuramente la magistratura deve andare in fondo su un sistema politico corrotto e colluso con le associazioni criminali… ma certo anche la speculazione mediatica, vuole la sua parte. L’Italia va a rotoli e nessuno si decide a cambiare la formula Bersani… si insiste con il solito vecchio modello basato su inciuci e cambi di rotta politica… ma il clima è cambiato! Gli 8 famigerati punti, in cui è detto tutto, ma non si è spiegato nulla restano lì come un vecchio testo di scuola da imparare a memoria per poi dimenticare appena dopo l’interrogazione. Intanto le imprese chiudono, gli imprenditori si suicidano, i giovani e meno giovani finiscono con l’accantonare, non un sogno, ma la propria esistenza. COSA STIAMO ATTENDENDO PER CAMBIARE ROTTA? I GIOCATTOLI SI SONO ROTTI, MA NOI VOGLIAMO SEGUITARE A GIOCARE?

Clima hot il Rubygate! Dal bunga bunga al tribunale è sempre una patata bollente

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Torna la voce al Cavaliere!

«I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura, che è mossa da un pregiudizio politico, non sono più tollerabili. La magistratura si è trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile.De Gregorio aveva chiesto 10 milioni di euro a diversi parlamentari del Pdl, e di fronte al loro rifiuto aveva minacciato di andare dai pm a raccontare menzogne. I magistrati si sono costituiti in correnti con chiaro orientamento ideologico e politico. Non si può più consentire che nei confronti di un protagonista politico di centrodestra possano scendere in campo pm appartenenti alla stessa corrente di sinistra e che poi anche il collegio giudicante sia composto da due o addirittura tre giudici appartenenti alla sinistra. Con me ci si è sempre comportati così e le conseguenze si continuano a vedere.La lotta in Parlamento su questi temi sarà una battaglia combattuta per ottenere, naturalmente, le stesse garanzie per gli esponenti politici della sinistra – ha proseguito Berlusconi -. È una battaglia che non si può perdere, se non si vuole che l’Italia continui a essere un Paese in cui nessuno che si dedichi al servizio della politica possa vivere sereno. Questa sacrosanta battaglia, così indiscutibilmente giusta dopo ciò che è capitato a me in questi 20 anni, è una battaglia che vinceremo in nome della democrazia, in nome dello Stato di diritto, in nome della libertà». Lo ha detto Silvio Berlusconi in una intervista.

E’ davvero un operazione CRAXI2? «Anche se i miei avvocati sono di contrario avviso, io non voglio credere che i miei giudici stiano correndo verso una condanna prestabilita. Nonostante tutto mi aspetto ancora giustizia, almeno da questa corte», afferma in merito al giudizio d’appello attualmente in corso a Milano sui diritti Mediaset.
Alla domanda se abbia paura di una condanna definitiva il leader Pdl risponde così: «Corre voce che nel palazzo di giustizia di Milano si parli espressamente e senza vergogna di una ‘operazione Craxi 2’. Non sono riusciti a eliminarmi con il mezzo della democrazia, le elezioni, e ora tornano a provarci attraverso questo uso della giustizia a fini di lotta politica», aggiunge ribadendo che «sanno che sono io il vero ostacolo sulla strada della sinistra. Ho un serio problema agli occhi. Il mio stato potrà anche suscitare l’ironia di qualche pubblico ministero, gli farà magari chiedere, e magari ottenere, una ridicola ‘visita fiscale’. Ma a me non impedisce di vedere bene nel mio futuro: io so che a Milano non ho mai avuto giustizia. Anche per vedere riconosciuta la mia innocenza nei tre attuali processi è probabile che dovrò attendere sino alla Cassazione ma non posso desistere. Ero talmente sicuro di poter essere presente in aula – continua Berlusconi nell’intervista – prima di essere costretto a curarmi al San Raffaele, da aver pensato al testo di una mia dichiarazione spontanea. Ai giudici avrei detto: “Il buon senso vorrebbe che io fossi altrove, a rappresentare gli interessi di 9 milioni di elettori. Invece sono qui, da cittadino offeso e indignato per una sentenza di primo grado che può essere considerata solo una sentenza costruita espressamente contro di me perchè capovolge la realtà, offende il buon senso e cancella il diritto”», ha aggiunto  il Cavaliere.

Il pd va all’ attacco sulla linea dei grillini: «Se gli atti fossero fondati penso proprio di sì». Così Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd, risponde a Sky Tg24 alla domanda se il partito di Bersani voterebbe a favore in Senato di un’eventuale richiesta di arresto di Silvio Berlusconi. «Dovremmo vedere le carte. Noi abbiamo un atteggiamento rispettoso di atti della magistratura che fossero corretti», conclude.

La Santanchè si butta nell’arena e accusa Migliavacca: «Migliavacca getta la maschera e sotto c’è il compagno bolscevico che ha orrore delle libertà borghesi e degli accordi con le forze socialdemocratiche. Vergogna! Migliavacca continua ad ammiccare ai Grillini allargando sempre di più il solco tra Pdl e Pd. A rimetterci sono gli italiani ed il Paese. Con questo tipo di atteggiamento irresponsabile e di mentalitàantiquata èimpossibile pensare di fare le riforme». Lo dice la parlamentare del pdl Daniela Santanchè.

I poteri dello Stato e «in particolare quello politico e giudiziario, non possono e non debbono trovarsi in posizione di ostilità tra di loro».  «In un momento come questo» che il ministro ha definito di «eccezionale difficoltà» ci si deve «ispirare alla costruttività, da realizzare col contributo di tutti , nel rispetto della divisione dei poteri», lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino.
Una divisione che non deve diventare «contrapposizione». «La soluzione è complessa – ha ammesso sempre la Severino – e occorre lo sforzo di tutti per arrivare alla soluzione dei profili istituzionali che riguardano il potere politico e poi alla soluzione dei profili che riguardano il potere giudiziario».

Ma c’è un unico vincitore che aumenta i suoi consensi dalle lotte fra Pd e Pdl… è il M5S!

Se il fumo è nero, Scola perde voti ed… escono gli outsider!

colonnato, san pietro, conclave- scola-tuttacronaca

I fedeli non hanno dubbi: più fumate nere ci sono e più avanzano gli outsider. Se ieri il popolo di piazza San Pietro sperava nel miracolo e nella fumata bianca in tempi record, dopo il secondo esito negativo, cambia rotta. “Così Scola perde quota”, dice un ragazzo romano mentre lascia il sagrato. E ognuno spera nel ‘suo’ Papa. Un folto gruppo di persone, di Palermo, ‘tifa’ l’americano Sean O’Malley, il cappuccino che piace a chi vuole, spera e desidera una chiesa rinnovata. “A questo punto- dice sicuro Marco, 35 anni- o è O’Malley oppure finalmente un Papa nero’.

Il bacio di pace che ha invaso il web!

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La pace è 2.0 nella foto del bacio che sta spopolando il web. Lui stringe lei, la bacia e sono avvolti nelle bandiere dei rispettivi paesi. La fotografia, scattata a Mostar durante una parata organizzata dallo United World College, città bosniaca simbolo della divisione e dell’odio etnico nella ex Jugoslavia, è stata caricata ieri sera su un sito di condivisione di immagini e ha subito fatto il giro del mondo, eletta a simbolo della “nuova era” possibile per i balcani.

La notizia è stata pubblicata sul Balkan Insight, il bacio è stata la risposta ad un’anziana che ha chiesto al ragazzo, serbo, come potesse passeggiare mano nella mano con una croata. I due ragazzi hanno allora deciso di abbracciarsi e rispondere con un appassionato bacio, “il gesto più coraggioso del mondo”.

“Non è niente di speciale – racconta un passante a Balkan Insight – una coppia che mostra affetto reciproco, ma per noi qui a Mostar, è la prova che le nuove generazioni non sono disposte a continuare con la guerra nelle loro menti”. “Puoi raccontare una storia con più di mille parole, ma a volte una immagine riassume tutto splendidamente”, racconta un utente del web.

Mostar è stata devastata durante la guerra in Bosnia e soffre ancora di divisioni etniche nonostante siano trascorsi due decenni. Un caso simile, e raro, di promozione pubblica della tolleranza interetnica risale gennaio, quando graffiti “serbi e croati sono fratelli!” sono comparsi sui muri dell’Università di Belgrado, nel centro della capitale serba. Il 9 novembre 1993 a Mostar una raffica di granate dell’esercito croato-bosniaco distruggeva il ponte vecchio costruito dai turchi nel XVI secolo: lo Stari Most diventava così il simbolo per l’eccellenza dell’odio e la divisione nei balcani.

 

Le auto dell’avvocato!

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A dieci anni dalla morte dell’Avvocato Giovanni Agnelli, una mostra al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino ricorda il rapporto dell’industriale con le auto. Non solo l’interesse professionale, ma anche la passione personale per i motori, come testimoniano le sue vetture e gli scatti d’epoca riproposti nelle immagini della Stampa.
Sono dieci le automobili esposte, tutte personalizzate secondo il volere di Agnelli, che sono visibili fino al 2 giugno nel Museo che nel 2011 è stato intitolato a suo nome nella mostra “Le auto dell’Avvocato”.

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Freedom Tower fa capolino fra le nuvole!

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Spunta all’improvviso tra le nuvole, in una notte buia con il cielo coperto. E’ il World Trade Center. La foto, scattata da un aereo, ritrae la Freedom Tower, il nuovo grattacielo centrale del New World Trade Center attualmente in costruzione in Lower Manhattan, sul sito delle precedenti Torri Gemelle.

E’ una corsa all’ultimo voto per Scola, ma Scherer è in recupero!

tuttacronaca- vaticano- attesa

Piazza San Pietro era coloratissima: spettacolare mosaico di ombrelli aperti da migliaia di persone che aspettavano la fumata del Conclave.

Ma per conoscere il nome del 266mo successore di San Pietro dovremo aspettare che i 115 Cardinali elettori convergano su un nome e gli diano almeno 77 preferenze. Come aveva pronosticato  Padre Federico Lombardi la prima fumata è stata nera. A fedeli e giornalisti non resta quindi che tenere il naso all’insù e gli occhi puntati sul comignolo della Sistina. Mentre gli scommettitori stranieri, soprattutto inglesi, hanno tempo per puntate dell’ultimo momento.
I favoriti sono l’italiano Angelo Scola e il brasiliano Odilo Scherer che avanza in lavagna e ora tallona l’arcivescovo di Milano.

 

Le facce su piazza San Pietro… l’attesa!

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Con circa un’ora d’anticipo rispetto al previsto, dal comignolo è uscito il fumo scuro. Dai due scrutini di questa mattina in Conclave non è uscito il nome del nuovo Papa. Altre due votazioni sono adesso in programma nel pomeriggio. Intanto su una piazza con il Cielo scuro come le fumate si accalcano le persone in attesa del nuovo Pontefice. Tra religione e curiosità, tra mistero e rito, è comunque uno spettacolo mediatico!

Le suore intonano i canti… ma la fumata è nera!

suore - cantano- san pietro- fumata nera- tuttacronaca

Intonano canti nell’attesa di vedere la prossima fumata per l’elezione del nuovo Pontefice. Un gruppo sorridente di suore confessa di aver ‘saltato’ le loro lezioni all’Università Lumsa di Roma per essere qui in piazza San Pietro e assistere di persona ad un momento che loro definiscono davvero speciale. “Per me è la prima volta che assisto alle fumate in San Pietro”, dice suor Marie Reine, dell’Ordine delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante. “Vengo dal Togo – continua – e sono a Roma da soli sei mesi. Sono davvero emozionata e sono sicura che il Papa che il Signore ci manderà sarà quello giusto”.

Quando lo spionaggio si fa sottomarino… arrivano i delfini-killer!

 

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Gli elementi per una film di spionaggio ci sono tutti: i killer, la fuga e l’immancabile storia d’amore. Ma i protagonisti sono alquanto fuori dagli schemi. Si tratta di tre delfini-killer della Marina militare Ucraina scappati dalla loro base di Sebastopoli probabilmente attratti dal richiamo dell’amore. Usciti dalla base militare insieme ad altri due esemplari, i delfini addestrati non sono tornati indietro ma ci sono speranze che lo faranno al più presto: ‘Il controllo sui delfini – ha spiegato l’ex ufficiale della Marina sovietica Iuri Pliacenko – era molto comune negli anni Ottanta. Se un delfino maschio vedeva una femmina durante la stagione degli amori le andava immediatamente dietro, ma poi tornava dopo una settimana o giù di li”.

Lontani dall’immaginario comune che vede i delfini come i migliori amici acquatici dell’uomo, in questo caso si tratta di animali addestrati e muniti di particolari coltelli e pistole che servono a localizzare mine sottomarine e attaccare i sommozzatori nemici. L’utilizzo militare dei delfini risale al 1973 e tutt’oggi in Ucraina si continua l’addestramento: attualmente il governo di Kiew sta formando un plotone di dieci esemplari.

Fumata nera… Nulla di fatto rimandata l’elezione del papa!

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Ancora un nulla di fatto. I cardinali sono ancora indecisi su chi sarà il successore di Pietro. Ci sono varie correnti che nei giorni scorsi si sono confrontate e misurate anche con problemi materiali oltre che spirituali. Tra vatileaks al problema della pedofilia, dallo Ior al problema dell’omosessualità, tra progressismo e conservatorismo. Tutto rimandato al prossimo scrutinio che avverrà verso 12.30.

Ecco il vero Buffon… felino!

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Nyasuke è un gatto molto sportivo. Ha la passione per il gioco con la palla e i suoi riflessi sono invidiabili. Questo piccolo gatto “portiere” para meglio di Gigi Buffon. Le sue performances sono state immortalate in un video. Il filmato, realizzato in Giappone, ha già ottenuto migliaia di visualizzazioni.

Il golfista finisce in buca!

Mark Minhall - voragine-green-golf-tuttacronaca

Il golfista Mark Minhall è andato in buca, ma non ha guadagnato punti. A precipitare in una voragine profonda circa sei metri e larga tre non è stata la pallina, ma il campione stesso. E’ successo durante una competizione locale a Waterloo nell’Illinois. Sollevato da una fune, fortunatamente l’inaspettata caduta gli ha provocato solo la lussazione di una spalla. Le foto dell’incidente stanno facendo il giro del mondo.

Siamo già fuori dall’euro? Per Grillo, SI’!

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In un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt Beppe Grillo ha dichiarato che «L’Italia è di fatto già fuori dall’euro».  I Paesi del Nord Europa – ha detto – manterranno l’Italia nell’eurozona «finchè non riavranno gli investimenti effettuati dalle loro banche sui titoli di Stato italiani. Dopo ci lasceranno cadere come una patata bollente».
«L’Europa non deve avere paura» ha quindi affermato Grillo al foglio economico tedesco. Serve «un’inversione forte e più democrazia», ha spiegato il leader di M5S proponendo non un’uscita dell’Italia dall’euro ma «un referendum online» sulla moneta unica, come si «sarebbe dovuto votare sul Trattato di Lisbona», tutti temi su cui «è stata ignorata la nostra Costituzione».
Grillo – che soffermandosi sul suo movimento ha affermato «Noi siamo la rivoluzione francese, senza ghigliottina» – ha infine precisato di non sentirsi anti-europeista. «Ho solo detto che volevo un piano B per l’Europa. Dobbiamo chiederci cosa è successo in Europa, perché non c’è una politica d’informazione comune, una politica fiscale comune, una politica d’immigrazione comune e perchè solo la Germania si è arricchita», ha rimarcato il leader di M5S.

La pozzanghera misteriosa… viaggio al centro della terra!

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Sembrava una scommessa imperdibile, della serie “ti piace vincere facile”: un dollaro per saltare in una  pozzanghera. Ma il teenager americano che ha accettato la sfida se l’è vista brutta, perché quella che sembrava una pozza con pochi millimetri d’acqua nascondeva in realtà una voragine. E così, tra le risate degli amici, dopo il salto il ragazzino è stato completamente sommerso dall’acqua.

Voi avete stipendi a 6mila euro? A Youdem, la tv del pd, ce l’hanno!

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Chiara Geloni, direttore della tv del Pd Youdem, ha commentato il dossier di Matteo Renzi sui costi del suo partito ai microfoni da Radio24: “Io prendo 6mila euro al mese, credo sia nella media dei miei altri colleghi giornalisti“, ha detto.
Secondo il dossier pubblicato martedì dal sito Dagospia, la giornalista guadagnerebbe 90mila euro lordi l’anno, ma a conti fatti, con quanto la stessa Geloni dichiara, si arriva a 72mila. Non è l’unico caso di incongruenza, e infatti il tesoriere del Pd Antonio Misiani minaccia querele: “Più che un dossier siamo di fronte ad una patacca che contiene una quantità di informazioni errate e di cifre campate per aria”.

Non era che i soldi vengono presi a loro insaputa?
Al netto, nella mia busta paga -continua Chiara Geloni- ci sono un po’ meno di 6 mila euro, uno stipendio alto. Ma ho lasciato il lavoro a tempo indeterminato, che avevo prima, e ho accettato un contratto a termine (che rinuncia! magari far posto a un giovane disoccupato?), legato alle vicende della politica, perché faccio il direttore. Ho chiesto uno stipendio un po’ più alto di quello di prima, di vice direttore a tempo indeterminato di un giornale. Credo sia nella media, paragonabile alle remunerazioni di altri colleghi giornalisti”.

MA VIVE IN ITALIA IL DIRETTORE DI YOUDEM?

Sulla questione rimborsi ai partiti ha invece detto: “Si può discutere delle forme e delle modalità del finanziamento pubblico. Sicuramente ci vuole il massimo della trasparenza. Però non sono d’accordo ad affidare la politica ai finanziamenti privati, sullo stile Usa che ha molti difetti. Il sistema dei rimborsi elettorali si può rivedere, però il pubblico dà garanzie a tutti“.

QUESTO E’ IL PD CHE PENSA AI POVERI?

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