Una poesia di Peppino Impastato usata in uno spot: la famiglia insorge

Peppino-Impastato-tuttacronacaLe parole di Peppino Impastato, militante antimafia assassinato da Cosa nostra il 9 maggio 1978, sono state utilizzate in uno spot della “Glassing” per pubblicizzare una nuova linea di occhiali. Giovanni, il fratello di Impastato, ha commentato: “Quel video è offensivo”. E ancora: “Peppino non può essere utilizzato per una pubblicità, come testimonial che invita ad acquistare qualcosa. Lui era contro il consumismo”. La famiglia Impastato ha già dato mandato all’avvocato Vincenzo Gervasi di chiedere il ritiro dello spot. Ma la pubblicità ha fatto insorgere anche il popolo della rete e nei social network si moltiplicano i messaggi in difesa della memoria di Impastato. Lo spot, tuttavia, continua a essere trasmesso sui principali network televisivi, con un attore che, in 31 secondi, recita: “Se si insegnasse la bellezza alla gente la si fornirebbe di un’arma contro la paura, l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi ci si abitua, ogni cosa pare che debba essere così da sempre e per sempre”. E ancora: “Insegnamo la bellezza alla gente. Così non avremo più abitudine, rassegnazione, ma curiosità, stupore”. Appare quindi la scritta “Da un’esortazione alla bellezza di Peppino Impastato” mentre una voce lancia lo slogan della “Glassing”: “Non è importante quello che vedi, ma come lo vedi”.

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Il corpo umano trasformato in opera d’arte… fiorita!

corpo-umano-tuttacronacaSi dice sempre che il corpo umano è una macchina meravigliosa e c’è chi ha deciso di farla “rifiorire”. Lei si chiama Camila Carlow ed è partita dalla premessa che c’è molta poesia negli organi umani. Con il suo progetto Eye Heart Spleen ha così deciso di ricrearli utilizzando le piante. La Carlow, originaria del Guatemala ma residente in Inghilterra, ha spiegato all’Huffington Post che ha voluto, con le sue opere, rendere omaggio al corpo e ai suoi organi, in grado di mantenerci in vita.

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“A Silvio”: Vito Crimi e la lirica per Berlusconi

a-silvia-crimi-tuttacronacaE’ stata imparata a memoria da intere generazioni di studenti la poesia A Silvia di Giacomo Leopardi. Il Risorgimento era finito da poco quando il poeta compose i suoi immortali versi. Ora, dopo 185 anni, ne arriva una rilettura a firma Vito Crimi. Il Cittadino pentastellato, infatti, ha dedicato un poema proprio a Silvio (Berlusconi) sulla sua pagina Facebook.

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Nessun deficit di assistenza: i primi risultati dell’autopsia di Bevilacqua

alberto-bevilacqua-autopsia-tuttacronacaSono giunti i primi risultati dell’autopsia, accertamento richiesto dal legale di Michela Macaluso, compagna dello scrittore, su Alberto Bevilacqua. L’autopsia, che si è svolta presso l’istituto di medicina legale della Sapienza, ha fatto emergere uno scompenso cardiaco dovuto a un’insufficienza multiorgano. Il legale della sorella dell’autore ha affermato che dall’esame “non sembrerebbero emersi deficit al livello di assistenza e di terapia”. Per gli accertamenti era stato nominato il professor Enrico Marinelli. Franco Caroleo Grimaldi, il penalista, ha detto: “purtroppo quando c’è un lungo decorso, si va a generare un deficit del sistema immunitario che produce complicazioni (come piaghe da decubito o infezioni) che alla lunga non possono che condurre a un esito letale”.

I medici indagati per la morte di Bevilacqua. Che è accaduto?

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Sono stati iscritti nel registro degli indagati, per la morte dello scrittore Alberto Bevilacqua, quattro medici della clinica Villa Mafalda. Nei loro confronti si ipotizza il reato di omicidio colposo. La Procura ha chiarito che si tratta di un “atto dovuto”, necessario per procedere con l’autopsia, accertamento richiesto dal legale della compagna dello scrittore, Michela Macaluso.

nel registro ci sono i nomi del direttore sanitario della clinica, Mario Maggio e i professori che hanno avuto in cura lo scrittore negli 11 mesi di ricovero: Antonio Ciccaglioni, Claudio Di Giovanni e Giuseppe Gentile.

Nei mesi scorsi i legali della compagna dello scrittore, Michela Macaluso, avevano presentato a piazzale Clodio una denuncia contro ignoti per lesioni colpose sostenendo che la struttura non fosse adeguata per le condizioni di Bevilacqua.

Morto Alberto Bevilacqua, letteratura in lutto

bevilacqua-alberto-tuttacronacaAlberto Bevilacqua è morto a Roma il 9 settembre 2013. Scrittore, regista e sceneggiatore italiano, Bevilacqua si è spento a 79 anni. Bevilacqua ricoverato a gennaio in terapia intensiva per uno scompenso cardiaco che lo aveva colpito l’11 ottobre 2012. Le fonti della clinica privata di Roma Villa Mafalda hanno spiegato che ha avuto una degenza a fasi alterne: a segni di miglioramento nelle sue condizioni di salute, in questi mesi seguivano fasi di netto peggioramento. A confermare la notizia della scomparsa le fonti della Mondadori, la casa editrice che aveva pubblicato le sue ultime opere. Nel frattempo, è già iniziata la polemica. L’avvocato Rosa Zaccaria, che assiste Michela Macaluso, da oltre 10 anni compagna dello scomparso scrittore ha detto: “Proprio stamani che avevamo avuto il via libera per una perizia di parte che accertasse le sue condizioni, abbiamo appreso la notizia del decesso. Dalla direzione di Villa Mafalda nessuno ci aveva avvisato. Lo abbiamo appreso dal nostro consulente che si era recato a trovarlo”. I familiari hanno “immediatamente chiesto al pm Elena Neri di procedere con l’autopsia in modo da accertare le cause del decesso”. La Procura di Roma aveva aperto un fascicolo per lesioni colpose nei confronti dei vertici di Villa Mafalda, procedimento che tuttora non risulta archiviato.

Alberto Bevilacqua era nato a Parma il 27 giugno 1934. Erano i primi anni 50 quando, su invito del responsabile del supplemento letterario della Gazzetta di Parma Mario Colombi Guidotti, iniziò a pubblicare i suoi scritti. La polvere sull’erba, del ’55, sua prima raccolta, ricevette l’apprezzamento di Leonardo Sciascia. Sei anni dopo, con L’amicizia perduta, pubblica la sua prima raccolta di poesie ma il suo primo successo editoriale fu il romanzo La califfa, del 1964. Due anni dopo vince il Premio Campiello con Questa specie d’amore. Di entrambi ha curato la trasposizione cinematografica, vincendo con Questa specie d’amore il David di Donatello per il miglior film.

Nel 1968 lo scrittore si aggiudica il Premio Strega grazie a L’occhio del gatto mentre quattro anni dopo è Un viaggio misterioso a fargli arridere la vittoria al Premio Bancarella, che vincerà anche nel 1991 per I sensi incantati. Nel 2000, con La polvere sull’erba, vince il Premio Stresa narrativa mentre per La camera segreta riceve, nel 2011, il Premio Nazionale Letterario Pisa Sezione Poesia. Il suo ultimo lavoro in prosa, Roma califfa, è uscito per Mondadori nel 2012. L’ultima esperienza cinematografica risale invece al 1999, con Gialloparma, tratto dal suo libro omonimo pubblicato due anni prima.

Lutto nel mondo della cultura: addio a Séamus Heaney

seamus-heaney-tuttacronacaSi è spento all’età di 74 anni il grande poeta irlandese Séamus Heaney, premio Nobel per la Letteratura nel 1995, definito da Robert Lowell il più importante poeta irlandese dopo William Butler Yeats. A darne notizia la famiglia: “Il poeta e premio Nobel è morto in un ospedale di Dublino, questa mattina, dopo una breve malattia”. Heaney era nato il 13 aprile del 1939 a Castledawson, nell’Irlanda del Nord, da una famiglia cattolica. A Belfast, ha studiato lettere, materia in cui consegue la laurea. Stabilitosi a Dublino mel 1976, insegna letteratura inglese fino al 1984, quando si trasferisce all’Università di Harvard per poi vincere, nel 1989, la cattedra di poesia a Oxford. Heaney è stato uno dei massimi esponenti del Rinascimento poetico irlandese. Uno sei suoi componimenti più famosi è “Scavando”: “Ma io non ho la vanga per seguire uomini così/Tra l’indice e il pollice/Ho la penna./Scaverò con quella”. La sua prima raccolta, “Morte di un naturalista”, risale al 1966 mentre il suo capolavoro è considerato “North”. Fra gli altri suo titoli “Electric light”, “District and Circle” e “Catena Umana”. Con la motivazione “Bellezza lirica e profondità morale, che esalta i miracoli quotidiani e il passato vivente”, nel 1995 diventa il terzo irlandese a vincere il Nobel per la letteratura, dopo Yeats e Samuel Beckett. Ma Séamus Heaney è stato anche legato all’Italia e alla sua cultura: aveva fatto sua la lezione di Dante (“Ho cominciato a interessarmi a lui negli anni Settanta quando ho ricordato le persone assassinate dall’Ira o dall’esercito britannico, ho lasciato che fossero loro a parlare attraverso la mia poesia. Sono sicuro che non avrei potuto farlo senza l’esempio di Dante”) e recentemente aveva scoperto Giovanni Pascoli, che aveva cominciato a tradurre. Risale a un anno fa la sua partecipazione alle celebrazioni per il centenario del vate.  Lo scorso settembre ha inaugurato il FestivalLetteratura di Mantova, dove è stato il primo a firmare l’appello al presidente della Repubblica per il restauro e la riapertura della Camera degli sposi, danneggiata dal terremoto, fatto che ha concorso ad attribuirgli la cittadinanza onoraria di Mantova. Heavey era spostato ed aveva tre figli.

“La vera poesia non dice niente, elenca solo delle possibilità, …

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… apre tutte le porte. E voi potete passare per quella che preferite.

-Jim Morrison- (Versi poetici e dichiarazioni di guerra)

“Se la poesia non nasce …

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… con la stessa naturalezza delle foglie sugli alberi, è meglio che non nasca neppure.”

-John Keats- (Lettera a John Taylor, 1818)

I nostri 7 giorni: nonostante tutto, “capitani della nostra anima”

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E’ normale attaccare la magistratura, offendere un cittadino, utilizzare un linguaggio di una volgarità totale e poi glorificarsi del titolo “Avvocato”? A quanto pare… in Italia si può, con la massima tranquillità. basta trovare i microfoni di una radio aperti a via libera allo sproloquio. Ecco allora che Taormina si ritrova a dichiarare quanto gli piaccia “fottere la magistratura” e a offendere un radioascoltatore che, con tutta probabilità, si è sentito offeso per primo dopo aver sentito utilizzare certe espressioni. Chi di certo non si lamenta della magistratura, al contrario, è Giovanardi che gode nel vedere assolti i poliziotti chiamati in aula per il caso Cucchi. Nessun attacco alla magistratura quindi, solo offese per un ragazzo ucciso, la sua famiglia e un’intero Paese. Ma tanto l’Italia ormai è alla deriva e con lei anche chi dovrebbe rappresentarla. Basta vedere l’eclatante esempio della Lega Nord e le lotte intestine: quanto tempo impiegherà prima d’implodere su se stessa?  Ma la violenza, purtroppo, non si limita ai soli microfoni, scende in strana, si arma, apre il fuoco. Ecco allora che anche questa settimana ci siamo trovati a discutere di cronaca nera, con la sparatoria a Milano di cui è rimasto vittima un 63enne e poi di un altro episodio simile, questa volta a Pesaro, dov’è stato ucciso Andrea Ferri, 51enne, per impossessarsi delle chiavi che avrebbero permesso ai suoi assassini di appropriarsi del suo denaro. E nonostante il tempo passi, sempre con la speranza si riesca a conoscere finalmente la verità, si parla ancora di Roberta Ragusa, del marito, dell’amante dell’uomo e anche della cugine della donna scomparsa che difendono chi è sparito una notte e non ha più fatto ritorno. E’ il ritratto di un Paese allo sbando e, vedendo il video delle insegnanti che picchiano e offendono un ragazzo disabile viene spontaneo chiedersi dove stiamo andando, se questo è quello che riusciamo a insegnare ai nostri giovani: la legge del più forte, della violenza, del non rispetto. L’odio, la crudeltà, l’opportunismo. Ma non siamo gli unici a veder calpestata la nostra dignità. Dopo tutte le critiche e le discussioni, dopo i dibattiti sulla violenza sulle donne e sull’uso che si fa del loro corpo, scopriamo che in Israele delle soldatesse imbracciano i fucili, tolgono la divisa e postano le loro foto in tanga. Come possono gli uomini rispettare le donne se loro per prime non lo fanno? Viene voglia di urlare? Assolutamente sì!

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Ma per fortuna non è stato solo questo, a ricordarci che il mondo è anche pieno di colori e calore ci ha pensato il sole, regalandoci uno spettacolo unico: uno splendido arcobaleno circolare. Ma questa settimana si è anche parlato di un’amore che si trasforma in ossessione e di due donne abbandonate dallo stato: è la storia di due gattare, parenti di un attore famoso, che si sono ritrovate a vivere con i loro amici domestici che hanno invaso la loro vita e non solo. Poi c’è chi è anche baciato dalla passione (per l’insegnamento) e trova slancio per cercare soluzioni… anche a ritmo di Gangnam Style. E’ la storia di un preside che ha lanciato una sfida ai suoi studenti: se studiate, ballerò per voi. Le medie scolastiche si sono impennate e l’uomo è stato di parola, pubblicando in youtube una delle migliori versioni del tormentone di PSY di sempre. Ma se vogliamo imparare qualcosa, insegnamenti preziosi arrivano sempre dai nostri amici a quattro zampe: questa settimana è stata la volta di un cane che ha salvato una neonata da un cassonetto. Ci ha ricordato che la vita è la cosa più importante e va preservata, a qualunque costo. Vale la pena lottare per essa? Sì, ancora una volta, assolutamente sì. Ecco allora che vogliamo lasciarvi con una poesia di William Ernest Henley, che è nota, ma vale sempre la pena ricordare. E vuole essere un omaggio al grande uomo che tante volte l’ha recitata e che è ricoverato in condizioni gravi, Nelson Mandela.

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK! 

Uno sguardo a… biancomangiare

La ricetta puoi trovarla QUI!

biancomangiare

Dante Gabriel Rossetti… la poesia Insomnia letta da America Ferrera

Dante Gabriel Rossetti… raccontato in Dante’s inferno

Dante Gabriel Rossetti… le opere

Gente di Londra… Dante Gabriel Rossetti

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Uno guardo a Londra… dalla ruota

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Uno sguardo a Londra… dalla strada

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Uno sguardo a… LONDRA

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Popcorn, a 12 anni, è la poetessa del disagio!

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Ha solo 12 anni ed è capace come pochi di esplorare il dolore umano. Kioni Marshall, del Bronx, nonostante la giovane età è una poetessa già nota e le sue poesie sono state lette in pubblico sia da lei che da altri decine di volte. Kioni, il cui nome d’arte è ‘Popcorn’, soprannome datole dal padre perchè ‘testarda’ dentro e ‘vulnerabile’ dal di fuori, parla di violenza sessuale, omicidi, solitudine e dell’essere amati. «Anche se Kioni non ha mai provato personalmente nessuno di questi sentimenti da adulti – ha spiegato il suo mentore, il poeta John ‘Chance’ Acevedo – ha una capacità sorprendente di capire il dolore degli altri e quando è su un palco si comporta in modo solenne».
Popcorn ha cominciato a comporre dall’età di cinque anni. All’inizio la sua poesia era una serie di versi in rima poi si è accorta che con una giusta interpretazione i versi scorrevano anche senza rimarli.
Per Kioni, interpretare una poesia è come condividere un pezzo di se stessa, una cosa che potrebbe terrorizzare mentre si è su un palcoscenico, ma lei è capace di gestire la cosa semplicemente concentrandosi sulla sua performance. «Voglio che le gente si concentri sulle parole – ha detto – piuttosto che sul fatto che sia  io a pronunciarle».

Pablo Neruda fu ucciso? La salma sarà riesumata l’8/4!

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I resti del poeta e premio Nobel cileno Pablo Neruda, morto nel 1973, qualche giorno dopo il colpo di Stato di Augusto Pinochet, saranno riesumati l’8 aprile al fine di chiarire le circostanze del decesso: lo ha detto una fonte giudiziaria. Neruda, nella versione ufficiale, e’ morto per un cancro alla prostata. Tuttavia, recenti testimonianze hanno rimesso in discussione questa versione evocando un omicidio ordinato dalla dittatura, per evitare che diventasse un oppositore di prestigio.

“La poesia, per un poeta, è il lavoro più remunerativo del mondo. …

poeta

… Una buona poesia è un contributo alla realtà. Il mondo non è più lo stesso dopo che una buona poesia gli si è aggiunta.”

-Dylan Thomas- (Da ‘Sulla poesia’, trasmissione radiofonica alla BBC, il giugno 1946)

Quel qualcuno che sono io è nessuno,

Quel qualcosa che ho fatto è niente.
Quel posto dove sono stato
Non è da nessuna parte.
Non sono neanche me stesso.

Bob Kaufman “Poesie dal carcere”

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Accade in Italia

 

“Ma quale Natale, Pasqua e Epifania!!!
Te lo vuoi ficcare in testa… nel cervello
che sei ancora malato di fantasia?…
La morte sai cos’è?… è una livella.

Un re, un magistrato, un grand’uomo,
passando questo cancello, ha fatto il punto
che ha perso tutto, la vita e pure il nome:
non ti sei fatto ancora questo conto?

Perciò, stammi a sentire… non fare il restio,
sopportami vicino – he t’importa?
Queste pagliacciate le fanno solo i vivi:
noi siamo seri… apparteniamo alla morte!”

(Estratto tradotto dalla poesia “A livella” di Totò)

Domani a Napoli, presso il Cimitero del pianto, verrà scoperta una lapide in marmo recante il testo della poesia di Totò, “A livella”. La lapide è affissa sulla facciata della cappella che ospita i resti del Principe della risata.

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