Ops, mi è scappata una gaffe… Laura Barriales resuscita Joyce

Laura-Barriales-tuttacronacaUna mattinata in radio come tante altre fino a quando, parlando di Roma, il conduttore fa una citazione da James Joyce: “Roma? Come un uomo che si mantiene mostrando ai viaggiatori il cadavere di sua nonna”. Laura Barriales non coglie proprio alla perfezione la metafora, in compenso saluta lo scrittore “che sicuramente ci starà ascoltando”. Una svivsta clamorosa visto che l’autore di Gente di Dublino e Ulisse è morto nel 1941. Alla showgirl spagnola, corretta dal collega, non resta che ammettere la clamorosa svista!

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Ecco chi è arrivato a Firenze per parlare di politica con Renzi!

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Uno scrittore, Alessandro Baricco, è stato intercettato dai giornalisti alla stazione di Firenze  e ha spiegato che nella giornata di oggi avrebbe incontrato il Matteo Renzi a Palazzo Vecchio per discutere la squadra di Governo. A quanti gli hanno chiesto se avrebbe accettato un incarico da ministro, Baricco si è limitato a dire “non vengo certo a dirvelo a voi”. Sicuramente Baricco in un esecutivo Renzi è fra i più accreditati per il ministero della Cultura. Intanto da Milano invece arrivano i primi “no”.  A rifiutare l’incarico da ministro, ammesso ceh qualcuno glielo abbia proposto, è il patron di Eataly Oscar Farinetti “Non farò il ministro, faccio l’imprenditore, ognuno deve fare il suo mestiere”, ha spiegato aggiungendo che “però gli starò molto vicino, se ha bisogno, per quello che possiamo fare noi e cioè agricoltura e turismo che sono le due cose di nostra competenza”. Il patron di Eataly conclude quindi: “Non posso andare in trincea io, io sono già in trincea nel mio mestiere e, forse, gli italiani hanno le scatole piene di imprenditori di successo che si mettono in politica”.

Frase shock a Catania: “Saviano ti meriti la camorra”

saviano-camorra-tuttacronacaE’ scritta con lo spray nero, ben visibile a tutti i passanti, la frase shock che ha fatto la sua apparizione a Catania, su un muro di una traversa della centralissima via Umberto. “Saviano ti meriti la camorra” recita la scritta offensiva nei confronti del giornalista-scrittore, che ha fatto della battaglia contro la camorra una ragione di vita.

Shock nel mondo della letteratura: Ned Vizzini suicida

ned-vizzini-tuttacronacaAveva appena 32 anni lo scrittore e sceneggiatore americano Ned Vizzini, famoso fin da giovanissimo a livello internazionale. L’autore si è tolto la vita gettandosi dal tetto della casa dei suoi genitori a Brooklyn, New York. A dare notizia della morte del giovane, che aveva raccontato la sua battaglia contro la depressione, a colpi di ogni tipo di psicofarmarco, in un libro intitolato “Mi ammazzo, per il resto tutto ok”, la stampa americana. Vizzini aveva debuttato nella narrativa a 23 anni, nel 2004, con il romanzo “Datti una mossa”), tradotto in sette lingue, che racconta le avventure di un adolescente imbranato, Jeremy Heere, impacciato con le ragazze e tormentato dai bulli, che cambia radicalmente vita quando compra uno «squip», un supercomputer in pillola che lo trasforma in un tipo cool. Il suo secondo romanza, “Mi ammazzo, per il resto tutto ok”, era stato pubblicato nel 2006. Nel libro Vizzini raccontava la storia dell’adolescente depresso Craig che, dopo aver pensato al suicidio, entra di propria volontà in un ospedale psichiatrico. L’autore aveva tratto ispirazione per l’opera da un breve ricovero ospedaliero per depressione, in seguito ad un tentato suicidio, nel novembre del 2004, come descritto nelle note finali del libro. Nel 2010 è uscito il film ispirato al romanzo con il titolo “5 giorni fuori” con Zach Galifianakis e diretto da Anna Boden e Ryan Fleck. In un recente periodo di benessere, Vizzini prima ha pubblicato “The Other Normals” (2012) e poi con il regista Chris Columbus, ha scritto il romanzo fantasy “La casa dei segreti” (Rizzoli, 2013), primo volume di una trilogia per ragazzi.

Fabio Volo e la Laurea ad honorem

fabio-volo-tuttacronaca Il bello dei social networks è che trovi sempre l’insospettabile. Come l’annuncio di Fabio Volo, che racconta ai suoi followers di essere stato chiamato da un rettore che vuole assegnargli una Laurea ad honorem per i suoi libri e per il suo lavoro in radio. Ora il dubbio che lo assale è se accettarla o no. Poteva forse passare inosservato?

fabio-volo-laurea-ad-honoremOvviamente, no! E c’è da dire che non tutti l’hanno preso sul serio ed hanno preferito ripiegare su ironia e qualche risata. Anche se non manca chi si aspetta che altro non sia se non una battuta di Volo per far “rosicare” i suoi detrattori abituali:

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Ricca vedova, dello scritore Villa, sgozzata in Ghana

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E’ stata ritrovata morta in Ghana Egle Bellunato, 74 anni, originaria di Mogliano Veneto in provincia Treviso e residente a Romano d’Ezzelino in provincia di Vicenza. La donna da una decina d’anni si dedicava a opere umanitarie. A scoprire il cadavere è stato il compagno di 62 anni, Luigi Serradura, il 29 ottobre scorso e ora accusato di omicidio. Al suo rientro l’uomo avrebbe, secondo il suo racconto, sarebbe uscito a far la spesa e al suo ritorno avrebbe trovato il cadavere della donna e la stanza in disordine.  . Per questo Serradura ipotizza si possa trattare di una rapina finita nel sangue. A scagionarlo vi sarebbe un amico della coppia, anche lui italiano, che sarebbe andato con l’uomo a fare la spesa, rientrando con lui. La stampa africana, che si sta occupando del caso, rimbalzato in queste ore in Italia, ha diffuso una foto in cui si vede Serradura mentre prega, in canottiera e scarpe da ginnastica, ai piedi del cadavere della donna. Bellunato era vedova dello storico e scrittore Delisio Villa, per 15 anni direttore del settimanale «L’eco d’Italia» stampato a Parigi con edizioni speciali per la Svizzera e l’Inghilterra.

 

Lutto nel mondo della letteratura: è morto lo scrittore Carlo Castellaneta

castellaneta-tuttacronacaE’ mancato la notte scorsa a Palmanova, in provincia di Udine, dove viveva da una decina d’anni, lo scrittore milanese Carlo Castellaneta. L’annuncio è stato dato dai figli, Dario e Paola, e dalla seconda moglie, Caterina.. E’ deceduto, all’età di 83 anni, in ospedale per una complicazione sopraggiunta durante una polmonite.  Castellaneta, scrittore di narrativa e giornalista, ha legato il suo nome alla città di Milano, dove era nato nel 1930. I suoi numerosi romanzi sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo e tedesco. Il primo, ‘Viaggio col padre’, è stato pubblicato da Mondadori nel 1958, su approvazione di Elio Vittorini, consulente della casa editrice. che ne aveva letto il manoscritto. L’autore, scrittore e giornalista, ha collaborato al Corriere della sera e a Storia illustrata, di cui fu anche direttore. L’ultimo romanzo, ‘Gridando: avanti Savoia!’ è stato pubblicato, sempre di Mondadori, nel 2007. Castellaneta è stato anche presidente del Museo Teatrale della Scala. Tra le sue opere anche ‘La Paloma’, ‘Notti e Nebbie’ da cui è stata tratta una serie televisiva, ‘L’età del desiderio’.

Nessun deficit di assistenza: i primi risultati dell’autopsia di Bevilacqua

alberto-bevilacqua-autopsia-tuttacronacaSono giunti i primi risultati dell’autopsia, accertamento richiesto dal legale di Michela Macaluso, compagna dello scrittore, su Alberto Bevilacqua. L’autopsia, che si è svolta presso l’istituto di medicina legale della Sapienza, ha fatto emergere uno scompenso cardiaco dovuto a un’insufficienza multiorgano. Il legale della sorella dell’autore ha affermato che dall’esame “non sembrerebbero emersi deficit al livello di assistenza e di terapia”. Per gli accertamenti era stato nominato il professor Enrico Marinelli. Franco Caroleo Grimaldi, il penalista, ha detto: “purtroppo quando c’è un lungo decorso, si va a generare un deficit del sistema immunitario che produce complicazioni (come piaghe da decubito o infezioni) che alla lunga non possono che condurre a un esito letale”.

I medici indagati per la morte di Bevilacqua. Che è accaduto?

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Sono stati iscritti nel registro degli indagati, per la morte dello scrittore Alberto Bevilacqua, quattro medici della clinica Villa Mafalda. Nei loro confronti si ipotizza il reato di omicidio colposo. La Procura ha chiarito che si tratta di un “atto dovuto”, necessario per procedere con l’autopsia, accertamento richiesto dal legale della compagna dello scrittore, Michela Macaluso.

nel registro ci sono i nomi del direttore sanitario della clinica, Mario Maggio e i professori che hanno avuto in cura lo scrittore negli 11 mesi di ricovero: Antonio Ciccaglioni, Claudio Di Giovanni e Giuseppe Gentile.

Nei mesi scorsi i legali della compagna dello scrittore, Michela Macaluso, avevano presentato a piazzale Clodio una denuncia contro ignoti per lesioni colpose sostenendo che la struttura non fosse adeguata per le condizioni di Bevilacqua.

Morto Alberto Bevilacqua, letteratura in lutto

bevilacqua-alberto-tuttacronacaAlberto Bevilacqua è morto a Roma il 9 settembre 2013. Scrittore, regista e sceneggiatore italiano, Bevilacqua si è spento a 79 anni. Bevilacqua ricoverato a gennaio in terapia intensiva per uno scompenso cardiaco che lo aveva colpito l’11 ottobre 2012. Le fonti della clinica privata di Roma Villa Mafalda hanno spiegato che ha avuto una degenza a fasi alterne: a segni di miglioramento nelle sue condizioni di salute, in questi mesi seguivano fasi di netto peggioramento. A confermare la notizia della scomparsa le fonti della Mondadori, la casa editrice che aveva pubblicato le sue ultime opere. Nel frattempo, è già iniziata la polemica. L’avvocato Rosa Zaccaria, che assiste Michela Macaluso, da oltre 10 anni compagna dello scomparso scrittore ha detto: “Proprio stamani che avevamo avuto il via libera per una perizia di parte che accertasse le sue condizioni, abbiamo appreso la notizia del decesso. Dalla direzione di Villa Mafalda nessuno ci aveva avvisato. Lo abbiamo appreso dal nostro consulente che si era recato a trovarlo”. I familiari hanno “immediatamente chiesto al pm Elena Neri di procedere con l’autopsia in modo da accertare le cause del decesso”. La Procura di Roma aveva aperto un fascicolo per lesioni colpose nei confronti dei vertici di Villa Mafalda, procedimento che tuttora non risulta archiviato.

Alberto Bevilacqua era nato a Parma il 27 giugno 1934. Erano i primi anni 50 quando, su invito del responsabile del supplemento letterario della Gazzetta di Parma Mario Colombi Guidotti, iniziò a pubblicare i suoi scritti. La polvere sull’erba, del ’55, sua prima raccolta, ricevette l’apprezzamento di Leonardo Sciascia. Sei anni dopo, con L’amicizia perduta, pubblica la sua prima raccolta di poesie ma il suo primo successo editoriale fu il romanzo La califfa, del 1964. Due anni dopo vince il Premio Campiello con Questa specie d’amore. Di entrambi ha curato la trasposizione cinematografica, vincendo con Questa specie d’amore il David di Donatello per il miglior film.

Nel 1968 lo scrittore si aggiudica il Premio Strega grazie a L’occhio del gatto mentre quattro anni dopo è Un viaggio misterioso a fargli arridere la vittoria al Premio Bancarella, che vincerà anche nel 1991 per I sensi incantati. Nel 2000, con La polvere sull’erba, vince il Premio Stresa narrativa mentre per La camera segreta riceve, nel 2011, il Premio Nazionale Letterario Pisa Sezione Poesia. Il suo ultimo lavoro in prosa, Roma califfa, è uscito per Mondadori nel 2012. L’ultima esperienza cinematografica risale invece al 1999, con Gialloparma, tratto dal suo libro omonimo pubblicato due anni prima.

“Quando scrivo sono cosciente che un libro ha il potere …

il-potere-delle-parole-tuttacronaca… di cambiare la vita a una persona o influenzare le sue azioni; la parola ha la capacità di imprimersi in una persona, fissare pensieri, idee, trasformarsi in sentimento fino a divenire esperienza di vita.”

-Hernán Huarache Mamani-

Quella tragica notte: “perdono tutti e a tutti chiedo perdono”

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«Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi». Così se ne andava nella tragica notte tra il 26 e il 27 agosto 1950, Cesare Pavese, a soli 42 anni. «Verrà la morte e avrà i tuoi occhi». Inghiottendo con l’acqua il contenuto di ben 16 scatole di un sonnifero a base di barbiturici, la morte arriva per lo scrittore in uan stanza dell’Hotel Roma di Torino. Lo aveva scritto anche nel suo diario otto giorni prima «… basta un po’ di coraggio… eppure donnette fragili l’hanno fatto…». Sul tavolo furono ritrovati i “Dialoghi con Leucò”, una “cosmogonia” che lo accompagnò sino nei suoi ultimi attimi di vita: “Immortale è chi accetta l’istante. Chi non conosce più un domani”.

 

Morto Ersilio Tonini, il cardinale che citava Socrate e Platone

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Il cardinale Ersilio Tonini, piacentino di nascita, fu ordinato sacerdote nell’aprile del 1937, ma divenne  noto personaggio televisivo e si avvicinò al pubblico partecipando alla trasmissione di Enzo Biagi «I dieci comandamenti all’italiana».  

Aveva festeggiato le 99 primavere il 20 luglio scorso e in quell’occasione, aveva comunque voluto mandare un monito al giornalismo italiano ed internazionale: «Il giornalismo non ha ancora capito quale sia il suo ruolo perchè il suo vero ruolo, il suo compito è quello di andare a vedere la realtà attuale con gli occhi degli uomini attuali. Il giornalismo italiano e mondiale o è profeta o è niente!».

Di fronte alla torta e al tradizionale rito degli auguri, il cardinale aveva aggiunto: «si fa presto a dare una benedizione, ma è la parola buona che invece è difficile da dare, perché la parola buona viene dal cuore e deve penetrare nella coscienza e per fare questo non basta la parola ‘auguri’, ma bisogna aiutare le singole persone a penetrare nel loro cuore».

Oltre che religioso di grande cultura classica (amava citare Socrate e Platone) era anche giornalista, scrittore, filosofo. Proprio per la sua limpidezza di pensiero era spesso amato da credenti e non. 

Tonini è morto la scorsa notte, intorno alle ore 2, all’Opera Santa Teresa di Ravenna, dove alloggiava da molti anni. E’ stato l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, mons. Lorenzo Ghizzoni, durante una messa per la Diocesi celebrata in spiaggia alle 6 a Milano Marittima, ad annunciare la morte del religioso e a invitare i fedeli alla preghiera ricordandolo come «Un uomo che ha vissuto nella fede fino all’ultimo, incoraggiando anche chi gli stava vicino e sempre richiamando la fiducia in Dio» e poi ha aggiunto «Ho avuto occasione di conoscere il cardinale Tonini da poco tempo, ma ho riconosciuto in lui una persona di grande saggezza e coraggio nell’apertura e nell’incontro con tutti».

  

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E’ morto a Roma lo scrittore Ugo Riccarelli

ugo-riccarelli-tuttacronacaSi è spento a Roma, a 59 anni, lo scrittore e uomo di cultura “emigrato al contrario”, dal nord al sud, Ugo Riccarelli. Era malato da tempo. Vincitore del premio Strega con Il dolore perfetto, uomo di teatro, legato alla stagione politica e culturale di Walter Veltroni sindaco, Riccarelli aveva dedicato anche delle pagine alla sua malattia ma una nuova crisi, che l’ha costretto qualche giorno fa a un ricovero, ha spento per sempre la sua voce. Il suo ultimo romanzo, L’amore graffia il mondo, era nella cinquina finalista per il premio Campiello 2013. Riccarelli era nato nel 1954, in una cittadina della cintura torinese, da una famiglia toscana. Studente di Filosofia presso l’Università di Torino, aveva superato tutto gli esami, ma non ha sostenuto l’esame di Laurea. Per molto tempo si è occupato di azione e promozione culturale in campo scolastico e teatrale, aprendo un cineclub, fondando un gruppo teatrale, lavorando in biblioteche civiche. Nel 1985 si era trasferito a Pisa, dove aveva continuato ad occuparsi di teatro. Con Il Teatro del Tè diretto da Claudio Neri ha realizzato ‘Tango delle notti bianche” e “Garrincha”. Inizia anche la sua carriera “istituzionale”, da addetto stampa al Comune. I suo arrivo a Roma, dove lavora prima nello staff del sindaco Veltroni e poi con il Teatro di Roma, risale al 2002. Il suo esordio letterario risale al 1995, con Le scarpe appese al cuore al quale sono seguiti Un uomo che forse si chiamava Schulz (Piemme 1998) premiato con il Selezione Campiello 1998 e, nella traduzione francese, con il Prix Wizo 2001, Stramonio (Piemme 2000 e Einaudi 2009), Il dolore perfetto (Mondadori 2004) vincitore del Premio Strega 2004 e, nella traduzione spagnola, del Campiello Europeo nel 2006; Un mare di nulla (Mondadori 2006), Comallamore (Mondadori 2009), Ricucire la vita (Piemme 2011) e L’amore graffia il mondo (Mondadori 2012), oltre alle raccolte di racconti L’Angelo di Coppi (Mondadori 2002),  Pensieri crudeli (Perrone 2006) e Diletto (Voland 2009). Nel 2010 ha scritto assieme a Marco Baliani La Repubblica di un solo giorno, testo dedicato alla storia della Repubblica Romana del 1849, messo in scena dallo stesso Baliani e uscito anche sotto forma di romanzo per Mondadori nel 2011.

L’ultimo saluto a Vincenzo Cerami: oggi i funerali a Roma

Vincenzo-Cerami-funerali-tuttacronacaSi sono svolti alla Chiesa degli Artisti i funerali di Vincenzo Cerami, lo scrittore e sceneggiatore che ci ha detto addio mercoledì dopo una lunga malattia. Alla cerimonia, sobria e intensa, hanno preso parte, tra gli altri, Roberto Benigni con Nicoletta Braschi, Ettore Scola, Nicola Piovani, Marco Bellocchio, Raffaele La Capria, il sindaco di Roma Ignazio Marino, Walter Veltroni, Antonio Albanese, Laura Morante, il ministro dei Beni culturali Massimo Bray.


Durante la funzione Mariano Rigillo ha letto un brano dal Vangelo, Silvia Siravo ha recitato la preghiera degli artisti, mentre Norma Martelli, moglie di Piovani e interprete di molti spettacoli di Cerami, ha letto alla fine alcuni suoi versi concludendo: “Grazie poeta da tutti gli attori per tutte le parole con le quali ci hai fatto giocare”. Erano circa 200 le persone che, all’esterno, hanno riservato un ultimo applauso all’autore che tanto da dato alla nostra arte. Il feretro è tumulato al cimitero Flaminio.

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Il mondo del cinema e della cultura piange: è morto Vincenzo Cerami

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Lutto nel mondo del cinema italiano: è morto lo scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano Vincenzo Cerami. Era stato candidato all’Oscar nel 1999 per “La Vita è bella” con Roberto Benigni. Cerami era malato da tempo. Nato a Roma il 2 novembre 1940, figlio di genitori siciliani, alla scuola media era stato allievo di Pier Paolo Pasolini, un incontro che ha sempre ritenuto determinante per le sue scelte successive. Nel 1976 ha fatto il suo debutto nel mondo letterario con il romanzo Un borghese piccolo piccolo,satira delle frustrazioni piccolo-borghesi da cui verrà tratta anche una fortunata trasposizione cinematografica. In seguito, tra le altre opere, ha scritto Addio Lenin (1981), il romanzo fantastico La lepre (1988) e il racconto musicale realizzato con Nicola Piovani Il signor Novecento (1994). Nel 1996 pubblica Consigli a un giovane scrittore (1996), divertita escursione nel mondo della scrittura mentre in Fattacci (1997)racconta e analizza quattro delitti saliti alla ribalta della cronaca italiana. Cerami ha scritto anche racconti, raccolti in La sindrome di Tourette. La sua ultima opera è stata Vite bugiarde, uscita nel 2007

Ma Cerami non si è dedicato solo alla letteratura: ha scritto per il cinema, collaborando con registi quali Bellocchio, Amelio e Benigni. Come commediografo lo ricordiamo quale autore di L’amore delle tre melarance; L’enclave des Papes, 1984; Sua maestà, 1986 e Ring, 2000. In gioventù Cerami si era dedicato anche all’attività sportiva in qualità di rugbista, salvo poi interrompere la carriera nel Frascati a causa di un incidente di gioco. Fino al 2009 ha inoltre ricoperto l’incarico di Ministro dei Beni Culturali del governo ombra del PD al Governo Berlusconi IV. Nello stesso anno, nel mese di giugno, ha ricevuto l’incarico di assessore alla cultura al Comune di Spoleto. La posizione era condizionata  all’elezione a sindaco di Daniele Benedetti, elezione poi effettivamente avvenuta. La sua decennale esperienza, che ha prodotto pagine e sceneggiature che s’imprimono nella storia culturale del nostro Paese, l’ha poi condivisa con gli studenti della scuola di cinema di Cinecittà ACT MULTIMEDIA, dove ha lavorato come docente.

Uno sguardo a… Aragosta alla Californiana

La ricetta puoi trovarla QUI!

aragosta alla californiana

John Steinbeck… Furore

John Steinbeck… La perla

John Steinbeck… il discorso per il Premio Nobel

Gente di Salinas… JOHN ERNST STEINBECK, Jr.

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Uno sguardo a Salinas… High School

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Uno sguardo a Salinas… la storia

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Uno sguardo a… SALINAS (California)

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Canta il curriculum in metro e trova lavoro… VIDEO!

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Un giovane spagnolo,Enzo Vizcaìno, disperato dalla mancanza di lavoro ha tentato il tutto per tutto: è salito in metro e ha iniziato a cantare il suo curriculum accompagnandosi con la chitarra.

Il ragazzo che si proponeva come giornalista, scrittore e sceneggiatore, ha ottenuto un contratto da redattore, che ha visto il video in Youtube, in un programma televisivo: lo ha annunciato con un tweet e per festeggiare ha proposto una nuova versione del video che gli ha portato fortuna, stavolta nella metro di Madrid.

Addio a Roberto Denti, l’adulto che sapeva parlare ai bambini

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“Un bambino che ama leggere sarà un adulto più felice”. Era questo il pensiero, semplice e vero, di Roberto Denti, uno dei massimi esperti di libri e letteratura per bambini e ragazzi, ma anche giornalista, scrittore, formatore e filosofo. E la sua morte, avvenuta nella notte, lascia un vuoto nella cultura italiana. Perchè quei piccoli lettori che tanto amava, che trattava con devozione, ai quali raccontava filastrocche e storie accantivanti, difficilmente troveranno qualcun’altro in grado d’incuriosirli come faceva lui. Nato a Cremona nel 1924, collaboratore de Il sole 24 Ore, amico fraterno di Gianni Rodari, Roberto Denti ha aperto, nel 1972, con la moglie Gianna Vitali, La Libreria dei Ragazzi, la prima in Italia. La sua esperienza a stretto contatto con i bambini è raccontata nel suo I bambini leggono. La libreria è stata, ed è tutt’ora, “progetto culturale basato sul costante adeguamento alle esigenze dei giovani lettori e di quelli adulti”. Ora che è mancato, a 89 anni, i suoi colleghi lo ricordano così: “Tutti noi, che siamo suoi allievi, continuiamo a sentire la sua voce che racconta. Era Roberto un grande narratore. Di storie, di esperienze, di vita. Storie che ha raccontato a noi e a tutti quelli che venivano in libreria per chiedere un consiglio, giovani autori, autori affermati, librai, insegnanti, bibliotecari o semplicemente amici. La sua disponibilità era totale e ciascuno si portava via qualcosa che si sarebbe tenuto stretto a lungo, o per sempre. Guardare Roberto all’opera era sempre una iniezione di energia. Energia che ha usato tutta, fino agli ultimi giorni, quando pure era molto stanco. Ma c’era qualcos’altro che era bello guardare, e dava gioia e allegria. Era Roberto insieme a Gianna. Era il suo amore per lei, la complicità tra loro due, quel filo fortissimo che li teneva legati quando erano insieme e quando lui era fuori per lavoro e la inondava di messaggi. Grazie Roberto, grazie per ogni momento. Noi continuiamo a tenerti con noi”. Anche Pisapia parla di lui, parlando del vuoto che ora ha lasciato nella città: “Oggi Milano ha perso un cittadino che ha dato tanto alla città, la sua esperienza rimarrà un bellissimo esempio che tutti noi sapremo continuare ad apprezzare”, e se Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano, parla di lui come “il pioniere della diffusione della letteratura per bambini, adolescenti e ragazzi: un settore tanto più importante quanto più capace di incidere sulla formazione delle coscienze delle nuove generazioni. La sua esperienza ha influito sulla vita e sull’offerta culturale della nostra città, creando un vero e proprio filone che ha dato lustro, prestigio e sostegno all’editoria milanese”, l’assessore all’Educazione e Istruzione, Francesco Cappelli parla di lui come un “vero educatore” e lo definisce “un bambino tra i bambini, perché sapeva capirli e amarli”.

Uno sguardo al… Cornish Pasty

La ricetta puoi trovarla QUI!

Cornish Pasty

Le pagine di John Le Carré sul set di… La Casa Russia di Schepisi

Le pagine di John Le Carré sul set di… La Talpa di Tomas Alfredson

Le pagine di John Le Carré sul set di… La spia che venne dal freddo di Ritt

Gente di Chelsea… John Le Carré

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Uno sguardo a Chelsea… interno bar!

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Uno sguardo a Chelsea… una strada!

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Uno sguardo a… CHELSEA, Londra

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Paolo Nori è grave all’ospedale Maggiore di Bologna!

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Paolo Nori, scrittore, traduttore e blogger (collabora anche con Il Fatto Quotidiano e il fattoquotidiano.it) è in gravi condizioni all’ospedale Maggiore di Bologna. Sabato scorso, infatti, è stato vittima di un incidente stradale sulla Porrettana all’angolo con Don Sturzo, sulla via per Casalecchio. Ora è ricoverato in rianimazione e il bollettino medico parla di condizioni stazionarie e di pericolo di vita. Nori è anche traduttore dal russo e autore di romanzi e racconti come: “A Bologna le bici erano come i cani”, “La matematica è scolpita nel granito”  e “La meravigliosa utilità del filo a piombo”. 

Arrivano aggiornamenti da Chistian Raimo, scrittore e amico di Paolo Nori, afferma “La botta è stata brutta sul serio e Paolo è ancora in coma farmaceologico, oggi lo avevano svegliato ma lo hanno anche risedato perché non reagiva benissimo, ma i medici dicono che la reazione, data la commozione cerebrale profonda, è normale. Si tratterà di affrontare una convalescenza lunga e, trattandosi della testa, non si può dire a quest’altezza come andrà effettivamente. Però la frase usata dai medici è «va tutto bene», cioè tutto procede secondo la routine normale di questo genere di incidenti. La notizia giornalistica è assurda, e per come è stata messa e per il ritardo con cui è uscita”.

Le condizioni di Paolo Nori quindi sembrerebbero serie, ma non preoccupanti come si era appreso in un primo momento.

C’è chi non sa dove andare e sta correndo per andarci subito. Tonino Guerra

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“Indignatevi” perde il suo autore: Hessel morto a 95 anni!

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E’ morto all’eta’ di 95 anni lo scrittore francese Stephane Hessel, autore di ‘Indignatevi!’, pamphlet diventato un caso editoriale in tutto il mondo nel 2010. Ne ha dato notizia la moglie, Christiane Hessel-Chabry. Ex diplomatico e protagonista della Resistenza, Hessel era nato nel 1917 a Berlino ed era arrivato da bambino in Francia dove fu naturalizzato nel 1937. Deportato nei campi di concentramento, fu protagonista di avventure e fughe dalla Germania nazista.

“Devo il mio successo all’aver ascoltato rispettosamente i migliori consigli, …

consiglio

… e poi essere andato via e aver fatto l’esatto opposto.”

-G.K. Chesterton-

“Se vuoi diventare un scrittore due sono le cose che devi fare sopprattutto:

la mia vita

… leggere molto e scrivere molto.”

-Stephen King-

Un doodle noir in memoria di Edward St John Gorey!

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Celebrare un fumettista noir e portarlo alla portata di tutti… oggi il doodle di Google è dedicato all’88° anniversario della morto di Edward St John Gorey, scrittore e illustratore statunitense, nato a Chicago, appassionato e ossessionato dai gatti e grande interprete di atmosfere noir. Un doodle molto inquietante, i cui colori dominanti sono l’ocra e il nero. Lui Edward St John Gorey, seduto sulla G, intento a disegnare è scrutato da un corvo, da un ippopotamo, 2 pecore e un uccello dalle zampe lunghissime… poi ci sono i gatti, immancabili quando si parla di Gorey.

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Paul Auster e Il senso della morte: esce da Einaudi “Diario d’Inverno”.

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