Il flash mob letterario: per far vincere la cultura

flash-mob-letterario-tuttacronacaL’idea è di Caffeina, la Fondazione viterbese a tutela della lettura in Italia che da otto anni mette in scena un lungo festival letterario nella Città dei papi con ospiti prestigiosi: un flash mob letterario. Carlotta Caroli, portavoce della fondazione, ha spiegato:   “Vogliamo dare un segnale forte, dimostrare che la gente non è stufa di leggere e che la cultura rimane il bene più prezioso del nostro paese, ricco di arte e di storia”. Per lanciare questo segnale si è scelto oggi, primo marzo, invitando tutti ad acquistare almeno un libro recandosi in libreria con un nastrino bianco appuntato al bavero. Sulla pagina Facebook dell’iniziativa già 82mila utenti hanno cliccato “parteciperò” mentre sono molti i librai indipendenti e le grandi catene, tra cui Mondadori, Feltrinelli, Giunti al Punto e Arion, che hanno aderito esponendo le locandine della manifestazione e promettendo chi un piccolo sconto, chi un caffè, chi un sorriso di gratitudine in più. Per gli appassionati di selfie, inoltre, c’è la possibilità di postare il proprio autoscatto con tanto di nastrino bianco in mostra sulla pagina dedicata.

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Mein Kampf: la copia autografata da Hitler battuta all’asta a 65mila dollari

mein-kampf-tuttacronacaSecondo gli esperti della casa d’aste quei due libri non superavano il valore di 25mila dollari, somma per la quale erano stati acquistati nel 2012 in un’asta a Bonhams, a Londra. In realtà ieri, battuti nuovamente all’asta alla Nate D. Sanders di Los Angeles, hanno fatto incassare 64.850 dollari. Si tratta di una copia in due volumi di Mein Kampf, il pamphlet ideologico di Adolf Hitler che delinea l’ideologia antisemita del regime nazista. I volumi furono regalati da Hitler all’ufficiale delle SS Josef Bauer e riportano due dediche, una risalente al 1925 e l’altra all’anno successivo, in cui il Fuhrer augura un buon Natale a Bauer, uno dei primi membri del partito nazista.

Vandalismo in Giappone: presi di mira libri legati all’Olocausto

anna-frank-tuttacronacaIl Diario di Anna Frank e altri lavori letterari legati all’Olocausto sono stati presi di mira da dei vandali che li hanno danneggiati. Succede in Giappone, a Tokyo, dove sono già state colpite 306 copie del “Diario” e diversi volumi di altre opere. Tutti i libri erano custoditi in 38 diverse biblioteche pubbliche della capitale nipponica. Sugli atti vandalici indaga la polizia metropolitana di Tokyo che ha istituito un pool di coordinamento apposito.

Attenzione, piovono libri, computer e un divano! Il ragazzo e la defenestrazione

ragazzo-lancia-oggetti-tuttacronacaI netturbini di Padova questa mattina, al lavoro a Piazza della Frutta, hanno assistito a una scena che difficilmente dimenticheranno. Da una finestra all’angolo fra via Gorizia e via Oberdan, infatti, hanno iniziato a “piovere” libri. In seguito seguiti da un computer. Ma il ragazzo che li ha lanciati dalla finestra, in preda a una crisi nervosa, ha gettato via anche pezzi di divano e di mobili, l’archivio e i giornali. Erano le sei di mattina e i presenti hanno chiamato la Polizia Municipale, i cui agenti hanno provato ad entrare nell’appartamento dall’interno del quale continuavano a volare oggetti. Nel frattempo erano stati allertati anche i Vigili del Fuoco, visto che dall’abitazione del giovane arriva ai piani di sotto e sulle scale un rivolo di acqua, come se qualcuno avesse rotto delle tubature.  Ad un certo punto, mentre anche gli ambulanti che stavano sistemando i loro baracchini si erano fermati, incuriositi, il giovane è uscito in maglietta, correndo. E’ stato allora che gli agenti lo hanno fermato e lo hanno convinto a salire in ambulanza.

Stephen King non è più vergine

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Anche Stephen King sbarca su Twitter: il re dell’horror ha aperto il suo account ufficiale e ha cinguettato timidamente: “Il mio primo tweet. Non sono più vergine. Siate gentili”. In sei ore ha fatto il pieno di follower: in 80 mila lo hanno cliccato.

L’autore di best seller che hanno terrorizzato il mondo, con alle spalle 350 milioni di copie vendute nell’arco di 10 lustri, si è lasciato intimidire dal confronto con un potenziale pubblico di oltre mezzo miliardo di utenti. Tanto da essere colto da un improvviso blocco dello scrittore: “Alla fine sono su Twitter e non riesco a pensare a nulla da scrivere. Bello scrittore che sono”, è stato il suo secondo tweet.

King, che è sempre stato un sostenitore della tecnologia e dell’avanzamento digitale ad esempio per gli e-book, si era fino ad ora mostrato riluttante a Twitter. A convincerlo è stato il suo editore americano Scribner per aiutare il suo nuovo romanzo Doctor Sleep, l’attesissimo seguito di Shining, uscito a settembre negli Stati Uniti sarà pubblicato in Italia l’anno prossimo da Sperling&Kupfer.

I fan però sono stati avvertiti: King preferisce i libri ed è quindi improbabile che posti tweet spesso.

Fabio Volo e la Laurea ad honorem

fabio-volo-tuttacronaca Il bello dei social networks è che trovi sempre l’insospettabile. Come l’annuncio di Fabio Volo, che racconta ai suoi followers di essere stato chiamato da un rettore che vuole assegnargli una Laurea ad honorem per i suoi libri e per il suo lavoro in radio. Ora il dubbio che lo assale è se accettarla o no. Poteva forse passare inosservato?

fabio-volo-laurea-ad-honoremOvviamente, no! E c’è da dire che non tutti l’hanno preso sul serio ed hanno preferito ripiegare su ironia e qualche risata. Anche se non manca chi si aspetta che altro non sia se non una battuta di Volo per far “rosicare” i suoi detrattori abituali:

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Chi produce la Bibbia? La Cina!

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Anche la Bibbia è un business e così i cinesi, il Paese più ateo del mondo, si è aggiudicato il primato con 107 milioni di testi sacri prodotti, in unica fabbrica, a Nanjing, nel sudest del paese, tra il 1987 e il 2012. Alla fine degli anni ’80, quando le religioni sono ricominciate a essere praticate più apertamente, grazie alle sovvenzioni date dalla e British United Bible Societies e dalla fondazione Amity, il mercato è diventato florido! Dal 1988, anno di inizio delle attività sono passati dai 500mila libri stampati (quasi tutti per il mercato cinese) ai 12 milioni dell’anno scorso di cui oltre il 40% era destinato al mercato estero. Ora la fabbrica impiega 600 dipendenti e i suoi capannoni continuano a espandersi di anno in anno. “Abbiamo creato un modello di business di successo”, si è vantato il vicedirettore della Fondazione Almaty con il giornale governativo Global Times. “Siamo felici di servire le chiese di tutto il mondo e di usare i profitti derivati dalla pubblicazione delle Bibbie per aiutare i più deboli”. Pensando ai più deboli, la fondazione Amaty riceve anche donazioni per più di 12 milioni di euro all’anno provenienti da tutto il mondo.

 

Nuove accuse di violenza sessuale all’ex guardia carceraria della Knox

Amanda_Knox_tuttacronacaAmanda Knox, secondo il The Sun, nei suoi diari aveva scritto che una guardia carceraria, l’ex vicecomandante della polizia penitenziaria di Perugia, Raffaele Argirò, “era fissata col sesso”. Ora un’ex detenuta del carcere di Capanne, dopo aver letto le parole dell’americana, ha accusato l’uomo di violenza sessuale aggravata e concussione. Martedì Agirò, che ha sempre respinto ogni accusa, comparità davanti al gip Lidia Bruti. Secondo l’accusa, come riporta Il Messsaggero, “nell’assenza temporanea del personale penitenziario in servizio presso il primo piano della sezione detentiva e facendosi in plurime occasioni aprire il cancello della cella, costringeva o comunque induceva la stessa, in stato di soggezione psicologica derivante dallo stato di depressione sofferto a seguito della carcerazione, dall’assunzione di psicofarmaci in dosi rilevanti e anche superiori a quanto prescritto, e dal ruolo rivestito dall’Argirò, a compiere atti sessuali anche ripetendole spesso che “si doveva comportare bene”. La donna che accusa l’ex guardia carceraria, una vigilessa di Milano, restò nel carcere tra il dicembre 2006 e il gennaio 2007, prima di essere liberata e assolta da ogni accusa. Solo dopo aver letto sui giornali le parole della Knox si è fatta coraggio e ha presentato denuncia: “Nel 2011 erano usciti articoli su alcune rivelazioni fatte da Amanda Knox la quale però non ha mai detto di aver avuto rapporti sessuali con lui. Così mi sono incavolata, ho pensato ‘Cavolo non è possibile, lo devo denunciare, adesso c’è un’altra persona che ha parlato'”. Lo scorso anno, davanti al gup, la vigilessa ha raccontato di “palpeggiamenti, richieste di mostrare parti intime e di una decina di rapporti in un mese”. Agirò sostiene invece:  “Mai sfiorata, a noi non è permesso entrare nel braccio in cui sono detenute le donne, senza essere accompagnati da una collega di sesso femminile”. Cosa aveva detto Amanda dell’uomo? Come aveva riportato il tabloid inglese The Sun, la ragazza scrisse nei suoi diari: “Di notte mi convocava al terzo piano in un ufficio vuoto, per una chiacchierata. Quando gli ripetevo che dell’omicidio di Meredith Kercher non ne sapevo nulla cercava di parlarmi di lei o di portarmi verso l’argomento sesso”.

Gesù con barba e capelli lunghi? Inventato! Era disabile

Werner-Dahlheim-tuttacronacaLo storico Werner Dehlheim, di cui è appena uscito il nuovo libro “Il mondo ai tempi di Gesù”, ha rilasciato un’intervista al Tages Anzeiger durante la quale ha parlato di antichi documenti riguardanti il Dio cristiano. Lo storico ha affermato che i romani vedevano Gesù come un ribelle e ricordato che la prima immagine raffigurante il figlio di Dio sarebbe del 170 dopo Cristo. Non solo, per quel che riguarda l’iconografia cristiana, ha spiegato come non sia rintracciabile nessuna indicazione riguardante il fatto che Gesù avesse barba e capelli lunghi. Secondo la ricostruzione dello storico, attorno al II secolo d.C. iniziarono a girare le prime notizie che parlavano di un Gesù disabile. Il fatto avrebbe quindi alimentato la credenza che fosse sceso in terra per accompagnarsi ai più sfortunati. Infine, nel IV e nel V secolo, questa immagine venne modificata e sìiniziò a parlare di un giovane con capelli lunghi e barba. La figura di un Gesù in grado di compiere miracoli, invece, è rintracciabile già tra gli anni 70 e i 90, periodo a cui risalgono i Vangeli: il fatto non desta meraviglia, considerato che in quel periodo erano molti i predicatori itineranti. Dahlheim ha infine sottolineato come il libro non abbia cambiato la sua opinione personale su figlio di Dio: “Il libro è il risultato di 30 anni di studi e ricerca, quello che che mi ha sempre affascinato di Gesù è il fatto che questo predicatore sia passato alla storia come nessun altro nell’antichità”.

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Lutto nella letteratura: muore il re dello spionaggio, Tom Clancy

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Lutto nel mondo della letteratura mondiale. Lo scrittore e sceneggiatore statunitense Tom Clancy è morto ieri all’età di 66 anni in un ospedale di Baltimora. La conferma è arrivata dal suo editore. Clancy è famoso soprattutto per i suoi romanzi di spionaggio, campioni di incasso, come Linea di controllo e Atti di guerra. Re del «technothriller» per la abbondanza di dati tecnici militari nei suoi bestseller, Clancy ha firmato classici dello spionaggio come: Caccia a Ottobre Rosso, Patriot Games e Clear and Present Danger tradotti poi in celebri film. Il suo nome era anche legato a una «franchise» di romanzi e sceneggiature scritti da ghost writers e a una serie di non-fiction su soggetti militari. Clancy viveva in una vasta tenuta sul mare vicino a Baltimora. Nel suo studio decine di berrettini con le sigle delle varie agenzie Usa di spionaggio. Politicamente era a destra. Membro a vita della National Rifle association, la potente lobby dell’industria delle armi, aveva dedicato molti dei suoi libri a esponenti repubblicani tra cui l’ex presidente Ronald Reagan. Dopo le stragi dell’11 settembre aveva accusato il democratici di corresponsabilità nelle stragi per aver «svuotato» di fondi la Cia.

“I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare”

libro-tuttacronaca-Umberto Eco- (Come si fa una tesi di laurea, 1977)

“Quando scrivo sono cosciente che un libro ha il potere …

il-potere-delle-parole-tuttacronaca… di cambiare la vita a una persona o influenzare le sue azioni; la parola ha la capacità di imprimersi in una persona, fissare pensieri, idee, trasformarsi in sentimento fino a divenire esperienza di vita.”

-Hernán Huarache Mamani-

In arrivo la stangata sui libri scolastici. L’istruzione è un lusso?

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Sembra proprio che l’istruzione in Italia sia diventata un lusso. Dai decreti per il lavoro che facilitano i ragazzi privi di un titolo di studio di scuola superiore alla legge che non sarà più in vigore dal 1 settembre di quest’anno, in particolare quell’articolo 5 del decreto-legge n. 137/2008 (poi convertito dalla Legge n. 169/2008). Questa norma obbligava le scuole ad adottare solo libri per i quali gli editori si erano impegnati a mantenere invariato il contenuto per un quinquennio. A fare il resto ci penserà il ritardo sul digitale. Lo scorso anno era entrato in vigore il divieto di utilizzare testi esclusivamente a stampa, con un aumento ulteriore dei costi di circa 80 euro secondo il Codacons. Il motivo? L’adozione dei libri multimediali, che avevano sostituito quelli cartacei, aveva impedito, per esempio, il passaggio dei testi dal figlio maggiore al minore. Senza considerare come non tutte le case editrici si fossero adattate alle nuove regole, costringendo di fatto gli insegnanti a cambiare libri. Insomma c’era fin troppa confusione e adesso se ne creerà sicuramente di più dopo che il ministero, nel tentativo di risolvere i problemi, ha preferito tornare al passato, togliendo per quest’anno l’obbligo del digitale (o del formato misto). Mentre gli altri paesi fanno studiare sul digitale, noi arretriamo alla stampa e facciamo, secondo il  Codacons  “un regalo alla lobby degli editori che rischia di causare per l’anno scolastico 2014/2015 una vera e propria scoppola per le famiglie”.

L’attrice porno che si reinventa autrice di libri… erotici! Sasha Gray

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Il suo primo libro, The Juliette Society, è uscito in Italia un mese fa e ora l’ex pornostar (con 225 film all’attivo) Sasha Grey ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair per parlarne. Se anche l’opera arriva sulla scia della trilogia delle Cinquanta sfumature, la notorietà della Gray è indubbiamente un ottimo biglietto da visita e, nonostante non ci siano ancora state offerte per i diritti cinematografici la neo scrittrice ha già le idee chiare se un giorno dovesse diventare un film: vorrebbe produrlo e scritturare l’attrice Mia Wasikowska. A lei potrebbe toccare il ruolo di Catherine o della disinibitissima Anna, che introduce l’amica alle gioie del sadomaso e delle orge, come quelle della Juliette Society, dove si ritrovano solo ricchi e potenti. Ma il libro non sarà un caso isolato: “Per ora ho in mente un secondo romanzo -ha spiegato- dove raccontare come Catherine entra a far parte della Juliette Society, le sue motivazioni. Come tutti, anche lei è attirata da ciò che le fa paura”.

Il nuovo libro di J.K. Rowling: uscito sotto pseudonimo e subito un successo!

rowling-libro-tuttacronacaIl debutto letterario di Robert Galbraith, il poliziesco Cuckoo’s calling, è diventato in pochissimo tempo un piccolo caso letterario. Nonostante la trama abbastnaza classica (un militare in congedo tornato dall’Afghanistan diventa un investigatore privato e si ritrova a indagare sull’omicidio di una modella) lo stile nella scrittura ha subito colpito i critici, così come la capacità dell’autore di descrivere l’abbigliamento femminile. L’opera è stata osannata e solo ora si è scoperta la verità: a scrivere il libro è stata la “madre” di Harry Potter, J.K. Rowling che, per il suo nuovo giallo, ha scelto uno pseudonimo. Dopo lo smascheramento è stata lei stessa a dichiarare: “Essere Robert Galbraith è stata un’esperienza liberatrice, è stato meraviglioso poter pubblicare senza il clima di grandi aspettative ed è stato un puro piacere ricevere un riscontro sotto un diverso nome”.

#13lugliononèunveroaddiodopotutto: Twitter diventa “Potter Forever”

harry-potter13 luglio 2011. La data più attesa e più temuta insieme. Dopo anni di magia, di sogni, di avventure, nelle sale italiane usciva Harry Potter e i Doni della Morte – parte II. L’ultimo capitolo della saga più amata dagli adolescenti di ieri e di oggi.

E se anche tutti i fan già avevano letto e riletto l’opera omnia della Rowling, a quell’appuntamento non potevano mancare. Come oggi non mancano in Twitter, dove spopola l’hashtag #13lugliononèunveroaddiodopotutto. Potter e i suoi amici hanno compiuto un’altra magia: sono entrati nella vita e nel cuore di milioni di giovani in tutto il mondo e oggi in Italia Hogwarts si ricorda così: facendo sapere a tutti che la scuola di magia più famosa della letteratura e del cinema resta impressa per sempre una volta che si sono varcati quei portoni. Expecto Patronum!

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“Resistere non serve a niente”, ma vale il Premio Strega a Walter Siti

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“Resistere non serve a niente”, ma è valso il Premio Strega 2013 a Walter Siti. Con 165 voti lo scrittore e saggista classe 47, che si è formato alla Normale di Pisa che ha imposto la storia di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt’altro che privo di buoni sentimenti, con un complesso di Edipo irrisolto e con inconfessabili frequentazioni. Quello che viene ritratto è il mondo del denaro, dove possedere significa esistere, il corpo diventa moneta per assicurarsi un futuro e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un’olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Dove è il confine tra soldi sporchi e puliti? Forse è quel confine flebile tra bene e male. Ma lo scrittore di Rizzoli che si è aggiudicato il premio confessa:

«Mi sono dato perdente già da ieri. È una bella tattica per restare tranquillo. Un esercizio zen. Tutto quello che viene è in più. Ho pregato fin dall’inizio il mio editore di non informarmi e di tenermi fuori dai meccanismi del premio perché mi rendeva ansioso».

Ma la vera sfida è stata per il secondo posto  conquistato per un soffio da Alessandro Perissinotto con “Le colpe dei padri” (Piemme), 78 voti. Soltanto un voto in più di Paolo Di Paolo con “Mandami tanta vita” (Feltrinelli), 77 voti. Il seggio è stato presieduto da Alessandro Piperno, vincitore della scorsa edizione del premio.

Quando internet uccide gli autori

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Scott Turow, avvocato e autore di bestseller come Presunto innocente e Errori reversibili, ex braccio destro del procuratore generale di Chicago e oggi presidente della Authors Guild of America, parla a scrittori, musicisti e cineasti riunitisi in occasione del World creators summit e lancia pesanti accuse ai provider internet. All’ordine del giorno c’è la preparazione dello scontro frontale con i pirati del web e i loro grandi protettori che si fanno ricchi in nome di una libertà di accesso ai contenuti che sta decretando la “lenta morte” degli autori di tutto il mondo. “Ho digitato il mio nome su Google e tra i primi dieci risultati ho trovato sei siti dove poter scaricare illegalmente i miei libri. La cosa pazzesca è che su quel suggerimento il motore di ricerca ci guadagna quando, se si trattasse di droga, per un’indicazione simile qualunque pusher di strada finirebbe diritto in galera”. Spiega Turow, consapevole che la battaglia non sarà facile. “La gente è convinta che società come Google, Apple o Amazon siano una cosa fantastica. E non si rende conto che sono solo colossi del capitalismo che fanno i loro interessi. Mica cercano di educare il mondo o renderlo migliore, pensano a guadagnare. Invece dovrebbe capire che se c’è una crisi degli autori, questa è provocata dal furto continuo del loro lavoro, come fa ad esempio Youtube. Gli autori sono vittime di enormi appetiti. Pensiamo all’influenza che ha Google, che conta su una liquidità di 29 miliardi di dollari. Ma anche le altre società. Ormai hanno infiltrato il sistema universitario, coinvolgendo nella loro visione del mercato una quantità incredibile di docenti che teorizzano la libertà di accedere gratuitamente a tutti i contenuti”. Il problema, come spiega in un’intervista all’HuffPost, è che questo atteggiamento, l’offrire l’opportunità di scaricare il materiale gratis, sta decretando la morte dell’arte: “Google potrà pure guadagnare così per qualche altro anno, ma quando non ci saranno più musiche, né libri, né film perché non ci saranno più autori pagati per realizzarli, finiranno anche loro”. Il problema è che i furti informatici tolgono poco alla volta la voglia di produrre opere: “Mio figlio non aveva alcun problema a scaricare film o libri, poi ha cominciato a creare videogames e ha capito che se glieli avessero rubati non sarebbe andato da nessuna parte. Io posso scrivere un libro, ma se non verrò retribuito anche attraverso la rete, non ne scriverò mai più un secondo”. A questo punto, la “lenta morte” degli autori è già decretata, se non ci sarà un cambio di direzione: “Si salvano i grandi. I piccoli e medi stanno morendo, privati dei loro diritti. Nessuno si rende conto che una classe indipendente di autori che vivono del proprio lavoro è fondamentale per la sopravvivenza della democrazia”. Qualcuno, allora, pensa già ad uno sciopero dei contenuti: una settimana senza musica, film o libri sulla rete: “E’ una grande idea. Un boicottaggio mondiale degli autori che faccia ragionare la gente e metta i pirati con le spalle al muro”.

Dan Brown riorganizza l’Italia: Renzi alla guida e Benigni all’Inferno!

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Dan Brown è a Firenze e alla domanda su Matteo Renzi, lo scrittore afferma “Non l’ho ancora incontrato, ma credo che lo vedrò a breve. Mi dicono che sia una persona sorprendente; magari, chissà, potrà anche rappresentare il futuro dell’Italia”. Ma l’incontro tra il romanziere e il sindaco di Firenze è questione di ore infatti è atteso in serata nell’ambito di un evento organizzato da Mondadori. Dan Brown poi azzarda anche un nome per l’attore del film che sarà tratto dalla sua ultima opera “Inferno”: Roberto Benigni.

“Lascio l’onore alla Sony pictures di annunciare la trasposizione cinematografica del mio libro – ha detto Brown – ma vi svelo un segreto: alla Sony sono davvero entusiasti di fare il film, e se la città di Firenze ci vorrà, a breve, in giro per la città, ci saranno un sacco di star e telecamere. Nulla di nuovo per voi immagino…” ha sorriso, aggiungendo poi che “sarebbe un grandissimo onore avere per il film Roberto Benigni”.

Brown ha spiegato di essere un fan dell’attore e regista toscano: “è anche un grande dantista e grazie a youtube sono riuscito a seguire molte delle sue conferenze” sulla Divina Commedia. Lo scrittore ha precisato di “non aver mai parlato con Benigni nè di Dante nè del film: spero però di poter farlo presto”, ha concluso.

La copertina della discordia: Il Grande Gatsby

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Erano i primi giorni di aprile del 1925 e il libro di Francis Scott Fitzgerald usciva con una copertina blu elettrico, con gli occhi tristi di una donna le cui lacrime scivolavano sopra una città luccicante, che sembrava ardere. Non piaceva la veste de Il Grande Gatsby, per dirla come Hemingway: “Ma cos’è questa cosa? Mi sembra perfetta per un pessimo libro di fantascienza”. E del lavoro dell’artista spagnolo Francis Cugat non era convinto lo stesso autore: “All’inizio mi piaceva, poi non più”. Eppure ora, attorno a quella copertina così discussa è sorta una polemica culturale, che vede scendere in campo avanguardie e conservatori. Il fatto è che, in attesa della versione per il grande schermo con Di Caprio nel ruolo di Gatsby, il libro è tornato nelle librerie americane con un nuovo look: in primo piano il volto dell’attore con attorno gli altri protagonisti della pellicola. Un sacrilegio per alcuni. “E’ orribile, quel libro è un pilastro della nostra letteratura, non gli si cambia vestito”. Ad affermarlo il proprietario di una storica libreria indipendente di SoHo, che si rifiuta di metterla in vetrina. Walmart, dal canto suo, sceglie il nuovo: “perché i nostri clienti vogliono avere la sensazione di acquistare sempre novità”. E in mezzo, tutti gli altri che, per non far torto a nessuno, terranno entrambe le versioni.

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Addio a Roberto Denti, l’adulto che sapeva parlare ai bambini

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“Un bambino che ama leggere sarà un adulto più felice”. Era questo il pensiero, semplice e vero, di Roberto Denti, uno dei massimi esperti di libri e letteratura per bambini e ragazzi, ma anche giornalista, scrittore, formatore e filosofo. E la sua morte, avvenuta nella notte, lascia un vuoto nella cultura italiana. Perchè quei piccoli lettori che tanto amava, che trattava con devozione, ai quali raccontava filastrocche e storie accantivanti, difficilmente troveranno qualcun’altro in grado d’incuriosirli come faceva lui. Nato a Cremona nel 1924, collaboratore de Il sole 24 Ore, amico fraterno di Gianni Rodari, Roberto Denti ha aperto, nel 1972, con la moglie Gianna Vitali, La Libreria dei Ragazzi, la prima in Italia. La sua esperienza a stretto contatto con i bambini è raccontata nel suo I bambini leggono. La libreria è stata, ed è tutt’ora, “progetto culturale basato sul costante adeguamento alle esigenze dei giovani lettori e di quelli adulti”. Ora che è mancato, a 89 anni, i suoi colleghi lo ricordano così: “Tutti noi, che siamo suoi allievi, continuiamo a sentire la sua voce che racconta. Era Roberto un grande narratore. Di storie, di esperienze, di vita. Storie che ha raccontato a noi e a tutti quelli che venivano in libreria per chiedere un consiglio, giovani autori, autori affermati, librai, insegnanti, bibliotecari o semplicemente amici. La sua disponibilità era totale e ciascuno si portava via qualcosa che si sarebbe tenuto stretto a lungo, o per sempre. Guardare Roberto all’opera era sempre una iniezione di energia. Energia che ha usato tutta, fino agli ultimi giorni, quando pure era molto stanco. Ma c’era qualcos’altro che era bello guardare, e dava gioia e allegria. Era Roberto insieme a Gianna. Era il suo amore per lei, la complicità tra loro due, quel filo fortissimo che li teneva legati quando erano insieme e quando lui era fuori per lavoro e la inondava di messaggi. Grazie Roberto, grazie per ogni momento. Noi continuiamo a tenerti con noi”. Anche Pisapia parla di lui, parlando del vuoto che ora ha lasciato nella città: “Oggi Milano ha perso un cittadino che ha dato tanto alla città, la sua esperienza rimarrà un bellissimo esempio che tutti noi sapremo continuare ad apprezzare”, e se Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano, parla di lui come “il pioniere della diffusione della letteratura per bambini, adolescenti e ragazzi: un settore tanto più importante quanto più capace di incidere sulla formazione delle coscienze delle nuove generazioni. La sua esperienza ha influito sulla vita e sull’offerta culturale della nostra città, creando un vero e proprio filone che ha dato lustro, prestigio e sostegno all’editoria milanese”, l’assessore all’Educazione e Istruzione, Francesco Cappelli parla di lui come un “vero educatore” e lo definisce “un bambino tra i bambini, perché sapeva capirli e amarli”.

E’ morto il “solista del mitra”, Luciano Lutring

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Uno personaggi simbolo degli anni “romantici” della malavita, Luciano Lutring, è mancato la scorsa notte, intorno alle 3, nella sua abitazione ad Arona, Novara. A darne la notizia è la figlia Katiusha, in Facebook: “Con dolore al cuore annuncio che mio padre e venuto a mancare questa notte. Ringrazio tutti coloro che gli sono stati vicini sempre e lo hanno stimato”. Lutring aveva 76 ed era diventato celebre negli anni Sessanta e Settanta come “solista del mitra”, perchè era solito nascondere la sua arma in una custodia di violino. Nato a Milano nel dicembre 1937, mentre i genitori volevano fare di lui un violinista, Lutring scelse la mala compiendo, con il suo mitra, centinaia di rapine, soprattutto a banche, racimolando bottini per miliardi e diventando quasi un eroe leggendario per lo stile di vita durante la latitanza. Grandi alberghi, lusso sfrenato, belle ragazze e galanterie, tutto termina il primo settembre 1965, quando viene arrestato a Parigi. A fronte di una condanna, in Francia, di 22 anni, Lutring ne sconta appena 12. In questo periodo inizia a dipingere e intrattiene una corrispondenza con Sandro Pertini, allora Presidente della Camera. Graziato prima da Pompidou, Presidente della Repubblica Francese, poi da Leone, Presidente italiano, Lutring continua a dedicarsi alla pittura ed inizia anche l’avventura dello scrivere. In Francia pubblica “Lo Zingaro”, la sua autobiografia, dalla quale sarà liberamente tratto un film con Alain Delon nella parte del “solista del mitra”. Nel 1966, con la regia di Carlo Lizzani, esce un film basato sulla sua storia, dal titolo “Svegliati e uccidi”, interpretato da Robert Hoffmann, Lisa Gastoni e Gian Maria Volonté.

Oscar Pistorius: il business è tutto su di lui!

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Manca poco più di un mese all’inizio del processo che vedrà alla sbarra Oscar Pistorius, il campione paraolimpico sudafricano che causò la morte della fidanzata Reeva Steenkamp. Volontà omicida o tragico incidente? Quello che è certo è che l’attenzione mediatica continua ad essere rivolta su di lui: una copertina dal titolo “Gunman” è apparsa sul Time, decine di interviste a chiunque possa avere qualche connessione con la vicenda si leggono sui magazines sudafricani, i paparazzi non smettono di seguirlo. Non c’è da meravigliarsene se ai poliziotti che per primi sono entrati nell’abitazione di Pistorius una delle principali testate giornalistiche internazionali ha offerto 40 mila euro per gli scatti dei loro smartphone. Gli agenti però non sonpo potuti cadere in tentazione: i vertici della polizia hanno confiscato i cellulari di tutti quelli che lavorano al caso! Non poteva mancare, a questo punto, l’interessamento delle grandi case editrici: è stata l’americana Pan McMillan, alla fine, ad aggiudicarsi i diritti d’autore della storia che diventerà un libro dal titolo “Behind the Door: The Oscar and Reeva Story” e verrà pubblicato a processo terminato. Ma sugli scaffali arriverà anche, per Penguin, “The Oscar Pistorius story”, con la firma del giornalista britannico John Carlin, a lungo corrispondente dal Sudafrica, mentre la sudafricana Zebra Press, che ha acquisito i diritti per il mercato inglese e del Commonwealth, pubblicherà “No More Heroes: Oscar Pistorius’s Fall from Grace” ad opera di Jacques Steenkamp (nessuna parentela con la vittima) e Gavin Prins. Per gli appassionati di e-book, infine,  la giornalista investigativa Laurianne Claase ha redatto “Pieces of the Puzzle: A guide to the Oscar and Reeva case”. Nel frattempo ad Hollywood si cerca di scoprire chi potrebbe interpretare Pistorius sul grande schermo: ci sarebbero già due copioni pronti sulla vicenda ed il ruolo di Reeva, stando alle prime indiscrezioni, dovrebbe essere affidato a Charlize Theron. Per quello dell’atleta, si vocifera su Ryan Gosling, fisicamente molto simile al “Blade Runner” sudafricano, ma l’attore pare che stia pensando di prendersi un periodo di riposo prima di debuttare dietro la macchina da presa. Ovviamente, non poteva mancare il coinvolgimento dei social network: un gruppo di sostenitrici virtuali del corridore, sotto l’egida dell’hashtag #Pistorians, difendono a colpi di tweet la causa del loro idolo. Tutti ai nastri di partenza qiundi, in attesa di scoprire quali saranno le parole che chiuderanno la storia: colpevole o innocente?

Il libro di Amanda: “Cantai e ballai nella stanza di Mez”

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Il libro “Waiting to be Heard” di Amanda Knox, che racconta le vicissitudini della ragazza a partire dal ritrovamento del corpo di Meredith il 2 novembre 2007 a Perugia, uscirà a fine mese, nelle librerie americane, ma già stanno girando alcuni estratti che molto fanno discutere. “Cantai e ballai nella stanza di Mez durante i rilievi della polizia”, racconta Amanda, spiegando il fatto come “Un tentativo per allentare la tensione perché era tutto così surreale”. E ancora: “Dopo l’arresto la guardia mi guardò come se avessi preteso caviale e prosecco quando chiesi di fare una telefonata” e “In cella ho incontrato tante detenute ma io non sarò mai come loro perché mi sono rialzata dal buco nero dov’ero caduta”. Ma Amanda non si limita a questo, cerca anche di cancellare dalla mente delle persone la sua immagine, così come diffusa dai media, di manipolatrice e seduttrice: “Ero come una bimba afflitta e smarrita che a 20 anni ancora guardava le persone con innocenza infantile”, racconta la ragazza. “I flirt con uomini in Italia erano soltanto un modo per sentirmi più donna”, assicura, “e a mio agio con l’idea del sesso occasionale praticato da ragazze e ragazzi della mia generazione”. Eppure ancora traspare l’immagine dell’americana spregiudicata, sprezzante, in costante equilibrio tra l’impegno di offrire di sé l’immagine di una ragazza normale (“una delle mie preoccupazioni è correggere i pregiudizi della polizia. Non volevo che mi credesse una persona cattiva e desideravo far vedere chi ero: una ragazza che amava i genitori, che andava bene a scuola, che rispettava l’autorità e il cui unico problema con la legge era stata una multa al college per disturbo della quiete pubblica durante un party a Seattle”) e quello della bad girl: “ero a casa con Raffaele a fumare marijuana che per noi era un’abitudine quotidiana”. Una giovane vita è stata spezzata in maniera brutale, la sentenza di assoluzione è stata annullata, eppure Amanda non solo torna alla sua vita, ma sembra diventerà l’autrice di un caso letterario che già è stato lodato da Michiko Kakutani, temutissima critica letteraria per il New York Times. “L’introspezione cui è stata costretta Amanda in carcere le ha dato una capacità di trasmettere le sue emozioni con un considerevole potere viscerale”. Insomma, la ragazza che si descrive come “un topo impaurito nel gioco con il gatto”, sembra sia tornata a graffiare… più ricca i 4 milioni di dollari.

“Il male ero io”. Maso e un libro catartico per redimersi

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Si può uccidere i propri genitori massacrandoli con l’aiuto di tre amici solo per soldi e poi redimersi?  il 17 aprile 1991 Pietro Maso non ebbe nessuna pietà per sua mamma e suo papà e li annientò solo per intascare la sua parte di eredità. Reo confesso per questo crimine agghiacciante che sconvolse l’Italia, fu condannato a 30 anni. Oggi, il 41enne Maso, è un uomo libero, sposato e lavora in una ditta milanese che assembla computer. Una vita normale, un lavoro ( che di questi tempi suona quasi come un privilegio) e un libro in arrivo dal titolo “Il male sono io”.

Senza falsi pudori e senza pregiudizi c’è da chiedersi se un giovane che oggi legge questa storia non possa gridare a un’ingiustizia sociale. Chi compie un delitto, si pente e può pubblicare un libro, c’è chi studia per anni, si laurea cerca una collaborazione in una casa editrice e si vede chiudere la porta in faccia. Se tutto va bene, ma bene veramente si ritrova per 1 anno con un contratto a progetto a fare fotocopie nel tentativo, quasi impossibile, di far arrivare il proprio manoscritto sulla scrivania di un editore. Ma c’è anche chi ripone il manoscritto nel cassetto e va a lavorare al fast food. I loro nomi resteranno per sempre soffocati da chi sale alla ribalta dell’attenzione pubblica con crimini efferati, di una violenza inaudita che fanno rabbrividire per la freddezza con la quale sono compiuti.

Ma Maso è solo l’ultimo ad avere un posto d’onore tra gli scaffali di una libreria.  Ricordiamoci di  “Una storia da dimenticare e Catene spezzate” di Luciano Lutring, il solista del mitra, o “Tre monete d’oro” di Bruno Brancher e “Waiting to be Heard” di Amanda Knox, con i presunti maltrattamenti di una guardia carceraria.

Il problema non è quindi la riabilitazione di un condannato, il problema è di ingiustizia sociale. Se in Italia si è ottimi universitari, con un brillante curriculum e una gran volontà di ottenere i frutti dei propri sforzi ci si troverà presto soffocati come quei genitori, stritolati da un sistema che ormai si basa solo sullo scandalismo. E allora va bene Maso, va bene Amanda, va bene Bruno Brancher, va bene Luciano Lutring.

E’ troppo semplicistico parlare di stupore per le polemiche, di un uomo come tutti gli altri, perchè Maso come tutti gli altri non lo è proprio. E’ un privilegiato con un lavoro fisso in una ditta, con un libro in uscita. E c’è chi onestamente ha lavorato e sudato una vita, chi non ha commesso omicidi efferrati, chi ha sempre assistito i propri genitori che ora non riesce ad arrivare a fine mese. E’ giustizia? E’ qualunquismo? E’ populismo? O è forse una fotografia tragica della nostra realtà italiana?

 

Waiting to be Heard: Amanda e le molestie sessuali in carcere

amanda knox - meredith - tuttacronaca

Nelle 400 pagine di Waiting to be Heard, il libro pubblicato dalla casa editrice newyorkese Harper Collins, Amanda racconta ciò che è accaduto prima, durante e dopo l’omicidio della sua coinquilina Meredith Kercher. Ecco allora che affiorano nuovi dettagli sulle molestie sessuali ed i dialoghi con le compagne di cella nel carcere Capanne, una delle quali le chiedeva d’iniziare una relazione lesbo con lei. Le novità riguardano in particolar modo la guardia carceraria Raffaele Argiro, ora in pensione, già accusato di aver molestato un’altra detenuta. Stando a quanto scritto dalla ragazza, a cui è stata da poco annullata l’assoluzione, l’uomo, fin dal primo giorno dopo il suo arresto, non ha fatto altro che parlare di sesso con lei, chiamandola ogni sera in una sala vuota al terzo piano dell’edificio per una chiacchierata. Nel libro si legge: “Era fissato con il sesso, con chi l’avevo fatto, come mi piaceva farlo, se avessi voluto farlo con lui”. E ancora: “Ero così sorpresa e scandalizzata dalle sue provocazioni che qualche volta mi chiedevo se non stessi capendo male quello che mi stava dicendo. Quando mi accorgevo che voleva parlare di sesso provavo a cambiare argomento”. Pronta la risposta del poliziotto, che ha fatto causa alla ragazza per diffamazione dopo che aveva affermato di essere stata molestata durante gli interrogatori. Le ho parlato molto ma solo per calmarla”, ha raccontato Argiro durante un’intervista con il giornalista Bob Graham, molto vicino alla famiglia Knox. “Le ho chiesto quanti fidanzati avesse avuto, ma era sempre lei a iniziare a parlare di sesso”.

Uno sguardo a… le polpette di pesce fritto

La ricetta la trovi QUI!

polpette di pesce fritto - tuttacronaca

Il commissario Montalbano sul set di… Una lama di luce

Il commissario Montalbano sul set di… La vampa d’agosto

Il commissario Montalbano sul set di… Il ladro di merendine

Gente di Vigata… Andrea Camilleri e il Commissario Montalbano

andrea_camilleri - tuttacronaca

Uno sguardo a Vigata… la terrazza di Montalbano

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Uno sguardo a Vigata… il Municipio

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Uno sguardo a… VIGATA

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Come puoi sbagliarti? Ci vediamo ai libri della biblioteca!

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Gli americani si sa che odiano i contrattempi, quindi hanno deciso di andare sul sicuro… costruire una biblioteca con volumi giganteschi, in modo da non avere dubbi! Ecco quindi la biblioteca di Kansas City. Prima della costruzione, è stato chiesto agli abitanti di questa città quali fossero stati secondo loro i libri più importanti per la loro città, i libri più votati sono stati utilizzati nella realizzazione della facciata.

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Lo sguardo di Michelangelo!

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Non solo regista ma artista completo: pittore, scrittore e capace di far dialogare nel suo cinema diversi linguaggi. Così, nel centenario della nascita, Ferrara vede «Lo sguardo di Michelangelo». Antonioni e le arti, una mostra a Palazzo dei Diamanti, dal 10 marzo al 9 giugno, riaperto dopo il sisma dell’Emilia. Curata da Dominique Paini, è tratta dai suoi oltre 47.000 pezzi donati al Comune: film, libri, dischi, foto, sceneggiature, oggetti, documenti rari, lettere, quadri che lo influenzarono.

Cacciato dagli studenti il prof brillo!

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Il prof fa lezione ubriaco. E gli studenti lo fanno cacciare. Accade all’Università di Pavia. Un gruppo di studenti ha riferito di averlo visto presentarsi «in aula, durante le lezioni, in evidente stato di ebbrezza». Per questo e per altri comportamenti, il professor Anthony Baldry, docente di inglese in diversi corsi dell’Università di Pavia, è stato allontanato. Baldry è accusato, fra l’altro, di comportamenti scorretti, come aver utilizzato un linguaggio volgare, aver assunto atteggiamenti non consoni ad un professore universitario (alcune foto che lo riguardano sono state pubblicate su alcuni siti) e di voler obbligare gli studenti ad acquistare i suoi libri pena l’esclusione dalla frequenza del corso e dagli esami. In una nota diffusa nel pomeriggio di oggi, è stato reso noto che il Senato accademico gli ha revocato «gli affidamenti di incarichi di insegnamento» esprimendo nei suoi confronti anche «il biasimo comportamentale».

Rinnovamento… Facebook cambia la Timeline!

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Facebook adora i cambiamenti e sembra che per gli utenti è in arrivo una Timeline nuova di zecca. La nuova versione del diario approderà nel resto del mondo dopo un periodo di prova iniziato lo scorso gennaio in Nuova Zelanda e tende a semplificare la timeline in due colonne principali: una colonna a sinistra che raccoglie attività recenti, informazioni personali e contenuti da altri social network, come i Likes su Instagram, e la colonna principale a destra che mostra gli update di stato, gli eventi, le foto e i commenti degli amici. Il nuovo layout cambia anche la sezione Informazioni del profilo. Nella pagina di About saranno raccolte tutte le informazioni: amici, familiari e partner, app e sezioni come Libri e Viaggi. Facebook ancora non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sul lancio della nuova timeline.

I cani intellettuali!

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Ci sono cani e cani… e poi ci sono i cani intellettuali. Quelli che si mettono davanti a un libro o davanti un giornale e lo sfogliano. Ci sono quelli che preferiscono farlo all’aria aperta e chi comodamente sdraiato nella sua cuccia di casa. Chi non vuol essere disturbato e chi invece vuole condividere le sue letture. In ogni caso sono loro Intelligencija canina.

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51 mln dollari per la scrittrice Patricia Cornwell!

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Ammonta a 51 milioni  il maxi risarcimento per la scrittrice statunitense Patricia Cornwell, regina del romanzo poliziesco con i suoi libri che hanno per protagonista il medico legale Kay Scarpetta. Cornwell ha vinto infatti una causa per danni contro gli ex gestori del suo patrimonio, da lei accusati di truffa per avere investito in prodotti finanziari ad alto rischio, contro la sua volontà. La Corte distrettuale di Boston, Nel Massachusetts ha dato ragione alla scrittrice e le hanno anche riconosciuto i danni per “stress emotivo” causati dalla vicenda che la rendeva protagonista. Questo stress poi si è ripercosso anche sulla produzione dei libri della scrittrice tanto che non è riuscita a consegnare entro la data pattuita il suo nuovo romanzo.

Scatta il silenzio stampa in Alabama: il mostro potrebbe innervosirsi

Alabama: dopo 5 giorni, scatta il silenzio stampa. Fbi ha paura che l’uomo che tiene il bambino di 5 anni possa innervosirsi e uccidere il bimbo.

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Dopo 3 giorni arrivano libri e medicine al bimbo tenuto in ostaggio in Alabama

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Leggi articolo correlato.

Rushdie e i suoi “Versi Satanici”: i musulmani chiedono spiegazioni su libro

 

I musulmani indiani vogliono un confronto diretto con l’autore di “Versi Satanici”. Vorrebbero incontrarlo per capire le ragioni che hanno spinto Rushdie a scrivere un libro così blasfemo. L’autore ha detto di volersi recare a Mumbai per  promuovere il film basato sul suo romanzo della ‘Midnight’s Children’. Avverrà l’incontro?

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Delillo “in corto”: L’angelo Esmeralda, 9 racconti scritti in 30 anni

Per la prima volta Einaudi pubblica una raccolta dell’autore in Italia.

Metti una sera con… “Il tuttomio” di Andrea Camilleri

Ispirato ala vicenda dei marchesi Casati Stampa, un libro che solo Camilleri poteva scrivere in modo ironico e sensuale, ma anche capace di regalare pagine noir a tinte forti. Per una serata sospesa tra noir, desiderio inconfessabile e ironia.

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Metti una sera con… “Madame Sbatterflay” di Luciana Littizzetto

Serata divertente, consigliato soprattutto dopo un’intensa giornata di lavoro.  Politica vista con grande arguzia e satira da una delle scrittrici e show woman più irriverenti del panorama italiano.

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Uno sguardo a Venezia! E mentre la guardi… assapora le orecchie di Amman

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Vuoi saperne di più? Qui trovi la storia e la ricetta!

Uno sguardo a Venezia… attraverso “La chiave” di Tinto Brass

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Può un film erotico raccontare una città raccontandoci “l’intimità” delle calli, la “riservatezza” dei vicoli e la sensualità dell’acqua che attraversa i canali? Sì, se al lavoro c’è Tinto Brass. Un veneziano che instaura un rapporto amoroso con la sua città natia, che la conosce così intimamente da ritrarla senza pudore lasciando allo spettatore il compito di lasciarsi sedurre o ritrarsi. La Chiave, prima di essere un film erotico è un labirintico percorso all’interno di una Venezia che si offre senza esitazione all’occhio della telecamera che scruta, la legge e la elogia.

Tratto dal libro dello scrittore giapponese Tanizaki Jun’ichirō, La Chiave, ambientata nella città lagunare ai tempi del fascismo, racconta  il difficile rapporto di coppia tra  un di un anziano professore inglese (Frank Finlay) e sua moglie (Amanda Sandrelli), che gestisce una piccola pensione. Tutto ruota intorno ai diari che marito e moglie scrivono e nei quali confessano le proprie fantasie erotiche e i tradimenti. In realtà è solo un gioco delle parti perché entrambi sono consci che il coniuge sta leggendo quelle pagine. E sarà proprio la complicità implicita e la gelosia per l’adulterio a scatenare di nuovo l’intimità di coppia e la riconquista di quella sessualità persa da tempo.

E’ un film da rivedere per carpire i segreti di Venezia, per vederla con gli occhi di chi conosce i vicoli bui, ma anche gli interni maestosi dei palazzi d’epoca… la decadenza e lo sfarzo, la sublimazione dell’immagine che prima di tutto è un quadro, un affresco di un’immagine carpita che gioca a rincorrere lo sguardo dello spettatore.

Uno sguardo a Venezia! Cortesie per gli ospiti di Ian McEwan

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Gli inglesi si sà sono affascinati da Venezia. Così Colin e Mary arrivati a Venezia si armano di macchinetta fotografica decisi a carpire ogni segreto della città. Ma chi sono i protagonisti di “Cortesie per gli ospiti” di McEwan? Colin è bellissimo, in passato ha provato a lavorare nel mondo dello spettacolo, ma ha solo raccolto una serie di insuccessi. Mary viene dal teatro e ha recitato in una compagnia femminile, ha due figli e un ex marito appassionato di fotografia. Pur sembrando una coppia, in realtà non lo sono affatto. In albergo dormono in letti singoli e si parlano solo di sera, prima di cenare, quando si scambiano i sogni che fanno. Ogni giorno cercano di evitare le orde di turisti che si affollano davanti ai luoghi più famosi della città e inevitabilmente finiscono col perdersi.

Una notte escono tardi e in cerca di un ristorante incontrano Robert, un uomo molto conosciuto nel circondario che si occupa di affari e gestisce un bar. Figlio e nipote di diplomatici dalla rigida morale patriarcale, Robert li aiuta, li ristora, racconta loro la storia della propria infanzia e li accoglie infine nella propria casa. Robert vive con sua moglie invalida, Caroline. E’ immediatamente chiaro ai due che Caroline è vessata dal marito e costretta a subire violenze.

Nei quattro giorni successivi all’incontro con Robert e Caroline, Colin e Mary sperimentano un vorticoso e appagante ritorno di passione erotica, che li spinge a segregarsi in albergo e dedicarsi alla celebrazione dell’eccitazione dei sensi, come a voler chiudere un percorso amoroso che esplode in desiderio incontenibile e non procrastinabile. Anche solo per un momento, anche se avvertono la debolezza dei sentimenti di fronte allo scorrere della vita.

Un romanzo che narra attraverso una serie di metafore un percorso all’inferno di due persone, che si trovano all’interno di una morsa senza aver la forza di reagire. Al centro della trama insieme ai protagonisti ci sono dei simboli, come l’acqua, gli insetti, la musica o i rumori, che ci portano poco a poco a scoprire quelle scomode verità dell’ultimo capitolo. E’ quindi una continua marcia di avvicinamento alla parte più “torbida” dell’anima, come dall’altronde lo è la laguna in cui la storia si ambienta.

Un grande capolavoro del 1981 che tutt’oggi conserva quel “fascino malato” di una psicologica introspezione all’interno dei rapporti di coppia!  Quale miglior scenario se non la Venezia degli innamorati trasformata in un luogo di sofferenza e perdizione?

Uno sguardo a… Venezia!

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