Altro che “l’Italia s’è desta”: continuiamo a ‘dormire’ mentre crolliamo

battaglia-terme-tuttacronacaGli occhi sono sempre puntati sulle cose “grandi”. I media ci assalgono con notizie che giungono da Roma, Milano, Napoli,  Torino. Sentiamo parlare di Regioni e di metropoli. Assistiamo all’incapacità decisionale del governo e a una sicurezza nel futuro che crolla così come si sbriciola Pompei. Ma quanti italiani non vivono in quei centri? Quanti provano indignazione per quello che accade nei loro piccoli paesi o nelle zone periferiche? Perchè è vero che a Venezia non ci si cura delle vetrate delle chiese in frantumi, ed è gravissimo, ma molto c’era anche nei piccoli centri, e anche lì le cose vanno alla deriva. Così oggi abbiamo deciso di provare, almeno per un attimo, a volgere lo sguardo altrove. A quello che non si conosce. Il paese si chiama Battaglia Terme ed è il comune più piccolo della provincia di Padova. Anni fa, sulla sua guida, si leggeva che si trattava di un “ridente paesello ai piedi dei colli (Euganei, ndr.)”. Ora non si ride più. Al massimo si sorride a denti stretti. A Battaglia c’era la fabbrica della Magrini Galileo, ora ci sono i suoi esodati. C’erano i “barcaroli”, che remavano sul canale che lo attraversano, importantissima via di comunicazione nei tempi che furono, ora c’è un Museo della Navigazione praticamente sconosciuto. Ma a Battaglia c’era anche, e c’è tutt’ora, una fonte termale e una grotta naturale. E c’era lo stabilimento dell’Inps costruito ancora in epoca fascista che per decenni ha richiamato turisti in cerca di cure termali e ha distribuito salute agli abitanti della zona. Oltre, chiaramente, a creare innumerevoli posti di lavoro.

Ora resta la Contea, altro stabilimento termale, e resta lo scheletro di una struttura vuota che da anni non si sa come riutilizzare. Fortuna ha voluto che almeno il parco esterno venisse riordinato dando così la possibilità di un fresco rifugio alla calura estiva a pensionati e bambini. In tutti questi anni diverse amministrazioni si sono succedute e, come accade a Roma, le stesse facce si alleassero con i “nemici” delle elezioni precedenti, ma nulla è cambiato. E ci si chiede: se è così difficile riuscire ad amministrare un comune da 4mila abitanti, come possono riuscire a decire qualcosa tutte le teste che ci sono in Parlamento? Il fatto è che anche le casse di questo piccolo paese si sono prosciugate, così come quelle statali, e ora come ora è impossible puntare dita contro. Ma in precedenza? Perchè non intervenire prima che piccole crepe diventino macerie? E’ lo stesso passato recente di Battaglia a offrirci la metafora di questo Paese. Là dove c’era aqua dove tutti attingevano, ora non restano che sterparglie.

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(Per onor di cronaca: l’acqua, in senso letterale, è in seguito tornata a scorrere lungo il canale e questo frangente di “secca” è stato dovuto a dei lavori di manutenzione. Ma certe immagini restano difficili da scordare)

Quindi Battaglia come centro industriale, porto per le merci e via di comunicazione, oltre che “Terme” proprio per il suo essere un luogo di cura. Cosa manca all’appello? Una villa e un castello. Se chiedete agli abitanti del luogo, vi nomineranno Villa Emo, dal nome suo precedente proprietario e ora ribattezzata Villa Selvatico-Sartori. Miracolosamente salvata da un destino di degrado. Ma, soprattutto, il Castello del Catajo. Eretto da Pio Enea I Obizzi tra il 1570 e il 1573, vanta anche, come ogni castello che si rispetti, il suo fantasma, Lucrezia Obizzi, che trovò la morte tra quelle mura. 350 stanze, un ampio parco, un laghetto, una scuderia. Non manca nulla a questa splendida dimora. A parte l’intelligenza umana che non è riuscita a dargli il giusto lustro. Il castello, nel corso del 2013, è stato messo all’asta due volte, prima a 11 milioni e mezzo, in seguito a 9 milioni e 200 mila euro. Ma ancora “grava” sulla famiglia Dalla Francesca. C’è crisi, ci sono alti costi di gestione. La famiglia l’ha visto come un bene privato ma le poche visite e i ricevimenti che vi vengono organizzati non sono sufficienti a mantenere in piedi un simile pezzo di storia. I muri si sgretolano, i dipinti svaniscono. Le stanze che fino a 30-20 anni fa erano visitabili ora sono state chiuse al pubblico. E diciamocelo, in un castello dov’è avvenuto un fatto di sangue, chiudere la stanza dell’omicidio con la famosa pietra ancora insanguinata è come negare al visitare l’anima stessa della magione. Così ora verrà venduto, al migliore offerente ammesso che qualcuno si prenda il disturbo di riscoprire questo piccolo paese che era una perla e i cui marciapiedi ora sono rovinati dalle radici dei troppi alberi che sorgono lungo le (poche) strade. In Italia svendiamo tutto. Svenderemo anche tutte i nostri patrimoni che ignoravamo di avere. Molti, in visita al Catajo, sono i turisti che si chiedono perchè non hanno potuto visitare la stanza dalla finestra della quale si è appena affacciata una donna subito scomparsa. Non si racconta più loro la triste storia di Francesca e della sua anima che ancora vi dimora e che, ogni tanto, proprio da quella stanza osserva il mondo fuori. Chissà, forse anche lei si troverà a condividere la sua casa con ricchi magnati russi o di una qualche altra nazionalità. E forse non capirà. Come del resto non ci capiamo noi. Neanche se sediamo nel consiglio comunale del nostro stesso paese e più che l’italiano parliamo il dialetto. Una sola lingua, ma ormai non ci unisce più. E quest’estate intoneremo l’inno e canteremo infinite volte “L’Italia s’è desta”. Peccato poi abbia reclinato nuovamente il capo. Buona notte, Italia, con l’augurio che torni presto una nuova alba da osservare.

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Il dirigente di Provincia che stappa lo spumante… e buca un quadro del 700

palazzo-isimbardi-tuttacronacaUn quadre del Settecento irrimediabilmente danneggiata alla Provincia di Milano. Il fatto risale a poco prima di Natale, in occasione del brindisi organizzato da Alessandro Papini, direttore della comunicazione. Un anonimo dirigente ha stappato una bottiglia di spumante e il tappo è finito proprio contro una preziosa tela a olio 235×405, raffigurante le eroiche gesta di Capellino Isimbardi che acquistò l’immobile. E che ora è stata “aggiustata” con del nastro adesivo per coprire quel buco. E nonostante tutti sul momento abbiano riso, ora sembra nessuno ricordi chi teneva in mano quella bottiglia. Il Fatto Quotidiano ha raggiunto telefonicamente il direttore Papini, il quale ha assicurato che il foro è stato prontamente tamponato “in maniera professionale, con idoneo ma temporaneo sistema di fissaggio adesivo, per evitare l’ampliamento del danno”. E aggiunge:

“Ma guardi che siamo assicurati eh… in fondo è un incidente come un altro. E poi ho subito mandato una mail a chi di dovere per segnalare il problema e attivare le procedure di restauro, guardi ecco… alle 16.10. Se vuole gliela giro”.

Salvo poi rimangiarsi la parola dopo qualche ora:

“Perché nel frattempo ha sentito un altro direttore che gli ha rappresentato “insormontabili problemi di privacy” in caso di invio all’esterno di una comunicazione interna. Per fugare ogni sospetto invita a chiamare il destinatario della mail, il terzo direttore”.

Tale Giorgio Grandesso, responsabile del settore Patrimonio, che sì ha ricevuto l’email e aggiunge: “Del resto il quadro con la smagliatura è collocato in un’area di passaggio non coperta da telecamere…”. E neppure conosce l’esatta entità del danno, riparato alla meno peggio da improvvisati restauratori di cancelleria.

Il bimbo che deve pagare l’Imu: il Comune fa causa alla madre

imu-bimbo-tuttacronacaSi era parlato nei giorni scorsi di un bollettino con la rata dell’Imu arrivato a un bimbo orfano di padre di soli sei anni. Ora il Comune di Sesegana, in provincia di Treviso, ha deciso di fare causa alla madre e al legale del piccolo, con l’accusa di “aver diffamato e leso l’immagine dei dipendenti e del Comune” dichiara il sindaco Vincenza Scarpa. La giunta, come spiega il Gazzettino, ha quindi deciso d’intentare una causa penale con la richiesta di risarcimento dei danni nei confronti della mamma del bambino di sei anni. Nei giorni scorsi, dopo l’arrivo di una cartella esattoriale per il pagamento dell’Imu da 1.754 euro, cartella intestata al piccolo, la madre si è rivolta ad un legale e hanno reso pubblica la vicenda, accusando il comune di aver sbagliato. “Non c’è stato alcun errore” ribadisce il sindaco. “In questo momento di crisi economica e di valori – attacca Scarpa – non possiamo sopportare che passi un messaggio del genere”.

Il bimbo che ha 6 anni… e 1.754 euro di Imu da pagare!

imu-bimbo-tuttacronacaAnche un bimbo di sei anni, orfano di padre, si è visto recapitare a casa un bollettino per il pagamento dell’Imu. E non si tratta di un errore. Il fatto è accaduto in provincia di Treviso, a Sesegana, ed è il sindaco a spiegare come sia possibile: “Non c’è stato errore. Se il minore ha ereditato l’immobile che è una seconda casa, deve pagare”. Quella cartella da 1.754 euro arrivata al piccolo ignaro di tutto, non è pazza. “È una cosa normale” dice il primo cittadino. E ancora: “Minori o disabili sono affidati ad un tutore legale, a questa figura spetta il compito di tutelarne gli interessi”. E dunque di pagare l’imposta, se è dovuta. “Anche se il bambino erede avesse soltanto due mesi sarebbe tenuto a pagare”. L’edificio su cui il piccolo deve pagare l’Imu era di proprietà del padre imprenditore, deceduto non molto tempo fa. La madre, ricevuto il bollettino, si è rivolta a un legale che ha fatto sapere che il bimbo è sì destinatario dell’eredità del padre defunto, ma che per diventare erede effettivo occorre l’accettazione. Che pare invece non ci sia stata. Al riguardo, precisa il sindaco: “Però non l’ha comunicato agli uffici comunali quindi non c’è alcun errore da parte del Comune”. Anzi, a Susegana di casi simili, ossia di cartelle esattoriali intestate a minori o disabili affidati ad un tutore che ne fa le veci davanti alla legge, ce ne sono almeno altri sei. “E tutti pagano regolarmente”. La tassa, quindi, va pagata entro il 16 dicembre. In caso di obiezioni da presentare, lo si potrà fare a pagamento avvenuto. “In ogni caso, se il tutore di questo bambino aveva delle contestazioni da fare – chiosa il sindaco Scarpa – poteva recarsi nei nostri uffici e gli sarebbero stati dati tutti i chiarimenti necessari”.

Il salasso pre-natalizio per circa 2 mln di italiani: Tares e Imu

tares-tuttacronacaDomani, 16 dicembre, scadono i termini per pagare il saldo dell’Imu e della Tassa sui rifiuti, la Tares, tasse da cui lo Stato si aspetta d’incassare 16 miliardi di euro e che colpiscono non solo seconde e terze case, ma che costeranno agli italiani due milioni per le ‘pertinenze’, garage e posti auto. La combinata delle due tasse, per come sono state costruite le aliquote, rappresenta una patrimoniale in piena regola. A pagare saranno i proprietari di prime abitazioni dotate di più di una pertinenza: ovvero cantine, solai, ballatoi, lavatoi. Ma soprattutto, nel 75% dei casi, garage e posti auto coperti o scoperti. La prima pertinenza è considerata parte integrante della prima casa, dunque zero Imu per quest’anno. Dalla seconda in poi, si paga, con un’aliquota che è quella delle seconde case. Per quel che riguarda la Tares, entrata in vigore solo nel 2013, è basata sulla superficie dell’immobile di riferimento, il numero dei residenti, l’uso, la produzione media dei rifiuti e altri parametri e ha come obiettivo la copertura economica, per intero, del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti del Comune. Anche in questo caso la seconda rata scade domani.

La nuova beffa della politica: in fila all’alba per colpa della Tares

tares-tuttacronacaA Torino e provincia gli uffici postali sono presi d’assalto. La ressa e le proteste hanno un’unica motivazione: i cittadini si sono messi in coda all’alba per poter pagare la Tares, il cui bollettino è appena arrivato e che sta per scadere. E se non si paga entro il 16, scatta la moratoria. La Stampa di Torino ha parlato con alcune delle persone in fila. Tra questi anche Giovanni Loiacono, un cameriere 47enne che si è dovuto far dare un permesso dal titolare del bar per recarsi all’ufficio postale e pagare il bollettino che il Comune ha spedito a lui – e ad altre 400 mila capifamiglia – più o meno all’inizio della settimana. “Guardi qui il timbro postale e guardi qui l’altra data: ci hanno dato 72 ore per pagare questa maledetta tassa. E sotto Natale poi. Sapete che vi dico? Gente come questa se li merita i forconi”.  E continua: “E il bello è che non riuscirò a pagare niente, perchè guardi qui, sono il numero 367. Dovrei stare qui fino alle sei di sera, ma alle tre devo rientrare al lavoro”. Non è il solo, perchè molti a casa non hanno un computer per pagare o preferiscono comunque una ricevuta di carta. Una pensionata, Laura Gandelli, con il suo numero in mano lamenta: “Queste sono tasse e a Roma non aspettano altro che arriviamo in ritardo per infliggerci pure una mora”. E si mostra determinata: “Non mi muovo sino a quando non l’ho pagata, non m’importa che il Comune dica che c’è tempo fin oltre il 16 dicembre. Con le tasse non si sa mai”. La Tares si è rivelata essere un problema, non solo perchè il conteggio in base al numero dei componenti della famiglia ha prodotto somme pesanti ma anche perchè il bollettino è arrivato in ritardo a causa del continua balletto politico che a Roma ha cambiato cento volte la prospettiva fiscale. Ovviamente, chi si ritrova a fare i conti con le conseguenze sono i cittadini e il Comune. Paolo Lubbia, dirigente della Soris, alla Stampa ha spiegato che ieri nei loro uffici ha dovuto affrontare un centinaio di persone per spiegare loro come si è calcolato questo conguaglio, perchè 30 centesimi a metro quadro si versano in più quest’anno, che succede ai single o a chi ha cinque figli. Le novità in questa rata di dicembre, infatti, sono molte e a queste si somma la beffa di vedersi recapitare i bollettini a pochi giorni dalla scadenza di pagamento. Il Comune ha già eliminato la mora. Ma intanto ieri, in coda, da corso Racconigi all’ufficio postale più sperduto non lo sapeva nessuno.

La mala-amministrazione a Padova: indagini e arresti a tutto campo

padova-arresti-amministrazione pubblica-tuttacronaca

L’operazione si chiama “Pantano” ed erano mesi che si indagava su funzionari pubblici e imprenditori in provincia di Padova. Le amministrazioni pubbliche interessato sono: Comune, Provincia, Ater ed Esercito italiano. Nella bufera anche l’ex deputato pdl Filippo Ascierto,  la sua compagna, e il sindaco di Villafranca Padovana Luciano Salvò (ex assessore provinciale di Padova) e funzionari del Comune, della Provincia, dell’Ater, un ufficiale dell’Esercito e numerosi imprenditori edili, tra questi anche Roberto Unizzi, Andrea Caporello, Manuel Marcon.  L’ipotesi di reato è associazione a delinquere finalizzata a numerosi reati contro la Pubblica amministrazione.

 

Sindaco vs patto di stabilità: piuttosto che alzare le tasse ai cittadini si dimette

renato_modenese-tuttacronacaRenato Modenese, sindaco di Casale di Scodosia, in provincia di Padova, chiede che venga modificato il patto di stabilità, che gl’impone di aumentare le tasse impedendogli di attingere alle risorse comunali. Per non infierire sui suoi concittadini, nel frattempo ha preferito rinunciare all’incarico: si è infatti dimesso durante il Consiglio comunale. “Ora ho venti giorni di tempo per ritirare le mie dimissioni: lo farò solo se mi arriveranno altri trasferimenti dallo Stato o se sarà decisa una modifica del patto di stabilità. Ho 500 mila euro di avanzo di amministrazione 2012 e non ho intenzione di alzare le imposte ai miei cittadini solo perché una regola assurda mi impone di non toccarli”. 20 giorni quindi, ma tornerà sui suoi passi solo in caso a Roma cambino rotta: è il suo modo di protestare contro una tassazione che in Italia è decisamente eccessiva. Ha continuato il sindaco: “Nel mio territorio ho 400 aziende piccole e medie che già soffrono per la crisi economica. Con che coraggio aumento l’Imu, i rifiuti e l’addizionale Irpef sapendo che ho da parte dei soldi che non mi permettono di spendere? Io non ci sto e a queste condizioni preferisco non fare più il sindaco”.

Claudia, uccisa a 13 anni da un automobilista 18enne

claudia_quattrocchi-tuttacroancaAveva solo 13 anni Claudia Quattrocchi, che ha perso la vita nella tarda serata di ieri travolta sulle strisce pedonali in corso Sicilia ad Augusta, in provincia di Siracusa. La ragazza, che si trovava in compagnia di un’amica rimasta sostanzialmente illesa, è stata colpita in pieno ed è morta poco dopo essere stata condotta al pronto soccorso dell’ospedale “Muscatello”. Il conducente della Fiat Punto bianca che ha investito le giovani si è in un primo momento allontanato, salvo poi, nel cuore della notte, presentarsi dai carabinieri. Si tratta di un  diciottenne che è stato denunciato in stato di libertà per omicidio colposo e omissione di soccorso.

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Vince 8500 euro: muore colpito da un infarto fulminante

vincita-rupie-muore-infarto-tuttacronacaZazar, un uomo pachistano 60enne, si era recato alla sua banca per ritirare una piccola somma. Allo sportello, una notizia sconvolgente: aveva vinto il premio che l’istituto assegna ogni anno a un cliente di una quota di un fondo d’investimento. La somma ammontava a 1.2 milioni di rupie, più o meno 8500 euro. Cifra che gli avrebbe consentito di uscire dall’indigenza e dare una svolta alla sua vita. Ma appena appresa la notizia, come racconta un impiegato, l’uomo “ha barcollato e si è accasciato al suolo ucciso da un infarto fulminante”.

Dissapori in famiglia: 23enne fa esplodere casa

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Dopo una lite con i genitori, avrebbe rinchiuso i familiari in una stanza, inveito contro di loro e poi aperto il rubinetto del gas, un 23 incensurato che non studia nè lavora. Il suo gesto, alla base del quale ci sarebbero dei dissapori, ha provocato un’eplosione nell’abitazione di Qualiano, in provincia di Napoli, dove si è da poco trasferito con la famiglia che prima viveva a Villaricca. Il ragazzo, ora ricoverato in ospedale a Giugliano così come gli altri parenti e due vigili urbani feriti durante l’intervento, è accusato di tentato omicidio plurimo.

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Grave incidente ferroviario in Argentina: morti, feriti e persone tra le lamiere

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Si è svegliata con un incidente tra due treni l’Argentina, avvenuto nei pressi di Castelar, nella provincia di Buenos Aires. Il quotidiano La Nacion ha reso noto che lo scontro ha avuto luogo tra le 7:05 e le 7:10 quando uno dei treni, fortunatamente vuoto, è stato investito da un altro mezzo, che viaggiava nella stessa direzione. I vigili del fuoco e la polizia del luogo hanno confermato la presenza di diversi feriti e persone in stato di shock, anche se il numero non è stato precisato. Altre persone sono ancora intrappolate tra le lamiere mentre è di almeno tre morti il bilancio provvisorio.

Diversi testimoni dell’incidente hanno parlato di una “vasta operazione” nella zona da parte delle forze della polizia e dei vigili del fuoco, accorsi dopo “un forte scoppio” e Adriana, uno dei passeggeri, ha aggiunto che “ci sono diversi feriti e intrappolati.” Il responsabile della linea ferroviaria, Edgardo Reinoso, ha spiegato a Radio Mitre che l’incidente si sarebbe verificato mentre un treno colpito era fermo in attesa del segnale che gli consentisse d’immettersi sulle rotaie quando è sopraggiunto l’altro mezzo, che correva nella stessa direzione.

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L’arcobaleno circolare che ha stupito i piemontesi!

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E’ un fenomeno raro l’arcobaleno circolare che viene semplicemente chiamato “alone” o arco di ghiaccio e si forma quando la luce riflette sui cristalli di ghiaccio sospesi nell’atmosfera. Di solito questo strano fenomeno atmosferico dura pochi minuti prima di sparire, invece oggi quest’aureola è rimasta nei cieli della provincia compresa tra Torino e Cuneo per oltre un’ora. Il fenomeno ha incuriosito molto gli abitanti che lo hanno anche fotografato.

Trema la terra in provincia di Perugia: terremoto!

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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha reso noto che è stato registrato un terremoto di magnitudo 3.6 alle ore 9:57, chiaramente avvertito dalla popolazione in provincia di Perugia. I comuni prossimi all’epicentro sono Città di Castello, Monte Santa Maria Tiberina e Monterchi. L’evento sismico, stando alle verifiche effettuate dalla “Sala Situazione Italia” del Dipartimento della Protezione Civile, non ha arrecato danni né a persone né a cose.

La marijuana arriva… via sms!

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Lo spaccio di hashish e marijuana si adegua ai tempi ed ecco che i pusher trovano nuovi modi per sbaragliare la concorrenza e limare i tempi di consegna: ordinazioni via sms, mail e whatsapp! Da un anno il monopolio della vendita di queste droghe, a Torino e alcuni centri della provincia, passava infatti per i mezzi di comunicazione tipici degli adolescenti 2.0. Ora sono arrivati 15 arresti da parte dei carabinieri, mentre sono più di 100 i ragazzi che utilizzavano la tecnologia per rifornirsi!

Il ladro che scappava in taxi!

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Una tecnica singolare. Appena compiuto un colpo in banca Alessandro Montemurno chiamava un taxi per farsi prelevare, quindi si allontanava lasciando una lauta mancia all’ignaro tassista, spesso anche 50 euro. E le rapine a Torino fioccavano, otto in pochi giorni. Il rapinatore è stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Torino, che lo hanno identificato e arrestato. Al vaglio dei militari anche altre rapine, compiute nei mesi scorsi in Torino e Provincia.

«Non ho una fissa dimora e in questo periodo ho fatto una vita da sbandato». Si è giustificato così, davanti ai carabinieri che lo hanno arrestato, il 36enne, rapinatore seriale che spesso utilizzava ignari tassisti per raggiungere e lasciare le banche obiettivo dei suoi colpi. Non sempre: in alcune occasioni si è fatto accompagnare in taxi sul luogo della rapina, e al ritorno ha usato il treno. L’uomo ha confessato le otto rapine di cui era accusato e l’arresto è già stato convalidato dal gip.

 

Uno sguardo al… Risotto al Barolo

La ricetta puoi trovarla QUI!

risotto al barolo - tuttacronaca

 

Silvana Mangano sul set di… Riso Amaro di Giuseppe De Santis

Silvana Mangano sul set di… Teorema di Pier Paolo Pasolini

Silvana Mangano sul set di… La mia signora di Bolognini, Brass, Comencini

Silvana Mangano a Reggia Venaria!

silvana mangano-riso amaro-villa venaria-tuttacronaca

Uno sguardo a Reggia Venaria… un interno!

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Uno sguardo a Reggia Venaria… il giardino!

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Uno sguardo a… REGGIA VENARIA!

Sisma al confine con la provincia de L’Aquila! Paura, ma nessun danno!

terremoto-teramo-abruzzo-tuttacronaca

Magnitudo 3.4! L’Abruzzo ha tremato all’alba. E’ stata coinvolta la provincia di Teramo non lontano dal confine con la provincia de L’aquila.

Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 16,6 chilometri di profondità ed epicentro in prossimità del Comune di Crognaleto. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.

Fiocchi sempre più fiocchi nel fiorentino… allerta meteo!

neve - fiorentino

Mezzi spalaneve in azione nella provincia di Firenze per nevicate in serata oltre quota 200 metri. Colpiti il Mugello, i passi appenninici, ma anche Chianti, Val di Pesa, Valdarno. La sala della protezione civile della Provincia di Firenze sta coordinando gli interventi. A causa dell’allerta meteo, per favorire il voto la Regione Toscana chiede di mettere in campo il volontariato se necessario; la Protezione civile regionale ha scritto al prefetto Franco Gabrielli.

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