Il prete che rifiuta di dare l’estrema unzione: il fedele è gay

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Un fedele gay colpito da infarto che chiama il prete per confessarsi e ricevere l’estrema unzione, ma il sacerdote cattolico appena saputo che l’uomo è gay si rifiuta di concedere il sacramento. Succede a Washington dove Ronald Plishka, 63enne omosessuale, agente di viaggio, colpito da infarto e ricoverato al prestigioso Washington hospital il 7 febbraio, ha cercato conforto chiamando un sacerdote, il reverendo Brian Coelho. D’altra parte Plishka è sempre stato un cattolico fervente, chierichetto sino all’età di 18 anni e con un percorso di accettazione della propria sessualità non facile, tanto da aver atteso sino ai 50 anni per accettare la propria omosessualità. Plishka che fortunatamente ha superato il momento critico e ora sta meglio ha raccontato Abbiamo cominciato allora a parlare di Papa Francesco ed io gli ho detto quanto grato sono per le parole del Pontefice sugli omosessuali  e ho chiesto a Coelho se lo disturbava che fossi gay. Al che il prete ha detto di no». Però dopo questa confessione l’atteggiamento del religioso cambia tanto che si rifiuta anche di dare la comunione al fedele che l’aveva chiesta e poi aggiunge «Pregherò con te, ma questo è tutto ciò che posso fare». L’ospedale per parte sua, in una nota ha reiterato il sostegno ed il rispetto dei dirigenti e dello staff per gli omosessuali ed ha sollecitato «chiunque venga a sostenere i nostri pazienti ad aderire ai valori della clinica». Dall’arcidiocesi di Washington – interpellata dai media Usa – è venuto solo un ‘no comment’, e la frase «Coelho non rilascia interviste».

 

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La foto del prete che benedice un manifestante a Kiev

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Della guerra e dei morti di Kiev i media sono pieni. Ma che ruolo ha la Chiesa durante la guerra civile? La Chiesa in Ucraina non hamai avuto vita facile soprattutto quando Mosca dominava questa terra. Ma i preti cattolici e ortodossi sono ben diramati sul territorioe in questi ultimi giorni sono apparsi sempre più spesso accanto ai manifestanti. c’è chi dice che si sono trovati tanti morti tra di loro a cui dare l’estrema unzione e c’è chi invece parla di un convincimento profondo che anima questi religiosi a stare vicino a coloro che lottano per la “libertà”. Sono molte le immagini dei sacerdoti accanto a chi soffre per portare aiuto e conforto:

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Prete nel canale, il religioso aveva un tasso alcolico 4 volte superiore al limite

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Il prete caduto nel canale a un primo esame del test alcolico è risultato 4 volte superiore al limite consentito per legge per mettersi al volante. A riferirlo sarebbero stati alcuni media locali. Il sacerdote si è detto in buona sostanza ancora ignaro dell’esito delle analisi, spiegando che quella sera era di ritorno da una cena di una famiglia di parrocchiani, durante la quale aveva bevuto pochi bicchieri di vino bianco. Il sacerdote ha comunque ribadito che non era assolutamente ubriaco. Se i valori dovessero essere confermati, oltre alla denuncia penale, alla sospensione della patente e a una cospicua ammenda. Il religioso però rischia anche la confisca del Bmw X1-18 comperato a km zero poche settimane fa da una concessionaria di Ravenna, anche grazie a un finanziamento e alla restituzione della sua vecchia auto. Il suv, che ha un costo di 35mila euro, aveva riferito il prete subito dopo l’incidente, era il sogno di una vita che gli avrebbe consentito di fare lunghi viaggi per questioni di sacerdozio e di giornalismo (è critico musicale e cinematografico). Don Desio – 51 anni, originario di Milano, direttore del settimanale diocesano ‘Risveglio 2000’ e da 13 anni parroco della piccola località rivierasca dove è conosciuto con il soprannome di ‘John’. L’incidente secondo il prete sarebbe stato causato dagli occhiali bagnati dalla pioggia e della scarsa illuminazione in quel punto.

 

Volete evitare la follia? Forse queste professioni non sono per voi…

Bambino irrequieto a Messa: prete lo fa cadere, madre lo denuncia

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Una domenica davvero surreale quella che si è vissuta durante la messa del mattino nella Chiesa parrocchiale di Guamaggiore, nel Cagliaritano. Il bambino irrequieto, disturbava la cerimonia e così il prete lo ha strattonato, poi nella concitazione del momento, il bimbo pestifero cade a terra e il sacerdote, gli rovina addosso. Il bambino si fa male, va all’ospedale e la madre decide di denunciare il prete. Alla fine il bambino ha riportato una contusione ad un’anca che la guardia medica ha giudicato guaribile in tre giorni di cure. Don Gianfranco Zuncheddu, anziano parroco del piccolo centro della Trexenta, nel sud Sardegna, dovrà adesso rispondere in sede giudiziaria di violenza privata nei confronti di un minore. La denuncia è stata presentata nella caserma dei carabinieri di Guasila.

 

Il sole lo abbaglia: sacerdote investe due persone. Perde la vita una 84enne

prete-incidente-tuttacronacaA Santa Venerina, in provincia di Catania, un incidente ha visto coinvolto un sacerdote di 40 anni che, abbagliato dal sole, non avrebbe visto tre persone che stavano attraversando la strada mentre si recavano al cimitero del paese. La vettura ha così travolto una madre e il figlio mentre la terza persona, a sua volta figlia della donna, è rimasta illesa. L’anziana, una 84enne, è morta mentre l’uomo ha riportato delle ferite. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno offerto una prima ricostruzione dell’accaduto.

Per scacciare il demonio… prende a schiaffi la gente! Il prete esorcista

iene-esorcismo-tuttacronacaIl prete esorcista che prende a schiaffi le persone. E’ il caso di cui si è occupato la Iena Andrea Agresti questa settimana. La madre di un bimbo autistico racconta di aver accompagnato il figlio da un prete esorcista perchè il marito era convinto che il piccolo fosse posseduto. “Mio marito era talmente convinto che ha convinto anche me. Mio marito è venuto a sapere di un prete esorcista, l’ha chiamato e ha preso appuntamento. La prima volta che siamo andati in chiesa il bambino era agitato e correva in su e in giù. Il prete gli gridò di stare fermo, ma lui non si fermò era troppo agitato. Il prete gli tirò un ceffone talmente forte che gli girò la testa”. Nonostante questo, per due anni la donna ha continuato a sottoporre, una volta a settimana, il figlio a questi esorcismi, con il prete che giustificava gli schiaffi, spiega lei, dicendo che non si trattava del bambino ma di Lucifero. Dopo di che, i primi sospetti: il prete le chiede di non raccontare in giro che praticava gli esorcismi. Per non sbagliare, la madre si è rivolta a un prete esorcista autorizzato dalla Chiesa, il quale ha detto subito che il bambino “non aveva il demonio, ma era malato”. Ricevuta la segnalazione della donna, Agresti manda un complice nella chiesa dove opera il finto esorcista, spacciandolo per un uomo che soffre di depressione e che non dice mai una parola, Il prete lo accoglie in sacrestia, fa il segno della croce, mette una mano sul capo del presunto posseduto e per un quarto d’ora recita formule e preghiere, dopo un po’ il rito diventa un po’ più intenso, con il sacerdote, che parlando presumibilmente con il demonio in persona dice “ti romperò anche il cu*o, perché devi andartene!”. Ma a quanto pare non è sufficiente e quindi partono gli schiaffi. Alla richiesta di spiegazioni circa il metodo utilizzato durante il rito da parte della Iena, che vuole capire il senso degli schiaffi con cui vengono colpite le persone esorcizzate, il prete nega tutto categoricamente, concludendo che “la confessione è una cosa segreta”.

Per il matrimonio di Belen… spuntano le statuine del Presepe!

belen-stefano-statuine-tuttacronacaOrmai ci siamo, è il giorno del matrimonio di Belen Rodriguez e Stefano De Martino. A Comignano, paese di 1200 abitanti in provincia di Novara, a pochi chilometri dal lago Maggiore, un’ordinanza del sindaco affissa all’ingresso del paese avvisa la popolazione: “Considerato che in occasione di un matrimonio di particolare rilevanza mediatica che si terrà il 20 settembre potrebbero esserci problemi di traffico, il sindaco ordina il divieto di transito per questa via”. La via in questione si chiama via Principale, ed è lì che si trova Villa Giannone, la location delle tante chiacchierate nozze. La strada è stata transennata alle 7 del mattino e l’accesso è consentito solo a piedi. Il fatidico sì è previsto per la serata, ma le guardie del corpo presidiano la zona ormai da ore. Si parla di almeno settanta i bodyguard in rigoroso completo nero disposti intorno al perimetro della villa. I primi curiosi sono arrivati attorno alle 4 del pomeriggio, con la speranza di vedere di persona qualcuno dei 200 invitati alle nozze. La cerimonia, celebrata dal padre francescano Luigi Rossi e dal parroco di Comignago, Benigno Sulis, è prevista alle 18, nel parco, sotto un gigantesco gazebo bianco invisibile all’esterno. Poi, via alle danze.  La copertura fotografica del matrimonio è stata venduta in esclusiva al settimanale ‘Chi’, per questo ogni immagine delle nozze è proibita. Ma restano sempre gli scatti della statuina napoletana creata per l’occasione…

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I motivi per cui Don Marco ha detto “no” al “sì” di Belen e Stefano

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Perché un sacerdote si dovrebbe rifiutare di sposare due innamorati? Perché poi un secondo sacerdote si tira indietro? Perché i preti dicono no al “sì” di Belen e Stefano? Don Marco il secondo sacerdote che era stato incaricato dal precedente prete scelto dalla coppia per celebrare il matrimonio, ha spiegato al Mattino di Padova:

L’accaduto sta in una telefonata: giovedì mi viene chiesta la disponibilità da parte di don Roberto di celebrare questo matrimonio per venire incontro ad una sua difficoltà. Dopo aver capito che il mio impegno non avrebbe tolto tempo ad altre cose più urgenti nella mia missione di sacerdote, offro la mia disponibilità. Solo alla sera giunge una chiamata gentile dalla wedding-planner del matrimonio alla quale confermo la disponibilità e chiedo, con altrettanta gentilezza, una condizione: poter incontrare i due sposi prima del matrimonio, per evitare un duplice rischio: che la celebrazione perda il suo significato religioso e, preoccupazione mia, che il sacerdote non finisca per essere una banale comparsa dentro la sceneggiatura di un film dalla trama già scritta. La risposta non arriva e richiamo nel pomeriggio di venerdì: mi chiameranno entro breve. Nel frattempo il cellulare esplode di chiamate: vogliono sapere cosa dirò nella predica, come vestirò, parlano di don Roberto come dell’Escluso, di me come del Ripescato. La cosa m’infastidisce: non è facile costruire discorsi sul vuoto. Nella serata di sabato, di fronte al silenzio, sento don Roberto e assieme decidiamo: una semplice telefonata tra due amici preti – che si stimano e si vogliono bene – per fare in modo che anche la nostra vita di sacerdoti non diventi uno show.

Secondo figlio per Belen?

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Le indiscrezioni e i gossip dell’ultima ora parlano di un secondogenito in arrivo per Belen Rodriguez. A darne notizia in tv sarebbe stata Federica Panicucci nella trasmissione Mattino 5. Poi la notizia è rimbalzata in rete, anche se le conferme non ci sono state. Forse i futuri coniugi sono troppo impegnati alla ricerca di un prete per occuparsi del gossip che gira in rete? O non vogliono sommare troppi eventi mediatici insieme dopo che due preti hanno rinunciato a celebrare le nozze ritenute troppo “commerciali” e poco “spirituali”

La dura vita sotto i flash: Belen denuncia paparazzo, che denuncia lei!

Belen-e-Stefano-De-Martino-tuttacronacaNon è certo facile vivere sempre sotto i riflettori, men che meno se sono i flash dei paparazzi sempre in cerca di nuovi scatti. Ne sa qualcosa Belen Rodriguez che, mentre si trovava in compagnia del figlioletto Santiago sembra sia stata raggiunta da 10 fotografi e avrebbe rischato di farsi male ieri pomeriggio. E’ quanto riporta con un cinguettio il giornalista Gabriele Parpiglia in Twitter:

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Belen ha denunciato un fotografo mentre un fotografo ha denunciato lei. La notizia resa nota da Parpiglia ha scatenato i commenti in rete, con molti che hanno sottolineato che la showgirl argentina non fa nulla per “schivare” i paparazzi. Pronta la risposta di Prpiglia, in difesa della showgirl, che ha sottolineato che lei non stava cercando alcun fotografo. Come lui stesso ha sottolineato, “con i bimbi non si gioca”.

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Troppo gossip finirà con il far saltare le nozze di Belen? Anche Don Spritz lascia!

belen-matrominio-prete-tuttacronacaTre giorni fa la notizia che Don Roberto, per il troppo clamore, ha deciso di non unire in matrimonio Belen Rodriguez e Stefano De Martino. Per l’occasione, a SocialChannel aveva anche spiegato che se “Non fosse stata Belen li avrei sposati”. A quel punto si era reso necessario trovare un sostituto ed è stato lui stesso a contattare Don Marco Pozza, meglio noto come Don Spritz. Il nuovo officiante sembrava entusiasta della cosa, tanto da dichiarare: “Lavoro per due anni in un carcere maschile, sono costantemente circondato da uomini e ora mi ritrovo a dover sposare Belen, è un regalo dal cielo insomma”. Tutto bene quindi, problema rientrato e i due promessi sposi potevano concentrarsi sugli ultimi preparativi in vista della fatidica data.

Come non detto! Dopo aver trascorso una giornata sotto l’assedio di televisioni e giornali, anche lui ha rinunciato. “Troppo gossip, tutto quello che c’è intorno a loro è solo gossip. Non posso passare le mie giornate nascosto o con il telefono spento perchè mi perseguitano di domande sul matrimonio vip dell’anno. E poi tanti ragazzi mi hanno chiesto di lasciare perdere, che non fa per me, rischio di svilire il mio sacerdozio”. Ha inoltre spiegato che aveva dato la sua disponibilità a celebrare le nozze ma questa “come ho fatto presente telefonicamente alla signora Giorgia Matteucci (wedding-planner del matrimonio) era legata ad una semplice condizione: poter incontrare i due fidanzati personalmente prima del giorno del loro matrimonio. Tale richiesta, fatta giovedì, ha ottenuto solamente rimandi. Sono venute dunque a mancare le condizioni per fare in modo che un sacramento non venga triturato dal gossip. Capisco i loro impegni ma ritengo anche serio celebrare il matrimonio con uno stile che sia uguale e rispettoso per tutti, sopratutto per quei giovani che in questi anni ho seguito nel loro percorso di fidanzamento e di matrimonio”. Ma sembra, così vogliono alcuni rumors, che non sia stata sua la scelta: sarebbe stato cacciato in seguito ad alcune interviste da lui rilasciate e che non sarebbero state gradite da Belen e Stefano. A questo punto è proprio SocialChannel che lancia l’appello “AAA cercasi prete per matrimonio Belen”. Chissà se si troverà qualcuno disposto a chiudere un occhi di fronte a tutto il clamore del gossip!

Quel matrimonio non s’ha da fare? Belen, De Martino e il prete!

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Forse è solo gossip dell’ultim’ora, forse arriverà la smentita, forse è l’ultima trovata pubblicitaria per rendere ancora più eclatante quello che si prospetta come il matrimonio dell’anno: la celebrazione delle nozze tra Belen Rodriguez e Stefano De Martino. Tuttavia questa attesa nelle ore potrebbe essere stata adombrata dal diniego di Don Roberto. Il prete che dovrebbe celebrare il rito, secondo il giornalista Gabriele Parapiglia avrebbe negato il suo consenso:

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Social Channel uno dei siti più accreditati di gossip avrebbe quindi immediatamente cercato di contattare il parroco per avere chiarimenti su le motivazioni che avrebbero spinto il religioso, a pochi giorni dal matrimonio, al fatidico passo indietro. Il parroco avrebbe quindi affermato di aver preso la decisione personalmente:  ” Non sono stato escluso, sono stato io a dire di no. I nostri incontri iniziali erano tranquilli, sereni, avvenivano in privato, lontano da occhi indiscreti. Con il passare del tempo la situazione è degenerata ed è diventato tutto di dominio pubblico”.

belen-matrimonio-tuttacronacaDon Roberto non voleva, in definitiva, finire nel grande tritacarne mediatico che naturalmente non potrà essere evitato e che di giorno in giorno aumenta a dismisura. Secondo il parroco però il matrimonio deve essere lontano da tutto ciò che può fare ombra al valore profondo del matrimonio e questa continua ingerenza dei media e la grande attesa dei fan stavano in qualche modo sottraendo “spiritualità” al rito. Al suo posto quindi a celebrare le nozze ci sarà don Marco Pozza soprannominato don Spritz.

Poi, tra le indiscrezioni che viaggiano sul web, ci sarebbe anche chi è convinto che sia stata l’ultima foto di Belen a far scattare il diniego di Don Roberto. La showgirl infatti si è immortalata in uno scatto sexy, postato poi sui social network, che la ritrae in topless con indosso una donna di tulle… forse la chiesa, a pochi giorni dal matrimonio non approva!

belen-topless-tuttacronacaSicuramente quelle foto poi erano solo un servizio fotografico… chi svelerebbe mai il vestito da sposa prima del matrimonio?

Tra un gossip, un diniego e i continui scatti sui social, l’attesa per quel fatidico sì, che i Demartinez pronunceranno il 20 settembre, a Comignago, in provincia di Novara, nell’abbazia di Santo Spirito-Villa Giannone, cresce!

Bambini oggetto abusati dal sacerdote cileno Pinuer.

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Bambini e adolescenti di strada affidati al sacerdote Orlando Rogel Pinuer nella speranza di salvarli dalla strada e potergli assicurare un futuro. Invece hanno conosciuto l’inferno diventando schiavi di un religioso che in realtà era un pedofilo seriale che ha violentato e abusato sessualmente di moltissimi giovani. Orlando Rogel Pinuer non ha rispettato neppure i luoghi sacri, abusando dei ragazzi anche  tra la sacrestia e l’altare della chiesa di Temuco, nel Cile meridionale.  Proprio oggi, dopo le numerose denunce, il sacerdote è stato condannato: riconosciuto colpevole di abusi sessuali ai danni di almeno 4 giovani tra i 14 e i 16 anni, tra il 2006 e il 2011. C’erano anche altri casi di violenze, ma sono finiti in prescrizione per la scarsità di prove. Domenica si saprà con certezza la pena che il sacerdote dovrà scontare.

 

Condannato a tre anni di reclusione il sacerdote amico dei Berlusconi.

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Don Gabriele Corsani, 45 anni, economo del collegio salesiano di Pavia, è stato condannato a tre anni di reclusione con rito abbreviato per  violenza sessuale su un ex allievo.

Chi è il religioso?

Silvio Berlusconi e Don Gabriele si erano conosciuti nel 2002 dai Salesiani dove  l’ex presidente del Consiglio ha studiato e con i quali era sempre rimasto legato. Il religioso è stato vicino alla famiglia Berlusconi in molti momenti importanti: è stato il primo ad accorrere  a casa di Rosa Bossi Berlusconi, madre di Silvio Berlusconi, alla notizia della sua morte nel febbraio 2008 a Milano. Un anno dopo,  il religioso aveva concelebrato ad Arcore la Messa funebre di Maria Antonietta Berlusconi, sorella dell’allora premier.

Chi ha denunciato Don Gabriele Corsani?

Un ragazzo di 24 anni che ha trovato il coraggio di raccontare la sua verità. Secondo l’accusa, il il sacerdote aveva attirato in una stanza l’ex allievo, di una scuola di ispirazione cattolica del milanese, proponendogli di dormire insieme per poi palpeggiarlo. Il ragazzo era poi riuscito a fuggire. Tra le testimonianze c’è anche quella di un 19enne che non aveva mai denunciato il sacerdote che però avrebbe affermato che don Gabriele aveva tentato di baciarlo sulle labbra. Per questa seconda accusa il religioso è stato assolto, mentre è stato condannato a tre anni per la violenza nella stanza d’albergo.

Come mai chi è vicino al Cavaliere prima o poi finisce in uno scandalo sessuale? Come mai chi è vicino a Berlusconi prima o poi ha problemi con la giustizia?

Prete condannato per reati sessuali, va in gita con i bimbi

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C’è sconcerto, paura e rabbia in queste ore a  Casirate d’Adda, nella Bassa Bergamasca, dove don Luigi Mantia, sacerdote che il 26 febbraio scorso aveva patteggiato due anni, con pena sospesa, per atti sessuali con minorenni (di 8 e 12 anni), si appresta a partire per una settimana di vacanza in montagna a Zambla con alcuni bambini che frequentano l’oratorio. Come è possibile che un prete condannato per pedofilia possa ora accompagnare in gita dei bambini? Per una serie di vicissitudini il sacerdote ora potrebbe prendere parte a questa settimana estiva con il gruppo dell’oratorio. Don Luigi Mantia infatti è in “prestito” a Pumenengo, in provincia di Bergamo, dove manca il parroco da maggio e quello nuovo arriverà a settembre. Nel frattempo don Luigi è stato inviato a Casirate e tutto fa presagire che anche lui partirà con i bambini. La curia di Cremona ha smentito la notizia e a rassicurato i genitori che il religioso non prenderà parte alla gita, ma la rabbia dei genitori non si è placata. Come è possibile consentire che un prete condannato possa di nuovo stare in oratorio? Come è possibile che sia ancora a contatto ancora con i ragazzi?

Il prete al bimbo “se fai sesso con me, tuo nonno va in paradiso”

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Non hanno bisogno di commento le parole pronunciate da un sacerdote britannico a un bambino di appena 7 anni preoccupato per la malattia del nonno:«Tuo nonno andrà in paradiso solo se soddisfarrai le mie voglie sessuali». Il religioso, 55enne, James Martin Donaghy, come riporta il Belfast Telegraph, è stato processato e condannato per un totale di 17 reati sessuali tra cui aggressione indecente e commettendo atti di grave indecenza contro tutte e tre le vittime.  Questo è l’ultimo caso che scuote la chiesa dopo i recenti scandali e polemiche hanno gettato ombre sui sacerdoti.

Il prete scoperto ad amoreggiare con una 13enne è libero!

Don Giacomo Ruggeri -tuttacronaca-prete-pedofilo

Un sacerdote stimato, portavoce  del vescovo di Fano, giornalista responsabile dell’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi, assistente regionale di Guide e Scout Scolte. Insomma Don Giacomo Ruggeri era davvero un punto di riferimento nella sua diocesi, ma poi nell’estate scorsa è stato trovato sotto un ombrellone di una spiaggia di Fano ad amoreggiare con una tredicenne della sua parrocchia. Scattò la denuncia a cui seguì l’arresto e il sacerdote non provò neppure a difendersi. Poi a dicembre il sacerdote viene rimesso in libertà e nonostante le pesantissime accuse viene reintegrato presso la diocesi di Perugia. La “pena” quindi sembra essere stata solo il trasferimento dalle Marche all’Umbria. L’inchiesta si concluderà il 20 aprile e il pm chiederà il rinvio a giudizio anche perché la testimonianza della tredicenne ha confermato il suo “rapporto privilegiato” con il sacerdote.  Nel frattempo e con la giustizia che abbiamo in Italia di tempo ce ne sarà molto prima di arrivare a una sentenza, Don Giacomo Ruggeri può tranquillamente espletare il suo ministero…  Perchè non si inizia da qui a ripulire la Chiesa? Papa Francesco si è schierato contro le suore femministe per dissensi dottrinali e un prete pedofilo non è forse in “dissenso dottrinale” con la Chiesa? 

 

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Padre Gofo: il prete metallaro prima odiato e ora amato!

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Sicuramente non il solito prete. Adolfo Huerta Aleman, noto ai suoi parrocchiani come Padre Gofo, lo sa e non ne fa mistero. Si veste come un metallaro, ama passare il suo tempo al bar, non disdegna, nella sua pagina Facebook, di postare foto di donne nude e infarcisce i sermoni con barzellette di ogni tipo.

Fare il prete, ha più volte tenuto a precisare Padre Gofo, non significa abbandonare tutto quello che uno amava prima di indossare l’abito talare. E “Gofo” nella sua eccentricità riassume infatti passioni e hobby di tutta una vita. Il “prete metal” nella sua lunga ed eccentrica carriera è stato un militare, un poliziotto, un vigile del fuoco e anche un insegnante, prima di diventare sacerdote nella città messicana di Satillo.

L’incontro con i fedeli della parrocchia di Nostra Signora di Atocha a Satillo, non è iniziato con il piede giusto: molti parrocchiani dopo aver sentito qualche omelia avevano addirittura minacciato di lasciare la chiesa di Padre Gofo. Ma con il tempo, il prete ha avuto la meglio, riuscendo a conquistare tutti, grazie anche al suo forte impegno per i diritti umani.

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E venne il giorno in cui la Chiesa PATTEGGIO’!

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L’arcidiocesi cattolica di Los Angeles ha accettato di pagare quasi 10 milioni di dollari (e poi è la Chiesa dei deboli e dei poveri?) per chiudere per vie extragiudiziarie 4 casi di abusi sessuali di un prete su minori. Si tratta del caso dell’ex sacerdote Michael Baker, di cui fu investito a suo tempo l’allora arcivescovo Roger Mahony, ora impegnato nel Conclave.

La notizia è stata confermata dall’avvocato della diocesi, Michael Hennigan, che ha sottolineato che il patteggiamento è stato deciso per tutti i casi in cui è accusato l’ex sacerdote Michael Baker: due di questi sarebbero dovuti andare presto sotto processo. Secondo l’autorità giudiziaria, in 26 anni di ministero l’ex sacerdote avrebbe molestato almeno 23 ragazzini. Solo nel 2007, messo sotto processo, aveva ammesso in tribunale abusi su due minori ed era stato condannato a 10 anni di carcere. Nel 2011 è stato rilasciato sulla parola.
Il caso Baker rientra nei documenti recentemente pubblicati dalla diocesi di Los Angeles da cui emerge che il prete incontrò nel 1986 l’allora arcivescovo Roger Mahony e confessò di aver molestato due fratellini per quasi sette anni. Mahony, che si trova a Roma per eleggere il nuovo papa, ordinò a Baker di sottoporsi a terapia psichiatrica in New Mexico ma alla fine il prete fu reintegrato nel suo ruolo sacerdotale e tornò a molestare di nuovo.

Il cinguettio ha fatto dimettere il Papa… ipotesi di un prete di Gubbio.

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Se ci fosse di mezzo Twitter nelle dimissioni di Papa Benedetto XVI?  È l’ipotesi suggestiva lanciata da don Angelo Maria Fanucci, prete di Gubbio da sempre impegnato nel sociale con la Comunità di Capodarco e titolare di varie rubriche giornalistiche, online e sulla carta stampata. «Il Papa tedesco – scrive don Fanucci nell’ultimo numero del settimanale cattolico La Voce – ha rinunciato a quella che tuttora è la cattedra più prestigiosa del mondo. Una decisione, lo dicono tutti, motivata da una serie di stanchezze e di delusioni. Ma io mi chiedo se tra queste ultime non ce ne sia molto forte, legata alla decisione, presa dal Papa qualche tempo fa, di entrare in Twitter».

Il sacerdote umbro ricorda che il Papa aveva ricevuto quasi 50.000 messaggi e che «un pò più della metà erano di affetto e di ammirazione, un pò meno della metà erano al contrario di disapprovazione: poche osservazioni pacate; molti, moltissimi insulti. Sicuramente Papa Ratzinger sa di non meritarli, ma altrettanto sicuramente devono averlo profondamene ferito. Personalmente, certo, ma più ancora come pastore della Chiesa universale». Don Fanucci ipotizza «che una buona percentuale di quei messaggi negativi siano dovuti a gente fuori di testa», il cui caso andrebbe demandato agli psichiatri. «Ma, anche ragionevolmente ridotto sul piano dei numeri – aggiunge – il fenomeno è ugualmente doloroso, perchè attesta una diffusa antipatia, un’idea ampiamente negativa che tanta gente comune s’è fatta della Chiesa cattolica». «Chissà quanto quelle 10-15.000 prese di distanza dalla Chiesa – si chiede infine don Fanucci – debbano aver rappresentato per Papa Benedetto una grande sofferenza».

Prima delle elezioni Angelo Maria Fanucci aveva inviatato una mail invitando a votare per il Pd.

Un’ipotesi per far tacere le voci sempre più insistenti di un vero e proprio complotto fra le mura vaticane!

Il prete ricattato!

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Un lavapiatti di 36 anni originario del Camerun è stato arrestato martedì mattina con l’accusa di avere estorto alcune migliaia di euro a un anziano prete di Ravenna sotto la minaccia di divulgare un video, tuttavia finora non trovato, presumibilmente girato di nascosto e dal contenuto a luci rosse che coinvolgerebbe entrambi. Il 36enne – come riferito dai quotidiani locali – è stato bloccato dai Carabinieri all’uscita di una chiesa ravennate subito dopo avere ricevuto il contante. L’indagine – coordinata dal Pm Angela Scorza – era partita da una richiesta di aiuto del parroco che conosceva il 36enne – prima impiegato in un hotel di Ravenna e poi rimasto disoccupato a causa della crisi – per averlo in passato aiutato. L’arrestato – difeso dall’avvocato Igor Gallonetto – nell’interrogatorio di garanzia di ieri pomeriggio davanti al Gip Piervittorio Farinella si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per ora il giudice si è riservato sulla misura cautelare da applicare. Secondo la difesa, i soldi erano stati chiesti senza minacce ricattatorie e per un bisogno legittimo personale. Del presunto video a luci rosse finora nessuna traccia: gli inquirenti non escludono che in realtà non esista.

Pedofilo e coperto dal clero: storia di don Nello Giraudo

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Un prete pedofilo ligure coperto per anni dalla curia, che invece di fermarlo ha continuto a spostarlo di parrocchia in parrocchia, dal 1980 al 2010. La Iena Pablo Trincia ha intervistato alcuni uomini che, da adolescenti, hanno subito da l’ex padre Nello Giraudo ripetute richieste di essere masturbato o di masturbarli, senza poterne mai parlare, o addirittura impauriti con la minaccia di dovere portare la responsabilità del suo possibile suicidio, se ne avessero ferito la sensibilità raccontandone il vizio. Nello Giraudo ha continuato indisturbato a svolgere la sua professione religiosa fino alle dimissioni spontanee, e spesso con incarichi in cui gli venivano affidati ragazzi. Dopo aver raccolto la testimonianza di un sacerdote secondo cui la curia era al corrente dei fatti, e aver mostrato denunce inequivocabili, Trincia ha cercato di parlare con coloro che al tempo avrebbero dovuto gestire la faccenda, ovvero Monsignor Calcagno, Monsignor Sanguinetti, e Monsignor Lanfranconi. Ma nessuno dei tre, a un passo dal conclave, ha accettato di fornire spiegazioni sulla vicenda.

Elezioni? Anche i preti si lasciano… tentare!

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”Angosciato”, dopo la lettera sull’Imu di Berlusconi, don Angelo Fanucci, animatore da decenni della comunita’ di Capodarco a Gubbio, invita, in una newsletter, a votare per il Pd. Nel messaggio e-mail del sacerdote compare un volantino del Pd, seguito da una lettera che comincia con la scritta ”Vi prego, votate per il Pd”. Don Angelo spiega di avere preso questa iniziativa ”dopo l’ultima, indegna trovata di quel cialtrone di Berlusconi”, ma ”anche indipendentemente da questo”.

Sfatati tutti i miti anche i preti si gettano in campagna elettorale, d’altra parte se lo fa l’Europa non lo può fare lo Stato Città Vaticano? L’ha fatto anche il presidente Napolitano, manca solo che all’Angelus il Papa faccia scendere la grazia su qualche partito! Arrivano a consigliare ai loro fedeli di votare Pd… cioè i comunisti che mangiavano bambini e che dicevano che la Chiesa è l’oppio dei poveri? L’Italia è allo sbando e la Chiesa nel diluvio universale… siamo nelle mani del demonio?

 

Chi è senza peccato… Prete accusa donne di essere la causa del femminicidio!!!

Secondo il parroco di Lerici (Spezia), le donne si sono allontanate dalla virtù e dalla famiglia quindi, quando si parla di femminicidio, devono fare autocritica!

Benvenuti in Italia… ai tempi del Medioevo!!!

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Da che pulpito! Suora lascia i voti per riavere la figlia concepita con un prete

 

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Poesie e racconti: i colori della fantasia

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