Trema la Merkel per lo scandalo pedofilia di un deputato Spd

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Una brutta grana per Angela Merkel e la sua Grosse Koalition dopo che la procura di Hannover ha aperto un indagine sul deputato dimissionario dell’Spd Sebastian Edathy, finito in un‘inchiesta internazionale sulla pedofilia partita dal Canada. Da ieri il governo e soprattutto alcuni ministri del govverno Merkel sono sospettati di aver messo in guardia il deputato prima che la giustizia facesse il suo corso.  Secondo quanto si è appreso, già l’anno scorso, a ottobre, fu informato l’allora ministro degli Interni Hans-Peter Friedrich (Csu), il quale ritenne di dover avvertire esponenti dell’Spd tra cui Friedrich, oggi ministro dell’Agricoltura, Sigmar Gabriel presidente del partito e l’attuale ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier. Il comportamento del ministro Friedrich ha provocato un’ondata di critiche e proteste, soprattutto da parte degli investigatori della Bassa Sassonia, secondo cui il materiale incriminato è quasi completamente sparito dai computer sequestrati e dai locali perquisiti che facevano capo a Edathy.Stando a diversi media, gli investigatori concordano sul fatto che gli hard-disk di Edathy siano stati manipolati o cancellati prima del sequestro. ”Si sente puzza fino in cielo: si è preparato perfettamente alle perquisizioni”, ha detto un investigatore al tabloid Bild.

Sul caso la procura di Berlino ha aperto una pre-inchiesta per violazione del segreto d’ufficio nei confronti di Friedrich. E il ministro degli Interni del Land dello Schleswig-Holstein, Andreas Breitner, ha invocato le dimissioni del collega.

Scomoda anche la posizione del vicecancelliere e ministro dell’Economia Sigmar Gabriel, che è sospettato di aver fatto arrivare l’informazione riservata al diretto interessato. Secondo quanto riferito da un portavoce, la cancelliera Angela Merkel avrebbe invece appreso della vicenda solo martedì, dopo che il caso era diventato pubblico per le rivelazioni della stampa.

Intanto il diretto interessato, Edathy, che dopo 15 anni da deputato per la Spd si era dimesso lo scorso fine settimana, finora continua a dichiararsi innocente, almeno dal punto di vista penale. Secondo il politico non ci sarebbero elementi che possano portare a una sua incriminazione.

Papa Francesco batte la giustizia italiana: via il prete pedofilo

papa-francesco-pedofilia-tuttacronacaDon Marco Mangiacasale, sacerdote della diocesi di Como reo di abusi sessuali su 4 ragazze minorenni, è stato condannato nei primi due gradi del processo penale a 3 anni, 5 mesi e 20 giorni di carcere. Ma soprattuto, l’ex parroco e poi economo della parrocchia di San Giuliano, è stato “ridotto allo stato laicale” con una sentenza firmata dal Papa argentino e dal Prefetto per la Congregazione della Dottrina della Fede, monsignor Gerhard Ludwig Mueller, lo scorso 13 dicembre. Del caso ne parlano Marco Ansaldo, Elena Effinito e Giorgio Ragnoli in un’inchiesta di Repubblica che spiega come, nell’era di Francesco, la giustizia vaticana sia arrivata prima di quella italiana a una sentenza definitiva.

Il provvedimento, giunto dopo l’indagine (Investigatio praevia) del delegato all’inchiesta, il reverendo Andrea Stabellini come vicario giudiziale, equivale per un sacerdote al massimo della pena applicabile secondo il diritto canonico. “È come una condanna a morte o un ergastolo”, dice a Repubblica un attento osservatore di cose vaticane. Ed è una misura che in questo caso la Santa Sede ha preso non attraverso un processo tradizionale, con i testimoni e la difesa. Ma, addirittura, scegliendo la via amministrativa, quella più rapida, visto il grado di certezza del Vaticano. La riduzione di don Mangiacasale allo stato laicale è la prima di cui si ha notizia per un sacerdote italiano sotto Francesco. Un altro caso, affrontato lo scorso anno dal Sant’Uffizio, è quello del prete australiano Greg Reynolds. La Congregazione della Dottrina delle Fede lavora intensamente: nel biennio 2011-2012 i preti spogliati da Benedetto XVI del loro ministero sacerdotale sono stati circa 400. Commenta la fonte, senza stupirsi: “Questa è la politica, che in un linguaggio laico potrebbe definirsi giustizialista, introdotta da Ratzinger quando da cardinale guidava il Sant’Uffizio. Prima da prefetto, e poi da pontefice, pur di reprimere il triste fenomeno ha introdotto una legislazione inflessibile, e in alcuni casi non garantista”.

Il Pontefice e il Prefetto Mueller hanno dato a monsignor Coletti, vescovo della diocesi di Como, la facoltà di divulgare la notizia. Cosa che è avvenuta la sera del 30 gennaio davanti alle famiglie coinvolte. “Don Marco Mangiacasale è stato ridotto allo stato laicale, non potrà fare l’educatore nelle scuole cattoliche né partecipare in ogni modo a gruppi o organizzazioni dove siano presenti dei giovani”. Il documento vaticano era già stato sottoscritto da Marco Mangiacasale.

I convenuti hanno apposto la loro controfirma. Sedutisi, hanno pregato il vescovo di rendere nota la decisione. “Secondo noi, è bene divulgare la notizia. Ci sembra giusto che i fedeli di San Giuliano sappiano come si è concluso il procedimento canonico e che esiste una Chiesa pulita, in cui noi crediamo, capace di rendere giustizia. Ci faccia il regalo, monsignore: sabato 15 febbraio, quando lei verrà in visita in parrocchia, lo dica alla comunità”.

Alla fine Coletti ha deciso di mantenere il riserbo anche dopo la polemica Onu-Vaticano sulla pedofilia e nonostante padre Lombardi, portavoce papale, avesse ricordato che la Chiesa affronta la questione “con un’esigenza di trasparenza “.

Il colpo di scena finale, alla vigilia della visita pastorale del vescovo di Como a San Giuliano, è l’improvvisa comunicazione del monsignore di non poter andare adducendo motivi di salute. C’è chi dice che Coletti (il quale contattato da Repubblica attraverso la sua addetta stampa ha preferito non parlare) si sia sentito superato dalla sentenza della Santa Sede. E si possono ricordare le sue parole al momento della condanna di don Marco, quando disse che il sacerdote “ha ammesso i suoi errori e sta seguendo un percorso di riparazione del male commesso”. Forse, dicono in Vaticano, monsignor Coletti “come fa un padre, puntava ancora a recuperare la propria pecorella”. C’è invece chi dice che il vescovo di Como abbia forse agito a oltranza nella difesa di don Marco, contribuendo per anni a insabbiare il caso prima che venisse scoperto grazie a una dichiarazione di una delle ragazze al nuovo parroco di San Giuliano, don Roberto Pandolfi.

Marco Mangiacasale, che in attesa della sentenza definitiva della Cassazione ha già scontato dall’8 marzo al 26 maggio 2012 due mesi di isolamento nel carcere del Bassone, a Como, e ora si trova protetto nella casa della sorella, ha risarcito le famiglie, come ha disposto la giustizia civile. Ora, anche quella vaticana è intervenuta. Non ci sono sconti nell’era della trasparenza di Papa Francesco.

Sesso con un minore? Per un italiano su tre è accettabile

sesso-minori-tuttacronacaL’incontro sessuale tra un minore e un adulto è “accettabile” per il 38% degli italiani,  uno su tre. E’ quanto risulta da un’indagine Ipsos per Save the Children. Ancora, viene rilevato che il 28% degli adulti ha tra i propri contatti adolescenti che non conosce personalmente e l’81% pensa che le interazioni sessuali tra adulti e adolescenti siano diffuse e trovino il loro input su Internet. Per un italiano su dieci la responsabilità del primo contatto è degli adolescenti. L’indagine, che è stata effettuata nel gennaio scorso, su un campione di 1.001 adulti tra i 25 e i 65 anni, è stata realizzata in occasione del Safer Internet Day 2014, la giornata dedicata dalla Commissione Europea alla sensibilizzazione dei più giovani a un uso corretto e consapevole della rete, che ricorre l’11 febbraio.Tra gli over 45, sono molti coloro che si affacciano alla rete per colmare un importante vuoto relazionale e affettivo della vita reale: il 37% degli italiani infatti afferma di utilizzare il web – soprattutto i social network – per conoscere persone disponibili a fare amicizia o a intrattenere un rapporto di affetto o amore. Gli abitanti del Lazio sono i primi in Italia per avere tra i propri contatti giovani che non conoscono personalmente (35%); quasi la metà (46%) vuole trovare in rete un rapporto di affetto o di amore. Per oltre 1 intervistato su 20 l’iniziativa parte esclusivamente dai ragazzi.

Il Vaticano risponde all’Onu: “No interferenze su libertà religiosa”

vaticano_abusi-tuttacronacaDopo il rapporto stilato dal Comitato dell’Onu, e presa visione dello stesso, il Vaticano fa sapere che la Santa Sede sottoporrà a “minuziosi studi e esami” nel rispetto della Convenzione le accuse ricevute dall’Onu, ma vede in “alcuni punti” delle Osservazioni ricevute un “tentativo di interferire nell’insegnamento della Chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell’esercizio della libertà religiosa”. Infine, il Vaticano conferma il suo impegno “a difesa del fanciullo”. Il Comitato, nel report, aveva accusato il Vaticano di aver “adottato politiche e pratiche” che hanno portato a continuare abusi su decine di migliaia di bambini e all’impunità degli autori.

Nubi sul Vaticano. Onu: “Ha permesso abusi su migliaia di bambini”

Vatican-st-peters-tuttacronacaIl Comitato Onu, nel suo rapporto, attacca duramente il Vaticano e chiede che vengano “immediatamente” rimossi dal loro incarico coloro che hanno commesso abusi sessuali sui bambini, o coloro che ne sono sospettati. Per il Comitato, infatti, il Vaticano finora ha “adottato politiche e pratiche” che hanno portato a continuare abusi su decine di migliaia di bambini e all’impunità degli autori. Le osservazioni finali sono state stilate in seguito all’esame del rapporto della Santa Sede sul rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo, e vi si legge che il Comitato è “seriamente preoccupato” dal fatto che la Santa Sede “non abbia riconosciuto la portata dei crimini commessi, non abbia adottato le misure necessarie per affrontare i casi di abusi sessuali su minori e per proteggere i bambini. Inoltre “ha adottato politiche e pratiche” che hanno portato alla prosecuzione di abusi e all’impunità degli autori.

I patrigni possono sposare le figlie 13enni: la nuova direttiva iraniana

iran-bimbe-sposano-patrigno-tuttacronacaShock per la decisione del Parlamento della Repubblica Islamica dell’Iran che a fine settembre ha votato una misura che autorizza i padri adottivi a contrarre matrimonio con le figlie appena tredicenni. La misura ha bisogno della convalida del Consiglio dei guardiani della Costituzione preposto, che è composto da dodici membri: sei alte autirità religiose e sei avvocati. L’approvazione del Consiglio è indispensabile per la messa in applicazione. La misura dovrebbe far parte di un vasto programma che ha lo scopo di proteggere l’infanzia. Ovviamente la direttiva ha acceso le polemiche suscitando le ire dei difensori dei diritti umani, preoccupati anche per le derive pedofile che potrebbe celare. In Iran le giovani possono sposarsi dopo aver compiuto 13 anni in presenza del consenso paterno. Se c’è l’accordo di un giudice, possono però essere condotte all’altare anche prima del sopraggiungere di questa età. La battaglia per l’abrogazione, tuttavia, non sembra facile. Come viene ricordato anche da Polisblog, tra le giustificazioni dei sostenitori del testo c’è anche la questione dell’hijab, il velo che le figlie adottive devono indossare in permanenza presenza del padre e che invece possono dismettere in casa in seguito alle nozze, un vantaggio secondo la posizione del governo di Rohani. Per l’avvocato Shadi Sadr, dell’ONG Justice for Iran, si tratta però di una giustificazione che lascia sconcertati. Il legale aggiunge anche: “Sposarsi con un figlio adottivo non fa arte della cultura iraniana. Questa legge legalizza la pedofilia”.

Prete pedofilo? Alcune chiese che non risarciscono le vittime

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In Polonia, nella terra di Papa Wojtyla, ma anche una delle Chiese che al momento sono al centro delle più scabrose indagini per la pedofilia che sembrerebbe nascondersi tra i muri di queste comunità ecclesiali, il vescovo Wojciech Polak si scusa e offre solidarietà e supporto psicologico e terapeutico per le vittime dei preti pedofili, ma non aveva fatto cenno a risarcimenti. Oggi Jozef Kloch, il portavoce della Conferenza episcopale polacca ha ribadito che la chiesa non intende pagare risarcimenti alle loro vittime. In Polonia sono circa 27 i preti accusati di pedofilia ai quali recentemente si sono aggiunti altri due fra cui un arcivescovo ricercato a Santo Domingo.

“Età dell’innocenza” e sexting: sempre più giovani inviano materiale hard

sexting-cellulare-tuttacronacaL’innovazione tecnologica ha semplificato l’invio di materiale fotografico e di video in ogni momento della giornata e da qualsiasi luogo e accade che un bambino di 9 anni invii a una compagna di classe una foto di se stesso mentre fa la doccia. L’idea la copia da un suo amico, che ha ricevuto la foto di una ragazzina in costume. E’ l’inizio di una catena con toni che si fanno via via più espliciti. Il fenomeno si chiama sexting e prende vita tramite cellulari e computer. I problemi arrivano quando la situazione degenera: un ragazzino che si toglie la vita perchè minacciato o deriso in Facebook, un uomo arrestato con l’accusa di produzione e divulgazine di materiale pedopornografico, diffamazione e minaccia dopo aver pubblicato le foto hard della fidanzata. E sono solo alcuni casi. Gli psicologi Andrea Marino e Roberta Bucci dell’Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale di Roma hanno raccolto dei dati allarmanti al riguardo: sono anche ragazzi molto giovani, con un’età media che tocca anche bambini di 8-9 anni, a inviare questo materiale. Un’indagine del 2009 di Associated Press e MTV ha intervistato 1.247 giovani tra  i 14 e i 24 anni: il 13% delle donne e il 9% dei maschi hanno dichiarato di aver inviato una foto o un video di se stessi nudi o semi-nudi.  Nel 2012, un’indagine conoscitiva di Telefono Azzurro ed Eurispes ha evidenziato che un ragazzo su 5 ha trovato proprie foto imbarazzanti in Rete: un anno prima la percentuale era solo di uno su 10. Il 12,3% dice di aver inviato materiale a sfondo sessuale e comunque nel 41,9% dei casi i giovani dicono di non veder nulla di male nel sexting.

Emiliano Lambiase, psicologo all’Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale, si occupa del rapporto tra i problemi sessuali e la tecnologia e spiega: “In generale i ragazzi non si preoccupano: è quasi normale inviare e ricevere foto o video pornografici, anche perché molto spesso sono così giovani da non cogliere la pericolosità della loro azione”. “I bambini arrivano da noi quando i genitori si accorgono che qualcosa non va. I ragazzi più grandi quando si rendono conto di avere problemi sessuali a causa di una dipendenza da videochat e sesso “virtuale”. Il percorso per uscirne è lungo”. Il problema è che “Nella testa delle persone più fragili si crea una specie di cortocircuito” tra linguaggio reale e linguaggio virtuale “che fa perdere l’equilibrio, c’è un sovraccarico. Così siamo più distratti, abbiamo meno memoria e meno capacità di avere un rapporto emotivo con gli altri. La perdita di un punto fisso definisce la realtà virtuale come unica: è una dipendenza.” In un simile circolo, cambia anche il rapporto con il sesso: “La dipendenza da cybersesso brucia le tappe. Se prima un dipendente sessuale ci metteva più tempo ad essere totalmente assuefatto, ora i tempi sono immediati.” Per quel che riguarda i giovani, il rischio è che venga a mancare “una sana crescita sessuale.” Se internet permette di superare l’ansia da rifiuto, infatti, i problemi poi sorgono quando arriva il momento dell’approccio reale. “Il cybersesso e il sexting hanno conseguenze pericolose: i ragazzi non riescono più a lavorare, studiare e sono colti da depressione.” Ma il sexting, vissuto inizialmente come qualcosa in cui non si ravvisa nulla di male, può avere serie ripercussioni, come spiega sempre lo psicologo al Corriere della Sera. “Tra 16 e 18 anni almeno un ragazzo su 10 si è trovato in pericolo dopo avare messo online foto si se stesso nudo. Spesso le immagini vengono spedite a gente di cui ci si fida. Ma non si è al corrente della fine che poi faranno e soprattutto i messaggi vengono inviati senza il consenso dell’altro. Poi girano in rete e l’utilizzo da parte di altri può essere pericoloso. Si può entrare nella sfera della pedofilia, ma anche del cyberbullismo che fa leva su meccanismi psicologici davvero delicati. Il suicidio è l’ultima tappa, ma bisogna tenere conto che le persone che finiscono in questi vortici sono sempre le più deboli e fragili.”

Facebook censura gli artisti, vittima anche Ravelo, fotografo dei bimbi crocefissi

 

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Erik Ravelo, fotografo per Colors e per Fabrica, e autore di una campagna di forte impatto dal titolo Los intocables, dove venivano ritratti alcuni minori crocefissi ai propri carnefici, è stato censurato su Facebook. “Quando l’ho postata mi è arrivata una notifica dal Social network con la quale mi avvisavano che non posso caricare immagini per 7 giorni e che se metto altri contenuti non appropriati mi bloccheranno il profilo”. E qui scatta l’ira di Ravelo  “La mia è una campagna artistica che è diventata virale in rete, fatta senza alcuno sponsor e che ha l’obiettivo di protestare contro la pedofilia. Perché viene censurata, quando su Facebook gira di tutto?”.

Erik Ravelo, per esprimere liberamente la sua arte aveva abbandonato Cuba quando aveva 18 anni, ma ora ci pensano i social network a censurarlo. Il fotografo si è anche chiesto come è “Possibile che non venga compresa la differenza tra contenuti inappropriati  e arte?”

Ravelo non è il primo e probabilmente non sarà l’ultimo a cui sono state o saranno rimosse immagini dichiarate come contenuti inappropriati mentre sono foto artistiche o di protesta.  È successo anche con le il profilo delle Femen ed è capitato anche ad altri artisti. Basta che qualcuno segnali la fotografia e scatta il procedimento. E se il flusso delle immagini è talmente vasto da controllare, è incredibile come iniziative di questo tipo vengano bloccate in rete, dove la libertà di espressione dovrebbe essere tutelata è salvaguardata.

 

Pedofilo arrestato grazie a “Le Iene”.

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Un servizio de “Le Iene” dal titolo “Storia di un pedofilo”, trasmesso il 27.01.2013 in cui venivano intervistati la mamma della vittima e il presunto pedofilo hanno permesso alle forze dell’ordine di arrestare C.D. , con l’accusa di prostituzione minorile e violenza sessuale. L’uomo avrebbe chiesto prestazioni sessuali a un minore e in cambio, oltre a pagarlo, avrebbe anche regalato al bambino un Iphone 4 e una consolle per giochi acquistati mediante finanziamenti. La madre insospettita da questi oggetti ha chiesto spiegazioni al figlio, il quale ha raccontato gli incontri con l’uomo. Durante l’arresto le forze dell’ordine hanno sequestrato anche materiale informatico.

 

Il vicino-pedofilo libero di tornare a vivere nei pressi della sua vittima

pedofilo-libero-tuttacronacaIn attesa della cassazione, può tornare a vivere vicino alla tredicenne che ha violentato per tre anni, dal 2005 al 2008, un militare in pensione che nel 2011 era stato condannato per pedofilia. Questo perchè la Corte d’Appello della Capitale ha revocato il divieto di dimora che pendeva su di lui. Repubblica ricostruisce la vicenza, iniziata nel 2005, quando la madre lasciava spesso la bambina, che all’epoca aveva cinque anni, ai vicini di casa. La piccola inizia a soffrire di tachicardia parossistica ma bisognerà attendere il 2010 perchè la vittima racconti quanto accade. La denuncia scatta nel 2010 e l’uomo viene processato con rito abbreviato e condannato a tre anni di reclusione. E’ colpito anche da un divieto di dimora che comprende il palazzo e le vie vicine a dove vive la bambina: l’ex militare viola però la disposizione giudiziaria e il provvedimento viene così esteso in tutto il Lazio. La condanna è stata poi confermata nel maggio di quest’anno in secondo grado ma a luglio la Corte di appello revoca il “divieto di dimora” per la caduta delle esigenze cautelari, dato “il tempo trascorso dall’adozione della misura” che “l’età avanzata dell’imputato”. E permette di fatto all’uomo di tornare a vivere accanto alla sua vittima.

Bambini oggetto abusati dal sacerdote cileno Pinuer.

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Bambini e adolescenti di strada affidati al sacerdote Orlando Rogel Pinuer nella speranza di salvarli dalla strada e potergli assicurare un futuro. Invece hanno conosciuto l’inferno diventando schiavi di un religioso che in realtà era un pedofilo seriale che ha violentato e abusato sessualmente di moltissimi giovani. Orlando Rogel Pinuer non ha rispettato neppure i luoghi sacri, abusando dei ragazzi anche  tra la sacrestia e l’altare della chiesa di Temuco, nel Cile meridionale.  Proprio oggi, dopo le numerose denunce, il sacerdote è stato condannato: riconosciuto colpevole di abusi sessuali ai danni di almeno 4 giovani tra i 14 e i 16 anni, tra il 2006 e il 2011. C’erano anche altri casi di violenze, ma sono finiti in prescrizione per la scarsità di prove. Domenica si saprà con certezza la pena che il sacerdote dovrà scontare.

 

La crocefissione degli “innocenti” che sta facendo discutere il web

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Una provocazione shock quella dell’artista Erik Ravelo che ha “crocefisso” i bambini ai loro “carnefici”. Secondo Ravelo i bambini sono vittime di una società consumistica che li schiaccia e li maltratta.  La sua opera dal titolo “Gli intoccabili” raffigura i bambini crocefissi all’obesità, alle armi, ai presti pedofili, al commercio di organi, al nucleare e al turismo sessuale. Le immagini in rete hanno suscitato scalpore e polemiche.

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Il padre di famiglia che offre 30 euro a un 13enne per fare sesso

30-euro-sesso-tuttacronacaUn sessantenne, sposato, padre di famiglia e molto conosciuto in zona. E’ questa la descrizione di un presunto orco individuato dai carabinieri di Resana, in provincia di Treviso. L’uomo si sarebbe rivolto a un 13enne del luogo dichiarando: “Sei ben sviluppato, posso offrirti anche 30 euro”. Il ragazzino, sconvolto, ha raccontato tutto ai genitori che hanno denunciato l’accaduto, permettendo ai carabinieri d’individuare il pedofilo ora denunciato per adescamento di minori con fini sessuali. Il relativo fascicolo, per l’uomo che in passato ha anche avuto modo di operare con i giovani della zona, è già stato aperto in Procura a Treviso. Le indagini però proseguono. I carabinieri della stazione di Castelfranco hanno sentito sia il ragazzino adescato che il presunto pedofilo. L’uomo prima avrebbe negato, poi minimizzato e quindi confermato l’accaduto. Il fatto è accaduto una decina di giorni fa fuori da un bar. L’adulto ha fermato il ragazzino con una scusa per poi toccarlo sul petto con un pizzicotto. E’ stato allora che ha dichiarato, sorridendo in modo inequivocabile: “Ma tu hai avuto lo sviluppo”. Quindi ha interpellato il giovane, chiedendogli se gli piacesse andare in bicicletta e se volesse fare un giro fino alle sorgenti del Sile. “Dai, vieni: ti regalo anche 30 euro”. A quel punto, il 13enne se n’è andato.  Dopo essere stato individuato, luomo ha prima dichiarato di trovarsi, a quell’ora, a Camposampiero, nel Padovano, negando così il fatto. Poi, davanti a riscontri inconfutabili, ha ammesso spontaneamente minimizzando: “Non l’ho toccato e non ho fatto nulla”. Quanto è bastato ai carabinieri di denunciarlo per adescamento.

Prete condannato per reati sessuali, va in gita con i bimbi

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C’è sconcerto, paura e rabbia in queste ore a  Casirate d’Adda, nella Bassa Bergamasca, dove don Luigi Mantia, sacerdote che il 26 febbraio scorso aveva patteggiato due anni, con pena sospesa, per atti sessuali con minorenni (di 8 e 12 anni), si appresta a partire per una settimana di vacanza in montagna a Zambla con alcuni bambini che frequentano l’oratorio. Come è possibile che un prete condannato per pedofilia possa ora accompagnare in gita dei bambini? Per una serie di vicissitudini il sacerdote ora potrebbe prendere parte a questa settimana estiva con il gruppo dell’oratorio. Don Luigi Mantia infatti è in “prestito” a Pumenengo, in provincia di Bergamo, dove manca il parroco da maggio e quello nuovo arriverà a settembre. Nel frattempo don Luigi è stato inviato a Casirate e tutto fa presagire che anche lui partirà con i bambini. La curia di Cremona ha smentito la notizia e a rassicurato i genitori che il religioso non prenderà parte alla gita, ma la rabbia dei genitori non si è placata. Come è possibile consentire che un prete condannato possa di nuovo stare in oratorio? Come è possibile che sia ancora a contatto ancora con i ragazzi?

Il prete al bimbo “se fai sesso con me, tuo nonno va in paradiso”

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Non hanno bisogno di commento le parole pronunciate da un sacerdote britannico a un bambino di appena 7 anni preoccupato per la malattia del nonno:«Tuo nonno andrà in paradiso solo se soddisfarrai le mie voglie sessuali». Il religioso, 55enne, James Martin Donaghy, come riporta il Belfast Telegraph, è stato processato e condannato per un totale di 17 reati sessuali tra cui aggressione indecente e commettendo atti di grave indecenza contro tutte e tre le vittime.  Questo è l’ultimo caso che scuote la chiesa dopo i recenti scandali e polemiche hanno gettato ombre sui sacerdoti.

L’istruttore pedofilo: invitava i ragazzi a casa dopo gli allenamenti

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Ha 44 anni ed è originario di Recanati (MC) l’ex insegnante di ginnastica di una scuola elementare di Ancona, oggi allenatore che ora è stato arrestato con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico, violenza sessuale e pedofilia.  Sembra inoltre che avesse avuto rapporti anche con un minore disabile. La “tecnica” utilizzata dall’allenatore sarebbe stata quella di invitare qualche suo giocatore a casa sua dopo gli allenamenti. Qui aveva installato anche  varie microtelecamere nascoste nel bagno in maniera tale che quando glielo faceva utilizzare affinche’ potessero farsi una doccia, ne approfittava per filmarli di nascosto.

I nostri 7 giorni: quelle scosse che fanno sobbalzare l’Italia

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E’ stata scossa l’Italia, in tutti i sensi, questa settimana. La terra continua a tremare in Toscana e anche oggi la paura è serpeggiata nelle zone già colpite con forza la settimana scorsa, senza contare i disagi provocati dal maltempo. Lla pioggia ha creato non pochi disagi anche a Rimini nei giorni scorsi, dove una donna è  stata rinvenuta morta nel giardino della sua abitazione, mentre la pioggia caduta sul Gargano ha ridotto la Puglia in ginocchio. E se non è l’acqua, è il fuoco a creare non pochi disagi: ne sanno qualcosa gli abitanti di Taranto, che sono stati minacciati dalle fiamme. Ma non è solo la Natura a mettere in pericolo l’uomo: è la sua stessa incoscienza a volte, come nel caso del solarium crollato durante la festa organizzata per la sua inaugurazione e che non aveva ancora ricevuto l’agibilità. E’ accaduto nel catanese e solo la dea bendata ha permesso che non ci fossero morti. Ad essersi trasformato in tragedia è stato invece l’incidente di un pullman in Montenegro, avvenuto una settimana fa, ma che per tutta la settimana ha attratto l’attenzione. Altre volte, ancora, non è il “caso,” ma la cattiveria umana a guidare verso azioni ingiustificabili, come nel caso dell’aggressione ai danni della showgirl dominicana Marysthell Garcia Polanco. Insomma, sembra che l’insicurezza stia cercando d’impadronirsi della nostra quotidianità.

insicurezzaDel resto, come potrebbe essere diversamente quando giungono, ancora e ancora, notizie che sembrano determinate a minare ogni minimo appiglio che abbiamo? Sicuramente è trascorso del tempo quando guardavamo alla Chiesa come un rifugio sicuro e al prete come confessore fidato, ma ciò non toglie che scoprire che anche il cerimoniere pontificio è stato accusato di pedofilia fa davvero tremare la terra sotto i piedi. A questo punto viene da chiedersi se anche Berlusconi abbia percepito l’instabilità che lo circonda dopo la sentenza di condanna per il processo Ruby, com’è stato ribattezzato. Forse è per questo che ora cerca di aggrapparsi alla sua vecchia creatura, Forza Italia? A Sentire la Santanchè il Cavaliere sarebbe “sereno”, però la berlusconiana approva l’idea dell’immunità parlamentare: ma quale innocente si appella all’immunità? Chi davvero deve iniziare a sentirsi poco stabile potrebbe essere il Movimento 5 Stelle, che ha perso l’ennesima parlamentare, Fabiola Anitori. Ma se i deputati ormai sembrano essere un’incognita (chi sarà il prossimo a lasciare? chi non restituirà la diaria? chi si opporrà al Semplice Portavoce?) l’interrogativo ora lo pone Panorama su Grillo: le vacanze scontate presso la Valtur sono accomunabili ai favoritismi ad altri politici o si tratta si semplici contratti lavorativi? Ma forse i misteri più affascinanti sono quelli che ancora non hanno spiegazioni, come l’effige che si muove all’interno della sua teca nel museo di Manchester. Altre volte, invece, le spiegazioni ci sono, ma l’effetto meraviglia è assicurato ugualmente, come nel caso di una casa a Londra che sembra permettere di sfidare le leggi stesse della fisica: la “Dalston House” è un’installazione di Leandro Erlich davvero unica nel suo genere. Così come unica era e resterà Margherita Hack, la stella che ci ha lasciati questa settimana. La consolazione? Splenderà per sempre nel firmamento delle grandi donne che ci hanno resi fieri del nostro essere italiani.

GOOD NIGH, AND GOOD LUCK! 

Jackson e la pedofilia, le accuse continuano anche dopo la morte

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Non si placano le accuse della presunta pedofilia di Michael Jackson. A 4 anni dalla morte si aggrava la posizione del cantante defunto per abuso di farmaci. Secondo il Sunday People ci sarebbero dei file segreti dell’Fbi che confermerebbero l’accusa di pedofilia con l’aggravante della corruzione. Il cantante, secondo il Sunday, avrebbe pagato almeno 35 milioni di dollari a due dozzine di teenager, vittime dei suoi abusi sessuali. Secondo l’articolo redatto dal giornale americano i documenti affermerebbero che che gli abusi sessuali sarebbero iniziati nel 1989 a Neverland, nella fantasmagorica villa di Jackson e si sarebbero protratti per tutti gli anni ’90.

Jackson, non è un mistero per nessuno amava stare insieme ai bambini, ma secondo le ultime rivelazioni, non di rado passava delle ore a guardare film porno insieme alle piccole vittime che venivano spesso toccati nelle parti intime dal cantante. Di questo era al corrente, secondo il Sunday anche l’Fbi che avrebbe saputo la verità su Jackson già nel 2002, quando cominciò a indagare su Anthony Pellicano, il detective delle star, coinvolto in decine di casi di spionaggio privato e assunto da Jackson per annacquare le accuse di pedofilia contro di lui. Tra i documenti sequestrati a Pellicano, c’erano numerosi fascicoli sullo stesso Jackson, che provavano chiaramente le accuse di pedofilia. Anche un collaboratore di Pellicano avrebbe confermato all’Fbi che Jackson era un pedofilo. Peccato che questi documenti non siano stati trasmessi ai pubblici ministeri che nel 2005 tentarono invano di inchiodare Jackson nel controverso processo per molestie sessuali.

E’ proprio il collega di Pellicano che intervistato dal Sunday People, in cambio dell’anonimato, avrebbe confermato le accuse contro la pop-star.

L’uomo ha dichiarato di aver deciso di dire pubblicamente la verità sul cantante dopo che il coreografo Wade Robson, che negli anni novanta era uno dei tanti bambini che frequentavano Neverland, ha recentemente accusato Jackson di abusi sessuali e ha lanciato una causa milionaria contro il patrimonio della star scomparsa.

L’investigatore ha dichiarato che conserva una copia dei documenti dell’Fbi dove sono presenti i nomi di almeno 17 vittime di abusi, tra cui cinque bambini attori e due ballerini.

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Jackson li avrebbe pagati lautamente in cambio del silenzio: «Elizabeth Taylor, amica di Jackson, avrebbe consigliato al cantante di assumere Pellicano – dichiara l’anonimo investigatore – L’attrice si era servita di Pellicano per fermare le notizie sui suoi problemi con la droga. Pellicano aveva legami molto forti con personaggi chiave dei media americani e riusciva a influenzarli. Grazie al lavoro di Pellicano il mondo e i fan di Jackson non hanno mai saputo cosa realmente è avvenuto a Neverland per 15 anni». D

Gli avvocati della famiglia del cantante però smentiscono le rivelazioni del giornale britannico e  affermano che Jackson avrebbe pagato solo l’allora tredicenne Jordan Chandler che nel 1993 sarebbe stato abusato sessualmente dalla star.

 

Pedofili al Vaticano… solo falsità.

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E’ stato arrestato Patrizio Poggi, l’ex religioso che aveva denunciato l’esistenza di un’organizzazione criminale dedita a reclutare ragazzi, anche minorenni, per farli prostituire con esponenti del clero romano.

Le indagini hanno però dimostrato una versione molto diversa dove Poggi Poggi avrebbe «concepito e attuato un piano calunnioso, prospettando circostanze non veritiere o, comunque, basate su mere dicerie – si legge nella nota -, in quanto animato da risentimento per motivazioni personali nei confronti di alcuni dei prelati da lui accusati di fruire di prestazioni sessuali omosessuali a pagamento con minorenni».

Poggi era convinto, secondo i carabinieri, «che l’esito positivo delle indagini da lui stimolate sul fenomeno dei cosiddetti ‘preti pedofilì potesse incidere positivamente, anche con iniziative ricattatorie, sul suo tentativo di ottenere dal Vaticano la revoca del provvedimento di dimissione dallo stato clericale e su un’eventuale revisione del processo con cui era stato condannato, in passato, per atti sessuali con minorenni».

Le indagini hanno poi portato alla luce come Poggi avrebbe «pianificato – e costruito – false prove testimoniali concernenti abusi su minori commessi dalle persone da lui denunciate, al fine di suffragare ulteriormente le sue dichiarazioni; cercato di influire su alcuni soggetti da lui citati quali testimoni affinchè, convocati dall’autorità giudiziaria per essere sentiti quali persone informate sui fatti, fornissero una versione coerente con il quadro da lui delineato in sede di denuncia».

L’ex sacerdote si trova ora a Regina Coeli.

Vaticano nel caos: primi arresti

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Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, ha arrestato questa mattina un alto prelato, Nunzio Scarano, un religioso con un ruolo di spicco all’Apa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, l’organismo che gestisce i beni della Santa Sede). Insieme a lui sono stati arrestati anche un funzionario dei Servizi Segreti, Giovanni Maria Zito, un funzionario dell’Aisi, e un broker finanziario italiano che lavora soprattutto all’estero, Giovanni Carenzio. Tra i reati contestati, oltre alla truffa ed alla corruzione anche la calunnia, all’interno di una indagine che riguarda ingenti somme che sono rientrate dalla Svizzera. L’ammontare sarebbe di circa 20 milioni cash di proprietà di alcuni amici del monsignore a bordo di un jet privato. Per questo «servizio», Zito avrebbe ricevuto 400 mila euro. Gli arresti arrivano il giorno seguente allo shock per le accuse di pedofilia che ieri avevano interessato il cerimoniere pontificio: Don Franco Camaldo

 

Shock in Vaticano: accusato di pedofilia il cerimoniere pontificio

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Franco Camaldo, 61 anni, di Lagonegro (Potenza), decano dei cerimonieri pontifici (cioè dei prelati che assistono il Papa nelle funzioni religiose da lui presiedute) è stato coinvolto nello scandalo dei presunti preti pedofili e gay in Vaticano. Il suo nome sarebbe stato fatto dall’ex l’ex sacerdote, Patrizio Poggi, che si è presentato davanti ai carabinieri di Roma per raccontare di un giro di ragazzi romeni che sarebbero stati adescati per soddisfare sessualmente alcuni religiosi.

Certo che qualcosa non andasse per il verso giusto lo avevano notato in molti. A Lagonegro dove 10 giorni fa don Camaldo si era recato per venerare la protettrice del luogo ed era stato quasi disarcionato dal suo mulo. Secondo alcuni credenti locali quel segno non era per nulla buono. E la bufera non è tardata ad arrivare. Secondo Poggi uno dei responsabili delle violenze sarebbe proprio l’attuale cerimoniere del Papa, ma non sarebbe certo il solo che figura nella ricostruzione dell’ex sacerdote.

L’elenco comprende, tra gli altri, anche l’attuale vescovo di Tivoli, mons. Mauro Parmeggiani, mons Nicola Tagliente, cappellano della Polizia di stato e don Domenico Repice, già arrestato nel 2006 nell’operazione «Fiori nel fango 2». Sui gravi episodi denunciati da Poggi che vedono coinvolti esponenti del clero anche di alto livello, come il religioso lucano, la Procura di Roma mantiene il massimo riserbo e fa sapere che al momento non ci sarebbero indagati.

Don Franco Camaldo non è la prima volta che cade sotto la lente della giustizia. Nel 2010, infatti, era stato coinvolto nell’inchiesta sulla «cricca» Balducci–Anemone (gli appalti dei grandi eventi), per la storia un prestito di 280 mila euro. Prima ancora, nel 2006, era stato coinvolto in u n’inchiesta del pm di Potenza Henry John Woodcock , che lo ascoltò, in qualità di testimone, anche in relazione alla vicenda di Emanuela Orlandi in quanto segretario particolare del cardinale Ugo Poletti (vicario di Paolo VI e di Wojtyla fino al ’91), dal 1984 al 1997, anno della morte di Poletti. Le domande vertevano sui motivi della tumulazione nella basilica di Sant’Apollinare del boss della Banda della Magliana Enrico De Pedis.

Don Camaldo poi non ha solo amicizie pontificie, ma vanta frequentazioni anche al di fuori dei religiosi. Tra i suoi amici compare anche lo stilista Gai Mattiolo. Il religioso ha poi un proprio sito Internet con il quale intrattiene rapporti con molte persone e si presenta pubblicamente.

Per approfondimenti sullo scandalo IOR vedi:

Vaticano nel caos: primi arresti

Quel mostro di padre che costringe i figli a subire abusi sessuali

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E’ stato arrestato dai carabinieri un 55enne residente nel Salernitano. Con lui anche due suoi amici, un 51enne e un 57enne. L’uomo, padre di tre figli di età compresa tra gli undici e i sedici anni, costringeva la propria prole e subire abusi sessuali. In alcune occasioni, i rapporti sessuali sono anche stati filmati e i video poi immessi nel mercato della pedopornografia. Le indagini avevano preso l’avvio nel marzo scorso.

Denuncia i pedofili e finisce in carcere.

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Lei è una nota attivista per i diritti delle donne e si chiama Ye Haiyan, ma in Cina protestare, si sa, può portare gravi conseguenze. Qualche giorno fa una sua foto aveva riscosso enorme successo e aveva generato una vera e propria campagna, diventata virale, sul web. La donna si era fatta ritrarre con un enorme cartello su cui era scritto:   “Preside, chiamami se vuoi andare a letto, lascia in pace i bambini“ riferito al preside di una scuola accusato, insieme a un altro dipendente della stessa, di abusare delle bambine affidate alle sue cure stuprandole.

Quando Ye Haiyan torna a casa ad attenderla ci sono delle persone che, secondo Haiyan, avrebbero cercato di aggredirla. Lei si sarebbe difesa con un coltello da cucina ferendo lievemente tre donne. Naturalmente per il governo cinese, queste persone, erano andate dalla donna per una serie di vecchie storie personali e la stessa attivista in un primo momento le avrebbe accolte in casa e poi le avrebbe ferite.

La donna è stata condannata a 15 giorni di carcere. 15 giorni in cui lei, donna sola con una figlia 13enne non sa proprio come gestire. Così sono insorti gli attivisti denunciando come in Cina nessuno può toccare i pedofili senza finire in carcere.

Quando l’orco è in casa: i nonni pedofili

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Hanno perpetrato orrendi abusi sui loro nipotini, un bimbo di sette anni e una bimba di otto i due nonni arrestati oggi: un uomo di 65 anni e una donna di 50. Con loro in manette anche una terza persona, un 30enne. Le piccole vittime sono state violentate, vendute per pochi euro ad amici, fotografate durante gli squallidi incontri e segregate in casa. La polizia di Messina ha posto infine termine a queste atroci sevizie, accusando i tre adulti di violenza sessuale, pedopornografia e riduzione in schiavitù. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Vermiglio su richiesta del pm Liliana Todaro e l’inchiesta ha messo in luce lo stato di miseria e profondo degrado in cui vivevano i due fratellini, affidati ai nonni nel 2009, dopo la morte della madre, mentre il padre aveva problemi di droga.

L’ennesima vergogna di Facebook!

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Da settimane ormai gira indisturbato sul web un profilo di Facebook veramente raccapricciante. Si chiama Musica e Canto, ma il suo hobby preferito è quello di chiedere a genitori di inviare foto con i “sederini” di bebè che si trovano in rete su cui poi disquisire approfonditamente sulle attività che il pedofilo vorrebbe compiere su quei neonati. Altra attività preferita dell’utente è quella di adescale bambini tramite il network e intrattenere conversazioni spinte. Nonostante più volte sia stato segnalato lo staff di Facebook non lo ha ancora rimosso. E’ nata anche una pagina-gogna per sensibilizzare gli amministratori del social network, ma sembrano veramente sordi.

 

Arrestato Don Marco Rasia, accusato di pedofilia.

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Pedofilia e chiesa, ciò che fino a qualche tempo fa faceva scalpore oggi, purtroppo, è spesso tra la cronaca dei nostri giornali e ha lasciato il posto all’indignazione e alla tristezza. Ieri è stato Don Marco Rasia, sacerdote 44enne a essere arrestato con la più infamante tra le accuse. Don Marco era coadiutore della parrocchia di Omegna (Verbania), ma gli abusi sessuali su minori sarebbero avvenuti quando prestava servizio nella parrocchia di Castelletto Ticino.  La Diocesi di Novara ha espresso  «sorpresa, sgomento e tristezza» e ha garantito la «massima trasparenza nei confronti della comunità civile ed ecclesiale».

Le indagini devono ora accertare se altri episodi analoghi si siano verificati anche a Omegna, dove il sacerdote era coadiutore dell’oratorio della parrocchia. Proprio di recente don Marco aveva chiesto, e ottenuto, al vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla, un periodo di distacco dagli impegni pastorale. La decisione del vescovo, precisa la diocesi nella nota, «era motivata da elementi per i quali non era possibile prevedere i successivi sviluppi». Come mai all’improvviso il sacerdote aveva chiesto una pausa dai suoi impegni?   

Papa Francesco vs preti pedofili

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Papa Francesco era appena stato eletto quando Colm O’Gorman, fondatore di One in Four, una delle associazioni irlandesi che sostiene le vittime degli abusi commessi dai sacerdoti sui bambini, affermava: “Ancora non lo conosciamo a sufficienza ma la speranza è che stiamo per entrare in un’era di maggiore umiltà, umanità e apertura. O, almeno, questo è quello che ci auguriamo”. L’uomo ha poi affermato di aver sentito “una scintilla di speranza” ascoltando le prime parole del neoeletto Pontefice: “C’era umiltà e umanità, era affascinante e incoraggiante”.

Nei mesi precedenti, la Chiesa Irlandese era stata travolta dallo scandalo di Sean Brady che, secondo le testimonianze raccolte dalla Cnn, sarebbe stato al corrente delle violenze sessuali perpetrate da padre Brendan Smyth, che per decenni abusò di numerosi bambini. Non solo Brady in Irlanda, anche l’arcivescovo Roger Mahony, in California, era stato accusato di aver coperto centinaia di casi di abusi, mentre in Scozia Keith O’Brien, si è dimesso dopo aver ammesso la propria “condotta non appropriata”, ma solo dopo essere stato pubblicamente accusato da altri tre sacerdoti. Le associazioni che si occupano della tutela e del supporto alle vittime, quindi, vedono nell’elezione di un nuovo Pontefice la speranza della fine dell’omertà da parte del Vaticano e dello stesso Benedetto XVI.

Papa Francesco ha fatto ora pervenire la sua risposta al riguardo, affrontando il tema nell’udienza con monsignor Gerhard Ludwig Muller, prefetto della congregazione per la dottrina della fede. Il Pontefice ha confermato una linea dura ed intransigente contro la pedofilia all’interno della Chiesa, “perché si agisca con decisione per quanto riguarda i casi di abuso sessuale”.

L’Olanda ammette i club pedofili!

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Sentenza choc di una corte d’appello olandese che ieri – ribaltando la sentenza di primo grado – ha stabilito che non deve essere vietata l’attività di una fondazione che promuove la pedofilia. Lo scorso anno il tribunale civile di Assen aveva ingiunto lo scioglimento del gruppo ‘Stitching Martijn’ rilevando che le sue proposte sui contatti sessuali tra adulti e bambini erano contrarie alle norme ed ai valori della società olandese.
Ieri la corte d’appello di Leeuwarden ha affermato che i testi e le foto presenti sul sito web della fondazione non contravvenivano la legge. Aggiungendo che il fatto stesso che alcuni dei suoi membri siano stati condannati per reati sessuali, non andava connesso al lavoro della fondazione stessa.
La Corte d’appello ha rilevato che le proposte per la liberalizzazione della pedofilia sono «una seria contravvenzione di alcuni principi del sistema penale olandese», in particolare per quanto concerne la minimizzazione dei «pericoli dei contatti sessuali con giovani».
Ma i giudici hanno sentenziato che la società olandese è sufficientemente «resistente» per affrontare «le dichiarazioni indesiderabili ed il comportamento aberrante» promosso dal gruppo fondato nel 1982 e sciolto lo scorso anno in seguito alla sentenza di primo grado. Il suo ex presidente, Martijn Uittenbogaard, ha affermato che i 60 soci non si riuniranno per decidere i prossimi passi. L’ufficio del procuratore sta valutando l’ipotesi di un ricorso in terzo grado.

Violentata a 6 anni, vittima di un 70enne.

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Un 70enne chiamato a rispondere di violenza sessuale nei confronti di una bambina di sei anni ha cercato di difendersi dicendo: «Mai sesso completo, soltanto giochetti erotici». Se così fosse l’uomo avrebbe non solo aggravato la sua posizione, ma anche allargato le indagini alla scoperta di altri “orchi”. Ma purtroppo la verità è ancora più sconcertante.
La vittima oggi ha 12 anni e le violenze sarebbero cominciate nel 2007. L’uomo era un amico di famiglia del patrigno della piccola, che viveva in casa con loro. Gli abusi sessuali sono stati scoperti in seguito a una visita pediatrica e ginecologica dovuta a una malattia della bambina, che ha svelato come la piccola avesse avuto tra il 2007 e il 2010 rapporti sessuali completi che le hanno fatto perdere la verginità. Dopo la scoperta mamma e figlia sono scappate e hanno denunciato il 70enne.

L’uomo vive tuttora con il patrigno della vittima. Durante un interrogatorio in Questura ha spiegato: «Nessun contatto con la bambina fino al 2010. Poi, è vero, ci sono stati dei giochetti sessuali, ma era lei a venire nella mia camera. Io non sono mai andato a trovarla nel cuore della notte».

L’agghiacciante confessione del 70enne, solleva il sipario su quell’ancestrale e immorale idea della provocazione femminile. Nei casi di pedofilia appare ancora più vergognoso e umiliante attribuire atteggiamenti sessuali a una bambina di 6 anni.

Abusi su minore… condannato parroco a 9 anni!

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I giudici della Corte d’appello di Genova hanno confermato la condanna a 9 anni, sei mesi e 20 giorni di reclusione di carcere per Don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente accusato di violenza sessuale su minori, tentata induzione alla prostituzione minorile, offerte plurime di droga e cessione di cocaina. E stata invece ridotta (da 5 anni a 4 anni e 8 mesi) la pena per l’ex seminarista Emanuele Alfano, che era accusato di induzione alla prostituzione minorile.

MEA MAXIMA CULPA: il documentario shock sui preti pedofili!

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La Chiesa cattolica trema con questo docu-shock sui casi di pedofilia perpetrati in tutto il mondo da alcuni sacerdoti: è Mea Maxima Culpa: silenzio nella casa di Dio‘ di Alex Gibney. In questo film, la Chiesa non fa altro che negare, minimizzare e censurare, a partire dal Milwaukee dove quattro non udenti denunciano gli abusi subiti. Ma nel film, in sala il 20 distribuito da Feltrinelli Real Cinema (stasera in prima a Firenze e domani a Milano), anche le responsabilità del Papa emerito Ratzinger e dello stesso Papa Wojtyla e la speranza nel nuovo, ovvero in Papa Francesco. Intanto nel filmato le testimonianze di Terry Kohut, Gary Smith, Pat Kuehn e Arthur Budzinski, ormai adulti, vittime da ragazzi degli abusi sessuali di Padre Lawrence Murphy, direttore della St. John’s School di Milwaukee nel Wisconsin. Un sacerdote che, tra il 1950 e il 1974, ha abusato sessualmente di circa duecento bambini audiolesi senza subire alcun processo canonico e morendo da prete. Muovendo dalle accorate testimonianze di questi quattro personaggi, vittime sacrificali anche grazie al loro disagio, altri casi di pedofilia in America e in Europa sempre nel silenzio della Chiesa. Si parla dell’irlandese padre Walsh, del messicano di Marcial Maciel, amico di Wojtyla e inviso a Ratzinger, dando voce alle pagine presentate alla Corte penale internazionale dell’Aja dalla SNAP (Survivors Network of those Abused by Priests) e dalla Ong americana Center for Costitutional rights. Joseph Ratzinger sarebbe responsabile per essere stato per 25 anni a capo dalla Confederazione della fede e, dunque, a conoscenza dei fatti. Lo stesso Papa avrebbe poi ribadito il vincolo del segreto da mantenere durante la procedura investigativa e processuale. Papa Wojtyla, invece sarebbe colpevole, oltre che della conoscenza di questi crimini, dell’amicizia appunto con Maciel. Ovvero il sacerdote messicano colpito dalla pena della rinuncia a ogni ministero pubblico per atti di pedofilia compiuti su seminaristi della sua congregazione solo nel 2006, decisione approvata dall’allora papa Benedetto XVI.
«Papa Ratzinger ha fatto molto per queste vicende di pedofilia, ma non ha creato vera trasparenza e non ha aperto gli archivi diocesani, cosa invece accaduta in Germania, Belgio e Stati Uniti. Una cosa, quest’ultima, che potrebbe fare Papa Francesco» dice il vaticanista Marco Politi. E aggiunge:«il nuovo Papa si troverà sul tavolo anche questo problema. In Italia si possono calcolare circa 3000 casi nascosti valutando che ci sono 200 diocesi e nessuna ha mai fatto un’inchiesta, a parte quella di Bressanone che ha denunciato quindici casi». Spiega invece il regista premio Oscar per ‘Taxi to the Dark Side’: «i numeri sono impressionanti, ma va detto che al centro del film ci sono i miei quattro eroi che, con coraggio, hanno parlato mentre la Chiesa non li ha voluti ascoltare. Ratzinger – ribadisce il regista – era il responsabile della Dottrina della Fede e la sua responsabilità è quella di non aver fatto nulla. Non solo, dal 2001 aveva chiesto che ogni caso di questo tipo dovesse comunque passare prima dalla sua scrivania». Le sue dimissioni? «Sono l’atto più potente del suo pontificato – ha sottolineato oggi Gibney -. In questa maniera ha dimostrato di non essere in grado di affrontare queste cose, di essere davvero un uomo. Speriamo che Papa Francesco sia quello adatto». Il vaticanista Robert Mickens evidenzia invece:«I vescovi sono stati responsabili in Italia di non affrontare la cosa e di aver lasciato sole queste vittime innocenti che sono davvero i più poveri di tutti, doppiamente abusati, sessualmente e per essere non udenti».

E venne il giorno in cui la Chiesa PATTEGGIO’!

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L’arcidiocesi cattolica di Los Angeles ha accettato di pagare quasi 10 milioni di dollari (e poi è la Chiesa dei deboli e dei poveri?) per chiudere per vie extragiudiziarie 4 casi di abusi sessuali di un prete su minori. Si tratta del caso dell’ex sacerdote Michael Baker, di cui fu investito a suo tempo l’allora arcivescovo Roger Mahony, ora impegnato nel Conclave.

La notizia è stata confermata dall’avvocato della diocesi, Michael Hennigan, che ha sottolineato che il patteggiamento è stato deciso per tutti i casi in cui è accusato l’ex sacerdote Michael Baker: due di questi sarebbero dovuti andare presto sotto processo. Secondo l’autorità giudiziaria, in 26 anni di ministero l’ex sacerdote avrebbe molestato almeno 23 ragazzini. Solo nel 2007, messo sotto processo, aveva ammesso in tribunale abusi su due minori ed era stato condannato a 10 anni di carcere. Nel 2011 è stato rilasciato sulla parola.
Il caso Baker rientra nei documenti recentemente pubblicati dalla diocesi di Los Angeles da cui emerge che il prete incontrò nel 1986 l’allora arcivescovo Roger Mahony e confessò di aver molestato due fratellini per quasi sette anni. Mahony, che si trova a Roma per eleggere il nuovo papa, ordinò a Baker di sottoporsi a terapia psichiatrica in New Mexico ma alla fine il prete fu reintegrato nel suo ruolo sacerdotale e tornò a molestare di nuovo.

Cardinale shock!!

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«Che cosa è la molestia? Una carezza sulla testa o a mezza schiena o a fondo schiena? È un pizzicotto che fa godere?». Sono queste le parole choc di un cardinale anonimo intervistato sulla La7.
Il prelato, che parteciperà al prossimo Conclave, considera la pedofilia come un fenomeno fisiologico: «Altrimenti mettiamoci dentro una campana di vetro e siamo tutelati». L’uomo conclude dicendo che  in fondo chi cerca il contatto fisico sono gli stessi ragazzi: «D’altra parte, oggi la situazione di fragilità dei giovani porta anche i ragazzini a cercare l’affettività carnale. Un ragazzo sente il bisogno di una carezza o di un bacio perchè non li ha più in casa e quindi li cerca. E la persona che li dà può sbagliare».

QUANDO SI INIZIERA’ AD ALZARE LA CUPOLA DI SAN PIETRO?

Il satanico Savile!

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Il caso di Jimmy Savile non finisce di scandalizzare la Gran Bretagna e nuovi particolari emergono praticamente ogni settimana. Il più grave è stato riportato proprio oggi dalla stampa britannica. Per 50 anni Scotland Yard ha di fatto ignorato tutte le denunce di abusi sessuali, la maggioranza su minori anche fino a bambini di soli 8 anni, contro il popolarissimo presentatore della Bbc. E’ quanto emerge da un rapporto riservato degli ‘affari interni’ della polizia britannica (Her Majesty’s Inspectorate of Constabulary ), che ha anche lanciato l’allarme che quanto accaduto con Jimmy Savile possa ripetersi di nuovo. L’Hmic ha scoperto che a partire dalla prima denuncia, nel 1964, tracce di sole 5 indagini e due prove contro Savile, che ora e’ accusato di almeno 450 casi di violenze sessuali. Secondo il rapporto Scotland Yard non ha mai preso sul serio le accuse ne ha dato seguito alle accuse contro Savile, che cosi’ ha continuato indisturbato a perpetrare i suoi crimini. Savile è morto il 29 ottobre 2011 e viene ricordato da sempre come il conduttore di “Tops of the Pops”.

Pedofilo e coperto dal clero: storia di don Nello Giraudo

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Un prete pedofilo ligure coperto per anni dalla curia, che invece di fermarlo ha continuto a spostarlo di parrocchia in parrocchia, dal 1980 al 2010. La Iena Pablo Trincia ha intervistato alcuni uomini che, da adolescenti, hanno subito da l’ex padre Nello Giraudo ripetute richieste di essere masturbato o di masturbarli, senza poterne mai parlare, o addirittura impauriti con la minaccia di dovere portare la responsabilità del suo possibile suicidio, se ne avessero ferito la sensibilità raccontandone il vizio. Nello Giraudo ha continuato indisturbato a svolgere la sua professione religiosa fino alle dimissioni spontanee, e spesso con incarichi in cui gli venivano affidati ragazzi. Dopo aver raccolto la testimonianza di un sacerdote secondo cui la curia era al corrente dei fatti, e aver mostrato denunce inequivocabili, Trincia ha cercato di parlare con coloro che al tempo avrebbero dovuto gestire la faccenda, ovvero Monsignor Calcagno, Monsignor Sanguinetti, e Monsignor Lanfranconi. Ma nessuno dei tre, a un passo dal conclave, ha accettato di fornire spiegazioni sulla vicenda.

Un Conclave che si tinge di mistero!

Roger M. Mahony

Morale, giustizia terrena e giustizia divina… Può partecipare a un Conclave anche ci si è macchiato di un reato tremendo come la pedofilia? In California la domanda se la pongono in tanti, mentre i Cardinali sono già con la valigia in mano pronti a imbarcarsi sul primo aereo per Roma.

E della partita, fino ad un clamoroso contrordine, dovrebbe essere compreso anche Roger M. Mahony, 76 anni, arcivescovo emerito di Los Angeles che il 31 gennaio scorso era stato “sospeso da ogni incarico” dal suo successore, monsignor José H. Gomez come annunciava il Los Angeles Times a tutta pagina.

I file che l’attuale pastore della diocesi californiana aveva dovuto esaminare e che hanno costituito l’oggetto di un procedimento durato 5 anni presso la Corte di giustizia di Los Angeles (giudice Emilie Elias) non lasciano dubbi. La Chiesa, guidata da Mahony (dal 1985 al 2011) aveva combattuto per anni per mantenere segrete le denunce di abusi, in particolare nei confronti di un prete poi fuggito in Messico, Nicolas Aguilar Riveira (accusato di molestie su 29 minori nel corso di 9 anni di permanenza in diocesi).

Una decisione sofferta quella dell’arcivescovo Gomez che l’ha spiegata con una lettera ai fedeli e al clero: “Non ci sono scuse per spiegare quanto è successo, dobbiamo riconoscere un terribile fallimento” (oltre ad un’indennità di risarcimento alle vittime di oltre 600 mila dollari).

Al destino del cardinale Mahony (che dovrà presentarsi in tribunale il 23 febbraio e che finora non ha mai ammesso le proprie responsabilità,anzi si è lamentato pubblicamente dell’umiliazione subita) si associava quello del vescovo ausiliare Thomas Curry, vicario per il clero, già dimessosi da Santa Barbara (tra i due tutta una serie di strategie per “evitare interferenze della polizia”): per loro veniva mantenuta la facoltà di celebrare, ma non di tenere omelie, né parlare in pubblico. Un provvedimento “con effetto immediato”, che non aveva precedenti oltreoceano, anche per il fatto che si trattava di un vescovo che sanzionava due confratelli nell’episcopato di cui uno pure cardinale.

Solo il Papa avrebbe potuto compiere di più e procedere con la riduzione allo stato laicale o almeno rimuoverli (come accaduto lo scorso anno al vescovo australiano Morris, per “motivi di ortodossia”).

Ma ai rappresentanti delle associazioni delle vittime dei pedofili andava bene anche così, come aveva dichiarato all’indomani David Clohessy della SNAP “un piccolo gesto nella giusta direzione”.

Ora, con un Conclave imminente e inatteso, le cose si complicano e monta la protesta: non è questo che si attende oltreoceano da Santa Romana Chiesa, ma nessuno in terra americana può far nulla, anche se al cardinale Dolan, presidente della Conferenza episcopale, sono giunte richieste di attivarsi presso il Vaticano.

Si chiede in altre parole un ultimo gesto coraggioso da parte del pontefice che tanto ha fatto per far guarire la Chiesa da questa piaga: la revoca della porpora e di fatto l’impossibilità ad entrare in Conclave per eleggere il successore.

 

Un  precedente già c’è, conclusosi però in direzione contraria alle attese: nel 2005 una manifestazione in piazza San Pietro aveva chiesto che fosse impedito l’accesso al cardinale Bernard Law dimessosi da Boston sempre per aver coperto abusi, ma il cardinale partecipò normalmente al Conclave che elesse Benedetto XVI.

 

E in Irlanda c’è già chi si pone l’interrogativo per il cardinale Séan Brady, già dimessosi da presidente della Conferenza episcopale, ma anche lui finora nella rosa degli elettori. Se sono tanti i temi in gioco per un futuro Papa, questione la pedofilia di certo non è ancora archiviata.

Diminuiscono i casi di pedofilia nel clero… “solo” 600 denunce nel 2012

Molte denunce si riferiscono a episodi accaduti tra il 1965 e il 1985!

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Appello del Papa alla povertà e castità

INIZIASSE LA CHIESA A RIDISTRIBUIRE LA RICCHEZZA: I TESORI DEL VATICANO? LA PEDOFILIA? IL MANCATO PAGAMENTO DELL’IMU? CHE SE NE FANNO I FEDELI DELLE PAROLE DEL PAPA SE NON ARRIVANO A FINE MESE STROZZATI DALLE TASSE DELLO STATO ITALIANO? GLI ITALIANI PAGANO PURE PER LA CHIESA!

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Lelievre, il complice di Dutroux vuole diventare prete

Dopo la moglie di Dutroux, anche il complice Lelievre vuole diventare prete. Si convertono tutti o cercano un’alternativa al carcere?

IL CASO DUTROUX PUOI VEDERLO QUI!!!

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Molestava le piccole pazienti: 5 anni di reclusione a pediatra vicentino

Coach di Basket adesca allieva 13enne, lei si presenta con Cc. Arrestato.

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10 anni di orrore! Arrestato uomo che ha abusato della figlia per 10 anni

Lo ha denunciato un amico che aveva notato dei comportamenti strani. La polizia ha poi ritrovato un diario della ragazza. In quelle pagine veniva descritto l’orrore di un padre pedofilo.

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Caso pedofilia asilo Rignano: pm ricorre in appello.

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La pedofilia in Belgio passa per l’abbazia

Sgominata una banda di pedofili in Belgio tra questi anche un religioso che visionava le foto nella sua abbazia.

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Adesca vittime su Facebook… Allenatore pedofilo!

Salvatore Miggiano, 28 anni, ha adescato le sue vittime su Facebook e Messanger. Sarebbbero almeno 10 i ragazzi, tutti minori di 14 anni, caduti nella trappola dell’allenatore pedofilo.

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Gli adulti li guardano… 245 arresti in Usa per pedopornografia

Tra le 123 vittime di questa vergogna, anche bambini di 2 anni. Non è un mondo per l’infanzia???

Il pedofilo Savile adorava la Thatcher! S’incontravano per le opere benefiche di Jim

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Caso Savile: ennesimo arresto! 70enne portato in caserma questa mattina.

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Caso savile, l’inchiesta si amplia, 450 possibili vittime

82% di sesso femminile e 8 su 10 erano bambini o adolescenti.

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