Il rientro del capitano Giuseppe La Rosa

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E’ arrivata questa mattina, all’aeroporto militare di Ciampino, la salma del capitano Giuseppe La Rosa, ucciso in Afghanistan mentre, a bordo del Lince, rientrava alla base avanzata di Farah. Ad accogliere il militare, oltre ai familiari più stretti, i vertici militari: il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luigi Binelli Mantelli e dell’Esercito, Claudio Graziano oltre al nuovo Capo della Polizia, Alessandro Pansa. Presenti anche il premier Enrico Letta e il ministro della Difesa, Mario Mauro, mentre Napolitano prenderà parte ai funerali che si terranno alle 18. Ieri intanto la comunità della missione Isaf lo ha ricordato al suono di una cornamusa, al comando di Kabul.  

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Verdone disilluso? Roma “zozza e derubata”

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Verdone l’aveva raccontato in “Gallo Cedrone”. Aveva raccontato quella “sciatteria politica” capace di entusiasmare le folle, l’aveva raccontato con quell’iperbole entrata nella storia della commedia italiana di ricoprire il Tevere e fare un’autostrada a tre corsie come a Los Angeles! La frase shock, quella frase a effetto che diventa lo slogan della campagna elettorale. Una propaganda spesso vuota e sterile, fatta di non sense e di imprecisioni, di dati buttati in pasto a un popolo che non ha mai tempo di documentarsi, incapace di farsi un’idea politica e spesso talmente assorbito dal degrado e dalla sfiducia nella politica di votare per abitudine. Di votare in base al sensazionalismo che diventa il faro guida nelle mille frasi incomprensibili gettate da improvvisati politici. Così l’attore e regista si racconta al Fatto Quotidiano:

Chi è Feroci, il protagonista de “Il Gallo Cedrone” che si candida a sindaco della Capitale?

Verdone risponde così: “Un mezzo bullo, sicuramente mitomane e una netta inclinazione all’esibizionismo. I politici, mi sono accorto poi col tempo, hanno un piacere assoluto nella mitomania, che è una pura devianza dell’intelligenza, una cosa da psicanalisi, una questione evidente di regressione fantastica, estrema necessità di stupire ed esibirsi”. 

E chi sono gli italiani?

L’attore non ha dubbi: È un Paese così disunito, strano, distinto. A una parte di italiani il mitomane affascina, l’eccentrico fa proseliti, il miliardario conquista simpatie chiama all’emulazione, produce milizie che ingaggiano una lotta col destino per divenire ridens e pieni di banconote. Hanno un bisogno patologico di una suggestione forte, eccessiva.

Ma gli italiani che votano Berlusconi?

Verdone non ha dubbi: I politici dovrebbero sottoporsi a visita medica, ma anche gli italiani andrebbero indagati bene. Serve indagine sanitaria approfondita e collettiva. Lui è strano, bizzarro, esibizionista (‘sta storia di Ruby, delle escort porta solo là). Ma anche noi non scherziamo.

Come è Roma vista oggi con gli occhi di Carlo Verdone?

Zozza, trascurata, insicura. Le mura sbrecciate e imbrattate, le strade polverose e piene di voragini… Io ci sono finito dentro con tutta la moto. Un tizio, per passare con la sua Mercedes, aveva allegramente tolto le fiaccole che segnalavano il pericolo. Io sapevo dei lavori in corso, avevo visto al mattino gli operai scavare. A notte fonda rientro e non c’è più segnalato nulla. Anvedi che bravi, mi dico, hanno già finito il lavoro. Mi ritrovo dentro il fosso, con la moto su di me e la colonna vertebrale fratturata. L’episodio è sintomatico del puro anarchismo in cui viviamo.

Aspettando Albachiara… Vasco torna sul palco dopo 2 anni!

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Ormai mancano poche ore al ritorno sul palco del Blasco… sono 2 anni che i suoi fans lo attendono e ora lui è pronto a tornare sul palco. Il record di presenze spetta a un fan arrivato da Bari: “Per me questo è il concerto numero 96 – racconta orgoglioso, mostrando un tatuaggio con il titolo di una canzone del Blasco -. Ho chiamato mia figlia Albachiara in suo onore…”. Vasco sceglie Torino, in un concerto già sold out e con i suoi fedelissimi accampati già da ieri fuori dallo Stadio Olimpico. Tutti sperano di aggiudicarsi quei posti vicino al palco e attendono l’Albachiara per “Respirare piano” e tutti si “addormeno di sera e si risvegliano con il sole” in quel Rewind che attendono con ansia per poter ancora una volta gridare “Liberi, liberi”o forse dati i tempi sarebbe meglio “Gli spari sopra”?

 

L’Italia travolge Israele, ma è Insigne a finire in ospedale

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L’Italia travolge i padroni di casa agli Europei in Israele e proseguono nel loro cammino vincente grazie e 4 reti inflitte senza subirne. La semifinale è servita: Mangia sparpaglia le carte rispetto all’incontro con l’Inghilterra e schiera una squadra compatta che punta su Saponara e Gabbiadini. L’inizio vede un Israele partire forte ma senza riuscire a infrangere il fortino di Bardi. Con lo scorrere del tempo, tutte le capacità degli azzurrini vengono in luce, con i riflettori puntati in special modo su Insigne, che mette paura e inventa. Saponara, al 17′, batte Kleyman e porta in vantaggio la squadra. Israele sfiora il pareggio un paio di volte giocando in velocità ma al 44′ arriva il raddoppio targato Gabbiadini. Ma il dramma si era già svolto: Golasa travolge Insigne e l’attaccante partenpeo è costretto ad uscire in barella tra le lacrime per un problema alla caviglia. I compagni non perdono però concentrazione: all’8′ della ripresa Gabbiadini sigla la doppietta mentre Florenzi chiude definitivamente l’incontro al 71′: 4-0.  Ma l’infortuno d’Insigne è un macigno sulla squadra anche se dall’ospedale di Tel Aviv le prime notizie sono positive: le lastre escluderebbero la frattura della caviglia, dovrebbe essere solo una distorsione. Il giocatore sente però ancora dolore.

La cittadinanza onoraria fiorentina di Saviano.

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Il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha consegnato ieri sera in Palazzo Vecchio la cittadinanza onoraria allo scrittore Roberto Saviano, dopo che il consiglio comunale gliela aveva attribuita nel novembre 2008.
”Vorrei dedicare la mia cittadinanza – ha detto Saviano nel ricevere la pergamena – a quel milione di giovani figli di immigrati nati in Italia e che ancora non hanno la cittadinanza”.

Tuttavia le polemiche non sono mancate da parte dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Francesco Torselli e della Lista Galli, Marco Semplici.

“Ricevere la cittadinanza onoraria di Firenze deve essere un onore per chiunque, non un peso, né tantomeno un problema. Roberto Saviano ha avuto il grandissimo privilegio di ricevere la cittadinanza onoraria di Firenze, per ritirarla sarebbe dovuto venire, come hanno fatto tutti, nel Salone dei Dugento di fronte al Consiglio Comunale che rappresenta la nostra città, magari sottraendo mezz’ora di tempo al tour che lo sta portando in tutta Italia, Firenze compresa, a presentare il suo ultimo libro”.

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Nulla si può contro Serena Williams: dopo 11 anni, il Roland Garros è ancora suo

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Dopo 11 anni, Serena Williams torna a vincere il Roland Garros e conquista il sedicesimo grande Slam. Maria Sharapova, che la scorsa edizione aveva battuto in finale la nostra Sara Errani, non ha potuto nulla contro la numero 1 del tennis femminile. E’ durato un’ora e 47 minuti l’incontro sulla terra di Parigi, con il primo set in cui la tennista americana ha sofferto un po’ all’inizio andando sotto 2-0 e 15-40. Ha poi recuperato il break di svantaggio e infilato 4 game di seguito portandosi sul 4-2 salvo poi subire il ritorno della siberiana fino al 4-4 e chiudendo poi 6-4 dopo 51′ di gioco. Stesso risultato anche nel secondo set, con la Sharapova che non ha potuto far nulla se non inchinarsi allo strapotere della Williams che nei precedenti incontri vantava 13 vittorie e due sole sconfitte. Serena ha poi commentato: “È incredibile tornare al successo dopo undici anni, sono molto emozionata”. E prosegue: “È stato un incontro molto difficile, ero nervosa. Vincere è incredibile, l’anno prossimo sarò di sicuro ancora qui”. Per lei si tratta dell’ennesimo record: nessuna tennista in precedenza era riuscita ad aggiudicarsi il Roland Garros a distanza di undici anni.

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Altro che rottura: Mario e Fanny dallo stadio all’altare

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Una foto che ha sorpreso non poco quella apparsa sul profilo instagram della modella Fanny Neguesha, soprattutto se si pensa che fino a qualche giorno fa si parlava di una rottura tra lei e Mario Balotelli. Invece eccolo là, un bellissimo solitario al dito della ragazza e la scritta: “E’ ufficiale!“. Non ci sono dubbi quindi: SuperMario ha fatto la sua proposta di matrimonio alla nuova compagna, con tanto di imancabile fascio di rose rosse, immediatamente immortalato. I commenti sono molti e disparati: chi tifa per la coppia e manda gli auguri per un futuro felice e chi accusa Fanny di opportunismo. In tutto questo, per ora nessuno ha nominato Raffaella Fico, che ha ripreso a lavorare e si trova ora sul set de “La cena dei cretini”.

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Ultimo giorno di scuola… cambiano i tempi, ma non le tradizioni!

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Saremo anche nell’era Facebook e Twitter, ma certe tradizioni sono dure a morire e l’ultimo giorno di scuola i social, almeno per qualche minuto, passano in secondo piano: ci sono i saluti e gli abbracci, qualche lacrima e l’in bocca al lupo agli studenti dell’ultimo anno che presto saranno impegnati con la maturità. Ma soprattutto c’è quella festa che è a metà tra “liberazione” dai banchi e benvenuto all’estate. Allora via libera a scherzi, brindisi e gli immancabili gavettoni perchè… estate bagnata, estate fortunata!

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E dopo lo sfogo… Balotelli twitta le scuse

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Passo indietro di SuperMario: dopo aver scritto a tutti quelli che l’hanno criticato per l’espulsione da doppio cartellino giallo e il successivo sfogo anche a suon di pugni e calci: “Cambiate squadra”, aggiungendo l’invito a rivedersi la partita per giudicare, evidentemente, falli e provocazioni subìte, dopo qualche ore è di nuovo attivo in Twitter per scusarsi della reazione esagerata: “Buon giorno… Ieri la mia reazione non è stata giusta, chiedo scusa… SCUSA… Alla mia squadra… Devo imparare… Ancora…”

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Si schianta un ultraleggero in Molise: un morto

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E’ precipitato nel territorio di Campochiaro, in provincia di Campobasso, un aereo ultraleggero che si è schiantato al suolo in Molise e ha preso fuoco. Due molisani erano a bordo, il pilota e il passeggero, ma i soccorritori non hanno potuto fare nulla per uno dei due. L’altra persona è stata trasportata, in gravissime condizioni, all’ospedale “Cardarelli” di Campobasso. Sul posto 118, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia. I due occupanti del velivolo erano partiti dal campo volo di Campochiaro per un addestramento ma all’atterraggio il mezzo ha superatodi circa 400 metri la pista, lunga circa 150 metri, schiantandosi al suolo. Il direttore del campo volo, testimone dell’incidente insieme ad altre persone, ha avuto un malore.

Strada fatale: perde la vita una ragazza di 20 anni

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Aveva 20 anni Valentina Menazza, la cui Fiat Punto oggi è uscita di strada andando a sbattere contro un palo. Erano da poco passate la 16 quando il drammatico incidente, le cui cause sono ancora da accertare, è avvenuto a Romanziol di Noventa di Piave. Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri e gli operatori del Suem 118 ma per Valentina, residente a Musile di Piave, in provincia di Venezia, non c’era nulla da fare: probabilmente era morta nell’impatto. Una prima ricostruzione parla di un testacoda dell’auto, uscita di strada nell’affrontare una curva.

Nicola Faggian: perdere la vita a un passo dalla realizzazione del sogno

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C’era ancora un restringimento sabato mattina tra Padova Est e Arino in direzione Venezia dove ieri pomeriggio uno schianto tra tir aveva provocato una vittima e due feriti. Si stava rimuovendo un cumulo di detriti residui dei carichi persi dai mezzi pesanti e il restringimento provocava rallentamenti e brevi code, una pausa nel viaggio di molti automobilisti che obbligava a pensare al giovane camionista mestrino che in quell’incidente ha perso la vita: il 37enne Nicola Faggian, che ha tamponato un tir fermo davanti a lui. Vittima, indiretta, dell’incidente anche un automobilista 38enne di Catania, piombato con la sua vettura, a Padova Ovest, contro un camion fermo lungo la colonna provocata dallo schianto di Arino. Il tamponamento a catena ha coinvolto una Nissan Micra, una Alfa Romeo 159 e un autoarticolato. L’impatto ha coinvolto anche il mezzo pesante di Nicola, che viene spinto in avanti dall’urto e finisce per colpire con forza il camion che lo precede. La cabina dell’autocisterna collassa su sé stessa, intrappolando al suo interno il 37enne, che morirà dopo poco nonostante l’arrivo degli elicotteri di Suem e i vigili del fuoco, intrappolato tra il volante e il cruscotto, con una profonda ferita alla testa.

Nicola Faggian è morto così, ad un passo dalla realizzazione del suo sogno, che gli avrebbe permesso di lasciare una volta per tutte il volante per dedicarsi alla sua musica: mancavano pochi mesi e poi avrebbe detto addio all’autocisterna che guidava da quando aveva 20 anni. Umile e con un talento innato per la batteria, era riuscito assieme al suo gruppo, Stazione Centrale, ad avere un contratto discografico serio e a breve sarebbe uscito il loro album. Al suo amico Francesco Payne Malvolti, voce del gruppo e che l’aveva coinvolto nell’avventura musicale della band, aveva detto solo due giorni prima:”Ehi Franci quanto manca all’uscita dell’album, perché non ce la faccio più con il camion”. E’ lo stesso cantante a parlare: “Purtroppo non riesco ancora a credere di aver perso uno dei migliori amici di tutta la mia vita, una persona che aveva cuore in “avanzo” per tutti. Sempre disponibile, sempre il primo ad arrivare in studio di registrazione e l’ultimo ad uscire. Un artista vero, con un’umiltà fuor dal comune. La vita è così, lui lo sapeva e se ne è andato credendo nel suo più grande progetto, il successo con il suo gruppo. Un imprenditore che guidava giorno e notte per riuscire a far uscire poi il suo primo grande album. Sono sicuro che non aveva rimpianti, chi se ne va così oggi ha già vinto”. Nicola viveva ad Asseggiano, in viale Jacopone da Todi, assieme alla mamma rimasta vedova due anni fa. Nel paese era molto conosciuto perché giocava come portiere nella squadra locale di calcio a sette. Oltre alla mamma, lascia la sorella, l’adorato nipotino e la fidanzata.

Come ti “suono” la Tour Eiffel

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La Tour Eiffel compie 125 e, per festeggiare l’evento, il compositore Joseph Bertolozzi ha deciso di trasformare il monumento in strumento musicale. Il progetto, che porta avanti con il suo team, si chiama “Tower Music” e prevede la realizzazione di un concerto celebrativo per l’anniversario della torre. Per effettuarlo, sono stati realizzati campioni sonori registrando i vari suoni emessi dalla torre sotto lo stimolo di martelli di varie dimensioni e materiali.

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Gelato vietato a Milano dopo mezzanotte?

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Chi pensa che Cenerentola sia solo una fiaba forse si dovrà ricredere. Negli scorsi mesi la giunta di Milano guidata dal sindaco Giuliano Pisapia ha posto dei vincoli ai locali delle aree cittadine più frequentate durante l’orario notturno. Molti milanesi, dopo la giornata in ufficio o nelle università, si ritrovano, sui Navigli, così come in zona Ticinese, nella zona dell’Arco della Pace, vicina al Parco Sempione, e in Corso Como, la via dei locali di ballo più frequentati della metropoli lombarda, e passano la serata tra un panino e una bibita. I cittadini che abitano in quelle vie si erano lamentati degli schiamazzi notturni così il sindaco aveva posto dei limiti alla vendita di panini, pizze e bibite dopo la mezza. Ora che sta per arrivare l’estate si scopre che il divieto riguarda anche i gelati.

I milanesi che vorranno gustarsi il gelato anche dopo la fatidica ora dovranno spostarsi nella periferia. La disposizione della giunta ha già scatenato numerose polemiche, come era prevedibile ora che il caldo è tornato anche a Milano. I commercianti hanno già protestato in modo piuttosto accesso, mentre la giunta per ora non ha preso posizione dopo che il caso è stato sollevato dagli organi di stampa. Sul suo profilo Facebook  Pierfrancesco Majorino, non ha saputo dare una risposta a chi gli chiedeva conto del divieto di gelato. L’assessore ai Servizi Sociali di Milano ha prima detto che “ mi dicono che è l’effetto della legge regionale.certo così non va bene”, per poi autosmentirsi così: “ sta cosa è una boiata pazzesca ma mi dicono che non è così”. Oggi il partito di Majorino, e maggior azionista della giunta Pisapia, il Pd, è secondo in molte piazze della città,  ma tutti i milanesi vogliono solo aver rassicurazioni sul loro gelato da degustare vicino all’Arco della Pace o lungo i Navigli.

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Ma una simile notizia poteva non far detonare una bomba? Ovviamente no! Ed è già arrivato l’hashtag adatto: #Occupygelato. Ma niente più gelato quindi? Gli assessori al commercio e alla sicurezza hanno spiegato che “Il divieto cui si fa riferimento riguarda l’asporto di cibo e bevande al di fuori dei locali che non dispongono di tavoli esterni (cosiddetto «plateatico»). Il locale, sia esso una pizzeria da asporto, un kebab, un bar, una gelateria, non ha alcun obbligo di chiusura, il cui orario è uguale a quello di tutti gli altri nelle zone della «movida», vale a dire le h 3 per le sale interne e le h 2 per il plateatico all’esterno. In tutto il resto della città, 95% in termine di superficie, 97% in termini di popolazione, 85% in termini di esercizi commerciali, 99% in termini specifici di vendita di gelati, è in regime di liberalizzazione totale”. Ma ci sono gelaterie coinvolte e amanti del gelato insoddisfatti e sono gli stessi commercianti a spiegare che la perdita economica sarà immediata: “Qui non si parla soltanto di sei gelaterie, ma si penalizza in realtà fino a 200 esercizi se consideriamo anche i bar che vendono prodotti confezionati e ghiaccioli e crêpes,” spiega Alfredo Zini vicepresidente dell’Epam, l’Associazione Provinciale Milanese dei Pubblici Esercizi. “É vero che sarà possibile mangiare in altre zone, fuori dall’area del divieto, ma vorrà dire comunque danneggiare una serie di imprenditori, favorendone altri”. Ecco allora che domani si terrà il gelato Mob in zona Ticinese, violando l’ordinanza, e mangiando gelato dopo le 24.

Che maglia indosserà Cavani? Il Real torna all’attacco

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Continua la “telenovela” Cavani: adesso il Real è tornato all’assalto per la lotta per conquistare il cartellino di Edinson si fa sempre più serrata.Stando alla stampa iberica, Florentino Perez vorrebbe fare del Matador il pezzo forte della sua campagna acquisti e finalmente sarebbe uscito allo scoperto forse proprio con l’offerta da 63 milioni che coprirebbe l’intero importo della clausola rescissoria così come sempre desiderato da De Laurentiis. Cavani già nei giorni scorsi avrebbe rivelato che giocare con indosso la maglia bianca delle merengues è il suo sogno da bambino ma nè dal patron del Napoli nè dal giocatore, per ora, sono arrivate reazioni. Nel frattempo, Benitez ha ufficializzato su Twitter che la sua presentazione ufficiale si terrà il 21 giugno a Castel Volturno, ma non è ancora chiaro se arriverà giusto per l’incontro con la stampa o anticiperà lo sbarco per iniziare ad ambientarsi a Napoli, dove ha intenzione di cercar casa. Ma Benitez già rende partecipi i tifosi partenopei: sul social network ha infatti chiesto quali siano i dieci luoghi della città da visitare subito e circa 500 persone hanno già risposto al quesito: alcune lo hanno fatto seriamente, elencando luoghi turistici, altri hanno optato per risposte più colorite e divertenti. In molti hanno consigliato al nuovo allenatore di recarsi esclusivamente allo stadio San Paolo, l’ unico che valga davvero la pena di visitare. Chissà se Benitez chiederà ai suoi ragazzi di riproporre il loro Gangnam Style!

Quel cane dal cuore d’oro che salva la neonata dal cassonetto

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Pui è un cagnolino abituato ad andare da solo a fare la passeggiata, solo che la sua abitudine quotidiana è stata stravolta quando si è imbattuto in qualcosa di strano. Nel cassonetto c’era qualcosa che si muoveva, uno strano fagotto. Così non ha esitato ha prendere quello straccio che conteneva una vita e si è diretto a casa della padrona. Fuori dalla porta ha abbaiato così forte che immediatamente la figlia 12enne è corsa fuori a vedere cosa fosse successo al suo cane.  Lo stupore della bambina è stato enorme quando ha capito che il suo cane aveva appena salvato un bebè da un cassonetto. Così che ha chiamato la mamma e insieme si sono precipitate all’ospedale di Bangkok. La neonata così è stata salvata e alla famiglia sono andati circa 250 euro di ricompensa.

 

“Uscire dall’Europa sarebbe la fine dell’Italia”

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E’ un governo  “eccezionale”, “una mezza rivoluzione” ma rispetto ad esso non c’erano alternative “se non tornare immediatamente al voto, avendo creato un caos istituzionale maggiore oltre ad aver generato un equilibrio politico peggiore”, conferma Letta nell’intervista di Ezio Mauro a Firenze. Quello del governo “è un percorso faticoso, difficile, che si deve spiegare e raccontare”. Poi invita a fare una distinzione tra “politiche e politica”.  Il governo, secondo il premier deve muoversi nell’ambito delle politiche e non della politica, perché le larghe intese non possono funzionare sulla visione politica di due opposti schieramenti, ma possono convergere su politiche d’emergenza da adottare per il bene del Paese.

A proposito della maggioranza e del governo, Enrico Letta sottolinea che “non bisogna fare nessuna pacificazione, non mi sento Togliatti nel dopo guerra, né Aldo Moro o Berlinguer: penso che il momento sia diverso e c’è bisogno che questo tentativo abbia successo”.

I risultati di governo? Letta elenca le iniziative all’attivo del governo. Dal primo maggio, quando ha iniziato a lavorare, sono già stati adottati provvedimenti su “lavoro, edilizia, ristrutturazioni, ambiente, che sono già operativi”, dichiara. E ancora “interventi in materia istituzionale, sui costi della politica”. Molte realizzazioni sono state “molto faticose”, ma “danno il segno di un cambio di passo e di aver colto il messaggio”. Veramente sotto gli occhi di tutti ci sono stati i proclami dell’azione di governo, ma sembra che poi ogni decisione sia rimasta sospesa… bastano delle piccole correzioni o serve una riforma molto più profonda? Sull’Imu non è stato ancora raggiunto un accordo, lo sgravio per i lavori di ristrutturazione interesserà solo quegli italiani che possono permettersi, in questo momento di crisi, di mettere mano al portafoglio per effettuare dei lavori, i costi della politica da una parte sono usciti e dall’altra sono rientrati, se parliamo poi d’ambiente abbiamo tutti sotto gli occhi la situazione dell’Ilva e il problema delle grandi navi a Venezia e fin quando non si risolvono questi problemi sembra eufemistico parlare di riforme per l’ambiente. In tutto questo migliaia di cittadini continuano a temere l’aumento dell’Iva…

Ma nessuna paura perché Enrico Letta ha annunciato che la cancelliera Merkel ha convocato per il 3 luglio a Berlino un incontro con tutti i ministri del Lavoro al quale parteciperà anche lui con il presidente Hollande. E ha concluso con un categorico: “Uscire dall’Europa sarebbe la fine dell’Italia”

Imu e Iva? Ce le teniamo!

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Il primo ministro Enrico Letta, il ministro della Economia Fabrizio Saccomanni e il Ragioniere generale dello Stato Daniele Franco si sono incontrati ieri a Palazzo Chigi e la conclusione sembra essere una sola: ci terremo l’aumento dell’Iva e anche l’Imu, anche se magari non per tutti, ma il carico fiscale non cambierà nel complesso: i soldi forse ci sono, ma ce ne sono meno. Hanno provato a cercare le risorse necessarie per attuare le riforme necessarie per il pacchetto lavoro, l’Imu e la sterilizzazione dell’aumento Iva. Sono Marco Mobili e Marco Rogari a spiegare che, per loro, la conclusione che si tratta di una strada “in salita, che appare sempre più impraticabile”. Sul Corriere della Sera, Enrico Marro spiega: “Per evitare che l’Iva aumenti dal 21% al 22% dal prossimo primo luglio restano solo tre settimane. Ma il governo non ha ancora trovato una soluzione e a Palazzo Chigi prevale il “pessimismo”. Il rischio che l’aumento dell’Iva, e quindi dei prezzi, scatti è a questo punto concreto. Cancellare la decisione presa dal precedente esecutivo costa infatti due miliardi quest’anno e quattro a partire dal prossimo. Ma per la copertura finanziaria di un intervento del genere il governo non sa come fare. Anche perché altre necessità incombono”.

Per quanto possa fare il nuovo governo, deve comunque adeguarsi alle esigenze del fiscal compact, che vuole un ulteriore miglioramento del rapporto debito/pil e il lungo elenco di necessità di spesa. I 40 miliardi di euro che c’erano li hanno impegnati, fra il 2013 e il 2014, per ridurre il debito della Pubblica Amministrazione con le imprese, privilegiando il Sud. E Saccomanni, a Repubblica, ha spiegato che stiamo pagando anche un anno di disastroso Governo Monti: “In Italia, oltre alle debolezze strutturali, si è avuto un periodo di stasi politica da fine 2012 al nuovo governo: 5-6 mesi che l’Italia non si poteva permettere in questa fase”. Ma il ministro dell’economia spera, per quel che rigarda la riforma Imu, di riuscire a trovare “una soluzione a inizio agosto”. Non esclude infatti che “si possa trovare una rimodulazione dell’imposta che oggi grava sulle fasce più basse del Paese. Le risorse vanno trovate altrove”. Sempre su Repubblica, Roberto Petrini individua due “variabili sul tavolo: la tempistica e le risorse. La questione tempo è essenziale, non solo per far fronte all’emergenza lavoro, ma perché il nodo Iva-Imu va sciolto entro il mese di luglio e, sebbene per la riforma della tassazione sugli immobili il governo si sia dato tempo fino al 31 agosto, la cosa dovrà essere risolta entro l’8 agosto, cioè prima della chiusura per ferie del Parlamento”. Per quel che riguarda le risorse, servono almeno 2 miliarsi per l’Imu, a fronte dei 4 inizialmente previsti, che rappresentano il risultato di una “rimodulazione” che elimini la tassa sulla prima casa per i ceti più deboli e la mantenga sui più abbienti. Al riguardo, è previsto “l’aumento delle detrazioni base da 200 a 400 euro, esentando di fatto in questo modo l’85 per cento dei proprietari e lasciando l’onere del pagamento dell’Imu sulla prima casa sul restante 15 per cento dei titolari delle abitazioni di maggior pregio”. Si aggiunge un altro miliardo per intervenire sull’Imu per i capannoni e altri due ne serviranno per evitare l’aumento dell’Iva. Secondo Petrini, il punto è che “le coperture fino ad oggi usate traballano. […]. Ciò significa che il governo dovrà convincere i tre partiti della maggioranza a prendere il coraggio su due mani e dare il via libera ad una nuova fase di spending review con “parametri obiettivi”. La valutazione è che si possono recuperare 2-3 miliardi nella seconda metà dell’anno con un intervento non lineare ma sulla base di un lavoro chirurgico sul fronte delle spese. Un altro miliardo potrebbe venire dal fondo immobiliare del Tesoro ormai operativo, mentre si sta riaprendo l’intera partita dello sfrondamento delle agevolazioni fiscali. Senza contare che, in cerca di risorse, si sta rivalutando anche il cosiddetto piano Giavazzi per il taglio delle agevolazioni alle imprese pubbliche e private che potrebbe portare circa 800 milioni. Almeno 5-6 miliardi per consentire al governo di andare avanti nell’agenda economica”. Saccomanni dice e torna a ribadire che i soldi disponibili in natura non ci sono e quindi “soldi ci sono ma devono essere tolti ad altri”.

Continueremo ad avere vignette ancora a lungo…

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E’ partita “Sognando Itaca”, via alla vela terapia

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E’ partita oggi dalla Marina di Genova Aeroporto la quinta edizione di ‘…Sognando Itaca’, il progetto di vela terapia a scopo benefico promosso dall’Ail in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro le leucemie dedicato ai malati ematologici. A patrocinare l’evento saranno il Coni, la Federazione italiana Vela e la Lega navale italiana.

I pazienti di centri di terapia di otto province saranno i velisti che insieme a skipper professionisti e personale medico attraverseranno  tutto il mar Tirreno da nord a sud a bordo della barca a vela Ronik, per attraccare il 21 giugno a Palermo. L’iniziativa ha come scopo quella di supportare la riabilitazione psicologica e migliorare la qualità di vita.

”Si tratta – ha detto Franco Mandelli, ematologo e presidente dell’ Ail – di un’iniziativa che da’ tanta gioia ai malati e i benefici si riflettono anche sui risultati delle cure. I pazienti, in barca, possono parlare liberamente con tutto il personale medico fuori dal contesto ospedaliero. Oggi, soprattutto tra i bambini, le percentuali di guarigione di queste forme tumorali arrivano all’80%, ma noi crediamo e investiamo molto nella ricerca per arrivare al 100%”.

Perde la vita durante una battuta di caccia: trovato il corpo di Pierpaolo Ruffo

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E’ stato ritrovato il corpo di Pierpaolo Ruffo, sub 24enne di Sciacca, disperso in mare nell’agrigentino. Il ragazzo era andato ieri pomeriggio con alcuni amici a pescare ricci nello specchio d’acqua antistante Stazzone, dopo essersi tuffati, i suoi compagni ne hanno perso le tracce e la guardia costiera e i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno avviato le ricerche. Il giovane potrebbe avere avuto un malore improvviso o aver battuto la testa in una roccia. Il corpo e’ stato trovato grazie anche all’intervento del gruppo speciale sommozzatori vigili del fuoco di Palermo mentre la magistratura ha aperto un’inchiesta coordinata dal sostituto Giovanni Lucio Vaira del tribunale di Sciacca.

Give me five! Letta e Renzi a Firenze

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Ancora nessuna dichiarazione dopo l’incontro Letta-Renzi. Ma il clima sembra quello delle grandi unioni! Il presidente del Consiglio e il sindaco di Firenze si sono fatti fotografare insieme mentre si stringevano la mano. Poi Renzi ha accompagnato il Premier fino all’auto e lì davanti a cameramen e fotografi hanno rinnovato i saluti. Ora Letta è atteso dal Presidente della Regione Toscana, Enrico Tosi.

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Bimbo tedesco di 3 anni scomparso nel bresciano. Poi trovato!

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Un bimbo tedesco di 3 anni era scomparso facendo perdere le sue tracce, nel primo pomeriggio, nel bresciano, dove si trova con la sua famiglia in vacanza sul lago di Garda. La famiglia del piccolo alloggia in una struttura turistica nella zona di San Sivino. Il bimbo, figlio di turisti tedeschi in vacanza, era sparito dal residence di Moniga  e, dopo alcune ore di ricerca da parte di carabinieri, 118 e vigili del fuoco, è stato ritrovato. Era entrato in un’altra stanza del residence e stava guardando i cartoni animati in televisione.

I Google Glass già superati? Arrivano le lenti a contatto!

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Troppi vistosi sarebbero stati giudicati da alcuni utenti i Google Glass ed ecco che c’è chi ha già risolto il problema. Diversi ricercatori, primi tra tutti quelli di Samsung avrebbero già pronti nel cassetto le lenti a contatto che equipaggerebbero la cornea con un display.

 Tecnicamente come funzionano?

Un gruppo di ricerca guidato da  Jang-Ung Park, un ingegnere chimico all’sitituto nazionale di ricerca per la scienza e la tecnologia di Ulsan, ha montato un diodo che emette luce su una lente a contatto, usando un nuovo materiale sviluppato dai ricercatori: un mix di grafene e nanocavi in argento ad alta conduzione elettrica  e incredibilmente flessibile. Le lenti sono state testate su un gruppo di conigli. L’animale naturalmente è stato scelto perché ha occhi di dimensioni simili a quelle umane e dopo 5 ore i ricercatori non hanno riscontrato nessun effetto collaterale.

Sicuramente sarà lunga la strada perché un unico pixel montato su una lente a contatto non si può certo chiamare “display”, ma sicuramente è un grande passo avanti nella ricerca.  Jang.Ung-Park ha un sogno ed è “costruire delle lenti a contatto che possano fare tutto ciò che fanno i Google Glass”

 

 

Giuseppe La Rosa: il capitano ucciso da un 11enne talebano

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I talebani hanno rivendicato l’agguato teso oggi ai soldati italiani del Lince a Farah, in Afghanistan, in cui ha perso la vita il capitano Giuseppe La Rosa. A cmopiere il gesto sarebbe stato un ragazzino che loro descrivono come “coraggioso, eroico ragazzino afghano di 11 anni che ha lanciato la granata”.

Giuseppe La Rosa, 31enne di Barcellona Pozzo di Gotto, a pochi chilometri da Messina, nella sua pagina Facebook  si definiva “Pigro, pigro, pigro…”, ma le sue azioni dimostrano che non indugiava nell’ozio. Il 18 marzo si era laureato in Scienze Politiche all’università di Torino ed era alla sua seconda missione in Afghanistan. Stando al suo comandante, era “ufficiale solare, sempre disponibile”. Nella pagina aveva postato alcune tappe della sua vita, tra le quali una foto il giorno della laurea, in cui sorride, in giacca e cravatta e con in mano una copia rilegata della sua tesi. A seguire, la scritta: “…Fatto!” e uno smile. Mentre l’immagine principale del profilo è di lui in divisa, appoggia sullo sfondo del mare della costa Messinese. Tanti sono i messaggi lasciati, ma quello con più repliche è il semplice e sentito: “Ciao capitano…”. Giuseppe La Rosa era addetto all’Ufficio operazioni e addestramento del 3/o Reggimento bersaglieri di Capo Teulada – una delle unità più decorate dell’Esercito composta da un comando di Reggimento, una Compagnia di supporto logistico e un Battaglione bersaglieri – ed era partito a marzo per l’Afghanistan. All’estero era stato anche in missione in Kosovo.

Bambino di un anno e mezzo sbranato dai cani

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Un pastore tedesco ha sbranato un bambino di un anno e mezzo alla periferia di Siena. Il cane era di proprietà dello zio del bimbo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il bimbo che dormiva con il padre, si sarebbe svegliato e sarebbe sceso al piano terra della casa dove avrebbe aperto una porta (come fa un bimbo di appena 18 mesi ad arrivare ad aprire la porta? Forse era semplicemente socchiusa?). In quella stanza vi erano quattro cani: due pastori tedeschi e due meticci. Uno dei pastori tedeschi, una femmina, lo avrebbe aggredito. I familiari del piccolo sono accorsi immediatamente in soccorso, ma per il bimbo non c’è stato nulla da fare. I carabinieri hanno preso in consegna tutti e quattro i cani.

Sesso una volta a settimana, nel contratto di Zuckerberg

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I contratti pre-matrimoniali negli Usa sono la norma, ma certo quello firmato da Mark Zuckerberg ha quasi dell’incredibile. La moglie ha preteso che venisse inserita la clausola del sesso almeno una volta a settimana prima di dire il fatidico sì, al fondatore di Facebook.

La donna infatti ha fatto leva sui doveri coniugali, al contrario del marito che ha voluto invece mettersi al sicuro sul piano finanziario, regolando tutti i rapporti economici con la sua consorte soprattutto in previsione di un’eventuale rottura.

Troppo Facebook nuoce davvero ai rapporti sessuali se la moglie del fondatore ha dovuto mettere nero su bianco che Zuckerberg assolvesse al dovere coniugale almeno una volta a settimana?  Oppure la futura signora Zuckerberg aveva paura che con il marito ci fosse solo sesso virtuale? Ma avrà anche dettagliato la sua richiesta sui tempi, le modalità e la qualità del rapporto?

 

Quel sindaco che aiuta il cittadino, ma…

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Lui è un LSU addetto ai servizi cimiteriali, che è stato sfrattato dall’abitazione in cui viveva con la moglie e le due figlie di 27 e 30 anni. Dopo circa tre mesi in cui la famiglia ha dormito in auto, l’uomo non ce l’ha più fatta e si è barricato nella sala mortuaria del cimitero di Pontecagnano Faiano (Sa). A questo punto la protesta è stata resa nota a tutto il paese ed è intervenuto il sindaco Ernesto Sica. Dopo una mediazione durata ore e condotta dal sindaco in persona, coordinata anche dai carabinieri della compagnia di Battipaglia una soluzione è stata raggiunta. L’uomo e la sua famiglia verranno provvisoriamente sistemati insieme alla famiglia in un albergo cittadino e si provvederà in tempi rapidi a risolvere il problema dell’alloggio.

«È stato un intervento doveroso – ha detto il sindaco Sica – per dimostrare la vicinanza delle istituzioni ai cittadini che soffrono questo particolare momento di crisi. Si tratta di una soluzione tampone – ha aggiunto Sica – ed il problema verrà affrontato al più presto per cercare una soluzione definitiva. In questo momento, però, i comuni si trovano a dover affrontare esigenze simili, sempre più frequenti con i pochi, quasi nulli, fondi a disposizione per le politiche sociali. sarebbe ora – ha concluso – che il governo affrontasse con la dovuta tempestività ed in maniera sistematica anche questa questione».

Era il 2011 quando il Pd chiese le dimissioni di Ernesto Sica dopo che gli organi di stampa resero noto che “il Primo Cittadino sarebbe indagato di estorsione e minacce a corpo dello Stato. Entrambe le accuse, che una volta accertate potrebbero prevedere la reclusione da sette fino a dieci anni, sarebbero rivolte congiuntamente ad  Ernesto Sica e Nicola Cosentino“.

“Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia”, Promessi Sposi – Cap 21

Venezia e la ferita delle navi da crociera

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Lui è Gianni Berengo Gardin e sicuramente non ha bisogno di presentazioni essendo uno dei fotografi più noti dei nostri tempi. La città è Venezia, quella città che il mondo ci invidia e che noi feriamo senza pietà. Il suo reportage è uno shock, perché sentir dire “basta navi da crociera a Venezia” è una cosa, diverso è vedere questi edifici galleggianti che attraversano i canali sfiorando edifici e uccidendo di fatto l’equilibrio già precario della laguna.

Oggi Berengo Gardin ha rilasciato un’intervista a La Repubblica nella quale spiega l’intento del suo progetto e il dolore che gli provoca vedere questi “mostri” che senza rispetto stuprano  e feriscono, una delle città simbolo del nostro pianeta. 

Le sarà costato qualcosa, Berengo, dare questa immagine della città che ama…
«Proprio perché amo Venezia, da molti anni non sopporto di vederla stuprata da orde di turisti che vengono a Venezia solo perché “bisogna andare a vedere Venezia” ma in realtà non gliene frega niente. Ma Venezia vive anche di questo, e mi sono sempre trattenuto. Però di fronte a questi mostri non ce l’ho fatta. Qui non è più solo questione di scempio del paesaggio veneziano, di sporcizia, di folla che straripa, qui c’è un pericolo, un pericolo reale. Ci vuol niente che succeda come a Genova, che uno di questi grattacieli orizzontali vada a sbattere su Palazzo Ducale, su San Giorgio, sulla Punta della Dogana. Li ho fotografati così perché si vedesse non solo che sono orrendi, ma che fanno terrore».

Un reportage di denuncia, un gesto politico?
«A Venezia c’è un gruppo di cittadini, mi pare si chiami “No Grandi Navi”, che si batte contro i mostri del mare, ma io mi sono mosso per conto mio. Sì, ho fatto un reportage di denuncia, schierato, i reporter fanno anche questo, è un dovere civile, ma è un lavoro giornalistico. Se poi mi chiederanno queste foto per appoggiare la loro battaglia, sarò lieto di dargliele».

Perché, per una volta, non ha usato la fotografia a colori? Non sarebbe stato più forte l’impatto?
«Al contrario. Il colore distrae. Un cielo azzurro brillante sistema molte cose. Il libro che dedicai a Venezia, nel ’62, era in bianco e nero, ma quella Venezia ora sembra irreale. Il bianco e nero dà quello scarto rispetto alla visione naturale che ti costringe a guardare meglio. Quel muro bianco che sembra un cielo e invece è pieno di oblò, appiccicato alle case veneziane grigie con le loro finestre gotiche: è il pittoresco ribaltato. Volevo che fosse un effetto di shock anche per i veneziani che sanno a memoria la loro città».

Eppure i passanti nelle calli e nelle piazze sembrano indifferenti a quella massa di metallo che incombe.
«Ne passano anche quattro al giorno. I veneziani purtroppo ci stanno facendo l’abitudine. Per i turisti invece sta diventando la nuova meraviglia veneziana, li vedi tutti a fotografare le navi sullo sfondo delle calli, con i loro telefonini… Guardano più lo spettacolo delle navi che Venezia, ormai. I mostri hanno preso il sopravvento anche nell’immaginario ».

Eppure c’è chi proprio oggi risponde a una lettera di allarme di alcuni allievi di un Istituto in provincia di Treviso smussando gli angoli e parlando si “verità precostituite”.

Caro direttore,
a scuola studiando il Veneto e Venezia, siamo venuti a conoscenza di un problema che rischia di danneggiare gravemente la città lagunare. Abbiamo scoperto che a Venezia passano circa 2.000 navi da crociera all’anno e che questo numero sta aumentando. Sappiamo che una nave da crociera inquina in media come 14.000 automobili, ciò significa che Venezia è chiusa in una gabbia di inquinamento. Sembra inoltre che la pressione causata dallo spostamento di tonnellate d’acqua stia provocando danni irreparabili alle fondamenta delle case e dei monumenti. Vorremmo quindi far sentire la nostra voce affinché vengano stabilite delle regole per ridurre al minimo il passaggio delle navi da crociera in laguna. Non vogliamo perdere Venezia!

Questa la risposta del Direttore del Gazzettino:

Cari ragazzi,
è positivo e confortante che tutti, anche dei giovani studenti come voi, si preoccupino del futuro di Venezia, dei mali che affliggono questa straordinaria città e dei rischi a cui è quotidianamente esposta. Quello delle grandi navi da crociera è una problema serio che va affrontato. Ma partendo, innanzitutto, da una corretta analisi della realtà. Non so, per esempio, dove abbiate letto o chi vi abbia fornito i dati che citate nella vostra lettera. A Venezia però non arrivano 2mila navi da crociera l’anno, bensì 650. Che sono tante, ma un terzo rispetto alla cifra che voi indicate. Non c’è poi alcuno studio in base al quale si possa affermare che “Venezia è chiusa in una gabbia di inquinamento” (anzi…), né ho trovato alcuna conferma scientifica del fatto che una nave da crociera inquini come 14mila auto.

Mentre, per esempio, non andrebbe mai dimenticato che questo settore solo a Venezia dà lavoro, direttamente o indirettamente, ad alcune migliaia di persone. Perché sottolineo queste cose? Perché come voi sono convinto che la questione delle navi da crociera vada affrontata (nei prossimi giorni ci sarà una apposita riunione al ministero). Ma, se me lo permettete, credo sia importante anche un’altra cosa: che voi ragazzi cresciate imparando a giudicare la realtà partendo non da verità preocostituite, ma valutando con attenzione i dati, verificandoli, soppensando i pro e i contro, esercitandosi nel difficile esercizio del dubbio. La scuola ha il compito di educare la sensibilità sociale e ambientale dei giovani. Ma anche quello di abituarli a pensare con la propria testa, a riflettere in modo davvero laico e aperto, rifuggendo dalle guerre di religione.

C’è forse un’accusa velata alla scuola che porterebbe avanti una “guerra di religione” sull’impatto ambientale che le navi da crociera possano creare? C’è forse che in nome del lavoro possiamo abbassare la testa su ogni sfregio possibile e immaginabile (basta vedere dove ci ha portato l’Ilva)? E’ giusto che chi sta nel massimo torto per difendersi accusi gli altri? Sembrerebbe il “vecchio giochetto” di accusare gli altri (in questo caso la scuola e i ragazzi stessi) pur di nascondere colpe evidenti. Sarebbe forse stato il caso di complimentarsi con la scuola per l’attualità dei problemi che diventano parte integrante del percorso scolastico. Ora se un dato è stato comunicato erroneamente ciò non scalfisce minimamente l’impegno dei giovani per una città migliore… ci siamo già dimenticati la Costa Concordia? E se un incidente del genere dovesse capitare a Venezia quali sarebbero le conseguenze? Anche se fosse una sola nave l’anno, il problema sarebbe ugualmente gravissimo! La cosa che più ci ha sorpreso è che quando si verificò l’incidente della Costa Concordia, tutte le istituzioni dello Stato giurano che nessuna nave avrebbe più solcato le acque interne di Venezia, come mai a distanza di un anno e mezzo questo non è avvenuto ?

A Roma c’è chi paga le multe e chi no… ad esempio i politici

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I cittadini romani non sono tutti uguali… c’è chi prende la multa e la deve pagare, ma c’è anche chi senza un’apparente giustificazione vede “annullarsi magicamente” quella violazione al codice della strada senza nessun esborso. Ma se forse si analizza meglio il fenomeno una giustificazione a quelle multe sparite la si trova eccome!  Lo riporta “Il Corriere della Sera”  che ci racconta di quei politici e notabili cittadini per cui sarebbe stata creata un’apposita sezione e per cui le multe verrebbero automaticamente stracciate:

Una ex deputata dell’opposizione durante il precedente governo dei tecnici. Un consigliere municipale capitolino del Pdl. E poi, una sindacalista della Cgil, una concorrente del Grande Fratello. E anche un primario del Policlinico Umberto I e un ex assessore del Comune di Frosinone. Un Cavaliere della Repubblica ordinato nel 2008. Sono alcune delle persone inserite in una «sezione speciale» di cittadini — creata nell’Ufficio contravvenzioni del Comune di Roma — a cui sono state stracciate o annullate, senza un’apparente giustificazione, le multe prese nel 2011 per viola- zione del codice della strada.

I loro nomi sono nella lista acquisita dalla Procura, che indaga sulla distruzione di migliaia di verbali, molti dei quali riconducibili a deputati e senatari, funzionari di polizia, carabinieri, agenti dei servizi segreti. Dall’elenco dei 255 «graziati», però, agli atti dell’inchiesta ne mancano molti: per 160 di loro è scattato un provvidenziale (quanto tempestivo) omissis. In questo gruppo di privilegiati — alleggeriti dall’onore di dover pagare multe spesso assai «salate» — compaiono pure cittadini privati che non ricoprono alcun ruolo istituzionale: è il caso degli imprenditori Paolo e Silvio Bernabei, a cui sono state cancellate oltre mille contravvenzioni a partire dal 2005.

All’ultimo giorno di scuola si presenta in classe in mimetica e col fucile

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In provincia di Brescia, a Desenzano, uno studente di una scuola superiore è entrato nell’istituto indossando una tuta mimetica e portando con sè una custodia da chitarra, che è stata poi aperta da un’insegnante insospettita. All’interno: un fucile da caccia con le munizioni. Il minorenne ha spiegato ai carabinieri, il cui intervento era stato richiesto dalla scuola, che che intendeva compiere un atto dimostrativo eventualmente verso di sé e di non aver intenzione di usare l’arma contro i compagni o gli insegnanti. Il giovane è stato quindi accompagnato in caserma per essere interrogato.

Milan shock: El Shaarawy venduto al Manchester City?

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Ma non era incedibile? Sembra di no! Stephan El Shaarawy potrebbe andare al Manchester City per 40 milioni di euro. Il City in queste ore sta pressando il Milan e sembra che i vertici della società un pensierino ce lo stiano facendo davvero. Anche perchè ora il Milan deve costruire una squadra a misura di Balotelli… e forse El Shaarawy non è più indispensabile!

Sestri Levante si tinge d’arte: Andersen Festival

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E’ iniziata giovedì 6 giugno e terminerà domenica 9 la 16° edizione dell’Andersen Festival, la kermesse di spettacoli, racconti e musica, promossa dal Comune di Sestri Levante e organizzata da Artificio 23 con la direzione artistica di Leonardo Pischedda.Con gli oltre 100 eventi aperti al pubblico e gratuiti, l’evento offre quattro giorni fatti di narrazioni, spettacoli, incontri, circo contemporaneo e teatro di strada, musica, eventi speciali, con artisti e compagnie provenienti da tutto il mondo. Una festa per gli adulti ma anche per i più piccoli che già da mesi si preparano per l’occasione: hanno potuto infatti, nei mesi da febbraio a giugno, arricchire la loro formazione scolastica andando “a scuola” di teatro e d’arte, grazie agli Andersen/Carispezia per la Scuola.

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Il braccialetto che ti dice “basta sole”.

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L’iniziativa è della Fondazione Melanoma e cerca di prevenire il rischio di tumore alla pelle spesso causato dal sole. Basta indossare un braccialetto ed esporsi ai raggi solari fin quando questo non cambi colore avvertendo che il nostro corpo ha già assorbito la quantità massima di raggi solari. Il braccialetto sarà distribuito gratuitamente in 3000 esemplari nelle scuole elementari della Campagna e sulle spiagge, ma è possibile farne richiesta sul sito della Fondazione. Ogni anno sono circa 7000 i casi di melanoma di cui 700 solo in Campania. Circa 1500 persone ne sono vittima ogni anno e il fenomeno è aumentato in 60 anni di quasi 7 volte. Ma il dato che più preoccupa è il calo dell’età media, il 20% delle nuove diagnosi è in pazienti tra i 15 e i 39 anni. I fattori di maggior rischio sono i raggi solari e una costante abbronzatura determinata dalle lampade: ”L’eccessiva esposizione al sole da giovani – spiega il presidente della fondazione, Paolo Ascierto – triplica la possibilità di sviluppare tumori da adulti. E’ fondamentale la prevenzione, ma guai a pensare che bastano le creme solari. Bisogna evitare il sole nelle ore più calde e con questo braccialetto sarà possibile capire quando è il momento di andare a prendere un po’ di fresco a casa o in pineta”.

 

Il plico segreto su Marylin Monroe

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Su Marylin si è scritto all’infinito e ogni volta si parlava di mistero svelato o di una verità emersa… in realtà quella morte è sempre restata all’ombra di un “segreto di stato”. Oggi emerge una registrazione, che secondo gli appunti di Fred Otash, investigatore privato delle star e scrittore,  sarebbe avvenuta dentro la casa della Monroe poco prima che morisse. Nell’audio, sempre secondo Otash, si sentirebbe Marylin che litiga con Robert Kennedy e Peter Lawford, lamentandosi del fatto che veniva “scambiata fra loro come se fosse un pezzo di carne”. Marylin attacca frontamente entrambi gli uomini, contestandogli il fatto di “aver mancato le promesse fatte durante le relazioni sentimentali…. Marylin strilla mentre loro tentano di farla tacere” continua il testo degli appunti, secondo cui “Robert Kennedy prende un cuscino e glielo mette sulla faccia per impedire che i vicini ascoltino le urla” e quando Marylin si calma “la prima cosa che vuole fare è andarsene, uscire di casa”. La mattina dopo, a decesso avvenuto in circostanze che continuano a far discutere gli stirici, Lawford chiamò Otash chiedendgli di andare nella casa e rimuovere ogni prova del litigio. E’ da allora, secondo la ricostruzione di “Hollywood Report”, che i nastri sull’ultimo giorno di vita del sex-symbol sarebbero scomparsi.

Fu davvero Robert Kennedy a mettere un cuscino sulla faccia dell’attrice? Davvero Marylin voleva andar via? Quanti segreti conosceva e quale pericolo poteva rappresentare per il governo degli Stati Uniti?

Iva rinvio a dicembre? Secondo Lupi si può

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Sarebbe un’ipotesi plausibile slittare l’aumento dell’Iva a dicembre… parola del ministro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi, che a margine dell’inaugurazione della nuova stazione ferroviaria per l’Alta Velocità a Bologna, ha dichiarato: “Il lavoro che stiamo cercando di fare è quello di non aumentare l’Iva, quindi è plausibile. Questo è un governo che si misura sui fatti. Speriamo di dare un segnale immediatamente positivo… evitare l’aumento dell’Iva perché la priorità del governo è dare slancio alla crescita, quindi speriamo che questo aumento dell’Iva non sia fatto e che possa essere dato un segnale urgentemente forte da questo punto di vista”.

 

La Spagna specula sui turisti anche negli ospedali?

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In Spagna le cure mediche si fanno pagare anche ai cittadini europei. Questa è la nuova misura per reperire denaro contro la crisi?

Un turistica britannico è stato operato d’urgenza all’ospedale di Ibiza, poi gli è stato chiesto di saldare il conto: 24.600 euro. Un altro paziente, sempre inglese, si è rivolto a un ospedale per chiedere un trattamento contro il mal di schiena e anche lui è stato costretto a pagare, ben 202 euro a Malaga. Ma se la BBC ha fatto il servizio sui suoi cittadini, la Commissione europea ha dichiarato che sarebbero stati centinaia i cittadini europei che avrebbero lamentato questo tipo di trattamento negli ospedali spagnoli. In realtà in Spagna come in tutti i paesi della Comunità Europea, sarebbe sufficiente esibire la tessera sanitaria per ricevere assistenza gratuita. Così Bruxelles ha avviato una proceduta d’infrazione contro il Paese iberico dopo una lunga serie d denunce. Il fenomeno sembra che avvenisse soprattutto negli ospedali vicino alle zone più turistiche del Paese.

 

Ucciso da uno squalo: muore così un 41enne nel nord-est brasiliano

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La morte che arriva dal mare: un uomo di 41 anni stava nuotando poche decine di metri al largo della spiaggia di Paiva, a Cabo de Santo Agostinho, sul litorale sud dello Stato brasiliano di Pernambuco, quando è stato attaccato da uno squalo. Il decesso è stato confermato giovedì a conclusione della perizia dell’Istituto di medicina legale di Recife. “L’esame mostra che la causa del decesso è stata l’attacco di un animale di grandi dimensioni”, ha affermato la presidente del Comitato statale di monitoraggio di incidenti con squali (Cemit), Rosangela Lessa. Stando agli esperti, l’attacco, il primo nel 2013, si è verificato in una zona considerata “non a rischio”. Sale così a 58 il numero di vittime di questo tipo di incidenti nella regione turistica del nord-est brasiliano.

Sarebbe un’attrice ad aver inviato le lettere alla ricina a Obama?

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Sarebbe stata l’attrice Shannon Richardson  ad aver inviato il 20 maggio scorso le tre lettere contenenti ricina indirizzandole a Barack Obama, al sindaco di New York Michael Bloomberg e a un attivista della campagna contro le armi da fuoco. L’attrice arrestata, ora rischia di essere condannata fino a 10 anni per le minacce al presidente e a Bloomberg che aveva finanziato anche una campagna pubblicitaria da 12 milioni di dollari per mettere sotto controllo la vendita di armi da fuoco e contrastare l’influenza della Nra, potente lobby dei produttori.

Stupro per vendetta e minacce per farla abortire… la nuova mafia?

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Una storia di violenza e di aberrazioni quella che hanno coinvolto una donna, che chiameremo V. La vendetta è stata voluta e attuata da Giosuè Sessa, 36 anni, e Davide Pescatore, 30, affiliati alla costola di Arzano del clan Moccia, che ieri mattina sono stati arrestati dai carabinieri di Arzano.

Veronica è un nome inventato, per tutelarne la privacy. La sua storia no. È stata violentata più volte nella sua abitazione. Minacciata dimorte con una pistola. Ha affrontato una gravidanza frutto delle violenze subite. E poi è stata costretta ad abortire per cancellare le prove dei ripetuti stupri. La donna litigava troppo con il suo convivente, un affiliato che sembrava intenzionato a passare a un altro clan. Due cose che non potevano essere tollerate. Le liti potevano attirare l’attenzione delle forze dell’ordine e poi l’odore del tradimento del proprio clan non è neppure pensabile. Ed ecco che scatta la vendetta.

La donna viene stuprata almeno per 10 volte e lui subisce inerme quella violenza. Ma quella punizione inizia a girare, se ne inizia a parlare. Forse sono i nuovi metodi della mafia… ma ci sono ancora gli “uomini d’onore” quelli vecchia maniera che tali comportamenti non li tollerano. E poi si era superato il limite, uomini che fanno paura… ma stavolta l’aberrazione era più forte della paura e così grazie a un carabiniere che parla con tutti e che ascolta le mille voci, si decide di verificare se quella storia, che appare davvero incredibile possa avere un fondo di verità.  Purtroppo stavolta la realtà era ben più violenta del racconto. V. viene convocata in caserma, è terrorizzata e non vuole parlare, ma alla fine arrivano le prime ammissioni e i carabinieri ricostruiscono l’accaduto.

E’ marzo dell’anno scorso e Giosuè Sessa, accompagnato da Davide Pescatore bussano alla sua porta. Lei non apre, e i due spalancano la porta a spallate. Davide Pescatore le pianta la pistola in faccia. Giosuè Sessa, invece, le ordina lasciare in pace il suo convivente, di non fare più chiassate e di non andare dai carabinieri. Pena la morte. Poi la stupra. Per sfregio. Per farle capire che non vale nulla. Che la sua esistenza e nelle mani del clan e che serve solo per soddisfare gli uomini. Da lì una serie di violenze che non smettono neppure quando la donna scopre di essere incinta. Neppure quando li supplica di non violentarla più, di farlo almeno per quella vita innocente.  E’ proprio quando i suoi aguzzini scoprono che è incinta che invece si scatenano violenze ancora più brutali. Viene di nuovo minacciata di morte se non abortisce immediatamente. E lei ormai succube, lo fa. Il clan però non si ferma neppure alle minacce, iniziano a diffamarla. A dire che quella donna è una “poco di buono” e immediatamente la isolano all’interno del clan stesso. Il clan poi ordina al quartiere di ignorare V., nessuno si deve avvicinare, nessuno ci deve parlare. E lei arrivata dalla Sicilia ad Arzano per amore, si era trovata improvvisamente da sola e senza nessuno punto di appoggio. Una situazione creata ad arte e che ha consentito ai due arrestati di continuare per un anno le violenze fisiche e sessuali.
Ora  le violenze e le aberrazioni sono cessate, ma potrà mai V. tornare a una vita normale? Potrà di nuovo sognare un’esistenza felice? Questa è la nuova mafia?

Il Chelsea di Mourinho chiama De Rossi?

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Stando a quanto rivela Mediaset premium, la roma attende l’annuncio dell’arrivo del prossimo allenatore per iniziare a muoversi con decisione per portare in squadra il belga Nainggolan, ora in forze al Cagliari, corteggiato anche dal Napoli dei Benitez. Ma per finanziare l’acquisto la squadra della capitale potrebbe scegliere di cedere Daniele De Rossi, che potrebbe passare, per una cifra inferiore al passato, a una delle sue varie pretendenti, tra le quali la preferita sarebbe il Chelsea di José Mourinho.

Confronto tra il Papa e il Capo di Stato

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Napolitano è giunto in Vaticano per la visita ufficiale a Papa Francesco.  Il corteo presidenziale è arrivato da Via della Conciliazione ed è entrato in Vaticano da Piazza San Pietro e quindi dall’Arco delle Campane. La cerimonia di saluto, guidata dal prefetto della Casa Pontificia monsignor Georg Gaenswein, è avvenuta nel Cortile di San Damaso, dove la Banda pontificia ha eseguito l’Inno di Mameli.

Al centro dell’incontro, al quale sarà presente anche Emma Bonino, ci saranno gli immigrati e la crisi. Ieri aveva dichiarato la necessità dei cattolici laici a “mischiarsi nella politica”.

Follia a Napoli: nigeriano picchia un cane, bastona il padrone e morde gli agenti

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Ieri pomeriggio, in via Orsi, una strada centrale del Vomero, a Napoli, un nigeriano di 30 anni senza fissa dimora e che sopravvive vendendo fazzoletti, senza alcun motivo apparente ha iniziato a colpire un cagnolino che si trovava al guinzaglio del suo padrone. Quando il proprietario ha reagito, l’aggressore ha raccolto un bastone da terra e si è avventato sull’uomo colpendolo al volto. Una pattuglia della Polizia municipale è giunta sul posto proprio in quel momento ma il nigeriano non ha desistito, anzi, la sua furia si è scatenata quando, tra i curiosi che assistevano alla violenza, qualcuno lo ha apostrofato negativamente. Al colmo della follia, il 30enne si è scagliato contro gli agenti. Poco dopo è sopraggiunta anche una pattuglia della polizia di Stato: i due nuovi arrivati, che volevano aiutare i colleghi della municipale, sono stati presi a loro volta a morsi, riportando ferite al volto e al collo. Il nigeriano è stato arrestato solo grazie all’intervento di altri agenti. Per i due poliziotti feriti è stato invece necessario il ricovero all’ospedale Cardarelli.

Afghanistan un morto e tre feriti italiani…

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Ancora un morto italiano nelle “missioni di pace”, ancora l’Italia chiamata a piangere uno dei suoi militari impegnati su territori di guerra. Ancora quell’ipocrisia di pensare che si possa andare armati in un paese sconvolto dalla guerra e ritornare tutti sani e salvi a casa. Quanto ci costano le missioni di guerra lo abbiamo detto più volte (più di 700 mln di euro nel 2012), ma poi ci sono i morti… una vita umana è un patrimonio irrisarcibile. Eppure il governo nonostante la crisi, non limita le missioni. Quante manifestazioni sono state inascoltate? Quante volte il popolo italiano ha detto basta? Eppure l’invio di soldati in zone di guerra continua…  L’attacco oggi è avvenuto nella zona di Farah,  l’area più meridionale e a rischi del settore ovest dell’Afghanistan affidato al controllo dei militari italiani. Secondo le fonti ufficiali, “elementi ostili” avrebbero attaccato un Lince mentre tornava alla base dopo aver svolto un’attività congiunta con i militari afghani. Il morto sarebbe il capitano del Terzo Bersaglieri, Giuseppe La Rosa, nato a Barcellona Pozzo di Gotto e viveva a Casamassima (Bari).  Il ferito più grave è il maresciallo capo dei bersaglieri (8vo Rgt) Giovanni Siero, originario di Desenzano del Garda.

Il Presidente Napolitano ha espresso profondo cordoglio e ha espresso l’auspicio che i militari feriti nell’attacco possano superare questo momento critico.

Anche la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Pietro Grasso, a margine di un convegno di industriali testimonia la sua vicinanza alle famiglie dei militari coinvolti nell’attentato. “Esprimo il mio cordoglio alle famiglie. Continuiamo a pagare un pesante tributo a costruire la stabilizzazione di quell’area. Faccio i miei auguri di pronta guarigione ai feriti ed invio un ringraziamento a chi opera ad Herat e Kabul dove ci sono i nostri militari”.

Il ministro della Difesa, Mario Mauro, ha espresso “profondo cordoglio” per la morte del militare italiano. E, nel rivolgere “sentimenti di grande vicinanza alla famiglia del caduto”, ha auspicato “pronta guarigione per gli altri tre soldati rimasti feriti, sulle condizioni di salute dei quali viene tenuto costantemente informato dal capo di stato maggiore della difesa”.

Preoccupano le condizioni di Mandela: nuovo ricovero in ospedale

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Nelson Mandela,  ex presidente sudafricano e premio Nobel per la pace, è stato nuovamente ricoverato in ospedale per un’infezione polmonare, come riferisce una nota della presidenza. Le sue condizioni sono “molto preoccupanti, ma stabili”. Nel comunicato del presidente sudafricano Jacob Zuma si legge “Questa mattina il suo stato è peggiorato ed è stato trasferito in un ospedale di Pretoria”. Le condizioni di salute dell’ex presidente ”questa volta sono gravi”, ha però aggiunto, poco dopo, un portavoce del governo in Tv. ”La situazione questa volta è grave, ma i dottori ci hanno assicurato che è sereno”, ha detto Mac Maharaj.

Assalto al bancomat: accade nel Piacentino

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Assalto alla filiale della Banca di Piacenza a Pontenure, nel Piacentino, verso le tre di questa notte. Una banda di ladri, professionisti, secondo una prima ricostruzione avrebbero forzato l’uscita di sicurezza dall’esterno e, penetrati nel locale, hanno saturato il Bancomat con il gas acetile, facendolo esplodere. I malviventi, in questo modo, hanno provocato anche un principio di incendio all’interno della banca e danni ingenti.

La rabbia di SuperMario viaggia su Twitter: “Cambiate squadra”

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L’Italia pareggia contro la Repubblica Ceca al sesto match valido per l’ingresso ai Mondiali di Brasile 2014 e Balotelli, per doppio cartellino giallo, si fa espellere quando mancano circa 15 minuti al termine dell’incontro. Dopo le critiche ricevute sia dagli addetti ai lavori che dai tifosi e fan e sbollita la rabbia a pugni e calcio nel tunnel dello spogliatoio, Mario affida i suoi pensieri a Twitter e lancia la sua replica: un’invito a cambiare squadra e un suggerimento: che chi critica si riveda la partita per giudicare, evidentemente, falli e provocazioni subìte.

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Paura ad alta quota: atterraggio d’emergenza a fiumicino

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Un aereo dell Wizz Air, in servizio sulla linea Bucarest-Ciampino e con 162 passeggeri a bordo, è stato costretto a un atterraggio d’emergenza all’aeroporto di Fiumicino, questa mattina, a causa della segnalazione di un problema al carrello. Il comandante, prossimo ad atterrare allo scalo romano, ha chiesto di poter atterrare a Fiumicino per via della pista più lunga. Per effettuare la manovra, non aprendosi il carrello sinistro, ha potuto utilizzare solo il destro e un unico motore. Pur non essendoci feriti tra i passeggeri e i cinque membri dell’equipaggio, tre persone sono in stato shock e di loro si è occupata l’unità sanitaria di Aeroporti di Roma direttamente sulla pista. Mentre la pista è bloccata, con l’aereo inclinato su un’ala, le operazioni di sicurezza vengono gestite dalla polizia di frontiera coordinate dal direttore della 5/a zona, Antonio del Greco. Tutti gli altri passeggeri verranno accompagnati in un’area dello scalo romano per essere assistiti. L’Agenzia nazionale per la Sicurezza del volo ha aperto immediatamente l’inchiesta di sicurezza di competenza sull’incidente. L’Ansv ha inviato sul posto a Fiumicino un team investigativo per la raccolta delle prime evidenze utili all’indagine. Tra i passeggeri, anche tre bambini e una donna incinta, trasportata all’ospedale Grassi di Ostia con dolori all’addome. Nonostante la manovra del pilota sia stata regolare, l’atterraggio è infatti risultato traumatico. Il dirigente della polizia di frontiera di Fiumicino ha affermato: ”Un atterraggio spericolato, compiuto con molta maestria. Il pilota, che è italiano, è riuscito a portare giu’ l’aereo con un solo carrello e a fare un atterraggio morbido”.

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