Umiliato dal prof perchè disabile: condannato il docente

prof-offende-disabile-tuttacronacaNon aveva il coraggio di confidarsi con i genitori, di raccontare loro come il professore lo deridesse e insultasse in classe. Lui, a 15 anni e con problemi psico-motori, una paralisi che non gli consente di muoversi bene, sorrideva, era affettuoso, aveva degli amici in classe. Gli stessi che l’hanno spinto a raccontare in famiglia quello che accadeva in quelle aule di un istituto tecnico turistico al Torrino, a Roma. Il 13 dicembre 2007, prende coraggio: “C’è un professore che mi tratta malissimo, mi ha preso lo zaino, me l’ha buttato dalla finestra e mi ha imposto di andarlo a prendere nel giardino”. Subito la denuncia, le indagini, la sentenza di primo grado del marzo del 2012 emessa dal Tribunale ordinario di Roma che condanna Francesco Pepe, docente di inglese a un anno di reclusione per maltrattamenti. Il magistrato aveva chiesto 4 mesi per l’accusa di abuso di mezzi di correzione. L’avvocato del professore ha fatto richiesta di appello, con il suo assistito che si è sempre dichiarato innocente. La sentenza parla di “condotta denigratoria e discriminatoria”. “Tu sei diverso, non sei grado, leggi il giornale, tanto a te non serve il libro” avrebbe detto Pepe. Sono i compagni di classe del ragazzo che raccontano come, durante il primo anno, il prof avrebbe chiesto di fare all’alunno uno “scherzo”, “di mettere uno zaino sotto il banco” del ragazzo “con il cestino, così sarebbe inciampato”. Un testimone racconta altri episodi: “Quando andava al bagno il professore gli gettava gli oggetti fuori dalla finestra”. Durante il secondo anno, i compagni avevano avvisato tanto gli insegnati che la preside. Lui piangeva, i professori non dicevano nulla ai genitori e il docente avrebbe in seguito chiesto scusa, spiegando che il tutto era causa di un brutto periodo della sua vita. Lui, però, si sentiva disprezzato perchè malato. Come spiega il Messaggero, Pepe si è sempre detto innocente e alcuni professori hanno detto che nessuno si era lamentato. Per quel che riguarda l’episodio del cestino, il docente lo ricostruisce in modo diverso: “ricordo che era lui che mi chiese di andare al bagno e cercando di uscire dal banco incontro difficoltà perché c’erano degli zainetti buttati a caso. Quando lui uscì dissi ma che lo fate apposta per farlo cadere? O è un caso?”. Ha ammesso di aver consigliato a Marco di frequentare un logopedista quando erano da soli, non davanti alla classe. “Per quanto riguarda le frasi relative alla scarsa igiene, non l’ho mai offeso, ma quando mi riferivano che tornando dal bagno era sporco ritenevo opportuno con un certo imbarazzo chiedergli di essere più attento all’igiene personale”. Il giudice ha ritenuto “inconferenti” i documenti presentati dalla difesa relativi a consigli di classe che evidenziano segnalazioni di bullismo dei compagni verso il ragazzo. Secondo la sentenza il professore ha posto in essere “una condotta di sopraffazione sistematica determinando vere e proprie sofferenze morali”.

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La corsa contro il tempo di David Cariolaro

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Il Prof. David Cariolaro, 40 anni, ricoverato in coma in ospedale a 100 km da Shanghai, vittima di una caduta avvenuta 40 giorni fa, non può essere trasferito in Veneto perché nessuna compagnia aerea accetta di trasportarlo nelle condizioni in cui si trova. L’ospedale in cui si trova, secondo i familiari, non sarebbe in grado di operarlo e loro già stanno spendendo circa 1500 euro al giorno per la degenza. L’unica risoluzione potrebbe essere quella del volo privato, ma i costi sfiorerebbero circa 150mila euro. La Regione Veneto ha ribadito che Cariolaro, da quattro anni professore associato nel dipartimento di Scienze matematiche della Xìan Jiatong-Liverpool University, non ha i requisiti di legge per richiedere che il pagamento del volo sia addebitato alla Regione.  . Lo stesso assessore veneto alla sanità Luca Coletto, che segue la vicenda insieme al consigliere diplomatico della Regione Stefano Beltrame, sostiene che aperture per una missione «purtroppo non ce ne sono, sempre che il ministero non intervenga direttamente e autorizzi un volo umanitario». A questo scopo una giornalista amica di Cariolaro ha indirizzato una lettera al ministro degli esteri Emma Bonino per evidenziare il caso e chiedere un suo intervento.

 

Ordina all’alunno di buttarsi dalla finestra… Per la scuola è morte accidentale!

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Una crudeltà? Una storia incredibile? Un ordine? Ancora non è chiaro ma sembra che un insegnante cinese abbia chiesto a un suo alunno di buttarsi dalla finestra dopo che per diverse volte aveva tentato di risolvere un difficile compito e ogni volta aveva fallito nel dare la risposta giusta. Così l’allievo su ordine del professore si è lanciato dal trentesimo piano. Almeno questo è ciò che racconta la Radio nazionale cinese (Cnr), che ha riportato la tragica notizia.  Sempre secondo l’emittente, sono state ritrovate delle note inequivocabili sui libri di scuola del bambino: “Maestro, non ci riesco. Ho già provato più volte a buttarmi dalla finestra”. Ora sotto processo è andato l’intero sistema scolastico cinese che chiede disciplina e completa sottomissione degli allievi ai loro insegnanti.

Dopo il tragico decesso del bambino i familiari hanno appeso avanti alla scuola, nella città di Chengdu, nella provincia del Sichuan, uno striscione con su scritto: “L’insegnante ha obbligato nostro figlio a buttarsi dal palazzo”. Ma per la scuola non c’è niente di irregolare: “Il bambino è morto accidentalmente”.

Condannato docente dell’Accademia: nonnismo equiparato a violenza sessuale

nonnismo-abusisessuali-tuttacronacaUn anno e dieci mesi di reclusione. E’ questa la condanna emessa dalla Cassazione ai danni di un docente dell’Accademia militare di Modena. L’uomo è anche tenuto a risarcire a due suoi studenti i danni morali. La condanna è giunta perchè pacche sul sedere e toccamenti repentini dei genitali, anche se messi a segno senza l’uso della forza o della minaccia, sono sempre una forma di violenza sessuale. Anche se si tratta di allievi di una scuola che forma gli ufficiali dell’esercito e dei carabinieri. Scrive la Suprema Corte nella sentenza 38326: “Non vi è dubbio che il toccamento improvviso del gluteo con stretta della natica, da parte del professore all’atto di congedarsi dai suoi studenti, e i ripetuti repentini toccamenti dei genitali di un allievo, integrino quel requisito della repentinità ed imprevedibilità della condotta in presenza del quale è ugualmente ravvisabile il reato di violenza sessuale pur prescindendo da una violenza di tipo fisico”. E ancora rilevano gli ‘ermellini’:  “E non vi è dubbio che coscia e glutei costituiscano, secondo consolidato indirizzo di questa Corte, zone erogene di interesse sessuale”. E’ stato quindi respinto il ricordo del professore che aveva provato a mettere in discussione “la natura erogena della zona anatomica attinta” e a sostenere che non si può “qualificare” il gesto della ‘pacca’, e gli altri palpeggiamenti, come “atto sessuale” in quanto ‘espressioni ‘ di tipo “blando e poco significativo”, compatibili – semmai – “con un gesto amichevole di saluto e di commiato”. Secondo la Cassazione, inoltre, il comportamento del docente è stato caratterizzato dall’elemento della violenza “sia in relazione al suo ruolo e della condizione di suggestione psicologica degli allievi, sia per l’iniziale clima conviviale instaurato dall’imputato, tale da non consentire una efficace reazione, nè di manifestare il proprio preventivo dissenso”. Il verdetto, scritto dal consigliere Mariapia Gaetana Savino, presidente Aldo Fiale, ha confermato la pronuncia emessa dalla Corte di Appello di Bologna, il 15 novembre del 2011, a conferma della sentenza di primo grado decisa dal Tribunale di Modena il 14 marzo del 2008.

Roberto Vecchioni tra i candidati al Nobel per la Letteratura

Roberto-Vecchioni-nobel-letteraturaIl premio Nobel per la Letteratura potrebbe essere consegnato, quest’anno, a un cantautore, a dimostrazione che le canzoni sono poesie. E potrebbe giungere in Italia. Tra i nomi dei papabili, infatti, oltre a Bob Dylan e Leonard Cohen, c’è anche Roberto Vecchioni. L’Accademia di Svezia consegnerà il premio “all’autore o all’autrice dell’opera letteraria più considerevole d’ispirazione idealista” il 10 dicembre e la candidatura di questi maestri della musica ha sorpreso molti. Utenti di Twitter compresi, tanto che puntuale è arrivato l’hashtag per l’occasione: #sgomento. C’è chi pensa che la notizia sia una bufala e chi si chiede “Perchè lui e non un altro? Perchè non Francesco De Gregori?”, ma per l’Accademia svedese, Vecchioni avrebbe tutte le carte in regola per ricevere il premio. Sia per i testi delle sue canzoni che per il suo impegno in campo letterario. Il professore di lettere, infatti, si è sempre dedicato alla scrittura, anima e cuore: racconti, libri per bambini e soprattutto la pubblicazione di due romanzi: “Il libraio di Senilunte” e “Scacco di Dio”.

Via Facebook, il cantautore commenta così la candidatura: “Sono onorato, emozionato e sorpreso per questa nomination al Nobel per la Letteratura che va ben oltre qualsiasi aspettativa personale. Quando mi hanno avvisato pensavo a uno scherzo”.

vecchioni-nobel-facebook-tuttacronacaRiguardo i suoi “sfidanti, Bob Dylan è candidato al premio da più di 15 anni e ogni volta sembra abbia il potenziale giusto per ricevere il riconoscimento, considerato il valore sociale e letterario dei suoi testi. Finora, però, non l’ha ancora ottenuto.

Ma in lizza c’è anche il canadese Leonard Cohen, l’autore della struggente “Halleluja” la cui carriera iniziò iniziò dalla letteratura, con la scrittura di poesie: i suoi primi album erano di reading, di poesie registrate. La musica si affacciò in seguito, ma le sue raccolte di canzoni, inizialmente, non ebbero successo a causa del carattere “introverso” dell’autore che non riusciva a cantare, era timido. Gli operatori dello studio di registrazione erano arrivati ad arredare lo studio perchè somigliasse alla sua stanza da letto, e si sentisse più a suo agio.

Il cv di un medico passa per la lavanderia!

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Se vuoi diventare medico devi esser disposto a dare passaggi in auto al Professore, a ritirare la biancheria in lavanderia, a dedicargli 24h su 24 della propria vita e forse qualche speranza alla fine ci può essere. Questo è l’agghiacciante racconto di una specializzanda in medicina che ha deciso di fare la sua dichiarazione a Il Fatto Quotidiano:

Si inizia già al terzo anno. Prima di decidere che medico vuoi diventare, devi individuare un professore abbastanza importante e dedicargli i prossimi anni della tua vita, 24 ore su 24. I passaggi in macchina solo il minimo. C’è anche chi è costretto a ritirare in lavanderia la biancheria del professore di turno.
Come ha fatto il ragazzo che accompagnava il professor Fedele con la sua macchina.
Sì. Questo ragazzo ha tentato per due anni il concorso. Poi al terzo tentativo è entrato. Poverino, non so quanto abbia speso di benzina! Non conta quanto studi, conta per quanto tempo lavori gratis in reparto.Tutti i giorni, anche di domenica o durante le feste, anche la notte. Senza nessun rimborso spese. È un ricatto. Loro ti prometto: “Al prossimo concorso tocca a te” e tu speri. A cardiologia, pediatria e ginecologia si aspettano in media 3 anni. Se smetti di lavorare perché intanto sei diventato un medico e vorresti anche vedere 10 euro a fine mese, hai perso il tuo posto in fila.

Il video del professore aggredito in classe con la sedia

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Uno studente della Glenvista High School di Johannesburg, in Sud Africa ha aggredito il professore con una sedia, mentre era in classe. L’uomo cerca di riportare la situazione alla calma e viene in seguito colpito con una scopa. Lo studente è stato sospeso e su di lui ci potrebbe essere un’azione disciplinare.

Scontro con due tir: è grave il padre della Città della Speranza

città-della-speranza-tuttacronacaE’ ordinario di oncoematologia pediatrica dell’Università di Padova il professor Luigi Zanesco, il padre fondatore della Città della Speranza, l’istituto di ricerca pediatrica che si trova nella città del Santo. Il professore oggi è rimasto coinvolto in un grave incidente che si è verificato lungo la statale 308 a Cadoneghe, in provincia di Padova, attorno alle 14. Al momento ci sono solo informazioni parziali che riferiscono di uno scontro che ha coinvolto, oltre all’auto del docente, due mezzi pesanti, Zanesco è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Padova dov’è stato immediatamente sottoposto ad intervento chirurgico e ora il suo quadro clinico sarebbe piuttosto grave.

Finita la latitanza del boss Rancadore… Chi era?

Rancadore-domenico-latitante-tuttacronaca

Era nella black list, inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi, Domenico Rancadore, detto “‘u profissuri”, dopo 19 anni di latitanza è stato catturato a Londra dove viveva con sua moglie di origine inglese, anche se di famiglia italiana: Annamaria Culcasi Macaluso, è figlia di un ex console italiano nella capitale inglese. La coppia ha avuto due figli, un maschio e una femmina, che oggi sono più che trentenni.

Il boss è un pluripregiudicato palermitano di 64 anni che deve scontare 7 anni di reclusione per i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione ed altri gravi delitti. Nella capitale inglese gestiva una agenzia di viaggi e conduceva una vita agiata. Rancadore ha tentato la fuga, ma è stato immediatamente fermato. Che si trovasse a Londra lo si sapeva già dal gennaio 2012 come racconta un articolo de La Repubblica a firma Salvo Palazzolo. La Procura di Palermo aveva chiesto quindi l’estradizione per il boss. La risposta è stata lapidaria: “Il reato di associazione mafiosa non è riconosciuto dall’ordinamento giuridico inglese, la richiesta di estradizione non è stata neanche presa in considerazione”. Intanto Rancadore sembra anche, sempre secondo l’articolo di Palazzolo, che percepisse regolarmente la pensione dell’Inpdap essendo stato insegnante di educazione fisica, una copertura studiata attentamente nel periodo in cui i suoi affari erano invece nell’ambito di Cosa Nostra.

Il prof negazionista che viene cacciato dalla Commissione

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Erano gli anni 2000 quando Franco Damiani, docente padovano con una buona esperienza alle spalle, diviene protagonista di furiose contestazioni al liceo Gritti di Mestre per le sue tesi negazioniste. Sono 5 deputati dell’Ulivo a presentare un’interrogazione parlamentare contro il professore. Il ministro De Mauro mandò un ispettore a scuola, mentre il fronte studentesco si spaccò. In migliaia parteciparono a una manifestazione contro il razzismo e le tesi di Damiani, che fu però difeso da gran parte dei suoi allievi. Alla fine Damiani venne trasferito a Piazzola sul Brenta, dove nel 2004 querelò due genitori che, a suo dire, l’avevano diffamato, oltre ad averlo accusato, al solito, di «negare l’Olocausto degli ebrei». Nel 2009 i genitori furono assolti, ma già dal 2005 Damiani fu spostato al liceo Newton di Camposampiero. E da otto anni a questa parte ha presieduto quattro commissioni d’esame.

E’ di ieri la notizia che Damiani è stato sollevato dall’incarico di presidente della commissione d’esame dopo alcuni commenti scritti sulla sua pagina Facebook che criticavano l’operato dei docenti del liceo Curiel dell’Arcella (Padova), nel quale Damiani era stato chiamato a presiedere la commissione d’esame per le classi 5ª A e 5ª G. L’ufficio scolastico regionale ha poi scelto, su pressione di ragazzi e genitori, di trasferire d’urgenza il professore in un istituto di Montebelluna.

Il professore insorge, rinuncia al ricorso, ma risponde con una lettera all’ufficio scolastico. Difendendo le sue tesi: «È un singolare modo di procedere quello di “spiare” ciò che il docente scrive in uno spazio che è accessibile all’esterno ma che è inteso per lo più come privato. Tuttavia non ho intenzione di ritrattare alcunché di quanto scritto». Ed è qui che ritorna il tema del negazionismo. Il professore spiega di essersi indignato per un seminario proposto dal liceo Curiel nel corso dell’anno su un laboratorio di storia: «Un laboratorio sui negazionismi che si poneva fuori di ogni correttezza metodologica e contenutistica, essendo impostato sulla relazione di una semiologa, la signora Pisanty, che non conosce nulla delle vicende della seconda guerra mondiale. Correttezza e onestà avrebbero voluto che a un laboratorio di storia ci fosse un contraddittorio, in mancanza del quale non si fa cultura ma propaganda». Damiani riuncia all’incarico all’istituto di Montebelluna: «Non avendo mezzi privati, in treno mi è impossibile raggiungere la città trevigiana prima delle 8.47».

All’Università di Urbino, il prof scrive “Ti amo” alla studentessa

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Una studentessa dell’Università Carlo Bo di Urbino ha ricevuto un bigliettino dal suo profossore, docente di un corso del quale lei era spesso l’unica presente e che aveva scelto come esame opionale, con la scritta “Ti amo: devo vederti da sola”. Indignata, la ragazza, che non aveva mai avuto sospetti circa un eventuale interesse dell’uomo per lei, d’accordo con il suo fidanzato, ha fotocopiato la frase per poi distribuirla per i corridoi della facoltà, per mostrare la moralità degli insegnanti. Immediatamente, il Senato accademico ha istituito una commissione interna che ha ascoltato il docente. Il ragazzo della studentessa ha poi inviato una mail al professore che, secondo quest’ultimo, presentava contenuti diffamatori, per inoltrarla ad altri. Fatto che ha spinto il sessantenne a presentare querela contro il giovane. L’istruttoria dell’università dovrebbe concludersi a breve con un richiamo pubblico per il professore, un provvedimento previsto dal Codice etico dell’ateneo, mentre continuerà la vicenda giudiziaria che vede come protagonista il ragazzo

Il sesso è ancora un tabù in Italia… sospeso prof!

 

sospeso-professore-scuola-tuttacronacaUna lezione troppo esplicita e un professore di scienze si ritrova sospeso per 30 giorni. I ragazzi tornati a casa hanno infatti raccontato la loro lezione sulla riproduzione, ascoltata a scuola, e i genitori preoccupati hanno richiesto l’intervento del la dirigente scolastica, la quale poi si è rivolta all’ufficio scolastico provinciale che ha deciso di sospendere l’insegnante con questa motivazione: «Rivolgersi agli studenti in una sede scolastica non è come parlare al bar o allo stadio bisogna tenere un comportamento consono all’importanza del ruolo di docente utilizzando un linguaggio discreto».

 

 

Terrore in una scuola russa!

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Un uomo è entrato questa mattina, impugnando una pistola e prendendo in ostaggio, un insegnante e due studentesse, in un istituto professionale per l’ittica di Astrakan, capoluogo regionale sul Volga.
Immediato l’intervento delle  forze di polizia che hanno circondato l’edificio della scuola ed hanno evacuato docenti e studenti. Nessuna conferma ufficiale, ma, secondo indiscrezioni, gli ostaggi sarebbero un professore e due allieve, presumibilmente di età fra i 14 e i 16 anni.

Il sequestratore finora non ha avanzato alcuna richiesta se non quella di bere e mangiare. Tra gli ostaggi, secondo il comitato investigativo, c’è anche un guardiano, per un totale di quattro persone, anche se stando ad altre fonti i sequestrati potrebbero essere sino a cinque. Intanto sul posto sono arrivate le forze speciali.

Cacciato dagli studenti il prof brillo!

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Il prof fa lezione ubriaco. E gli studenti lo fanno cacciare. Accade all’Università di Pavia. Un gruppo di studenti ha riferito di averlo visto presentarsi «in aula, durante le lezioni, in evidente stato di ebbrezza». Per questo e per altri comportamenti, il professor Anthony Baldry, docente di inglese in diversi corsi dell’Università di Pavia, è stato allontanato. Baldry è accusato, fra l’altro, di comportamenti scorretti, come aver utilizzato un linguaggio volgare, aver assunto atteggiamenti non consoni ad un professore universitario (alcune foto che lo riguardano sono state pubblicate su alcuni siti) e di voler obbligare gli studenti ad acquistare i suoi libri pena l’esclusione dalla frequenza del corso e dagli esami. In una nota diffusa nel pomeriggio di oggi, è stato reso noto che il Senato accademico gli ha revocato «gli affidamenti di incarichi di insegnamento» esprimendo nei suoi confronti anche «il biasimo comportamentale».

Lezioni bollenti!

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Pausa sesso! Un professore universitario si è preso una pausa dalla lezione di chimica che stava tenendo e, seduto in aula, si è messo a navigare in internet su un sito porno. Purtroppo per lui, si è dimenticato di scollegare il computer al proiettore su cui poco prima erano apparse le formule chimiche della lezione. Arrivato appositamente dal Belgio per le conferenze alla Wageningen University in Olanda, il prof è stato rimosso dall’incarico, nonostante il sostegno di molti dei suoi studenti che lo hanno definito “un eccellente professore”

3 anni! Condannato il prof che ebbe rapporti sessuali con allieva minorenne

prof 13enne

Tutto è partito nel marzo scorso, dopo alcune segnalazioni sull’uomo giunte dalla scuola e da alcuni genitori. Voci insistenti su strani comportamenti e atteggiamenti da parte del professore che si sommavano a presunti favoritismi nelle valutazioni scolastiche nei confronti in particolare di alcune ragazze. Come accertato dagli uomini della Squadra Mobile di Piacenza, che si sono occupati delle indagini insieme al personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, l’uomo utilizzava una strategia accurata per adescare le studentesse, alle quali prometteva anche buoni voti nella sua materia: prima con approcci di tipo verbale, con complimenti e battute spesso a sfondo sessuale, e poi con contatti sul social network Facebook attraverso cui individuava le ragazze psicologicamente più vulnerabili. A tal proposito aveva creato alcuni account fittizi grazie ai quali restare in contatto con loro.

Nel giugno 2012 era stato arrestato dalla polizia per atti sessuali con una studentessa di 14 anni. Ora è stato condannato a 3 anni. Il pm aveva chiesto una pena di 4 anni e 6 mesi.

 

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