Sparatoria in un liceo di Philadelphia: due feriti

sparatoria-liceo-tuttacronacaAncora violenza in una scuola americana. Teatro di una sparatoria la Delaware Valley Charter High School, a Philadelphia, dove due ragazzi sono stati feriti a colpi di pistola all’interno dell’edificio dopo il termine delle lezioni. Le vittime, un ragazzo e una ragazza, sono stati raggiunti a un braccio e ricoverati in ospedale mentre la polizia è alla ricerca della persona che ha aperto il fuoco. Sarebbe nota l’identità dell’assalitore perchè la sparatoria è stata ripresa dalle telecamere della scuola.

Philadelphia è sotto attacco! Colpisce ancora il masturbatore seriale del formaggio

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Philadelphia ha un nuovo molestatore. Un uomo di circa 40 o 50 anni che osserva le donne nei parcheggi, mostra i genitali e chiede di masturbarlo con il formaggio svizzero. Il maniaco a cui stanno dando la caccia da giorni i poliziotti della città non è facile da prendere anche se è stato avvistato qualche volta in chat e nei peggiori parcheggi della città. Secondo un giornalista però l’assedio forse potrebbe terminare nelle prossime ore se, come hanno rivelato alcune fonti, in queste ore gli agenti lo avrebbero non solo identificato ma anche rintracciato.

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Luna di miele… con omicidio! Presi gli amanti killer

miranda_barbour-tuttacronacaNessuna pietà. E’ stato questo l’atteggiamento di una giovane coppia, il 22enne Elytte Barbour e la moglie 18enne Miranda, nell’uccidere un 42enne, Troy La Ferrara, dopo averlo attirato in trappola grazie a un annuncio in rete in cui si prometteva “compagnia e comprensione” in cambio di soldi. La coppia appena sposata aveva deciso: “Tu lo strangoli, mentre io l’accoltello” e dopo aver fatto salire la vittima sull’auto di Miranda, dopo un po’ di giri per farla rilassare, il marito che si era nascosto nel sedile di dietro lo ha stretto alla gola con un filo di ferro mentre la neo sposa lo accoltellava con 20 pugnalate. Dopo l’omicidio, hanno festeggiato l’evento in un locale a luci rosse, non senza essersi prima liberati del cadavere. Al momento dell’arresto, Elytte ha dichiarato che sua moglie “non è una prostituta” e in effetti negli annunci si chiariva che veniva offerta solo compagnia, niente sesso ma solo la possibilità di chiacchierare e trovare comprensione per uomini soli, magari divorziati e bisognosi di affetto. L’omicidio risale al 12 novembre e ora la coppia è stata arrestata. Il corpo di La Ferrara venne trovato massacrato in un vicolo della cittadina di Sunbury a 160 chilometri a nord-ovest di Filadelfia, in Pennsylvania. durante le indagini, la polizia ha rintracciato l’ultima telefonata di Troy, fatta a Miranda. Quindi, grazie alle telecamere di sicurezza di vari negozi e terminali bancomat, è riuscita a ricostruire il giro in auto con la donna. Le spese compiute da Elytte con la carta di credito per una serie di prodotti di pulizia, chiaramente utilizzati per ripulire la loro auto del sangue della vittima, sono state “l’elemento decisivo” ha commentato il capo della polizia di Sunbury, Steve Mazzeo.  Elytte e Miranda erano sposati da appena tre settimane. Sembrerebbe che i due, sposati da tre settimane, non fossero nuovi a questa pratica, anche se in precedenza non erano riusciti a “concludere” l’esperienza. Forse però il capitolo non è chiuso: la polizia sta indagando sulla possibilità che Miranda avesse già ucciso. La ragazza era stata insieme a un altro uomo, dal quale aveva avuto un bambino. L’uomo è stato ucciso e la sua morte è ancora un giallo.

Bimbo di 4 anni va a scuola con crack e denaro nello zainetto

bimbo-crack-tuttacronacaE’ Usa Today a riportare la notizia di quanto accaduto in una scuola elementare di Philadelphia, la Thomas Mifflin Elementary School. Qui la polizia, chiamata dall’istituto, ha interrogato un bambino di quattro anni che aveva con sè una decina di bustine di crack e soldi per un ammontare di 173 dollari. Era stato lo stesso alunno a mostrare le banconote a un compagno attirando così l’attenzione di un assistente del maestro, al quale ha in seguito mostrato anche la droga che aveva con sè. Il collaboratore didattico ha confiscato il denaro e le bustine mandando dal preside il piccolo che in seguito è stato portato in ospedale, per timore che avesse ingerito droga. Il portavoce del distretto scolastico, Fernando Gallard, ha spiegato che il bimbo non sarà sanzionato. Lo stesso portavoce ha quindi ammesso che non è il primo bambino, nella zona di sua competenza, ad aver avuto accesso alla sostanza. La polizia ha in programma di interrogare il padre del bambino.

La battaglia tra abortisti e pro-life in Usa passa per la clinica degli orrori

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In Usa l’aborto può essere effettuato sino alla 20° settimana di gestazione. La legge è stata rivista a giugno 2013 dopo la sconvolgente vicenda del medico abortista Kermit Gosnell, condannato all’ergastolo il 14 maggio per l’omicidio di centinaia di bambini e di una donna. Gosnell, dipinto come un mostro, è diventato il simbolo alla lotta contro l’aborto per i pro-life che si sono avvalsi di lui per teorizzare su tecniche disumane e crudeli. Ciò che faceva il medico andava infatti ben oltre la legalità dell’aborto che secondo la vecchia legge americana non sarebbe dovuto avvenire oltre le 22 settimane. Nel gruppo pro life nel 2010 viene realizzato il documentario di Lila Rose, attivista dei diritti per la vita che con una serie di interviste, girate fingendosi incinta ha sponsorizzato la sua campagna contro l’aborto, dando voce a tre assistenti della Aaron Women’s Clinic di Houston diretta da Douglas Karpen.

Di seguito è stata trascritta l’intervista.

Deborah Edge: Ero un’assistente. Ho fatto di tutto nella clinica e uno dei miei compiti era di essere la sua (del medico,ndr) prima assistente. Facevo attenzione, ma non sapevo che fosse illegale. Quando praticava un aborto oltre le 22 settimane accadeva quasi sempre che il feto uscisse completamente dalla pancia della madre prima che lui gli tagliasse il midollo spinale o introducesse uno degli strumenti chirurgici per afferrare il cranio del bambino e ucciderlo. Non ero cosciente dicevo: “Bé è un aborto, questo è quello che succede”, ma non sapevo che era illegale. In molte occasioni usava questo processo: dilatava l’utero e poi lo evacuava. La maggior parte delle volte vedevamo il feto che usciva completamente dal grembo materno e che era certamente vivo perché si muoveva e dalla cassa toracica si capiva che respirava: quello era il momento in cui lui gli rompeva il midollo spinale e anche la scatola cranica, prendeva il forcipe o il dilatatore e lo conficcava nel cranio del feto…

Domanda: Lei ha visto succedere questo?

D.E: Oh sì credo tutte le mattine… se avevamo 20 aborti di questi sono sicura che da tre a quattro nascevano vivi prima di essere assassinati.

Domanda: Lei vedeva il bambino vivo ucciso fuori dal grembo.

D.E: Sì, anche che lui gli torceva la testa con le sue mani.

Domanda: Lei ha visto questo?

D.E: Sì signore. Krystal Rodriguez: Qualche volta lo introduceva anche nello stomaco.

Domanda: Cosa?

K.R: Usava il forcipe dentro lo stomaco.

Domanda: Lei ha visto questo?

K.R: Sì.

D.E: Usava qualsiasi cosa che fosse veloce.

Gigi Aguilar: Ti ricordi quella volta che il feto uscì ed era vivo e aprì i suo occhi e afferrò le sue mani?

Domanda: Cosa è successo?

D.E: Pensava che fosse morto invece il bambino ha aperto gli occhi e ha aperto le mani afferrando le sue (del medico, ndr). Poi è seguita la procedura.

G.A: Era vivo, lui pensava non lo fosse: era pronto a metterlo nella sacca ma…

Domanda: E parlò di questo.

K.R: Non parlava mai di queste cose, non faceva commenti… noi prendevamo il feto e lo mettevamo nella sacca e quando la aprivamo, mio Dio, rimanevamo incredule da quanto fosse grande ed eravamo sudate perché ci voleva quasi un’ora: praticare l’aborto di un bambino tanto grande è davvero dura. A volte non riusciva a tirarlo fuori tutto, allora lo tirava fuori pezzo per pezzo e c’era tutto il pavimento sporco di sangue. Ci sono state occasioni in cui alcune donne in travaglio arrivavano durante la notte con i crampi e venivano alla clinica e gli davano queste pillole chiamate Cytotec: dopo un’ora circa facevano effetto e l’utero cominciava a contrarsi. In molti casi le donne correvano in bagno e in alcune occasioni partorivano il figlio nel water. Una addirittura partorì prima di arrivare qui. Ne fu data anche notizia: lasciò il figlio nel McDonald’s prima di arrivare e nessuno sapeva di chi era, ma noi sapevamo che era di una nostra paziente.

G.A: Ti ricordi quella donna che ha avuto il figlio nel corridoio?

Domanda: Cosa è successo a quel bambino?

K.R: Lo ha preso con un panno e lo ha buttato nella pattumiera.

D.E: Ricordo i piedi dei bambini muoversi e mi irritava: lui gli teneva i piedi, inseriva il forcipe dentro l’utero, stringeva il cranio del bambino e vedevi che le dita dei piedini si aprivano di scatto. Pensavo: “Oh mio Dio e poi le persone dicono che loro non sentono”. Ma come non sentono? Spesso ci guardavamo tra noi assistenti, ci scendevano le lacrime e ci dicevamo: Ma perché? Lui è così avido, pensavo. Per una aborto come quello si pagano quattrocento o cinquecento dollari K.R: Se i pazienti pagavano lui faceva questi aborti. Domanda: E tu hai mai assistito?

K.R: Sì e ricordo che dicevo: «Non voglio entrare, non voglio». E lui: «Tu puoi farcela e se non riesci gira la faccia di là».

D.E: Spesso voleva fossi io a rispondere al telefono, perché sapeva che ero brava a parlare con le pazienti, così da convincerle a venire nella clinica… ma ci sono molte altre cose: spesso feriva le pazienti, lacerava gli uteri o le loro cervici senza dirglielo e quando venivano il giorno dopo le medicava, ma senza spiegare loro che aveva l’utero lacerato.

G.A: E se c’erano pazienti che facevano troppe domande preferiva che le addormentassimo.

D.E: L’unico commento che faceva era per ricevere altri soldi, la donna sentiva male? Mi diceva: «Vai a parlarle e dille che ha bisogno di essere addormentata». Non avevano scelta e dovevano poi pagare per l’intervento.

Domanda: Quindi tutti sapevano quello che succedeva, non solo voi.

G.A: Sì, tutti sanno.

D.E: Le donne che entravano qui non sapevano a cosa andavano incontro. Molte domandavano se loro figlio avrebbe sentito male e mi arrabbiavo perché mi dicevo: «Ma perché questo dovrebbe importarti se vieni qui a uccidere tuo figlio?». Perché farsi questa domanda? Certo qualcuno avrebbe potuto rispondere: «Sì, sente!», ma non era il nostro lavoro dirlo. Il nostro lavoro era mettere quella persona nel sacchetto dei rifiuti.

Chiaramente l’intervista è stata realizzata da un membro dell’associazione Pro-life e come tale non può essere oggettiva perché mira a portare avanti la lotta contro l’aborto. E’ però senza dubbio uno spaccato interessante per capire come negli Usa, ma anche in altre parti del mondo, ci si interroghi sull’aborto e sull’illegalità che a volte ruota intorno a questa pratica. Cosa avverrebbe però se fosse vietato? I dati delle nazioni in cui l’aborto viene vietato non lasciano dubbi: in Cile, dove l’aborto è illegale, si assiste a un numero elevatissimo di interruzioni di gravidanza tra i 120.000 e i 160.000 all’anno secondo le stime più attendibili, su una popolazione di appena sei milioni di donne tra i 15 e i 64 anni.

Attentato a bordo? Aereo Usa chiede atterraggio di emergenza

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Proveniva dall’Irlanda l’aereo che ha chiesto e ottenuto un atterraggio d’emergenza a Philadelphia in seguito a minacce non meglio specificate. L’allarme sul velivolo della compagnia Us Airways, proveniente da Shannon, in Irlanda, è scattato dopo che qualcuno ha telefonato al dipartimento di polizia della città segnalando la presenza di una bomba a bordo. Il velivolo è stato fatto evacuare e sono in corso i controlli da parte degli agenti speciali. Il velivolo è stato parcheggiato in una pista dell’aeroporto mentre le forze dell’ordine stanno passando al vaglio tutti i bagagli per verificare l’eventuale presenza dell’ordigno. Il volo Us Airways 777 è stato seguito da jet F-16S della North American Aerospace Defense Command (Norad) per “eccesso di precauzione”.

Aggiornamento 7 agosto 2013, 21.45: La minaccia si è poi rivelata infondata.

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Feriti nel crollo di una palazzina a Philadelphia

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Prima una forte esplosione e poi un crollo così è venuta giù una palazzina a Philadelphia in Usa. I soccorritori sarebbero già riusciti a estrarre tre persone che sono state immediatamente trasportate in ospedale. I feriti al momento sarebbero sette ma il bilancio è provvisorio. tra essi purtroppo ci sarebbero anche un bambino in condizioni serie e un altro in condizioni molto gravi per le ustioni riportate su tutto il corpo. Alcuni dei feriti sarebbero anche dei passanti coinvolti nell’incidente. Dopo il crollo dell’abitazione, anche la casa accanto è caduta.

L’incidente è accaduto in un quartiere periferico con case a schiera di due o tre piani. A giugno, sempre nella città, ci fu un altro crollo che causò 11 feriti, tutti estratti vivi dalle macerie.

Tentato sequestro all’aeroporto di Fiumicino

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Probabilmente era uno squilibrato il 30enne centrafricano che oggi ha tentato di rapire un bambino di due anni all’aeroporto di Fiumicino. Il bimbo, era il figlio di una coppia di americani che stava per imbarcarsi su un volo per Philadelphia. Il 30enne è stato però prontamente fermato dagli agenti della  “Squadra laser” della polizia di frontiera. Ora è stato ricoverato all’ospedale “Grassi” di Ostia e viene piantonato, si cercherà di capire nelle prossime ore le motivazioni che hanno spinto l’uomo a tentare un sequestro.

Volo in ritardo? L’orchestra suona!

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Se i passeggeri italiani che si trovano a volare con Al Bano, in caso di ritardo dell’aereo, assistono alla performance di Felicità, all’estero non son da meno. Lo dimostra quanto successo quando si è dovuto attendere per ore sulla pista di Pechino. A bordo si trovavano i membri dell’Orchestra Filarmonica di Philadelphia, che hanno approfittato dell’attesa per imbracciare gli strumenti e allietare i compagni di viaggio con la loro musica. Alla fine dell’esecuzione, l’applauso non s’è fatto attendere!

Crollo a Philadelphia, ci sono persone intrappolate

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Sarebbero 8 o 10 le persone secondo le prime indiscrezioni che si trovano sotto le macerie del palazzo di quattro piani che è crollato in centro a Philadelphia, tra la 22esima strada e Market Street. Fox News riferisce che un edifico adiacente era in fase di demolizione.

Tra le prime ipotesi, quindi, quella che le vibrazioni dei mezzi usati dagli operai per abbattere il caseggiato possano aver fatto sbriciolare il palazzo crollato. Sul posto ci sono decine di vigili del fuoco, che hanno iniziato a cercare tra i detriti, numerose ambulanze e forze dell’ordine. Sono 13 al momento le persone ferite, ma estratte vive dal palazzo crollato nel centro di Philadelphia. Arriva nella serata italiana la notizia di un morto a causa del crollo del palazzo. La vittima sarebbe una donna.

L’imperdibile della settimana: quello che ha catturato l’attenzione!

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Una settimana è terminata ed al solito non abbiamo smesso di stupirci, preoccuparci, indignarci o sorridere. E voi con noi. Nella settimana che sta per iniziare ci attendono il processo Ruby, il ritorno dei Letta e dei ministri dall’abbazia, forse una risposta chiara su che ne sarà di noi per quel che riguarda l’Imu, ma anche il termine del campionato e… chissà che altro entrerà nelle nostre vite. Quello che possiamo dire con certezza è che i sette giorni appena trascorsi sono stati ricchi di avvenimenti, purtroppo non positivi. Ma cos’ha catturato maggiormente la vostra attenzione?  In primo piano, nella nostra personale classifica, c’è stato il malore di Berlusconi che, come riportato da Repubblica, ha colto il Cavaliere al termine della giornata di ieri e che sembrerebbe essere dovuto al nervosismo post-manifestazione. Perchè la marcia su Brescia è stata luogo di contestazioni e scontri che non potevano passare inosservate. Ma nel nostro piccolo anche noi abbiamo ricevuto le nostre recriminazioni, perchè a quanto pare il dibattito sulle pubblicità razziste in Svezia continua a imperversare. E per restare in tema di pubblicità… ci interesserebbe sapere cosa ne pensate dell’idea del Presidente della Camera Boldrini circa il fatto che serva una norma per quel che riguarda l’esposizione del corpo femminile sui manifesti. Parlare di donne, in questo periodo, equivale, purtroppo e spesso, a ritrovarsi a trattare temi quali violenza e omicidi. Uno dei casi risolti riguarda questa settiamana l’omicidio di Alessandra Iacullo, il cui assassino ha confessato: si tratta di Mario Broccolo, il cui passato era già macchiato di sangue. Ma anche all’estero gli italiani perdono la vita: il cuoco Alex Bertoli è stato ucciso in Messico, dove si era recato con la moglie per costruirsi una nuova vita. Ma questa settimana è stata anche l’incidente al porto di Genova, quando la Jolly Nero ha causato il crollo della torre dei piloti: la città piange ora i suoi morti ed è impossibile non mandare là il nostro pensiero. E’ trascorso circa un anno dal terribile terremoto che ha piegato l’Emilia e, mentre si avvicina l’anniversario, la terra ha ripreso a tremare: una notizia che a sua volta ha attirato l’attenzione, probabilmente perchè abbiamo ancora tutti negli occhi quelle terribili immagini. Ma non è solo questo territorio a tremare, anche la provincia di Perugia ha avuto a che fare con i sismi. La Terra continua a parlare, il suo cuore batte forte e sembra stia urlando il suo dolore.

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Ma la cronaca non è tutto, nella vita c’è anche dell’altro. Quello che vi ha particolarmente incuriosito è stato un evento che si terrà a Philadelphia a fine mese: la maratona della masturbazione, per ricordare che non c’è nessuna perversione nell’autoerotismo. Essendo poi un popolo di appassionati di calcio, la questione della settiamna altra non poteva essre se non: che farà Cavani nel prossimo futuro? Quello che è certo è che al momento ha al suo fianco la sua amante Maria Rosaria. E per quel che riguarda la televisione… ieri è andato in onda il serale di Amici e, poco prima della conclusione, la notizia shock: Miguel Bosè lascia il programma ed al suo posto, a far da coach alla squadra Blu, ecco arrivare Eleonora Abbagnano.

In attesa della prossima alba, vi salutiamo con un monologo, tratto dal film Big Kahuna, che ricorda a tutti noi il senso della vita.

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Ci sono crimini impunibili per la loro atrocità: Kermit Gosnell

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Kermit Gosnell è un nome che dovrebbe essere cancellato dalla memoria di tutti gli abitanti della terra. Non ci sono aggettivi e non vi sono parole per desccrivere l’orrore perpetrato per anni da quest’uomo. Quindi vi invitiamo a leggere l’articolo solo se in piena libertà vi sentite disposti a farvi raccontare una storia di aborti irregolari la cui atrocità non conosce limiti. Altrimenti vi basta focalizzare l’uomo nella foto e ricordarvi che quella faccia non è degna del genere umano e passare ad altri articoli.

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Si intitola “The Intentional Killing of Viable Babies” ed è un dossier di 18 pagine del Gran Giurì con la cronaca agghiacciante di un medico abortista di una clinica di Philadelphia che si è macchiato di ogni tipo di nefandezza ascrivibile al genere umano.

Kermit Gosnell praticava gli aborti dopo la ventiquattresima settimana, quindi fuori da ogni termine di legge. Lo faceva nella sua clinica la  Women’s Medical Society di Philadelphia.

 Scordiamoci il personaggio del dottor Wilbur Larch, il medico abortista de Le Regole della casa del sidro, che lo faceva con compassione e per aiutare le donne che erano davvero in difficoltà, qui siamo in un universo completamente diverso.

Nel dossier su  Kermit Gosnell sono documentati fatti che risalgono al 2009. I testimoni – tra cui alcuni sono coimputati al processo –  parlano di strumenti operatori non sterilizzati, di ambienti luridi, di metodi barbarici come quello che il “dottore” amava definire “snipping” che consisteva nel taglio con le forbici della colonna vertebrale del neonato. C’erano poi i feti congelati a volte interi a volte a brandelli che venivano conservati dentro i cartoni dei succhi di frutta o in contenitori di cibo per gatti. tutto viene alla luce quando nel 2010 l’Fbi entra nei locali della clinica privata per una vicenda di medicinali venduti illegalmente e si trova invece di fronte a un mattatoio umano.  Uno dei metodi più usati consisteva nel far partorire anticipatamente le donne che espellevano il feto sedute sul water, così poi bastava tirare l’acqua per veder scomparire “l’incomodo neonato”. Sembra che qualcuno di questi bambini fosse già in grado di cercare di sopravvivere tanto da lottare contro l’acqua che inevitabilmente l’avrebbe portato alla morte.

Il 18 marzo è iniziato il processo contro il settantaduenne Kermit Gosnell che è accusato di aver ucciso 7 bambini nati vivi e una donna di 41 anni. Inoltre ci sono a suo carico l’accusa di abuso di cadavere, di uso indiscriminato di farmaci, di concorso a delinquere finalizzato all’omicidio e di corruzione.

Naturalmente il caso della  Women’s Medical Society di Philadelphia ha riaperto la contrapposizione tra chi è contro l’aborto e chi è pro-aborto. Ma in questo caso, qualsiasi sia la posizione che si voglia prendere il problema è più profondo e colpisce al cuore del servizio sanitario americano. Bisogna considerare la diseguaglianza di cure mediche e l’accesso all’interruzione di gravidanza che spesso viene negato in mancanza di un’ assicurazione che non tutte le donne possono permettersi di pagare. La scelta disperata di alcune donne quindi deriva dalla mancanza di risorse finanziarie che le avrebbero permesso entro i termini consentiti per legge di abortire.

Ma come potevano essere giustificati questi aborti?

Stephen Massof, vice di Gosnell, è stato tra i primi testimoni a parlare del taglio disumano del midollo effettuato sulle creature. Secondo Massof, sembrerebbe che l’età del feto venisse contraffatta grazie ad apparecchiature che lo facevano sembrare più indietro nello sviluppo. Chiaramente non veniva neppure osservato il protocollo che dovrebbe assicurare alla donna che abortisce un’accurata consulenza psicologica e medica prima di avviare la procedura di interruzione.

C’è poi il caso ecclatante del  Baby-boy A (come è stato chiamato uno dei neonati uccisi dal medico), la cui gravidanza è stata interrotta a sette mesi e mezzo di gestazione. Il neonato – in quanto non si può più parlare di feto- è stato ucciso e poi rinchiuso in una scatola da scarpe dopo che il dottor Gosnell aveva commentato: «E così grande che potrebbe accompagnarmi alla fermata del bus».

L’eroe per caso!

Christopher Knafelc-tuttacronaca

Stava aspettando la metropolitana a Philadelphia, quando un 63enne è caduto sui binari sotto i suoi occhi. Nonostante sapesse che da lì a poco sarebbe arrivato il treno, il 32enne Christopher Knafelc non ci ha pensato due volte ed è saltato a sua volta sui binari, salvando il malcapitato. Dopo il gesto, Knafelc è diventato l’eroe del giorno in America.

Sandy – Cap CXII – Riprendono i treni tra New York e Philadelphia

Amtrak, la compagnia che gestisce il servizio extraurbano di ferrovia degli Stati Uniti, fa sapere che da questa sera riprenderanno i collegamenti da New York ad alcune città del sud, come Philadelphia.

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