La 18enne che spaccia droga davanti al liceo: gliela procurava il padre

spaccio-marijuana-tuttacronacaSono finiti in manette un padre e una figlia, di 41 e 18 anni, dopo che la ragazza era stata sorpresa davanti a un liceo bolognese mentre cedeva una dose di marijuana. Nell’abitazione dei due, i militari hanno trovato 40 grammi di hasisc già confezionati. Il padre ha spiegato loro che era lui stesso che procurava droga alla figlia, così la giovane non doveva entrare in contatto con i pusher, ma ha anche aggiunto d’ignorare che lei, a sua volta, la vendesse nella scuola che frequenta. La giovane era stata notata da un militare, in borghese e con un cane anti-droga al seguito, che ha allertato la pattuglia in divisa, poco distante. La ragazza, viste le divise, ha tentato di liberarsi di una piccola dose di marijuana gettandola in un cassonetto. In seguito sono stati identificati anche due minori acquirenti che hanno confermato di aver acquistato da lei alcuni ‘spinelli’.Ora, in attesa della convalida, il pm Antonello Gustapane ha disposto il carcere per l’uomo, barista salutario, e i domiciliari per la 18enne. Valter Giovannini, procuratore aggiunto e portavoce della Procura, ha spiegato che il servizio davanti alla scuola rientra in un’attività che da un pò di tempo la compagnia Bologna Centroporta avanti all’esterno di istituti cittadini. “Questi servizi, sia in borghese che in divisa, proseguiranno, al fine di impedire che gli studenti possano acquistare marijuana addirittura prima dell’inizio delle lezioni”.

Guaribile in 8 giorni: 18enne picchiato a Padova da un nordafricano

18enne-aggredito-padova-nordafricani-tuttacronacaArrivato a Padova in corriera, un 18enne stava attraversando l’area davnti la stazione ferroviaria per raggiungere la sua scuola, l’Einaudi di via delle Palme, vicino piazza Mazzini. Lungo il tragitto, come ha spiegato ai carabinieri, ha urtato per sbaglio un cittadino nordafricano, che stazionava sul marciapiede con due connazionali. L’uomo, innervositosi, l’avrebbe aggredito raggiungendolo al colpo e al volto con una serie di pugni per poi darsi alla fuga con gli amici. Il giovane, contuso e sotto shock, ha raggiunto il suo istituto dove ha raccontato quanto gli era capitato a un insegnante. Dalla scuola è stato contattato suo padre e in un secondo momento il 112 i cui uomini, giunti sul posto, hanno ascoltato il racconto dello studente che poi è stato accompagnato dal padre al pronto soccorso dell’ospedale civile. La sua è una prognosi di 8 giorni. Il giovane ha fornito ai militari di Prato della Valle un parziale identikit di chi lo ha colpito al volto ma al momento non è stato individuato nessun nordafricano simile alla descrizione fornita dal diciottenne aggredito. L’unica certezza, per ora, è il fatto che il ragazzo è stato realmente aggredito, per il resto, c’è la sua testimonianza.

Travolto un 18enne nudo in strada: dava bastonate alle auto che passavano

ragazzo-nudo-tuttacronacaDomenica sera, a Santa Lucia di Piave, paese in provincia di Treviso, un 18enne ghanese, completamente nudo, è sceso in strada e, nudo, ha iniziato a colpire con un bastone le auto che passavano. Il neo maggiorenne ne ha danneggiate due a bastonate prima di venire travolto dalla terza auto che sopraggiungeva. E’ stato l’automobilista che l’ha investito a soccorrerlo. Il giovane è stato poi condotto all’ospedale di Conegliano dove gli è stata riscontrata la frattura del femore. Al momento, non ha ancora offerto nessuna spiegazione al suo comportamento.

Ucraino ubriaco travolge una 18enne in scooter: è grave!

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Scontro auto scooter e ad avere la peggio è una 18enne falciata da un 52enne ucraino ubriaco e senza patente. L’incidente è avvenuto a via Cellini, a Senigallia, quando l’uomo, alla guida della sua Seat, ha investito la giovane che stava rientrando a casa dopo avere trascorso il pomeriggio con le amiche. La Seat ha colpito lo scooter nella ruota posteriore, un impatto che ha fatto perdere il controllo del mezzo alla giovane, catapultata a terra, rischiando di essere investita da un’altra auto che in quel momento transitava in strada. La ragazza è stata subito portata in ambulanza all’ospedale di Senigallia, dove i medici, dopo i primi accertamenti l’hanno ricoverata in osservazione. Le sue condizioni dovrebbero essere stabili. Le condizioni della giovane sono state definite dai medici gravi ma non in pericolo di vita. Il guidatore è stato sottoposto per ben due volte all’etilometro e in entrambe le occasioni è risultato positivo. Gli agenti lo hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza. L’uomo viaggiava inoltre con una patente ucraina non valida in Italia.

Paola Vairoletti: la notte “agghiacciante” e il diario con le pagine strappate

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La sera del 2 dicembre 2004 la 18enne Paola Vairoletti scomparve. Dopo alcuni giorni si tolse la vita gettandosi dalla torre dell’acquedotto municipale di Savigliano, in provincia di Cuneo. La ragazza era una studentessa del liceo Soleri, tra i suoi professori il professor Giordano. Un testimone, al riguardo, racconta: “Il professor Giordano mi ha detto di aver saputo che sul suicidio di Paola Vairoletti c’era un patto del silenzio”. Tutto era iniziato nel maggio del 2012, quando una donna, in compagnia di una psicologa, presenta un esposto in Procura: “Mio figlio frequenta la IV B del liceo Soleri. Si comporta in maniera assurda. Non mangia, non dorme, cerca di non fare pipì, disegna croci rovesciate. Fa temi sulla necrofilia, dice di essere satanista. Abbiamo saputo che già un’altra allieva, morta suicida nel 2004, aveva confidato al professor Giordano di essere seguace di Satana.” I carabinieri iniziano le indagini: seguono il filone esoterico ma finiscono con lo scoprire che Valter Giordano ha due relazioni quasi parallele con due allieve. E ora la questione del “patto del silenzio”. A questo punto carabinieri e Procura di Saluzzo sono concordi: bisogna ripartire dalla morte di Paola. E vengono alla luce due elementi inediti: il mistero del suo diario e una notte “agghiacciante” che avrebbe trascorso circa quattro settimane prima di compiere il gesto estremo. E si torna alla tesi del satanismo. Paola scomparve il 2 dicembre. La mattina di quello stesso giorno, la ragazza, quando esce di casa per recarsi al Soleri di Saluzzo fa una cosa che si stacca dalle sue abitudini: porta con sè il suo diario personale. Lo stesso diario che ha sempre tenuto a casa chiuso in un cassetto. L’intenzione è di lasciarlo sul parabrezza del suo ragazzo, che lo troverà una volta uscito dal lavoro. Stando alle notazioni degli investigatori stilate nel 2004, quindici minuti dopo il ragazzo sale in auto ma del diario non c’è traccia. Almeno così viene messo a verbale pochi giorni dopo il 7 dicembre, data in cui viene trovato il corpo senza vita della 18enne. Lo stesso diario ricompare qualche giorno dopo la sua sparizione, davanti al portone dell’abitazione del ragazzo. Gli inquirenti ora si chiedono: chi l’ha lasciato e perchè? E soprattutto: chi ne ha strappate delle pagine? L’ipotesi dell’accusa, ora, pensa si tratti del professor Giordano che si era tenuto il diario in casa per molto tempo. Ma nella ricostruzione del 2004 le pagine già mancavano quando il ragazzo di Paola trova il diario, che poi passa ai carabinieri di Savigliano che a loro volta lo riconsegnano alla famiglia della ragazza. A questo punto il professore, con insistenza, chiede loro di poterne disporre. Lo ottiene e lo trattiene per diversi mesi. Ora sono ancora gli investigatori a trovarsi tra le mani il diario. E se a strappare le pagine del diario fosse stata la stessa persona che lasciò un biglietto sulla tomba della ragazza? Biglietto ritrovato dal prof e consegnato ai carabinieri. Cosa c’è scritto in quell’appunto? L’altra domanda è: cosa c’era scritto sulle pagine strappate? Si pensa potesse esserci il resoconto di una “notte agghiacciante” trascorsa da Paola quattro settimane prima della sua scomparsa, a novembre. Si conosce solo come terminò. La 18enne avrebbe dovuto trascorrerla con degli amici, s’ignora di chi si trattasse, in un pub nei dintorni di Savigliano. Quello che è noto è che Paola venne ritrovata da alcuni amici, suoi conoscenti di ritorno da una festa, abbandonata e fuori di sè, ubriaca, che vagava nella notte. I ragazzi la riportano a casa, ma da allora non sarà più la stessa. Quella sera non era semplicemente ubriaca: dava l’impressione di aver visto qualcosa di agghiacciante. Non si sa cos’abbia visto o vissuto, ma ogni sorriso e speranza lascia la sua vita per sempre. Quello che è noto è che la sera del 2 dicembre, dopo quattro settimane trascorse rinchiusa in se stessa, ha un appuntamento con i gruppi parrocchiali a cui si reca con la madre. Giunte alla chiesa, scoprono che la riunione è saltata e la madre la riaccompagna a casa, prima di recarsi a un appuntamento. Paola resta nell’abitazione con il padre, che va a dormire alle 22.30. Lei si chiude in camera, sfoglia un libro di filosofia e, attorno alle 23, esce. Un’ora dopo, la madre darà l’allarme. Il cellulare della giovane resta acceso per qualche ora. Dopodichè risulterà spento. Il telefono era stato sequestrato dai carabinieri e analizzato prima di essere riconsegnato alla famiglia ripulito. Ma qui, spiega Il Fatto, il dato decisivo per risolvere buona parte del mistero è l’analisi dei tabulati di quel telefonino: basterebbero a ricostruire i movimenti di Paola dal 2 al 6 dicembre 2004. Dove andò? Un dato di primissimo piano su cui gli investigatori mantengono il riserbo. Anche perché l’autopsia sul corpo della ragazza dimostrò che nelle ultime ore aveva mangiato: dove e con chi? Quello che è certo è che, per il materiale reperito, si ritiene che Paola fosse legata ad ambienti satanici.

18enne perseguitata dall’ex e dalla madre!

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Cosa non si farebbe per il proprio figlio? E così una madre di 49 anni a Terni è stata arrestata con l’accusa di  aver perseguitato una diciottenne che aveva deciso di lasciare  suo figlio. Arrestato, con la stessa accusa anche il figlio di 22 anni che aveva cercato insistentemente di ristabilire un rapporto con la ragazza. Madre e figlio sono accusati di aver minacciato di morte la giovane, ma nonostante le pesanti accuse dopo la convalida dell’arresto entrambi sono tornati in libertà.

Presunta violenza a 15enne in vacanza con la famiglia a Ischia

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Una storia dai molti lati oscuri quella che vedrebbe coinvolto un 18enne, incensurato, che ora si trova a essere denunciato per violenza sessuale ai danni di una minore. La ragazza, di 15 anni si trovava a Ischia con la famiglia quando, nella struttura alberghiera sarebbe stata bloccata e abusata da un dipendente. A scoprire il fatto, accaduto intorno alle 3 di notte, il fratello 20enne della vittima che girava per l’albergo alla ricerca della sorella. Quando finalmente è arrivato nei pressi della piscina ha trovato la sorella insieme al 18enne e qui sarebbe scattata la lite che ben presto si sarebbe trasformata in una lotta senza esclusione di colpi. Il 18enne poi sarebbe rientrato a casa e la madre lo avrebbe accompagnato all’ospedale per le lesioni riportate durante la lotta. Intanto i familiari della ragazza avevano già chiamato il 113 e denunciato il giovane. Secondo il dipendente dell’albergo, la ragazza sarebbe invece stata  consenziente e stava amoreggiando con lui in piscina quando è arrivato il fratello della ragazza che li ha scoperti, presa dal panico avrebbe detto che era stata violentata.

 

Un 18enne lancia un sacco con il suo cagnolino dall’auto

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A Boscoreale in provincia di Napoli, un 18enne, originario di Scafati, ha lanciato dal finestrino dell’auto un sacchetto che conteneva un cagnolino, meticcio, dell’età di circa un anno. Il giovane è stato fermato dai carabienieri di Torre Annunziata che lo hanno denunciato in stato di libertà per maltrattamenti di animali. Il cane, in buona salute, nonostante il volo dal finestrino, è stato affidato in cura al personale veterinario.

A Viterbo 18enne si impicca a tromba delle scale

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E’ stato ritrovato impiccato alla ringhiera delle scale in un condominio a Viterbo il 18enne che si è impiccato questa mattina. A dare l’allarme alcuni condomini dello stabile che lo hanno notato intorno alle 11.30 con il cappio stretto al collo. Inutili i tentativi di rianimarlo del 118, per il giovane non c’era più nulla da fare. I carabinieri ora stanno cercando un eventuale biglietto che possa spiegare il gesto.

18enne ustionata dal Galaxy S3 esploso

smartphone-brucia-tuttacronacaBrutta avventura per una 18enne svizzera che lavora come apprendista imbianchina a La Chaux-de-Fonds, nel cantone svizzero di Neuchatel. Fanny Schlatter stava caricando delle latte di vernice sul furgone del suo capo quando ha sentito uno scoppio dietro di sé e, subito dopo, uno strano odore di qualcosa di chimico che bruciava. La ragazza si è resa conto della situazione quando la tasca posteriore dei suoi pantaloni da lavoro ha preso fuoco e le fiamme hanno cominciato a lambirle le spalle. Terrorizzata, ha chiamato l’attenzione del suo capo, Stephane Kubler. L’uomo le ha sfilato i pantaloni e, portantdola in braccio, l’ha trasportata in bagno per bagnarle le ferite. In ospedale, i medici hanno diagnosticato a Fanny ustioni di secondo e terzo grado alla mano e alla coscia destra. Proprio la gamba soffre ora di una momentanea perdita di sensibilità e presenta una bruciatura piuttosto estesa, tanto che non si esclude la necessità, in futuro, di un intervento plastico. Causa di tutto è stato il cellulare che la ragazza aveva nella tasca della divisa, un Samsung Galaxy S3 che, esplodendo, ha provocato l’incendio. “La batteria dello smartphone era completamente carbonizzata – ha raccontato la ragazza a Le Matin, spiegando anche di aver acquistato il telefonino vecchio di un anno da una conoscente poche settimane prima e che le batterie erano originali -, e aveva triplicato di volume, mentre l’acido che conteneva era fuoriuscito e questo ha probabilmente aggravato le mie ustioni. Fortunatamente però avevo i capelli legati e la mia maglia non ha fatto in tempo a prendere fuoco, sennò sarei andata letteralmente in fumo!” Ora la ragazza, che dovrà restare a casa saltando tanto il lavoro che le ferie già prenotate, sta riflettendo sulla possibilità di denunciare la Samsung. “Siamo molto dispiaciuti per l’accaduto – ha spiegato Mirjam Berger, portavoce Samsung per la Svizzera, alla stampa –, e non appena riusciremo a contattare la signorina Schlatter ci faremo consegnare il telefonino, che verrà probabilmente inviato in Corea per essere esaminato, e lanceremo un’approfondita indagine per cercare di stabilire le cause dell’incidente. Vogliamo però rassicurare la clientela che tutti i nostri prodotti vengono sottoposti a rigorosi e sistematici controlli di qualità, per garantirne la sicurezza”. Forse questi non controlli non bastano? Le batterie dello stesso modello non sono infatti nuove a simili epslosioni: a maggio un utente aveva postato infatti sulla piattaforma Reddit la foto di un telefonino dello stesso modello completamente distrutto da un’improvvisa combustione notturna, arginata grazie ad un provvidenziale bicchiere d’acqua.

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“Volevo capire che si prova” e 18enne tenta di uccidere il padre.

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“Volevo capire cosa si prova a uccidere un uomo” questa è stata la confessione shock di Bamboo Flute Blanchard, un 18enne di Gainesville, in Florida, che ha tentato di uccidere il padre con un coltellino a serramanico. Da quanto si è appreso dalla ricostruzione dei fatti, il giovane era in casa con il padre 54enne quando ha estratto il coltellino per uccidersi, ma poi gli è mancato il coraggio e ha rivolto l’arma contro il genitore che  stava guardando la tv sdraiato nella sua camera da letto, e l’ha accoltellato al petto. Inizialmente l’uomo non ha capito di essere stato accoltellato, pensava che il figlio gli avesse sferrato un pugno, solo in un secondo momento si è reso conto di sanguinare. Il 18enne è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, ma durante l’interrogatorio è emersa la rivelazione shock: “Volevo capire cosa si prova ad uccidere un uomo”.

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