Il Pd mette il naso in casa Forza Italia. Imbarazzo per Alfano?

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Guglielmo Epifani esulta per la scissione in casa Forza Italia e afferma “da un certo punto di vista si fa chiarezza. Ora il governo può operare al meglio e con più efficacia “, il segretario del Pd poi aggiunge  “Non ci potranno essere spinte e ricatti se si applica la legge. Non c’è più il rischio che cada un governo se si applica solo la legge”. Forse queste parole metteranno in imbarazzo Alfano che si era comunque dichiarato leale al Cavaliere e che avrebbe portato avanti la sua battaglia per la giustizia?

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40enne quasi sgozzato a Genova, è grave

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Un uomo di 40 anni è stato ferito, intorno alle 21, alla gola con un coltello o forse un gancio da macellaio. L’uomo stava rientrando nella sua abitazione a Sampierdarena, quando sul pianerottolo è stato aggredito. Secondo le prima indiscrezioni sarebbero state due persone ad attendere l’uomo per ucciderlo, ma le urla del 40enne sono state avvertite dai vicini che hanno allertato la polizia.  La vittima è stata trasferita in codice rosso all’ospedale dove è ricoverato in condizioni molto gravi.

 

L’altra scissione… Scelta Civica chiede il rimpasto

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Se la scissione Berlusconi – Alfano ha creato ansia nella maggioranza ora arriva l’ennesimo colpo: la richiesta di rimpasto da parte di Scelta Civica e la rimozione di Mario Mauro che non rappresenta più il movimento. Scelta Civica è chiara nelle sue richieste o rimpasto o non si sosterrà più l’esecutivo perché in questo momento tra i suoi rappresentanti, la forza politica guidata dal nuovo coordinatore  Stefania Giannini, può annoverare solo un sottosegretario (Ilaria Borletti Buitoni, alla Cultura) e un vice ministro (Carlo Calenda, allo Sviluppo economico).

“Se quanto successo ieri con l’abbandono dell’Assemblea si traduce in operazione politica – dice la senatrice montiana, Giannini approdata in Parlamento da rettore dell’Università per stranieri di Perugia – è evidente che tra i primi punti in agenda da affrontare con il Premier Letta ci sarà il fatto che un ministro autorevolmente rappresenta un’altra forza politica e allora noi chiederemo di far contare il nostro peso”.

Omicidio-suicidio a Castel Fidardo?

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Gli inquirenti stanno ipotizzando che si possa essere trattato di un omicidio suicidio quello che ha portato alla morte due coniugi a Castel Fidardo in provincia di Ancona. Diego Allori avrebbe infatti ucciso sua moglie Stefania Malavolta e poi si sarebbe suicidato. Ignoti i motivi del gesto, ora si sta scavando nella vita della coppia e nel lavoro dell’uomo che gestiva un’azienda di materiale elettrico vicino all’abitazione. 

 

Berlusconi e la frattura con il braccio destro… all’estero si racconta la scissione

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Berlusconi e la frattura con il suo braccio destro Alfano si racconta così:

«Un Berlusconi indebolito rilancia Forza Italia», titola il FINANCIAL TIMES evidenziando come ora «al centrodestra manchino i numeri per far cadere il governo Letta». E il foglio della City riporta anche alcune ipotesi emerse durante la convention di Fi sul futuro dell’esecutivo: «Alcuni sono convinti che l’Italia andrà al voto in primavera, altri credono che Letta potrebbe lottare fino al 2015. Altri ancora ammettono che, al momento, il governo Letta ne sia uscito più forte». Più netti i commenti della stampa tedesca.

«La defezione dell’alleato di lungo corso spacca il centrodestra in Italia» titola il NEW YORK TIMES osservando come «la rottura del Pdl di Berlusconi segni un nuovo, sebbene incerto, capitolo nella politica italiana» nel quale «secondo alcuni analisti crescerà il livello del populismo antigovernativo».

«Berlusconi resuscita il vecchio partito», è il titolo della britannica BBC che sottolinea tuttavia come, con la scissione del Pdl, il Cavaliere resti «in stallo».

«Il partito di Berlusconi si disintegra», titola DER SPIEGEL, mentre BILD in un occhiello scritto in italiano si chiede «Ciao Cavaliere?», per poi titolare «Si sbriciola il partito di Berlusconi».

Per DIE WELT, «nella sua lotta per la sopravvivenza politica, Berlusconi ha spaccato il suo partito» e con Fi «ha allineato un partito su se stesso».

Il SUDDEUTSCHE ZEITUNG sottolinea come il centrodestra di Berlusconi sia «a pezzi» e «il potere dell’ex premier ne ha sofferto».

In Francia LE MONDE fa una riflessione più generale e in un articolo intitolato «In ordine sparso la destra italiana prepara il dopo-Berlusconi» ripercorre le fratture intercorse dal 2009 a oggi all’interno del centrodestra.

Lo spagnolo EL PAIS invece scrive come «il giorno scelto da Berlusconi per rifondare Forza Italia sia stato anche quello del gran tradimento del suo delfino, Angelino Alfano». E la scissione del Pdl con il contestuale rilancio di Fi irrompe anche sulla stampa americana.

La frattura c’è stata e nel complesso si parla di indebolimento del centrodestra e del dopo Berlusconi… ma forse per le analisi è ancora presto o forse troppo tardi!

#fiumeinpiena, tutti in piazza contro il biocidio!

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Tutti in piazza! Le prime stime parlano almeno di 70mila persone,  un vero e proprio #fiumeinpiena che ha attraversato Napoli ed è giunto a Piazza del Plebiscito. La protesta contro la Terra dei Fuochi è dura, tanto che si sono anche registrati momenti di tensione quando il gonfalone del Comune di Napoli è stato portato alla testa de corteo ed è stato allontanato dagli organizzatori che hanno imposto agli addetti del Comune di Napoli di stare assieme a quelli di tutti gli altri comuni. I partecipanti si sono mossi dietro lo striscione gigante con lo slogan non solo di una giornata ma di un intero movimento che, oggi e per il futuro, vuole essere considerato inarrestabile. Un vero e proprio #fiumeinpiena che vuole rompere le acque, il silenzio e l’omertà sul biocidio che è stato perpetrato contro questa terra.

“Mai in giallorosso” così Candreva e il suo periodo difficile

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Mai in giallorosso. Secco e deciso Candreva in un’intervista al settimanale SportWeek, si racconta e parla del suo futuro prossimo venturo:

«Volevo far ricredere chi mi criticava, il vero Candreva non era quello visto alla Juve e poi a Cesena. Ero triste, cupo. Era difficile uscire di casa, era difficile andare a Formello ad allenarmi. Non ho mai temuto però per la mia incolumità, ma di insulti ne ho presi tanti. Poi è arrivato quel 7 aprile, la partita col Napoli e lì è cambiato tutto. Era destino. Vivevo un momento molto duro: la gente non mi voleva, le chiacchiere sul mio presunto tifo romanista facevano di me un nemico. La mattina della partita viene da me Reja, il nostro allenatore all’epoca, e mi dice: tu oggi giochi. Mi si accende una scintilla, capisco che è la mia ultima possibilità. Gioco alla grande, faccio gol, corro sotto alla Nord, la nostra curva. Quel giorno sono rinato. Se chiamasse la Roma? No. Non accetterei mai».

“Sono libero”… così l’Alfango di Crozza

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Torna l’Alfango di Crozza per dichiarare l’avvenuta liberazione. Non è più in schiavitù l’Angelino del comico genovese che ispirandosi all’ultimo film di Tarantino, rimane in controluce per questa nuova puntata de “Nel Paese delle Meraviglie” e lascia spazio  alle immagini animate che scorrono dietro di lui. Tra i nuovi “amici” che Alfango incontrerà ci sarà anche Brunetta, uno da cui scappare in fretta.

Shock ad Avellino, 24enne si amputa il pene!

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A Solofra, in provincia di Avellino è shock per quel ragazzo di soli 24 anni che in preda a un raptus si è amputato il pene con un colpo netto di coltello da cucina. I familiari lo hanno trovato in una pozza di sangue e dopo avergli prestato le prime cure, lo hanno trasportato al locale ospedale. I sanitari hanno fermato l’emorragia in corso e disposto il suo trasferimento nel reparto di urologia di Avellino.

Il salumificio Rigamonti compie un secolo…. 104 in mobilità

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Doveva essere l’anno dei festeggiamenti al salumificio Rigamonti, invece proprio quando compie un secolo, la ditta annuncia la procedura di mobilità per 104 lavoratori. Il salumificio era  uno delle eccellenze italiane della nostra gastronomia che qualche anno fa è finito però nelle mani dei brasiliani e ora arriva la stangata per 104 lavoratori. la proprietà di Rigamonti è di Jbs,  il maggior produttore di carni bovine al mondo, leader nella macellazione e nella lavorazione delle pelli, finito più volte nella tempesta per la deforestazione dell’Amazzonia e in Italia per  l’utilizzo di carne di zebù brasiliano in quelli che una volta erano prodotti tipici alpini.

A dare l’annuncio che ha spiazzato tutti è stato Roberto Aparecido Colacrai, amministratore delegato della società: “Il deficit accumulato è pesante – ha spiegato ai sindacati – anche il 2013 si chiuderà con una perdita rilevante. La congiuntura economica negativa ha aggravato la situazione rendendo ineludibili interventi significativi sulla struttura”. Traduzione: bisogna tagliare sul costo del lavoro, di 263 dipendenti ne devono restare 159. I lavoratori hanno risposto con uno sciopero per la giornata di venerdì 15 e ora attendono la convocazione di un tavolo con la proprietà in provincia.

La preoccupazione è grande e non solo per il rischio licenziamento. In valle ci si domanda come possa la produzione andare avanti con numeri così ridotti. “La Jbs non ci ha mai presentato un piano industriale, non hanno mai ipotizzato una ristrutturazione – spiega Vittorio Boscacci, segretario della Flai Cgil di Sondrio –. Abbiamo paura che vogliano effettuare un taglio drastico per rendere la società più appetibile sul mercato e vendere ad un prezzo migliore”.

In questi anni il business non ha dato grandi soddisfazioni ai brasiliani. Hanno perso 20 milioni di euro in cinque anni, dopo aver investito 30 milioni per rilevare il brand. Al momento del loro arrivo nei tre stabilimenti valtellinesi veniva confezionato il 40% della bresaola consumata in Italia. Ora il fatturato è crollato. “Stiamo parlando di un gruppo che fa 70 mila tonnellate di prodotti – prosegue Boscacci –. Ma la bresaola è un prodotto di qualità: bisogna prestare attenzione alle diverse fasi di lavorazione, fare investimenti. Loro, invece, sono venuti qua solo per fare business alle spalle del marchio”.

La crisi del salumificio fa tremare anche le aziende dell’indotto. In Valtellina sono tante le piccole industrie e gli allevatori che lavorano per Rigamonti. La perdita di commesse importanti porterebbe inevitabilmente a un taglio del lavoro in appalto all’esterno. E’ una nuova mazzata per la zona che ha già vissuto il declino dell’edilizia prima e della metalmeccanica poi. La Riello è in trattativa per disfarsi dello stabilimento che produce caldaie a Morbegno. L’industria alimentare era l’unica che non aveva dato segni di cedimento. Poi è arrivata la chiusura dell’Acqua Frisia e ora queste 104 procedure di mobilità alla Rigamonti, da sempre uno dei pilastri su cui poggia l’economia da Sondrio in su. Bisogna fare molta attenzione, dicono gli amministratori locali, in questo modo la montagna si spopola.

Alfano e i suoi obiettivi: “il futuro siamo noi”

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Queste le parole di Angelino Alfano durante la Conferenza stampa di oggi che sancisce il suo distacco da Berlusconi e la scelta di formare un nuovo gruppo:

“Oggi sono qui ad annunciare pubblicamente la nascita dei gruppi parlamentari del Nuovo centrodestra – spiega il vicepremier – per via di una decisione che mai avremmo creduto di dover assumere e che nasce dal no all’adesione a Fi. Per me questa è stata una scelta dolorosa e amarissima”.

“Il nostro progetto per i mesi a venire è chiaro: il governo è in pedi da 6 mesi e mezzo, non si può giudicare in via definitiva perchè il tempo è poco. Allora proponiamo un patto agli italiani e a tutte le forze presenti in Parlamento. Fra 12 mesi ci sarà la legge di stabilità e allora vedremo se ci sarà la nuova legge elettorale, e abbiamo la ricetta per la crescita con la classica ricetta liberale: meno tasse, meno debiti e più lavoro”.

“Continuiamo a coltivare un rapporto di profondo affetto per Berlusconi, se siamo stati costretti a fare questa scelta è per la ragioni che ho detto. Siamo con tutti e due i piedi ben piantati nel centrodestra e lo abbiamo voluto sottolineare già nel nome e siamo il futuro del centrodestra, forti della passione e di una grande certezza: la speranza che l’Italia ce la farà. Coltiviamo la ragionevole speranza di un’Italia migliore”.

L’Italia inondata, weekend di freddo e gelo!

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Dalla Basilicata alla Calabria, dalle Marche alla Liguria il maltempo in queste ore sta flagellando l’Italia. Il fiume Sinni è straripato a causa della pioggia incessante che si è riversata nel Materanese e in particolare le acque sono arrivate sulla strada che collega Rotondella alla fondovalle del Sinni. Strada chiusa. Allagamenti invece si sono registrati nella zona periferica di Policoro (Matera) a Nova Siri marina, con numerosi interventi dei Vigili del Fuoco per liberare scantinati, garage e alcune abitazioni e ha provocato rallentamenti alla circolazione in paese e nelle zone circostanti. Smottamenti di terreno si sono verificati lungo la Basentana, nel tratto che collega Bernalda e Metaponto, dove stanno operando mezzi dell’Anas e il traffico subisce qualche rallentamento.

L’allarme è scattato anche in Calabria in particolare sono state fatte evacuare alcune famiglie nella  zona rurale «Tre Ponti» di Cassano allo Jonio.  «La situazione va via via migliorando – ha detto il sindaco di Cassano allo Jonio, Gianni Papasso – e il fiume Crati è continuamente monitorato. Al momento, anche se ci sono difficoltà di deflusso alla foce a causa del mare grosso, il fiume non desta alcun problema»

Rischio frane anche nelle Marche,  in particolare nelle province di Macerata e Ascoli Piceno. Lo segnala un avviso di criticità idrogeologica della protezione civile regionale valido per tutta la giornata di domani. Il bollettino indica criticità idrogeologica moderata per l’entroterra del Maceratese e dell’Ascolano e ordinaria per tutto il resto del territorio marchigiano. Criticità idraulica ordinaria invece in tutte le Marche.

Oggi e domani venti forti sui 40-50 km/h, con raffiche fino 60-70 km/h, in Liguria. Lo segnala l’Agenzia regionale di protezione dell’ambiente ligure nel bollettino di vigilanza meteorologica. Sono previsti, in particolare, burrasca e mare agitato nel ponente. Per lunedì le previsioni indicano «piogge diffuse di intensità debole o moderata ma persistenti», «venti forti settentrionali» e «mare in aumento fino molto agitato al largo e localmente agitato sottocosta».

Eros e Thanatos? La coppia che scatta foto hard in cimitero

eros-thanatos-tuttacronacaScegliere un cimitero come set fotografico per delle fotografie hard. E’ quanto accaduto a Dolo, in provincia di Venezia, dove giovedì nel primo pomeriggio un’anziana di 77 anni ha sentito alcune voci. “Lui continuava a bestemmiare e a invitare un’altra persona a rilassarsi”. Quando la donna si è avvicinata di qualche passo, quello che ha visto era una trentenne mora con addosso delle scarpe dai tacchi vertiginosi e “i pantaloni e gli slip abbassati. Ed una maglietta tirata sopra il seno. In pratica, era nuda”. Lui, della stessa età, stringeva in mano un cellulare. I due, che stando al loro accento sembravano del posto, appena scoperti son fuggiti via, con il timore d’incorrere in qualche denuncia.

L’oblio sulle tombe dei vip, al Verano tra degrado e abbandono

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Anche i grandi del nostro Paese sono lasciati in balia del degrado e dell’abbandono che avanza e s’impossessa anche delle tombe di Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Rino Gaetano, Ferruccio Amendola, Trilussa e centinaia di personaggi che sono stati più o meno famosi.

L’oblio è narrato da Alessandro Di Liegro sul Messaggero:

Vittorio Gassman, ad esempio, riposa accanto al Quadriportico, ricordato da una lastra di marmo a forma di libricino che riporta la sua foto. Il nome di un altro attore, Ferruccio Amendola, compare, oltre che sul depliant illustrativo del cimitero (“Una passeggiata fra i ricordi – Le storie del cinema e dello spettacolo”), sulla lapide di famiglia, nascosto da un mazzetto scarno di fiori. Disadorna è anche la tomba della famiglia Rossellini, che Roberto visitava quotidianamente per il dolore di aver perso il figlio Romano. Pare ci passasse così tanto tempo da far montare un telefono nei pressi, per rimanere in contatto con gli studi cinematografici. L’apparecchio non c’è più, e nell’incavo del tubo, oltre agli aghi di pino, ci sono tappi di bottiglia e bicchieri accartocciati.

La tomba del cantante Salvatore “Rino” Gaetano si individua facilmente grazie alle migliaia di scritte che campeggiano intorno alla foto, andando a invadere anche gli spazi consecutivi. Così come è presa d’assedio dai fan, così è presa d’assalto da vandali, l’ultimo dei quali lo scorso luglio ha divelto il marmo rubando una raffigurazione di un ukulele in afyon. (…)

Gli appassionati turisti cimiteriali passeggiano costantemente lungo i viali, talvolta evitando le auto che sfrecciano con altrettanta costanza. Quantificare mediamente il numero di visitatori è difficile, soprattutto in periodi lontano dal primo di novembre. Aurore e Marie Hélène sono due ragazze francesi appassionate di cimiteri: «Siamo qui per curiosità – dice Aurore – è molto bella la parte d’architettura novecentesca». Cercano le tombe di Rossellini e di Mastroianni, leggono con difficoltà la mappa, stampata sui pieghevoli, che i servizi cimiteriali danno a disposizione degli ospiti. Un piccolo gruppetto di persone sono ferme a chiacchierare di fronte alla tomba di Alberto Sordi. «Il nostro è un omaggio» afferma Marianna, che viene dal Tufello. La cappella del “Marchese” è fra le più visitate, giorno dopo giorno. Non è così per altri protagonisti della storia e della cultura italiana. «Purtroppo a volte – dicono dalla dirigenza dell’Ama – siamo costretti a richiamare gli eredi affinché mantengano decorose le sepolture dei loro cari. È stato così per Paolo Stoppa, la cui tomba era in condizioni davvero inadeguate».

Ma non dovrebbe forse essere il Comune a conservare memoria dei grandi della propria città?

Berlusconi, malore sul palco!

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“Dobbiamo costruire un Paese per garantire la piena libertà in Italia”. Dopo circa due ore di discorso sul palco del Palacongressi dell’Eur (Roma), il Cav conclude il suo intervento al Consiglio nazionale. E tra la spossatezza delle ultime ore e la commozione sul volto, arriva un lieve malore. Interviene il suo medico personale, Alberto Zangrillo. Berlusconi, dopo aver sorseggiato un po’ d’acqua è stato accompagnato in platea e il capogruppo della Camera Renato Brunetta ha letto il documento approvato all’ufficio di presidenza del Pdl del 25 ottobre con cui si ufficializza il ritorno a Forza Italia. Ecco il video del momento in cui Silvio Berlusconi accusa il malore:

13, il numero della sfortuna che terrà in vita l’Alf-etta?

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Il numero 13 per antonomasia un numero che porta sfortuna riuscirà a tenere in vita il governo Alfano-Letta? Ebbene sì perché al Senato, l’esecutivo potrà contare solo su 13 voti in più. I gruppi che ora sosteranno infatti la maggioranza sono: il Pd con 107 voti, Scelta Civica con 20 e gli Autonomisti con 10. Si arriva così a quota 137. E qui entrano in gioco gli Alfaniani o governativi che potrebbero oscillare tra 27  a 37… si va da 164 fino a 174 (il numero magico per restare in vita è 161). Ma i governativi fedeli all’esecutivo dovrebbero essere 33 dagli ultimi conti e il Governo quindi sarebbe blindato a 170.  A questi si aggiungerebbero 4 ex pentastellati che votarono la fiducia a Letta il 2 ottobre. Il totale è quindi quel +13. Ma anche se ci dovessero essere defezioni dell’ultimo momento a garantire l’Alf-etta ci sarebbero i 4 neo-senatori a vita! 

 

Ironia della sorte? “Angelino” porta i delegati al Congresso

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“Angelino” porta i delegati al Congresso Nazionale di Forza Italia. Ironia della sorte i pullman affittati per il trasporto dei delegati,  che ha portato i partecipanti al Palazzo dei Congressi dell’Eur, a Roma, infatti è stato affidato a una ditta, per l’appunto “Angelino”. Ma la coincidenza non poteva che attirare la curiosità di presenti, giornalisti e fotografi.  

Umiliato dal prof perchè disabile: condannato il docente

prof-offende-disabile-tuttacronacaNon aveva il coraggio di confidarsi con i genitori, di raccontare loro come il professore lo deridesse e insultasse in classe. Lui, a 15 anni e con problemi psico-motori, una paralisi che non gli consente di muoversi bene, sorrideva, era affettuoso, aveva degli amici in classe. Gli stessi che l’hanno spinto a raccontare in famiglia quello che accadeva in quelle aule di un istituto tecnico turistico al Torrino, a Roma. Il 13 dicembre 2007, prende coraggio: “C’è un professore che mi tratta malissimo, mi ha preso lo zaino, me l’ha buttato dalla finestra e mi ha imposto di andarlo a prendere nel giardino”. Subito la denuncia, le indagini, la sentenza di primo grado del marzo del 2012 emessa dal Tribunale ordinario di Roma che condanna Francesco Pepe, docente di inglese a un anno di reclusione per maltrattamenti. Il magistrato aveva chiesto 4 mesi per l’accusa di abuso di mezzi di correzione. L’avvocato del professore ha fatto richiesta di appello, con il suo assistito che si è sempre dichiarato innocente. La sentenza parla di “condotta denigratoria e discriminatoria”. “Tu sei diverso, non sei grado, leggi il giornale, tanto a te non serve il libro” avrebbe detto Pepe. Sono i compagni di classe del ragazzo che raccontano come, durante il primo anno, il prof avrebbe chiesto di fare all’alunno uno “scherzo”, “di mettere uno zaino sotto il banco” del ragazzo “con il cestino, così sarebbe inciampato”. Un testimone racconta altri episodi: “Quando andava al bagno il professore gli gettava gli oggetti fuori dalla finestra”. Durante il secondo anno, i compagni avevano avvisato tanto gli insegnati che la preside. Lui piangeva, i professori non dicevano nulla ai genitori e il docente avrebbe in seguito chiesto scusa, spiegando che il tutto era causa di un brutto periodo della sua vita. Lui, però, si sentiva disprezzato perchè malato. Come spiega il Messaggero, Pepe si è sempre detto innocente e alcuni professori hanno detto che nessuno si era lamentato. Per quel che riguarda l’episodio del cestino, il docente lo ricostruisce in modo diverso: “ricordo che era lui che mi chiese di andare al bagno e cercando di uscire dal banco incontro difficoltà perché c’erano degli zainetti buttati a caso. Quando lui uscì dissi ma che lo fate apposta per farlo cadere? O è un caso?”. Ha ammesso di aver consigliato a Marco di frequentare un logopedista quando erano da soli, non davanti alla classe. “Per quanto riguarda le frasi relative alla scarsa igiene, non l’ho mai offeso, ma quando mi riferivano che tornando dal bagno era sporco ritenevo opportuno con un certo imbarazzo chiedergli di essere più attento all’igiene personale”. Il giudice ha ritenuto “inconferenti” i documenti presentati dalla difesa relativi a consigli di classe che evidenziano segnalazioni di bullismo dei compagni verso il ragazzo. Secondo la sentenza il professore ha posto in essere “una condotta di sopraffazione sistematica determinando vere e proprie sofferenze morali”.

La scorta del Cavaliere placca “la Iena”

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Enrico Lucci, una de Le Iene, oggi si è presentato al Congresso Nazionale del Pdl e ha cercato di avvicinare Silvio Berlusconi mentre saliva in auto. Le guardie del corpo del Cavaliere lo hanno prontamente fermato. Ecco la sequenza di foto del “placcaggio” alla Iena:

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Il giallo intorno alla foto della Moric, polsi tagliati e fine love story

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Tante ombre e un giallo intorno alla fine della relazione tra Nina Moric e Massimiliano Dossi. Una storia che è tramontata proprio qualche giorno dopo che Novella 2000 pubblicava un servizio in cui li ritraeva serenamente insieme. Poi invece il capovolgimento della situazione e sul profilo Instagram  della showgirl  viene pubblicata una foto del suo polso pieno di tagli dove in primo piano c’è il tatuaggio “505”, nato nei giorni seguenti all’incidente che l’ha vista coinvolta con Dossi. Il messaggio che ha accompagnato la foto non ha lasciato scampo a pensieri diversi da una separazione. “505 era per sempre…invidio la donna che ruberà il tuo cuore”. Avrebbe scritto Nina Moric scatenando i commenti dei suoi fan che l’ha invitavano a reagire e lasciarsi tutto alle spalle. Poi ancora un’immagine, di una coppia che vive insieme fino alla morte con un altro post: “Avrei voluto fosse per sempre ma tu ti sei allontanato… L’amore è una malattia senza la quale non si vive, amore mio sei la mia cura… Ti aspetterò per sempre”. Poi la secca smentita: “Il mio ex fidanzato mi ha rubato il telefono perciò gli ultimi Instagram non li ho fatti io… Grande bacio a tutti e non vi fate ingannare”, firmato “Nina e Carlos”, seguito da: “Unico e vero amore è mio figlio!!!”. Il gossip continua!

Una vittima italiana nel disastro delle Filippine

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Una vittima italiana è stata identificata nelle Filippine. La donna sarebbe morta in seguito a un infarto dopo il passaggio del tifone Haiyan. Al momento secondo il ministero degli Esteri mancano ancora due italiani all’appello «Tutti sono monitorati e una donna è stata ritrovata senza vita, deceduta pare a causa di un infarto per il tifone Haiyan», ha detto il ministro Bonino a margine di un suo intervento a Milano per la conferenza ‘Science for Peace’. «Mancano due soli italiani all’appello», ha aggiunto precisando: «È anche possibile che non si riescano a mettere in contatto con l’Italia, perchè i cellulari non funzionano».

«Proprio questa mattina alle 8 è atterrato il primo cargo di Agire (l’Agenzia italiana per le risposte alle emergenze, ndr) e della cooperazione italiana. Atri sono in partenza, uno già domani, anche su Manila, con materiali che avevamo o a Brindisi nel deposito o a Dubai». A dirlo Emma Bonino, il ministro degli Affari Esteri, a margine del suo intervento alla conferenza mondiale di ‘Science for Peacè, all’università Bocconi di Milano. Le principali difficoltà nel raggiungere le Filippine, spiega poi il ministro, sono legate alla devastazione del territorio: «Stiamo parlando – ha continuato – di 2milioni di sfollati e 400mila case allagate e una situazione di grande difficoltà per raggiungerli. Per cui non solo non bisogna intasare gli aeroporti, ma il problema è anche quello dei trasporti: le zone colpite sono lontane e servono delle navi per distribuire gli aiuti». A proposito della ‘macchina della solidarieta« che si è attivata in Italia per aiutare Manila, la Bonino ha specificato che è necessario »avere cuore e disciplina«. »Non dobbiamo – ha proseguito – mandare quello che abbiamo, ma quello che serve. Siamo in collegamento soprattutto con Echo (la direzione generale per gli aiuti umanitari della Commissione Europea, ndr) e con i nostri umanitari che si trovano sul posto per evitare duplicati e confusione«. Anche per questo motivo la Farnesina ha deciso di rafforzare la sua unità di crisi che opera sul posto, in aiuto all’ambasciata italiana delle Filippine, inviando due militari dell’unità di crisi e due del Centro Operativo Interforze

 Il caos provocato dal tifone Haiyan produce una macabra guerra di cifre sulle vittime nelle Filippine. L’Onu parla di circa 4.400 morti, Manila è ferma a 3.600, ma si teme che il bilancio crescerà. Nel frattempo, la comunità internazionale è attiva nei soccorsi. Dagli Stati Uniti sono in arrivo 900 marines e l’Ue ha inviato un team in una delle città più colpite. L’Italia entro domenica farà partire tre voli umanitari. Stamane, intanto, sono stati rintracciati altri due nostri connazionali. Ora ne mancano all’appello quattro. Il numero delle vittime risulta ancora molto inferiore ai diecimila stimati nei primi giorni del disastro. L’Onu riferisce di 4.460 morti, citando la protezione civile filippina, che però replica con un bilancio ufficiale di 2.360. Al governo di Manila, invece, risultano 3.621 morti, più 1.140 dispersi: una cifra che sostanzialmente coincide con la stima Onu. Il Comune di Tacloban, del resto, afferma che almeno 4.000 morti provengono dalla città costiera tre le più devastate dal tifone. La Croce Rossa, tra l’altro, teme che la cifra sia ancora provvisoria poichè diverse testimonianze parlano di cadaveri non identificati che giacciono ancora per le strade, tra le macerie. Le operazioni di soccorso intanto proseguono a pieno regime. Gli Stati Uniti annunciano il dispiegamento di un migliaio di marines, che dovrebbero arrivare nelle Filippine tra circa sei giorni. L’Unione Europea invia a Tacloban un team guidato dall’italiano Luigi D’Angelo, per facilitare l’arrivo degli aiuti e coordinarsi con le autorità locali e le altre organizzazioni internazionali. Da Roma il Consiglio dei ministri decreta lo stato di emergenza per sbloccare l’invio dei soccorsi. Alla Farnesina si fa il punto in una riunione presieduta dal viceministro degli Esteri Lapo Pistelli con ong, enti locali e Ministero della Difesa. In totale sono previsti tre voli umanitari entro domenica. Il primo doveva partire giovedì scorso con tende, coperte, taniche d’acqua e potabilizzatori, ma è rimasto bloccato per «affollamento» nei cieli filippini. Altri due porteranno un presidio medico avanzato, 11 tonnellate di generi di prima necessità dall’Italia e altri paesi, un ospedale da campo e un team di funzionari della protezione civile e delle regioni. Ed è in preparazione anche un quarto volo. Sul fronte delle ricerche degli italiani, oggi si registra il ritrovamento di altre due persone. «Stanno bene ed hanno retto emotivamente», fa sapere il ministro Emma Bonino. Pistelli poi aggiunge che per i quattro che ancora mancano all’appello si è «ragionevolmente ottimisti», perchè «l’assenza di notizie è collegata a un totale collasso delle comunicazioni», tanto più che i nostri connazionali si troverebbero «nell’epicentro del tifone» e questo rende «un pò faticoso ritrovarli».

ALLARME ULIVI, a rischio l’Europa intera

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“Una malattia molto seria, che mette a rischio l’intera Europa”. Il problema dell’epidemia di “xylella fastidiosa” era emerso già tempo, fa quando il contagio si temeva per tutta l’Italia, ora il fenomeno sta prendendo dimensioni più rilevanti e potrebbe riguardare l’intera Europa. Gli alberi di ulivo sono minacciati da questa malattia che ne causa il “disseccamento rapido”. Così in Puglia è stato chiamato un ricercatore americano, Rodrigo Almeida, professore di Berkeley, uno  dei massimi conoscitori della malattia delle piante che potrebbe propagarsi anche ad altre specie e varcare i confini, per cercare insieme una soluzione e salvare le piante centenarie.

“E’ rimasto molto sorpreso della gravità della situazione, senza precedenti. Non ha mai visto nulla di simile. È sorpreso per la rapidità con cui la malattia si espande e per i sintomi che provoca. Sintomi che vanno al di là delle sue stesse conoscenze”. Lo hanno raccontato gli esperti che lo hanno accompagnato ‘sul campo’. Lo studioso Usa ha dichiarato “stanno facendo di tutto per cercare di affrontarla e hanno con i loro lavoro di monitoraggio permesso di scoprire l’epidemia”. La situazione è seria.

Sul fronte dei controlli è stato disposto il blocco della movimentazione delle piante e dei materiali dei vivai in tutta la provincia di Lecce, ad esclusione di quelli viticoli. Si tornerà ad analizzare tutto quello che è stato commercializzato negli ultimi sei mesi per capire se eventuale materiale infetto ha varcato i confini regionali. Sorte segnata per gli ulivi in completo disseccamento: saranno estirpati e bruciati in loco. A rischio però è anche la produzione di olio: “Le piante che sono state colpite sono condannate anche se – ha spiegato il fitopatologo e professore emerito dell’Università di Bari, Giovanni Martelli – alcune hanno ancora prodotto quest’anno, il prossimo non produrranno. E se l’epidemia si diffonde altre piante si ammaleranno e quindi la produzione dell’olio calerà”.

“Abbiamo a che fare con una malattia molto seria – ha detto il professor Almeida – causata dalla compartecipazione di patogeni come la Xylella fastidiosa, funghi (di specie Phaeoacremonium) ed insetti (rodilegno). Oggi – secondo l’esperto entomologo americano – la ricerca può dare solo le prime indicazioni sulla gestione della malattia. L’impressione è che non ci sia molto da fare per le piante già colpite e che non ci sia differenza nell’attacco tra oliveti abbandonati o condotti bene. Il completamento della caratterizzazione genetica dirà molto e su queste basi potremo formulare ipotesi e validarle”.

Quel che è certo è che ci si trova davanti a una malattia nuova con un ceppo patogeno senza precedenti in Europa che sta facendo danni ingenti nelle campagne salentine: dei circa 6mila gli alberi d’olivo a rischio sradicamento, molti sono ulivi secolari, disseminati su oltre 8mila ettari di superficie agricola provinciale.   

Altro che Ufo: questa è opera di un vomere!

jfk_campo_rovigo-tuttacronacaDimenticatevi i “crop circles”, i cerchi sul grano. Ora arrivano i graffiti sul terreno arato e non serve chiamare in causa gli Ufo. Eì stato Dario Gambarin, considerato il numero uno al mondo nella tecnica della Land art a mano libera. Sarebbe meglio dire “a vomere”, visto che l’artista utilizza questo attrezzo. L’ultima opera, che si trova a Castagnaro, nel Veronese, a pochi chilometri da Badia, è un ritratto di John Fitzgerald Kennedy, l’ex presidente degli Stati Uniti ucciso a Dallas il 22 novembre di 50 anni fa. Gambarin disegna utilizzando un trattore e un aratro su enormi superfici: questo ritratto è stato realizzato su 27.000 metri quadrati ed è lo stesso terreno su cui realizzò un ritratto di Obama.

Consiglio Nazionale, la festa diventa un funerale?

berlusconi-forza-italia-tuttacronaca

Consiglio Nazionale lugubre? Silvio Berlusconi entra in sala salutato da parlamentari e membri del Consiglio, in un clima di surreale festa, con tanto di inno seguito dal Cavaliere con la mano sul cuore. Uno strappo che si cerca ancora di non evidenziare, di raccontare che in fondo il gruppo “Nuovo Centrodestra” creato da Alfano, sarà in coalizione insieme a Forza Italia, che quindi quella ferita è superficiale. Ma nelle prime parole di Berlusconi trapela, invece, tutta la preoccupazione per “l’amputazione” subita:

“Potete immaginare, visto che la missione dal 94 ad oggi era quella di unire, il dolore con cui ho appreso la comunicazione e questa notte non ho dormito”. 

“Sono successe alcune cose che ci hanno spinto nella direzione di Forza Italia: nel 2007 avevamo deciso di adottare il nome del Pdl perché si era tentato di mettere insieme tutte le formazioni politiche che costituivano il centrodestra. Nel tempo alcuni sono venuti a mancare e abbiamo ritenuto che non fosse più il caso di avere un nome nuovo e non il nome con cui eravamo partiti, anche perché eravamo rimasti ancora noi, quelli del ’94″.

“Cos’è successo? Ci sono state delle differenze non su programmi e valori, ma delle distanze tra singole persone, si è creata un’atmosfera grigia si sono ricorse le agenzie dell’uno e dell’altro schieramento, si è formata una situazione che non rendeva, a loro giudizio, di poter continuare pacificamente in un lavoro comune, ho passato del tempo per evitare questo. Eravamo arrivati ad accordo, ma hanno chiesto ieri sera la convocazione dell’ufficio di presidenza. Abbiamo opposto due ragionamenti, il primo che ci volevano 24 ore di anticipo per la presenza di tutti i componenti, per le modifiche da aggiungere non c’era bisogno di un passaggio all’ufficio di presidenza, ma farlo conoscere al Cn”.

“…la divisione che si è verificata ieri va contro la visione di unire tutti i moderati che se stessero insieme sarebbero la maggioranza degli elettori”.

“E’ molto difficile essere alleati in Parlamento e sedere allo stesso tavolo in Cdm con chi vuole uccidere politicamente il leader di un partito”.

“Alla Merkel e Sarkozy dava fastidio questo signore che era seduto al tavolo dei capi di stato e governo e aveva l’esperienza e la voglia di dire no a molte delle loro proposte che apparivano a me insensate”.

“Non possiamo pensare che una legge di stabilità come quella di adesso possa portare qualche pur minimo risultato, dobbiamo considerare la situazione globale in Ue a partire da un cambiamento della politica imposta a tutti dalla Germania e di cui beneficia solo Berlino”.

“Il signor Monti che ha fatto una politica in ginocchio rispetto alla Germania ha fatto approvare la tobin tax, siamo stati credo gli unici ad approvarla, noi dovevamo dire di no, ma facevamo cadere il governo. Ci siamo ripromessi di eliminarla nel caso di vittoria”.

“Se il prossimo governo sarà di larghe intese Pd-5Stelle, io credo che molti di noi non resteranno a vivere in Italia. Saranno costretti ad espatriare. E allora c’è una soluzione e una sola: unire tutti i moderati e farli votare per FI”.

“Abbiamo una magistratura che, unica nei Paesi civili, è incontrollabile, irresponsabile e se sbaglia fruisce di un’assoluta impunità. I giudici  si giudicano tra di loro in virtù di un privilegio medievale che dà alla magistratura la possibilità di giudicarsi tra i componenti della stessa casta”

Vendola su twitter si scusa con il giornalista…

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Alla fine  si è scusato su twitter, Nichi Vendola, governatore della Puglia e leader di Sel, per quell’audio in cui rideva di un giornalista insieme a Girolamo Archinà, ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva (oggi agli arresti domiciliari). Ecco il twitter:

I napoletani s’infuriano con L’Espresso per “Bevi Napoli e poi muori”

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Non è piaciuta la copertina de L’Espresso agli edicolanti napoletani che al pari dei politici locali si sono indignati con il settimanale per la copertina di venerdì scorso dal titolo “Bevi Napoli e poi muori”. In particolare a Marano più di un edicolante ha rispedito le copie al mittente. Uno di loro ha anche scritto una lettera alla casa editrice, lamentandosi del contenuto dell’inchiesta. “Non voglio alcuna pubblicità – ha spiegato l’edicolante – Ho seguito ciò che mi diceva la mia coscienza”. Nonostante si rimandino indietro le copie, il problema nel Napoletano rimane.

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