I nostri 7 giorni: un saluto alla settimana, pronti ad accogliere la prossima!

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E’ stata una settimana dove ci hanno colpiti gli addi. Sette giorni di saluti e ricordi e la certezza che alcune persone, in realtà, non se ne andranno mai. Ne è esempio Don Gallo, il prete di strada che ci ha insegnato così tanto, anche a cantare O Bella Ciao in chiesa, perchè in fin dei conti non è vero che “tutto è uno”? Ecco allora che vengono annullate le distanze e le differenze, non c’è alto o basso, c’è, forse, solo la bellezza e la sincerità di quegli ultimi che lui tanto amava e che la società non è in grado di vedere con gli stessi suoi occhi. L’abbiamo salutato, pur sapendo che non è un addio: non c’è un “per sempre” quando ti separi da una persona che ha dato e insegnato tanto. Ma prima di lui se n’è andato anche il surfer Andrea La Cava, tra le onde che amava tanto da trasferirsi per poterle solcare ogni volta avessero fatto capolino sul lungomare toscano. Perchè quando hai una passione, un amore vero, fai di tutto per viverlo appieno. Se ci si ascolta, e lo si sa ascoltare, c’è sempre un sogno da seguire e inseguire, un desiderio che ti dà la forza di compiere grandi imprese e superare ogni avversario, ogni difficoltà, la natura stessa con tue sole forze. Ce l’ha dimostrato Vincenzo Nibali con la sua spettacolare conquistta delle Tre Cime di Lavaredo, impresa che resterà impressa a lungo.

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Chi al suo sogno è stato strappato troppo presto, invece, è stato il regista Nicola Rondolino, che oltre ai suoi lavori ci ha regalato anche uno sguardo nuovo sul cinema giapponese, grazie alla sua partecipazione al Torino Film Festival, di cui curava la sezione. Purtroppo le giornate hanno anche la pennellata di nero, con quella cronaca che parla di vite spezzate, di violenza, di mistero. Quello che ci ha colpiti è stata la morte, crudele e barbara, della giovane Fabiana Luzzi, che il suo fidanzato ha bruciato mentre era ancora in vita, con un gesto che denota l’incapacità non solo di amare ma anche di vivere: nessuna gelosia può nè potrà mai giustificare una simile atrocità. Ma altre ferite sono ancora aperte, come la morte di Roberta Ragusa: nuovi testimoni, ma ancora nessuna certezza nè giustizia per lei. Ma tante domande ci sono ancora anche riguardo la morte della piccola Sarah Scazzi, mentre nuovi dettagli del processo che ha portato alla condanna all’ergastolo per Cosima e Sabrina vengono resi noti. Ma la violenza non è un’esclusiva italiana: anche Londra piange i suoi morti, come il soldato Lee Rigby, barbaramente massacrato da Michael Adebolajo. A cosa ci possiamo ancora aggrappare? Alla speranza in un futuro migliore sembra difficile, considerata la riforma delle pensioni che sta arrivando. Ci si distrae un po’ con le vite dei vip, anche quando compiono un gesto di coraggio come quello di Angelina Jolie, alla cui mastectomia è stato dedicato anche un quadro. Oppure ci regaliamo un po’ di gossip, curiosando nelle vite private altrui, come quella di Emma, che ha festeggiato il compleanno con un nuovo amore. A volte è per prendere esempio, altre per imparare a non mollare mai, a continuare a credere e sperare, a capire che quel buio in cui a volte ci sentiamo immersi non è altro che la terra in cui il seme di un magnifico fiore si sta riposando prima di sbocciare per regalarci nuova gioia. Perchè noi alla speranza, nonostante tutto, ci teniamo aggrappati, la teniamo per mano così come fanno i due dolcissimi gemellini neonati.

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

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Contestazioni alla Roma: 300 tifosi assaltano il pullman a sassi, uova e petardi

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Erano imbufaliti e delusi i 300 tifosi della Roma che hanno accolto il pullman della squadra a Trigoria con cori e il lancio di uova, sassi e petardi che hanno rotto un vetro del bus che trasportava alcuni giocatori, tra i quali Destro, Burdisso e Tachtsidis, fortunatamente senza ferire nessuno. Altri scontri sono avvenuti anche vicino al Colosseo, dove alcuni aggressori, che sarebbero degli ultras romani, hanno lanciato sassi e bottiglie contro un blindato delle polizia e danneggiato alcune auto presenti in zona. Al termine del derby valido per la Coppa Italia ma anche come passaporto per l’Europa League, ci sono stati inoltre momenti di tensione in tribuna stampa, dove sono entrati in contatto un giornalista del sito la Laziosiamonoi.it e uno del sito Romanews.eu, poi bloccati da alcuni colleghi prima dell’arrivo degli steward. Ma i giornalisti, sempre al termine dell’incontro, sono stati anche aggrediti da un tifoso che ha lanciato una monetina e sputato contro di loro. L’uomo, proveninete da Ferrara, è stato fermato e identificato dalla polizia. Infine, anche una troupe di Tgcom24  è stata aggredita davanti all’Olimpico a Ponte Duca d’Aosta. Gli agenti sono subito intervenuti e gli aggressori si sono dileguati.

Stupro nei bagni di un locale: succede a Roma

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E’ stata data notizia solo ora di uno stupro avvenuto ieri sera a Roma. La vittima, una ragazza di 21 anni originaria di Albano Laziale, è stata aggredita da un romeno di 24 anni che è già stato arrestato dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale aggravata. L’uomo avrebbe conosciuto la sera stessa la giovane ed avrebbe abusato di lei dopo averla fatta ubriacare. La  ragazza si è poi recata alla stazione Termini, dove è salita su un autobus il cui autista ha notato che stava piangendo ed era in stato confusionale. Venuto a conoscenza di quanto accaduto, l’uomo ha chiamato il 113 e la vittima è stata trasportata al policlinico Umberto I, dove l’abuso sessuale è stato accertato. La 21/enne era sotto effetto dell’alcool e della cannabis. La polizia ha raccolto delle testimonianze secondo le quali la ragazza era stata portata nel bagno del locale dall’aggressore, dopo che lo stesso l’aveva fatta bere. A incastrare il romeno sono state le immagini delle telecamere nella stazione Termini, che hanno permesso agli agenti del commissariato Viminale di rintracciare gli aggressori.

Accoltellato un 11enne: è grave!

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E’ finito in carcere a Mantova con l’accusa di tentato omicidio il 20enne Hu Shuanghui, residente a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia per aver ferito all’addome un bambino di 11 anni con un coltello con una lama di 15 cm, sequestrato dai carabinieri. Il piccolo, colpito due volte, si trova ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Brescia. L’aggressione è avvenuta attorno a mezzogiorno, in un’abitazione a Bondeno di Gonzaga, Mantova. Soli in casa, i due ragazzi, entrambi di origine cinese, hanno cominciato a litigare per futili motivi finchè il maggiorenne non ha afferrato un coltello da cucina e ha sferrato due fendenti al bambino, colpendolo all’addome. I parenti, che abitano nell’appartamento sottostante, hanno sentito le urla e allertato i soccorsi. L’11enne è stato trasportato all’ospedale di Suzzara da dove, viste le gravi condizioni, è stato trasferito in eliambulanza a Brescia e ricoverato in rianimazione pediatrica.

Mettere in comunicazione India e Pakistan: il discusso spot della Coca-Cola

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Il nuovo obiettivo del colosso della Coca Cola è risolvere uno dei più spinosi conflitti politici nel mondo? Questo è il messaggio che passa vedendo il nuovo video della campagna “Open Happiness”, realizzato in collaborazione con Leo Burnett. “Small World Happiness Machine”, che a prima vista sembra un semplice distributore di lattine, in realtà è un “portale” di comunicazione diretta per avvicinare le persone dell’India e del Pakistan e dimostrare che “ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci distingue”. Due sono infatti le macchine, collegate tra loro e collocate in sue diversi centri commerciali, uno a Nuova Delhi, in India e l’altro a Lahore, in Pakistan. Dotate ambedue di webcam e monitor touch screen, che permette la trasmissione in streaming di quello che accade dall’altra parte, mettono in comunicazione e permettono di “fare amicizia” a persone delle due diverse nazionalità spingendole ad interagire. Insomma, si vuole far passare l’idea che le piccole cose uniscono quando ci si sente divisi e che le persone si assomigliano più di quanto credono. Ma quando una pubblicità fa discutere c’è sempre un’altra interpretazione, e i detrattori sono convinti che la campagna sia un meschino sfruttamento di un grave conflitto solo a fine commerciale.

Parigi: ancora proteste per la legge sulle nozze e le adozioni gay

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Ha vuto luogo oggi, a Parigi, la manifestazione degli oppositori alla legge sulle nozze e le adozioni gay che ha portato a 96 fermi e 39 persone trasferite in stato di detenzione preventiva. Mentre questo succedeva in piazza, alla sede del Partito socialista dei militanti di estrema destra, fra i 10 e i 20 giovani del gruppo “Generazione Identitaria”, dispiegavano uno striscione con la scritta “Hollande, dimissioni” occupavano il luogo con la polizia che tentava di espellerli. Gli almeno 150 mila partecipanti alla manifestazione, nel frattempo, ha raggiunto la grande spianata degli Invalides. ”Siamo piu’ di un milione”, hanno detto gli organizzatori della Manif pour Tous, il collettivo di movimenti che si oppongono alla legge sulle nozze e le adozioni gay, in piazza oggi a Parigi per un’ultima protesta. La stessa Frigide Barjot, in questi mesi leader dell’opposizione alla legge sulle nozze e le adozioni di coppie gay in Francia, ha dichiarato: “Il ritiro della legge non è più possibile. La Manif pour Tous ha fatto il suo tempo, ed è meglio così, perchè il suo messaggio non era più appropriato”.

Quelle foto incriminanti! Gang smatellata grazie alle immagini sul cellulare

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Nove anni e mezzo di carcere, tanto costerà al 31enne Wayne Braund, la sua spacconata. Delle foto compromettenti sul suo cellulare hanno regalato alla polizia le prove decisive che servivano per smantellare una delle gang criminali più influenti del Regno Unito, incriminata per l’importazione di ecstasy, anfetamine, coca e cannabis per un valore che si aggira sui 5,3 milioni di euro. Nelle immagini, Braund  posa accanto al suo soprannome scritto con la cocaina su un tavolo. Un componente della banda è poi immortalato all’interno di un deposito di cannabis mentre altre foto mostrano strisce pronte ad essere sniffate con banconote da 500 euro. 69 anni complessivi per gli ex leader nel mercato degli stupefacenti di Liverpool, Leeds, Londra e Glasgow. Gli stessi che, in alcune intercettazioni, si vantavano di essere irrintracciabili proprio perché attenti a eliminare ogni indizio e a limitare al minimo l’uso dei cellulari.

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Doppio successo laziale: vince il derby e porta a casa la Coppa

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Divertirsi e vincere: una ricetta «semplice» per portare a casa derby e Coppa Italia. Questo e avere “testa”. E Vladimir Petkovic quando ha affermato che la Lazio avrebbe vinto la finale, avendo tutte le carte in regola per farcela, oltre al fatto di meritarsi il trofeo. Prima dell’incontro aveva detto di essere “soddisfatto e orgoglioso di poter guidare questi ragazzi: hanno dato tutto, fatto tanti sacrifici e meritano la Coppa Italia. Il gruppo si è compattato: questo spirito ci aiuterà a vincere la partita”. Sembra quasi avesse una sfera di cristallo il tecnico laziale, visto che la sua previsione si è avverata. A nulla sono valse le minacce ricevute nei giorni precedenti: le aquile si sono aggiudicate per una rete a zero la Coppa Italia 2013, grazie al gol di Lulic, arrivato al 28′ del secondo tempo. . La Lazio ha vinto la Coppa Italia 2013, battendo in finale la Roma 1-0. Il gol vittoria di Lulic, al 28’ del secondo tempo. Peccato per le tensioni che hanno rovinato la gionata, nonostante le parole di Alemanno: “È una grande festa per la nostra città e non dobbiamo turbarla né rovinarla”. E poi: “Le elezioni vadano come devono andare – ha detto il primo cittadino subito dopo aver votato in un seggio alla Balduina per le elezioni comunali -, però oggi pomeriggio facciamo fare una bella figura alla città di Roma”.

Al primo tempo la Lazio è stata pericolosa con un colpo di testa di Klose, al quale la Roma ha risposto allo scadere con Denstro. I primi 45′ si sono poi conclusi a rete inviolate, nonostante le due occasioni per parte all’inizio e una bella parata del portiere giallorosso al 25′. Il gol vittoria è arrivato al 28′ della ripresa, con Lulic che ha insaccato dopo una deviazione di Lobont su cross di Candreva. Passano solo due minuti prima che parchetti salvi lo specchio su una punizione di Totti, che poco dopo centra una traversa. Nel finale espulso nella panchina della Roma Tachtsidis.

“Georgofili, 27 maggio 1993: la memoria giovane”. Firenze ricorda

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“Certamente c’era un obiettivo nel ricatto di Cosa nostra allo Stato, più in generale c’era un tentativo di migliorare le condizioni in cui versavano i mafiosi, ma c’era anche dell’altro che continuiamo a cercare”. Così il presidente del Senato Pietro Grasso è intervenuto a Firenze, in Palazzo Vecchio, alle cerimonie di commemorazione per il ventesimo anniversario della strage dei Georgofili. Grasso ha ricevuto, dalla presidente della commissio pace Susanna Agostini, la “Colomba della Pace” prima d’incontrare gli alunni di alcune scuole della città e una rappresentanza di studenti dell’Istituto tecnico commerciale “Carrara” di Lucca. Il tutto è avvenuto all’interno dell’iniziativa “Georgofili, 27 maggio 1993: la memoria giovane”, organizzata dall’assessorato all’educazione, e durante la quale è stato proiettato un video realizzato dall’associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

Bastoni, coltelli e fischi per PSY: la finale è una festa… della violenza!

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A volte l’Italia riesce a superarsi quando tira fuori il peggio di sè, e sembra che il luogo preferito per farlo rimanga lo stadio. Sarà perchè si segue il branco, in mezzo al quale ti confondi e non sei obbligato ad assumerti le tue responsabilià, ma tra violenze e cori razzisti, quelli che un tempo erano gli insulti all’arbitro sembrano essere davvero eventi insignificanti. Oggi a fare i conti con la maleducazione italiana è stato PSY, il cantante da milioni di visualizzasioni su Youtube, lo stesso che ha spopolato con Gangnam Style ed ora sta bissando il successo con Gentleman. Lui che ha fatto ballare tutti, è arrivato stamattina ed ha inviato un tweet per dare il buongiorno all’Italia, e in particolare a Roma. Il suo arrivo all’Olimpico è stato accolto con fischi e alcuni petardi, che hanno reso necessario alzare al massimo il volume della base delle canzoni del coreano. Nonostante tutto, ha affermato “Io amo l’Italia” alla fine della prima esibizione, ma non è servito. Dopo aver eseuito il suo tormentone, imbarazzato, ha salutato con un timido “grazie”.

Del resto cosa ci si può aspettare di diverso se bastoni, sassi e qualche oggetto appuntito sono stati trovati in due sacchi nascosti sotto il Ponte Duca D’Aosta, proprio nei pressi dello stadio, così come ieri, durante i controlli, nascosti sotto il ponte Della Musica sono stati trovati altri sacchi contenenti coltelli, picconi ed asce artigianali? Ormai andare ad una partita sembra non significare più emozionarsi quanto picchiare, fare male, distruggere. A costo di rovinare la festa a sè ed agli altri, mancando di rispetto anche alla stessa società di cui ci si dice “tifosi”.

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Il trionfo al Giro di Nibali: una maglia rosa che vale un sogno

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E’ Mark Cavendish, con il tempo di 5 ore e 30 minuti, il vincitore dell’ultima tappa del Giro d’Italia, da Riese Pio X a Brescia. Il britannico, si è aggiudicato anche la classifica a punti, ha preceduto ha preceduto sul traguardo, nella volata finale, l’italiano Sacha Modolo. Ma resta il giorno di Nibali, che ha trionfato in questo 96esimo Giro d’Italia e a Brescia ha così commentato l’evento: “E’ stata un’emozione unica tutta quella gente per me. Mi sono goduto questa tappa, è stato molto bello, ma sono impressione per avere visto tutta quella gente in strada. Questa vittoria è il coronamento del sogno di una vita. Mia moglie Rachele è stata molto importante, come i miei genitori. Vederli qui è stato molto commovente”. Un’edizione bella come non se ne vedevano da anni, significativa, anche se non combattuto: con Wiggins e Hesjedal malati, non ha avuto altri degni avversari da affrontare. Almeno non come ciclisti: il suo più acerrimo nemico è stato il maltempo, quella pioggia, quel gelo, quella neve su Galibier e Tre Cime di Lavaredo che hanno contribuito a rendere il suo successo ancora più memorabili. Perchè Vincenzo ha sfidato se stesso e la natura, andando “oltre”, anche quando non era indispensabile, e riuscendo così a conquistare tutti, con la sua forza, determinazione, perseveranza. Con il suo coraggio. Ed è riuscito a cancellare quell’enorme macchia nera creata da Di Luca, quel doping che rende malato uno sport capace di regalare grandi emozioni. Grazie Vincenzo, perchè ci hai fatti sognare con te!

Londra violenta: un altro uomo accoltellato

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Skynews ha reso noto che un altro uomo sarebbe stato accoltellato a Woolwich, dove degli estremisti islamici britannici di origine nigeriana hanno ucciso, nei giorni scorsi, il soldato Lee Rigby. L’aggressione ha infatti avuto luogo a soli 300 metri rispetto a dove Rigby è stato accoltellato mercoledì e dove ancora si trovano i fiori lasciati da tutti coloro che hanno pianto per la sua tragica fine. Sky, citando fonti della polizia, riferisce che non è ancora chiaro se esista un legame tra i due episodi. Un fatto simile era avvenuto anche ieri, a Parigi, dove a subire un’aggressione è stato un soldato francese.

Nel frattempo, oggi è stato effettuato il quarto arresto per quel che riguarda l’omicidio del soldato: un 22enne è stato fermato dagli agenti dell’antiterrorismo inglese nel nord di Londra. Con le stesse accuse erano già stati arrestati altri tre uomini ieri sera.

La XII giornata mondiale del sollievo

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Oggi cade l’appuntamento con la dodicesima giornata mondiale del sollievo, un’iniziativa volta a sensibilizzare la popolazione sui diritti di coloro che si trovano costretti a combattere contro una malattia incurabile. E’ lo stesso Ministero della salute a parlare dell’evento come di un momento di consapevolezza nell’affermazione del “diritto al sollievo, del diritto a non soffrire di dolore inutile, insopportabile e insensato, ad allentare la morsa della sofferenza”. Lo scopo che ci si pone è di riuscire a creare una cultura della sofferenza capace d’includere la fase di sollievo al termine della vita. Nel 2010, un sondaggio a cura della Fondazione Ghirotti, che ha considerato 23.353 schede, provenienti da undici regioni, ha posto, come prima domanda, quali fossero i desideri della persona malata: nel 42% si vuole avere al fianco persone care mentre nel 38% si chiede di sentire meno dolore. A dimostrazione del fatto che, come ha specificato la Fondazione Ghirotti, “la sofferenza è un vissuto complesso in cui il dolore fisico è solo una delle dimensioni”. Insomma, i malati per sentirsi bene devono provare l’affetto di chi gli sta vicino, indipendentemente dalla gravità del loro male.

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Il tema è stato anche affrontato dallo stato che ne ha stilato una legge, la 38 del 15 marzo 2010, intitolata “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”, permettendo così al malato, ritenuto “inguaribile” o affetto da patologie cronica dolorosa, delle cure palliative e l’accesso alla terapia del dolore. Ma questi metodi sono utilizzati solo nei centri per la terapia del dolore, presenti solo in 13 regioni (Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto), il che significa imporre trasferimenti ai malati. A lanciare l’allarme è stata il ministro della Salute, Beatrice Lonrenzin: “In Italia la metà delle Regioni non viene garantita l’applicazione della legge 38/2010, quella che garantisce l’accesso a cure palliative e alla terapia del dolore”. Ecco allora il suo appello: “È giunto il momento di affiancare a questo approccio anche un impegno etico, quello di essere vicino al malato e non lasciarlo solo di umanizzazione delle cure ho parlato anche con il ministro Giovannini, presenteremo delle nuove idee nelle prossime settimane. Quello di non sentirsi solo è un bisogno del malato a cui non possiamo non dare risposta”. Il ministro si ripropone inoltre di comprendere perchè alcune Regioni non siano ancora state attrezzate.

Le situazione è ancora più critica in riferimento alle cure palliative domiciliari, considerato che, stando ai dati raccolti dal ministero e relativi a dicembre 2010, solo il 22 per cento dell’assistenza domiciliare rispetta lo standard minimo previsto dal decreto ministeriale n. 43 del 22 febbraio 2007, ovvero uno standard d’assistenza maggiore o uguale al 65 per cento dei malati sul territorio mentre Il 63.8 per cento della popolazione assistita non può ancora disporre di équipe dedicate. La situazione, inoltre. è ancora più grave per oltre sei milioni di cittadini per i quali l’unico operatore che il Servizio Sanitario Nazionale prevede gratuitamente e costantemente presente a fianco dei malati morenti è solo il Medico di Medicina Generale mentre il medico di famiglia è coinvolto solo nel 2.7 per cento delle equipe.

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C’è quindi ancora molto da fare, soprattutto stando al V Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, nel quale si evidenzia come nella metà degli ospedali italiani manchino anche servizi di riabilitazione fondamentali per la qualità di vita dei pazienti colpiti da tumore mentre quelli presenti sono disponibili solo in caso di tumore al seno. Per non parlare dell’assistenza domiciliare, quanto mai carente. In compenso migliorano i servizi di terapia del dolore e sembra esserci anche maggiore attenzione per il benessere mentale dei pazienti. Sembra quindi che i risultati ci siano, qualora la legge venga applicata, ma che ci possano essere dei problemi politici alla base per poter offrire, al cittadino malato, quella dignità a cui ha diritto. Anche i costi, infatti, a livello di cura, non sono di quelli probitivi. Come spiega Giuseppe Casale, fondatore di Antea, “queste cure 24 ore su 24 hanno un costo di circa 100 euro, una degenza ospedaliera invece ha un costo di circa 600-700 euro al giorno”. Ciò che manca è invece la formazione dei volontari, fondamentali nel loro compito di seguire i pazienti. Bisogna siano poi le Asl a monitorare l’effettiva spesa, anche se, al riguardo, la senatrice Binetti, in collaborazione con il collega Gigli, hanno presentato un’interrogazione in cui chiedono se sia stato istituito “un ufficio per il monitoraggio dei dati relativi alla prescrizione e all’utilizzazione di farmaci nella terapia del dolore, dello sviluppo delle due reti e del loro stato di avanzamento, delle attività di formazione, informazione e ricerca e più in generale delle prestazioni erogate e dei loro esiti” e se

“intenda intervenire, anche con opportune campagne di informazione, per prevenire la richiesta di eutanasia da parte di malati che versano in condizioni terminali, mentre le loro famiglie ritengono di non ricevere terapie sufficienti per controllare un livello di sofferenza così insopportabile da rendere loro difficile continuare a vivere. Inoltre se non ritenga opportuno verificare che, nell’applicazione della attuale legge, siano garantiti criteri di solida competenza professionale in quanti dovranno creare e coordinare le nuove reti regionali, valorizzando adeguatamente coloro che sono già da tempo impegnati in questo campo e supportando con adeguati investimenti l’effettiva realizzazione di quanto contenuto nella legge 38 del 2010”.

Un problema politico e culturale dunque, in un Paese dove non è prevista l’eutanasia e lo scontro sia spesso di tipo etico. In quanto tale, però, l’attuazione delle cure rischia di diventare più complicata proprio per una questione di applicazione e metodo. Se poi, oltre alla disomogeneità della presenza delle cure sul territorio, si somma la mancanza di professionalità, si comprende la difficoltà della strada intrapresa.

Quando per fare arte basta una mappa! I nuovi mondi di Shannon Rankin

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Ha vinto un importante premio del Centro di Arte contemporane del Maine e e viene esposto sia negli Stati Uniti che all’estero l’originale progetto di Shannon Rankin, l’artista che crea installazioni, sculture e collage servendosi di mappe, stradari e cartine. La sua idea, di notevole effetto, è quella di creare pattern costruiti come fossero sculture, ispirandosi alla biologia e alle forme geometriche presenti in natura. Il suo metodo prevede o di tagliare le mappe escludendone alcune parti o, al contrario, di tagliarne degli elementi con cui poi creare composizioni e sequenze ordinate. Ne risultano così nuove rappresentazioni di paesaggi e luoghi che non esistono nella realtà ma che riescono a creare una nuova geografia, che evoca paesaggi possibili, verosimili e infiniti. Tanti nuovi mondi, formati da luoghi che conosciamo e in cui possiamo vivere, ma ricomposti tra loro, in universi sempre nuovi e mai uguali tra loro. 

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M5S all’attacco di Sabrina Giannini

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Ancora tensioni tra il Movimento 5 stelle, la giornalista Sabrina Giannini di Report e le trasmissioni di informazione di Raitre, con tanto di minaccia di azioni giudiziarie. Sul blog di grillo, a firma del senatore a Cinque Stelle Lello Ciampolillo, si legge un post contro la trasmissione TV Talk, che ha ieri ripreso il tema della trasparenza e del finanziamento ai partiti dopo che già l’ultima puntata di Report aveva già acceso polemiche tra i grillini. «Ieri pomeriggio (sabato ndr), alla vigilia delle elezioni amministrative, in pieno silenzio elettorale, su Raitre, il conduttore della trasmissione TV Talk, in compagnia della giornalista Sabrina Giannini di Report, ha tracciato l’ennesima pagina di “alto” giornalismo della televisione pubblica, costruendo un programma teso a falsificare la realtà e a danneggiare il M5S in questa importante vigilia elettorale. Si è cercato di assimilare i rimborsi elettorali pubblici destinati ai partiti che il M5S ha espressamente rifiutato, alle semplici elargizioni volontarie dei cittadini al M5S – attacca Ciampolillo -. La trasmissione si è caratterizzata per riferimenti pretestuosi e illazioni false e scorrette nei confronti di Grillo e del M5S, specie da parte di Vladimir Luxuria». Quindi spiega: «Contrariamente a quanto riportato dalla giornalista Giannini nella trasmissione Report e ripreso ieri pomeriggio in Tv Talk, le elargizioni private al Movimento sono state ampiamente rendicontate sul Blog di Beppe Grillo l’11 aprile 2013, al pari della destinazione di quelle non spese in beneficienza per i terremotati dell’Emilia Romagna e, infine, come apparso sempre sul Blog di Beppe Grillo il 17 maggio 2013, in favore del Comune di Mirandola per la ricostruzione di una palestra; ben prima anche della trasmissione Report del 19 maggio 2013». Scrive ancora Ciampolillo: «Per quanto accaduto nella trasmissione Tv Report,a meno di ventiquattro ore dalle elezioni di domani 26 maggio 2013 – (intendendo probabilmente, nello specifico, la trasmissione Tv Talk e non Report) – il M5S chiederà comunque conto e giustizia, sia in sede di diritto di replica sia in sede parlamentare, riservando eventuali azioni anche in ambito giudiziario».

Ma cos’è accaduto durante la trasmissione? Dopo che il conduttore Massimo Bernardini ha aperto la puntata mostrando una vignetta:

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E’ stato in seguito trasmesso un sunto del servizio di Report sul MoVimento 5 Stelle. Il conduttore ha quindi riportato le parole di Michele Giarrusso e Federica Salsi per poi chiedere un commento alla Giannini, che ha fatto notare come le risposte di Grillo e Casaleggio alle domande di Report fossero lacunose e non repliccasero nel merito ad alcune questioni poste: “Non hanno ancora dato le risposte, anziché rispondere inizialmente con una replica della serie: ‘Il MoVimento 5 Stelle si finanzia con i donatori’, ma non hanno detto a chi vanno i proventi della pubblicità”. Non dicono a chi vanno, però, ricorda il conduttore. “Avevano l’opportunità di essere trasparenti, questo è un autogoal”. L’intervento di Vladimir Luxuria, in effetti piuttosto fuoriluogo, aveva detto che “porta un po’ male fondare un partito sulla trasparenza, guardate la Lega…”. C’è stato quindi un rapido scambio di battute sulla Gabanelli candidata: “Però avete fatto una cattiveria, Milena era stata indicata per il Quirinale”, dice il conduttore. “Lei, non me! E’ lì che hanno sbagliato”, risponde scherzando la Giannini, aggiungendo un “La Gabanelli con i suoi fa quello che Grillo non fa con i suoi: li lascia liberi”.

Anche Bernardini è voluto entrare nel merito, rispondendo su Twitter al post. Sul social network si legge: “Capisco critiche ritardatet di @mov5stelle (le stesse per la Giannini su Di Pietro), ma ieri a @tvtalk_rai voci di Pizzarotti, Crimi, Grillo”. Fa inoltre notare di non aver ricevuto alcuna risposta in merito agli inviti che erano stati fatti per replicare in trasmissione: “Aggiungo che @byoblu, responsabile comunicazione @mov5stelle al senato, non ha ritenuto di rispondere a ns. inviti via segreteria tel. e sms”

GP di Monaco: Massa persevera con gli incidenti! All’ospedale

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Decisamente non è il week-end di Felipe Massa questo. Dopo aver sfasciato l’auto ieri contro una barriera del circuito, oggi in gara, al 30° giro, il brasiliano della Ferrari è finito contro le barriere alla Sainte Devote, nello stesso punto delle ultime libere. Anche la dinamica èpraticamente identica a quella dell’incidente di sabato: ha perso il controllo della F138, sbattendo contro il guardrail. Massa è uscito visibilmente scosso e dolorante dalla monoposto e gli è stato subito applicato un collarino. Grande preoccupazione nel box del Cavallino, con la moglie Rafaela e il padre di Felipe che sono corsi al centro medico per accertarsi delle condizioni di Massa, che è stato poi trasportato all’ospedale per i controlli del caso. Ma Massa non è stato l’unica “vittima” del GP: al 46° giro la gara è stata interrotta a seguito di un contatto fra la Marussia di Jules Bianchi e la Williams di Pastor Maldonado, finito contro le barriere ma restando illeso.

Ilva. La verità sugli 8 miliardi fatti sparire dai Riva

 

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E’ infine giunta l’indagine finale sulla famiglia Riva e sull’Ilva e un’informativa, stilata dalla guardia di Finanza, fa luce sul ruolo e sulla capacità dei padroni della fabbrica di Taranto, gli stessi che i governi ed i politici hanno difeso così a lungo. Su Repubblica, in un articolo a firma Carlo Bonini, si legge:

«I proprietari dell’Ilva pompavano montagne di veleni nei cieli di Taranto e montagne di denaro oltre confine. Otto miliardi e 100 milioni di euro. Blandivano e assicuravano l’opinione pubblica, mentre i loro avvocati lavoravano per rendere impermeabili dall’aggressione della magistratura i trust offshore che di quell’immensa ricchezza erano la cassaforte. Questo denaro, in buona parte, è sparito. E ne è prova la frustrazione di chi, nelle ultime 36 ore lo è andato inseguendo con in mano un decreto di sequestro. «Abbiamo cercato in dodici città — racconta una fonte investigativa — Da Potenza a Milano. Abbiamo visitato 16 banche diverse, bloccato e aggredito depositi, titoli, partecipazioni societarie, immobili. Presto apriremo le cassette di sicurezza. Ma stiamo cercando di superare con grande fatica il miliardo».

Naturale quindi chiedersi dove siano finiti i restanti 7 miliardi.

«L’Ilva — si legge — crea otto trust, Orion, Sirius, Antares, Venus, Lucam, Minerva, Paella e Felgma, nel paradiso fiscale di Jersey». E su questi trust convoglia la liquidità pompata dall’azienda dopo averla fatta transitare per la Svizzera. «Si tratta — documenta la Finanza — di un mero espediente giuridico, che ha lo scopo di occultare la titolarità del denaro e creare un diaframma che eluda le ragioni dei creditori, compreso l’Erario». Non a caso, nel marzo scorso, mentre Enrico Bondi viene presentato al Paese dai Riva come nuovo amministratore delegato, epifania di una nuova stagione di “trasparenza e impegno”, la famiglia si preoccupa di mettere al riparo ciò che ha già fatto sparire».

Poteva essere una seconda Columbine? Arrestato 17enne in Oregon

Columbine

Il 20 aprile 1999, nel distretto amministrativo di Columbine, non lontano da Denver (Colorado) ebbe luogo il massacro della Columbine High School. Due studenti, Eric Harris e Dylan Klebold, si introdussero nell’edificio armati e aprirono il fuoco su numerosi compagni di scuola e insegnanti. Al termine della sparatoria rimasero uccisi 12 studenti e un insegnante, mentre 24 furono i feriti, compresi 3 che erano riusciti a fuggire all’esterno dell’edificio. I due autori della strage morirono suicidi a loro volta, asserragliati all’interno della scuola dopo che le squadre SWAT della polizia erano intervenute a circondare la zona.

Una delle pagine oscure Americane, connessa alla violenza e ai tanti dibattiti sulle armi. Fa tornare in mente quel massacro la notizia che si apprende dalla Cnn la quale rende noto che un ragazzo di 17 anni è stato arrestato in Oregon perchè sospettato di voler far saltare in aria il suo liceo. La polizia ha rinvenuto nella sua camera da letto delle bombe al napalm oltre ad altri sei tipi di eplosivi.

Utilizzano mazze da baseball per aggredire una famiglia nel cagliaritano

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Due banditi con il volto coperto da passamontagna e armati di mazza da baseball, ieri sera, hanno fatto irruzione in una casa di Sahrroch, nel cagliaritano, poco prima delle 22, utilizzando una porta secondaria. Entrati, hanno aggredito l’imprenditore di 57 anni,  e bloccato la moglie di 42 e i figli di 15 e 11 anni. All’interno della villa in località Forada Is Olias, tutti sono stati legati e immobilizzati e il proprietario è stato anche colpito con la mazza alla testa. I rapinatori, in seguito, hanno rubato 4 mila euro in contanti, un orologio e gioielli per un valore di circa 5 mila euro, dandosi alla fuga solo dopo aver sottratto anche i quattro telefoni cellulari della famiglia e la Ford Focus. Sono stati gli stessi proprietari della villa a dare l’allarme, facendo intervenire sul posto i carabinieri della Compagnia di Cagliari e gli uomini del Nucleo investigativo del Comando provinciale che hanno avviato le indagini. Il 57enne è stato medicato dai sanitari del 118 per la ferita alla testa riportata nell’aggressione: le sue condizioni non sono gravi.

Il maltempo colpisce… l’asfalto: a Bergamo, voragine sulla strada

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Le forti piogge hanno provocato l’apertura di una piccola voragine sull’asfalto dell’Asse interurbano di Bergamo, causando danni alle ruote ad almeno una decina di automobilisti, che sono così restati in panne sotto la pioggia. Sarebbe stata proprio la condizione metereologica delle ultime ore a provocare la buca, assieme all’alta velocità a cui viaggiano i veicoli in quel tratto dell’Asse, all’altezza del cavalcavia sopra l’ex statale Cremasca. Un tratto, inoltre, molto battuto, trovandosi  tra gli svincoli del casello autostradale e dell’aeroporto di Orio. Sul posto sono giunti gli agenti della polizia locale e i tecnici comunali, che hanno effettuato una riparazione provvisoria della buca: nei prossimi giorni ci sarà un intervento più radicale.

Confessione shock del fidanzatino di Fabiana: bruciata viva!

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Agghiacciante dichiarazione del fidanzatino di Fabiana Luzzi, per il quale si sono aperte le porte del Carcere Minorile di Catanzaro. Il ragazzo ha raccontato i particolari dell’omicidio al pm della Procura di Rossano affermando: “Era ancora viva quando le ho dato fuoco”. La sua ammissione è totale: ha carbonizzato il corpo della ragazza in un casolare abbandonato, provando poi a nasconderne il cadavere in una vegetazione molto fitta poco lontana dal rudere. Il sedicenne, coetaneo della vittima, ha spiegato di essere andato a prenderla a scuola con lo scooter venerdì mattina, per parlarle e chiarire l’ennesima lite. La situazione è presto sfuggita al controllo, arrivando al dramma nella stradina appartata poco lontano dall’istituto tecnico commerciale frequentato da Fabiana.

Nel frattempo a Corigliano, oggi interessato anche al voto amministrativo per eleggere il sindaco ed il nuovo consiglio comunale, i cittadini sono sconvolti. Già ieri sera i compagni di scuola di Fabiana, prima, ed altre persone poi, si erano radunati davanti alla caserma dei carabinieri, ma l’allora presunto assassino era già stato trasferito in un altro luogo. Oggi in molti si sono stretti attorno alla famiglia, recandosi all’abitazione della ragazza, molto conosciuta così come il suo carnefice. Un paese sconvolto e ferito, il dolore come sentimento predominante. Una tragedia inspiegabile che pone troppe domande sulla situazione attuale della nostra società.

Ruba per sfamare il figlio: ora lo attende il carcere

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La crisi che riduce gli italiani alla fame, il lavoro che non c’è che obbliga un padre a rubare pur di poter sfamare il figlio. Ormai gli italiani non sognano più, il desiderio più grande sembra non essere neanche più quello di arrivare a fine mese, ma di riuscire a far mangiare un boccone ai propri figli ogni giorno. In uno Stato dove non si è tutelati, però, un piccolo furto per disperazione porta al carcere. E’ quanto è capitato al 34enne romano Filippo, padre di un bimbo di soli quattro anni. Con una giustizia che riesce a far uscire dal carcere un assassino, che ha confessato, per decorrenza dei termini, lui due settimane fa era stato processato per direttissima per essere stato sorpreso a rubare del pane e poco altro. Allora, la pena è stata di cinque mesi con la condizionale. Ma mangiare è una necessità e così l’uomo, disperato da quando ha perso il lavoro, è tornato a rubare. Questa volta si trattava di una fetta di arrosto, un pezzo di formaggio e una bottiglia d’olio. La nuova denuncia ha però fatto salire la condanna a sei mesi, da scontare a Regina Coeli.

Finale di Coppa Italia… tra minacce e la musica di Psy. Ecco le formazioni!

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E’ alta la tensione all’Olimpico in attesa del fischio d’inizio della finale di Coppa Italia. Un derby su cui da ieri pendono le ombre delle minacce: “Dovete perdere”, il messaggio recapitato a quattro biancocelesti direttamente sul loro cellulari. Allo stadio pronti a schierarsi oltre 2.000 agenti per garantire il servizio d’ordine, con l’ausilio di 1.200 steward. Strade chiuse dalle 13, mentre i cancelli apriranno alle 14.30. Fondamentale la vittoria per entrambe le squadre: serve riabilitarsi di una stagione deludente su entrambi i fronti – sia pur partendo da pressuposti diversi, senza considerare che regalerebbe l’approdo in Europe League. Ma il match potrebbe decretare anche cambi in panchina e possibili cessioni eccellenti. Tra i giallorossi, Marquinhos, Lamela e Osvaldo sono pezzi pregiati e corteggiati in tutta Europa ma, in caso di approdo in Europe League, sarebbe difficile vederli partire tutti. Dal canto suo Petkovic non dovrebbe essere messo in discussione, ma una batosta oggi potrebbe mettere in forse la panchina anche per il tecnico che comunque avrà bisogno di rinnovare l’attacco, senza contare gli innesti di qualità negli altri reparti. Ad essere certe, al momento, sono le formazioni di oggi: per la Roma in campo Lobont, Marquinhos, Burdisso, Castan, Balzaretti; De Rossi, Bradley; Lamela, Totti, Marquinho; Osvaldo. A contrapporli, nelle fila laziali, Marchetti, Konko, Biava, Cana, Radu; Lulic, Hernanes, Ledesma, Onazi, Candreva; Klose.

Ma lo spettacolo inizierà prima del fischio d’inizio, con TIM che porta in Italia, per la prima volta, Psy, che si esibirà con i suoi brani musicali “Gentlemen” e “Gangnam Style”. A introdurre la performance, Carolina Di Domenico.

Oswald uccise Kennedy? A Torino i giudici lo assolvono!

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Un terzetto di giudici di Torino ha trovato la soluzione al caso dell’omicidio del Presidente Kennedy, il 22 novembre 1963. Assassinio per il quale si sarebbe voluto incastrare Lee Harvey Oswald mentre a sparare furono altre persone non identificate, ma sicuramente più di una. E sollevano anche un’altra questione: le indagini condotte, almeno nella prima fase, in modo “non limpido”, senza contare che c’è il sospetto che le prove siano state “manipolate”. Dopo che per anni studiosi, dietrologi e complottisti si sono cimentati con uno dei grandi misteri del secolo scorso, ora anche l’Italia ha una sua risposta, arrivata al termine di un “processo simulato” che ha avuto luogo su iniziativa della Camera Penale “Vittorio Chiusano” portata avanti grazie all’impegno dell’avvocato Mauro Anetrini. In aula, accusa e difesa hanno dato origine ad un vero dibattimento, argomentando le rispettive tesi con documenti ufficiali e filmati d’epoca, dal rapporto Warren alle testimonianze truccate, dalla teoria del “proiettile magico” alla singolare catena di suicidi. Un grande show giuridico a cui questa volta anche Oswald ha potuto partecipare, impersonato dal gionalista Meo Ponte, ed è riuscito finalmente a dire di esolo un “capro espitatorio”. Tesi avvalorata dal fatto che Lee Harvey non raggiunse mai il tribunale: due giorni dopo la morte di JFK, infatti, venne ucciso da Jack Ruby, gestore di un locale notturno. Credere o non credere alle sue parole? Il pm ha chiesto per lui l’ergastolo, certo che avesse preso parte al complotto, mentre il suo avvocato spiega come il suo assistito fosse all’oscuro di tutto e venne abilmente incastrato. Il collegio guidato da Gustavo Witzel, al termine del processo, ha assolto Oswald avallando l’ipotesi della cospirazione e ha ordinato simbolicamente la trasmissione degli atti alla procura di Dallas per approfondire le indagini sulla figura di Jack Ruby. I presenti hanno applaudito alla decisione: sembra che a Torino non abbia attecchito la verità ufficiale che vuole Oswald uccidere Kennedy e agire da solo.

Brunetta e… la discriminazione d’altezza!

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Si è sfogato durante un’intervista con Aldo Cazzullo, sul Corriere, Renato Brunetta: “Bastaaa!!!”. Il suo problema non è a livello politico, riguarda la sua altezza e lui se la prende con “chi è ossessionato da me”. E qui la lista è lunga: “La sinistra D’Alema mi ha chiamato energumeno tascabile, Furio Colombo mini ministro. La damnatio di Gino Strada, la seggiola di Dario Fo, gli psicologismi d’accatto di Francesco Merlo, per cui la mia politica sarebbe frutto del mio complesso…Basta!!!”. Se ha preso nota di tutti quelli che l’hanno attaccato per il suo aspetto, però, non manca di fare un paragone con un calciatore per spiegare meglio la sua situazione. E infatti l’ex ministro afferma: “Sono come Balotelli, siccome è un vincente gli fanno buu”. Ma il suo sfogo continua, non capisce il perchè della persecuzione nei suoi confronti: “Per la mia altezza? Perché un nano osa pensare e non solo fare la comparsa nei film di Fellini? Osa parlare di tutto e non solo della sua altezza? Osa far politica a tutto tondo e con grinta senza limitarsi a raccontare discriminazioni subite perché povero e basso nel liceo dei signori”. Per avvalorare la tesi, cita anche dei versi di De Andrè: “Il nano è una carogna di sicuro/perché ha il cuore troppo vicino al buco del culo”. Uno sfogo in piena regola quindi, salvo che poi arriva il suo attacco: “Basta con la storia del nano e del complesso che ne avrei derivato. Balle è come dire: quello è così perché è povero, quello ha la faccia da delinquente. Ma siamo pazzi? Così si torna a Lombroso”.

Del resto dell’altezza di Brunetta il web non ha mai smesso di parlare, come dimostrano le vignette proposte dopo la sua affermazione di non aver i soldi per pagare la seconda rata dell’Imu…

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Omicidio nel perugino: si è suicidato il sospettato

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Francesco Cristofari, 50 anni e sospettato dell’omicidio di Roberto Burnelli, è stato trovato morto impiccato a un albero vicino a un casolare in una zona boscosa tra Marsciano e Gualdo Cattaneo. Sono stati i carabinieri e volontari a fare il ritrovamento, avvenuto non distante dal casale di famiglia. L’ipotesi è che Cristofari si sia suicidato dopo aver compiuto il delitto ieri mattina, quando ha tagliato la gola, probabilmente dopo averlo colpito alla testa con un bastone, a Burnelli. Subito dopo il delitto era stata una dipendente dell’azienda, compagna della vittima, a lanciare l’allarme: arrivando sul luogo aveva infatti udito un urlo del commerciante e visto scappare il suo ex marito, che si era allontanato con un furgone Fiat Fiorino dell’azienda poi trovato abbandonato nella zona di Gualdo Cattaneo con, all’interno, diverse tracce di sangue. A seguito della segnalazione, i carabinieri del comando provinciale di Perugia avevano quindi avviato una battuta per le ricerche che erano state però ostacolate dalla pioggia e il vento che avevano interessato tutta la provincia.

Psy atterra in Italia… e manda il suo saluto!

psy

E’ atterrato a Fiumicino poco dopo le 7.30 con un volo di linea da Singapore la popstar coreana che questo pomeriggio si esibirà allo stadio Olimpico prima della finale di Coppa Italia, tra Lazio e Roma. Occhiali da sole bordati di azzurro, giubbino verde, pantaloni di tela blu, scarpe azzurro elettrico, Psy ha voluto immortalare il suo arrivo nella capitale con una foto ed un “Buongiorno Roma” via Twitter.

Il fidanzatino di Fabiana Luzzi ha confessato: l’ha accoltellata per gelosia

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Ha confessato l’omicidio, il fidanzatino di Fabiana Luzzi, la ragazzina di 15 anni, ne avrebbe compiuti 16 a luglio, accoltellata e uccisa dopo essere scomparsa dalla propria abitazione a Corigliano Calabro venerdì e poi trovata in una zona di campagna della località del Cosentino. Era stata la famiglia della ragazza a denunciarne la scomparsa, preoccupata non vedendola rientrare dall’istituto per ragionieri che frequentava. Già lo scorso anno la Fabiana si era allontanata da casa dopo un litigio col suo fidanzatino, studente di un istituto diverso dal suo, ed era stata poi rintracciata da amici, a Bologna. Questa volta, però, non ha fatto ritorno e il suo corpo è stato trovato carbonizzato. Nel frattempo, il fidanzatino si era presentato all’ospedale di Corigliano con delle ustioni al volto. Dopo essersi rifiutato, in un primo momento, di fornire spiegazioni ai Carabinieri, ha in seguito parlato di un’agressione. I militari, non convinti della versione, hanno continuato a sentirlo finchè, nella serata di ieri, ha fornito indicazioni per il ritrovamento del cadavere. Il pm della Procura di Rossano, Maria Vallefuoco, ha raccolto la testimonianza del giovane che ha raccontato di di avere accoltellato la fidanzatina al termine di una lite nata per il rapporto travagliato che esisteva tra loro. Un rapporto ripreso da poco e caratterizzato da gelosie reciproche. Dopo l’accoltellamento, ha dato fuoco al corpo della sedicenne. Le ferite rinvenute sul corpo della vittima corrispondono a colpi d’arma da taglio, ma il coltello per l’omicidio non è ancora stato trovato.

Trema la terra in Uzbekistan

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Il servizio geologico degli Stati Uniti, Usgs, ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 6.0 sulla scala Richter in Uzbekistan. L’evento ha avuto epicentro 27 km a nord di Bulung’ur mentre l’ipocentro è stato rilevato a 26 chilometri di profondità. Al momento non si hanno segnalazioni di danni a persone o a cose.

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