I guai della Protezione civile: sede a Roma ad alto rischio idrogeologico

protezione-civile-roma-tuttacronacaDue giorni fa l’incredibile notizia: a Roma affondava il barcone dei Vigili del Fuoco. Ora, stando a quanto riporta Il Fatto Quotidiano, si scopre che anche la sede operativa nazionale della Protezione civile è ad alto rischio idrogeologico. Scrive Emmanuele Lentini: “Il centro è ospitato in un immobile in via Vitorchiano, sulla Flaminia, a Roma. Poco lontano scorrono le acque del Tevere e dell’Aniene”. Chi deve fronteggiare le emergenze del Belpaese, quindi, se il fiume dovesse esondare si troverà a sua volta a fare i conti con l’acqua alta. Si legge sul quodiano: “E pensare che la Protezione civile sborsa ogni anno, per l’affitto dei locali, quattro milioni e mezzo di euro, che vanno al Corriere dello Sport, proprietario dell’immobile. L’attuale sede operativa della Protezione civile è stata “battezzata” il 27 ottobre del 2004. Il giorno dell’inaugurazione venne definita un “gioiellino tecnologico”. Peccato che il gioiellino in questione si trovi in una zona R 4, cioè a massimo rischio idrogeologico.” L’articolo spiega ancora che in passato è stata stilata, dall’Autorità del bacino del fiume Tevere, che si occupa di gestione e tutela ambientale, una serie di mappe che individuano le aree a rischio nelle vicinanze del Tevere e proprio in tali mappe si nota che via Vitorchiano è tra queste. La strada sorge nei pressi della via Flaminia, lungo il tratto in cui il bacino Posso della Crescenza si immette nel fiume.

L’inaugurazione della sede avviene in piena epoca Bertolaso. Un anno prima, il 14 maggio del 2003, il vice capo del dipartimento – allora era Vincenzo Spaziante – firmò il contratto di locazione dell’immobile di fronte al notaio Rosario Romano.

L’immobile è di proprietà della Finamo spa. La maggior parte delle azioni della società sono in mano a Roberto Amodei, a sua volta editore del Corriere dello Sport. E proprio il quotidiano è usufruttuario dei locali e incassa il corposo affitto. Il notaio, nell’atto, cita un’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri risalente al 2002. Nel contratto di locazione c’è scritto: “Il capo del dipartimento della Protezione civile assume le necessarie iniziative per l’acquisizione della disponibilità di beni, mobili e immobili ’ anche ricorrendo a trattativa privata”. L’AFFITTO dell’immobile, tre piani più uno seminterrato, grava sulle casse pubbliche: fino a due anni fa il dipartimento spendeva 4. 270. 500, 00 euro (Iva compresa) l’anno per l’affitto dei locali. Nel 2012 il contratto è stato rinnovato e la cifra è aumentata a quasi quattro milioni e mezzo. E la manutenzione è a carico della Protezione civile. Il 14 novembre del 2012, cinque mesi dopo il rinnovo, il seminterrato dell’immobile venne invaso dall’acqua, dopo un’esondazione. Dalla Protezione civile si affrettarono a chiarire: “Tale situazione non sta avendo ripercussioni sull’operatività del dipartimento”. E dire che Bertolaso e gli alti vertici dovevano essere al corrente delle criticità della zona. Qualche tempo prima dell’inaugurazione, il 10 marzo del 2004, i deputati Fabrizio Vigni, Raffaella Mariani, Pietro Folena e Maurizio Abbondazieri (Ulivo–Ds) presentarono una interrogazione, in cui parlarono del rischio nella scelta dell’immobile. In questi giorni il maltempo ha messo a dura prova la Capitale, ma dalla Protezione Civile assicurano che, fino ad ora, non ci sono stati problemi nella sede di via Vitorchiano.

Il Fatto ha contattato il capo dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli, chiedendo delle condizioni di rischio della sede. Gabrielli ha risposto precisando che è in corso da tempo “la ricerca di una idonea sede alternativa a quella di via Vitorchiano, questa volta di proprietà demaniale, che ci permetta tra l’altro di rispettare pienamente le recenti disposizioni in tema di contenimento delle locazioni passive e di spending review”. Un anno e mezzo fa, il 18 giugno del 2012, fu lo stesso Franco Gabrielli a siglare il rinnovo della locazione. Il canone da allora è diventato più salato. Vengono spesi 4. 456. 840, 16 euro l’anno per un immobile che si trova in una zona ad altissimo rischio idrogeologico.

INCREDIBILE: a Roma affonda il barcone dei Vigili del Fuoco

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L’alluvione che ha colpito la Città Eterna non ha risparmiato neppure una delle chiatte dei Vigili del Fuoco. Il barcone infatti è stato travolto dalle acque del Tevere in piena dopo che ieri in extremis si era cercato di metterlo in sicurezza. Gli stessi pompieri infatti nella giornata di sabato si erano calati con delle funi da ponte Matteotti per cercare di salvare la loro struttura, ma poi nulla è servito e l’acqua lo ha spazzato via. Il fiume resta sotto osservazione dopo i livelli record e sono ancora inaccessibili le banchine.

Ecco la gallery di ciò che resta del barcone dei Vigili del Fuoco presso Ponte Matteotti a Roma:

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Quella pizza che vale il bilancio della Capitale! Gaffe del M5S?

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Cena delle beffe? Una pizza che costa un bilancio? Il pasto indigesto per molti romani?  Chiamatelo come volete ma ciò che è successo nell’Aula Giulio Cesare durante l’approvazione del bilancio di Roma è surreale. La notte scorsa infatti durante la votazione finale il gruppo M5S ha lasciato l’aula per andarsi a mangiare una pizza, facendo “involontariamente” o volontariamente ( secondo coloro che han voluto pensare male) decadere i 35 emendamenti che avevano presentato. Un grande favore per la giunta Marino che ha trovato così il terreno spianato per chiudere le votazioni prima della mezzanotte e approvare un bilancio tra i più sofferti della storia della Città Eterna. Marchini, Alemanno e il gruppo del Nuovo Centrodestra non mollano e preparano l’assalto finale con due ricorsi al Tar. Intanto sui romani arriva una manovra “depressiva” che prevede una diminuzione degli investimenti nel triennio, la metà dei quali recuperati attraverso la tassazione.

Ma chi invece non si arrende è il capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato: “Non abbiamo partecipato al voto di un bilancio che è la perfetta sintesi della catastrofica abbinata Alemanno-Marino. Nei prossimi giorni presenteremo ricorso perché solo i tribunali potranno ripristinare la democrazia e la legalità persa in Aula Giulio Cesare. Questo bilancio – ha aggiunto Onorato – svela le false promesse fatte in campagna elettorale da Marino. Non c’è tutela dei più deboli che pagheranno i tagli drastici ai servizi sociali. Per non parlare dei municipi, che vedono le loro risorse praticamente azzerate alla faccia del decentramento e della tanto sbandierata centralità dei territori. Dopo l’immobilismo dei primi sei mesi – ha concluso – questa manovra conferma l’inadeguatezza di Marino, che non è assolutamente in grado di affrontare i problemi della città”.
Ricorso al Tar annunciato anche da Gianni Alemanno, Sveva Belviso presidente del gruppo consiliare Nuovo Centro Destra; il consigliere di Forza Italia Giovanni Quarzo; Fabrizio Ghera, presidente del gruppo consiliare Fratelli d’Italia e il consigliere Ncd Marco Pomarici: “Abbiamo presentato ricorso al Tar per difendere l’Assemblea capitolina da un abuso del potere di maggioranza che ha violato il regolamento consiliare. Non avremmo voluto giungere a un gesto così forte, ma non si era mai visto in Campidoglio un azzeramento così immotivato e brutale degli ordini del giorno presentati dall’opposizione. In totale carenza di qualsiasi capacità di proposizione politica ed economica la giunta Marino e la maggioranza che la sostiene, sta cercando una via inaccettabile per uscire dal vicolo cieco in cui si è cacciata dopo sei mesi di immobilismo. Non solo le istituzioni consiliari, ma tutta la città deve essere salvata da questo mix di arroganza di potere e immobilismo amministrativo”.

Ma quali sono le cifre?

Nelle macrocifre, ecco il bilancio: contiene investimenti per l’anno in corso pari a 540 milioni, prevedendone 133 per il 2014 e 25 per il 2015, per un totale di 699 milioni di euro. Quasi metà delle entrate fanno leva sulla parte tributaria – 2,9 miliardi di entrate tributarie che l’amministrazione conta di far salire nei prossimi due anni a 3,265 e 3,276 miliardi. La spesa corrente per l’anno in corso e’ di 5,1 miliardi, che scenderanno prima a 4,8 e poi a 4,5. Nei prossimi anni, secondo il bilancio pluriennale legato alla delibera, il valore previsto della manovra passerà dai 6,5 miliardi del 2013 ai 5,3 del 2014 e ai 4,6 del 2015.

Tutto a carico dei romani che davvero la ripresa non la vedranno di certo!

L’Italia crolla! Il maltempo si abbatte sulla cultura abbandonata dalle istituzioni

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Il maltempo flagella l’Italia, ma trova anche terreno facile abbattersi sulle strutture architettoniche simbolo dello Stivale. Da nord a sud si sono registrati crolli e allagamenti: a Milano è la Galleria Vittorio Emanuele, a Roma i crolli hanno interessato il Gianicolo e a Ercolano, nel Napoletano, è stato invece il tetto che ricopre la Casa dell’Atrio Corinzio a cedere.

Colpa del maltempo sicuramente, ma è anche vero che in Italia si è smesso da troppo tempo di fare manutenzione. Troppi anni si è preferito edificare dal nulla piuttosto che fare contratti con le aziende che potevano garantire una manutenzione costante alle opere già esistenti. Il maltempo flagella le opere d’arte da troppo tempo abbandonate dalle istituzioni, il maltempo uccide la cultura da tempo dimenticata nel paese che invece dovrebbe essere il simbolo e la culla di quel passato conosciuto in tutto il mondo e copiato ovunque. Le solite parole? Forse, ma sarebbe anche l’occasione per l’Italia di ripartire dalle proprie certezze, da quell’inossidabile tesoro che è la cultura e le eccellenze del nostro paese che invece vengono abbandonate a se stesse.

A Milano, questa mattina, è stato trovato allagato il Salotto della città… colpa del maltempo? Sicuramente e come al solito, la colpa è sempre di un evento straordinario e se non è straordinario è sicuramente avvenuto a insaputa di chi se ne sarebbe dovuto occupare. Di chi è la colpa se la vetrina di Cadè è piena d’acqua? Decine di camicie da buttare, cravatte rovinate, maglioni inutilizzabili, questo è il panorama che viene offerto dalla vetrina anche ai turisti e ai cittadini che volevano magari iniziare a pensare ai regali di Natale. La crisi? Parte anche da qui! E viene da lontano, da quei lavori non fatti e da quella decadenza di abilità a percepire i rischi e a prevenirli. La crisi economica non sarà solo lo specchio di una crisi ben più profonda che ha sconvolto il Bel Paese?

MILANO: è stato un cliente del bar Camparino a lanciare l’allarme: «Lì è tutto allagato». In pochi minuti, i dipendenti del locale ex Zucca si accorgono che è il calorifero al primo piano, proprio sopra l’ingresso della boutique, a essere andato in tilt: pare che il termosifone abbia ceduto nella parte centrale, facendo fuoriuscire il liquido all’interno e danneggiando il parquet del ristorante.

Arrivano i tecnici di A2a, cui è affidata la manutenzione idraulica del Salotto, per un primo sopralluogo: bisognerà aspettare domani per capire se si è trattato di un guasto ai tubi o di un semplice problema all’impianto di riscaldamento del Camparino. Sul posto anche una pattuglia di vigili: verbale d’obbligo per scongiurare eventuali danni strutturali all’Ottagono, al momento esclusi. Manco a dirlo,l’ennesimo disagio in Galleria scatena la protesta dei commercianti: «Qui c’è poca manutenzione», fanno sapere da Cadè. «I caloriferi non vengono controllati — aggiungono al Camparino — e non possiamo neppure regolarli: spesso in inverno siamo costretti ad accendere l’aria condizionata perché i clienti hanno troppo caldo».

ROMA: Qualche ora dopo è la Città Eterna a chiamare i soccorsi per un muraglione affacciato sulla strada  che è crollato la scorsa notte nella zona di Porta San Pancrazio al Gianicolo. Strada chiusa e per fortuna nessun ferito. Disagi, rischio di frane e crolli anche ai Castelli Romani.

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NAPOLI: poi è Ercolano a chiamare i Vigili del Fuoco per  il tetto di circa 10 metri quadrati, in travi di legno e tegole di terracotta, posto all’interno della Casa dell’Atrio Corinzio. La copertura, costruita in epoca moderna, non ha valore archeologico, ma ora il monumento potrebbe essere esposto alle intemperie e sale il rischio di un’infiltrazione che danneggi le pitture e le pareti. Sul posto sono giunti i carabinieri avvisati dal personale del sito archeologico.

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Il flagello del maltempo che colpisce il cuore della cultura italiana! Finiti da tempo i soldi per la manutenzione?

Via i sampietrini dal centro di Roma, proposta shock di Marino

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Roma e il nuovo volto che vuole dare Marino alla città, senza capire che ci sono dei punti di riferimento che ai romani non vanno toccati. D’altra parte il sindaco non è nato nella Capitale, non conosce la gioia dei cittadini della Città Eterna di sentire i sampietrini sotto le ruote dell’automobile, o la paura di scivolare appena piove sugli insidiosi sampietrini che ci riportano indietro nel tempo. Quella pietra è la poesia della città, è l’autenticità delle strade di Roma. Eppure il sindaco vuole levarli: «I sampietrini, tanto belli in alcune zone del centro storico come piazza del Pantheon, credo possano essere però sostituiti dall’asfalto in altre strade ad alto scorrimento, come ad esempio via Nazionale – dice Marino a Repubblica Tv -. Quando i sampietrini si spostano sono molto pericolosi, soprattutto per chi va su due ruote. Dal gennaio 2014 inizieremo una serie di opere di manutenzione ordinaria sulle buche, marciapiedi e strade. I contratti e gli appalti verranno fatti in modo tale che ci sia una certa garanzia sulla durata: se uno ripara il manto di una parte di strada deve dare la garanzia che per i prossimi 5 anni quel manto stradale rimanga nelle migliori condizioni, altrimenti lo ripagherà a spese sue». Ignazio Marino rilancia sul centro storico di Roma vietato al traffico privato. «Entro il 2014 credo che sicuramente riusciremo a pedonalizzare il Tridente – annuncia il sindaco a Repubblica Tv -. La popolazione è pronta così come i commercianti. Certamente ci sarà chi protesterà ma tra 15 anni tutti godranno di questa scelta». Il Tridente è costituito dalle tre strade storiche che partono da piazza del Popolo, cioè via del Corso, via del Babuino e via Ripetta. Frequentatissime da romani e turisti, ma anche da macchine, furgoni e motorini. Pedonalizzare il Tridente è un’idea che di tanto in tanto torna d’attualità, di solito incontrando la contrarietà dei negozianti che lavorano nella zona, timorosi di perdere clienti. Ma Marino sembra deciso ad andare avanti, dopo la chiusura di un tratto di via dei Fori Imperiali al traffico privato, provvedimento che ha caratterizzato l’inizio del suo mandato. «Entro questa consiliatura realizzeremo il Parco archeologico dell’Appia Antica. Chiuderemo via dei Cerchi, congiungendo così l’area dei Fori con il Circo Massimo – annuncia -. Avremo così una straordinaria passeggiata nella storia che va da piazza Venezia, attraversa l’area del Colosseo e continua verso il Circo Massimo».

Sesso nella metro di Roma, la foto diventa virale su Facebook

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Una città allo sbando, dove le regole vengono costantemente violate e soprattutto i servizi pubblici non funzionano. Così su “Roma fa schifo”, una foto di una coppia che fa sesso sulla metropolitana della Città Eterna fa il giro del web e mostra ancora una volta il degrado a cui è sottoposto un cittadino nella sua quotidiana corsa in un vagone.

Da Castello dei Papi a rocca del degrado, l’involuzione di Sant’Angelo a Roma

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Da castello dei Papi a rocca del degrado questa la triste involuzione di Castel Sant’Angelo a Roma tra borsette false, sciarpe o foulard, rosari e ricordini della Città Eterna il ponte è ormai ricoperto solo da lenzuola bianche su cui gli ambulanti espongono la merce.

Non ci si può distrarre neppure a guardare la cupola di San pietro o si rischia di inciampare in uno zainetto o in una borsa. Scene da apocalisse che inevitabilmente poi danneggiano i marmi del ponte e degradano il selciato costantemente sporco. Oltre il degrado anche il business della religione che proprio nei luoghi sacri della Capitale si avventa contro i turisti e i passanti per offrire merce di scarsa qualità e abusare dei simboli religiosi.

Vaticano market? Suq? Casbah? L’interrogativo resta e  come spiega Il Messaggero  c’è anche la questione del fisco:

Ma anche una questione di grande evasione fiscale. Per non parlare dei soldi, tanti, che finiscono nelle tasche della criminalità, la stessa che sfrutta questi ambulanti abusivi ogni giorno. E del danno al tessuto economico della città, nei confronti di tutti i commercianti che pagano migliaia di euro di tasse e che magari non hanno la possibilità di assumere giovani in cerca di lavoro.

Roma si è svegliata sotto Penelope

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Il risveglio dei romani questa mattina è stato a suon di tuoni e fulmini. Sulla Capitale si è abbattuta una forte perturbazione che ha portato pioggia e freddo. La temperatura è scesa a +16° e inevitabili sono stati allagamenti e disagi per i cittadini.

Ma il peggio per la Città Eterna deve ancora arrivare. Nubifragi sono attesi a Roma dopo le 13, mentre per il pomeriggio non sono escluse trombe d’aria sulla costa. E il maltempo proseguirà fino a mercoledì. In via precauzionale, ha annunciato la Protezione Civile di Roma Capitale, è stato convocato il Centro Operativo Comunale e, al fine di coordinare le problematiche di competenza municipale, è stata richiesta l’attivazione delle Ucl, Unità di Crisi Locali.

Ma se a Roma la situazione è critica nel resto d’Italia non è certo migliore.

Il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare ha comunicato che è previsto al  nord una nuvolosità diffusa in particolare su Trentino Alto Adige, nord Veneto e Friuli Venezia Giulia con precipitazioni da isolate a sparse; cielo coperto sul resto del nord con precipitazioni diffuse, anche a carattere temporalesco, specie su Liguria, zone pianeggianti meridionali di Piemonte, Lombardia e sull’Emilia Romagna. I fenomeni tenderanno a divenire via via meno estesi e ad attenuarsi, nel corso del pomeriggio, su Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria dove in serata si avranno anche ampie schiarite.

In Sardegna è prevista la nuvolosità estesa, mentre i fenomeni saranno più isolati e meno intensi sull’Abruzzo. Tendenza a variabilità dal tardo pomeriggio sulla Sardegna, mentre sulle regioni peninsulari i fenomeni tenderanno a divenire meno estesi dalla tarda serata.

Sud e Sicilia: nuvole e temporali non mancheranno neppure nel meridione dove dal tardo pomeriggio ed in serata i fenomeni si intensificheranno sulla Campania, Basilicata e Calabria.

La Città Eterna in bancarotta, Marino chiede aiuto al governo per Roma

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Roma, la città eterna, oggi potrebbe non esserlo più. La città rischia di essere ingoiata, non dalla piena del tevere, bensì dalla bancarotta dei conti comunali. A dirlo è proprio il sindaco Ignazio Marino che si appella al governo affinché “salvi Roma”.

Il sindaco Marino  in una conferenza stampa sul bilancio cittadino ha detto:

“L’analisi ci dice che abbiamo 867 milioni di debiti. Noi vogliamo un confronto con il governo affinché la Capitale abbia ciò che le spetta”

“Faccio un appello a chi ha senso di responsabilità – ha aggiunto Marino – l’obiettivo è salvare Roma e lo dobbiamo fare insieme. O si è con Roma o contro. Il governo deve fare gli stessi sforzi che stiamo facendo noi”.

“Nelle prossime ore chiederò a tutti i parlamentari eletti a Roma di aiutarci nel dialogo con il governo. La Capitale d’Italia non può fallire e non fallirà”. “Stiamo comunque lavorando su diverse ipotesi – aggiunge – da un lato senza aiuti del governo, dall’altro con”.

Il sindaco ha poi tenuto a sottolineare che non aumenteranno le tasse:

 “Non aumenteremo l’Irpef – ha detto il sindaco in una conferenza stampa – così come non siamo intenzionati ad aumentare la Tares. Stiamo però riflettendo se aumentare l’Imu, ma una decisione non è stata ancora presa. C’è una discussione in corso perché, nonostante la cancellazione dell’Imu, alcune città hanno deciso di innalzare l’aliquota che verrà rimborsata dal governo. Prenderemo una decisione nelle prossime settimane”.

10 metri quadri di vacanza: la casa in affitto nel cuore della Città Eterna

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Dieci metri quadrati tanto basta per una casa vacanze a Roma. Sicuramente quella presentata è un monolocale molto particolare, un concentrato di tecnologia e di ricercatezza che difficilmente può trovarsi altrove. Un loft in miniatura, con mattoni a vista e soffitto in legno, arredo di qualità ed elementi di domotica che lo rendono funzionale nonostante il poco spazio. Il tavolo da pranzo all’occorrenza scompare, il divano diventa letto, la TV ha l’impianto hi-fi incorporato e il wireless rende connessi tutti i device tecnologici. La casa vacanza (lunga appena quattro metri) era stata edificata nel XVIII secolo e fino agli anni Trenta del Novecento è stata abitata; poi sono cambiate le esigenze di spazio degli italiani ed era stata abbandonata a se stessa, ora torna a vivere grazie alla tecnologia.

 

Roma in sciopero… 24 h di passione?

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Roma in sciopero… Bus, filobus, tram, metro e ferrovie regionali dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio si fermeranno e la Capitale vivrà l’ennesima giornata di caos. Non saranno solo i lavoratori, ma anche i turisti che ormai affollano la Città Eterna a vivere i disservizi dello sciopero indetto dai dipendenti Atac dal Sindacato Unitario Lavoratori (Sul). Unica (magra) consolazione saranno le zone a traffico limitato che domani saranno invece aperte a tutti con la speranza di limitare i disagi.

 

Il rapporto di Legambiente sui cambiamenti climatici

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Precipitazioni violente e temperature aumentate nella Città Eterna, questo emerge dal rapporto della prima conferenza internazionale sul tema dell’adattamento climatico in ambito urbano promossa da Legambiente e Iuav.  Come si legge in una nota tecnica “Roma mostra un aumento continuo dal 1961 al 2012 da 16,1C a 16,8C. Degli 0,7 punti che si aggiungono, ben 0,5 sono stati registrati solo negli anni dal 2001 al 2012. Un caso limite si verificato durante l’estate scorsa durante la quale sono state registrate temperature piu’ alte che nei trentenni 1961-1990 e 1991-2000”.

Il presidente di  Legambiente Lazio Lorenzo Parlati ha poi sottolineato come:  ”I fenomeni climatici violenti di questi giorni sono una nuova evidente dimostrazione che il clima sta cambiando, a Roma servono interventi di adattamento a questa nuova situazione, mentre la Capitale deve partecipare con convinzione alle iniziative per ridurre la CO2 emessa. Roma a forte rischio idrogeologico, alla nuova amministrazione capitolina chiederemo politiche nuove e urgenti per affrontare il problema e in questa direzione si possono anche usare utilmente i fondi europei che la Regione Lazio vuole impegnare sulla green economy entro il 2013”.

Chi poi non ricorda l’alluvione che colpì la Capitale nel 2011? L’Italia intera si fermò a guardare Roma, quello non fu certamente un acquazzone romano, ma una valanga d’acqua che in poche ore ridusse la città a una piscina (130 mm in due ore nel centro e 230 mm in periferia contro una media pari a 87 mm).

”L’alluvione provocò– conclude la nota di Legambiente – il blocco dei tram in tutta Roma, la chiusura delle linee di metropolitana A e B, quella della linea Roma-Lido tra Acilia e Ostia, la chiusura ed evacuazione di decine di scuole, 7.000 richieste di intervento a Carabinieri e Polizia, 13.000 ai Vigili del Fuoco, oltre che il dramma di una persona morta”.

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