Da Fonzie al Caravaggio, il New York Times ritrae un Renzi cinquecentesco

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Altro che Fonzie,  altro che il Renzusconi, il New York Times scomoda Caravaggio per il nuovo premier Matteo Renzi, la cui faccia finisce su  il Fanciullo con canestro di frutta del noto pittore italiano. Ma il fotomontaggio non si ferma qui perchè sul fondo c’è anche un paesaggio di Jean-Babtiste-Camille Corot, raffigurante Castel Sant’Angelo e il fiume Tevere. Nella didascalia del fotomontaggio, si legge che il giovane Renzi è destinato a “creare un nuovo senso di prosperità ed energia nella  palude della politica italiana”.

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I guai della Protezione civile: sede a Roma ad alto rischio idrogeologico

protezione-civile-roma-tuttacronacaDue giorni fa l’incredibile notizia: a Roma affondava il barcone dei Vigili del Fuoco. Ora, stando a quanto riporta Il Fatto Quotidiano, si scopre che anche la sede operativa nazionale della Protezione civile è ad alto rischio idrogeologico. Scrive Emmanuele Lentini: “Il centro è ospitato in un immobile in via Vitorchiano, sulla Flaminia, a Roma. Poco lontano scorrono le acque del Tevere e dell’Aniene”. Chi deve fronteggiare le emergenze del Belpaese, quindi, se il fiume dovesse esondare si troverà a sua volta a fare i conti con l’acqua alta. Si legge sul quodiano: “E pensare che la Protezione civile sborsa ogni anno, per l’affitto dei locali, quattro milioni e mezzo di euro, che vanno al Corriere dello Sport, proprietario dell’immobile. L’attuale sede operativa della Protezione civile è stata “battezzata” il 27 ottobre del 2004. Il giorno dell’inaugurazione venne definita un “gioiellino tecnologico”. Peccato che il gioiellino in questione si trovi in una zona R 4, cioè a massimo rischio idrogeologico.” L’articolo spiega ancora che in passato è stata stilata, dall’Autorità del bacino del fiume Tevere, che si occupa di gestione e tutela ambientale, una serie di mappe che individuano le aree a rischio nelle vicinanze del Tevere e proprio in tali mappe si nota che via Vitorchiano è tra queste. La strada sorge nei pressi della via Flaminia, lungo il tratto in cui il bacino Posso della Crescenza si immette nel fiume.

L’inaugurazione della sede avviene in piena epoca Bertolaso. Un anno prima, il 14 maggio del 2003, il vice capo del dipartimento – allora era Vincenzo Spaziante – firmò il contratto di locazione dell’immobile di fronte al notaio Rosario Romano.

L’immobile è di proprietà della Finamo spa. La maggior parte delle azioni della società sono in mano a Roberto Amodei, a sua volta editore del Corriere dello Sport. E proprio il quotidiano è usufruttuario dei locali e incassa il corposo affitto. Il notaio, nell’atto, cita un’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri risalente al 2002. Nel contratto di locazione c’è scritto: “Il capo del dipartimento della Protezione civile assume le necessarie iniziative per l’acquisizione della disponibilità di beni, mobili e immobili ’ anche ricorrendo a trattativa privata”. L’AFFITTO dell’immobile, tre piani più uno seminterrato, grava sulle casse pubbliche: fino a due anni fa il dipartimento spendeva 4. 270. 500, 00 euro (Iva compresa) l’anno per l’affitto dei locali. Nel 2012 il contratto è stato rinnovato e la cifra è aumentata a quasi quattro milioni e mezzo. E la manutenzione è a carico della Protezione civile. Il 14 novembre del 2012, cinque mesi dopo il rinnovo, il seminterrato dell’immobile venne invaso dall’acqua, dopo un’esondazione. Dalla Protezione civile si affrettarono a chiarire: “Tale situazione non sta avendo ripercussioni sull’operatività del dipartimento”. E dire che Bertolaso e gli alti vertici dovevano essere al corrente delle criticità della zona. Qualche tempo prima dell’inaugurazione, il 10 marzo del 2004, i deputati Fabrizio Vigni, Raffaella Mariani, Pietro Folena e Maurizio Abbondazieri (Ulivo–Ds) presentarono una interrogazione, in cui parlarono del rischio nella scelta dell’immobile. In questi giorni il maltempo ha messo a dura prova la Capitale, ma dalla Protezione Civile assicurano che, fino ad ora, non ci sono stati problemi nella sede di via Vitorchiano.

Il Fatto ha contattato il capo dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli, chiedendo delle condizioni di rischio della sede. Gabrielli ha risposto precisando che è in corso da tempo “la ricerca di una idonea sede alternativa a quella di via Vitorchiano, questa volta di proprietà demaniale, che ci permetta tra l’altro di rispettare pienamente le recenti disposizioni in tema di contenimento delle locazioni passive e di spending review”. Un anno e mezzo fa, il 18 giugno del 2012, fu lo stesso Franco Gabrielli a siglare il rinnovo della locazione. Il canone da allora è diventato più salato. Vengono spesi 4. 456. 840, 16 euro l’anno per un immobile che si trova in una zona ad altissimo rischio idrogeologico.

Allerta Tevere per 36 ore, terreno saturo e maltempo su Roma

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L’allerta meteo ha dato poche ore alla Capitale di tregua e non sono bastate affinché il terreno saturo dell’acqua dei giorni scorsi potesse drenare in modo da essere pronto ad accogliere la nuova ondata di maltempo. Così la Regione Lazio alle 14 del 3 febbraio ha emesso una nuova allerta che durerà per 36 ore dopo aver considerato “la situazione meteo e lo stato di saturazione del suolo”. L’allerta riguarda in particolare il bacino medio del Tevere, Roma compresa, l’Aniene e il Liri. L’avviso riguarda varie zone con diversi livelli di criticità: in particolare il bacino medio Tevere, compresa la zona di Roma, il bacino dell’Aniene, il bacino del Liri che sono in codice arancione. Meno preoccupante il rischio idrogeologico localizzato su bacini costieri nord e sud e l’Appennino di Rieti, classificati in codice giallo. Allertate tutte le strutture della Protezione Civile Regionale.

INCREDIBILE: a Roma affonda il barcone dei Vigili del Fuoco

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L’alluvione che ha colpito la Città Eterna non ha risparmiato neppure una delle chiatte dei Vigili del Fuoco. Il barcone infatti è stato travolto dalle acque del Tevere in piena dopo che ieri in extremis si era cercato di metterlo in sicurezza. Gli stessi pompieri infatti nella giornata di sabato si erano calati con delle funi da ponte Matteotti per cercare di salvare la loro struttura, ma poi nulla è servito e l’acqua lo ha spazzato via. Il fiume resta sotto osservazione dopo i livelli record e sono ancora inaccessibili le banchine.

Ecco la gallery di ciò che resta del barcone dei Vigili del Fuoco presso Ponte Matteotti a Roma:

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Giallo a Roma, recuperato cadavere di donna nel Tevere!

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Il cadavere di una donna anziana è stato ritrovato nel Tevere a Roma all’altezza del Lungotevere Michelangelo. La donna, non ancora identificata, potrebbe essere morta da circa una settimana e potrebbe trattarsi di una persona di cui era stata recentemente denunciata la scomparsa. Sulla vicenda indaga la polizia.

La morte di Daniele Fulli: l’assassino confessa

Giallo-cadavere-sugli-argini-del-Tevere-tuttacronacaNon è ancora stato trovato il punteruolo con il quale è stato ferito il 28enne Daniele Fulli, il cadavere del quale è stato trovato nel pomeriggio di mercoledì, ma nel frattempo è arrivata la confessione del suo omicida. Il 32enne Andrea Troisio era stato fermato nella notte e ha confessato il delitto durante il primo interrogatorio. L’uomo vive da tempo nella comunità di recupero per tossicodipendenti e vanta precedenti per rapina, guida in stato di ebrezza e possesso di sostanze stupefacenti. Come ha spiegato in una conferenza stampa tenutasi in questura Renato Cortese, capo della squadra mobile di Roma, si è risaliti a Troisio grazie alle testimonianze di parenti e amici della vittima e all’analisi dei tabulati dei cellulari. Andrea e Daniele si era conosciuti da pochi giorni e insieme si sarebbero recati, il 4 gennaio, giorno della scomparsa di Fulli, sulle sponde del Tevere, in zona Magliana, dove poi è stato ritrovato il corpo della vittima. Gli inquirenti avanzano due ipotesi circa movente e dinamica del delitto:  la vittima potrebbe aver rifiutato un rapporto sessuale e per questo sarebbe stato ucciso. Una seconda ipotesi racconta invece che forse Fulli cercava una relazione più stabile mentre Troisio voleva rapporti più occasionali. Al termine di una lite, dopo un rapporto sessuale, Troisio si sarebbe dunque lanciato su Fulli e lo avrebbe colpito più volte fino ad ucciderlo. Sarebbe quindi in ogni caso esclusa la premeditazione.

L’omicidio di Daniele Fulli: un fermo

daniele-fulli-tuttacronacaE’ stata fermata una persona, dalla Squadra mobile di Roma, per l’omicidio del parrucchiere omosessuale Daniele Fulli, il cui corpo era stato stato rinvenuto due giorni fa nella Capitale, sugli argini del Tevere. L’uomo, prima di essere ucciso, sarebbe stato sequestrato e avrebbe subito sevizie. Il cadavere del 28enne presentava ematomi e due fori sul collo e sull’inguine, forse provocati da un punteruolo. Su Facebook, intanto, le bacheche dei suoi amici si sono riempite di messaggi di dolore e di addio. “Ciao angelo, cerca di riposare in pace”, scrive Laura. “Ciao Daniele, riposa in pace. Ti ho voluto tanto bene e non è giusto cosa ti hanno fatto, bastardi”, è invece lo sfogo di Rasida. “Recentemente – dicono dal Gay Center, l’associazione di cui era volontario – Daniele era stato scosso dalla morte di Simone, il giovane gay che si è suicidato e a cui lui era molto legato”.

Daniele Fulli: l’arma del delitto potrebbe essere un punteruolo

daniele-fulli-tuttacronacaEra scomparso dalla Magliana, quartiere romano, lo scorso 4 gennaio il parrucchiere 28enne Daniele Fulli. Il suo corpo è stato rinvenuto nel pomeriggio di martedì, nei pressi di via Pescaglia, sul greto del fiume Tevere. Stando a quanto si apprende, le prime perizie parlerebbero di ferite compatibili con quelle inferte da un punteruolo. Ma gli inquirenti sono venuti a conoscenza di un altro particolare che riguarda la vita della vittima, che era gay: Daniele conosceva infatti Simone, giovane omosessuale che lo scorso ottobre si era tolto la vita buttandosi dell’ex pastificio della Pantanella. Sul corpo di Fulli sono stati individuati uno all’inguine e l’altro alla nuca e, sebbene nelle prime ore dopo il ritrovamento si fosse ipotizzato potessero esser stati inferti da una pistola, ora si pensa che si sia usato un punteruolo. Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il pm Maria Caterina Sgrò, che procedono per omicidio volontario, ritengono che Fulli sia stato ucciso altrove e poi abbandonato nel canneto. Soltanto successivi esami e verifiche, tuttavia renderanno il dato certo. Nel frattempo, gli investigatori della polizia, diretti da Filiberto Mastrapasqua, stanno sentendo i familiari e gli amici di Fulli. Dopo la scomparda di Fulli in Facebook era apparso un gruppo, ora chiuso, “Daniele Fulli Scomparso”, nel quale si spiegava che il parrucchiere era nato a Roma il 21 ottobre 1985. Biondo, occhi azzurri, alto 1,70 cm circa, di costituzione robusta e del peso circa 90 chili, portava un orecchino al lobo sinistro. L’ultima volta che è stato visto, si leggeva sul web, portava un pantalone nero, maglione scuro, un piumino marrone, e aveva una borsa a tracolla grigia. L’ultimo avvistamento risale a sabato 4 gennaio alle ore 22 in zona Magliana. Un’amica ha spiegato: “Forse è stato un incontro sbagliato. Daniele era un ragazzo semplice, buono”.

A Roma il 2014… è iniziato con un tuffo! Mister Ok e i pro Stamina

mister-ok-tuttacronacaPrimo gennaio e primo tuffo nel Tevere. Anche quest’anno, per il 26° anno consecutivo e contrariamente a quanto aveva annunciato l’anno scorso, Maurizio Palmulli, conosciuto nella Capitale come Mister Ok, è tornato a lanciarsi dal Ponte Cavour sfoggiando un beneaugurante costume rosso.

Assieme a Palmulli, si è lanciato in acqua un sostenitore del metodo Stamina, accompagnato da un gruppo di manifestanti.

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Mister Ok torna a tuffarsi: appuntamento il 1 gennaio!

 

mister-ok-tuttacronacaRoma e le sue tradizioni per festeggiare il nuovo anno. Tra queste, per 25 anni, l’appuntamento è stato sul Tevere, per il tuffo di Maurizio Palmulli, conosciuto da tutti come Mister Ok. Il 1 gennaio 2013, tuttavia, doveva essere l’ultimo, il 25°. Ora, però, la bella sorpresa per tutti i capitolini: ha cambiato idea e tornerà a tuffarsi nel fiume da ponte Cavour. “Mi tufferò per il 26esimo anno – annuncia all’Adnkronos Palmulli – Mi hanno chiesto di rituffarmi e so che ci saranno tanti bambini a vederlo, non ho potuto dire di no”. Pamulli, bagnino di professione, ha iniziato la tradizione nel 1988 e anche nel 2014 il primo giorno dell’anno, allo scoccare di mezzogiorno, allo sparo del cannone del Gianicolo, si lancerà da ponte Cavour. “Con il passare degli anni l’altezza diventa sempre più grande – spiega – Ma per me è sempre la stessa bellissima emozione: l’adrenalina dura per giorni e quell’entusiasmo mi ricarica”. Ma l’eccezione non è la prima. Nonostante quello del gennaio 2013 sarebbe dovuto essere il suo ultimo tuffo, il regista Paolo Sorrentino l’aveva convinto a cimentarsi nel volo d’angelo per il film “La grande bellezza”. “Visto che questo, anche grazie alla mia città, è stato un anno magnanimo nei miei confronti, ho deciso di dedicare il tuffo a tutto il popolo di Roma: è il mio modo di augurare a tutti un buon anno”, spiega Palmulli. Mister Ok rivolge anche un invito al sindaco Ignazio Marino: “Sarebbe bello se il sindaco venisse ad assistere a questa bella tradizione, che è una festa per tutti i romani”. Palmulli è erede di una lunga tradizione, inaugurata da Rick De Sonay, che nel 1946 cominciò a tuffarsi da Ponte Cavour la mattina di ogni anno nuovo, rassicurando gli spettatori con un ‘ok’ che gli è valso il soprannome. ‘Mister Ok’ quest’anno sarà affiancato da altri tre tuffatori, tra i quali Marco Fois, che lo accompagna ormai da 12 anni nelle acque del Tevere il primo giorno dell’anno.

Il maltempo crea disagi, ma l’incuria italiana fa il resto. Danneggiata l’Ara Pacis

ara-pacis-tuttacronacaIl maltempo ha creato danni e disagi nella Capitale, con allagamenti, alberi caduti, cornicioni pericolanti, persone rimaste bloccate in autovetture in panne, danni a strutture scolastiche rimaste inagibili, traffico in tilt e persino piccoli smottamenti. Ma Roma, la Città Eterna, è patria anche dell’archeologia e se il Colosseo ha resistito alla nuova aggressione del meteo, non è valso lo stesso per l’Ara Pacis. Custodita nella teca di Richard Meier, ha capitolato si è ritrovata “in un acquario”.  Le infiltrazioni sono precipitate sui rilievi scultorei del 9 a.C., allagando gli spazi interni del recinto augusteo, così come la sala che accoglie il monumento. Solo questa mattina è stato lanciato l’allarme e ora, durante un primo controllo, è emerso che le cause potrebbero essere imputate, con molta probabilità, alla scarsa manutenzione della teca. Al momento si è provveduto ad asciugar l’acqua sui pavimenti con stracci e aspiratori, mentre sul monumento sono stati attaccati teli impermeabili per far scolare l’acqua dentro secchi. Inoltre, con il braccio telescopico, sono iniziati i monitoraggi sul monumento e sulla copertura. Per quel che riguarda il vicino mausoleo di Augusto, si è trasformato in una piscina a cielo aperto. Anche altri musei hanno fatto registrare disagi, dal Napoleonico al Macro, fino al Bilotti di Villa Borghese, rimasto chiuso. E l’allerta meteo rimane alta negli uffici della Sovrintendenza capitolina.

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Pioggia incessante sulla Capitale: allagamenti e disagi

nubifragio-roma-tuttacronacaEra stato previsto, è giunto. Il maltempo ha abbattuto la sua furia anche sulla Capitale e la pioggia incessante della giornata di martedì hanno provocato notevoli disagi a Roma e zona circostanti. Se in città ci sono stati, anche nella notte, problemi alla circolazione e con l’erogazione della corrente elettrica, sul litorale il vento ha sferzato la costa e sono giunte numerose segnalazioni di allagamenti ad Ostia e sulla Cristoforo Colombo, la principale arteria che permette di raggiungere la Capitale. Forti raffiche si sono registrate anche a Sabaudia mentre a Roma Nord si sono segnalati problemi a causa di diversi alberi caduti a Casal del Marmo.

Se la Sardegna piange, il sud è in ginocchio

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Dopo la Sardegna il maltempo arriva a flagellare anche la Calabria. Ingenti danni si sono registrati sulla costa ionica ed in particolare il catanzarese, il crotonese e il vibonese. Numerosi gli allagamenti e le strade interrotte a causa del fango. In molti comuni le scuole sono rimaste chiuse. A Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia sono centinaia le richieste di soccorso giunte ai vigili del fuoco, alcune per persone rimaste bloccate in auto. A Sellia Marina, nel catanzarese, un villaggio con 150 persone è stato evacuato perché invaso dall’acqua a causa dello straripamento del fiume Uria. L’esondazione ha provocato ingenti danni sia alle abitazioni che al sistema dei trasporti. Sempre nella zona di Sellia Marina c’è preoccupazione per un ponte ferroviario che ora si sta cercando di mettere in sicurezza. Un altro ponte, già da tempo inutilizzato, è crollato.

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Anche a Roma sono stati attivati dodici presidi della Protezione civile anche se la prima ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Capitale sembrerebbe al momento meno intensa del previsto, ma resta alto l’allerta per il Tevere.

Come racconta Il Fatto Quotidiano:

Difficoltà si riscontrano anche in Campania, dove un forte vento di scirocco ha flagellato per tutta la notte l’isola di Capri (Napoli), provocando l’interruzione dei collegamenti con le corse veloci. Sono invece regolari i traghetti. Le prime avvisaglie del maltempo si erano viste ieri pomeriggio quando, con i collegamenti già a singhiozzo, le raffiche di vento e il mare che si è alzato all’improvviso, si sono verificati due episodi che hanno impegnato gli uomini della Capitaneria di porto. Che prima hanno salvato un giovane in difficoltà con la sua imbarcazione al largo di Punta Campanella. Poi sono intervenuti per un incidente avvenuto nel porto di Capri con lo Snav Orion che ha urtato una bitta della banchina del molo ed è stato costretto a interrompere le partenze: l’unità veloce è stata fatta ripartire per Napoli senza passeggeri a bordo per le verifiche dei danni. Sospese le corse di aliscafi e catamarani, tra Capri, Sorrento e Napoli. La ripresa delle corse veloci non è prevista neppure per le prossime ore, visto che le condizioni meteo-marine dovrebbero peggiorare.

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In Puglia il violento temporale che si sta abbattendo sulla città di Taranto e nei comuni della provincia sta provocando danni ed enormi disagi alla circolazione stradale. Nel capoluogo diverse auto sono rimaste in panne nei sottovia. Decine le richieste di soccorso pervenute ai vigili del fuoco, che stanno lavorando per liberare negozi e scantinati dall’acqua e verificare l’agibilità di numerosi edifici. In alcune strade si sono create voragini per il cedimento dell’asfalto. Il nubifragio non sta risparmiando i comuni di entrambi i versanti, orientale e occidentale. A Castellaneta la strada provinciale 15 (tra Masseria Gaudella e Laterza) è franata in più punti. Il Comune ha diramato un avviso sottolineando che “è estremamente pericoloso percorrerla”. La situazione è difficile anche a Ginosa e Marina di Ginosa, dove il 7 ottobre scorso sono morte quattro persone a causa di un’alluvione; alcune zone risultano isolate. Il forte vento sta complicando le operazioni di soccorso da parte dei vigili del fuoco.

Il maltempo si abbatterà sulla Capitale previste 24/36 ore di pioggia!

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Da stanotte e per 24/36 ore il maltempo colpirà Roma ed il Lazio, per questa ragione la Protezione Civile di Roma Capitale ha attivato 12 presidi operativi in città. Il Tevere continua ad essere sotto osservazione visto il livello di attenzione registrato e rimangono chiusi gli accessi alle banchine. «Dalla notte di oggi (18 novembre 2013) e per le successive 24/36 ore – scrive in una nota la Protezione Civile -, si prevedono sul Lazio: precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni potranno dar luogo a rovesci di forte intensità, accompagnati da forti raffiche di vento e frequente attività elettrica. In conseguenza dell’avviso di condizioni meteorologiche avverse, la Protezione Civile di Roma Capitale ha attivato dodici presidi operativi in diverse zone della città. In campo, a supporto delle squadre composte da operatori, volontari e dagli addetti del Servizio Giardini di Roma Capitale, diversi mezzi quali idrovore e ponti sviluppabili. Continua intanto il monitoraggio e del ‘livello di attenzione (SA1)’ del fiume Tevere e dei suoi affluenti e la chiusura degli accessi alle banchine.

Il sorvegliato speciale a Roma è il Tevere!

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Incessante cade la pioggia su Roma e il Tevere diventa anche quest’anno il sorvegliato speciale.  La Protezione Civile di Roma Capitale ha chiesto al Comando del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale di provvedere alla verifica di eventuali presenze di persone senza fissa dimora sulle banchine e alla conseguente chiusura degli accessi, al fine di garantire la pubblica incolumità. «A seguito dell’innalzamento dei livelli idrometrici del fiume Tevere e dei suoi affluenti – spiega la Protezione civile in una nota – si è verificato il superamento delle banchine di magra nella stazione Ripetta che alle ore 22 misurava metri 7.18, con tendenza all’aumento, così come comunicato dal Centro Funzionale Regionale». Anche nelle prossime ore continuerà a piovere nella Capitale.

Panico e caos a Castel Sant’Angelo e l’abusivo si butta nel Tevere

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Attimi concitati questa mattina a Castal Sant’Angelo, dove oggi la polizia ha fatto un blitz per arrestare i venditori abusivi che ogni mercoledì affollano i dintorni di Piazza San Pietro e in particolare il ponte che conduce a Sant’Angelo. Gli extracomunitari, molti di loro senza permesso di soggiorno, hanno travolto turisti e passanti per sfuggire alla polizia e nella confusione generale uno di loro si è lanciato nel Tevere. Immediati i soccorsi della polizia fluviale che lo hanno recuperato dalle acque. Un attacco che ha dato i suoi frutti: numerosi i fermati, una cinquantina circa. Sembravano invasati tutti gli abusivi che cercavano di sfuggire alle grinfie degli agenti: spintoni, merce buttata ovunque. Chi tentava di gettarsi nel fiume e veniva fermato. Chi, per non essere preso con le mani nel sacco, lanciava la sua “roba” nel Tevere.

Ritrovato il corpo del pensionato, ripescato nel Tevere nei pressi di Deruta

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Lo hanno ritrovato nelle acque del Tevere a poca distanza da Deruta, l’anziano di 78 anni di Ponte San Giovanni di cui non si avevano più notizie da domenica sera. I familiari avevano allertato i carabinieri quando si erano resi conto che l’uomo si era allontanato con la sua auto. Non era solito prendere la sua Peugeot 107 blu ormai da tempo. Dopo molte ricerche coadiuvate anche da un elicottero il corpo è stato individuato e ripescato dai sommozzatori. Si tratterebbe probabilmente di suicidio.

Cadavere sulla banchina del Tevere, giallo a Roma

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Sarebbe stato identificato il corpo ritrovato sulla banchina del Tevere all’altezza di via di Sant’Eligio, in lungotevere dei Tebaldi. Si tratterebbe di un cittadino bulgaro di 31 anni, B.S.R, incensurato,  che potrebbe essere precipitato dal muretto.

 

Cadavere di un 55enne recuperato nel Tevere

cadavere-tevere-tuttacronacaIntorno alle 8 di ieri mattina, all’altezza di Ponte Sant’Angelo, è affiorato nel Tevere il corpo di un uomo che è stato poi identificato come quello di un paziente 55enne che si era allontanato dalla clinica di Tor Cervara. Sono stati i sommozzatori dei Vigili del fuoco a recuperare il cadavere che, stando a quanto si è appreso, è stato riconosciuto dal personale amministrativo della struttura che ne aveva denunciato la scomparsa. Gli investigatori della Polizia di Stato del Commissariato Borgo ipotizzano un possibile suicidio. Sul corpo non sono stati riscontrari evidenti segni di violenza esterna e potrebbe essere morto all’alba, due ore prima del suo ritrovamento. La Polizia si è mossa su una segnalazione giunta nelle prime ore del mattino. Per i dettagli rilevati, un orologio al polso, gli occhiali e una chiave in tasca, è stato escluso da subito che si trattasse di un senza fissa dimora. Nell’attesa dell’arrivo del magistrato, però, il cadavere è rimasto, coperto da un lenzuolo, riverso per ore sulla banchina.

L’edicola di Fiore attende il nuovo sindaco

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Chiunque sarà Fiorello invita il primo cittadino di Roma alla sua Edicola. Una mossa sicuramente pubblicitaria, usando l’ironia che lo showman ha sempre dimostrato di avere e che ancora una volta lo caratterizza:  «Invito il nuovo sindaco di Roma, chiunque sia, a venire mercoledì a salutare i romani, in chiusura di Edicola Fiore Live, in programma dalle 11 alle 12 – dice Fiorello -. Se non lo farà, si prepari ad un quinquennio terribile di Teveri che esondano, fogne che si otturano e sampietrini che saltano».

L’annuncio-appello arriva a urne aperte e annuncia anche i prossimi ospiti:  Max Pezzali, Claudio Cecchetto, Negramaro, Luca Barbarossa, Biagio Antonacci e Gianluca Guidi. Atteso anche Jovanotti ma solo in video. Intanto sui social network va avanti il tam tam e la location non è più un segreto per nessuno per questo Fiorello e la produzione sono preoccupati e sottolineano: «tutto avverrà in pochi metri quadri e non ci sarà spazio per poter assistere all’evento».

Verdone disilluso? Roma “zozza e derubata”

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Verdone l’aveva raccontato in “Gallo Cedrone”. Aveva raccontato quella “sciatteria politica” capace di entusiasmare le folle, l’aveva raccontato con quell’iperbole entrata nella storia della commedia italiana di ricoprire il Tevere e fare un’autostrada a tre corsie come a Los Angeles! La frase shock, quella frase a effetto che diventa lo slogan della campagna elettorale. Una propaganda spesso vuota e sterile, fatta di non sense e di imprecisioni, di dati buttati in pasto a un popolo che non ha mai tempo di documentarsi, incapace di farsi un’idea politica e spesso talmente assorbito dal degrado e dalla sfiducia nella politica di votare per abitudine. Di votare in base al sensazionalismo che diventa il faro guida nelle mille frasi incomprensibili gettate da improvvisati politici. Così l’attore e regista si racconta al Fatto Quotidiano:

Chi è Feroci, il protagonista de “Il Gallo Cedrone” che si candida a sindaco della Capitale?

Verdone risponde così: “Un mezzo bullo, sicuramente mitomane e una netta inclinazione all’esibizionismo. I politici, mi sono accorto poi col tempo, hanno un piacere assoluto nella mitomania, che è una pura devianza dell’intelligenza, una cosa da psicanalisi, una questione evidente di regressione fantastica, estrema necessità di stupire ed esibirsi”. 

E chi sono gli italiani?

L’attore non ha dubbi: È un Paese così disunito, strano, distinto. A una parte di italiani il mitomane affascina, l’eccentrico fa proseliti, il miliardario conquista simpatie chiama all’emulazione, produce milizie che ingaggiano una lotta col destino per divenire ridens e pieni di banconote. Hanno un bisogno patologico di una suggestione forte, eccessiva.

Ma gli italiani che votano Berlusconi?

Verdone non ha dubbi: I politici dovrebbero sottoporsi a visita medica, ma anche gli italiani andrebbero indagati bene. Serve indagine sanitaria approfondita e collettiva. Lui è strano, bizzarro, esibizionista (‘sta storia di Ruby, delle escort porta solo là). Ma anche noi non scherziamo.

Come è Roma vista oggi con gli occhi di Carlo Verdone?

Zozza, trascurata, insicura. Le mura sbrecciate e imbrattate, le strade polverose e piene di voragini… Io ci sono finito dentro con tutta la moto. Un tizio, per passare con la sua Mercedes, aveva allegramente tolto le fiaccole che segnalavano il pericolo. Io sapevo dei lavori in corso, avevo visto al mattino gli operai scavare. A notte fonda rientro e non c’è più segnalato nulla. Anvedi che bravi, mi dico, hanno già finito il lavoro. Mi ritrovo dentro il fosso, con la moto su di me e la colonna vertebrale fratturata. L’episodio è sintomatico del puro anarchismo in cui viviamo.

L’Estate Romana: dal Tevere alla procura

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Quella bella estate romana… che finisce sotto la lente della Procura. La denuncia parte dal consigliere uscente del I Municipio  Nathalie Naim che aveva accusato la subconcessione delle banchine tiberine a prezzi d’oro… ora arriva la conferma dei tre fascicoli che sono stati aperti contro le società che gestivano gli eventi romani. Sono le associazioni “Gli amici di Trastevere”, la “XIII Società cooperativa sociale” e la ditta “Alessandro Buzzi” nel mirino dei pm Francesco Dall’Olio, Santina Lionetti e Simona Marrazza che dovranno verificare se sono state rispettate tutte le modalità di concessione. Quello che sicuramente desta qualche perplessità sono i prezzi di assegnazione bassi e la successiva decisione degli organizzatori di subappaltare la concessione ad altri imprenditori. Ed è stato proprio questo il terreno di scontro su cui insiste il consigliere Naim:  “I concessionari in questione non possono subaffittare i loro spazi. Le banchine tra l’altro, pagate a prezzi da elemosina, sono state date in subconcessione a decine e decine di altre società o associazioni a prezzi esorbitanti, con guadagni considerevoli”. E poi continua: “Finalmente la magistratura si è attivata – prosegue Naim – ma lo hanno fatto anche alcuni imprenditori che ho denunciato e che hanno deciso di querelarmi. Le mie segnalazioni si basano sulle carte acquisite che attestano le subconcessioni in questione, su quanto comunicatomi dalla polizia giudiziaria che ha svolto le indagini e su quanto accertato nei sopralluoghi con testimoni”.

Eppure il verbale  del tavolo tecnico della Regione Lazio del 24 aprile 2012 era stato chiaro. Aveva delineato dettagliatamente in materia di autorizzazioni, permessi e nulla osta che sarebbero dovuti essere “inderogabilmente accordati dai competenti organi preposti – si legge – unicamente in capo al titolare della concessione rilasciata dalla Regione Lazio, configurandosi altrimenti la subconcessione o la sublocazione a terzi o il subentro non autorizzato nella titolarità della concessione assentita, con il consequenziale immediato avvio del procedimento di decadenza”.

E questa estate che succederà?

Le concessioni sembra che non siano state revocate e le stesse manifestazioni sulle banchine del Tevere sono state nuovamente autorizzate. La decisone è stata presa al tavolo congiunto Mibac-Comune.

Si spera almeno che però non venga più superato il limite acustico che spesso a disturbato l’ospedale che sorge a pochi metri dalla kermesse. I rilevamenti fonetici operati dalla stessa consigliera hanno registrato lungo tutto il fiume valori che oscillavano tra i 70 e i 90 decibel, violando sistematicamente il tetto massimo previsto di 55. Valori confermati anche dall’Arpa Lazio per l’estate 2011: un documento attestava che molti locali erano senza il nulla osta per l’impatto acustico.

Perde il lavoro e si getta nel Tevere!

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Una storia dall’amaro in bocca ma che almeno ha un lieto fine. Un italiano di 53 anni che aveva da poco perso il lavoro ha tentato il suicidio gettandosi nel Tevere a Roma  L’uomo aveva scelto ponte Sublicio ed è stato recuperato dalla polizia fluviale e dai vigili del fuoco all’altezza di Porta Portese. Ora è stato ricoverato in ospedale anche se le sue condizioni non sono gravi.

 

Bimba rom cade nel Tevere… è grave!

BabyWater

È caduta nel Tevere mentre giocava sulle sponde dove al sua famiglia ha una baracca di fortuna. Una bimba rom di 14 mesi è ricoverata in condizioni gravissime al San Camillo. La disgrazia giovedì sera sotto ponte Testaccio. La piccola ha subito un arresto cardiaco ed è ora monitorata dai medici della terapia intensiva. A soccorrere la piccola il padre, romeno, come la madre. I due non si erano accorti che la bimba si era spinta fin sulle rive del fiume.

Tevere sorvegliato speciale: tre barconi alla deriva, domani picco di 13 metri

“Panta rei” il blog di Maurizio Debanne… per una visione del Tevere

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