I sindacati in piazza: manifestazione a Montecitorio per i lavoratori

palazzo-chigi-tuttacronacaSono scesi ancora in piazza i sindacati, che halle 9.30 hanno iniziato una manifestazione in piazza Montecitorio, a favore del futuro del lavoro. Quello che chiedono, con il presidio davanti a Palazzo Chigi al quale partecipano anche i segretari generali di Cgil Cisl e Uil Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, sono meno tasse per lavoratori dipendenti e pensionati attraverso un aumento delle detrazioni e una definizione di una norma che destini automaticamente le risorse provenienti dall’ evasione fiscale, dalla spending review e dalle rendite finanziarie. Per quel che riguarda la difesa del lavoro, inoltre, i sindacati chiedono la riapertura della contrattazione nei settori pubblici, il finanziamento della Cig e dei contratti di solidarietà e la rivalutazione delle pensioni. Infine, per il futuro del lavoro, ci si aspetta nuove politiche industriali, attuazione degli investimenti e politiche sociali.

Quell’ingiustizia sociale: poker telematico, fattura 50 mld e paga 0,46% di tasse

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Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha messo in risalto una “ingiustizia sociale”. Il problema sollevato da Bonanni è semplice: come mai il poker telematico che fattura 50 miliardi di euro paga solo lo 0,46% di tasse?  Come è possibile che un Governo “al servizio dei cittadini” possa tollerare di alzare le tasse a imprese, industrie, attività agricole senza toccare il gioco d’azzardo? Come si può alzare l’Iva al 22% ma non toccare quella del poker online? Bonanni quindi spiega che “alzando questa tassazione al 22% si potrebbero avere a disposizione più di dieci miliardi di euro in grado, quindi, di risolvere anche il problema dell’Imu. Mi devono spiegare perché queste lobbies fanno quello che vogliono. Serve un dibattito pubblico su queste cose”.

British Airways accende il riflettore su Alitalia: Ue intervenga su aiuti di Stato

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L’Alitalia Day è arrivato! Oggi consiglio di amministrazione e l’assemblea della linea aerea sono chiamati ad approvare l’operazione di salvataggio da 500 milioni di cui 300 milioni di aumento di capitale. Un’operazione che come noto prevede l’intervento delle Poste Italiane, controllate dal ministero dell’Economia. Oltre alle polemiche che ha suscitato questa scelta sulla sua opportunità in termini di politica economica, ora si levano anche serie proteste internazionali che ragionano in termini di diritto e concorrenza. “Ci aspettiamo che la Commissione europea intervenga per sospendere questo aiuto manifestamente illegale”, commenta la Iag, holding che controlla British Airways, Iberia e Vueling, commenta con l’Ansa gli ultimi sviluppi su Alitalia, sottolineando di essere “stati sempre contrari agli aiuti di Stato”.

Tornando all’operazione comunque in via di approvazione, il dubbio resta intorno alle intenzioni di Air France-Klm, che pure venerdì scorso ha approvato l’impianto dell’operazione. Il socio industriale di maggioranza tra i privati (25%) dovrebbe sborsare intorno a 75 milioni: non sta attraversando un periodo di salute ottimale e già a febbraio ne ha messi quasi 40 per il prestito ponte arrivato dai soci e ben presto rivelatosi insufficiente. Una fonte vicina alla compagnia ha dichiarato al quotidiano economico francese Les Echos: “Non è un piano definitivo bisogna ancora trovare un’intesa su una  ristrutturazione del debito e una revisione del piano industriale”. Malgrado le pressioni del ministro dei trasporti italiano, Maurizio Lupi, che ha invitato Air France-Klm a sottoscrivere la sua quota, Les Echos sottolinea che il gruppo franco-olandese ha intenzione di utilizzare il termine di un mese previsto dagli accordi per aderire al piano o diluire la propria quota all’11%.

“Abbiamo approvato il piano, che va nella giusta direzione, ma rimane insufficiente”, hanno fatto sapere, ricordando che una ristrutturazione del debito (di oltre un miliardo di euro) rimane un requisito indispensabile per qualsiasi impegno definitivo. Lupi aveva già risposto alle reticenze francesi senza mezzi termini: “Alitalia non sarà la Cenerentola di Air France”, ha detto ricordando che in caso di mancata sottoscrizione dell’aumento “verrà meno ogni vincolo per la ricerca di nuovi partner”. Proprio sui partner si è espresso il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, stamane a Radio1Rai: “Ci vuole un alleato, ma non credo che i francesi facciano al caso nostro”, ha sentenziato. Secondo Bonanni “loro vogliono solo il loro hub, tant’è che hanno detto che loro aderirebbero” all’aumento di capitale “alla sola condizione che Alitalia non apra nuove tratte internazionali e non acquisti nuovi veicoli. Anzi: hanno fatto di tutto perchè noi fossimo bloccati nell’acquisizione di nuove tratte che rappresentano le occasioni più remunerative per un’azienda Con loro noi andremmo in ulteriore default; meglio allearsi con i tedeschi oppure con altre compagnie di altre realtà regionali”. Tra i possibili partner, Lufthansa ha messo in chiaro di non essere interessata.

Fiat investe 1 mld, ma proroga di Cig: gli italiani pagano un suv di lusso?

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La Fiat ha garantito gli investimenti necessari per il rilancio di Mirafiori, un miliardo che dovrebbe servire per la ripresa e la produzione di un nuovo modello di lusso: un suv targato da Maserati.   L’annuncio è arrivato nel corso dell’incontro tra l’azienda e i sindacati firmatari dell’accordo sullo stabilimento. Un mossa che serve prima di tutto a giustificare la richiesta di rinnovo della cassa integrazione straordinaria, in scadenza a fine mese per gli oltre 5000 dipendenti dello stabilimento torinese.

Con una nota il Lingotto ha ribadito l’impegno per il rilancio dello stabilimento spiegando che «l’azienda darà il via immediatamente al piano di investimenti necessario ad assicurare il futuro produttivo e occupazionale». Per farlo, e quindi riorganizzare le linee, sarà «richiesta la proroga dell’attuale cassa integrazione». La Fiat in cambio chiede e ottiene dai sindacati di difendere gli accordi firmati, quelli che l’hanno spinta a uscire da Confindustria, «strumenti determinanti per il rilancio qualitativo e produttivo degli stabilimenti» e «condizione imprescindibile per l’impegno industriale della Fiat in Italia». Alla Fiom, i cui delegati saranno riammessi in fabbrica dopo la sentenza della Consulta, lancia un appello ad «accettare le regole basilari della democrazia industriale, aderendo a un contratto firmato dalle organizzazioni sindacali largamente maggioritarie».

«Abbiamo fatto un accordo che ribadisce che il contratto firmato con la Fiat garantisce gli investimenti. Investimenti sono stati sbloccati e cominceranno a Mirafiori già nelle prossime settimane. È un ottimo risultato». Queste le parole di Luigi Angeletti, segretario della Uil. Soddisfatto Raffaele Bonanni, leader della Cisl: « Oggi è una giornata importante per i lavoratori di Mirafiori e di tutta la Fiat, frutto degli accordi e di positive relazioni sindacali». Sul piatto l’azienda avrebbe messo poco meno di un miliardo per produrre il futuro Suv della Maserati «entro il 2014» e -un altro modello di fascia alta.

Un grande risultato in tempi di crisi continuare a pagare la Cig? Un gran giorno quello in cui viene ribadita l’uscita da Confindustria? Il lavoro a quale prezzo? La sicurezza? i contributi degli italiani in una fabbriaca che ormai ha spostato il baricentro in altri continenti?

Sul web ecco le reazioni:

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Sindacati e Confindustria hanno siglato l’accordo sulla rappresentanza

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Dopo quattro ore di confronto, i leader dei sindacati, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti ed il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi, hanno siglato l’intesa: Cgil, Cisl e Uil e Confindustria sono quindi riusciti a raggiungere l’accordo sulla rappresentanza e la democrazia sindacale. La leader della Cigl, Susanna Camusso, ha dichiarato: “E’ un accordo storico che mette fine a una lunga stagione di divisioni e definisce le regole”. Anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha sottolineato il fatto che si tratti di un accordo storico prima di sottolineare: “Dopo 60 anni raggiungiamo le regole per la rappresentanza, che ci permette di avere contratti nazionali pienamente esigibili”. Il leader della Uil, Luigi Angeletti ha notato che “E’ un accordo importante che regolerà i rapporti, le relazioni industriali in modo più chiaro e trasparente. La dimostrazione che le parti sociali sono capaci di autoregolarsi”. Reazione positiva anche da parte del premier Letta: “Una bella notizia l’accordo appena firmato Confindustria-sindacati: e’ il momento di unire, non di dividere per combattere la disoccupazione”.

Cisl dal Vaticano al Lussemburgo. Capitolo 2: Ci si difende come si può.

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Lo staff di Raffaele Bonanni si difende come può e dichiara che lo scandalo emerso tra società lussemburghesi, fiduciarie e partner messicani non rappresentano “questioni strettamente di attualità sindacale, economica e politica”. In una Italia in cui la disoccupazione ha raggiunto i record massimi dal dopoguerra, con oltre 3 milioni dichiarati di disoccupati ( ma chissà quanti ce ne sono non ancora emersi), in un’ Italia travolta dalla crisi economica, dove le previsioni non sono rosee e dove la politica è inabissata in protagonismi e crisi di identità, si preferisce il silenzio alle dichiarazioni. E allora lo staff di Bonanni che fa? Si appella al “nuovo emendamento italiano ” è successo tutto a nostra insaputa e appartiene a precedenti amministrazioni e quindi dichiara di essersi trovato di fronte  “ad assetti societari a dir poco confusi, e che risalgono tra l’altro anche a epoche precedenti” e poi ogni domanda va rivolta ai “responsabili legali delle società, totalmente autonome sul piano della gestione”.

ECCO LE AFFERMAZIONI DI UN SINDACATO CHE DOVREBBE TUTELARE I LAVORATORI ED E’ DIVENTATO UNA HOLDING INTERNAZIONALE! QUOTIAMO LA CISL IN BORSA?

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Scandalo Cisl! Impero finanziario o sindacato? Dal Vaticano al Lussemburgo

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Dopo gli scandali dell’Ama nel Lazio e i 200mila finti iscritti, si apre un nuovo scandalo per la Cisl e il suo segretario Raffaele Bonanni. Da quanto si apprende sembrerebbe che il sindacato sia coinvolto in operazioni finanziarie che coinvolgono il settore informatico, assicurativo, turistico e pubblicitario. Tra i soci ci sarebbero anche finanziatori lussemburghesi, fiduciarie, grandi banche estere e una società messicana. Un sindacato trasformato in società finanziaria e in business privato.

Che cosa è l’Eustema? Una società che in tempo di crisi si arricchisce grazie alla pubblica amministrazione! Sono consulenti tecnologici e produttori di software che nel 2011 aveva fatturato 40,3 milioni di euro. Nel 2012 la società si aggiudica ben 2 maxi appalti per servizi da fornire all’Inail.

Chi possiede Eustema? Naturalmente la Cisl, avendo il controllo della società attraverso le quote di Finlavoro e Innovazione Lavoro che detengono il 35,5% e il 33,6%  della società. Attraverso un sistema di scatole cinesi e di partecipazioni e partecipate si arriva facilmente a scoprire che dietro molte società ci sono banche del calibro di Banca popolare dell’Emilia Romagna, Banca popolare di Sondrio, Banco Popolare, Banca popolare di Milano e Ubi Banca. All’interno di questa ramificazione si trova anche Servizio Italia una società detenuta al 100% da Bnp Paribas francese. Ma come se questo non bastasse qualche mese fa è stato siglato un accordo con una società messicana: la Noris. Siamo di fronte quindi a un sindacato trasformato in una vera e propria Spa a livello internazionale e al cui interno ci sono gruppi bancari e società che mirano ad aggiudicarsi appalti attraverso una forza creditizia e finanziaria che non ha rivali. Insomma attraverso Eustema, la Cisl ha trovato il modo di aggirare le regole burocratiche e di arrivare al “core” dell’albero della cuccagna.

Ma non finisce qui, perchè poi la Cisl può contare anche su Finlavoro, la finanziaria del sindacato. E qui si apre per la Cisl il mondo dell’editoria perchè Finlavoro ha partecipazioni pari al 40% di Edizioni Lavoro. La casa editrice non stampa solo saggi o manuali, ma anche romanzi. Inoltre Edizioni Lavoro ha il 60% di Avagliano Editore che è controllata dalla Repas lunch coupon, ossia una delle società leader nel settore dei buoni pasto in diverse regioni italiane. E ora siamo arrivati alla bella sorpresa… perchè Repas ha come azionista di maggioranza la Dynasty Investments, una società con sede a Lussemburgo che si occupa di investimento e di alta finanza. Ma oltre alla Dynasty abbiamo anche la Fedra, una fiduciaria vicina al Vaticano. Nella scatola cinese poi ci sono anche società che si occupano di turismo e viaggi come la Poker Travel e società invece che si occupano di pubblicità televisiva come Labor Tv.

MA LA CISL E’ UN IMPERO FINANZIARIO O UN SINDACATO?

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