“C’è una marea nelle cose degli uomini che, colta al flusso, …

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… mena alla fortuna; negletta, tutto il viaggio della vita s’incaglia su fondali di miserie.”
– W. ‪Shakespeare‬- (Giulio Cesare) (Bruto: atto IV, scena III)

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Uno sguardo a… Tonno all’uva

La ricetta la trovi QUI

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Julius Caesar by BBC Shakespeare Collection 1979

Caius Julius Caesar del 1914

Cesare e la battaglia di Alesia

Gente di Alise-Sainte-Reine… Gaio Giulio Cesare

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Uno sguardo ad Alise-Sainte-Reine… il Museo.

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Uno sguardo ad Alise-Sainte-Reine… la battaglia.

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Uno sguardo ad… ALISE-SAINTE-REINE, Borgogna

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Alessandra Iacullo è stata uccisa da una donna?

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Alessandra Iacullo è stata uccisa a qualche chilometro da casa sua, a Dragona. Soccorsa da un passante, la ragazza è stata trasportata in ospedale, ma non ce l’ha fatta: le coltellate che le erano state inferte le hanno strappato la vita. Alessandra era una ragazza solare, come raccontano familiari, amici e semplici conoscenti, che portava in sé un grande dolore per la recente morte del padre. Dopo la perdita del genitore, chiuso il suo negozio di alimenti per animali, sua grande passione, si era data a lavoretti part-time, continuando a vivere con la madre e la sorella nel quartiere di sempre nella periferia romana. In queste ore gli inquirenti hanno scoperto che la 30enne, fino a qualche tempo fa, si frequentava con un uomo molto più grande di lei mentre ultimamente aveva stretto un rapporto, di cui non si conosce la natura, con una donna. Mentre le indagini proseguono, lo studio delle ferite mostra che i colpi potrebbero essere stati inferti da una mano femminile. Tutte le piste restano comunque aperte.

Ilaria Leone: questa sera, la veglia per lei a Castagneto Carducci

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Questa sera, a Castagneto Carducci, si è tenuta una veglia per Ilaria Leone, uccisa ieri forse dopo un tentativo di stupro. Il senegalese accusato del delitto ha ricevuto una telefonata da Ilaria poco prima che la ragazza fosse strangolata. La giovane, se di solito si faceva dare un passaggio per rientrare a casa da lavoro, la sera del primo maggio ha rifiutato tutti gli inviti, pur dovendo percorrere circa 6 km. Non erano ancora le 22.30 quando ha chiesto, per strada, ad un amico incontrato per caso, di accendere una sigaretta, ed è stata l’ultima volta che qualcuno l’ha vista. La mattina dopo è stato un operaio dell’uliveto a trovare il suo corpo parzialmente coperto da alcuni rami. Sembra certo però che non sia stata uccisa nel luogo del ritrovamento, come testimoniano anche tracce di sangue che conducono al luogo. Gli inquirenti indagano sul senegalese che aveva già ricevuto un avviso di espulsione e che sembra abbia fatto tutto da solo. Sul corpo della ragazza sono state trovate sia tracce biologiche, che verranno confrontate con il dna del sospettato, che di sangue. Se inizialmente si era parlato di un delitto passionale, ora però si profila anche la pista della droga, visto che Ilaria faceva uso di sostanze stupefacenti ed il senegalese è uno spacciatore.

L’amore per Maria Rosaria fermerà Cavani al Napoli?

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Era richiesto al city per la Premier League da Roberto Mancini ma sembra che Cavani, l’uomo di punta del Napoli sia destinato a restare nella città partenopea e a giocare ancora con la squadra del presidente  Aurelio De Laurentiis. A volerlo sembra che sia proprio Maria Rosaria, la 22enne di San Marco Evangelista.

 Tra una indiscrezione e l’altra si apprende anche che la moglie, Maria Soledad, a Napoli ci sia tornata solo con due amici per raccogliere i suoi effetti personali e spedirli in Uruguay. Lunedì partirà definitivamente per il Sud America. Cavani per non avere contatti con la ex moglie si è trasferito in questi giorni in hotel dove è stato visto anche in compagnia del figlio più grande (l’altro era rimasto a Salto con i nonni materni). Cavani quindi sembra aver troncato definitivamente con il passato e nel suo futuro c’è solo la figlia del finanziere. I tifosi ora sperano che l’amore per Maria Rosaria lo faccia rinunciare ad altre offerte all’estero e che il fantasista resti al Napoli almeno per un altro anno.

La strana banconota da 30 euro…

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Mai vista una banconota da 30 euro? Allora non siete stati fortunati come l’uomo che ha provato a spenderla in un supermercato tedesco in Westfalia. La banconota è in tutto e per tutto simile a quella da 20 euro, ma riporta il valore nominale di 30 euro. L’uomo ha spiegato di aver trovato alcuni biglietti da 30 euro in strada e di aver subito capito che erano falsi, tuttavia voleva mostrarne uno alla moglie così lo ha raccolto. Poi è entrato nel supermercato e inavvertitamente ha pagato con quel biglietto. Anche il cassiere in un primo momento ha ritenuto che si trattasse di una banconota da 30 euro e solo quando l’uomo si stava per allontanare con la bicicletta. L’uomo rintracciato dalla polizia è risultato estraneo a qualsiasi traffico. Secondo la polizia locale il biglietto è opera di un falsario che ha voluto fare uno scherzo, esclusa invece la pista pubblicitaria anche perché sul biglietto non ci sono scritte o loghi che possano ricondurre a qualche campagna commerciale.

Tra grandine e trombe d’aria: danni in Emilia Romagna

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Se in Twitter v’imbattete nell’hashtag #grandine, potete osservare le numerose testimonianze della grandinata che ha colpito oggi, verso le 16:00, Modena e provincia. I testimoni parlano di chicchi grandi come palle da tennis o poco meno. Ma la grandinata rientra in un quadro più ampio: sempre nel pomeriggio, tra Modena e Bologna, un violento tornado si è abbattuto colpendo principalmente le zone tra  Castelfranco Emilia e Sant’Agata Bolognese. Vari sono stati i danni: alcuni tetti di capannoni ed edifici agricoli sono stati divelti e alcune coltivazioni danneggiate. Anche le auto hanno riportato conseguenze e sono caduti numerosi rami d’albero. Se il mulinello accompagnato dal temporale ha causato ritardi nella circolazione, oltre ad infrngere i vetri, anche i passeggeri ferroviari hanno subito dei disagi. La circolazione è rimasta interrotta dalle 17.30 alle 18.40 sulla linea Bologna-Padova, fra le stazioni di Castelmaggiore e San Giorgio di Piano, a causa della caduta di un albero sui binari ed i vigili del fuoco sono attualmente al lavoro per rispondere alle numerose chiamate.
Ci sarebbe stato almeno un ferito nel bolognese in modo, dalle prime informazioni, non grave.

Il parroco che insulta la Kyenge… e questa è la Chiesa di Francesco?

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“C’era proprio bisogno di un ministro di colore? Con tutto il rispetto per la signora”, ha scritto don Alessandro Loi, 65 anni, che poi precisa: ‘Non sono razzista, ma mischiare le razze e’ pericoloso’.

Prima di tutto non è una signora, è un ministro della Repubblica italiana. In secondo luogo dichiararsi “non razzisti”, ma non accettare l’integrazione suona come dire che la Chiesa non è poi così universale. A sentire la parola di Cristo quindi possiamo ammettere solo i bianchi in Italia oppure dobbiamo dividere i banchi, le ore delle Messe o i confessionali?

Oggi sulla vicenda è intervenuto il parlamentare sardo di Sel, Michele Piras, che nel condannare le frasi del sacerdote, ha commentato: ‘Differentemente dalle dichiarazioni di don Loi noi, che pure non abbiamo votato la fiducia al Governo Letta, siamo felici della nomina di Cecile Kyenge a Ministro per l’integrazione, perchè finalmente anche il nostro Paese compie un passo verso la multiculturalità e il riconoscimento dei diritti dei migranti. Dispiace davvero leggere tanto odio nelle parole di un uomo di Chiesa e ci chiediamo cosa ne pensi il Vescovo e Papa Francesco di una tale stridente contraddizione con il messaggio evangelico’.

Intanto il parroco di Lotzorai, paesino di duemila anime sulla costa ogliastrina, intervistato dall’emittente sarda Videolina oggi ha precisato di ‘aver detto cio’ che molti pensano’. E’ questa la grande rivoluzione di una Chiesa francescana e rivolta all’umiltà e all’accoglienza di tutti?

E ci fermiamo qui… ma riflettiamo se anche questo è un sacerdote.

Berlusconi a capo della Costituente? Bocciato da Renzi e Fassina

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Continuano le polemiche su Berlusconi come capo della Costituente e a parlare è Renzi: «Immaginare di fare Berlusconi capo della Costituente, come pensa qualcuno, mi sembra inaudito». Così Matteo Renzi, a Dogliani, al Festival della tv e dei nuovi media, intervistato da Giovanni Minoli. «Il centrosinistra deve togliersi l’ossessione di Berlusconi e del berlusconismo ma deve batterlo alle elezioni».

Renzi si è soffermato anche a parlare del suo futuro e di quello del Pd chiarendo che:  “Non voglio fare il segretario del partito. A questo giro non mi candido alla segreteria del Pd. Non ho un mio candidato. Per la scelta del segretario, mi sta bene, se il Pd sceglie di non far eleggere il segretario con le primarie”. Anche perché oggi il Pd non corrisponde all’idea di partito che ha in mente: “Le idee in politica valgono più delle persone. In questi ultimi mesi mi sono candidato a tutto, compreso a far il presidente del Consiglio con il partito contro. Ma non mi candido a riformare il Pd, non sono la persona giusta, vorrei un Pd più liquido”.

Inoltre il sindaco di Firenzi ha spazzato via le ipotesi che lo vedono come prossimo presidente dei comuni italiani. “Non sono tanto convinto che farò il presidente dell’Anci”.

Su Berlusconi a capo della Convenzione è intervenuto anche Fassina, intervistato al Tg3: “Dobbiamo trovare una figura in grado di dare garanzie a tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento e temo che il senatore Berlusconi non sia fra questi”.

Le scimmie delle nevi… i nostri antenati con cui fare il bagno!

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Si chiamano comunemente scimmie della neve o  “snow monkeys” e sono circa 160 esemplari che si trovano elle sorgenti di acqua calda del Jigokudani Monkey Park.

Il gruppo di macachi giapponesi vive stanziale nella città di Yamanouchi, nella prefettura di Nagano, nel freddo e montagnoso versante occidentale dell’isola di Honshu, la più grande dell’arcipelago nipponico.

Ogni anno anno sono numerosi i turisti che intraprendono il viaggio per poi concedersi un bagno insieme ai nostri antenati.

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Chi è il senegalese accusato dell’omicidio di Ilaria?

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Ablaye Ndoye, il senegalese di 34 anni, fermato con l’accusa di aver ucciso Ilaria Leoni era noto per essere uno spacciatore e la ragazza faceva uso di sostanze stupefacenti. Nello zaino del senegalese è stato rinvenuto anche il cellulare di Ilaria.

Il giovane senegalese non aveva  il permesso di soggiorno ed era già destinatario di un provvedimento di espulsione le cui pratiche erano in corso. Lo ha detto il procuratore di Livorno, Francesco De Leo, che insieme al comandante provinciale dei carabinieri Massimiliano Della Gala ha confermato che l’uomo non ha ancora confessato, ma che «su di lui ci sono pesanti indizi».

E’ probabile che Ablaye abbia anche abusato della ragazza e poi l’abbia uccisa poco distante dall’oliveto dove l’hanno ritrovata, ma su queste indiscrezioni dovrà fare chiarezza l’autopsia.  

Guardia giurata uccide la moglie e poi si suicida

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Cristian Agostini, una guardia giurata, oggi ha sparato a sua moglie, Chiara Di Vita uccidendola e poi suicidandosi. E’ accaduto a Roma in un appartamento sulla via Aurelia. I due avevano un figlio che al momento della sparatoria era a scuola.

 

Insorge Rimini contro i manifesti svedesi e prega Bray d’intervenire.

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Una campagna pubblicitaria come quella svedese del parco Liseberg non poteva certo passare inosservata dagli albergatori e dai ristoratori  riminesi. Sicuramente il settore turismo italiano può ricevere danni ingenti da una campagna così denigratoria. Gli stessi svedesi hanno commentato su Facebook che trovavano di pessimo gusto quella pubblicità soprattutto nei confronti di tutti quei bambini che non si possono permettere nemmeno una giornata al luna park.

Viktor Ragnemar, regista freelance di Göteborg, ha realizzato un contro-manifesto sulla falsa riga di quelli affissi della città: sulla faccia della bimba in lacrime campeggia la scritta: “242.000 bambini svedesi non possono neanche andare a Liseberg: a chi importa il divertimento garantito?”.

 Alla fine Liseberg ha deciso di ritirare tutti i manifesti. In Italia poi si è mosso Fabio Galli, assessore provinciale di Rimini che ha immediatamente scritto al neoministro  del Turismo Massimo Bray per invitarlo a prendere una posizione a riguardo. Secondo Galli si tratta, oltre che di un’offesa, anche di concorrenza sleale e prega il ministro di associarsi alle dichiarazioni di sdegno della Spagna che ha immediatamente reagito con vigore a questa provocazione.  Galli nella sua nota ha sottolineato anche come ci sia da parte dell’Italia una inadeguatezza a promuovere il proprio territorio tanto da lasciare che gli altri lo possano discriminare e denigrare:

“Se l’essere di fatto scomparsi da alcuni mercati, quello scandinavo, appunto è già di per sé una sciagura in termini economici e d’immagine, la beffa si aggiunge con simili episodi per i quali, comunque, gli altri due Paesi danneggiati in qualche modo si sono già mossi a difesa – si legge nella missiva a Bray – La scelta, percorsa più o meno coscientemente negli ultimi due decenni, di non provvedere ad alcuna promozione all’estero del marchio Italia a favore di uno ‘spezzatino’ regionale a volte contraddittorio va senz’altro radicalmente e tempestivamente mutata. Certo, campagne folli come questa sono difficilmente parabili ma un Paese con una barra forte, dritta e riconoscibile sul fronte della promozione saprebbe difendersi al meglio e meglio. Mi auguro che il Ministro Bray possa intervenire”.

Forse non siamo stati gli unici a non trovare nulla di ironico e di divertente in una pubblicità che discrimina le spiagge del Sud Europa, mostra bambini disperati e inneggia a un divertimento privo di ogni stimolo culturale e storico cosa che invece possono regalare le città della Spagna, della Grecia e dell’Italia. 

 

Al via la maratona della masturbazione.

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Si festeggia a Philadelphia il mese della masturbazione, con tanto di festa per ricordare a tutti che non c’è nessuna perversione nell’autoerotismo.  Il 30 maggio, poi, ultimo giorno della “kermesse erotica” organizzata da Screawsmart e da PleasureRush (associazioni per l’educazione sessuale e contro l’omofobia), i partecipanti saranno invitati al “Creamium”, la serata danzante in cui verrà premiato “Il più fantasioso”. La manifestazione che cerca di abbattere i tabù che ancora ruotano intorno alla masturbazione, ha anche lo scopo di raccoglier fondi destinati alle associazioni che si occupano di prevenzione sessuale.  

 

Scompare un imprenditore, giallo nel modenese

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Henry Meglioli, imprenditore 42enne di Sassuolo è scomparso da ieri mattina. L’uomo è titolare insieme al fratello del grande centro sportivo ‘Cà Martà in città. Erano circa le 8.30 quando è stato visto allontanarsi  alla guida della sua auto, una Peugeot 307 station wagon grigia. I familiari hanno atteso fino a ieri sera, poi non vedendolo tornare hanno deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine. Il sindaco della città, Luca Caselli, si è unito all’appello chiedendo a chiunque abbia notizie di mettersi in contatto con le forze dell’ordine. Anche l’amico Filippo Neviani, Nek, il cantautore di Sassuolo si è subito attivato per diffondere il messaggio della famiglia e aiutare le ricerche.

Santiago, il figlio di Belen è già calvo?

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Santiago, non appena venuto al mondo, è stato immediatamente immortalato da tutte le riviste di gossip. E’ stato quindi facile fare un immediato riscontro… all’inizio il bebè aveva una chioma folta, ma nelle ultime foto pubblicate risulta essere completamente calvo… troppo stress per il piccolo di Belen?

Ancora mistero sulla morte della 20enne russa di Livorno

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Era una barista di circa 20 anni la livornese di origini russe,  Alexandra Lenzi, che è stata trovata morta nel bagno di una camera d’albergo della toscana. Probabilmente è stato un malore, ma non sono ancora chiare le dinamiche. La giovane si trovava nell’hotel insieme a un suo coetaneo che quando questa mattina si è svegliato l’ha trovata morta. Sul corpo non ci sono segni di violenza o lesioni gravi, ma per escludere ogni dubbio e per individuare la causa del decesso è stata disposta l’autopsia. Nelle prossime ore ci saranno più dettagli che sveleranno il mistero.

Le vie della cocaina sono… INFINITE?

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Il Sahara non è un territorio sicuro eppure c’è chi è disposto ad attraversarlo e mettere a rischio la propria vita pur di avere stipendi elevati.  Così i giovani maliani trasportano in quel deserto la cocaina e fanno guadagnare soldi ai terroristi di Al Qaeda. Ora Mohamed, un 31enne musulmano ha rilasciato un’intervista al Guardian dove racconta la sua esperienza.

All’inizio Mohamed fu assoldato per il contrabbando di sigarette “Non sapevo che il traffico di sigarette fosse illegale, qui tutti fumano e non mi sembra così grave”. Ben presto però gli fu chiesto di portare cocaina “Quando ho iniziato a trasportare la cocaina, sapevo invece che fosse sbagliato. Io sono un musulmano.” E se è vero che i rischi sono maggiori e che la consapevolezza di trasportare un’ “arma” che mina la salute, a volte in modo irreversibile, a volte diventa un peso insostenibile nella coscienza di un musulmano, è anche vero che i guadagni sono ottimi. “In passato venivo pagato circa 100 mila franchi per ogni viaggio”. Una cifra irrisoria rispetto al milione di franchi che può guadagnare con la droga. Ma quanti sono i giovani maliani che fanno questo mestiere?  La percentuale tra i giovani è elevatissima anche perchè nel Mali non vi sono fonti di guadagno, la disoccupazione giovanile è altissima e le alternative non ci sono. Come afferma lo stesso Mohamed “E’ stata dura, ma non avevo altra scelta”.

Quali sono le vie della cocaina?   

I percorsi non sono prestabiliti, vige solo la regola del non fermarsi. “Bisogna arrivare il più rapidamente possibile, si mangia cibo in scatola e si prepara il tè in macchina”. Attraverso il deserto, ogni anno, secondo le stime delle Nazioni Unite, passano circa 18 tonnellate di cocaina, pari a un valore di 1,25 miliardi di dollari. La maggior della droga viene dal Sudamerica, in particolare dalla Colombia, dal Perù e dalla Bolivia e viene trasportata in Africa Occidentale attraverso jet privati, barche da pesca e navi mercantili attraverso l’ ““Highway 10”, cioè il decimo parallelo.

“Il ruolo degli islamisti di Al Qaeda – che controllavano il Nord del Mali prima di essere cacciati dalle truppe franco-maliane nel conflitto bellico di inizio anno – rischia di destabilizzare la regione, dato il potenziale del commercio illegale di droga”, sottolinea il quotidiano britannico. Se in principio il commercio era dominato soprattutto dai tuareg, l’arrivo nell’area di Al-Qaeda ha sconvolto l’area.

C’è chi ricorda ancora l’incidente del 2009 del “Cocaine Air”: un Boeing 727 che si riteneva trasportasse fino a 10 tonnellate di cocaina è stato ritrovato bruciato nel deserto del Mali. Nel 2010, fu invece un commissario di polizia del Mali ad essere stato condannato per aver tentato di costruire una pista d’atterraggio per sbarchi futuri. Nello stesso anno, è stata la Serious Organised Crime Agency del Regno Unito a riferire come un aereo proveniente dal Venezuela fosse atterrato in Mali. E come il suo carico fosse stato trainata da veicoli 4×4 a Timbuktu, prima che le autorità perdessero traccia del convoglio. Ritrovare i veicoli che trasportano la coca in mezzo al deserto è molto complicato: lo ha ammesso anche Pierre Lapaque, rappresentante dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine . “E’ un enorme pezzo di sabbia dove si può facilmente attraversare le frontiere senza saperlo”. Gran parte della polizia di questi paesi poi non è addestrata per il traffico di droga e spesso è corrotta e complice dei trasportatori.

Mohamed conferma al Guardian come i trafficanti siano molto attrezzati e ben organizzati: “Una volta abbiamo aspettato di raccogliere i pacchi di droga in una località nel deserto che prende il nome di “al-Hanq”, ha spiegato. Spiega come la droga viaggiasse a bordo di cammelli senza guida, addestrati per fare sempre lo stesso percorso senza essere sfamati. “Ai cammelli veniva dato da mangiare soltanto quando raggiungevano al Hanq: così imparavano pian piano a fare quel percorso senza bisogno di avere una guida”, svela. E poi ci sono i veicoli di ricognizione, che viaggiano senza droga e avvertono i trafficanti nel caso di problemi. Certo, non mancano i rischi: Mohamed spiega di aver abbandonato l’attività dopo che il suo convoglio era stato attaccato da alcuni banditi armati. “Ci eravamo fermati per riparare un problema con la macchina, quando un’auto ha cominciato a sparare contro di noi”, ha rivelato. “Tutti i miei colleghi sono stati uccisi, ma io sono riuscito a fuggire”, ha concluso.

Ma Mohamed è il primo ad affermare che le cose che racconta sono sotto gli occhi di tutti, ma a  Timbuktu il governo pur essendo pienamente consapevole dei traffici, non interviene.  

Nichi Vendola twitta a favore delle donne e contro il femminicidio

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“Sotto occhi politica si consuma spirale di violenza senza fine, anche oggi piangiamo delle donne uccise: il pilastro dell’insicurezza Italia. Serve reazione culturale, sociale, politica a continua sopraffazione donne: mettere alle spalle volgaritá, burlesque, sopruso”.

Anche oggi siamo di fronte a due femminicidi, gli ennesimi che spezzano la vita a ragazze giovani, a madri, a mogli… a quel “lutto da abbandono” che l’uomo non sa più rielaborare e che fa scattare la vendetta violenta. La forza bruta che prevarica sulla ragione e non lascia spazio a nessun tipo di assoluzione. Il male viene da lontano: da un sistema che è incapace di distinguere tra amore e possesso, tra volgarità e divertimento, tra spettacolo e aberrazione del corpo femminile che più che un oggetto diventa un mero strumento di vessazione. Il piacere di poter abusare di una donna è così dilagante che a volte ci prende impreparati, ci lascia attoniti per la brutalità e la frequenza con cui accade…

Amina nuovo look e nuovo topless

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Amina torna a far parlare di sè. Dopo la foto a seno nudo che aveva aizzato le proteste degli integralisti tunisini, la ragazza posta una nuova immagine che la ritrae con un nuovo look e ancora una volta in topless. La scritta che mostra sul seno recita “non più lezioni di morale”. La foto è apparsa mercoledì in occasione della celebrazione della Festa del Lavoro fatta dal Congresso per la Repubblica in avenue Bourghiba, Amina, dopo settimane nelle quali non aveva più dato notizie di sé, ha dato vita  a un nuovo attacco nel quale protestava contro gli esponenti del partito (quello di maggioranza) per denunciare di fare solo i propri interessi e non quelli del popolo.

Bimba di 9 anni azzannata al volto dal cane dello zio. E’ grave.

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Stava giocando nel giardino di casa dello zio a Monsano quando il cane di famiglia, un docile border collie, l’ha aggredita. Lei, una bimba di nove anni, originaria di Serra de’ Conti, era con i genitori in visita dal parente. Sono state proprio le grida della bimba a far sopraggiungere di corsa i genitori che l’anno ritrovata ferita al viso e a una coscia. Il 118 intervenuto sul posto ha immediatamente trasportato la bimba al pronto soccorso di Jesi dove le sono state prestate le prime cure e poi si è deciso per il trasferimento al Salesi dove la bimba è sotto osservazione. I medici hanno dichiarato che le sue condizioni sono gravi anche se la bambina non è in pericolo di vita.

 

Alle pari opportunità? Ci mettiamo la Biancofiore… è omofoba!

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La Biancofiore, neo eletta sottosegretaria alle pari opportunità dichiarò a gennaio scorso, nei microfoni di Klaus Davi, che le nozze gay non sono una priorità per gli italiani e che le persone transessuali sono  “mix strani che mi lasciano perplessa”.

Come riuscirà Enrico Letta ad amalgamare una Kyenge con una Biancofiore? Mentre al ministero dell’Integrazione si lotta per la cittadinanza agli stranieri nati in Italia, al ministero delle Pari Opportunità si frena su gay e transessuali? Insomma cittadinanza a tutti basta che non siano gay e transessuali?

La Biancofiore non si è certo limitata a queste frasi. Parlando della probabile presenza di candidati omosessuali nelle liste del Pdl disse: “Purtroppo qualcuno nasce con una natura diversa, una natura che non ti fa vivere una vita facile”.

Purtroppo qualcuno ha una natura diversa o semplicemente qualcuno a gusti sessuali che la società giudica diversi (diversi da cosa poi?) e  “purtroppo” vanno accettati?

Le critiche che si leggono sul web sono bipartisan. Sia da sinistra che da destra (anche il sito GayLib dei “gay di centrodestra”) gli attacchi per la nomina della Biancofiore non sono mancati.

E’ un senegalese l’assassino di Ilaria?

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E’ stato nella caserma dei carabinieri di Donoratico per tutta la mattina un senegalese fermato per l’omicidio di Ilaria Leone, la ragazza rinvenuta ieri morta in un oliveto a Castagneto. Fuori dalla caserma alcuni amici di Ilaria hanno iniziato a gridare “Assassino, assassino” e una ragazza, amica di Ilaria avrebbe gridato anche “Lo sapevo che era lui”.

Secondo quanto si apprende il giovane, che uscito dalla caserma è stato fatto salire su una macchina in borghese dei carabinieri, conosceva Ilaria. Questo almeno è quanto dice Alessandro, un coetaneo della ragazza uccisa che era davanti alla caserma insieme ad altri amici della ragazza. “Usciva ogni tanto anche con noi – dice Alessandro – o meglio, non con me ma sicuramente frequentava Ilaria e altri giovani del gruppo”.

Le pubblicità razziste della Svezia quanto pesano sulla nostra economia?

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E’ da giorni aperto un dibattito in rete sulla pubblicità razzista proposta dalla Svezia per sponsorizzare un proprio parco giochi. Tra colpevolisti e innocentisti il popolo della rete si divide e dialoga animatamente sostenendo le proprie tesi.

Abbiamo raccolto tre voci dissidenti che ci accusano di faziosità nell’aver dato una notizia che di per sè non è razzista proprio per dar voce a chi, a differenza di noi, trova la pubblicità un omaggio o solo frutto di un’ironia intelligente:

“Ma vi siete bevuti il cervello? Questa pubblicità gioca sul fatto che anche le mete più ambite svaniscono al confronto del loro parco giochi. E’ ironica e simpatica. L’Europa probabilmente tace del silenzio rassegnato che si prova davanti ad articoli idioti come questo. Siete davvero degli sfigati”.

“E’ esattamente il contrario di quanto dice l’articolo. La pubblicità chiaramente si basa sul paradosso che i bambini svedesi preferiscono il parcogiochi a quelle che sono ritenute le mete più belle in Europa per le vacanze. Altro che razzismo, è un omaggio, possibile in un paese culturalmente evoluto come la Svezia, forse meno in Italia, dove il razzismo c’è di sicuro, e quindi c’è malafede. Il tono dell’articolo, e anche i successivi commenti di tuttacronaca sui “bimbi che piangono che fanno tristezza” indicano una mancanza di ironia, e, alla peggio, una punta di ipocrisia. Per questo gli italiani capiscono solo le pubblicità con tette e culi. Siamo, in definitiva, provinciali, bigotti e ignoranti. Sicuramente più degli svedesi”.

“Hanno ragione in fin dei conti …. Un luogo dove spiagge e luoghi di villeggiatura pieni di wucumprà, zingari, cingalesi e altra gente che oltre a proporre merci trova il tempo per scippare e spacciare con una certa facilità rimanendo impunita non si presta per una bella vacanza…”

C’è anche chi invece poi la pensa in maniera diversa:

“Gli Scandinavi un po’ razzisti nei nostri confronti lo sono eccome. Spiace dirlo, ma è purtroppo la verità e denigrare l’Italia e considerarla un Paese quasi sottosviluppato è nella loro corde. Molti la amano, per contro, ne apprezzano la cultura, la cucina, il clima e la gente, ma si tratta dei più aperti. E loro stessi ammettono quanto pregiudizio diffuso ci sia nei confronti del Sud Europa. Poi, si può discutere quanto di questo ci meritiamo e quanto sia frutto di una loro buona ignoranza. E quanto noi abbiamo lo stesso atteggiamento con altri Paesi, come quelli del Nord Africa. Ma sinceramente, anche senza gridare allo scandalo, ironia in queste pubblicità non ne vedo molta. Ed essere consapevoli delle cose fa bene a tutti”.

Ringraziando tutti del contributo che ci lasciano in bacheca e soprattutto per il dialogo, a volte a tinte forti, che ci permette un confronto vorremmo solo far riflettere su un altro aspetto della pubblicità svedese.

Quanto una pubblicità del genere danneggia l’economia turistica italiana?

In Italia pur avendo introdotto, tramite recepimento della normativa europea, la pubblicità comparativa, abbiamo però posto dei limiti ben specifici:

1) usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o con i segni distintivi legittimamente usati da altri, o imita servilmente i prodotti di un concorrente, o compie con qualsiasi altro mezzo atti idonei a creare confusione con i prodotti e con l’attività di un concorrente;

2) diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull’attività di un concorrente, idonei a determinare il discredito, o si appropria di pregi dei prodotti o dell’impresa di un concorrente;

3) si vale direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare l’altrui azienda.

Come si può vedere la pubblicità svedese mina alla radice il punto 2 della normativa e lo fa non nei confronti di un azienda italiana (il che già sarebbe stato grave), ma di un intera nazione.

In Italia cerchiamo di fare una pubblicità “celebrativa” di un marchio non denigrando altri prodotti… perchè gli svedesi lo devono fare con le nostre spiagge o con quelle dei paesi del sud Europa? Inoltre per celebrare il nostro paese perchè non hanno messo una foto del golfo di Napoli, una caletta sarda o un lungomare siciliano? Perché non hanno messo le nostre città d’arte o un parco naturale?

Perché poi continuare a dividere… a contrapporre… a dare “punteggi” alle nazioni che compongono l’Europa? Quando ci sentiremo veramente cittadini degli Stati Uniti Europei? Quando in Svezia promuoveremo le bellezze italiane, pur facendo pubblicità a quelle locali? Quando non parleremo più di sud e di nord, ma di Europa? E ancora quando ci sentiremo fratelli e sorelle di un mondo che non ha confini se non nella testa dei potenti che lo hanno voluto relegare a regole e numeri per far credere che ci sono i più degni e i più indegni di farne parte?

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Kyenge e il suo essere nera e non di colore

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“Sono nera e italo-congolese, e ci tengo a sottolinearlo”. Lo afferma il ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, nella sua prima conferenza stampa, spiegando che “dentro di me ci sono due Paesi. Non sono di colore, sono nera: lo dico con fierezza”. Il ministro ribadisce poi la necessità di “cominciare ad usare le parole giuste”.

Così la Kyenge ha invitato la stampa a usare i giusti termini di riferimento… forse c’era il pericolo in Italia che qualcuno pensasse alla pelle verde degli alieni? Ma comunque il termine persona di colore non è offensivo e non sminuisce la razza, se iniziamo a perderci nella nomenclatura quando questa non risulta discriminatoria, c’è il rischio di fare lacerazioni peggiori di quelle che si vogliono curare. In molte lingue, compreso l’italiano, si indicano “persone di colore” le persone nere senza nessun tipo di accezione. Poi se si vuole ricordare la poesia anonima, circolata ampiamente sul web con intento ironico-polemico,  è solo un modo di aprire una polemica sterile. Se poi vogliamo citare lo  spagnolo o il portoghese negro significa semplicemente nero, come negre in catalano o occitano, e viene usato comunemente per riferirsi agli africani e ad altri gruppi etnici di pelle scura.

Anche la famigerata parola nigger era usata frequentemente in senso neutro anche in letteratura, pur essendo percepita come più volgare; per esempio, Twain usava il termine negro nelle opere di saggistica come Following the Equator, e ricorreva invece a nigger quando rappresentava lo slang della gente di campagna della valle del Mississippi; nessuna delle due forme, però, appare nelle sue opere come intrinsecamente discriminatoria. Solo nella prima metà del XX secolo si creò una sensibilità diversa e  si aprì la discussione in particolare su due romanzi: quello di  Joseph Conrad Il negro del ”Narciso” (The Nigger of the Narcissus), che inizialmente fu pubblicato con un altro titolo su insistenza della casa editrice, e il giallo di Agatha Christie Dieci piccoli indiani, il cui titolo originale Ten Little Niggers. 

Pur capendo la volontà  di Kyenge di dover lasciare il segno essendo il primo ministro nero italiano, forse sarebbe ora di concentrarsi non tanto sulla nomenclatura, ma molto di più sui fatti… il razzismo è insito anche in chi dice “nero”, mentre può esserne privo chi dice “negro”… Senza rinnegare la black power e i black panthers sarebbe ora di alleggerire i toni e non fissarsi su un mero problema di etimologia.

La storia di Piera, il video shock dei radicali

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“Non voglio più soffrire, questa è una sofferenza fine a se stessa: solo io ho il diritto di decidere su me stessa”. Così Piera Franchini, malata terminale, racconta di aver scelto l’eutanasia in unvideo-shock diffuso dai radicali, che nell’ottobre del 2012 avevano lanciato uno spot “A.A.A. malati terminali cercasi”. “Danno da bere una bibita, poi uno si addormenta e va”, sono le ultime parole di Piera, morta in Svizzera. La donna racconta come la “vera morte” le sia stata data dal medico: “Sono morta il 13 aprile, quando il chirurgo mi ha detto per la prima volta che non c’era nulla da fare”. La denuncia dei radicali è forte e spiega come “Piera è dovuta andare dal Veneto fino in Svizzera, a Fork, vicino a Zurigo, per poter vedere riconosciuta questa sua volontà”.

Si riapre quindi il dibattito sull’eutanasia e sulla morte assistita nei casi in cui vi è una ferma volontà del paziente di farla finita. Lo Stato può impedire la morte assistita, ma non può impedire i suicidi… quante persone forse si sarebbero salvate se si fossero rivolte ai centri per la morte assistita dove specialisti devono tentare fino alla fine di dissuadere il paziente?

Capo dei carabinieri denuncia superiori: non mi fecero arrestare Provenzano

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Il maresciallo del capo dei carabinieri Saverio Masi, oggi caposcorta del pm Nino Di Matteo, ha presentato una denuncia alla procura di Palermo in cui rivela il nome di un suo vecchio superiore che avrebbe ostacolato le indagini su Provenzano  e su Messina Denaro. La denuncia riguarda vicende che si riferiscono al 2001 al 2007 e denuncia pressioni cui sarebbe stato sottoposto al fine di non catturare i latitanti. Accuse pesanti quelle di Masi: «Noi non abbiamo intenzione di prendere Provenzano! Non hai capito niente allora? Ti devi fermare!», avrebbe detto il superiore al carabiniere. «Hai finito di fare il finto coglione? Dicci cosa vuoi che te lo diamo. Ti serve il posto di lavoro per tua sorella?». Lo stesso sarebbe accaduto con Matteo Messina Denaro.

Masi afferma di aver incrociato il latitante in strada, a bordo di un’utilitaria, nel marzo del 2004, e di averlo seguito fino a una villa, ma di non aver ricevuto l’autorizzazione a proseguire le indagini.

Marchiati con il tattoo della ditta per avere un aumento.

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Il direttore di un’agenzia immobiliare newyorkese ha avuto la “brillante” idea di spingere i propri dipendenti a farsi tatuare il logo aziendale sul braccio in cambio di un aumento in busta paga pari al 15%. Così sono stati circa 40 gli agenti immobiliari della Rapid Realty a farsi imprimere sul corpo “il marchio di appartenenza”. Più o meno una specie di riconoscimento del “gregge”. Naturalmente la pubblicità tatuata sul braccio del lavoratore non ha lasciato i media indifferenti e si sono generate le prime polemiche. Così alcuni dipendenti sono stati inviati a spiegare alla Cbs la politica aziendale “ottimo modo per mostrare l’impegno verso una società che ti fa andare tutti i giorni a lavorare col sorriso”. La frase naturalmente desta alcune preoccupazioni e suona molto da ufficio pubbliche relazioni. Inoltre è strano che proprio il direttore dell’impresa non si sia ancora fatto tatuare il logo, anche se si è dichiarato disponibile a farlo.

Cosa dovranno fare i lavoratori per mantenersi un minimo di dignità sul lavoro?

E’ Alessandra Iacullo la 30enne morta a Ostia.

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Imperversa in Italia, da nord a sud, la violenza contro le donne. Ieri sera è stata ritrovata accoltellata accanto al proprio scooter nella zona di Dragona, una frazione di Roma, la 30enne Alessandra Iacullo. Trasportata d’urgenza in ospedale la giovane è morta poco dopo. All’inizio si era ritenuto che la giovane potesse essere stata vittima di un incidente stradale, poi i medici hanno scoperto ferite da taglio al collo e alle braccia. Gli agenti della squadra mobile di Roma hanno ascoltato amici e familiari della 30enne: si indaga sulle sue relazioni sentimentali.

 

Il caso Miccichè scoppia in rete!

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Scoppia la polemica in rete dopo che Gianfranco Miccichè, leader di Grande Sud, è stato nominato Sottosegretario di Stato alla Pubblica amministrazione e semplificazione sotto il Ministro Gianpiero D’Alia.

Ma Chi è Gianfranco Miccicché?

Il padre era un alto dirigente del Banco di Sicilia. Compie i suoi studi in scuole laiche a Firenze e a Palermo. Suo fratello Gaetano è Direttore Generale di Banca Intesa Sanpaolo, l’altro fratello Guglielmo è il vice presidente del Palermo; di cui suo zio Luigi,  fu consigliere alla fine degli anni cinquanta.

Nel 1984, grazie alla conoscenza di Marcello Dell’Utri, diventa dirigente di Publitalia ’80, azienda di Silvio Berlusconi, per la quale diviene direttore della sede di Palermo prima e di Brescia poi.

L’11 gennaio 1988 Miccichè, che all’epoca lavorava ancora presso Publitalia, venne interrogato nell’ambito di un’inchiesta sul traffico di droga a Palermo, in quanto sospettato di essere uno spacciatore. Miccichè rispose: “Non sono uno spacciatore ma solo un assuntore di cocaina”. Non comportando il fatto reato, la posizione venne archiviata mentre gli spacciatori vennero arrestati il successivo 14 aprile.

L’8 agosto 2002 venne invece diramata un’informativa dei Carabinieri che sostanzialmente accusava Gianfranco Miccichè di farsi recapitare periodicamente della cocaina presso gli uffici del ministero delle Finanze, in cui all’epoca ricopriva il ruolo di vice ministro. L’informativa fu emessa in seguito ad indagini testimonianti, anche tramite supporti audiovisivi, le “visite” che il presunto corriere Alessandro Martello faceva indisturbato presso il ministero, pur non essendo un soggetto accreditato ad entrarvi. Anche le intercettazioni confermerebbero la versione degli organi di polizia. Dal canto suo, Miccichè ha smentito categoricamente, avanzando a sua volta l’ipotesi di un servizio d’ordine deviato[23].

Ma la storia con la cocaina e l’amicizia con Dell’Utri è solo uno dei tanti lati oscuri dell’uomo che dichiarò

« Falcone-Borsellino, che immagine negativa trasmettiamo subito col nome dell’aeroporto di Palermo.» Insomma secondo Miccicché intitolarlo ai due giudici che avevano perso la vita nella lotta contro la mafia era un segnale “negativo”… forse era meglio Bunga Bunga?

E’ lo stesso Miccicchè che il  18 settembre 2012 ribadisce: «Continuo ad essere convinto che intitolare l’aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino, significa che ci si ricorda della mafia. L’aeroporto di Palermo lo intitolerei ad Archimede o ad altre figure della scienza, figure positive».

Ma sulla mafia Miccichè si era espresso diverse volte, soprattutto per prendere la difesa di Pietro Lunardi, Ministro delle Infrastrutture, che nel “lontano” 24 agosto 2001, aveva dichiarato “con mafia e camorra bisogna convivere”, Miccichè gli fece eco dichiarando che “se per fare gli appalti dovessimo aspettare che finisca la criminalità mafiosa allora non partiremmo mai”.

Senza dubbio è una persona competente da nominare come Sottosegretario di Stato alla Pubblica amministrazione e semplificazione…

Le minacce alla Boldrini… facciamo una legge per il web

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Laura Boldrini non ha paura e lo dice a chiare note dalle pagine de La Repubblica, nella quale chiede però di istituire una legge per il web dopo le minacce che ha subito.

«Io ho chiesto di non essere scortata. Non ho paura di camminare per Roma. Mi pare molto più pericoloso che si diffonda in rete una cultura della minaccia tollerata». Le questione, rileva, «non riguarda solo me. Quando una donna riveste incarichi pubblici si scatena contro di lei l’aggressione sessista. Mi domando se sia giusto che una minaccia di morte che avviene in forma diretta o con una scritta sul muro sia considerata in modo diverso dalla stessa minaccia via web. Chiedo che si apra una discussione serena e seria. Se il web è vita reale e produce effetti reali, non possiamo più considerare meno rilevante quel che accade in Rete».

Donna 30enne trovata morta accanto allo scooter… violenza a Ostia.

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Omicidio a Roma nella tarda serata di ieri. Una giovane romana di 30 anni è stata accoltellata in strada a Ostia, sul litorale romano. La vittima è stata trovata nel sangue a fianco del suo scooter ed è morta poco dopo il trasporto in ospedale. Sulla vicenda indaga la Squadra Mobile.

Ecco i sottosegretari impresentabili del governo Letta.

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Gli impresentabili ci sono eccome. Ecoli tutti schierati in seconda linea, pronti a riportare la vecchia politica, che forse non ha mai lasciato il posto a quella più “pulita”. Solo una verniciata che non ha avuto neppure il tempo di asciugare e poi arrivano le nomine dei sottosegretari che riaffermano i poteri forti della casta.

Si sono spostate le pedine… ma cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia! Vediamo nel dettaglio i “curriculum” degli impresentabili:

Il vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico ha un processo in corso per abuso d’ufficio.

Carla Anna Ilaria Borletti dell’Acqua Buitoni, ha donato 710.000 euro a Scelta Civica. Doveva entrare nel governo Monti come ministro, ma è entrata come sottosegretario in quello Letta. C’è anche la senatrice Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo Economico, che solo qualche giorno fa in una trasmissione aveva detto: “Berlusconi è l’uomo più perseguitato dalla giustizia. E non il più perseguitato della politica, dell’Italia o dell’Europa, ma dell’umanità”.

Sottosegretario alle Politiche Agricole Forestali e Alimentari arriva Giuseppe Castiglione, coinvolto e poi prosciolto da un’accusa di associazione mafiosa e assolto da un’accusa di turbativa d’asta, e genero dell’ex senatore di Forza Italia Giuseppe Firrarello, condannato in via definitiva a due anni per corruzione e turbativa d’asta.

Rocco Girlanda, sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti,vicinissimo a Denis Verdini tanto che compare nelle intercettazione della Procura di Firenze che indagava sul caso del Credito Fiorentino. Vice ministro dei Trasporti il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, indagato nell’ambito di un procedimento relativo all’inchiesta avviata sul progetto urbanistico Crescent.

Diventa vice ministro degli Esteri Bruno Archi, già diplomatico in servizio presso la presidenza del Consiglio che, il 5 ottobre 2012, aveva confermato come teste nel processo Ruby ai giudici di Milano che al pranzo istituzionale con l’allora presidente egiziano Hosni Mubarak del 2010 si parlò della giovane come parente del rais. Sottosegretario al Lavoro e Politiche Sociali va Jole Santelli,ex avvocato studio Cesare Previti, fino al 2006 si è occupata di amministrazione della giustizia e leggi ad personam per il Cavaliere.

 

Nuovi particolari sul delitto di Livorno: Ilaria litigava al cellulare

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Ilaria Leone, la ragazza che  è stata strangolata nell’uliveto a Castagneto Carducci, avrebbe prima discusso animatamente al cellulare con qualcuno questo è quanto è stato raccontato dal una amica della ragazza agli inquirenti: «Ilaria stava litigando con qualcuno, ho avuto questa sensazione, ne sono quasi sicura, era arrabbiata urlava al telefono. Poi si è allontanata senza dire una parola». Questo nuovo particolare se fosse confermato dal cellulare e dall’utenza telefonica di Ilaria potrebbe aprire una nuova pista agli inquirenti. Vi è poi la testimonianza del giovane che Ilaria aveva fermato in strada a cui aveva chiesto di poter accendere la sua sigaretta, che ha confermato agli inquirenti che poi la ragazza si sarebbe allontanata per una via secondaria. La ragazza non aveva né macchina né motorino, andava al lavoro in pullman e la sera quando usciva, verso le 22 dopo aver ripulito le cucine del ristorante si faceva accompagnare a casa da qualche amico.

Chi era Ilaria Leone?

Una ragazza che amava la musica tecno e i piercing. D’estate si divertiva in spiaggia con i suoi amici e amava gli animali. Una ragazza solare a detta di molti che aveva da poco trovato lavoro in un ristorante come cameriera. La ragazza era scomparsa la sera di mercoledì, ma la madre, separata dal marito, non aveva denunciato la scomparsa, credendo che la ragazza avesse passato la notte fuori con gli amici.

 Si pensa a un delitto passionale, forse chi ha ucciso Ilaria la conosceva bene. Forse la ragazza si è fidata di avventurarsi nell’oliveto dove è poi stata ritrovata strangolata, perché il suo assassino per la giovane non era un estraneo. Gli inquirenti stanno seguendo la pista passionale perché sul corpo della vittima sono stati riscontrati diversi lividi.

In particolare il medico legale ha notato alcuni lividi nella zona pubica della ragazza: chi l’ha uccisa, forse, ha tentato prima di violentarla. Comunque solo l’autopsia, fissata per oggi, potrà fornire risposte certe in questo senso.

Era figlia di una coppia che si era separata da due settimane e lei era andata a vivere con la mamma e il fratello in un alloggio popolare a Donoratico, nella frazione di Castagneto, a sei km dal paese. Nel suo facebook aveva foto sorridenti che la ritraevano con le sue amiche e amava definirsi  una «fancazzista, ma con stile».

Uno sguardo a… Risotto con gli Asparagi di Bassano del Grappa

La ricetta puoi trovarla QUI!

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San Pietro sulla scena di… Angeli e Demoni di Ron Howard

San Pietro sulla scena di… Habemus Papam di Nanni Moretti

San Pietro sulla scena di… Il Tormento e l’Estasi di Carol Reed

Personalità di San Pietro… Papa Emerito Benedetto XVI

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Uno sguardo a San Pietro… le tenebre!

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Uno sguardo a San Pietro… la luce!

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Uno sguardo a… SAN PIETRO, Stato Città Vaticano!

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MORTO HUGO CHAVEZ

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Ora è ufficiale, Il presidente del Venezuela dopo una lunga malattia, non ce l’ha fatta. Lascia il suo popolo, lascia un Paese tra contrasti e conflitti, lascia un vuoto che sarà incolmabile. Sicuramente il Comandante resterà ancora a lungo nei cuori dei venezuelani che lo hanno amato e lo hanno rieletto anche se malato, nella speranza che avvenisse il miracolo, ma non è accaduto. Ora non resta che l’ultimo saluto.

SALUTE COMANDANTE

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