Studio shock: fumare oggi è più dannoso, meglio 50 anni fa!

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E’ stato uno studio pubblicato dalla rivista Nicotine and Tobacco Research a mettere in evidenza quanto oggi sia molto più pericoloso rispetto a 50 anni fa fumare. La notizia poi è stata ripresa anche dal New York Times. Ma a cosa attribuire questo peggioramento? Agli additivi presenti nelle sigarette: oggi sono molto più pericolosi e numerosi, tanto che il rischio di un cancro ai polmoni e di malattie croniche, oggi risulta più elevato.

Cosa fanno in sostanza questi additivi sempre più presenti nelle sigarette? Portano più nicotina e favoriscono la dipendenza. I dati d’altra parte parlano chiaro: secondo i ricercatori del Dipartimento di Salute Pubblica del Massachusetts e della Medical School dell’Università del Massachusetts i produttori hanno aumentato gli additivi proprio per favorire la dipendenza e quindi il consumo. Chi inizia oggi a fumare avrà molta più difficoltà rispetto a 50 anni fa di smettere.

Sotto accusa anche i più alti livelli di nicotina. Questa sostanza attiva dei processi biologici che aumentano il rischio di malattie, con conseguenze pericolose soprattutto per lo sviluppo cerebrale degli adolescenti e del feto, nel caso di donne incinte. La presenza di nicotina nel sangue, poi, può anche aumentare il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna, favorendo il rischio di infarto.

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“Rinuncio al sesso… ma non allo smartphone!”

donne-smartphone-tuttacronacaLa società MSL Group, in collaborazione con Randi Zuckerberg, sorella di Mark, il fondatore di Facebook, ha condotto una ricerca nella quale si rileva che il 45% delle donne cinesi, seguite dal 39% delle americane eil 38% delle europee sarebbero pronte a rinunciare anche al sesso per trenta giorni pur di non doversi dividere dall’amato smartphone. Per stilare il rapporto sono state intervistate oltre 3600 donne di diversi Paesi e proprio le cinesi sono risultate essere le più legate ai loro dispositivi cellulari. Il 45%, infatti, ha ammesso che rinuncerebbe a trenta giorni di sesso pur di non separarsi dal suo smartphone. Le più restie le brasiliane, solo 28% preferisce il cellulare all’amore. Ma non solo l’ossessione per l’oggetto è quasi riuscita a scalzare la passione: la sua lontananza, stanto a quanto documentato dall’Istituto per lo studio di psicoterapie, può scatenare ansia, depressione, nause, crampi e crisi. Stessi sintomi dei tossicodipendenti.

Il video che ironizza sugli iPhone-dipendenti: iDiots!

idiots-tuttacronacaMessaggiare, chattare, scattare foto, controllare e aggiornare i social. Al giorno d’oggi è praticamente impossibile ricordare “come facevamo quando non esistevano i cellulari”. Per non parlare per l’eccitazione quando esce un nuovo prodotto Apple. Che ci rende simili a robot programmati. Almeno questa è la similitudine pensata dallo studio creativo di Barcellona, Big Lazy Boy, che sopra questa idea ci ha realizzato un cortometraggio: iDiots, che ha come protagonisti piccoli robot, tutti incollati al loro telefonino, impegnati con likes, trend e interazioni così come lo siamo tutti quotidianamento. “Non prendete il messaggio troppo seriamente – scrivono gli autori nella didascalia che accompagna il corto su Vimeo – E’ solo un filmato promozionale che abbiamo realizzato per ridere sulle nostre cattive abitudini tecnologiche”.

Grasso e il suo tenore di vita medio!

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Piero Grasso interviene al  festival Internazionale a Ferrara, per l’incontro “La democrazia e il potere”, ma non appena prende la parola fa rumoreggiare il pubblico. Appena qualcuno gli chiede infatti quanto dovrebbe  guadagnare un parlamentare, il presidente del Senato si limita a un laconico “quel tanto che basta per renderlo indipendente”. Ma quale dovrebbe essere la cifra incalzano i giornalisti e Grasso ribatte “tra i 5 mila e i 7 mila euro”. Il pubblico in sala non la prende bene e lui ribatte “ci sono dirigenti d’azienda che percepiscono anche 30mila euro al mese” e poi aggiunge che non è qui per “difendere una categoria” ma solo il riconoscimento del “mio tenore di vita medio” che “mi permette di essere indipendente”.

Quindi meno stipendio e più possibilità di “dipendenza”? E cosa intendiamo con “dipendenza”? I soldi limitano davvero i rischi di “dipendenza” o forse potrebbe essere il potere e l’uso distorto che se ne fa a non rendere indipendenti i politici?

La dipendenza sexy… il porno, come alcool e droga

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Esistono le dipendenze, da alcol, da droga, da cibo… e dalla pornografia. Ci sarebbero quindi alcuni clienti di prodotti pornografici che svilupperebbero una vera e propria dipendenza e questo sarebbe rilevabile attraverso le loro attività cerebrali. Lo studio è stato realizzato dall’Università di Cambridge e i ricercatori avrebbero usato la risonanza magnetica per analizzare l’attività cerebrale su utenti che avevano affermato di aver problemi di una vera e propria dipendenza sexy. Le scansioni cerebrali realizzate con la risonanza magnetica hanno mostrato che è una parte centrale del cervello ad attivarsi, la stessa che viene interessata con la droga o con l’alcol.

 

Dipendenza da gioco d’azzardo o da sesso: c’è una clinica per curarla

-ludopatia-clinica-tuttacronacaDipendenza da sesso e da gioco d’azzardo: sono due forme ormai riconosciute e, nelle Marche, c’è una clinica per curare quella che ormai è un’emergenza per il Paese. Tra le “nuove dipendenze”, la ludopatia ha un posto in primo piano. Consiste nell’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze. Il centro San Nicola di Piticchio di Acervia è stato fondato da Vincenzo Aliotta rientra nell’eccellenza italiana nella cura e riabilitazione dalle dipendenze. E’ lo stesso fondatore a spiegare: “Nella nostra regione arrivano malati da tutta Italia e dall’estero, soprattutto da paesi anglofoni, per intraprendere un percorso riabilitativo. In un periodo al massimo di 8 settimane si prevede l’integrazione di due metodi tra i più accreditati, uno in Europa, definito francese, caratterizzato da una visione bio-psico-sociale e l’altro oltreoceano, basato sullo studio dei 12 passi, chiamato modello Minnesota, noto come metodo degli Alcolisti Anonimi. Attraverso interventi psicoterapici individuali e di gruppo si vuole arrivare al pieno recupero non solo dell’equilibrio fisico ed emotivo del paziente, ma anche sociale”. L’Italia è il terzo Paese al mondo per volume di gioco, dopo Giappone e Regno Unito, mentre si è conquistata il primo posto per spesa pro-capite con circa 1.260 euro. Al 2011 i giocatori patologici sono 800 mila e 2 milioni sono quelli a rischio. Un ospite del centro, un padre di famiglia 44enne, ha testimoniato: “Occorre farsi aiutare. La famiglia può darti affetto, ma non ha competenze specifiche per curarti. E’ necessario rivolgersi a dei professionisti, a dei centri riabilitativi competenti ed io ho avuto la fortuna di incontrare il Centro San Nicola e da ottobre ho cominciato a venirne fuori”.

Caffeina, è una droga?

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La caffeina può far gravi danni e dare sintomi di dipendenza quasi paragonabili a quelli di una droga. L’incredibile rivelazione viene dall’associazione degli psichiatri americani che hanno riscontrato due nuove patologie: la crisi d’astinenza da caffè e l’intossicazione da caffè.

Non si parla naturalmente di chi la mattina si prende una tazza di caffè, ma di un consumo quotidiano che diventa una vera ossessione. Per diagnosticare una crisi di astinenza da caffè ci devono essere almeno 5 sintomi:  mal di testa, affaticamento e sonnolenza, depressione, difficoltà di concentrazione e nausea o dolore agli arti.

Per diagnosticare invece l’intossicazione da caffeina, sono necessari almeno una dozzina di sintomi: agitazione, nervosismo, eccitamento, insonnia, faccia arrossita, diuresi, mal di stomaco, spasmi muscolari, pensieri disordinati, battito cardiaco aumentato, comportamenti maniacali.

Ma a lato di queste patologie ci sono anche degli effetti benefici: il consumo moderato di caffeina infatti abbassa il rischio di malattie cardiache e diabete e sembra prevenga i problemi di memoria che arrivano con l’avanzare degli anni. Inoltre, la caffeina rende ottimisti.

Dipendenza da videopoker: si dà allo spaccio per poter giocare!

videopoker spaccio - tuttacronaca

Non è facile trovare il modo di gestire una dipendenza in tempo di crisi, tanto meno in assenza di un impiego. Ecco allora che un 38enne di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, ha deciso di pagarsi il vizio spacciando cocaina, aiutato dalla nipote 25enne che era incaricata delle consegne e che ora è stata a sua volta denunciata. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri dopo che era stato visto trascorrere intere giornate alle macchinette dei locali presenti in paese spendendo somme ragguardevoli. Il pusher era riuscito a crearsi un suo giro di clienti che fidelizzava, per combattere la concorrenza, attraverso delle promozioni come due al prezzo di uno o dosi gratis.

Cory Monteith, il Finn di Glee, sceglie il ricovero in rehab

cory-monteith - rehab - tuttacronaca

Cory Montheit, il giovane protagonista di Glee, ha deciso di ricoverarsi volontariamente in un rehab, sperando così di superare la sua dipendenza da sostanze stupefacenti. Scelta che la sua fidanza Lea Michele, la Rachel del serial tv durante le riprese del quale si sono innamorati, appoggia pubblicamente: “Amo Cory e lo sostengo, gli starò accanto in questo momento difficile. Sono fiera della decisione che ha preso”. L’attore non è nuovo a queste esperienze, avendo già fatto ricorso ad una simile struttura ancora 19enne e, forte di questa esperienza, si sente di lanciare un appello ai suoi molti, giovani fans: “Non voglio che i ragazzi pensino che mollare la scuola e farsi di qualcosa sia ok, e che poi diventeranno anche attori. Ma dico anche a quelli che sentono la voglia di mollare: cerca di capire cosa vuoi veramente e insegui il tuo sogno.” Evidentemente lui l’ha capito e cerca di raggiungerlo con tutte le sue forze. Non resta che augurargli di riuscire nel suo intento, con la speranza che venga rispettata la sua decisione, così come comunica il suo portavoce: “Vi chiede rispetto e privacy, perché possa compiere quei passi necessari per la sua completa guarigione.”

La ragazza delle ruote di scorta!

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Una dipendenza singolare per Allison, 19 anni, di Atlanta, in Georgia. La giovane va pazza per la gomma, ma non quella da masticare, bensì quella dalla quale si ricavano i pneumatici per automobili. La gomma le piace così tanto che ha già mangiato 50 pneumatici nella sua vita e non può farne a meno, così ha sempre qualche ‘ruota di scorta’ nel cortile di casa. Il sapore? Sarebbe come quello della carne secca. Allison ha ammesso che la sua dipendenza potrebbe sembrare strana e anche che probabilmente la particolare merenda potrebbe avere un sapore leggermente strano, chimico, ma proprio non riesce a resistere.

L’Heavy Metal crea dipendenza… e Roger Tullgren prende la pensione

Roger Tullgren, è un 42enne svedese che ha fatto domanda e ottenuto una pensione di invalidità perchè dipendente dalla sua musica preferita: heavy metal. Roger è ossessionato da questa passione tanto che il suo ex datore di lavoro lo ha licenziato trovando che l’heavy metal fosse incompatibile con il lavoro. Così l’uomo si è rivolto ad alcuni psicologi che hanno riscontrato la sua dipendenza e hanno concesso la pensione d’invalidità.

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